Cavandoli (Lega): “Giunta incapace di programmare, cittadini e commercianti esasperati”

Parma, 11 novembre 2019 - “Dal 17 giugno viale Mariotti è chiuso per lavori di impermeabilizzazione del sottopassaggio del Ponte Romano e del mercato coperto della Ghiaia. Sarebbero dovuti finire ad agosto. I lavori per l’allargamento dei marciapiedi e la sistemazione di via Mazzini dovevano terminare a metà settembre. E invece, dopo quasi 2 mesi entrambi questi cantieri sono ancora aperti.
Solo il 24 settembre una corsia di viale Mariotti è stata riaperta, finalmente alleggerendo via Garibaldi strangolata dal transito di ben 8 linee urbane di bus e altre extraurbane deviate dal Lungoparma. Residenti e commercianti del Centro non ne possono più di essere ostaggio della scarsa capacità di programmare e gestire i cantieri dimostrata da questa amministrazione”, dice Laura Cavandoli parlamentare e consigliere comunale parmigiana della Lega che ha presentato un’interrogazione alla Giunta per sapere se ci sarà mai un termine “a questa storia infinita”.

“La risposta dell’Assessore - prosegue l’esponente del Carroccio – è stata insoddisfacente: non ha dato nessuna certezza sui tempi, abbiamo desunto che le strade riapriranno probabilmente a dicembre. I lavori in via Mazzini sono costati 700 mila euro per allungare un marciapiedi senza prevedere una pista ciclabile e trovo che fare un cantiere così impattante e costoso senza prevederne una sia poco lungimirante, così come rinviare parte dei lavori al prossimo anno, proprio nell'anno della Capitale della Cultura. La gestione di questi cantieri testimonia la scarsa capacità di programmazione di questa giunta con costi e disagi che gravano sui parmigiani”.

 

Mobilità sostenibile. Emilia-Romagna sempre più a due ruote: investimenti per 5 milioni di euro in 20 Comuni medio-piccoli di tutta la regione per nuove piste ciclabili e riqualificazione dei percorsi. Bonaccini: "Insieme ai territori per spazi urbani più a misura d'uomo e ciò che serve alle comunità locali"

Bologna –

In Emilia-Romagna la mobilità sostenibile viaggia sempre di più su due ruote. Chi sceglie la bici per spostarsi potrà contare su nuovi investimenti per quasi 5 milioni di euro, di cui circa 2 di finanziamento regionale, per la realizzazione di piste ciclabili, messa in sicurezza e riqualificazione dei percorsi in 20 Comuni della regione.
La Giunta regionale ha infatti deliberato lo stanziamento delle risorse con l’obiettivo di favorire questo tipo di spostamenti, senza dubbio utili sia alla salute fisica sia alla lotta all’inquinamento.
I finanziamenti riguardano 20 progetti: quattro in provincia di Bologna, a Medicina, Castello d’Argile, San Giovanni in Persiceto, Calderara di Reno; cinque nella provincia di Forlì-Cesena: a Modigliana, Savignano sul Rubicone, San Mauro Pascoli, Bagno di Romagna e Gatteo; due nel modeneseSan Prospero e Medolla; tre nel reggianoGualtieri, Scandiano e Campegine; due nel piacentino, Bobbio Villanova d’Arda; due in provincia di Ferrara, a Cento Copparo.
Infine, uno rispettivamente a Colorno (Pr) e Misano Adriatico (Rn).
Gli interventi sono stati presentati oggi in Regione, alla presenza dei sindaci dei comuni interessati. Si va dalla realizzazione delle piste ciclabili alla riqualificazione e messa in sicurezza dei singoli tratti, dalla segnaletica al riassetto della viabilità.
Si aggiungono agli oltre 30 finanziati dalla Regione poche settimane fa con quasi 3 milioni di euro per altrettanti Comuni al di sotto dei 50mila abitanti, per cantieri relativi a spazi urbani, strade, centri polivalenti e per il volontariato, sport e ulteriori opere sulla ciclo-pedonalità.

“Abbiamo deciso di allargare e rafforzare l’impegno per i territori insieme ai sindaci stessi- spiega il presidenteBonaccini- per la riqualificazione degli spazi e ciò che più serve alle comunità locali. Sulla mobilità sostenibile in particolare, non c’è alcun dubbio sul fatto che serva una svolta che guardi di più alla tutela dell’ambiente, così come questi interventi incidono sul miglioramento dell’assetto del territorio. E lo facciamo continuando a investire nella ciclo-pedonalità, così come lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo sul trasporto pubblico locale, quello ferroviario e lo spostamento delle merci dalla gomma al ferro. Le due ruote per gli spostamenti quotidiani casa-scuola e casa-lavoro, il turismo bike, l’intermodalità con il treno: stiamo creando le condizioni per vivere in città più a misura d’uomo- chiude Bonaccini- per centrare l’obiettivo fissato dal Piano regionale integrato dei trasporti (Prit 2025) di una percentuale di spostamenti sulle due ruote pari al 20% nella nostra regione”.

“In questi cinque anni- afferma l’assessore alla Mobilità, Raffaele Donini- abbiamo rimesso al centro con forza il tema della mobilità sostenibile, in particolare su ferrovia e su due ruote. Oltre 40 milioni investiti per dotare le nostre città di nuove piste ciclabili e ciclovie, che permettano ai ciclisti di muoversi su percorsi diretti e sicuri. Se pensiamo che più di due cittadini su tre compiono spostamenti quotidiani inferiori ai 10 chilometri, risulta evidente come la mobilità ciclistica debba diventare sempre più un mezzo di trasporto competitivo e sostitutivo dell'auto privata. Nella nostra pianificazione regionale- aggiunge- la mobilità ciclopedonale non viene intesa unicamente come fruizione turistica o modalità secondaria di spostamento ma come uno degli assi fondamentali delle nostre politiche”.

“Un’azione importante- precisa il sottosegretario alla Presidenza, Giammaria Manghi- che premia ulteriori 20 progetti in aggiunta ai 32 già selezionati in prima istanza dal bando dedicato a opere proposte dai Comuni medio-piccoli, a sostegno specifico di un indirizzo strategico indicato nel programma di mandato della Giunta regionale come quello inerente la sostenibilità ambientale e territoriale. Al contempo, si tratta di un fondamentale apporto alla capacità di investimento dei piccoli e medi Comuni, da anni ormai penalizzati dalla scarsità di risorse dedicate a disposizione”.

Emilia-Romagna prima regione per diffusione di piste ciclabili: oltre 40 milioni di investimenti  

Ammontano a oltre 25 milioni di euro le risorse stanziate dalla Regione, che hanno attivato investimenti per oltre 40 milioni nel corso dell’attuale legislatura, dal 2015, per incentivare lo sviluppo della mobilità sulle due ruote tra piste ciclabili e infrastrutture al servizio della mobilità sostenibile sviluppando 175 chilometri di nuovi percorsi urbani ed extraurbani.
Nel dettaglio, 8,2 milioni (Bando Por Fesr)sono stati impegnati per sostenere la realizzazione di 21 progetti presentati dai 13 comuni dell’Emilia-Romagna con più di 50 mila abitanti (Carpi, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e la Città Metropolitana di Bologna). 
Altri 9 milioni di euro (Bando Fsc) sono stati destinati al finanziamento di 29 progetti di nuove piste ciclabili e di integrazione o messa in sicurezza di percorsi già esistenti, selezionati attraverso un secondo bando, aperto a tutti gli enti locali della Regione, chiuso nel novembre 2018. Nel dettaglio, sono 7 gli interventi in provincia di Reggio Emilia; 4 a testa a Parma, Forlì-Cesena e Bologna; 3 a Piacenza e Modena; 2 a Rimini e 1 a Ravenna e Ferrara.
Ancora: 1 milione di euro è la cifra complessiva messa a disposizione per la nascita nel 2016 di 2 velostazioni a Bologna e Rimini e per l’allestimento di altre sette strutture per il deposito e/o parcheggio delle bici usate dai pendolari a ridosso di altrettante stazioni ferroviarie.
A questo elenco vanno aggiunti i 7,5 milioni assegnati dalla Regione nell’ambito del Piano nazionale per la sicurezza stradale, per un investimento complessivo di oltre 19,2 milioni di euro; risorse utilizzate in prevalenza per interventi di miglioramento della sicurezza e di moderazione del traffico su infrastrutture per la mobilità ciclistica nuove o già esistenti./OC

Nell'ambito delle azioni previste dalla Riforma della Mobilità, portate avanti dall'assessorato alle Politiche di Sostenibilità Ambientale, guidato da Tiziana Benassi, rientra il programma di installazione di 51 nuove colonnine per la ricarica elettrica dei veicoli che verranno installate in città e per le quali il Comune ha predisposto un Piano di Localizzazione della Mobilità elettrica, che prelude alla pubblicazione di una manifestazione di interesse, rivolta ai potenziali gestori, che daranno seguito all'installazione delle stesse.

Le 51 nuove colonnine si aggiungono alle 10 esistenti in città che verranno a breve sostituite, grazie ad un accordo con IrenGo, con colonnine di nuova tecnologia che prevedono modalità di pagamento smart.

Il Piano di Localizzazione della Mobilità elettrica ha tenuto conto di una serie di elementi a partire dalle caratteristiche dei distributori, della corretta individuazione dei punti di ricarica sul territorio, delle modalità di gestione e dell'integrazione con altri servizi del territorio, anche sulla base di quanto previsto dal Piano Nazionale Integrato della Rete Elettrica – PNIRE – ed alla luce delle normativa vigente.

L'individuazione dei 51 nuovi punti di ricarica si fonda, inoltre, sull'analisi del traffico urbano e su quella degli spostamenti casa – lavoro negli orari di punta. Essa ha messo in risalto la necessità di collocare le nuove colonnine secondo uno schema ad anelli concentrici che coinvolge l'intero territorio comunale dalle frazioni ai parcheggi scambiatori, dai punti nodali a ridosso delle tangenziali fino all'area interna del centro cittadino. L'iniziativa è stata presentata in mattinata durante una conferenza stampa condotta da Tiziana Benassi e dal Dirigente  del Settore Mobilità ed energia del Comune di Parma Nicola Ferioli.

La manifestazione di interesse intende in questo modo individuare i soggetti che si occuperanno dell'installazione e della gestione della colonnine secondo quanto previsto dal Piano di Localizzazione della Mobilità Elettrica elaborato dal Comune. Essa fisserà anche le caratteristiche tecniche delle infrastrutture di ricarica, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, che possono essere di due tipi: i punti di ricarica di potenza standard fra 7,4 e 22 kw ed i punti di ricarica di potenza elevata “fast charged” di potenza superiore ai 22 kw.  La manifestazione di interesse è volta a garantire la libertà del mercato e l'efficienza del servizio. Il servizio di ricarica, infatti, dovrà essere attivo tutti i giorni dell'anno 24 ore su 24, i gestori ne dovranno curare il corretto e continuativo funzionamento e la manutenzione ordinaria e straordinaria.

La mobilità elettrica presenta grandi potenzialità in termini di riduzione dell'inquinamento atmosferico ed acustico e concorre in modo determinante al miglioramento della qualità dell'aria grazie al contenimento delle emissioni in atmosfera di gas inquinanti, in particolare delle polveri sottili PM10, legate all'utilizzo di mezzi a motore. 

“Saranno complessivamente 61 i punti di ricarica per le auto elettriche in città: 51 nuove colonnine si aggiungono alle 10 esistenti, sostituite e rigenerate tecnologicamente. Tutte le colonnine saranno di nuova tecnologia, attive tutti i giorni dell’anno 24 ore su 24, con tempi di ricarica decisamente molto rapidi. Nella riforma della mobilità l’elettrico ha un ruolo importante.” Sottolinea l’Assessore Tiziana Benassi “E’ una valida soluzione per ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico, migliorando qualità dell’aria e vivibilità del centro. E’ una valida soluzione per chi abita e per chi vive la città: i veicoli elettrici hanno accesso al centro storico - anche nelle domeniche ecologiche - possono transitare nelle corsie preferenziali e non pagano nelle righe blu. E un servizio di ricarica capillare - di cui oggi presentiamo il piano di localizzazione - e performante, grazie all’innovazione tecnologica, è sicuramente un’opportunità anche per i turisti in vista di Parma 2020.”

Oggi a Parma sono immatricolati fra ibride/plug-in ed elettriche pure circa 1300 veicoli, in crescita i plug-in, se pure lenta e graduale, mentre le ricariche annue eseguire presso le 10 colonnine esistenti sono circa 880. Va ricordato che sia con l’auto elettrica che con la plug-in si può accedere gratuitamente alla ZTL e parcheggiare su righe blu, oltre che percorrere le corsie preferenziali dedicate ai mezzi pubblici e di soccorso. Il Comune sta incentivando all’acquisto di auto elettriche anche mediante incentivi messi a disposizione del circuito delle aziende del Mobility Management, con appositi bandi annuali di cui uno è pubblicato in questi giorni.

Il Comune di Parma, in passato, ha sottoscritto un accordo con Regione, Enel Distribuzione Spa e Aem Torino Distribuzione Spa per la diffusione della modalità elettrica su base regionale, che ha permesso di installare a Parma le prime 10 strutture di ricarica elettriche. La Regione, a sua volta, ha sottoscritto un accordo con 5 gestori e operatori che gestiscono infrastrutture di ricarica elettrica e che aderiscono al progetto di “Sviluppo coordinato della mobilità elettrica nell'ambito del piano della mobilità elettrica regionale Mi Muovo Elettrico” proprio per dare impulso e incrementare la presenza di colonnine di ricarica elettrica sul territorio.

Pubblicato in Cronaca Parma

Da "Manifesto San leonardo" riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni in merito alla mobilità sostenibile, una lettera indirizzata all'omonimo assessorato di Parma. Copenaghen è ancora lontana…

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Gentile Assessorato alla Mobilità Sostenibile

e p.c. CCV SAN LEONARDO

e p.c. CCV CORTILE SAN MARTINO

e p.c. ORGANI DI INFORMAZIONE

 

Abbiamo guardato più volte il video pubblicato sulla pagina Facebook di “Città di Parma” in data 26/07/2019, e pur riconoscendo un impegno della Amministrazione nell’ampliamento dei percorsi utilizzabili dalle biciclette, vorremmo però evidenziare che quelli presentati nel video non sono “piste cliclabili” bensì percorsi ciclopedonali, cioè itinerari pedonali in cui è consentito il passaggio delle biciclette.

I percorsi promiscui pedonali e ciclabili, possono essere realizzati esclusivamente “ in caso di traffico pedonale ridotto e in assenza di attività attrattrici di traffico pedonale, quali ad esempio vie con forte presenza di attività commerciali e insediamenti abitativi ad alta densità.” (articolo 4 comma 5b del D.M. 30/11/1999 n°557); quanto sopra è stato tratto in gran parte dal sito citato nel comunicato del Comune che, tramite apposito link, porta alla pagina “Andare in bici fa bene…”. https://www.bikeitalia.it/percorsi-ciclopedonali-cosa-sono-e-perche-dovremmo-smettere-di-realizzarli/ , riteniamo pertanto che possa essere considerato dal suo assessorato come del tutto affidabile.

E’ dunque evidente che la nuova pista ciclo-pedonale in Via San Leonardo non risolve il problema della sicurezza dei pedoni e dei ciclisti dato l’ elevato numero di intersezioni a raso e di passi carrai che connotano il percorso, senza dimenticare i cordoli dei marciapiedi non smussati che costringono i ciclisti ad una sequela di salti e rimbalzi non certo salutari; queste insidie,in certe condizioni, possono rivelarsi più pericolose dell’utilizzo della corsia destinata alle auto

Ecco perché quanto comunicato nel video ci è parso eccessivamente autocelebrativo.

Pur consapevoli che la città è spesso già strutturata e che quindi le sue modificazioni possono presentarsi difficili e costose è altresì evidente che per “rivoluzionare” la mobilità verso una mobilità “dolce” sarebbe necessario intervenire con coerenza e con coraggio e soprattutto con priorità.

E’ altresì evidente che “è meglio questo che niente” ma non prendiamoci in giro.

Avete mai percorso la pista in giornate non di pausa estiva? Avete notato quanti “gradini” ci sono negli attraversamenti stradali?

Certo ci sono anche aspetti positivi: la stessa pista ciclo-pedonale di via Prampolini, da poco realizzata, ha il merito di restringere la careggiata e di rallentare il traffico.
La zona 30 realizzata in via Milano/Via Ravenna/Via Prampolini ha il merito di “proteggere” i pedoni ed i ciclisti.

Se però a poche centinaia di metri viene aperta un’altra strada che porterà nuovo traffico parassitario nel quartiere, oppure si avviano iniziative commerciali che attraggono un numero sempre maggiore di autoveicoli, il vostro invito ad andare in bici appare quantomeno contraddittorio.

Senza considerare che una volta inforcata la bicicletta dovremmo pedalare in continuazione … : avete mai provato a posteggiare la bicicletta in centro? stalli all’acqua ed al sole……

Perché non utilizzare gli spazi Ex-Cobianchi come deposito biciclette in centro?
Perché non realizzare un bici park per educare alla mobilità sostenibile: magari sottraendolo a nuove edificazioni ? Un’ ipotesi potrebbe essere l’ampliamento del centro sportivo di Moletolo anziché consentire nuove costruzioni .

Per incentivare l’uso della bicicletta non basta un video/spot. Occorrono interventi ben studiati, una nuova attenzione all’urbanistica investendo in infrastrutture ciclabili , il tutto informando, ascoltando e coinvolgendo preliminarmente i cittadini.

Copenaghen è ancora lontana…….

MANIFESTO PER SAN LEONARDO

(allegata galleria fotografica)

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Il Comune di Parma, nei giorni scorsi, ha dato avvio alla campagna pubblicitaria “A Parma Pedaliamo di gusto”, allo scopo di sensibilizzare i cittadini, con toni chiaramente ironici, sui vantaggi che la comunità può trarre da un maggior utilizzo della bici per gli spostamenti in città. Allo stesso tempo si vorrebbe aprire gli occhi agli automobilisti più incalliti, che proprio non vogliono rinunciare all'auto privata anche per brevi tragitti, e indurli a provare l’ebbrezza di inforcare la bicicletta e arrivare a scuola o in ufficio in orario e senza stress.

Parma è la città delle biciclette, la Copenaghen italiana - spiega l’Assessore alle Politiche di Sostenibilità Ambientale del Comune di Parma,Tiziana Benassi con questa campagna di sensibilizzazione intendiamo incentivare e favorire l’utilizzo della bicicletta, mezzo sostenibile che fa parte dell’identità e della tradizione cittadina, in particolare per gli spostamenti quotidiani, casa – lavoro, casa-scuola. Nel contempo vorremmo portare a conoscenza dei cittadini le nuove infrastrutture e le varie iniziative per la mobilità ciclabile che sono in fase di realizzazione, grazie anche a un cofinanziamento del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare.

Gli interventi infrastrutturali hanno portato alla riqualificazione dell’asse ciclabile nord-sud che tocca i principali snodi della mobilità locale, allo scopo di rafforzare le relazioni con l’area a nord del centro cittadino, sede di numerose aziende, il polo intermodale della stazione, il centro, il polo scolastico di viale Maria Luigia, i quartieri residenziali a sud ovest e infine il Campus universitario. 

Tra gli altri interventi in fase di realizzazione parcheggi sicuri per le biciclette in corrispondenza dei principali poli scolastici cittadini realizzati a breve da Bicincittà, mentre sono già terminati i 50 parcheggi coperti per biciclette, realizzati per i dipendenti di AUSL Parma e Azienda Ospedaliera Universitaria.Nel progetto viene dato forte impulso ai servizi di mobilità condivisa, con nuove postazioni del Parma Bike Sharing e del Car Sharing oltre ad agevolazioni tariffarie per alcune categorie di utenti: 450 buoni mobilità erogati da Infomobility a favore di studenti e dipendenti dell’Università degli Studi di Parma.

Manifesto Pedaliamo di gusto Parma.jpg

Sono state realizzate inoltre numerose attività di sensibilizzazione e percorsi didattici sulla mobilità sostenibile a favore di circa 4000 studenti di numerosi istituti scolastici, grazie al contributo di Arpae Parma, Fiab-Bicinsieme e Cooperativa Sociale Cigno Verde. La formazione è stata rivolta grazie a Euromobility anche ai mobility manager di 15 aziende del territorio che avranno anche a disposizione un portale realizzato da Movesion per lo scambio di buone pratiche per incentivare gli spostamenti casa-lavoro con mezzi sostenibili. Gruppo Gesin Proges, AUSL e Ospedale hanno organizzato corsi di guida sicura ed ecoguida per i dipendenti che utilizzano le auto aziendali. Per tutte le informazioni sui progetti www.pedaliamodigusto.it

Mobilità sostenibile. La Regione estende l'ecobonus per chi acquisterà l'auto ibrida anche nel 2019: per tre anni contributo annuo fino a 191 euro, pari al costo del bollo. Dal 15 gennaio al via le prime domande online per accedere al beneficio regionale. I fondi saranno accreditati direttamente ai cittadini emiliano-romagnoli che acquisteranno veicoli a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico.

Bologna –

Altri 3 anni di contributi per i cittadini emiliano-romagnoli che acquisteranno nel 2019 un’auto ad alimentazione ibrida, a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico. 
La Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini ha infatti esteso gli incentivi all’acquisto di veicoli ecologici (auto ibride benzina-elettrica, ad alimentazione termica, o con alimentazione benzina-idrogeno) anche per i mezzi che saranno immatricolati nel prossimo anno. Si tratta di un contributo annuo fino a un massimo di 191 euro,erogato per un triennio,pari al valore del bollo di un’auto di media cilindrata. Le richieste potranno essere inoltrate dal 15 gennaio.

“L’impegno della Regione per ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria passa da azioni concrete che ogni cittadino può toccare con mano nella propria quotidianità- afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo-. Tra queste rientra l’ecobonus che garantisce di fatto tre anni di bollo gratis per tutti gli automobilisti che compiono una scelta ecologica e sostenibile con l’acquisto di un veicolo ibrido: una misura che, nei primi due anni di applicazione, ha riscosso un grande successo con5.780 richieste di contributo presentate per auto immatricolate nel 2017 e nel 2018”.

 

COME OTTENERE IL CONTRIBUTO

Non si tratta di un’esenzione del bollo auto ma di un contributo triennale equivalente: quindi gli intestatari dell’auto, che poi riceveranno il beneficio, dovranno comunque pagare il bollo auto e la Regione verserà loro il relativo ammontare, fino appunto a 191 euro che è il valore del bollo per un mezzo di media cilindrata.

In particolare, i cittadini residenti in Emilia-Romagna che immatricoleranno un’automobile nel corso del 2019 potranno chiedere il contributo con una domanda online, dalle ore 10 di martedì 15 gennaio, fino alle 12 del 31 dicembre attraverso la piattaforma web: http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/bandi/bandi-2018/bando_bollo/.     
Per accedere al sistema occorre precedentemente registrarsi con Federa (http://federazione.lepida.it/registrati) oppure con Spid, il sistema pubblico di identità digitale (https://www.spid.gov.it/), o con Smartcard. Nella domanda si dovranno inserire i propri dati anagrafici, quelli dell’auto e le coordinate bancarie sulle quale ricevere poi l’importo dovuto: ogni anno la Regione provvederà in automatico all’accredito.

 

Fonte: Regione ER

Lunedì, 26 Novembre 2018 10:49

Una mobilità ecologica è possibile

Novellara, 26 novembre 2018 – Una mobilità più ecologica è possibile: a Novellara sono entrate ufficialmente in funzione le due colonnine installate recentemente da Enel X, che permettono di ricaricare le auto elettriche.

Il progetto, realizzato da S.a.ba.r. in collaborazione con Enel, è stato presentato ufficialmente a settembre e sta vedendo gradualmente la luce in tutti gli otto Comuni della Bassa Reggiana.

L'obiettivo della Regione Emilia Romagna è quello di arrivare all'installazione di 2.000 colonnine elettriche entro il 2020. Una cifra importante, soprattutto se si considera che in tutta Italia le colonnine sono oggi solamente 2.108. Le cose però sono destinate a cambiare, se è vero che entro 20 anni dovranno circolare nel mondo 600 milioni di auto elettriche, contro i 2 milioni di oggi.

A Novellara le due colonnine elettriche si trovano in via C. Malagoli (presso il parcheggio della Coop) e in via Roma, vicino al semaforo che porta alla stazione dei treni.

Con le colonnine installate sul territorio degli 8 Comuni di S.a.ba.r., la Bassa Reggiana arriva ad avere una postazione per la ricarica per ogni 5.000 abitanti: un traguardo d'eccellenza, facilmente accessibile anche grazie all'APP Enel X Recharge, che geolocalizza le diverse colonnine e segnala se siano libere o occupate.

 

 

Mobilità elettrica, l’Unione Bassa Reggiana firma un protocollo con S.A.BA.R. ed Enel X per l’installazione delle colonnine di ricarica.

Reggio Emilia -

E’ stato presentato questa mattina in Provincia il protocollo firmato dagli 8 Comuni dell’Unione “Bassa Reggiana”, S.A.BA.R. (di cui sono soci) ed Enel X che ha previsto l’installazione di diversi punti di ricarica per i mezzi elettrici in tutto il territorio nell’ambito del progetto E-Mobility di Enel X.

“I Comuni hanno deciso di aderire con convinzione a questo progetto – ha spiegato il presidente dell’Unione Giammaria Manghi - perché crediamo che il futuro della mobilità , sia privata che pubblica, sarà concentrato sull’elettrico. Questo condurrà ad una riduzione delle emissioni inquinanti, specie le polveri sottili, e del rumore prodotto dai motori termici. Un passaggio, quello alla mobilità elettrica, che comporterà innegabili benefici ambientali, economici e di salute. L’ambiente e la sostenibilità sono al centro della nostra azione amministrativa”.

L’iter ha visto l’approvazione di un’apposita delibera da parte delle varie giunte comunali e la firma di un protocollo d’intesa tra ogni singolo Comune ed Enel X, con i Comuni che con il supporto tecnico di S.A.BA.R. e di e-distribuzione hanno provveduto ad individuare le aree idonee nelle quali sono state installate la colonnine di ricarica. S.A.BA.R., società partecipata dei Comuni dell’Unione che si occupa di servizi per l’ambiente, potrà inoltre fare da call center per spiegare il funzionamento di ricarica a chi è interessato ad acquistare un’auto elettrica plug-in, con l’energia elettrica prelevata che sarà pagata tramite una prepagata o un’app del proprio gestore insieme.

“La mobilità elettrica si sta dimostrando uno strumento vincente – ha aggiunto il direttore di S.A.BA.R. Marco Boselli - in particolare nei più importanti centri urbani del Paese dove il cittadino deve convivere a fianco del traffico urbano. Siamo molto soddisfatti di presentare il protocollo d’intesa siglato con Enel X e l’Unione: l’auto elettrica infatti, alimentata per mezzo dell’infrastruttura di ricarica, permette un approccio vantaggioso alla mobilità, soprattutto in specifici ambiti di utilizzo come quello urbano e a corto raggio. Teniamo presente che il 95% della popolazione percorre ogni giorno meno di 200 km, che possono essere coperti tranquillamente dall’autonomia delle auto elettriche presenti sul mercato.

Il positivo contributo verso l’ambiente rispetto ai veicoli tradizionali, oltre che la possibilità di ottenere un risparmio sia in termini di CO2 prodotta che dei costi di gestione ed utilizzo, promettono un importante potenziale di sviluppo nel prossimo futuro per le reti di distribuzione, le infrastrutture, gli impianti di produzione ed il parco mezzi circolante”.

Al momento sono 14 le colonnine installate od in procinto di essere installate negli 8 Comuni che saranno tutte funzionanti entro l’anno, ma il protocollo siglato con ENEL X consentirà in futuro di poterle aumentare, anche in base all’effettivo utilizzo e richiesta da parte delle amministrazioni comunali della Bassa Reggiana.

 

Fonte: Provincia di Reggio Emilia

Bus gratuito dal 1° febbraio per gli over 65 con reddito inferiore ai 15mila euro. Valgono, come elemento di certificazione, sia l'Isee 2017 che l'Isee 2018.

Piacenza 27 gennaio 2018 - L'Amministrazione Comunale, con riferimento agli abbonamenti agevolati e gratuiti per il trasporto urbano, nel ribadire che la preoccupazione che l'ha animata, nonostante le difficoltà di bilancio a tutti note, è stata quella di mantenere un'area di esenzione e quindi di gratuità del trasporto urbano che non ha eguali in Regione, al fine di facilitare i cittadini over 65 interessati a fruire della gratuità dell'abbonamento e alle prese con i tempi necessari per l'ottenimento dell'ISEE, ha preso ulteriori accordi con Seta riguardo alle modalità valevoli dal 1°febbraio 2018.

Di seguito le principali casistiche.
Anziani dai 65 anni, già in possesso di ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro, già in possesso della tessera MiMuovo:
Fino al 31 gennaio possono viaggiare gratuitamente.
Da 1° febbraio, possono viaggiare gratuitamente presentando alla biglietteria di Seta (Via Colombo n. 3) l'attestazione Isee (fino a 15.000€), un documento di identità e la tessera MiMuovo.
ATTENZIONE: Vale sia l'Isee 2017 che l'Isee 2018. Quindi chi è già in possesso dell'Isee 2017 (magari richiesto per agevolazioni rispetto alle case popolari o ad altri servizi comunali) può utilizzare quello.
L'Abbonamento gratuito avrà comunque decorrenza dal 1°febbraio 2018:

Anziani dai 65 anni, già in possesso di ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro, senza la tessera MiMuovo:
Da 1° febbraio, possono viaggiare gratuitamente, presentando alla biglietteria di Seta (Via Colombo n.3) l'attestazione Isee (fino a 15.000€), un documento di identità e richiedendo la tessera MiMuovo, al costo di 5€.
ATTENZIONE: Vale sia l'Isee 2017 che l'Isee 2018. Quindi chi è già in possesso dell'Isee 2017 (magari richiesto per agevolazioni rispetto alle case popolari o ad altri servizi comunali) può utilizzare quello.
Anziani dai 65 anni, già in possesso della tessera MiMuovo e senza ISEE:
Per far calcolare l'ISEE ordinario è necessario rivolgersi ad un CAF, prendendo appuntamento. Si ricorda che l'Isee è gratuito.

Per tutto il mese di febbraio, possono viaggiare gratuitamente gli anziani dai 65 anni, già in possesso della tessera MiMuovo che esibiscano o la dichiarazione di appuntamento rilasciata dal CAF, o un'autocertificazione che attesti la data dell'appuntamento o l'impegno a prendere appuntamento con un CAF entro il 28/2, secondo apposito modello. Per evitare sanzioni, gli anziani senza Isee, devono circolare con la tessera MiMuovo, un documento di identità e la dichiarazione o autocertificazione di cui sopra.
Il modello per l'autocertificazione si trova presso la biglietteria di Seta di Via Colombo 3, ma anche presso il Quic di Via Beverora, l'InformaSociale di Via Taverna 39 e di Via XXIV Maggio 28, l'Urp di Piazza Cavalli, il comando della Polizia Municipale di Via Rogerio, 3,gli Sportelli InformaFamigliaeBambini di Via Martiri della Resistenza 8, della Galleria del Sole e di Via Torricella 7. Per chi avesse impossibilità a reperire tale modello, può bastare un'autocertificazione in carta libera con i medesimi contenuti.

Anziani dai 65 anni, già in possesso ISEE ordinario superiore ai 15.000€ o che non intendano fare l'ISEE:
Possono rivolgersi alla biglietteria di Sera e fruire dell'Abbonamento urbano agevolato annuale al costo di 150€.

Chi compie 65 anni nel corso dell'anno, potrà avere l'abbonamento urbano gratuito o agevolato anche in questo caso a seconda del valore Isee.

Se lo chiede FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta e tutto il mondo dei ciclisti urbani. A pochi giorni dalla chiusura della Settimana Europea della Mobilità (16-22 settembre, dove il Ministero dell'Ambiente è stato splendidamente assente) la scorsa settimana (il 28 settembre) in Parlamento, la Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica – presentata nel lontano 2014 – è stata nuovamente ritirata dalla discussione a causa di un parere non positivo da parte della commissione del Ministero dell'Economia e Finanza (MEF).

"Ci domandiamo quali problemi ulteriori ci siano dietro una Legge che darebbe l'opportunità anche all'Italia, come nei Paesi Europei più avanzati, di pianificare, progettare, strutturare un nuovo modello di mobilità nelle nostre città – commenta con forza Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB – La Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica, infatti, darebbe alle nostre città strumenti per cominciare ad affrontare con serietà anche l'emergenza smog che, siamo certi, vedrà tra poche settimane tutti i sindaci, i presidenti di regione e i politici vari sulle barricate a cercare le soluzioni più fantasiose".

"Ancora una volta ci viene detto che, nonostante il Ministero dei Trasporti abbia indicato le risorse per la copertura della Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica, il Ministero Economia e Finanza ha richiesto ulteriori dettagli – spiega Giulietta Pagliaccio che aggiunge - Se tanta solerzia fosse stata messa nelle grandi opere autostradali forse, oggi, non staremmo pagando autostrade inutili. Chissà perché, invece, per la mobilità ciclistica c'è sempre qualcuno che ha bisogno di sapere anche la marca della vernice per pitturare le strisce".

I toni che ha assunto la vicenda dell'approvazione della Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica sono definiti da FIAB ridicoli e incomprensibili "tanto da portarci a pensare che forse questa Legge dà veramente fastidio a qualcuno – dice Giulietta Pagliaccio – ma poiché la campagna elettorale è cominciata, prima o poi lo scopriremo".

Inutile ricordare che la Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica (presentata in Parlamento il 17 ottobre 2016 dall'on Paolo Gandolfi dell'Intergruppo parlamentare per la Mobilità Nuova e Ciclistica, dopo due anni di lavori e revisioni e destinata, ora, a divenire carta straccia per via della fine della Legislatura), sarebbe funzionale a sostenere una politica nazionale che, con un rinnovato approccio, possa dare seguito alle ormai note esigenze di città soffocate dal traffico e dall'inquinamento, considerando che l'80% della popolazione italiana vive all'interno di agglomerati urbani.

Il ritorno economico per l'intera società generato dagli investimenti in mobilità ciclistica è dimostrato da diverse ricerche. Secondo un autorevole studio fatto a Copenaghen*, ad esempio, un segmento d'infrastruttura ciclabile lungo 1 km porta un guadagno netto di 42 centesimi per ogni ciclista che lo percorre, mentre lo stesso km fatto in auto genera una perdita di 3 centesimi. E, poiché la matematica non è un'opinione, è facile comprendere come il ritorno generato da quel km, percorso da una media di mille ciclisti, sia di 420 euro al giorno, ovvero oltre 150.000 euro in un anno.

* Studio "Copenhagen City of Cyclists" 2010- www.cycling-embassy.dk/wp-content/uploads/2011/05/Bicycle-account-2010-Copenhagen.pdf 

20171004-Fiab Mobilita-ciclistica

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