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L’intervento di Nicola Bertinelli sull’agroecologia ha raccontato la visione del Consorzio sulla sostenibilità e gli input idrici, chimici ed energetici della filiera del Parmigiano Reggiano.

L’intervento di Nicola Bertinelli sull’agroecologia ha raccontato la visione del Consorzio sulla sostenibilità e gli input idrici, chimici ed energetici della filiera del Parmigiano Reggiano.

La costruzione del Mall di Baganzola non andava autorizzata senza l'aggiornamento del Piano di rischio aeroportuale

Pubblicato in Ambiente Parma

Domenica 17 Ottobre, dalle ore 10 alle ore 12, nella sede di Legambiente, si terrà un laboratorio creativo e didattico per bambini, contemporaneamente ad una importante conferenza informativa e di raccolta fondi a sostegno del ricorso al TAR per impedire l'allungamento della pista dell'aeroporto Verdi di Parma il quale diverrebbe un terminale Cargo (opera altamente inquinante).

Per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla qualità dell’acqua e sul recupero della balneabilità dei grandi fiumi

Mercoledì, 07 Luglio 2021 06:14

Un “Po” di buonsenso

Di MF Reggio Emilia 6 luglio 2021 - Non sono passati nemmeno dieci giorni dall’ultimo incidente: due uomini di 51 e 31 anni, zio e nipote hanno perso la vita, annegando nel fiume Po nelle vicinanze di Boretto, durante quella che avrebbe dovuto essere una giornata di pesca e relax. Per concedersi una pausa dall’afa estiva, il più anziano era entrato in acqua, ma era stato trascinato sotto da un mulinello. Il nipote, immersosi per tentare di salvare lo zio, è stato anch’egli inghiottito dalle acque del fiume.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Legambiente apprende con stupore che il parcheggio selvaggio nelle bassure della Cittadella era stato regolarmente autorizzato dall’assessorato al verde pubblico del Comune.

Legambiente, WWF, ADA e Comitato No Cargo con una nota legale chiedono al ministro dell’Ambiente di invalidare l’atto

Il rincaro delle righe blu è incomprensibile. Nessun progetto per migliorare la qualità dell’aria

La sosta a pagamento, le righe blu, non sono una misura di mobilità sostenibile. In questo senso Legambiente è scettica che il forte rincaro dei tagliandi per la sosta possa rivelarsi efficace.

Va detto che, a leggere le dichiarazioni rilasciate dagli amministratori comunali, la misura è presentata correttamente come un atto per rimpinguare le casse municipali e non per migliorare la mobilità. La cosa sembra incomprensibile dato che il bilancio comunale è in equilibrio e tra l’altro l’incremento di risorse non sarà destinato a progetti o interventi per migliorare la qualità dell’aria: nonostante il problema smog rimanga preoccupante (già più di 42 gli sforamenti del pm10 nel 2019) non vi è traccia di proposte.

Legambiente condivide le preoccupazioni delle associazioni di commercianti che vedono nel rincaro un motivo di ulteriore disaffezione dai negozi del centro storico, tanto più se unita all’altro recente pesante rincaro, quello del biglietto dell’autobus.

Misure economiche utili per le casse, ma lontane da una strategia di mobilità sostenibile. In questo modo non si disincentiva l’uso dell’automobile ma, invece, lo si reindirizza verso i centri commerciali che già sono poli attrattori e generatori di traffico, con l’effetto perverso di aumentare il tasso di smog.

C’è anche un altro aspetto, poco considerato: l’aumento della tariffa per la sosta su righe blu, essendo indiscriminata, si configura come una misura iniqua e classista, ai danni del ceto medio-basso, in particolare gli abitanti delle zone periferiche, o delle frazioni, non coperte bene dal servizio di trasporto pubblico.
Questo provvedimento del Comune induce al ribaltamento del principio “chi inquina, paga” nell’opposto: “chi paga, inquina” che è il tipico atteggiamento delle società ricche e benestanti che “comprano” il diritto ad inquinare scaricando i costi ambientali sui Paesi poveri.

Legambiente auspica che si possa aprire un ampio dibattito sugli obiettivi da raggiungere nella mobilità sostenibile (in sostanza: maggiori spostamenti su biciclette e automezzi collettivi) innovando radicalmente il sistema della sosta. E tutto questo con un coinvolgimento vero della cittadinanza e dei corpi intermedi. Il contrario dell’aumento delle righe blu, calato dall’alto del Palazzo.

Il Comune di Parma dispone la sospensione dei permessi a costruire nelle aree di tutela dell'aeroporto 287 giorni dopo la prima richiesta degli ambientalisti. Chi ha davvero mancato di responsabilità?

"I lavori vanno fermati a meno di chiudere l'aeroporto, e comunque in autotutela dell'ente". Lo scrivevamo - sottolinea Legambiente - nel dossier "Le relazioni pericolose tra Aeroporto e Mall" il 18 aprile 2018. Il Comune di Parma si è deciso 287 giorni dopo a sospendere in autotutela, con determina dirigenziale del 30/01/2019, ogni permesso a costruire o segnalazione di inizio attività (SCIA) nelle aree di tutela dell'aeroporto, fino ad approvazione del nuovo piano di rischio aeroportuale.

Un anno fa, di fronte al silenzio ostile dell'Amministrazione Comunale, andammo avanti con assemblee pubbliche, esame di documenti, consultazioni di esperti tecnici, avvisando il 24 maggio: "Ogni giorno che passa potrebbe esporre il Comune, e quindi la collettività, a una crescente richiesta di risarcimento danni, posto che il cantiere del mall Parma Urban District è già stato avviato e i lavori sono in corso... è bene che il Comune, nell'interesse di tutti, prenda provvedimenti di autotutela con la massima celerità".

Fino ad essere costretti a presentare un esposto alla Procura della Repubblica, il 22 giugno scorso, firmato da Legambiente, WWF e ADA.

La Procura della Repubblica, trovando fondatezza nei nostri rilievi, dispose un'indagine che arrivò a sequestrare il cantiere il 19 ottobre. Successivamente il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta di dissequestro del cantiere definendo "macroscopicamente illegittimi" i permessi concessi.

Nel frattempo il Sindaco ci aveva apostrofato in Consiglio Comunale come "quelli che non sono nemmeno responsabili della penna che hanno mano" mentre l'assessore all'urbanistica aveva più volte ribadito la regolarità della sua condotta e degli atti concessi alla ditta costruttrice.

Ora registriamo questa inversione a U che consideriamo comunque tardiva visto che c'è voluto l'intervento della magistratura per fermare dei lavori che, quanto meno in via cautelativa, non andavano autorizzati, come attesta lo stesso atto di sospensione emanato dal Comune.

Lasciamo giudicare alla città chi è che davvero ha mancato di responsabilità lasciando crescere le "relazioni pericolose" tra Mall e Aeroporto.

Nell'attesa che le autorità competenti approfondiscano indagini e controlli, Legambiente, ADA e WWF continueranno a svolgere il proprio ruolo al servizio della collettività. Seguiremo la situazione con attenzione, informando e supportando i cittadini sulla base dei fatti concreti e degli atti amministrativi, come sempre senza pregiudizi politici e senza fare sconti a nessuno, quando in gioco ci sono gli interessi dell'ambiente, della sicurezza dei cittadini e della legalità.

(Legambiente 4 febbraio 2019)

Pubblicato in Cronaca Parma
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