“L’onorevole Davide Zanichelli (M5S) sul nuovo ponte di Colorno la butta un po’ in caciara, ma è costretto ad ammettere quello che diciamo da tempo: la Lega lo vuole fare, mentre i 5 Stelle no.

E conferma che il Governo PD-5 Stelle ha tolto i soldi per la sua costruzione per darli ad altri ponti.
Per noi è una priorità, per loro le priorità sono altre.
Abbiamo trovato le risorse, le abbiamo inserite in bilancio, le abbiamo difese in Parlamento, abbiamo sollecitato per mesi il Ministro. Oggi loro insieme al PD le tolgono.
Come per la Campogalliano-Sassuolo, la Gronda di Genova, la Tav e tutte le altre infrastrutture vitali per questo Paese lo scopo dei 5 Stelle è rinviare, tirarla lunga per poi non fare nulla, mentre la Lega vuole che le infrastrutture necessarie ai territori siano realizzate in tempi rapidi.
Un fatto sotto gli occhi di tutti e ancora una volta ribadito: il nuovo ponte tra Colorno e Casalmaggiore verrà solo progettato sulla carta.
Continuerò la battaglia per avere il nuovo ponte ma temo che dovrà tornare la Lega al Governo per vederlo realizzato”.
Così la deputata parmigiana della Lega Laura Cavandoli, segretario della Commissione Finanze, in risposta alle dichiarazioni dell’on. Zanichelli (M5S) sul nuovo Ponte di Colorno.

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Laura Cavandoli
Deputato Lega XVIII legislatura
Consigliere comunale Lega Nord a Parma

 

Domenica, 13 Ottobre 2019 20:41

F1, Giappone: Harakiri Rosso

Vettel e Leclerc, dalla prima fila al disastro. I piloti Ferrari sbagliano, Bottas e Mercedes ne approfittano. Hamilton è terzo e la Mercedes si aggiudica il sesto titolo costruttori consecutivo. Altro che Hagibis: Ferrari deve temere se stessa!

di Matteo Landi

Il tanto temuto tifone si è abbattuto sul circuito di Suzuka, obbligando la direzione gara ad annullare l'intera giornata di sabato. Si temeva il peggio ma in Giappone tutto è filato liscio: terze prove libere annullate, le qualifiche sono state spostate alla domenica mattina e tutto sommato l'evento eccezionale non ha spostato gli equilibri. In Ferrari si preoccupavano del ciclone Hagibis, prima di capire che devono solo temere se stessi. Una prima fila tutta Rossa ha colorato la griglia di partenza della gara giapponese ma sotto il traguardo è il grigio ad esser transitato per primo. Due pole position consecutive sprecate. In Russia un problema tecnico aveva fermato Vettel, distruggendo indirettamente le speranze di vittoria di Leclerc. In estremo oriente, dopo una qualifica da urlo che ci ha consegnato una Ferrari potenzialmente vincente ovunque, sono stati gli stessi piloti a gettare nello sconforto gli speranzosi tifosi del Cavallino, "costretti" alla solita levataccia di fine stagione. Una partenza da incubo ed in pochi metri sono naufragate tutte le speranze di vittoria. Suzuka doveva essere una pista pro-Mercedes. Ed indiscutibilmente tale si è dimostrata. Ma se le due Rosse fossero scattate a dovere, considerando la velocità mostrata dalle vetture di Maranello in rettilineo, probabilmente avremmo assisitito ad una domenica molto diversa. Un doppio errore che ha regalato ad un meritevole Bottas la terza vittoria stagionale. Ed alla Mercedes il sesto (!) titolo mondiale costruttori consecutivo. Pareggiando il record Ferrari realizzato fra il 1999 ed il 2004.

Ferrari: altra occasione sprecata!

La bella qualifica aveva illuso. Un Vettel definitivamente ritrovato, capace di conquistare una strepitosa pole position. Un Leclerc mai domo, secondo e sempre lì, pronto a mettere pepe sulla coda del team mate. Due grandi piloti che si "spingono" a vicenda. Al termine della gara, invece, i dubbi rimangono gli stessi. Le speranze di successo di Vettel si sono spente in pochi...centimetri. Quei centimetri che ha erroneamente percorso scattando in anticipo dalla pole position. Il tedesco si è poi fermato, prima di eseguire un "nuovo" start mentre dietro di lui scattavano a fionda le Mercedes e Verstappen. Leclerc, forse sorpreso dalla mossa del compagno, è stato a sua volta protagonista di un avvio drammatico. Peggiorato dal contatto avvenuto pochi metri dopo con Verstappen. Vettel, graziato dai commissari in quanto il jump start è rientrato nei limiti di tolleranza, a fine gara ha salvato la seconda posizione dagli attacchi di Hamilton. Per Leclerc, invece, la gara è stata un autentico calvario terminato con un settimo posto. L'abbiamo visto percorrere la mitica curva 130R sterzando con una sola mano, mentre con l'altra teneva uno specchietto ballerino. Si è negato, quando il suo box lo rivoleva in corsia per cambiare l'alettone danneggiato nel contatto iniziale. Qualcuno storcerà il naso, ma sono state scene "alla Gilles Villeneuve". Toccanti momenti per cuori nostalgici. Troppo per la Formula 1 di oggi. Ed infatti a fine gara il monegasco ha visto sommarsi al suo tempo di gara 15 secondi di penalità: 5 per il contatto iniziale con l'olandese di casa Red Bull, 10 per non essersi tempestivamente fermato ai box per la sostituzione dell'ala. Decisioni che tutto sommato ci starebbero, se non ci fossero degli evidenti vizi di forma procedurali.

Penalità a caso

Dopo il contatto Leclerc-Verstappen, con l'olandese costretto al ritiro, ci attendevamo una tempestiva investigazione ad opera dei commissari. Con sorpresa (e sollievo, possono dire i fan ferraristi) è arrivata invece la comunicazione che nessuna investigazione era necessaria: incidente di gara. Ma alcuni giri più tardi, dopo le continue lamentele lanciate via radio da un arrabbiato Verstappen, rimasto in pista con una vettura malconcia prima del definitivo ritiro, ecco una nuova comunicazione che riapre il caso: investigazione in corso. Mai visto! La nuova era, ci avevano detto. Vedrete che lasciaremo più liberi i piloti di battagliare, avevano ribadito. A Monza, infatti, la difesa aggressiva di Leclerc agli attacchi di Hamilton era costata al monegasco un avvertimento con bandiera bianco-nera. In Giappone tutto è avvenuto invece in maniera molto più confusa. Ha lasciato perplessi la sanzione dovuta al mancato immediato rientro di Leclerc in corsia box. Qualcuno ha visto sventolare la bandiera nero-arancione, che obbliga un pilota al rientro per le dovute riparazioni? Fantozziano è stato poi l'epilogo del Gran Premio: la classifica finale è stata registrata in base all'ordine del penultimo giro, per segnalazione errata ai piloti! Mancanza di uniformità di giudizio, incoerenza e pressappochismo: che altro per questi commissari giudicanti?

Mercedes ancora campione del mondo costruttori....e piloti

Detto degli errori dei piloti Ferrari e degli orrori compiuti dai commissari è giusto rimarcare quanto ottenuto dalla Mercedes condotta da Toto Wolff al sesto mondiale costruttori consecutivo. A cui seguiranno presto anche i festeggiamenti di Hamilton, ormai prossimo alla conquista del sesto titolo: la matematica ci dice che solo il compagno finlandese potrebbe negarglieli, un'ipotesi irreale. A Suzuka abbiamo visto un Bottas rigenerato, capace di approfittare degli errori degli avversari ed involarsi indisturbato al comando mentre Hamilton faticava dietro Leclerc. Il finlandese di casa Mercedes ha finalmente goduto dell'appoggio incondizionato del box anglo-tedesco: avrebbero potuto favorire la vittoria di Hamilton con la solita strategia a favore del compagno ed invece hanno obbligato i piloti alle due soste, consegnando al pilota n°77 una vittoria tanto attesa. Le pole position seriali delle Ferrari dimostrano che la supremazia argentea può essere scalfita. Ma quando manca la solita prestazione in Mercedes sopperiscono, alla grande, con la vincente esperienza maturata in questi anni turbo-ibridi. Per vincere in Formula 1 serve una vettura prestazionale ed affidabile, ma le ultime gare dimostrano che è necessaria quella cultura vincente che in Ferrari devono ricostruire se nel 2020 non vorranno accontentarsi delle vittorie di tappa.

Bel quinto posto per Sainz. Bene Renault ma Racing Point fa reclamo!

Oltre a Mercedes, in Giappone hanno festeggiato anche in McLaren, per il bel quinto posto conquistato da Sainz ed in Renault: il sesto posto di Ricciardo ed il decimo di Hulkenberg assicurano al team un bottino di punti interessante. Dopo la gara la Racing Point ha però fatto reclamo contro la Renault, accusata di avere installato a bordo delle sue vetture una sorta di ripartitore di frenata automatico, collegato al GPS. Prima del prossimo Gran Premio, che si disputerà fra due settimane in Messico, potrebbero esserci sorprese.

Venerdì, 11 Ottobre 2019 10:56

Prorogata la chiusura del ponte Verdi

Ponte Verdi di Ragazzola chiuso per altre 2 notti fino al 12 ottobre. Dalle 21 alle 6. Decisione della Provincia di Cremona, causa ulteriori ammaloramenti. dei giunti di pavimentazione del viadotto. ATTENZIONE: dalla mattinata di martedì 15 ottobre le corsie di entrate e uscita sul ponte da entrambi i lati saranno ridotte a m.2,35 per impedire fisicamente il transito dei mezzi pesanti.

Parma, 10 ottobre 2019 - La Provincia di Cremona ha deciso di prolungare la chiusura totale al traffico del ponte Verdi tra Ragazzola (PR) San Daniele Po (CR), per altre 2 notti, dalle ore 21 alle ore 6, a partire da oggi 10 ottobre, fino alle ore 6 del 12 ottobre 2019, salvo per i mezzi d’opera della ditta esecutrice dei lavori,
La decisione è stata assunta dopo che sono stati riscontrati ulteriori ammaloramenti durante le recenti operazioni di ripristino su alcune linee di giunto di pavimentazione del ponte.

ATTENZIONE. Dalla mattinata di martedì 15 ottobre le corsie di entrate e uscita sul ponte da entrambi i lati saranno ridotte m. 2,35 per impedire fisicamente il transito dei mezzi pesanti, che continuano a percorre il ponte nonostante sia in vigore dal 3 ottobre l’ordinanza di limitazione della portata a 3,5 tonnellate disposta dalla Provincia di Parma e nonostante i ripetuti controlli della Polizia provinciale.

PERCORSI ALTERNATIVI
I veicoli di massa superiore a t. 3,5 diretti alle località Polesine (PR), Zibello (PR), Roccabianca (PR), Sissa – Trecasali e S.Secondo Parmense dovranno utilizzare come percorso alternativo la strada provinciale SP 87“ Giuseppina” e la SPEXSS343 “Asolana” in territorio della Provincia di Cremona, indi proseguire lungo la SP 343 in direzione Colorno, la SP 9 in direzione Torrile, la SP 43 in direzione Trecasali, la Strada Comunale Via F. de André, la SP 8 e Via Torta in direzione S. Secondo Parmense, giunti alla rotatoria con la SP 10 proseguire in direzione S. Secondo Parmense lungo la stessa SP 10, la Via Enrico Berlinguer e alla rotatoria con la SP 10 proseguire fino alla località Ragazzola.

In senso contrario dovranno procedere i veicoli provenienti dalla località Ragazzola, S. Secondo Parmense e Parma e diretti a S. Daniele Po e Cremona.

Nella foto: il ponte Verdi sul Po di Ragazzola – San Daniele Po

Lunedì, 07 Ottobre 2019 21:05

Mugello, what else?

Antonio Fuoco, in coppia con il neo campione Stefano Gai, vince l'ultimo atto del Campionato Italiano Gran Turismo Endurance sovvertendo i pronostici. Il ritorno in pista di Zanardi accende i riflettori sulla categoria. A Scarperia vanno in scena anche F4, Formula Regional, Prototipi e TCR. Un weekend di automobilismo nostrano, e non solo, in una cornice da favola.

di Matteo Landi

Mugello a Fuoco, avevamo scritto pochi istanti prima della gara. Una speranza per il giovane pilota della Ferrari Driver Academy, impegnato con la Scuderia Baldini 27 al volante di una Ferrari 488 GT3. Una profezia, potremmo dire, dopo il fantastico successo ottenuto dal ragazzo di Cariati. Un trionfo che ha tinto di Rosso il fine settimana del Mugello ed ha consegnato a Stefano Gai, pilota con cui si è alternato alla guida durante le tre ore di gara, il titolo di Campione Italiano Gran Turismo Endurance. Già campione italiano GT nel 2016, Stefano ha condotto lo stint centrale di gara, mostrando come al solito grinta e classe. Nell'ultima frazione la situazione per Fuoco, al volante per due stint su tre, sembrava difficile ed il titolo per Gai pareva un miraggio. Ma ci hanno creduto, e dopo il ritiro della favoritissima BMW Fuoco ha dato il via ad una serie di sorpassi tali da issarsi in seconda posizione. Il pilota italiano è divenuto una furia incontrastabile, avvicinandosi al leader Postiglione su Lamborghini. Quando negli ultimi minuti di gara sono stati resi noti i cinque secondi di penalità affibbiati al pilota del Toro, Fuoco ha dato lo stesso il massimo, avvicinandosi ulteriormente al pilota in testa. Alla fine è stato un tripudio Rosso, con un festeggiante Stefano Gai, zuppo di champagne e felice.

Bel ritorno per Zanardi ma poca soddisfazione per BMW

Poteva essere il fine settimana di Erik Johansson e Stefano Comandini. I piloti BMW sono arrivati in Toscana da leader del campionato. Al Mugello hanno accolto fra le loro fila nientemeno che Alessandro Zanardi. Il campionissimo bolognese ha sfoggiato la sua immensa classe e la sua solita disponibilità con un pubblico osannante fin da quando è arrivato in pista venerdì scorso. Alessandro ha guidato nella prima parte di gara. Inizialmente guardingo, ha poi compiuto un bel sorpasso e consegnato la sua BMW M6 a Comandini in quinta posizione. Un risultato che in quel momento avrebbe consacrato campioni Erik e Stefano. Poi il già citato problema tecnico occorso a Johansson ha spento le speranze di BMW Italia. Comunque un weekend da ricordare per Zanardi, tornato su quattro ruote dopo le vittorie in handbike. Ed un ringraziamento al pilota bolognese deve arrivare da tutto il circo della serie italiana, sotto i riflettori ogni volta che Alex torna a divertirsi nel principale campionato nostrano per auto a ruote coperte.

Team Bmw

Un weekend ricco di eventi

Oltre all'ultimo atto del Turismo Endurance al Mugello sono andate in scena le gare del Campionato Italiano Sport Prototipi, dell'Italian F4 Championship, del TCR Endurance e della Formula Regional European Championship. In quest'ultima categoria il mattatore è stato il danese Frederick Vesti. Vincitore di due gare su tre si è aggiudicato il titolo al volante della Tatuus schierata dal team Prema. Gara 3 è stata appannaggio di David Schumacher, secondo in gara 1 e penalizzato in gara 2. Ha attirato attenzione il figlio dell'ex F1 driver Ralf Schumacher, presente nel paddock, vincitore di altre tre gare nel corso della stagione. Il norvegese Dennis Hauger è stato invece il dominatore assoluto della F4 italiana, fregiandosi inoltre del titolo. Segnatevi questo nome perchè presto lo rivedremo vincitore anche nelle classi superiori. Fra i prototipi c'è da rimarcare la performance di Giacomo Pollini, vincitore di gara 1 e trionfante in campionato. Samuele Piccin ha vinto invece la gara del TCR al volante della bellissima Seat Cupra. Stessa vettura con cui Giovanni e Alessandro Altoe' hanno conquistato il titolo. Belle auto e marchi importanti come Volkswagen, Audi e la già citata Seat hanno animato la prima edizione del campionato organizzato da ACI Sport. Un weekend emozionante, nella fantastica cornice verde che solo il Mugello sa regalare. Sole e nebbia, colori e passione. Mugello, what else?

E’ stato un appuntamento importante per i piccoli centauri del Campionato Italiano Junior Minimoto che nel weekend del 28-29 settembre si sono dati battaglia in Franciacorta per l’ultimo round della stagione 2019.


di Redazione Guastalla (RE) 8 ottobre 2019 - Nulla era scontato. Tutte le categorie, tranne una, hanno potuto registrare il campione solo nell’ultima sfida.  Anche nella categoria Open A, la sfida finale è stata tra il Guastallese Jacopo Villani, che si è presentato all’ultimo round con 21 punti di distacco dal primo, e Mattia Tribuzi appunto. Molto più distaccati tutto gli altri. Incerta la terza piazza per i miseri 5 punti che separavano Fabio Ciotola da Luca Bandini. Alla partenza Mattia Tribuzi punta tutto sulla prima gara e ha funzionato. Tribuzi, aggiudicandosi gara 1, è riuscito a conquistare il titolo e a Jacopo Villani è rimasto solo, si fa per dire, il posto d’onore di Vice Campione Italiano.

Jacopo vicecampione 2019 miniMoto-IMG_6810 (1).jpg
Un risultato molto soddisfacente per tutti ma che un po’ di amaro in bocca ha lasciato all’ipercompetitivo Jacopo#8 ma, c’è da starne certi, è già pronto per affrontare la prossima stagione con maggiore esperienza e soprattutto la consapevolezza di possedere un buon equilibrio tra coraggio e ottima tenuta delle lucidità mentale.


“Le gare sono andate bene, - ha commentato Jacopo Villani Jacopo#8 - anche se non così c bene ome speravo. Il primo posto nel campionato è sfuggito ma ho fatto del mio meglio. Sia io che il Team Giracing abbiamo dato tutto ma due terzi posti non mi hanno consentito di aggiudicarmi il Campionato. Ho finito il Campionato Minimoto in seconda posizione e nonostante ambissi a un primo posto sono ugualmente abbastanza soddisfatto. Ho battagliato con i miei avversari in tutte le gare cercando di portare a casa sempre il meglio. 
Ho avuto problemi e li ho sempre risolti con il mio Team #Giracing Minibike Technology e ho accumulato molte esperienza di cui farò tesoro per affrontare con maggior determinazione il futuro. Voglio ringraziare tutti i miei tifosi e tutte quelle persone e aziende che mi sostengono e che credono in me, però in primis, non me ne voglia nessuno, volevo ringraziare Mamma e Papà per i tanti sacrifici che hanno sopportato per aver creduto in me, mia sorella, che è sempre al mio fianco in ogni gara e il mitico Ganz (#Enrico Ganzerla) che purtroppo non era presente all’ultima gara per una caduta al Sabato. Ganz riprenditi presto che ti aspetto in pista. Ringrazio, ovviamente, tutti i miei sponsor 
#Falegnameria Cavazzoni #Samuele Ferretti #La Pinta #Matteo Rocky #Valentina Ruggieri #slem #ciemme #Giustospirito #Mulino Formaggi Srl #@utotech e il mio sponsor Tecnico #SUOMY Helmets per avermi fatto accedere all'academy Suomy. E infine, ma non per ultimo, ringrazio i miei preparatori #Racing Park Viadana di Ivan Goi #SMC Scuola Motociclismo. Ora ci butteremo a lavorare per il prossimo anno e per una nuova categoria che presto annuncerò attraverso le mie pagine social. Ciao a tutti e grazie a tutti... Dimenticavo sempre Gass


Ma l’ultima parola è per i familiari che attraverso il papà Alessandro hanno espresso la loro totale e piena soddisfazione.

“Siamo molto contenti del risultato finale e orgogliosi di Jacopo, ha commentato Alessandro Villani. Ora guardiamo al futuro partendo dalla valutazione delle tante proposte ricevute”.

#SUOMY Helmets #RMU Moto #La Pinta #Matteo Rocky#Giustospirito #Falegnameria Cavazzoni #@slem #@ciemme #@utotech#Samuele Ferretti #Valentina Ruggieri #Mulino Formaggi Srl #Racing Park Viadana di Ivan Goi #SMC Scuola Motociclismo



 

 

 

 

 

Jacopo vicecampione 2019 miniMoto-IMG_6746 (1).jpg

 

Domenica, 06 Ottobre 2019 13:52

Mugello a Fuoco!

A pochi minuti dal via dell'ultima gara del Campionato Italiano Gran Turismo Endurance abbiamo intervistato Antonio Fuoco, nostra giovane promessa, ottimo pilota Gran Turismo e collaudatore della Scuderia Ferrari di F1.

di Matteo Landi

Autodromo Internazionale del Mugello, Scarperia. Fra poco, alle 14 e 45 scatterà l'ultima gara del Campionato Italiano Gran Turismo Endurance. Tutti gli occhi sono puntati su Alessandro Zanardi ed il suo ritorno su quattro ruote. Un compito gravoso e di responsabilità il suo: correrà con Stefano Comandini ed Erik Johansson, al comando della classifica di campionato. Alex non si può permettere sbavature se i suoi compagni vorranno fregiarsi del titolo. Non meno impegnativo è il compito di Antonio Fuoco. Classe 1996, campione di Formula Renault Alps nel 2013, compagno di squadra di un certo Charles Leclerc quando entrambi correvano in F2, categoria che ha visto l'italiano race winner, dopo il terzo posto ottenuto in classifica generale l'anno precedente in GP3. Conosciuto ai più per essere il giovane collaudatore Ferrari per la squadra di F1, al servizio di Mattia Binotto, e membro del Ferrari Driver Academy, è impegnato anche nelle ruote coperte. Ed al volante della Ferrari GT3 della Scuderia Baldini, sostituto di piloti del calibro di Giancarlo Fisichella e Jacques Villeneuve, cercherà di aggiudicarsi la vittoria, aiutando il compagno di squadra Stefano Gai in lotta per il titolo. Al Mugello abbiamo scambiato qualche parola con il pilota di Cariati, a pochi minuti dal via della gara di tre ore che scatterà alle 14 e 45 e che vedrà la squadra Ferrari partire in prima fila.

Antonio, in qualifica siete andati forte.

Si, è andata abbastanza bene in qualifica. C'è stato un pò di traffico, con le GT4 non è così semplice. Però alla fine dei conti partiremo in prima fila, sarà una bella occasione.

Oltre a far del vostro meglio dovrete sperare in una debacle BMW, altrimenti la Scuderia Baldini non potrà conquistare il titolo.

Il mio obiettivo è vincere la gara. Dopo dipenderà anche dal risultato BMW. La questione titolo non è matematicamente chiusa. Sappiamo che sarà difficile, ma abbiamo comunque delle possibilità. Cercheremo di fare il massimo.

Quali stint farai?

Il primo ed il terzo stint. La gara è lunga, qualcosa di nuovo per me, cercherò di fare il massimo nell'interesse della squadra.

Sostituire Villeneuve e Fisichella è impegnativo.

E' una sostituzione importante. Loro hanno fatto le prime tre gare e si sono ben comportati. Da parte mia si tratterà di concludere il campionato nel migliore dei modi.

Com'è lavorare con Stefano?

Stefano è una brava persona ed un grande pilota. C'è un bel rapporto fra di noi. Specialmente in questo campionato è importante trovarsi bene con la persona con cui condividi l'auto. Siamo a stretto contatto tutto il weekend, è importante trovarsi bene con lui e con tutti gli uomini della Scuderia.

Il prossimo anno cosa farai? Ancora GT?

Ancora non so con esattezza ma probabilmente si, ancora GT.

La prossima stagione è ancora lontana. Intanto in bocca al lupo Antonio. E vinca il migliore, in quella che si preannuncia come una battaglia appassionante fra piloti blasonati e professionisti, con la presenza non meno importante di qualche gentlemen driver. Enjoy Mugello!

fuoco2

E’ iniziata formalmente la ricostruzione del Ponte sul Polcevera a Genova. Per la terza volta, in poco più di 400 giorni, lo skyline di Genova è mutato radicalmente. Presenti anche il premier Giuseppe Conte e la Ministra alle infrastrutture, la piacentina Paola De Micheli.


Di LGC Genova, 1 ottobre 2019 - Dal drammatico crollo che ha generato quella profonda ferita tra i piloni 8 e 9, portando con sé 43 vittime, per giungere all’estate scorsa con la demolizione totale di quanto restava dell’ex Ponte Morandi e ieri, l’inizio del montaggio con il primo impalcato posizionato a 50 metri di altezza, è questa la metamorfosi del ponte che attraversa il Polcevera e che per ben tre volte in 414 giorni ha modificato lo skyline della città marinara.


Il nuovo ponte dovrebbe venire consegnato nel prossimo mese di maggio.


Le operazione, annunciate da un suono di sirena, sono cominciate alla presenza del premier Giuseppe Conte, del ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, del sindaco Bucci, del governatore Toti, dell'architetto Piano che ha donato il disegno del viadotto. Presenti anche Salini e Bono per il consorzio PerGenova (Salini-Impregilo e Fincantieri) che ricostruisce il ponte. La prima parte della struttura che porterà la strada è lunga 50 metri, costruita in acciaio del peso di 500 tonnellate ed è stata issata a quasi 50 metri di altezza.


A seguire le foto e i video della cerimonia e dell’operazione.


(Crediti video drone:
pilota Paolo Corradeghini - Rina Consulting
montaggio Erika La Farina - Rina Consulting)

Domenica, 29 Settembre 2019 17:09

F1, Russia: Ferrari, che pasticcio!

Le Ferrari potrebbero dominare ma consegnano la vittoria ad Hamilton. Il ritiro di Vettel, che litiga con il box e si nega agli ordini di squadra, priva Leclerc di una vittoria quasi scontata. A Maranello si scoprono autolesionisti e la Mercedes ne approfitta con una doppietta

di Matteo Landi

Due Rosse in testa alla prima curva. Dopo la strepitosa pole position, allo start Leclerc fornisce la scia a Vettel, il tedesco scattato dalla terza posizione ne approfitta e come da accordi pre-gara si difende da Hamilton. Visto che c'è, passa anche il compagno monegasco. Il quale non difende la posizione, consapevole che l'avrebbe avuta indietro. In poche centinaia di metri per la Ferrari sembra maturare un'altra doppietta, concretizzando quel gioco di squadra impostato la domenica mattina. Un sogno che porterebbe a quattro le vittorie consecutive tinte di Rosso. Ma è proprio quando si inizia ad essere abituati a trionfare che si può peccare di ingordigia. E a Maranello, stavolta, dimostrano di non saper vincere. Vettel si ribella ed imposta un ritmo massacrante per gli avversari. Leclerc, quasi incredulo, prima si tiene in scia, poi si accontenta di seguire più distanziato il compagno di team. Conscio che Binotto e compagni gli avrebbero restituito quel favore con la strategia. Così accade: Leclerc si ferma prima del team mate, guadagnando la posizione su Vettel quando questi effettua la sua sosta ai box. Poi avviene l'inaspettato: la Rossa n°5 si ammutolisce, Vettel la parcheggia nella via di fuga e la direzione gara, prudentemente (troppo?), pone la gara in regime di virtual safety car. La classica manna dal cielo per Hamilton e Bottas: il duo Mercedes effettua il cambio gomme perdendo pochi secondi ed Hamilton si ritrova, come d'incanto, al comando. Ferrari e Leclerc a quel punto perdono l'attimo per cambiare nuovamente le gomme e montare quelle più soffici. Lo faranno troppo tardi ed il monegasco si ritroverà solamente terzo. Matura così una delle doppiette meno meritate per Mercedes. Nel giorno in cui a Maranello scoppia definitivamente il "Caso Piloti": da oggi, al box, sono consepoli che gestire "il bene Ferrari" a loro piacimento sarà più difficile.

Ferrari: la coppia è scoppiata

Da una parte Leclerc: giovane, velocissimo ed affamato. Dall'altra Vettel: veterano, quattro volte campione del mondo, poco propenso a lasciare spazio al nuovo che avanza. E la Ferrari che ritrova i fantasmi del passato, con un'affidabilità che torna a vacillare. A Maranello dovranno esaminare attentamente che cosa abbia innescato il ritiro del tedesco, ma sembra evidente che sia venuta a mancare la parte ibrida. Certo, se Vettel fosse riuscito a portare la vettura almeno in corsia box adesso commenteremmo una bella vittoria di Leclerc. Sabato il monegasco ha riscritto la storia Ferrari, aggiundicandosi la quarta pole position consecutiva: l'ultimo ad esserci riuscito era un certo Michael Schumacher che ne siglò altrettante al termine del 2000, seguite da altre tre all'inizio del 2001. Il futuro Ferrari passerà attraverso Charles Leclerc. Questo è innegabile. Quello che preoccupa i fan del Cavallino è il presente, che avrà ripercussioni anche nella stagione 2020 se team e piloti non si chiariranno a dovere, visto che Vettel ha un contratto valido anche per la prossima stagione. Oggi hanno vinto Hamilton e Mercedes, abili ad approfittare della mano protesagli dalla dea bendata, dimostrando di essere ancora la squadra che più di tutte sa vincere. Proprio loro che in passato hanno subito il complicato dualismo Rosberg-Hamilton, adesso stanno benificiando della rassegnazione di Bottas al ruolo di seconda guida designata, mentre i rivali Rossi, tornati forti, dovranno farsi le ossa se vorranno la prossima stagione lottare per l'iride, senza danneggiarsi da soli.

Red Bull massimizza il risultato dopo le scelte Honda

Oltre alla squadra di Maranello, sembrano bisticciare con le strategie anche le squadre motorizzate Honda. I nipponici hanno preferito far scontare penalità importanti ai loro piloti pur di disporre di unità più fresche e potenti nella gara di casa fra due settimane. Tutto sommato non è andata troppo male in Red Bull: Verstappen ed Albon hanno conquistato la quarta e quinta posizione finale, dopo due belle rimonte. Anche se, viste le disavventure vissute da chi ha corso davanti, senza le penalità forse avrebbero potuto ottenere di più. L'anglo-thailandese ha vissuto un fine settimana controverso: a muro in qualifica, stupendo in gara quando ha compiuto sorpassi da urlo. Sembra evidente che stia subendo una pressione esagerata, soprattutto dopo che i vertici Red Bull hanno ribadito che il suo sedile sia assolutamente in discussione per la prossima stagione. Nessuna soddisfazione invece per Toro Rosso, con entrambi i piloti fuori dalla zona punti.

Alfa Romeo al passo del gambero

Gara da dimenticare anche per Alfa Romeo. Il Biscione non sta collezionando belle figure in questo finale di stagione. Raikkonen, il pilota di riferimento, ultimamente sembra aver perso bussola e motivazioni. Inspiegabile la sua falsa partenza, la cui conseguente penalità lo ha relegato ad una gara nelle retrovie. Poteva andare meglio a Giovinazzi, ultimamente più convincente del compagno di squadra, ma un incidente al via gli ha tarpato le ali. Purtroppo la squadra italo-elvetica sta procedendo al passo del gambero e la recente fuoriuscita di Simone Resta, tornato all'ovile Ferrari, sembra aver gettato scompiglio nel box.

Ultimo rush

Ancora cinque gare ci separano dal termine della stagione. Giappone, Messico, Stati Uniti, Brasile ed infine Abu Dhabi, saranno i paesi che ospiteranno le restanti gare. Considerando il passo tenuto dalle Ferrari nelle ultime due tutto sembra possibile e solo un mese fa sembrava impensabile. A Maranello hanno saputo lavorare sulla vettura e, finalmente, "capirla". Troppo tardi per ambire al titolo ma ci sono ancora buone possibilità di poter godere di una lotta non monocromatica al vertice. Adesso che la Ferrari è tornata nelle posizioni che merita i suoi uomini dovranno affrontare con successo nuove problematiche interne perchè, come dimostra Mercedes, bisogna saper vincere.

A1 MILANO-NAPOLI: INCIDENTE NOTTURNO TRA MODENA NORD E L'ALLACCIAMENTO CON L'A22 IN DIREZIONE DI MILANO

Roma, 26 settembre 2019 - Sull'A1 Milano-Napoli poco dopo la mezzanotte nel tratto tra Modena Nord e l'allacciamento con l'A22, in direzione di Milano, è avvenuto un incidente all'altezza del chilometro 156. Nello scontro, che ha coinvolto un furgone e un'autovettura, una persona ha perso la vita.


Al momento sul luogo dell'evento si circola regolarmente senza turbative al traffico.


Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità e sui percorsi alternativi sono diramati tramite: i collegamenti "My Way" in onda sul canale 501 Sky Meteo24; sulla App My Way scaricabile gratuitamente dagli store di Android e Apple; su Sky TG24 HD (canali 100 e 500 di Sky), su Sky TG24, disponibile al canale 50 del digitale terrestre e su La7 e La7d. Sul sito autostrade.it, su RTL 102.5, su Isoradio 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in area di servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il call center Autostrade al numero 840.04.21.21, attivo 24 ore su 24.

Domenica, 22 Settembre 2019 19:14

Ferrari, l'appetito vien mangiando!

Incredibile doppietta Rossa a Singapore: Vettel vince davanti ad un imbronciato Leclerc. Entrambi meritavano la vittoria. Verstappen terzo davanti ad Hamilton e Bottas. Per Maranello è il terzo successo consecutivo!

di Matteo Landi

Terza vittoria consecutiva Ferrari, con altrettante pole position. Alzi la mano chi avrebbe, dopo il terribile inizio di stagione della Scuderia, scommesso su questa serie di successi. Dopo le due prodezze di Leclerc ecco servito il trionfo di Vettel, vittoria scacciacrisi dopo la figuraccia di Monza ed una stagione vissuta nell'ombra del nuovo talentuosissimo compagno di squadra. Il quale avrebbe vinto anche oggi se la strategia non avesse giocato pesantemente a favore del tedesco di casa Ferrari. A fine gara, nel mezzo dei festeggiamenti per la meravigliosa doppietta Rossa, teneva banco il disappunto di Leclerc per la vittoria sfumata. Come i grandi campioni anche il monegasco dimostra di non sapersi accontentare e quando dopo la sosta ai box si è ritrovato alle spalle del compagno di team, pochi chilometri prima solamente terzo, non ha trattenuto la rabbia. La contesa della vittoria fra due piloti vestiti di Rosso era il sogno di Mattia Binotto e dopo una stagione vissuta con molti bassi ora l'orgoglio del caposquadra è alto. Pochi lo sottolineano, presi dall'euforia del Grande Ritorno Rosso, ma finalmente a Maranello sono stati capaci di sfornare degli aggiornamenti tecnici ed aerodinamici capaci di dare una vera spinta in avanti alle prestazioni delle vetture della Scuderia. Se è vero che nel 2017 e nel 2018 Vettel arrivò a contendere il titolo ad Hamilton mentre quest'anno la lotta iridata resta un miraggio, è anche vero che nei recenti campionati la squadra italiana ha proceduto al passo del gambero, non tenendo il passo della concorrenza Mercedes, capace di aggiornare con successo vetture già vincenti. Fa un certo senso pensare che solo due mesi fa in Ungheria la Ferrari si beccava più di un minuto dal vincitore, ed oggi riesce a conquistare una meravigliosa doppietta. Un risultato che mancava dal luglio del 2017 quando Vettel e Raikkonen chiusero nell'ordine proprio in quella Budapest che quest'anno ha dato grandi dispiaceri ai piloti Ferrari. Una batosta servita però all'intero ambiente di Maranello per gettare le basi di una svolta che ha portato i piloti di Binotto a vincere senza sosta fino ad oggi.

La strategia nega la vittoria a Leclerc. Per Vettel un trionfo (scacciacrisi?) che attendeva da più di un anno

Poteva essere la terza vittoria consecutiva di Leclerc, ma non è sfumata per suoi demeriti. Durante la corsa i suoi team radio hanno dato preoccupazione al box Rosso. Dal muretto lo hanno più volte invitato alla calma. Una rabbia che ci dà la dimensione del pilota monegasco: un cannibale, un pilota che si aspetta di ricevere quel che merita. Ma dal muretto stavolta hanno pensato che, a differenza di quanto ci si attendeva alla vigilia, ci fosse la possibilità di puntare alla doppietta. Chiamando ai box prima Vettel avrebbero indotto Hamilton, secondo in qualifica e nei primi giri, a seguirlo. Difendendo inoltre la posizione di Sebastian dall'arrivo di Verstappen. Chissà se ai box pensavano che avrebbero consegnato la gara al tedesco. Sicuramente l'idea di Binotto e compagni era quella di puntare al bottino grosso, a discapito anche della vittoria di Leclerc. Non ha però demeritato Vettel, abile anzi ad afferrare quella vittoria che gli sfuggiva dal Gp del Belgio del 2018, più di un anno fa. Un successo necessario per recuperare un quattro volte campione del mondo, psicologicamente in crisi dopo quella serie di errori che gli hanno negato prima un titolo e poi lo scettro di prima guida, con l'arrivo in squadra di Leclerc. Comunque la si veda a Singapore quest'oggi possiamo dire che è definitivamente tornata la Rossa. Se a Spa e Monza hanno approfittato della velocità in rettilineo della loro vettura e delle prodezze del giovane monegasco, in estremo oriente, su una pista teoricamente favorevole alle Mercedes, hanno sbancato grazie ai progressi apportati su una monoposto fino a pochi giorni fa avversa ai circuiti non velocissimi. Non sappiamo se i tifosi del Cavallino, prima del termine della stagione, potranno gioire ancora. Certamente non si può non rendere merito ad una squadra che ha saputo, collegialmente, rialzarsi dopo i tonfi che hanno attirato innumerevoli critiche. Adesso sarà importante la continuità, perchè finalmente possiamo dirlo: squadra che vince non si cambia.

Mercedes battuta anche da Verstappen. Hamilton e Bottas giù dal podio

Vicino alla vittoria sia in Belgio che in Italia, negatagli da un immenso Leclerc, Hamilton non è riuscito a salire sul podio su una pista sulla carta favorevole alle frecce d'argento. Forse non sono più abituati alle lotte serrate o hanno sottovalutato gli avversari. Fatto sta che a Singapore gli uomini Mercedes non ne hanno azzeccata mezza. Bottas relegato a maggiordomo di Hamilton, obbligato a rallentare quando l'inglese ha effettuato il pit stop, per non sopravanzarlo. Lewis poco aggressivo. La squadra poco abile a leggere l'andamento della gara, che ha visto più volte entrare in pista la safety car. La Mercedes esce da questo umido Gran Premio orientale battuta. A questo punto la domanda sorge spontanea: che mondiale avremmo vissuto se a Maranello, nella prima parte di stagione, non si fossero azzoppati da soli fra problemi tecnici e scelte strategiche discutibili?

Giovinazzi e quei giri da leader

A Singapore, oltre alla bella doppietta Ferrari, abbiamo assistito ad un altro bel "ritorno": quello di un pilota italiano al comando di una gara della massima serie. E' avvenuto per poco, il tempo di godersi per qualche chilometro una leadership conquistata durante il valzer dei pit stop. Antonio Giovinazzi ha poi lottato come un leone per conquistare un buon decimo posto finale ma il pilota Alfa Romeo ricorderà soprattutto la gara odierna per quel tempo vissuto a comandare le danze. In un giorno sfortunato per Kimi Raikkonen in Alfa possono gioire per la prestazione di un pilota che, dopo un avvio di stagione incerto, ha finalmente ritrovato quella velocità mostrata nelle formule propedeutiche.

Prossima tappa: Russia, Sochi!

Dopo la sbornia delle tre vittorie di fila a Maranello guardano adesso al Gp di Russia del weekend venturo. Su un tracciato che, prima degli ultimi aggiornamenti aerodinamici, avremmo definito ostico per le Ferrari. Ma adesso, dopo il risultato di Singapore, niente è scontato. Tre successi in una stagione che sembrava stregata ed adesso l'appetito vien mangiando.

Quasi 28 ore di ritardo per un volo Brussels Airlines da Djerba.Circa 180 passeggeri di un volo Brussels Airlines hanno dovuto trascorrere una notte in più sull'isola di Djerba in Tunisia a causa di un problema tecnico sull'aeromobile, un Airbus A320 registrato OO-SNB con la livrea Tintin

Il volo SN3886 da Djerba a Bruxelles era previsto venerdì 20 settembre, alle 08:45, con arrivo a Bruxelles alle 12:50. Il volo è stato annullato dopo che l'equipaggio ha scoperto un problema informatico nella cabina di pilotaggio. I passeggeri sono stati trasferiti in un hotel. I viaggiatori alla fine sono decollati questo sabato a mezzogiorno (il numero del volo è stato cambiato in SN1998) ed è arrivato alle 16:40 all'aeroporto di Bruxelles, con 28 ore di ritardo, con lo stesso aereo che era stato riparato nel frattempo.

"Abbiamo dovuto sostituire un computer che controllava gli schermi nell'abitacolo", ha dichiarato la portavoce della Brussels Airlines Wencke Lemmes." Esortiamo i nostri passeggeri ad accettare le nostre scuse, ma la sicurezza è la priorità principale " , ha aggiunto la portavoce. Si sa che l'estate è tempo di vacanze e di viaggi verso le destinazioni più varie. Molti sono quelli che per raggiungere la propria meta prendono l’aereo e non passa giorno senza che si registrino cancellazioni, sovraprenotazioni o ritardi superiori alle tre ore.

Quando a farne le spese è il proprio volo si perde la pazienza, ci si arrabbia, ci si ripromette di inviare reclamo alla compagnia aerea ma, complice probabilmente anche il silenzio colpevole delle compagnie sui diritti dei passeggeri, e la poca pubblicità delle istituzioni europee in merito, solo l’1% dei passeggeri va fino in fondo per ottenere quanto gli spetta. Un vero peccato, visto che la posta in gioco è alta! Secondo il Regolamento CE 261/2004 e diverse sentenze della Corte di giustizia dell’Ue infatti, ogni passeggero il cui volo ha subito un ritardo di almeno tre ore (che non sia stato causato da circostanze eccezionali quali uno sciopero o condizioni meteorologiche eccezionali) ha infatti diritto ad un indennizzo che va da un minimo di 250 euro a un massimo di 600 euro a seconda della distanza percorsa. E ciò non solo per i voli interni all’Unione europea (indipendentemente dalla bandiera della compagnia), ma anche per quelli in partenza o in arrivo da un paese extra europeo, effettuati da una compagnia europea (o islandese, norvegese o svizzera).

Per tali ragioni, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, consiglia di mantenere la calma e di agire legalmente una volta scesi dall'apparecchio, perchè piuttosto rimediare una denuncia a proprio carico è sempre meglio agire per un congruo indennizzo.

(22 settembre 2019)

Mentre alcune pile superano i 25 metri, in cantiere entrano nel vivo le lavorazioni dell’acciaio.

A ponente, comunica "PerGenova" l’associazione temporanea di impresa costituita da Fincantieri e Salini-Impregilo incaricata a costruire il nuovo ponte, proseguono le operazioni di costruzioni dei plinti delle pile 2 e 3 e continuano a crescere le pile 4, 5 ,6 e 9. In particolare la 5 e la 9 superano ormai i 25 metri di altezza e risultano chiaramente visibili sull’orizzonte, accanto alle alte gru. Sempre sullo stesso lato, è previsto per questa settimana l’avvio dei lavori di cantierizzazione per la spalla A e l’inizio dell’assemblaggio delle campate 5 e 6.

A levante, invece, prendono il via i lavori per i pali di fondazione delle pile 12 e 16 e, in settimana, dopo l’arrivo in cantiere dei conci delle campate 14 e 15, sarà avviato l’assemblaggio.

Via mare da Castellammare di Stabia, inoltre, arriveranno a Genova gli elementi in acciaio che comporranno le campate 8, 9, 15, 16, portando così a 7 su 19 il numero delle campate in preparazione.

(PerGenova 10 settembre 2019)

Gara bagnata gara fortunata, verrebbe da dire, ma purtroppo così non è stato per Jacopo Villani, il giovane centauro di Guastalla. 


di Redazione Guastalla 10 settembre 2019 - Un fortissimo temporale ha rischiato di annullare l’ultima prova del Campionato CIV Mini GP prevista all’autodromo di Franciacorta.
Qualifiche tutte su pista bagnata seppur posticipate dopo varie ispezioni e un timido sole comparso proprio in occasione del via alle competizioni.


“Si chiude la mia esperienza, ha dichiarato Jacopo Villani a fine gara, in Mini GP con l’ultima gara, peraltro molto movimentata, disputata nello scorso week end nel circuito lombardo di Franciacorta”.


La pioggia, come si diceva, ha contraddistinto le qualifiche alzando il rischio di cadute e delle relative conseguenze.

“Purtroppo si parte con la pioggia nelle prove Q1 e Q2. Sfortunatamente scivolo e non posso riprendere la moto che è uscita dall’incidente con qualche danno. Così la Gara 1 non riesco ad affrontarla come avrei desiderato mentre meglio è andata la Gara 2 dove sono riuscito a anche a divertirmi. Tra sorpassi e varie battaglie battaglie chiudo al 16 posto con la grande soddisfazione di avere mantenuto un ottimo passo di gara. 
Nonostante tutto quindi esco soddisfatto.
Si conclude perciò l'avventura in Minigp archiviata con tantissima esperienza acquisita. Ho potuto ascoltato le persone più anziane e osservando i più qualificati avversari ho imparato molto da tutti. Un ricco bagaglio di conoscenze e esperienze che mi sarà utile per guardare con fiducia al futuro inseguendo il mio sogno di motociclista. Un pensiero di gratitudine immensa va al mio meccanico meccanico #Cigolini Cristian , al boos Marco Gilberti te ovviamente ai miei genitori e a tutti i miei sponsor e sostenitori:
#SUOMY Helmets
#Falegnameria Cavazzoni
#Samuele Ferretti
#Alessia Folloni
#Matteo Rocky
#Valentina Ruggieri
#slem
#ciemme
#Mulino Formaggi Srl
#Giusto Spirito
#Racing Park Viadana di Ivan Goi
#SMC Scuola Motociclismo
Adesso ci si deve concentra per ultima gara di Campionato Minimoto, poi inizieranno i programmi per la prossima stagione”

 

Impresa sfiorata per Massimiliano Cremona che con una grande prova si è giocato il titolo punto a punto con Claudio Fanzini nella prova unica del Campionato Mondiale di Motonautica 350 a Jedovnice in Repubblica Ceca.

Le quattro manche
La prima prova sabato la vince Massimiliano Cremona grazie a una partenza perfetta. Nella seconda manche di domenica arriva invece la risposta di Fanzini. La terza è nuovamente dominata dal talento dell’Associazione Motonautica San Nazzaro, men-tre nella quarta manche Max è costretto al ritiro a causa della rottura del motore dopo un’ottima partenza. Massimiliano Cremona e Claudio Fanzini sono dunque pari: due vittorie a testa. Dopo una lunga attesa arriva il responso: Fanzini è il Campione del Mondo 2019 della F350 grazie al miglior tempo di manche. Al secondo gradino del podio si accomoda dunque Massimiliano Cremona, mentre giunge quarto l’altro pia-centino in gara, Marco Malaspina.


Week end un po’ sotto tonno, ma comunque con buoni piazzamenti, per il piacentino Luca Finotti che conclude l’ultima prova del campionato mondiale F125 al quarto posto. Questo risultato è comunque un ulteriore prezioso tassello di esperienza per questo il giovane talentoso pilota piacentino.


Alex Cremona: Max è stato grande perché il lavoro di questo mese è stato intenso e buono. Infatti ha dato i suoi frutti dimostrando di essere molto competitivo. Massimi-liano ha dato filo da torcere a un Fanzini che fino a questo punto non ha avuto av-versari diretti! E Max ha fatto vedere il suo livello. Una pagina importante per lui questo mondiale che fa ben sperare per le prossime competizioni”

Per il C&B Racing Team, da segnalare inoltre il quarto posto a Viverone di Federico Oldanini nel campionato italiano Formula Junior Elite.

La Provincia di Reggio Emilia informa che da lunedì 9 settembre sono previsti lavori di sfalcio erba e di pulizia aree verdi nelle intersezioni e nelle banchine stradali su altre cinque Provinciali: Sp 3 Reggio-Bagnolo-Novellara, Sp 4 Campagnola-Fabbrico-Rolo-Confine Modena, Sp 63R del Valico del Cerreto, Sp 112 Variante Nord di Campegine e Sp 113 Tangenziale Reggio-Correggio.

Nei tratti interessati dai lavori, dalle ore 8.30 alle ore 18.30 sarà istituito il limite di velocità a 30 km/h e saranno possibili sensi unici alternati regolati da movieri, a seconda delle condizioni di traffico e delle caratteristiche della strada.


Sempre da lunedì 9 settembre, fino al 30 novembre, limite di velocità a 30 km/h e possibili sensi unici alternati anche sulla Sp 47 Bagnolo-Correggio, in un tratto di circa 600 metri di via Fosdondo in comune di Correggio, per lavori di costruzione di un ulteriore tratto della pista ciclabile.


Per info in tempo reale sulla viabilità e in caso di eventuali emergenze consultare il profilo Twitter della Provincia di Reggio Emilia @ProvinciadiRE.

Domenica, 08 Settembre 2019 18:07

F1, Italia: Leclerc da impazzire

Il monegasco resiste alla pressione di Hamilton e Bottas e trionfa a Monza. Una gara da leggenda per un pilota che entra definitivamente nel Cuore dei ferraristi. Monza, è qui la festa!

di Matteo Landi

Una gara vissuta con una Mercedes a fiatargli sul collo. Braccato nel ruolo della preda, inseguita prima e lungamente dal pluricampione Hamilton, poi per pochi giri da Bottas. Il giovane Leclerc, al primo anno in Ferrari, doveva resistere all'enorme pressione del pubblico ferrarista che, se tutto va bene, può tramutarsi in soddisfazione ineguagliabile. C'è chi dice che vincere sul tracciato brianzolo, da pilota Ferrari, è emozionante come vincere un mondiale. Dopo una gara bellissima, vissuta tutta d'un fiato, Leclerc oggi potrà confermarlo. Ventuno anni, al primo anno in Rosso. Due vittorie consecutive, a Spa e Monza, come un tale Schumacher fece nell'ormai lontano 1996. Quell'anno il tedesco si aggiudicò anche il Gp di Spagna. Ma non è il caso di addentrarci in difficili paragoni. Di pressione, Charles, ne ha già abbastanza. A giudicare da come si è comportato oggi si può dire che la regga estremamente bene.

Hamilton prima, Bottas dopo. Leclerc resiste alla pressione dei piloti Mercedes e trionfa

Hamilton è stato costantemente una spina del fianco della Ferrari n° 16. Con un distacco sempre inferiore ai due secondi. Nulla però ha potuto contro il giovane pilota della squadra di Maranello, abile a resistere con forza nell'unico attacco subito. Troppa, per i commissari, che gli hanno esposto una bandiera bianco-nera: un'altra infrazione ed avrebbe quanto meno subito una penalità. Il monegasco per un attimo ha perso anche la vettura, arrivando lungo alla prima variante, sotto il peso asfissiante della presenza di Hamilton. Cinque mondiali dell'inglese contro gli zero sul palmarès del pilota Ferrari, al secondo anno di F1. Nonostante la maggiore esperienza e blasone l'errore decisivo è arrivato proprio dal pilota Mercedes, al 42esimo giro. Un sospiro di sollievo per Leclerc? Neanche per sogno! Ecco Bottas, pronto a subentrare nel pressing asfissiante. Il pilota monegasco, spesso taciturno durante la gara, è diventato una dolce cantilena per il suo box, costretto ad aggiornarlo costantemente sui giri rimanenti e sul distacco da Bottas. Sempre troppo vicino. Fino a quella tanto bramata bandiera a scacchi che oggi ha consacrato un campione. Un pilota in grado di emozionare e di farsi perdonare quell'egoismo che, sabato, gli ha fatto conquistare una strepitosa pole position ma anche qualche sgradevole polemichella. Avrebbe dovuto aiutare Vettel, fornendogli la scia. Non gli è riuscito, ma quanto accaduto nell'ultima fase del terzo segmento delle prove ufficiali, la melina di tutti i piloti all'inizio dell'ultimo giro di lancio sullo scadere del tempo, gioca a suo favore. Comunque sia, dopo una vittoria del genere, l'episodio del sabato non può gettare ombre su un weekend memorabile. Il suo, perchè quello del titolato compagno tedesco è stato decisamente da buttare.

Leclerc da favola, Vettel da incubo

Qualcuno sul web lo chiama "la girella". Appellattivo ingeneroso, ma se questo accade un motivo ci sarà pure. Dispiace parlare in questi termini di un campione affermato ma qualcosa deve essere sicuramente scattato nella mente di Vettel. Da Baku 2017, giorno della famosa ruotata ad Hamilton, il pilota Ferrari è incappato in una serie di disavventure piuttosto preoccupanti. Per lui, per i fan della Rossa e per la dirigenza del Cavallino, che lo paga profumatamente. Una trentina sono i milioni di stipendio che ballano fra quanto percepito dai due piloti ai servizi di Mattia Binotto. A vantaggio, ovviamente, del quattro volte campione del mondo Vettel. Ed oggi questa differenza in pista non si vede, anzi. Quando il tedesco al 6° giro è andato in testacoda sono sfumati i sogni di doppietta, bramati dal Team Principal del Cavallino. Onestamente l'obiettivo sarebbe stato comunque difficile da raggiungere ma, dopo l'errore imperdonabile compiuto da Vettel alla Variante Ascari, Leclerc si è ritrovato da solo a lottare contro i due bolidi d'argento. Poteva essere l'ennesima disfatta Ferrari, dopo quella subita lo scorso anno, invece la tenacia di Leclerc ha regalato una gioia che i tifosi della squadra italiana attendevano dal 2010, quando Alonso tagliò per primo il traguardo e festeggiò sopra il podio più bello del mondo. La gioia di Leclerc, in bambola davanti alla Marea Rossa, lo testimonia ancora una volta.

 Monza1

Che Giovinazzi!

Gli italiani possono gioire anche per la bella prestazione fornita dal pilota tricolore Antonio Giovinazzi. Con un Raikkonen stavolta fallace, soprattutto in prova, e penalizzato da un imbarazzante errore compiuto dal suo box, colpevole di avergli montato in partenza un set errato di pneumatici, il pilota di Martina Franca è stato la punta di diamante del team italo-svizzero. Realizzando un nono posto, al termine di una gara solida, che gli rende due punti iridati. 8 settembre 2019, Ferrari in trionfo ed un pilota italiano in top ten: l'Italia s'è desta!

Renault risorge

Leclerc, Bottas, Hamilton, Ricciardo e Hulkenberg, recita la classifica finale. Trionfo Rosso a parte c'è da rimarcare anche la bella gara dei due piloti Renault. Sulla pista iperveloce di Monza i due ottimi piloti in giallo hanno finalmente potuto contare su una vettura decente. Ed i risultati sono arrivati. A dimostrazione che il buon Hulkenberg non è un bollito ed il campione australiano resta comunque, appunto, un gran pilota.

Una lunga settimana di emozioni. Prossima tappa Singapore

Dal Belgio alla Brianza, quante emozioni. Due domeniche tinte di Rosso, grazie ad un Leclerc che è stato capace di sfruttare la prestazione che le Ferrari regalano sui tracciati più veloci. Fra due settimane il Grande Circus farà tappa a Singapore. Lì per gli arceri Ferrari sarà più difficile raggiungere certe vette. Nessuna fretta, comunque, per adesso: il sapore della vittoria è tanto dolce e vale la pena assaporarlo a dovere.

Domenica, 08 Settembre 2019 07:26

Guasto a un motore, interrotto il decollo

Pilota del volo Lisbona - Venezia interrompe il decollo dopo un guasto al motore. Il video

E' accaduto il 4 settembre all'aeroporto di Lisbona, in Portogallo, dove l'aereo, un Airbus A320 (CS-TMW), della compagnia di bandiera TAP Air Portugal diretto a Venezia, poco prima di alzarsi in volo, ha registrato un'avaria al motore di sinistra. A quel punto il pilota ha deciso di fermare l'aereo, scortato dai vigili del fuoco per i quali, pochi minuti prima era scattata l’emergenza “verde” ovvero il primo livello di allerta del Piano d’emergenza aeroportuale, che prevede che «l’aeromobile o i suoi occupanti possano essere oggetto di pericolo o che si ha notizia certa di avaria e di malfunzionamento dell’aeromobile tale da non richiedere immediata dichiarazione d’emergenza da parte del comandante. Dopo lo spegnimento del secondo motore, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” il mezzo è stato trainato in un'area dello scalo dove i passeggeri sono stati fatti scendere. L'aereo - ha dichiarato la direzione circoscrizionale aeroportuale - è riuscito ad attivare le procedure di "decollo abortito" e si è fermato, senza frenate brusche, sulla pista di rullaggio.

Per i passeggeri che erano a bordo dell'aereo del volo TP862 - secondo quanto dichiarato dalle fonti aeroportuali - non c'è stata nessuna conseguenza, se non qualche attimo di paura. I passeggeri sono stati riprenotati su un altro volo. Il video è è visionabile collegandosi all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=rg_tlieGmnM#action=share 

Malpensa, sciopero oggi 6 settembre. Il personale di Airport Handling la principale società dei servizi di terra si bloccherà per quattro ore dalle 10 alle 14

Venerdì 6 settembre i sindacati Cgil, Cisl e Ugl hanno dichiarato uno sciopero di quattro ore, dalle 10 alle 14, per Airport Handling, la principale società dei servizi di terra. Il personale è attualmente tutto impegnato all'aeroporto di Milano Malpensa per la chiusura temporanea di Linate causa lavori infrastrutturali e di rifacimento pista.

La causa: “Le ragioni dello sciopero sono da ricondurre alla decisione di Airport Handling di non confrontarsi concretamente con FILT-CGIL FIT-CISL UGL-TA in merito a temi centrali quali: utilizzo personale in somministrazione, formazione professionale, organizzazione del lavoro, safety. Sin dalla partenza del periodo di Bridge (27 luglio) tutte le criticità da noi sollevate, che Airport Handling ha pensato di superare ignorandole, hanno immediatamente impattato su lavoratori e qualità del servizio. I carichi di lavoro sono esplosi senza alcun controllo attraverso turni massacranti, con conseguenze sulla safety del personale il comunicato dei sindacati- come dimostra anche il grave infortunio del 25 agosto, e perché sono saltati la metà dei corsi previsti per il personale, con tutto quanto ne consegue in termini di safety ed efficienza del servizio. Più di tutti hanno pagato i più deboli, cioè circa 350 lavoratori precari che, dopo essere stati spremuti per un mese e mezzo, nel corso del mese di settembre hanno ricevuto l’amara sorpresa del mancato rinnovo del contratto di somministrazione". In conclusione, “scioperiamo perché Airport Handling, terrorizzata dall’essere l’unica Azienda che avrebbe affrontato il bridge senza accordo sindacale, si è consegnata al sindacato autonomo. I contenuti organizzativi, normativi ed economici del “bridge” devono essere rivisti”.

Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” una vera e propria dichiarazione di guerra determinata da turni massacranti, disservizi e infortuni gravati in questo periodo sul personale di terra. Pertanto consigliamo ai passeggeri di controllare sui siti ufficiali degli aeroporti lo stato del volo per restare indenni.

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( 5 settembre 2019 )

Una città amica fa di tutto per ben accogliere i propri cittadini al rientro dalle vacanze. Il traffico congestionato è il migliore antidoto alla terribile sindrome della Post Vacation Blues

di LGC Parma 3 settembre 2019 -  Dopo l'August Blues, una sorta di gigantesca tristezza domenicale, dovuta all'imminente sopraggiungere del lunedi lavorativo, espansa però per i 30 giorni di agosto, ecco sopraggiungere il Post Vacation Blues, ossia  l'ansia determinata dal rientro dalle vacanze. Due sindromi così potenti e ravvicinate rischiano di mettere KO la psiche dei cittadini al loro tragico rientro nella vita quotidiana, scandita dai ritmi di lavoro, dagli obblighi familiari e via di seguito.

Il rischio è altissimo e così, almeno a Parma, hanno pensato bene di applicare una cura shock: congestionare il traffico e fare un rapido salto nel recente passato pre vacanze. E così, infatti, anche questa mattina, sono giunte segnalazioni di cittadini, leggermente alterati, per i ritardi che stavano accumulando in zona Moletolo. 

La cura ha funzionato, adesso siete come eravate: stressati. Buon lavoro!

 

Per programmati lavori di manutenzione, nella notte tra il 2 e il 3 settembre

Roma, 2 settembre 2019 - Sul Ramo Verde della Tangenziale di Bologna (Raccordo stazione Borgo Panigale-Tangenziale di Bologna), per programmati lavori di manutenzione, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, dalle 22:00 di lunedì 2 alle 6:00 di martedì 3 settembre, sarà chiusa l'entrata dello svincolo di San Giovanni in Persiceto verso la Tangenziale di Bologna.
In alternativa si consiglia di entrare allo svincolo per la SS9 Via Emilia.

Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità e sui percorsi alternativi sono diramati tramite i collegamenti "My Way" in onda su Sky Meteo24 (canale 501 Sky), su Sky TG24 (canali 100 e 500 Sky e canale 50 del digitale terrestre), su La7 e La7d (canale 7 e 29 del digitale terrestre), sulla App My Way scaricabile gratuitamente dagli store di Android e Apple. Sul sito autostrade.it, su RTL 102.5, su Isoradio 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in area di servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il call center Autostrade al numero 840.04.21.21, attivo 24 ore su 24.

Domenica, 01 Settembre 2019 18:51

F1, Belgio: Leclerc nel nome di Hubert

A Spa la Ferrari chiude finalmente un digiuno di vittorie che durava da quasi un anno. Leclerc resiste ad Hamilton e raggiunge un meritato successo, spinto dal pensiero dell'amico Anthoine che non c'è più. Solo quarto Vettel, battuto anche da Bottas.

di Matteo Landi

Negli ultimi giri ha tirato fuori tutto quello che aveva. Braccato dal rimontante Hamilton, un piccolo errore ed avrebbe visto sfumare quel successo che almeno due volte quest'anno era andato vicino a cogliere. Voleva dedicarlo ad Hubert, deceduto il giorno prima durante la gara di F2. Oggi niente avrebbe potuto frapporsi fra Leclerc ed il podio più alto. Che, terminata la gara, lo ha ospitato. Commosso, neanche un sorso di champagne. Chissà come aveva immaginato il momento che ha rincorso per tutta la vita. Certo non così. Ma proprio oggi non doveva sfuggirgli, per poter onorare nel migliore dei modi il ricordo dell'amico che non c'è più. F1 e F2, due categorie al top del motorsport, con standard di sicurezza elevatissimi, non più abituate a questi tragici momenti. Due gruppi di piloti che hanno vissuto un weekend surreale.

Il terribile schianto e la notizia: Hubert non ce l'ha fatta. F2 e F1 rivivono momenti quasi dimenticati

Anthoine Hubert aveva 22 anni. Quando ieri pomeriggio è arrivata l'ufficialità del suo decesso il mondo del Circus si è catapultato in una dimensione quasi dimenticata. Halo, collare Hans e crash-test sempre più severi, ci si era quasi illusi che la tragedia di Bianchi, morto il 17 luglio 2015 dopo nove mesi di coma in seguito al terribile incidente di Suzuka 2014, potesse essere l'ultima. Le vetture di F2 hanno raggiunto livelli di sicurezza analoghi a quelli della sorella maggiore F1. Niente ha potuto però salvare la vita a Anthoine, schiantatosi nelle barriere e centrato dall'incolpevole Juan Manuel Correa. Quest'ultimo, al centro dei pensieri dei suoi cari, è ricoverato in terapia intensiva dopo aver subito fratture ad entrambi gli arti inferiori oltre a lesioni spinali. Sono queste le nubi che hanno oscurato il Gp del Belgio di F1 che ha riconsegnato alla Ferrari una vittoria che mancava dal 21 ottobre dello scorso anno, quando Raikkonen tagliò per primo il traguardo ad Austin. Quasi un anno di speranze ma anche di sconfitte. Adesso il ghiaccio è rotto. Soprattutto per Leclerc, che a Spa ottiene la sua prima vittoria in carriera.

Leclerc: finalmente vittoria, ma i pensieri erano altrove

La pole position ottenuta sabato, poco prima della tragedia di Hubert, aveva posto il monegasco di casa Ferrari nel ruolo di favorito alla vittoria. Al termine delle qualifiche la classifica registrava ben sette decimi di distacco fra il poleman e Vettel, secondo appena davanti a Hamilton. In gara però Charles ha dovuto fare i conti con una Ferrari meno gentile con gli pneumatici rispetto alle Mercedes. Vettel ha combattuto a lungo con l'inglese, garantendo un buon margine al monegasco, prima di sprofondare in quarta posizione, costretto ad un secondo cambio gomme. Negli ultimi giri Hamilton è rinvenuto come una furia ma Leclerc gli ha concesso quel tanto che gli bastava per assicurarsi la vittoria. Mostrando una maturità impressionante. A differenza del team mate il monegasco non ha mai commesso sbavature rilevanti. Solo un dritto innoquo nella prima parte di gara che non ha alterato gli equilibri. A fine gara è, appunto, arrivata la dedica all'amico che non c'è più. Un weekend che, per tanti aspetti, ha decretato il definitivo raggiungimento della maturità del giovane pilota Ferrari. Sfortunato in Bahrain, quando problemi tecnici gli hanno tolto un successo quasi scontato ed in Austria, quando una ruotata furba di Verstappen lo ha relegato al secondo posto, Leclerc ha finalmente concretizzato il suo sogno, seppur nel contesto che non avrebbe mai immaginato.

Bottas confermato in Mercedes anche per la prossima stagione. Ma Lewis lo batte ancora

Insieme al vincitore sono saliti sul podio Hamilton e Bottas. Quest'ultimo, confermato in Mercedes anche per la prossima stagione, non ha brillato. Il finlandese ha avuto la possibilità di attaccate il cinque volte campione del mondo nei primi km di gara. Hamilton si è difeso e Bottas non ha più avuto modo di riprovarci. Wolff e compagni hanno regalato al finnico ancora una stagione nel top team riferimento per tutti, "parcheggiando" Ocon, oggi terzo pilota Mercedes, in Renault al posto di Hulkenberg che, per il momento, rischia di ritrovarsi appiedato al termine della stagione in corso. Quanto concesso dalla squadra leader del mondiale a Bottas è da vedersi come l'ultima possibilità per un pilota che non è ancora riuscito a compiere quel definitivo salto di qualità necessario per eccellere ai più alti livelli. Intanto in Mercedes si godono Hamilton, oggi secondo ma sempre più vicino al sesto iride.

Red Bull: Albon buon quinto dal fondo del gruppo. Verstappen a muro

Nelle prime posizioni, questa volta, non si è mai affacciata la Red Bull. Con Verstappen subito fuori al primo giro in seguito ad un contatto con Raikkonen, le responsabilità sono passate sulle spalle del giovane Albon. Fresco di promozione ai danni di Gasly, bocciato e rimandato in Toro Rosso. Il londinese che corre con licenza thailandese non ha tradito al debutto nella squadra maggiore. Partito dal fondo della griglia in seguito alla penalità subita per aver montato la quarta power unit stagionale (in luogo delle tre concesse) si è dato da fare compiendo una bella rimonta, culminata nel sorpasso all'ultimo giro con due ruote sull'erba, giungendo quinto davanti al beffato Perez.

Alfa Romeo: weekend amaro

Weekend senza soddisfazioni per Alfa Romeo. Raikkonen ha subito al primo giro il disperato attacco di Verstappen. Con la vettura danneggiata ha terminato la gara in 16esima posizione, non potendo tradurre in punti la bella sesta piazza ottenuta in qualifica. La squadra del Biscione ha riposto così le speranze in Giovinazzi. L'italiano si è reso protagonista della sua gara più bella, fino all'ultimo giro quando si è malamente schiantato contro le barriere. Peccato. Aveva un disperato bisogno di punti, considerando che classifica alla mano non regge il confronto con il blasonato compagno Raikkonen. Si spera che l'incidente non scalfisca il suo morale.

Ed ora tocca a Monza

Da una pista veloce ad una iperveloce. Il prossimo weekend il Circus raggiungerà Monza. Una pista teoricamente favorevole alle Rosse e chissà che i tifosi Ferrari non possano ricevere altre soddisfazioni. Il Grande Circus e le categorie che lo accompagnano lasciano il Belgio con un amico in meno e tanti rimpianti in più. Tanto è stato fatto negli anni in nome della sicurezza ma il destino ricorda che il pericolo è una caratteristica intrinseca del motorsport. Addio Anthoine.

Domenica, 01 Settembre 2019 07:12

Ryanair: in programma due scioperi

Ryanair: in programma due scioperi per la prossima settimana. Attenzione previsti disagi per chi vola a livello continentale dal 2 al 4 settembre.

Ancora disagi per chi ha scelto di volare con Ryanair dal 2 al 4 settembre. La prossima settimana infatti il personale della compagnia aerea low-cost ha annunciato due scioperi, uno nel Regno Unito e l’altro in Spagna, per protestare contro i licenziamenti e mancati adeguamenti dei contratti di lavoro.

Si prevede che gli scioperi avranno ripercussioni sui voli di tutta Europa. I piloti britannici del sindacato BALPA protesteranno contro il dilungarsi delle trattative per gli adeguamenti dei contratti di lavoro, mentre i sindacati USO e SITCPLA in Spagna, sciopereranno contro i centinaia di licenziamenti, avvenuti a causa delle chiusure delle basi di Gran Canaria, Girona, Tenerife Sur e Lanzarote, previste per il 2020. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” una vera e propria dichiarazione di guerra in quanto sono attesi disagi a livello continentale. Lo sciopero è di quelli che possono mettere in ginocchio il traffico aereo. Pertanto vi consigliamo di controllare sul sito ufficiale lo stato del vostro volo per restare indenni gli ultimi giorni prima delle ferie oppure proprio durante il trasferimento verso o dalle vacanze.

(31 agosto 2019 )

Con le moto in stabilimento. Il simpatico incontro tra Jacopo Villani e tutti i suoi “tifosi” della Mulino Formaggi.


di LGC Parma 28 agosto 2019 - Jacopo Villani, il giovane centauro di Guastalla, portacolori della Mulino Formaggi, è quest’anno impegnato su due fronti; nel Campionato Italiano CIV Minimoto e nella Mini GP dove, sin dal primo appuntamento, è riuscito a mettersi in luce, sorprendendo un po’ tutti i suoi avversari. Molto meno sorpresi sono invece stati coloro che stanno sostenendo e accompagnando per la “manopola” lo spregiudicato Jacopo#8, a partire dal Team Giracing, dalla Suomy che quest’anno ha voluto inserirlo nella sua scuderia e ovviamente Mulino Formaggi srl, l’azienda agroalimentare parmigiana che da tre stagioni è impegnata con il simpatico quanto tosto Jacopo Villani.

Una stima e simpatia reciprocamente riconosciuta tra la giovane promessa del motociclismo guastallese e i vertici di Mulino alimentare spa prima e di Mulino Formaggi srl oggi, che cogliendo l’occasione della breve pausa estiva, hanno trovato il tempo di incontrarsi in stabilimento con entrambe le motociclette e Claudio Guidetti, Presidente e CEO della compagnia leader nell’export di formaggi italiani e europei DOP. tra i quali il Parmigiano Reggiano è la punta di diamante
Un piacevole incontro utile anche a riconfermare il tandem Pilota-Azienda, nella totalità delle maestranze e della proprietà. Un’accoglienza calorosa e una convinta prosecuzione dell’impegno che ha galvanizzato il giovane Villani il quale si è dichiarato “piacevolmente sorpreso dell’affetto riscontrato e un “tifo” molto molto gradito”

“Da oggi Jacopo, ha sottolineato Claudio Guidetti in calce all’incontro, grazie alle sue doti sportive ma soprattutto alla sua fresca simpatia, è diventato  la “mascotte” della Mulino raccogliendo un personale consenso, conquistando i cuori dei nostri collaboratori e dei nostri clienti. La vera soddisfazione della nostra società è favorire, con il proprio sostegno, i sogni e le qualità di un giovane italiano che può così avere una chance per un futuro professionistico nel campionato motociclistico.”

Ora Jacopo dovrà concentrarsi sui prossimi appuntamenti sportivi, potendo comunque contare su un rinnovato plauso di buon auspicio per la programmazione della prossima stagione sportiva.

(Foto di Francesca Bocchia)

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All'Airbus A320 di Brussels Airlines scoppia un pneumatico durante l'atterraggio sulla pista 07L dell'aeroporto di Bruxelles

Tanta paura ma nessuna conseguenza durante la fase di atterraggio di un volo di linea di un Airbus A320 della Bruxelles Airlines (OO-TCV) che ha operato il volo SN 3802 tra Faro, in Portogallo e Bruxelles, in Belgio. Durante l'atterraggio sulla pista 07L, l'aereo ha subito lo scoppio di una gomma. I servizi di emergenza attendevano l'aereo. I vigili del fuoco nel frattempo, chiusa la pista d'atterraggio, l'hanno cosparsa di liquido "ritardante" contro il pericolo di incendi. Altri due velivoli della Brussels Airlines, per atterrare, sono stati costretti a fare un giro sull'aeroporto toccando terra sulla pista 07R poiché la pista 07L doveva essere pulita dai detriti. L'atterraggio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è avvenuto un po' traballante ma senza problemi per passeggeri ed equipaggio. Il pilota, infatti, riesce a controllare il mezzo e mette in salvo i 150 passeggeri a bordo, che alla fine della corsa applaudono. Ora aperta un'inchiesta per disastro colposo.

(25 agosto 2019)

 

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Sono passati appena due mesi e mezzo dalla riapertura del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore, ed il territorio sta pian piano ricominciando a respirare e a riprendersi dopo 21 mesi di chiusura che ha reso due regioni vicine (Lombardia ed Emilia - Romagna) molto lontane. Sono stati anni difficili per commercianti e pendolari e per l’intera economica colornese e casalese. Momenti difficili nati dalla segnalazione di un cittadino che scorgendo delle crepe, ha ritenuto prontamente di segnalare la cosa dando il “La” ad un lungo iter di progetti, bandi, appalti e lavori provvisori. Il 5 giugno 2019 abbiamo rivisto splendere il sole ed il ponte è stato reso nuovamente percorribile con delle ovvie limitazioni sulla velocità (50 km/h) e sul peso dei mezzi pesanti (44 tonnellate). Limitazioni ad oggi difficili da far rispettare, se non saltuariamente grazie allo sporadico controllo delle forze dell’ordine. Negli ultimi giorni si è incominciato a discutere dei 250 milioni messi a disposizione del governo per le infrastrutture italiane, ed in particolar modo dei 65 milioni che dovrebbero essere utilizzati per la costruzione di un nuovo ponte. Forze politiche (5 stelle e Lega) hanno avviato una sorta di diatriba atta a ricordare ai cittadini i loro meriti ed il loro impegno. Mentre ci si sfida a colpi di comunicati stampa, il governo giallo - verde è arrivato ormai alla fine della sua legislatura, e sempre più improbabile e difficile diventa il percorso che porterà alla costruzione del nuovo ponte.

Amo - Colorno ringrazia Lega e 5 stelle per il loro impegno e per non aver dimenticato Colorno e Casalmaggiore, ma chiede anche a tutte le forze politiche di scontrarsi meno e di guardare al presente, collaborando e dedicando le loro energie alla tutela del ponte attuale. Il nuovo ponte non potrà essere pronto prima di dieci anni e la caduta del governo, non farà altro che allungare i tempi previsti per l’erogazione del denaro necessario. Occorrerà lavorare assieme per far si che avvenga un’altra chiusura del ponte attuale. Il territorio non potrebbe più sostenerla. Bisogna lavorare per installare tutor di velocità, sensori per il controllo della stabilità del ponte e sensori atti a verificare il peso di un singolo mezzo pesante, per verificare che la limitazione delle 44 tonnellate sia rispettata.

La chiusura del ponte fu prova evidente della mancanza di comunicazione tra gli enti preposti alla sua gestione e manutenzione e molte furono a nostro avviso le responsabilità. Responsabilità che non ci hanno permesso neanche di ottenere lo stato d’emergenza. Oggi più che mai è necessario collaborare e questo indipendentemente dal colore politico o da i singoli meriti. Al territorio lo dovete, non credete?...

Il gruppo
Amo Colorno

Da "Manifesto San leonardo" riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni in merito alla mobilità sostenibile, una lettera indirizzata all'omonimo assessorato di Parma. Copenaghen è ancora lontana…

________________________________________

Gentile Assessorato alla Mobilità Sostenibile

e p.c. CCV SAN LEONARDO

e p.c. CCV CORTILE SAN MARTINO

e p.c. ORGANI DI INFORMAZIONE

 

Abbiamo guardato più volte il video pubblicato sulla pagina Facebook di “Città di Parma” in data 26/07/2019, e pur riconoscendo un impegno della Amministrazione nell’ampliamento dei percorsi utilizzabili dalle biciclette, vorremmo però evidenziare che quelli presentati nel video non sono “piste cliclabili” bensì percorsi ciclopedonali, cioè itinerari pedonali in cui è consentito il passaggio delle biciclette.

I percorsi promiscui pedonali e ciclabili, possono essere realizzati esclusivamente “ in caso di traffico pedonale ridotto e in assenza di attività attrattrici di traffico pedonale, quali ad esempio vie con forte presenza di attività commerciali e insediamenti abitativi ad alta densità.” (articolo 4 comma 5b del D.M. 30/11/1999 n°557); quanto sopra è stato tratto in gran parte dal sito citato nel comunicato del Comune che, tramite apposito link, porta alla pagina “Andare in bici fa bene…”. https://www.bikeitalia.it/percorsi-ciclopedonali-cosa-sono-e-perche-dovremmo-smettere-di-realizzarli/ , riteniamo pertanto che possa essere considerato dal suo assessorato come del tutto affidabile.

E’ dunque evidente che la nuova pista ciclo-pedonale in Via San Leonardo non risolve il problema della sicurezza dei pedoni e dei ciclisti dato l’ elevato numero di intersezioni a raso e di passi carrai che connotano il percorso, senza dimenticare i cordoli dei marciapiedi non smussati che costringono i ciclisti ad una sequela di salti e rimbalzi non certo salutari; queste insidie,in certe condizioni, possono rivelarsi più pericolose dell’utilizzo della corsia destinata alle auto

Ecco perché quanto comunicato nel video ci è parso eccessivamente autocelebrativo.

Pur consapevoli che la città è spesso già strutturata e che quindi le sue modificazioni possono presentarsi difficili e costose è altresì evidente che per “rivoluzionare” la mobilità verso una mobilità “dolce” sarebbe necessario intervenire con coerenza e con coraggio e soprattutto con priorità.

E’ altresì evidente che “è meglio questo che niente” ma non prendiamoci in giro.

Avete mai percorso la pista in giornate non di pausa estiva? Avete notato quanti “gradini” ci sono negli attraversamenti stradali?

Certo ci sono anche aspetti positivi: la stessa pista ciclo-pedonale di via Prampolini, da poco realizzata, ha il merito di restringere la careggiata e di rallentare il traffico.
La zona 30 realizzata in via Milano/Via Ravenna/Via Prampolini ha il merito di “proteggere” i pedoni ed i ciclisti.

Se però a poche centinaia di metri viene aperta un’altra strada che porterà nuovo traffico parassitario nel quartiere, oppure si avviano iniziative commerciali che attraggono un numero sempre maggiore di autoveicoli, il vostro invito ad andare in bici appare quantomeno contraddittorio.

Senza considerare che una volta inforcata la bicicletta dovremmo pedalare in continuazione … : avete mai provato a posteggiare la bicicletta in centro? stalli all’acqua ed al sole……

Perché non utilizzare gli spazi Ex-Cobianchi come deposito biciclette in centro?
Perché non realizzare un bici park per educare alla mobilità sostenibile: magari sottraendolo a nuove edificazioni ? Un’ ipotesi potrebbe essere l’ampliamento del centro sportivo di Moletolo anziché consentire nuove costruzioni .

Per incentivare l’uso della bicicletta non basta un video/spot. Occorrono interventi ben studiati, una nuova attenzione all’urbanistica investendo in infrastrutture ciclabili , il tutto informando, ascoltando e coinvolgendo preliminarmente i cittadini.

Copenaghen è ancora lontana…….

MANIFESTO PER SAN LEONARDO

(allegata galleria fotografica)

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Voli di Linate a Malpensa: ritardi a gogo. A certificarlo uno studio della Cub trasporti: "200 al giorno". Per il sindacato: “esperimento della Grande Malpensa fallito”. Lo Sportello dei Diritti: disagi anche per i passeggeri

Noi dello “Sportello dei Diritti”avevamo già rilevato un consistente aumento dei ritardi aerei coincisi con lo spostamento dei voli da Linate a Malpensa in concomitanza del periodo dei lavori previsti sul primo scalo. Ma adesso uno studio compiuto della Cub Trasporti ha dimostrato che dall’avvio dell’”Operazione Bridge”, il maxispostamento del traffico aereo da Linate a Malpensa, dallo scorso 27 luglio più di 200 voli al giorno subiscono dei ritardi.

Così la Cub trasporti ha rilevato che: «Se analizziamo i dati, possiamo verificare che la situazione è ormai consolidata con un terzo dei voli che regolarmente è in ritardo di oltre 15 minuti, mentre per chi parte centinaia di valigie restano regolarmente a terra, e chi arriva deve attendere anche ore per ricevere il proprio bagaglio».

Il giorno peggiore è stato lo scorso 2 agosto, con 294 ritardi accumulati, di cui 77 sono voli Alitalia. In buona sostanza per il sindacato l’esperimento è già fallito.«Non ci convincono le tesi aziendali che parlano per la consegna dei bagagli di un dato fisiologico nella norma (da 1% a 2%) di bagagli non caricati nello stesso volo, mentre per i ritardi sostengono che non sono dovuti alla gestione aeroportuale di Malpensa», spiegano dalla Cub Trasporti.

Per la sigla di base, a oltre venti giorni dall’avvio del Bridge che, come sostenuto dai vertici Sea, doveva dimostrare che Malpensa può puntare nei prossimi anni a questi livelli di traffico, la Grande Malpensa è un esperimento che non deve avere seguito.

«Gli stessi dirigenti, oltre a spiegare come mai la compagnia Alitalia ha questa situazione di ritardi, debbono anche prendere atto che oltre ai danni subiti dal territorio e dai lavoratori ci sono anche i danni ai passeggeri». Viaggiatori che, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno già segnalato attraverso reclami pervenutici la situazione che ci auguriamo possa in qualche modo trovare una “normalizzazione”, perché un hub aereo così importante come Malpensa non può permettersi il prorogarsi di quanto sta accadendo.

(19 agosto 2019)

Infrastrutture: 65 milioni per nuovo ponte Casalmaggiore in cima alla graduatoria. Cavandoli (Lega): “Niente più rinvii, auspico che Toninelli approvi subito Decreto e sblocchi”


Parma, 19 Agosto 2019 - "Sono orgogliosa di comunicare che il nuovo ponte che collegherà Colorno a Casalmaggiore è in cima alla graduatoria che destina i 250 milioni di euro per la manutenzione e la realizzazione di nuovi ponti nel bacino del Po come chiedeva un mio ordine del giorno approvato con la legge Bilancio”, dice Laura Cavandoli, deputato parmigiano della Lega, autrice di un ODG che mette il nuovo Ponte di Colorno tra le priorità da finanziare con queste risorse.
Un emendamento della Lega approvato nella legge Bilancio 2019, prevedeva infatti che venisse stilata una graduatoria per l’assegnazione dei 250 milioni di euro ai soggetti attuatori e un ODG della Cavandoli ha conseguentemente impegnato il Governo a mettere il nuovo ponte tra Colorno e Casalmaggiore tra le priorità.


La nuova infrastruttura che collega Colorno a Casalmaggiore è il primo nella graduatoria dei nuovi ponti da progettare e realizzare. Lo precedono in classifica solo alcune ristrutturazioni. All’opera sono destinati 65 milioni di euro, l’importo è comprensivo dei costi per la progettazione e per la realizzazione del nuovo ponte fortemente voluto da tutta la Lega anche in Lombardia.


“L’auspicio della Lega – prosegue la Cavandoli - è che il Ministro Toninelli approvi in conferenza unificata a settembre, dopo i rinvii di luglio e agosto, il Decreto con la graduatoria che assegna in via definitiva questi fondi, i cui primi 50 milioni devono essere utilizzati nel 2019. Mi auguro che non ci siano altri ritardi per la realizzazione di un’opera fondamentale e strategica per la provincia di Parma, ma anche per tutta l'Emilia occidentale e la Lombardia”.


“Quando, tra qualche anno, l’attuale ponte dovrà essere chiuso per sempre, vi dovrà essere già una nuova struttura in corrispondenza dell'attuale per evitare nuove interruzioni insostenibili per l'economia locale e la vita dei pendolari. Ringrazio l’onorevole Lucchini, Capogruppo della Lega in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera in prima linea nella battaglia per i ponti sul Po”, conclude la Cavandoli.

(Foto di repertorio Francesca Bocchia - Inaugurazione 5 giugno 2019)

Il 2° Rally di Salsomaggiore Terme è stato vinto da Antonio Rusce e Roberto Mometti. Il pilota reggiano di Rubiera ed il navigatore varesino di Luino hanno fatto la voce grossa a bordo della Skoda Fabia R5 dell’HK Racing. Secondi i modenesi Vellani-Maletti e terzi Leonardi-Spagnoli.


Salsomaggiore Terme (PR) 4 agosto 2019  – Il quarto successo in carriera di Antonio Rusce è arrivato in occasione della seconda edizione del Rally di Salsomaggiore Terme. Insieme a Roberto Mometti, il pilota reggiano di Rubiera ha vinto con merito la corsa organizzata dalla Media Rally Promotion e dalla Media Sport Marketing in collaborazione con la SalsoRallyPromotion prevalendo in cinque prove speciali su nove in programma.


Sugli stage di Tabiano, Pellegrino Parmense e Varano, i due dell’HK Racing hanno portato la Skoda Fabia davanti a tutti facendo valere la grande esperienza maturata nei massimi campionati italiani. Con il vantaggio di 9”8 Rusce ha così scritto il suo nome nell’albo d’oro dopo la vittoria conseguita quest’anno al Raab, all’Appennino Reggiano del 2018 e al Carpineti del 2002 succedendo a Vittalini-Tavecchio, primi un anno fa.
“Volevamo testare una nuova marca di pneumatici in vista dei prossimi appuntamenti del Cir e abbiamo così vissuto una giornata di esperimenti. Siamo felici di questo risultato; si poteva certamente fare di più ma non aveva senso rischiare inutilmente” ha dichiarato il driver reggiano. Gioioso sul palco, oltre a Roberto Mometti, suo naviga, anche Sauro Farnocchia, artefice della crescita sportiva di Rusce.


Non è stata però una passeggiata per il pilota emiliano il quale ha dovuto impegnarsi per staccare i modenesi Roberto Vellani e Silvia Maletti che su una Peugeot 208 R5 (MM Motorsport) hanno vinto quattro prove chiudendo la loro classifica con meno di dieci secondi di ritardo dai vincitori. Anche la lotta per il podio è stata serrata con Mezzogori-Baldini (Skoda R5 Gima) che sono partiti forte salvo poi subire il recupero di Leonardi-Spagnoli (Skoda Sportec) che nella PS8 hanno allungato il passo grazie anche ad un errore dei due genovesi che hanno fatto spegnere la vettura. Ottima prestazione da parte del lombardo Antonello Paroli che con il figlio Davide e su Renault Clio Kit ha prevalso nelle due ruote motrici regalando spettacolo e chiudendo 5° assoluto. Peletto-Avanzi, (Peugeot 208 Sportec), Fanetti-Zoanni (Skoda), Ferrari-Cambiellini (Ford Fiesta GB Motors) e Cappi –Scorcioni (Peugeot 208 MFT) portano le loro R5 tra il sesto e il nono posto davanti alla prima S1600, la Renault Clio di Riccardo Brugo e Luca Silvestri (Miele Racing) che ha chiuso la top ten assoluta.


I varesini Matteo Bosetti e Davide Buzzi sono primi di R3C (Clio Speed Rally) e undicesimi assoluti con un risultato altisonante se si pensa che erano a secco di gare da circa due anni.

Nelle altre classi bella affermazione di Riccardo Miele e Luca Santi che dopo il 4° assoluto di un anno fa sono riusciti a primeggiare in R2 al debutto con la loro Peugeot 208.
In A7, bel duello tra i veterani Fontani e Cocco, finiti in quest’ordine con le loro Clio Williams: li troviamo in 16° e 18° posizione generale. Duello rusticano per aggiudicarsi la N3: il valtellinese Moreno Cambiaghi e l’amico Luca Guglielmetti, giunti a Salsomaggiore per testare la vettura prima del Lanterna, hanno vissuto una bella rivalità sportiva con Dodaro-Zanni, tenaci e veloci cha hanno chiuso alle loro spalle per solo 1”1.
Che dire poi di Grani-Lombardi? Hanno vinto la classe nonostante un guaio tecnico li abbia fatto perdere parecchie posizioni dell’assoluta. Tornati sulla Peugeot 106 (Julli) i due modenesi hanno dato spettacolo vincendo la A6. La A5 è andata invece ai lecchesi Brambilla-Redaelli che hanno sudato freddo per un problema elettrico nella fase finale. Dietro al pilota della ABS Sport si pè classificato il fratello Sergio, secondo.

La R3T è stata vinta da Incerti che per l’occasione ha debuttato con la DS3 di casa Citroen appena acquistata. Calzolari (Mitsubishi Lancer Evo VII) ha vinto la A8, Rivia la R1 (Suzuki Swift 1.0) ed i modenesi Di Marco la battagliata N2 (Peugeot 106). Tutte le classifiche si possono trovare sul sito http://www.mediarallypromotion.com/?page_id=905.

Trofeo BMW: Il Rally di Salsomaggiore Terme è stato anche valevole quale terzo round del Trofeo CFB2 Race Tech dedicato alle vetture BMW 318 in versione Racing Start. La corsa parmense ha fatto seguito al Milano Rally Show ed il Rally Lana di Biella e come nelle due precedenti gare è stato il 30enne piacentino Mattia Varesi a trionfare insieme a Gaia Laneri (FKP). I due hanno vinto con merito e hanno anche approfittato dell’errore di Alfano-Spagnoli che dalle zone alte della graduatoria si sono ritrovati inabissati nelle retrovie a causa di un testacoda che ha tolto loro il paraurti posteriore ma anche tanto morale. In seconda posizione si sono così classificati piacentini Vittorio Foppiani e “Hars” Ratnayake che hanno messo in campo tutte le loro forze per provare a mettere in scacco il bravo Varesi. Terzo posto per il biellese Mattia Viola in coppia con Christian Di Novi, quest’ultimo fratello del consigliere di Pellegrino Parmense. I due si sono ben cimentati su strade che hanno apprezzato anche grazie al pubblico amico del “naviga”.

Coppe Trofei – Il 2° Rally di Salsomaggiore Terme ha consegnato anche due premi prestigiosi: il 2° Trofeo Tabiano Terme è stato consegnato a Moreno Cambiaghi, vincitore della classe N3 sulla Ps7. La 2° Coppa di Pellegrino Parmense è stata assegnata invece a Casagrande-Camiscia autori del miglio tempo di classe R2B nella Ps8.


Classifica Top ten:
1. Rusce-Mometti (Skoda Fabia) in 39114”3; 2. Vellani-Maletti (Peugeot 208) a 9”8; 3. Leonardi-Spagnoli (Skoda Fabia) a 34”8; 4- Mezzogori-Baldini (Skoda Fabia) a 48”2; 5. Paroli-Paroli (Renault Clio Maxi) a 1’30”0; 6. Peletto-Avanzi (Peugeot 208 R5) a 1’40”4; 7. Fanetti-Zoanni (Skoda Fabia R5) a 2’21”8; 8. Ferrari-Ciambellini (Ford Fiesta R5) a 2’22”3; 9. Cappi-Scorcioni (Peugeot 208 R5) a 2’31”5; 10. Brugo-Silvestri (Renault Clio S1600) a 2’33”2.

Albo d’oro:
2018: Vittalini-Tavecchio (Citroen DS3 R3T)
2019: Rusce-Mometti (Skoda Fabia R5)

 

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Domenica, 04 Agosto 2019 19:00

F1, Ungheria: Budafest Mercedes

A Budapest Hamilton nega la vittoria ad un gran Verstappen. Ferrari sul podio con Vettel che subisce un distacco abissale dal vincitore. Leclerc fregato da una strategia che favorisce il compagno di squadra. A Maranello avranno ora la pausa estiva per leccarsi le ferite.

di Matteo Landi

Ha sfiorato la seconda vittoria consecutiva, l'ottava in carriera. Dopo la bella pole position conquistata sabato, ed una gara da leader, al 67esimo dei 70 giri previsti Verstappen si è visto sopravanzare da Hamilton. La Mercedes ha trovato in Red Bull-Honda l'ostico rivale che fu, lo scorso anno, la Ferrari. Ma, come spesso accadeva la scorsa stagione, quando la competizione si alza di livello Wolff e compagni mostrano gli artigli tenuti nascosti. In Ungheria Hamilton ha soffiato a lungo sul collo del rivale della Red Bull. Con l'olandese, come suo solito, rivelatosi assai arcigno nella difesa della posizione, tanto da costringere Hamilton alla via di fuga al termine di un suo deciso tentativo di sorpasso. Il cinque volte campione del mondo, quasi scoraggiato, ha così chiesto l'intervento del suo box. A circa venti giri dal termine è stato richiamato per un'ulteriore sosta l'inglese sembrava spacciato, obbligato alla seconda posizione finale. Su una pista ad essa congeniale la Mercedes ha mostrato nell'ultima frazione di gara tutta la velocità che può esprimere, se messa nelle condizioni di doverlo forzatamente dimostrare. Negli ultimi giri Hamilton è parso una furia inarrestabile e a pochi chilometri dal termine ha superato Verstappen, spegnendo la gioia dei numerosi tifosi orange presenti in circuito, si è avuta l'ulteriore dimostrazione che questa Formula non può che avere un unico Re ed un'unica Regina, Hamilton e Mercedes. Devastante, solo così si può definire il dominio della squadra anglo-teutonica. La quale, nei primi metri di gara, ha visto Bottas sprofondare in fondo al gruppo a causa del danneggiamento dell'ala anteriore in seguito ad un contatto con la vettura di Leclerc. Bottas è poi giunto ottavo al termine, compiendo una rimonta, su una pista da sempre ostica ai sorpassi, che la dice lunga sul potenziale Mercedes, per altro ben espresso dal quasi sei volte campione del mondo Hamilton. L'inglese è ancora lontano dall'avere la matematica certezza di divenire nuovamente iridato, ma i fatti dicono che non c'è motivo per cui non possa già festeggiare.

Ferrari: un minuto di silenzio

Mercedes contro Red Bull, con Honda capace di fornire alla squadra austriaca una power unit ormai al livello delle avversarie più accreditate. E la Ferrari? Dopo la buona prestazione di Hockenheim a Maranello subiscono una severa doccia fredda. Vedere la prima Ferrari transitare sul traguardo a più di un minuto di distacco dal vincitore è qualcosa che fa male al cuore dei tifosi e di ogni appassionato di Formula 1. Dispiace dirlo, ma se arrivassero le dimissioni di Mattia Binotto non ci sarebbe da stupirsi. Anche nella stagione del sesto titolo Michael Schumacher finì malamente la gara magiara, addirittura doppiato dalla Renault di Alonso. Ma in quella stagione, disputata con una Ferrari non sempre al top, Schumacher riuscì ad accaparrarsi ben sei gare, sfruttando tutte le occasioni buone nel migliore dei modi. Ottenendo poi il titolo. Soddisfazioni che non arriveranno quest'anno, in un campionato che doveva essere trionfale ed invece rischia di passare agli annali come uno dei capitoli meno nobili della storia del Cavallino. Fa discutere anche la gestione dei piloti. Avrebbe meritato il podio Leclerc: aggressivo alla partenza, abile a superare Bottas, e poi costantemente in grado di tenere a distanza di sicurezza il compagno Vettel. Come dimostrato anche in qualifica, il giovane monegasco continua ad essere più veloce del team-mate ma la squadra di Maranello sembra ancora voler seguire quelle gerarchie che ad inizio stagione parevano scontate ed adesso risultano inutili, se non addirittura nocive per l'ambiente Rosso. In Ungheria Binotto e compagni hanno diversificato le strategie dei piloti, ritardando molto la sosta di Vettel che a fine gara si è ritrovato con gomme più fresche. Al 68esimo giro è poi arrivato il sorpasso del tedesco ai danni del compagno. Considerando la (poca) velocità espressa dalle due Rosse, la gara di rimonta di Bottas e la crisi del pilota Gasly (imbarazzante il confronto con il compagno Verstappen), Leclerc e Vettel avrebbero concluso la gara comunque in terza e quarta posizione. Assommando, ai fini della classifica costruttori, gli stessi punti. Con questa scelta strategica a Maranello hanno invece deciso di mescolare le carte a disposizione, consegnando a Vettel, evidentemente ancora considerato caposquadra, un podio che pareva saldo nelle mani di Leclerc. Una scelta dubbia all'interno di uno dei weekend più difficili per la squadra italiana. Adesso arriva la sosta estiva, occasione per Mattia Binotti di una lunga riflessione. Così non va.

Alfa Romeo: Raikkonen è garanzia di punti

Se per la Ferrari si è trattato di un weekend non felice, lo stesso non si può dire della "cugina" Alfa Romeo. Considerando gli obiettivi della squadra italo-svizzera il settimo posto di Raikkonen è oro che luccica. Con il finlandese capace, nel finale, di contenere la rimonta di Bottas. Peccato per la penalità subita al termine del Gp di Germania, altrimenti oggi in Alfa Romeo potrebbero vantare ancor più punti iridati. Il 24 settembre verrà discusso l'appello presentato dalla squadra del Biscione ma nel frattempo arriverà il Gp del Belgio, che si disputerà domenica 1° Settembre, al termine della sosta estiva. L'Alfa non sarà una vettura da vertice assoluto ma il Re di Spa, Kimi Raikkonen, ce l'hanno loro.

Ferrari: le gioie arrivano dall'Academy con la vittoria di Mick Schumacher

All'interno di un weekend che ha consegnato alla Ferrari un podio amaro è arrivata per i fan del Cavallino una gioia dai contorni nostalgici, la prima vittoria in F2 di Mick Schumacher. Il tedesco, figlio del pilota più vincente di tutti i tempi, quest'anno non vincerà il titolo, appannaggio di piloti più esperti, ma ha posto un'altra pietra miliare all'interno di un percorso di crescita che si crede possa portarlo nella massima Formula. Magari al volante di una Rossa, e considerando che fa già parte del Ferrari Driver Academy chissà che il sogno di tanti, prima o poi, non si tramuti in realtà. Con Vettel, Leclerc e Mick Schumacher in panchina, a Maranello, la situazione piloti non rappresenta un problema. A patto di saperla gestire bene, come non sempre accade, vedi questa terribile domenica ungherese. A Spa, su una pista veloce, le Rosse potrebbero tornare competitive. Una vittoria, obiettivo impossibile guardando alle prestazioni espresse oggi, sarebbe un toccasana per l'intero ambiente ferrarista.

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