“Consolideremo l’organizzazione agricola. Massima attenzione per pomodoro, bietole e Parmigiano Reggiano”

Mario Marini è stato confermato presidente di Confagricoltura Parma. Guiderà l’associazione agricola – che conta oltre 3.500 aziende associate in tutto il Parmense con il 50% della produzione lorda vendibile provinciale – anche nel prossimo triennio.


Marini – 47 anni, laureato in Relazioni pubbliche allo Iulm di Milano e con il Master in marketing e comunicazione di impresa di Publitalia ’80 – è stato eletto al termine del consiglio dei delegati di Confagricoltura Parma.
Al suo fianco avrà come vicepresidenti Alberto Testa; Roberto Gelfi e Fabio Borella. Eletti anche i presidenti dei quattro sindacati che compongono Confagricoltura Parma, si tratta di: Alessandro Botti (proprietari coltivatori diretti); Cristina Marasi (affittuari coltivatori diretti); Angelo Piovani (proprietari conduttori in economia) e Paolo Pattini (affittuari conduttori in economia).


“In continuità con la gestione del triennio precedente – il primo commento di Marini da confermato presidente – insieme al nuovo consiglio proseguiremo nel consolidamento della struttura di Confagricoltura per offrire servizi sempre più efficienti ai nostri soci, il tutto con la massima attenzione alle sfide che attendono l’agricoltura parmense con particolare riferimento ai settori del pomodoro da industria e delle bietole, senza dimenticare uno dei prodotti di eccellenza della nostra agricoltura come il Parmigiano reggiano”.

Marini conduce “Il cielo di Strela”, azienda agricola-agriturismo ad indirizzo biologico che si trova nel comune di Compiano e nella quale opera applicando il concetto della multifunzionalità agricola occupandosi di apicoltura, orticoltura, piccolo allevamento bovino e suino, produzione di salumi, ristorazione e ricettività.


Originario di Sorbolo, già assessore comunale di Parma dal 2003 al 2011, attualmente è anche presidente dei Musei del cibo della provincia di Parma e dell’Ambito territoriale di caccia Pr 3.

Giovedì, 21 Novembre 2019 06:17

21 novembre festa degli alberi

Piacenza, 20 novembre 2019 - Il 21 novembre in tutta Italia si festeggia la Giornata degli Alberi e le loro indispensabili capacità che permettono la proliferazione della vita: assorbire l’anidride carbonica e rilasciare ossigeno, prevenire il dissesto idrogeologico, proteggere la biodiversità.

Il Consorzio di Bonifica di Piacenza sarà presente nella scuola primaria di Calendasco, insieme al Sindaco Filippo Zangrandi, per proporre due laboratori didattico- creativi legati al territorio e all’ambiente.
In tutto saranno un centinaio gli studenti coinvolti dall’associazione culturale Arti e Pensieri e impiegati sia nella realizzazione di un albero con elementi vegetali di recupero sia nella pittura di un dipinto ad acquerelli.
L’iniziativa di Calendasco rientra all’interno del festival “L’ultimo albero” nella cui partnership figurano anche il Consorzio di Bonifica e il comune; amministrazione, quest’ultima, che proprio giovedì 21 novembre inaugura la mostra sugli alberi alla biblioteca di Calendasco.


Il festival è iniziato a ottobre e terminerà a giugno del prossimo anno ed è composto da mostre e da eventi aperti alla cittadinanza e alle scuole. Obiettivo è quello di far riflettere sull’etica del vivere tra natura e disincanto, per una maggiore consapevolezza, nei confronti di un patrimonio che tutti siamo chiamati a custodire; come singoli e come comunità.
Tra le iniziative già svolte e curate dal Consorzio anche un laboratorio di pittura su cavalletti fatto lunedì 18 novembre alla Biblioteca Passerini Landi di Piacenza con i bambini della Primaria Alberoni. In programma per la prossima primavera uno spettacolo teatrale, a cura dell’educatore ambientale Lorenzo Bonazzi, per gli studenti della primaria di Castell’Arquato.

È Fausto Zermani, Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, a ricordare il grande lavoro di prevenzione - spesso silenzioso perché invisibile - che il Consorzio fa quotidianamente e di come l’uomo sia oggi presente perché ha saputo organizzare la natura dove insieme alla terra e all’energia, c’è l’acqua, una risorsa tanto indispensabile quanto delicata perché troppo abbondante in certi periodi e scarsa in altri.

 

 PC-bonifica-20191118_Passerini_Landi_laboratorio_pittura_scuola_alberoni_2_1.jpg

Specie aliene invasive. Fenomeno eccezionale nel Salento: migliaia di pesci rossi riversati nelle campagne adiacenti ai Bacini di Ugento dopo l'ultima grande ondata di maltempo. Lo "Sportello dei Diritti": uno spettacolo preoccupante per l'ambiente - VIDEO

Un fenomeno che senz'altro farà discutere, non solo gli ambientalisti, quello accaduto negli scorsi giorni e manifestatosi dopo l'ultima grande ondata di maltempo che ha colpito con eccezionale intensità il Salento ed in particolare la costa jonica. Migliaia e migliaia di pesci rossi (Carassius auratus) - come segnalatoci e documentatoci fotograficamente dal consigliere comunale Gianfranco Coppola, referente per Ugento dello “Sportello dei Diritti” - si sono riversati nelle campagne dal sistema dei Bacini di Ugento dopo che questi sono esondati a causa della mareggiata di scirocco e delle fortissime ed intense piogge.

Mentre molti continuano a nuotare nelle pozze ancora non prosciugatesi, tanti, tantissimi sono morti e stanno morendo d'asfissia. Ma il problema principale emerso a seguito di questo fenomeno eccezionale e mai documentato prima, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è solo la triste fine cui sono destinati questi pesci rossi man mano che le ampie pozzanghere si seccheranno, è però la presenza infestante di questa specie non autoctona e perciò aliena che ha letteralmente invaso la zona umida che ricade nel Parco naturale regionale Litorale di Ugento proliferando in maniera esponenziale come è documentato dall'evento straordinario di questi giorni. La presenza così massiccia di una specie estranea ai nostri territori, infatti, non può non indurre forte preoccupazione perché potrebbe aver già danneggiato irreparabilmente l'equilibrio autoctono di un intero ambiente palustre.

La clip è visionabile sul link di Youtube : https://youtu.be/bKKiExWPvwo

(18 novembre 2019)

 

pesci_rossi_ugento-41331fd92101f356aed48fb5c27a7e25.jpg

Mercoledì, 20 Novembre 2019 09:35

Ritirata la farina per allergene non dichiarato.

Allergene non dichiarato, Ministero della salute segnala richiamo farina di grano tenero tipo 00 bio ‘Bongiovanni s.r.l. Rischio per i consumatori allergici
 
La tutela de consumatore e la sua salute, prima di tutto. Cresce l’attenzione per la sicurezza alimentare ancora di più se ha a che fare con le allergie. Per questo il Ministero della salute in data odierna, ha diffuso il richiamo di un lotto del la “Farina di grano tenero tipo 00 Bio” del marchio BONGIOVANNI SRL per rischio allergeni. Nello specifico il prodotto è venduto in confezioni da 1 Kg, 5 Kg e 25 Kg. Il lotto richiamato è il numero 00FT0019/0702 mentre la data di scadenza è 22-02-2020. Il prodotto è realizzato da Iftea s.r.l. nello stabilimento di via Cà del Vento 35 di Bagnacavallo, popolosa località della Romagna situata in provincia di Ravenna. Quindi fosse allergico alla senape è esposto a un elevato rischio di reazione avversa che può generare persino uno shock anafilattico. La nota si trova sull’apposito spazio web dello stesso Ministero. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda ai consumatori “ALLERGICI ALLA SENAPE” di non consumare il prodotto con il numero di lotto segnalato e di restituirlo al punto vendita d’acquisto. Per tutti gli altri consumatori il prodotto è del tutto sicuro.
(19 novembre 2019 )

Farina_Bongiovanni_rITIRO.jpg

 

Il maltempo non molla la presa in Emilia Romagna e la provincia di Modena è stata colpita domenica 17 novembre da un forte nubifragio.


Oltre il contrasto, l’adattamento ai cambiamenti climatici è fondamentale per garantire sicurezza e comfort abitativo. L’esempio concreto di Ecovillaggio Montale, ecoquartiere sostenibile, che “risponde bene” alla nuova bomba d’acqua grazie ad una progettazione urbanistica che tiene conto della frequenza ravvicinata di eventi meteoclimatici estremi.
In Ecovillaggio la capacità di resilienza e le misure di prevenzione attuate limitano i rischi e i danni che potrebbero verificarsi come conseguenza di alluvioni o nubifragi.


COSA SUCCEDE IN ECOVILLAGGIO SE ARRIVA UN NUBIFRAGIO?
Grazie alla meticolosa realizzazione di una rete di regimentazione delle acque in Ecovillaggio l’acqua viene mantenuta in loco dandole il tempo di fitodepurarsi e di raggiungere la falda sottostante per alimentarla. Questa riserva di liquido prezioso, che mitiga il microclima e mantiene viva la vegetazione che disinquina, sarà utilizzata nei periodi siccitosi. In questo modo l’acqua non si disperde e pertanto non si spreca ma viene restituita all’ambiente quando esso stesso ne avrà bisogno.


SILVIA PINI – IDEATRICE DI ECOVILLAGGIO MONTALE
“Dopo le intense precipitazioni di questi giorni abbiamo potuto costatare come la progettazione urbanistica del nostro ecoquartiere, frutto di uno studio e lavoro multidisciplinare, e la realizzazione in termini di raccolta acque piovane con permeabilità dei suoli e rinvio in falda FUNZIONANO. Ciò garantisce due cose:
• maggiore sicurezza per i residenti e per l’ambiente
• mantenimento di abbondante flusso d’acqua piovana in falda da utilizzare nei periodi siccitosi per irrigare, senza sprechi, tutte le essenze che provvedono al disinquinamento e alla regolazione del microclima”.


VIDEOPILLOLA “L’ACQUA BENE PREZIOSO IN ECOVILLAGGIO”
Gli eventi climatici estremi sono destinati a diventare sempre più frequenti, per questo è necessario agire prima possibile ed intervenire in soluzione coordinata e sistematica per ridurre i rischi connessi al verificarsi di tali eventi.

 Ecovillaggio-risponde-al-cambiamento-climatico_1_1.jpg

L’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po chiede progettualità esecutiva per altri 12 milioni di euro, in particolare per le aree di Lombardia, Piemonte e Liguria

Parma, 19 Novembre 2019 – Uno stanziamento di cinque milioni di euro all’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po – in seguito all’ultima ondata di piene e di criticità idrauliche che hanno colpito il territorio – per realizzare interventi di manutenzione e di difesa del suolo in alcune zone nevralgiche, necessari per contrastare i fenomeni di dissesto idrogeologico nel distretto idrografico del fiume Po.

È questa la decisione più rilevante assunta nell’ambito di una riunione straordinaria che si è svolta a Roma, nella sede del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Un incontro della Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po – al quale hanno partecipato il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa, il Segretario Generale del Distretto del Po Meuccio Berselli, il capo del Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli, il Direttore Generale Maddalena Mattei Gentili e i rappresentanti delle Regioni – che si poneva l’obiettivo di individuare finanziamenti straordinari per mitigare il rischio di dissesto idrogeologico.

In questo contesto l’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po beneficerà di 5 milioni di euro di natura straordinaria dal Ministero dell’Ambiente. Nel corso dell’incontro il segretario generale del Distretto del Po Meuccio Berselli ha presentato alla Commissione ulteriori progettualità per un importo complessivo di 12 milioni di euro. I progetti presentati hanno l’obiettivo di contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico in zone in cui sono state evidenziate alcune fragilità rilevanti. Tra i progetti presentati quelli più rilevanti riguardano le aree di Lombardia, Piemonte e Liguria (vedi dettagli dei lavori in allegato).

Il Programma Stralcio 2019 – la cui adozione è stata deliberata durante la Conferenza Istituzionale Permanente – prevede un importo complessivo di 5 milioni di euro e riguarda interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio e di opere di difesa del suolo che contrastano fenomeni di dissesto di versante e fenomeni alluvionali che possono generare situazioni di rischio idrogeologico ed idraulico, pericolose per i centri abitati e per le infrastrutture. Le risorse sono state ripartite tra le Regioni del Distretto tenendo conto dei criteri di ripartizione – in funzione di superficie e popolazione residente – già condivisi e definiti per il Programma Stralcio 2018.

Nel corso della Conferenza si è affrontato anche il tema dei modelli, sviluppati nel 2010 dopo un’estesa campagna di studi di carattere specialistico, che riguardano lo stato di vita dei fiumi Parma, Enza, Secchia, Tresinaro e Panaro. Dopo nove anni il quadro – relativo ai parametri idraulici e ai valori delle portate limite di deflusso della rete idrografica – è completamente mutato, anche in conseguenza dei cambiamenti climatici. I monitoraggi effettuati lungo i fiumi hanno evidenziato la necessità di una serie di interventi per rendere gli argini più sicuri. In particolare gli studi hanno fornito elementi sufficienti per rappresentare le criticità del sistema difensivo necessarie per l’organizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e per l’adeguamento della pianificazione di emergenza.

"L’incontro con il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e gli altri Enti presenti in occasione della Conferenza Istituzionale Permanente è stato molto rilevante – sottolinea Meuccio Berselli, Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po – . L’obiettivo è incidere concretamente su un fenomeno che crea disagi alle popolazioni del nostro territorio e di contribuire al contrasto del dissesto idrogeologico in alcune aree nelle quali sono state evidenziate fragilità conclamate”.

“Prevenire con la tutela del territorio e la messa in sicurezza è fondamentale – ha dichiarato Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – . Abbiamo approvato i primi progetti esecutivi che riguardano tutto il territorio nazionale, per un totale di 25 milioni di euro iniziali. Progetti per gli Appennini centrali, meridionali, settentrionali, Alpi orientali, bacino del fiume Po. Siamo solo all’inizio: servono progetti cantierabili da parte delle Regioni, per troppi anni sono stati dati soldi a pioggia che spesso neanche arrivavano alla giusta destinazione, cioè quella della messa in sicurezza del territorio”.

(In allegato il piano di interventi)

Piacenza, 19 settembre 2019 - Piogge intense e continue su tutto il territorio.
Il personale tecnico e operativo del Consorzio di Bonifica di Piacenza sta monitorando costantemente il comprensorio provinciale; 22 le persone che saranno reperibili questa notte.
Ecco la sintesi della giornata odierna: tutti gli impianti idrovori sono in funzione; effettuato un intervento straordinario sulla rete dei canali a Castel San Giovanni; attivate 2 pompe idrovore in comune di Zerbio; diga del Molato al 93% della capacità di invaso mentre Mignano è al 16%.


Tanti i sopralluoghi e continui contatti con le amministrazioni comunali.

E’ Fausto Zermani, Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza ad intervenire: “La puntuale manutenzione dei canali, partita già nel periodo estivo, ci ha messo in un sistema di salvaguardia.
Tra i vari sopralluoghi effettuati, siamo stati nel comune di Besenzone, che, sebbene sia in una delle porzioni più basse del territorio e, nonostante le incessanti piogge, ha presenti canali esempio di quanto una manutenzione costante sia efficace.
Si verifica oggi ancora più urgente il realizzo dell’impianto di sollevamento di Soarza (progetto consortile già cantierabile) il cui beneficio ricadrebbe su tutta la zona drenando l’acqua in eccesso.
Si segnala la presenza di eccessiva vegetazione ad alto fusto all’interno degli alvei che impedisce e rallenta il deflusso delle acque. Consapevoli della limitata disponibilità di risorse, crediamo che agire a prevenzione permetta un risparmio ben più ingente al sistema produttivo e civile.  Tornando alla situazione delle piogge di queste ore ringrazio le amministrazioni comunali, la Regione Emilia Romagna, la Prefettura e la Protezione Civile per la costante collaborazione”.

A seguire la situazione del territorio.

Val Tidone
Apprensione nella bassa Val Tidone soprattutto nei Comune di Castel San Giovanni e di San Nicolò.
A Castel San Giovanni, nel pomeriggio, alcune piante sono cadute in un canale alzando in modo preoccupante il livello. Il personale del Consorzio, già presente sul territorio e in fase di attento monitoraggio, è prontamente intervenuto con mezzi propri riuscendo ad evitare l’esondazione del corso d’acqua appena a monte del comune.
Per quanto riguarda San Nicolò è stato il sindaco Raffaele Veneziani a contattare il Consorzio su segnalazione di alcuni residenti preoccupati per l’innalzamento delle acque della cassa di espansione in Via Paul Harris e il conseguente allagamento del parco limitrofo; in questo caso però non è stato necessario l’intervento consortile in quanto l’inondazione del parco è voluta e utile proprio come polmone per il deflusso delle acque a protezione del quartiere.
In funzione anche l’impianto di Casino Boschi (Sarmato) con paratoie chiuse per evitare il rigurgito del Po e pompe accese per il deflusso delle acque in arrivo da monte verso il grande fiume.

Città di Piacenza e fascia costiera del Po
Po in aumento.
In funzione tutti gli impianti idrovori situati lungo la fascia costiera del fiume a difesa dei territori limitrofi: Finarda per la città di Piacenza, Armalunga per la zona suburbana e Braciforti di Fossadello per Caorso.
Intensificato il funzionamento dell’impianto di Zerbio (Caorso) per la piena del Nure.
Sempre a Zerbio accese anche due pompe idrovore di cui una sta scaricando in Chiavenna e l’altra in Nure.
Sulla città di Piacenza da ieri alle 16 a stasera alle 19.30 piovuti 43 millimetri di pioggia.

Diga di Mignano (comune di Vernasca) e Diga del Molato (Nibbiano in comune di Alta Val Tidone)
Alla diga di Mignano presenti circa 1 milione e 500 mila metri cubi pari al 16% di capacità di invaso mentre alla diga del Molato il volume è di circa 5 milioni e 800 mila metri cubi pari al 93% della quota autorizzata.

Zona montana
Sotto continuo monitoraggio.

Leggera ripresa per il latte, burro e panna. Stabile il Grana Padano mentre prosegue la discesa del listino del Parmigiano Reggiano. 

 
di Virgilio Parma 19 novembre 2019 - 
 
LATTE SPOT – Alla borsa di Verona il latte mantiene una certa stabilità. Crescita leggera (+1,8%) per il latte spot intero pastorizzato estero (44,33-45,36€/100 litri latte), sensibile risalita, +3,6%, invece (28,98- 30,02€/100 litri) per il Latte scremato pastorizzato spot estero .prevalente GERMANIA - AUSTRIA 
 
BURRO E PANNA – Dopo la caduta della scorsa settimana si è registrato una totale inversione dei prezzi milanesi.  Cede lo zangolato parmense, mentre è in crescita sia la panna che a crema. 
 
Borsa di Milano 18 novembre 2019: 
BURRO CEE: 3,35 €/Kg. (+1,5%)
BURRO CENTRIFUGA: 3,60 €/Kg.  (+1,4%)
BURRO PASTORIZZATO: 1,75 €/Kg.  (+2,9%)
BURRO ZANGOLATO: 1,55 €/Kg. (+3,3%)
CREMA A USO ALIMENTARE (40%mg): 2,10€/Kg. (+2,9%)
MARGARINA ottobre 2019: 0,87 - 0,93 €/kg (=)
 
Borsa di Verona 18 novembre 2019: (+)
PANNA CENTRIFUGA A USO ALIMENTARE: 1,95 – 2,10 €/Kg.
 
Borsa di Parma 15 novembre 2019 (-)
BURRO ZANGOLATO: 1,05 €/Kg.
 
Borsa di Reggio Emilia 12 novembre 2019 (- 4,3%)
BURRO ZANGOLATO: 1,10 - 1,10 €/kg.
 
GRANA PADANO – Milano 18 novembre 2019 –  STOP. Si è arrestata la discesa del Grana Padano. Confermati i listini della scorsa ottava. Cede il 9 mesi di 5 centesimi e così altrettanto il fuori sale. 
 
- Grana Padano 9 mesi di stagionatura e oltre: 7,40 – 7,50 €/Kg. (-0%)
- Grana Padano 16 mesi di stagionatura e oltre: 8,30 – 8,55 €/Kg. (-0%)
- Grana Padano Riserva 20 mesi di stagionatura e oltre: 8,80 – 9,05 €/Kg. (-0,7%)
- Fuori sale 60-90 gg: 6,00 – 6,15 €/Kg. (-0,8%)
 
PARMIGIANO REGGIANO – Parma 15 novembre 2019 – Continua la lenta ma inesorabile discesa del parmigiano reggiano. 
 
-Parmigiano Reggiano 12 mesi di stagionatura e oltre: 10,10 - 10,30 €/Kg. (-0,8%)
-Parmigiano Reggiano 18 mesi di stagionatura e oltre: 11,20 - 11,65 €/Kg. (-1,7%)
-Parmigiano Reggiano 24 mesi di stagionatura e oltre: 11,80 - 12,35 €/Kg. (-0,8%)
-Parmigiano Reggiano 30 mesi di stagionatura e oltre: 12,80 - 13,05 €/Kg. (-0,8%)

 
#Filiera #Latte #DOP #formaggi #food #madeinitaly #lattierocaseari @theonlyparmesan@ClaudioGuidetti @100MadeinItaly

 

 Latte_tendenze-19nov19.jpg

 

per accedere alle notizie sull'argomento clicca qui)

 latte_spot_crudo_naz.png

 

 

MULINO-FORMAGGI_trasparente.png

 

www.mulinoformaggi.it 

 (Grafici)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche i cooperatori under 40 vogliono dare il loro contributo alla costruzione di “una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda”. Sono alcune delle parole scritte da Papa Francesco per invitare giovani ricercatori, economisti, imprenditori ed esponenti di organizzazioni all’evento “The Economy of Francesco” in programma dal 26 al 28 marzo 2020 ad Assisi. 

E proprio a quel grande appuntamento della prossima primavera guarda l’iniziativa “CAMBIAMO L’ECONOMIA? inSÌeme!” che i Giovani Imprenditori Cooperativi di Confcooperative Emilia Romagna hanno organizzato per venerdì 29 novembre alla Fondazione San Filippo Neri di Modena (Via Sant’Orsola 52). Si tratta di un pomeriggio di lavoro aperto al pubblico a partire dalle 16, preceduto dall’assemblea dei delegati dell’Organizzazione giovanile presieduta dal presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza.
Promosso in collaborazione con i Giovani Imprenditori Cooperativi di Confcooperative Modena, l’evento si pone l’obiettivo di fornire il contributo del movimento cooperativo giovanile all’elaborazione della nuova e inclusiva economia di cui parla Papa Francesco, intercettando così quella voglia di partecipazione e intraprendenza rappresentata dai cooperatori under 40.

Il programma dell’evento pubblico.
La prima parte si svolge dalle 16 alle 17.15 con il saluto istituzionale di Carlo Piccinini (presidente Confcooperative Modena), l’introduzione della mostra fotografica “100 Giorni di Solitudine” dell’artista palestinese Nidaa Badwan e i lavori dei cinque tavoli tematici che si riuniranno per discutere di valori e dignità per un’economia più giusta; genere e generazioni per un’economia più inclusiva; ambiente e territorio per un’economia più sostenibile; lavoro e formazione per un’economia più ricca; fallimento e successo per un’economia anti-fragile.


Dalle 17.30 via alla seconda parte con il dibattito moderato da Francesca Corrado, portavoce nazionale di Confcooperative Giovani Imprenditori. Interverranno Imen Boulahrajane (strategic consultant e digital creator), un rappresentante del Comitato scientifico Economy of Francesco, Andrea Zorzi (ex pallavolista, giornalista e commentatore sportivo), mons. Erio Castellucci (arcivescovo di Modena-Nonantola), Maurizio Gardini (presidente Confcooperative).
Infine dalle 19 l’aperitivo di networking.

L’evento è gratuito previa iscrizione al seguente link:
http://www.confcooperativemiliaromagna.it/IT/Eventi/Varie/CAMBIAMO_LECONOMIA_inSeme

MANIFESTO_EVENTO_PUBBLICO_Col_DEF-100_1.jpg

 

Carlo Piccinini, presidente Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna, chiede un impegno ai parlamentari della regione affinché tolgano questa tassa iniqua


(Bologna, 18 novembre 2019) – “La sugar tax è un’aberrazione che crea un doppio danno all’agricoltura italiana, colpendo da un lato la filiera bieticolo-saccarifera, che trova nella cooperativa bolognese COPROB-Italia Zuccheri l’ultimo baluardo della produzione di zucchero 100% italiano, dall’altro le industrie alimentari che utilizzano frutta italiana per la produzione di succhi. Con una sola tassa, profondamente iniqua, il Governo penalizza due colture fondamentali per il reddito degli agricoltori emiliano-romagnoli: quella della barbabietola da zucchero e quella della frutta destinata alla trasformazione industriale”.


È quanto dichiara Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna, federazione regionale che riunisce 425 cooperative agroalimentari con 55.000 soci e 9,7 miliardi di euro di fatturato.
“Siamo al fianco delle nostre cooperative agroalimentari soprattutto in una fase delicata come questa dove l’agricoltura italiana si trova sotto l’attacco di dazi USA, deve fare i conti con i rischi di taglio della PAC ed è chiamata a fronteggiare nuove tasse ipotizzate dal Governo nazionale – continua Piccinini -. Chiediamo a tutti i parlamentari emiliano-romagnoli un forte impegno per eliminare dalla prossima Legge di Bilancio misure fortemente penalizzanti per l’agricoltura regionale, a partire dalla sugar tax e dalla plastic tax. I nostri agricoltori devono competere sui mercati internazionali con Paesi che hanno costi di produzione molto più bassi di quelli italiani, non possiamo penalizzarli ulteriormente aggiungendo tasse che creano evidenti disparità e danneggiano chi coltiva e utilizza materia prima italiana”.

 

Martedì, 19 Novembre 2019 09:20

Aeroporto In(utile) e dannoso?

Da "Manifesto San Leonardo riceviamo e pubblichiamo la loro posizione per lo sviluppo dell'aeroporto.

L’abbiamo detto più volte, sostenendo le posizioni del Comitato NOCARGO.

Alla faccia del KMVERDE, della tanto pubblicizzata candidatura di PARMA a CAPITALE VERDE EUROPEA 2022, Il progetto di ampliamento dell’Aeroporto e la sua parziale conversione a CARGO non potrà che peggiorare le condizioni ambientali della città a causa del significativo incremento del rumore e dello smog con preoccupanti ricadute sulla salute delle nuove generazioni, più suscettibili al danno rispetto alla popolazione adulta.

In un momento storico dove si sta, SEMPRE PIU’, assumendo consapevolezza dei tanti danni provocati dagli idrocarburi è quantomeno bizzarro impegnare molti soldi, anche pubblici, nell’ ampliamento di un aeroporto.

E’ veramente interesse collettivo:
- Un aeroporto cargo, enormemente rumoroso ed inquinante, con aerei che viaggeranno di giorno e di notte sulla città?
- Un traffico aggiunto di decine di TIR al giorno sulle nostre strade?
- Il consumo di suolo non solo per l’ampliamento dell’area ma anche per la costruzione di depositi?
- Un peggioramento delle condizioni di vita e di salute di migliaia di parmigiani?
- L’utilizzo di tanti soldi pubblici per un intervento sostanzialmente privato?
- Il crollo del valore degli immobili di Parma Ovest e Nord Ovest, come è successo in tutte le città che hanno un aeroporto inserito nel tessuto urbano della città?

Nonostante l’impronta “ecologica” di cui questa Amministrazione cerca di fregiarsi con posizioni pubbliche e protocolli (il NO all’inceneritore, il Kilometro Verde, gli eventi connessi al Festival dello Sviluppo Sostenibile, il Protocollo “Per Parma città verde”, la candidatura a Capitale Verde Europea, il riconoscimento ECOMONDO), non ci pare si stia andando in questa direzione.

Ai kilometri grigi dei tanti supermercati, dei centri commerciali, delle nuove edificazioni si aggiungerà così la scia grigia del trasporto aereo.

Dov’è quindi la rivoluzione verde?

Non sarebbe più GREEN potenziare il trasporto ferroviario sviluppando il CEPIM di Fontevivo, sviluppare nuove reti ferroviarie ad esempio verso il Quartiere Industriale SPIP?
Non sarebbe meglio attrarre Imprese Verdi , non certo impianti di Bio Massa di immense dimensioni come prospettato alcuni mesi fa?

Food Valley o Smoggy Valley?

Consumi_CO2_veicoliimage.png

 

"Manifesto San Leonardo"

 

Martedì, 19 Novembre 2019 08:36

Un’Alleanza per cambiare il mondo

Compie 10 anni l’Alleanza Slow Food dei Cuochi e rilancia la sfida:  dal sostegno alla biodiversità locale e ai piccoli produttori a un nuovo attivismo del cuoco, motore del cambiamento contro la crisi climatica


Scarica qui l’analisi di Indaco2 sul modello di ristorazione amica del clima
Image


Possono giocare un ruolo cruciale contro l’attuale crisi climatica, sensibilizzando gli avventori della loro osteria o del loro ristorante attraverso l’esperienza diretta, facendo loro gustare il piacere di un buon piatto che non pesa sull’ambiente e che ripaga il lavoro di chi ne ha prodotto gli ingredienti. Sono le cuoche e i cuochi, che in ogni angolo del mondo hanno l’occasione quotidiana di spiegare concretamente, cucinando con passione e ragione, che piccole scelte possono portare a grandi mutamenti.

Invitati al dibattito da Slow Food, si sono riuniti a Bologna, presso FICO Eataly World, oltre 100 protagonisti italiani dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi, il progetto nato 10 anni fa per sostenere i produttori di piccola scala custodi della biodiversità. L’Alleanza riunisce circa 1.100 cuochi di osterie, ristoranti, bistrot in 25 Paesi del mondo, che si impegnano a utilizzare ogni giorno nelle loro cucine i prodotti dei Presìdi Slow Food, dell’Arca del Gusto e dei loro territori.
I rappresentanti della rete italiana (che conta oltre 500 cuochi in tutta la penisola) insieme ad alcuni esponenti da Francia, Sudafrica e Bielorussia, accolti da Francesco Sottile del Comitato Esecutivo di Slow Food Italia e da Massimo Macchitella, Responsabile Small Business UniCredit, si sono confrontati sugli ingredienti di quella che potremmo definire la ricetta per il cambiamento secondo Slow Food:
- impatto della ristorazione sul clima e sostenibilità delle scelte di approvvigionamento, a partire dalle filiere più impattanti, quelle della carne e dei latticini
- sostegno ai produttori locali di piccola scala, dei Presìdi Slow Food e dei prodotti dell’Arca del Gusto del territorio
- consapevolezza del ruolo centrale del cuoco come educatore e attore protagonista di una comunità locale che ruota intorno ai produttori/fornitori e ai cittadini/clienti

Ecco il menù climate friendly proposto da Slow Food:

Il clima è servito. Come può un cuoco ridurre l’impatto ambientale della propria attività?
Qual è il ruolo del cuoco nei confronti della crisi climatica e quali azioni può mettere in atto per ridurre l’impatto ambientale della propria attività? A queste domande ha risposto una delle poche ricerche esistenti in letteratura che Indaco2, società di consulenza composta da esperti in sostenibilità e comunicazione ambientale, ha condotto mettendo a confronto l’impatto del ristorante Les Résistants, nel quartiere République di Parigi, che opera in sintonia con la filosofia Slow Food, con un ipotetico locale che propone un menù identico ma operando scelte di acquisto convenzionali e con una realtà che propone invece un menù meno “climate-friendly”.

«I risultati sono sorprendenti» hanno raccontato Elena Neri e Riccardo Pulselli, di Indaco2. «Nel confronto con il ristorante che propone lo stesso menù, l‘impatto di chi sceglie fornitori sostenibili è inferiore del 50% rispetto a quello di chi fa ristorazione rifornendosi presso produttori convenzionali. Il confronto è poi schiacciante (impatto 4,5 volte minore) se viene effettuato con un ristorante che propone un menù diverso da quello de Les Résistants, più ricco di piatti a base di carne e latticini e che non presta attenzione a evitare sprechi in cucina e in sala».

«Forse per le mie origini normanne, sono sempre stato attratto dai contadini e dalle campagne, che prima di aprire il mio ristorante ho studiato a fondo, andando a visitare ogni tipo di fattoria per oltre un anno. Il mio obiettivo era creare un'impresa sostenibile, attenta a ristabilire un giusto rapporto tra campagna e città, che rispettasse e valorizzasse il lavoro degli agricoltori. Volevo anche proporre piatti buoni e raggiungere una soddisfacente performance economica» ha raccontato Florent Piard de Les Résistants alla platea. «Per soddisfare tutte queste esigenze, ho studiato i prodotti e le filiere per acquistare il meglio dalle varie regioni della Francia e ottimizzare la logistica. Ognuno di voi può prendere spunto dallo studio di Indaco2 per adattare il modello de Les Résistants alla propria attività e quindi ridurre l’impatto sull'ambiente e sul clima, proteggendo al tempo stesso il mondo dell'agricoltura di piccola scala e sostenibile» ha concluso Florent.

Ma a cosa si deve l’impatto ambientale di un ristorante? E quali sono le buone pratiche suggerite da Indaco2 sulla base del modello de Les Résistants? Lo studio rileva che la sostenibilità è molto condizionata dalla scelta di materie prime prodotte secondo pratiche agricole e zootecniche virtuose più che dalle distanze percorse dai singoli prodotti acquistati: i concetti di filiera corta e chilometro zero, soprattutto nel contesto delle grandi città, hanno infatti una valenza relativa. Anche la loro politica di zero-spreco incide fortemente nel limitare il loro impatto ambientale.

Meat the Change: ovvero meno carne e di migliore qualità per il bene nostro e del Pianeta
Per raccontare l’esperienza dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi rispetto al tema del consumo di carne, è intervenuta la sudafricana Caroline McCann: «I cuochi dell’Alleanza Slow Food locale hanno rilanciato le campagne di sensibilizzazione proposte da Slow Food in questi anni, invitando i loro clienti a mangiare meno carne ma scegliendola meglio, acquistandola direttamente da produttori in grado di allevare in modo sostenibile o da macellai di fiducia che conoscono gli allevamenti, e imparando a utilizzare tutti i tagli, anche quelli ritenuti meno pregiati. Questi allevatori esistono e hanno bisogno di noi per continuare ad allevare con rispetto per gli animali e per la terra».
In questo senso va anche la nuova campagna di Slow Food Meat the Change, realizzata con il contributo del Ministero italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che aiuta a comprendere l’impatto del consumo di carne e degli allevamenti intensivi sulla crisi climatica, partendo da un piccolo quiz che fa riflettere sulle abitudini quotidiane.

Naturale è possibile!
Un tema centrale intorno al quale il mondo dell’agroalimentare di qualità si sta già interrogando è quello della produzione naturale, come ha evidenziato Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus: «Si tratta di una concezione strategica per il nostro futuro, non una visione nostalgica dei prodotti tipici tradizionali. È quello che del resto sta già avvenendo, e lo abbiamo visto lo scorso settembre a Cheese a Bra, con i formaggi senza fermenti selezionati e i salumi senza nitriti e nitrati, ma anche i vini senza lieviti selezionati e i pani a lievitazione naturale che rappresentano movimenti già affermati. E ne è la prova il grande lavoro di ricerca e sviluppo che le grandi aziende più accorte e i produttori di piccola scala stanno svolgendo per sperimentare le alternative già oggi praticabili, aprendo la strada a consumi più razionali, sani, equilibrati e sostenibili, ed è questo il sentiero che molti cuochi stanno già percorrendo nei propri territori». Proprio da Cheese, con il supporto del Consorzio Parmigiano Reggiano, formaggio naturale per eccellenza e Sostenitore Ufficiale di Slow Food Italia, l’associazione ha avviato una serie di incontri di formazione sulle tecniche di produzione dei formaggi naturali e dei fermenti autoprodotti, rivolti ai produttori della manifestazione. Questi incontri proseguiranno in tutta Italia e avranno come focus i formaggi dei Presìdi Slow Food.


«Ogni giorno incontriamo centinaia di persone e grazie ai nostri piatti abbiamo la possibilità di piantare un piccolo seme di consapevolezza e cura nei confronti della nostra salute e del nostro Pianeta. È di fatto un’attività di divulgazione e di educazione rivoluzionaria che il cuoco svolge naturalmente, semplicemente spiegando le proprie scelte a partire dal gusto e dalla convivialità» ha raccontato Gabriella Cinelli, del ristorante Villa Adriana di Tivoli, Rm, che grazie alle attività di formazione per gli studenti e i suoi clienti, ha unito la tradizione della sua famiglia con la passione per l’insegnamento. A sostenere la testimonianza di Gabriella anche Christian Borchi, della Locanda Antica Porta di Levante di Vicchio, Fi, per cui nel supportare i produttori di piccola scala del proprio territorio va oltre la fornitura: «I cuochi sono un collante del territorio, facendo rete tra di loro e con i produttori, aiutandoli nella logistica e nel miglioramento dei prodotti, da un punto di vista della tecnica di trasformazione e della qualità organolettica, ma anche per migliorare il vissuto quotidiano di contadini, allevatori e artigiani, tra i quali moltissimi sono giovani e hanno voglia di sperimentare». A fargli eco anche Juri Chiotti, giovane chef stellato nel suo locale a Cuneo che per riconnettersi con le sue origini ha realizzato Reis, ristorante a Frassino, Cn, intorno al quale ha costruito una Comunità Slow Food insieme ai produttori della Val Varaita: «Il ristorante è il punto di riferimento di un percorso di avvicinamento tra cucina, agricoltura e allevamento che coinvolge i produttori delle borgate, quelli storici e quelli che come me stanno sposando questo progetto».

L’incontro nazionale dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi è stato ospitato a Bologna presso FICO Eataly World ed è stato realizzato grazie al sostegno degli Official partner UniCredit e Consorzio Parmigiano Reggiano e del Partner tecnico Cantina Santi del Gruppo Italiano Vini.

Siglata la convenzione che permette agli associati della Confederazione Italiana Piccola e Media Impresa di accedere a condizioni dedicate al pacchetto di servizi ad alto valore aggiunto studiato dal Gruppo bancario per favorire l’export digitale delle Pmi italiane
UniCredit rafforza la sua offerta per sostenere l’export delle PMI italiane e ha firmato oggi un accordo con Confapi finalizzato ad estendere alle imprese associate i benefici di Easy Export.


La convenzione, siglata da Andrea Casini, Co-Ceo commercial banking Italy di UniCredit, e Maurizio Casasco, Presidente di Confapi, permetterà alle imprese associate della Confederazione Italiana Piccola e Media Impresa di accedere, a condizioni agevolate, a “Easy Export” e Trade Finance Gate: un pacchetto di servizi ad alto valore aggiunto studiati e offerti in esclusiva dal Gruppo bancario per semplificare e favorire l’export digitale delle Pmi italiane.


Grazie a questo accordo, le aziende aderenti potranno avere accesso ai servizi di internet banking e digitali per raggiungere la clientela internazionale attraverso un servizio di vendita personalizzato, distintivo e fornito nella lingua preferita dal cliente.
UniCredit, inoltre, tramite partner di eccellenza, come Geodis - leader europeo nei processi di logistica – e Var Group – player per la digitalizzazione e i processi IT, offrirà alle imprese l’accesso a servizi ad alto valore aggiunto che vanno dalla creazione di una vetrina dedicata alle aziende e ai propri prodotti, al supporto per la gestione delle pratiche di logistica, fino all’assistenza di un consulente dedicato.
Easy Export è l’iniziativa di UniCredit lanciata lo scorso febbraio e finalizzata alla promozione dell'export italiano grazie ad accordo in esclusiva con il Gruppo Alibaba, leader mondiale dell'e-commerce ed il più grande mercato globale online della Cina per fatturato.


“UniCredit – sottolinea Andrea Casini, Co-CEO commercial banking Italy di UniCredit – sostiene concretamente l’internazionalizzazione e la crescita delle imprese che vogliono aprirsi ai mercati esteri. Con iniziative come Easy Export puntiamo ad ampliare la platea di imprese che esportano offrendo l’accesso ad Alibaba, il più importante market-place B2B in Italia con un presidio in 190 paesi nel mondo e con oltre 160 milioni di operatori attivi. A oggi abbiamo sottoscritto contratti con circa 1000 imprese che hanno visto aumentare il loro giro d’affari con l’estero del 24%”.
“In un momento di grandi cambiamenti che interessano anche il modo di fare impresa – afferma Maurizio Casasco, Presidente di Confapi – come Confederazione che da 70 anni rappresenta le piccole e medie industrie private ci siamo posti come obiettivo quello di supportare e far crescere la vocazione all’internazionalizzazione e all’export che da sempre caratterizzano le nostre imprese. Le sinergie con una banca così importante come UniCredit che oggi ufficializziamo sono davvero un passo importante in questa direzione”.


Prosegue così la sinergia tra UniCredit e Confapi a sostegno delle imprese italiane che proprio da oggi potranno partecipare alla Export Business School percorso di formazione realizzato dal Gruppo bancario quest’anno in partnership con la Confederazione Italiana Piccola e Media Impresa e dedicato all’export management e alla digitalizzazione a supporto dei processi di internazionalizzazione.
Sarà possibile seguire le lezioni in diretta streaming da 37 sedi Confapi e UniCredit distribuite su tutto il territorio nazionale, grazie al collegamento da remoto via webinar. Una piattaforma di instant-feedback consentirà l’interazione con i docenti in tempo reale da ogni location.

UniCredit vanta una presenza capillare garantita da banche leader in 14 mercati strategici e uffici di rappresentanza in 18 Paesi nel mondo, e mette a disposizione delle imprese unità specializzate, come gli International Center, in grado di proporre ai clienti un’offerta completa di servizi e prodotti di supporto ai processi di internazionalizzazione. Per saperne di più è possibile consultare il sito: https://www.unicredit.it/it/corporate/perche-unicredit/servizi-offerti/unicredit-international-center-italy.html.
La Confederazione italiana della piccola e media industria dal 1947 tutela e promuove la piccola e media industria privata italiana. 83mila sono le imprese che applicano i contratti nazionali di lavoro sottoscritti da Confapi e che impiegano quasi un milione di addetti.


Le Pmi del sistema Confapi rappresentano un modello non soltanto industriale ed economico, ma anche culturale e sociale. Centro di aggregazione nel quale l’imprenditore svolge anche una funzione guida all’interno del territorio di appartenenza in termini di conoscenza dei fabbisogni e delle specificità nonché del mercato del lavoro.

La storica manifestazione meranese chiude con 11.500 presenze registrate nelle cinque giornate dedicate alle eccellenze del settore wine&food. Grande affluenza sugli appuntamenti ormai consolidati, ma anche per le novità dell’edizione 2019, con la partecipazione di un pubblico specializzato che conferma un target sempre più di qualità e con il prossimo appuntamento già fissato dal 6 al 10 novembre 2020 per la 29^ edizione.

da L'Equilibrista 



Merano,

Si è brindato al successo per questa 28^ edizione di Merano WineFestival, riaffermando il prestigio di un appuntamento di eccellenza nel panorama italiano e non solo. Lo confermano le 11.500 presenze registrate durante le cinque giornate della manifestazione, l’ aumento del numero di operatori e specialisti del settore e l’indotto calcolato per oltre 10 milioni di euro con la partecipazione di produttori anche internazionali.

Andata in scena l’ultima giornata della kermesse meranese, il 12 novembre, il Kurhaus ha ospitato una sfilata glamour che ha visto le migliori aziende produttrici di Champagne, in abbinamento specialità gastronomiche d’eccellenza e prestigiosi showcooking.


Il progetto Catwalk Champagne, bollicine in passerella per il gran finale del Merano WineFestival si è collegato alla riscoperta che sta vivendo lo champagne in Italia sdoganando quella idea eccesso e riservatezza ma rendendo lo champagne più alla portata di tutti.
Ma non solo una speciale occasione di degustazione e condivisione quello che si può vedere a Merano Wine Festival, bensì un evento che combina fra loro cultura, intrattenimento e scoperta di un contesto unico e apprezzato come quello della città di Merano, delle sue montagne e delle sue terme. 

La storica manifestazione è giunta quest’anno alla sua 28^ edizione, e ha svelato tanta attenzione mediatica soprattutto dalla stampa italiana ed internazionale, i canali web, la radio e da nuovi wine bloggers emergenti. 

merano_winefestival.jpg

Un evento culturale di portata internazionale ormai, scandito fra degustazioni, conferenze, masterclass e premiazioni che hanno coinvolto un pubblico di ben oltre 10.000 visitatori, nel quale Merano WineFestival è stato protagonista di dirette live e focus che hanno raccontato l’eccellenza wine&food e che con partners, quali Radio Monte Carlo ad esempio, partner ufficiale dell’evento, ha saputo documentare la kermesse con interviste agli addetti ai lavori ed esperti del settore vitivinicolo. 

Un network di media che assicura a Merano WineFestival un’audience elevata e competente, sinonimo di credibilità, visibilità e qualità nel settore, portando la rassegna enologica alla visibilità italiana e internazionale. Quasi 300 i giornalisti presenti alla manifestazione, tra cui spicca anche un aumento di testate internazionali, che hanno raccontato e che racconteranno Merano WineFestival e le sue eccellenze anche nei prossimi mesi. 

Anche il mondo dei social network ha risposto con un numero altissimo di interazioni, parlando infatti con colleghi del settore, specialmente per la piattaforma Instagram, la kermesse meranese ha sviluppato contenuti e collegamenti registrate da ogni parte del Mondo.

Ma è stato record di presenze anche per le Aziende espositrici che qui a Merano sono arrivate fino a 950 case vitivinicole e come sempre portando racconti e esperienze dirette da condividere con noi giornalisti e appassionati. Una selezione che il patron Helmuth Köcher cura personalmente con il suo staff da sempre e che rappresenta il vero cuore pulsante della manifestazione. 

salapiena_meranowinfestival2019.jpg

Numeri che esprimono un incremento non solo in termini di quantità, ma anche di qualità, evidenziando come Merano WineFestival sia sempre più un esclusivo appuntamento di incontro fra produttori e operatori, una vera e propria vetrina di eccellenze a disposizione degli specialisti del settore. Un trend che rispecchia la filosofia del WineHunter, che combinando passione e ricerca della qualità ha portato fra l’architettura liberty del Kurhaus i vini di “The Official Selection”, ovvero il risultato di una selezione e degustazione durata ben 12 mesi. Grande successo per gli eventi ormai consolidati, come The Official Selection, al centro della manifestazione, la GourmetArena, lo spazio dedicato alla gastronomia, le Charity Wine Masterclasses all’Hotel Terme Merano e The Circle, che per il secondo anno ha riproposto una spazio dal linguaggio innovativo, presentando vino e cibo in chiave pop e ospitando dibattiti e presentazioni. Merano Wine CityLife, è però la novità di questa edizione che ha gremito il tappeto rosso di Corso Libertà con un Fuorisalone in perfetto stile: un’esperienza che ha dato vita alla città di Merano e che per il futuro si pensa già di implementare con sempre nuove e coinvolgenti attività. 

Da non dimenticare, infine, l’ampio spazio alla cultura che ha portato in scena un ricco programma di talk e convegni a tema e che ha contribuito a riempire di contenuti la manifestazione. 

Glamour e soprattutto qualità nella scelta dei partner e attenzione alla professionalità di chi lavora nel vino e ha bisogno di farsi conoscere e farsi apprezzare per il lavoro duro che quotidianamente mette in campo.

Sopralluogo del direttore generale del Consorzio della Bonifica Fabrizio Useri insieme al sindaco di Langhirano Giordano Bricoli


Parma, 18 Novembre 2019 – Il Consorzio della Bonifica Parmense ha portato a termine i lavori di sistemazione idrogeologica a protezione della strada comunale per Strognano, nel Comune di Langhirano. L’intervento, che si inserisce all’interno di una serie di azioni finalizzate alla prevenzione di possibili criticità idrauliche e alla messa in sicurezza dei territori montani e collinari, è un contributo fondamentale per la messa in sicurezza del territorio tra la Val Parma e la Val Baganza.

Le maestranze del Consorzio della Bonifica Parmense hanno realizzato un intervento puntuale e mirato in sinergia programmatica con il Comune di Langhirano. Il Direttore Generale del Consorzio della Bonifica Parmense Fabrizio Useri ha infatti incontrato, durante un sopralluogo nell’area dei lavori, il sindaco di Langhirano Giordano Bricoli e i tecnici che hanno coordinato l’intervento.

Il Consorzio della Bonifica Parmense, impegnato nelle azioni di tutela del territorio montano, seguita nel portare avanti una serie di interventi concordati con le Amministrazioni Comunali dei territori montani e collinari dei Comuni del parmense per la prevenzione del dissesto idrogeologico.

Agriturismi e fattorie didattiche, la Regione investe oltre 7 milioni di euro per ristrutturazioni e riqualificazioni di locali, fabbricati e aree attrezzate anche a campeggio, acquisto macchinari e attrezzature per accoglienza turistica e attività educative sui saperi e valori del mondo rurale


L'assessore Caselli: "Risorse per rafforzare le strutture ricettive nelle aziende agricole, un tassello fondamentale dell'offerta turistica regionale legata all'enogastronomia e al territorio". Via libera dalla Giunta regionale ad un bando con contributi in conto capitale dal 40% al 50% sul costo dei progetti secondo le zone geografiche. Domande da giovedì 28 novembre al 30 aprile 2020
Bologna – Cresce l’interesse per gli oltre 1.160 agriturismi dell’Emilia-Romagna censiti nel 2018 sul territorio regionale da Piacenza a Rimini e premiati da circa 154.000 ospiti (+8% sul 2017) con un vero e proprio balzo in avanti degli stranieri (+16,6%).
Un trend positivo che la Regione vuole consolidare grazie a un apposito bando varato dalla Giunta che stanzia oltre 7,1 milioni di euro per investimenti indirizzati a incentivare la nascita di nuovi agriturismi e favorire la riqualificazione e l’ampliamento delle strutture ricettive e di servizio degli agriturismi esistenti e delle fattorie didattiche. Il tutto in un‘ottica di diversificazione produttiva e integrazione del reddito delle aziende agricole.  
Le risorse arrivano dal Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 e sono destinate al finanziamento di progetti finalizzati, tra l’altro, alla  ristrutturazione e ampliamento di locali e fabbricati rurali, qualificazione degli spazi aziendali esterni come realizzazione di aree attrezzate per il campeggio e altre strutture fisse per attività ricreative e sportive, acquisto di macchinari e attrezzature specifiche per servizi di accoglienza turistica e/o attività didattiche legate alla riscoperta dei valori e dei saperi del mondo rurale, comprese le tradizioni enogastronomiche locali.  


Destinatari del bando sono le aziende agricole, singole e associate, iscritte negli appositi elenchi regionali degli operatori agrituristici e di fattoria didattica e che rientrano nella definizione di micro e piccola impresa (Regolamento Ue n. 702/2014), ovvero che impiegano fino a 50 addetti (10 per le micro) e con un giro d’affari annuo non superiore ai 10 milioni di euro (2 milioni per le micro).
Le domande potranno essere presentate da giovedì 28 novembre al 30 aprile 2020,  secondo le modalità indicate dall’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (https://agrea.regione.emilia-romagna.it/).


“L’agriturismo- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- è un settore con ottime prospettive di crescita, vista la domanda crescente, in particolare dall’estero, di un turismo esperienziale, legato al cibo e all’ambiente rurale, che vuole conoscere da vicino le nostre produzioni tipiche e il territorio da cui nascono. È la stessa Lonely Planet, una delle guide più diffuse al mondo, ad avere indicato nel 2018 l’Emilia-Romagna come la meta numero uno in Europa per le sue eccellenze eno-gastronomiche”.
“Con questo bando, che mette a disposizione un consistente pacchetto di risorse per investimenti- chiude l’assessore-, vogliamo quindi rafforzare, a livello regionale, l’offerta turistico ricettiva nel contesto degli itinerari eno-gastronomici e, al tempo stesso, offriamo un aiuto concreto alle aziende agricole che hanno intenzione di diversificare l’attività produttiva, attrezzandosi anche per offrire servizi come fattoria didattica”.  
 
Cosa prevede il bando
I progetti di investimento devono essere di importo non inferiore ai 20.000 euro e i contributi saranno concessi in conto capitale, con percentuali che variano dal 40% al 50% a seconda dell’area geografica. Nel dettaglio gli aiuti raggiungono il 50% sulla spesa ammissibile per gli interventi che ricadono nelle zone rurali con problemi di sviluppo (aree montagna e collinari), si abbassano al 45% in quelle “rurali intermedie” e si riducono ulteriormente al 40% nella fascia ad “agricoltura intensiva e specializzata” di pianura e nelle aree “urbane e periurbane”.                 


Il contributo non può superare in ogni caso la soglia dei 200.000 euro per azienda, tetto massimo fissato dalle norme europee sugli aiuti “de minimis” ricevuti nell’ultimo triennio. Gli imprenditori che sono iscritti ad entrambi gli elenchi – operatori agrituristici e di fattoria didattica – possono accedere ad entrambe le tipologie di intervento, presentando un’unica domanda, senza però superare il limite dei 200.00 euro di contributo incassato. 
Nell’attribuzione dei punteggi in vista della graduatoria finale si terrà conto, oltre ai requisiti territoriali, anche di una serie di parametri aziendali come la presenza di giovani, oppure la coltivazione con metodo biologico. Corsia preferenziale anche ai progetti che affiancano l’attività di pernottamento alla ristorazione; a quelli finalizzati all’avvio di attività sociali o servizi a favore di accoglienza a favore di persone fragili; all’ allestimento di locali per la vendita dei prodotti agrituristici oppure per lavori di ristrutturazione di immobili di particolare pregio storico, culturale e architettonico.


Quello varato dalla Giunta regionale è il secondo bando del genere nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. Con quello precedente, che risale al 2016, sono stati finanziati 106 progetti che hanno beneficiato di contributi pari a circa 12 milioni di euro, per un investimento complessivo di oltre 30 milioni di euro./G.Ma  

Mappa_agriturismi.jpg

PR_Rivalta_Rural_Festival-IMG_1766.jpg

 

     

By meccagri at Ottobre 30 2019 - L’innovazione è una delle principali leve per l’acquisto di nuove macchine per le costruzioni, secondo gli utilizzatori: i requisiti chiave sono l’efficienza e il contenuto green, in termini di emissioni e rumorosità.
Un ruolo sempre più centrale, nel comparto, lo vanno acquisendo le macchine intelligenti: il 16 per cento degli utilizzatori e il 31 per cento dei noleggiatori le ritengono un criterio di scelta rilevante per l’acquisto. Quasi il 4 per cento degli utilizzatori (con punte del 16% nel settore estrattivo), inoltre, ha sostituito mezzi tradizionali ancora funzionanti in favore di modelli smart.
 
L’INDAGINE DI SAMOTER-VERONAFIERE PRESENTATA AL SAMOTER DAY3-Dg-Giovanni-Mantovani.jpg

Sono alcuni degli aspetti che emergono dall’indagine a cura di SaMoTer-Veronafiere, in collaborazione con Prometeia e realizzata con il supporto di Ance Verona, Anepla, Assodimi – Assonolo, Nad, Unacea, presentata lo scorso 29 ottobre al Centro Congressi di Veronafiere durante la sesta edizione del SaMoTer Day.
La ricerca fornisce una mappatura aggiornata del parco macchine per costruzioni attivo in Italia e mette in luce i cambiamenti intercorsi nel decennio 2008-2018 con riferimento alle sue dimensioni, alle caratteristiche tecnologiche, all’età media e ai principali aspetti connessi alle modalità d’uso dei macchinari, in proprietà e a noleggio.

«Con il SaMoTer Day, giornata di incontro e confronto per la community di SaMoTer, vogliamo mettere a disposizione delle imprese un vero e proprio strumento di market intelligence con cui affrontare gli scenari economici attuali e futuri, sempre più in rapido mutamento», è stato il commento del direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani (nella foto sopra). «Un moderno operatore fieristico, infatti, oggi deve affiancare alla promozione di prodotto il ruolo di fornitore di soluzioni ai propri clienti».
 

 


UN PARCO MACCHINE PER LE COSTRUZIONI DA POCO MENO DI 180 MILA UNITÀ

 (Foto - n° 4 - 5 - 6 )

Il campione preso in esame dalla ricerca è di 514 realtà, di diversi settori di attività e dimensioni. Il mercato di riferimento in Italia, che si estende dalle aziende di costruzioni a quelle manifatturiere, estrattive, agricole o specializzate in scavo, conta complessivamente 120.224 imprese e 1,018 milioni di addetti per un valore della produzione di 188,71 miliardi di euro.

Il parco macchine per costruzioni, stimato in 179.224 mezzi, è composto principalmente da macchine per il movimento terra (66,1%), per il sollevamento (20,7%), stradali (8,2%), per il calcestruzzo (4%) e quelle per la perforazione (1,1%).
In media, il 30 per cento di questi mezzi fa capo ai noleggiatori, con rilevanti distinzioni tra le diverse tipologie di macchine: il peso del parco noleggio spazia dal 61 per cento dei mezzi per il sollevamento al 2 per cento di quelli per il calcestruzzo.
 
ALLA RICERCA DI MAGGIORE INNOVAZIONE

Il manifatturiero è il settore che ha maggiormente rinnovato il proprio parco mezzi introducendo macchine intelligenti, seguito dalle grandi imprese di costruzioni. A influire sulla decisione di acquistare queste nuove tecnologie è stata soprattutto la ricerca di modelli più innovativi (67,9%).
Rilevante nella scelta di acquisto è la possibilità di accedere a misure di agevolazione: il 44 per cento degli intervistati ha dichiarato di averne utilizzate per acquistare le macchine in parco, in particolare super ammortamento, nuova Sabatini e bandi ISI.
La caratteristica più diffusa tra le diverse tecnologie di macchine, sia nel parco degli utilizzatori che in quello dei noleggiatori, è la geolocalizzazione, mentre i benefici ritenuti più strategici da parte delle imprese (67,4% degli intervistati) riguardano la sicurezza, ma anche la sostenibilità ambientale, in particolare per le grandi imprese di costruzioni, il manifatturiero, le multiutility e le aziende agricole.
 
MANUTENZIONE PREDITTIVA E MOTORI ELETTRICI IN CIMA ALLE RICHIESTE
Guardando al futuro, le aziende si aspettano un aumento della strategicità delle tecnologie intelligenti nei prossimi anni: la manutenzione predittiva è quella riconosciuta più determinante oggi e in futuro, la motorizzazione elettrica è quella che, invece, secondo gli intervistati, vedrà la crescita maggiore.
 
IL 78 PER CENTO DEL PARCO DEGLI UTILIZZATORI È COSTITUITO DA MACCHINE ACQUISTATE NUOVE

Il parco macchine per costruzioni facente capo agli utilizzatori è stimato in poco meno di 120 mila unità, di cui oltre il 70 per cento è rappresentato dal comparto del movimento terra.
In media, il 78 per cento del parco è costituito da macchine acquistate nuove, il restante 22 per cento da usate. La quota di usato è particolarmente elevata nelle macchine per la perforazione, dove supera il 40 per cento. Per il movimento terra è in aumento al 22 per cento, dal 7 per cento dell’indagine 2008.
 
FA CAPO AI NOLEGGIATORI CIRCA IL 30 PER CENTO DEL PARCO

(Foto n° 8 e 9)

La scelta di ricorrere a macchine a noleggio, rispetto all’utilizzo di quelle in proprietà, ha inciso per circa il 30 per cento nell’ultimo biennio. Le piccole imprese di costruzioni, i vivai, e le aziende agricole sono le categorie di imprese che maggiormente fanno ricorso a servizi di noleggio.

Le macchine di proprietà vengono utilizzate in media per 759 ore annue, contro le 281 delle macchine noleggiate. Per il movimento terra il dato medio (690 ore) è in linea con quello del 2008.
Guardando alla composizione del parco per fasi di motorizzazione, nel campione analizzato si rileva una più alta incidenza di macchine obsolete (Fase I e II) tra le macchine per il calcestruzzo e per la perforazione. Movimento terra e macchine stradali, invece, vantano circa un terzo delle macchine in parco in Fase IV e V (di recente inserimento).
 
UN’ETÀ MEDIA DI CIRCA 11 ANNI

L’età media è di circa 11 anni, seppur con qualche distinzione: macchine stradali e movimento terra mostrano un’età media intorno ai 10 anni, le macchine per il sollevamento oltre i 14.
Tra gli operatori, il parco più “giovane” è detenuto dalle imprese di raccolta e smaltimento rifiuti, scavi e demolizioni e grandi imprese di costruzioni, il più “anziano” dalle piccole imprese di costruzioni.
 
PARCO MACCHINE MOVIMENTO TERRA DIMEZZATO RISPETTO AL  2008

(Foto n° 11)

L’indagine stima che le macchine movimento terra siano 118.402: il parco mezzi risulta dimezzato rispetto al 2008, con un calo più forte per gli utilizzatori (-59%) rispetto ai noleggiatori (-19%), in linea con il ridimensionamento del mercato determinato dalla crisi del settore edile. A fronte di ciò, il peso del noleggio nel movimento terra appare in forte aumento nell’ultimo decennio, salendo al 29.6 per cento dal 18 per cento stimato nel 2008.
Più nel dettaglio, la riduzione del parco è stata nettamente più forte per gli utilizzatori rispetto ai noleggiatori: per gli utilizzatori il calo ha interessato tutte le tipologie di macchine, con una fortissima flessione per le terne (-75%) e solo una piccola correzione (-18%) per i dumpers.
I noleggiatori hanno, invece, dismesso principalmente le macchine più grandi e «tradizionali» (apripista, dumpers, terne, pale cingolate), puntando sulle macchine più piccole e versatili (miniescavatori, minipale, telescopici) che hanno sostanzialmente mantenuto i livelli del 2008.
 
Fonte: Veronafiere
Fonte tabelle: Prometeia.
 

 

Nobili-Banner_2019GIF_300x150_NOBILI_Electronics_copia.gif

 

(Nobili spa)

Un progetto di tracciabilità teso a raggiungere il perfetto connubio 
tra produttore e consumatore


La Patata di Bologna D.O.P. - prima patata italiana insignita della Denominazione d’Origine Protetta - germoglia e cresce nelle campagne del bolognese: è così che nasce un prodotto ricco di storia, tradizioni e bontà eccezionale. Il Consorzio di Tutela Patata di Bologna D.O.P. si impegna a garantire la qualità di questa preziosa varietà - la Primura - determinata dalla sua natura, dalla passione dei suoi produttori, che da generazioni si tramandano saperi e tecniche colturali, ma anche dal territorio in cui viene coltivata: terreno, clima, ambiente di conservazione, sono gli ingredienti di una patata che ha la sua tipicità nello stretto legame con i fertili suoli bolognesi.


È proprio a questi suoli che oggi il Consorzio intende riportare i consumatori della Patata di Bologna D.O.P., attraverso un sistema di tracciabilità. Il progetto “COLTIVATORI DI VALORI” svela al consumatore chi è lo specifico produttore del sacchetto di patate acquistato, facendo riscoprire i valori che le patate bolognesi acquisiscono fin dalla semina: storia, tradizione, impegno, passione, naturalità.


Il progetto mira a fornire un’informazione trasparente, tracciando un percorso che ripercorre la storia del prodotto. Come funziona? Su ogni sacchetto di Patata di Bologna D.O.P. è possibile trovare un QR Code e un Codice di Rintracciabilità (C.R.). Inquadrando il QR Code con il proprio smartphone oppure accedendo al sito www.patatadibologna.it/coltivalori/, verrà richiesto di inserire il Codice di Rintracciabilità (C.R.). Dopo l’inserimento, il consumatore accederà direttamente a una pagina dedicata al produttore e al campo dove sono state coltivate le patate acquistate. All'interno di questo spazio web è possibile trovare informazioni sugli ettari coltivati, curiosità e cenni storici relativi a quel produttore e a quel determinato terreno. Sempre dal sito è possibile operare una ricerca dei coltivatori per Comune, oppure sfogliare le pagine dei singoli coltivatori scorrendo la gallery fotografica.


La Patata di Bologna D.O.P. è coltivata principalmente tra i due fiumi Sillaro e Reno, all’interno di una determinata zona che comprende i Comuni di: Budrio, Castenaso, Ozzano dell’Emilia, San Lazzaro di Savena, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo di Bologna, Medicina, Molinella, Baricella, Minerbio, Granarolo dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto e Crevalcore.


D'altronde, la pataticoltura ha profonde radici nelle tradizioni rurali della provincia bolognese: già nell’Ottocento, quando le patate si chiamavano ancora “Pomi di Terra”, gli studiosi istruivano i contadini a coltivarle in questi terreni prediletti e all’uopo resi coltivabili, strappati alla forza dell’acqua con le prime bonifiche. Poderi e saperi sono stati tramandati con passione e perfezionati nel tempo.
«Siamo estremamente orgogliosi di questo progetto - dichiara Davide Martelli, Presidente del Consorzio - che abbiamo fortemente voluto per dimostrare la nostra trasparenza nei confronti dei consumatori, i quali devono essere sicuri ed informati sulla qualità e sulla tracciabilità del prodotto che vanno ad acquistare. Il Consorzio di Tutela Patata di Bologna D.O.P. associa esclusivamente produttori iscritti al piano dei controlli, con terreni nella provincia di Bologna e sottoposti alla stretta vigilanza dell'Organo di Controllo dei prodotti a denominazione d'origine. Nel rispetto di uno stringente Disciplinare produttivo, dell'ambiente e del territorio, tutti i Soci del Consorzio valorizzano la tipica bontà della Patata di Bologna D.O.P. con passione e dedizione. Oggi - conclude Martelli - grazie al progetto "COLTIVATORI DI VALORI", il consumatore potrà raggiungere ognuno di quei produttori e ciascuno di quei terreni, assaporandone tutta la storia e la tradizione pataticola. Un viaggio divulgativo e al tempo stesso emozionale, in grado di accompagnare le persone alle origini, al territorio e al cuore del nostro prodotto».


«La Patata bolognese D.O.P. - è il commento del Vicesindaco della Città metropolitana Fausto Tinti - è un prodotto di eccellenza del nostro territorio: diffuso (si coltiva in ben 13 comuni) e radicato (si coltiva fin dall'800). In un mondo sempre più globalizzato, anche in campo alimentare, la qualità va curata e difesa. In questo senso salutiamo positivamente questa iniziativa del Consorzio di Tutela che rafforza ulteriormente il concetto di tracciabilità che arriva a raccontare al consumatore, attraverso il packaging del prodotto, la storia di chi lo produce e quindi di un pezzo importante del tessuto economico del nostro territorio».


«Un’iniziativa che punta a far conoscere sempre meglio la produzione della Patata di Bologna D.O.P. e tutto il mondo di produttori che unisce tradizione agricola e innovazione - afferma l’Assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli -. La rintracciabilità diventa il vero e proprio biglietto da visita di un prodotto che continua a crescere, valorizzando il territorio e la sua storia. La qualità dei prodotti Dop e Igp – precisa Caselli - passa anche attraverso tecniche produttive rivolte alla sicurezza del consumatore e alla salvaguardia dell’ambiente e a questi obiettivi è rivolta l’azione della Regione. Attraverso le proprie strutture tecniche, tra le quali il servizio Fitosanitario, la Regione si fa interprete delle esigenze dei produttori e dà un forte sostegno alla ricerca, come nel caso del progetto sulla “certificazione analitica della patata dell'Emilia Romagna” finanziato con la Misura di innovazione nell’ambito dei progetti di filiera del Psr. È la dimostrazione - prosegue Caselli - che la politica di sostegno all’innovazione e alla promozione è indispensabile per valorizzare le Indicazioni geografiche e le produzioni tradizionali di cui è ricca l’Emilia-Romagna, come dimostra l’iniziativa di oggi che dà l’avvio al secondo dei due importanti progetti di promozione della patata bolognese che la Regione ha finanziato al Consorzio, tramite il Psr, per oltre 400 mila euro».


www.patatadibologna.it 
https://www.facebook.com/patatadibolognadop/ 
https://www.instagram.com/patatadibolognadop/ 


Bologna 6 novembre 2019

Editoriale:  - Dal MOSE al MUSE, la storia infinita delle incompiute - Latte in periodo di stabilità, burro torna in discesa - Con l’ANSA alla ricerca delle eccellenze. - Cereali e dintorni. Nessuno scossono dopo le stime USDA. - Dall'emergenza alla prevenzione: 3,5 milioni di euro a favore delle aziende agricole di montagna. ore delle aziende agricole di montagna -


SOMMARIO Anno 18 - n° 46 17 novembre 2019 Cibus-46-17nov19-COP.jpg
1.1 editoriale
Dal MOSE al MUSE, la storia infinita delle incompiute
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Latte in periodo di stabilità, burro torna in discesa
3.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
4.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Nessuno scossone dopo le stime USDA..
5.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Pochi rumors dai mercati delle materie prime.
7.1 Lambrusco tra storia e tradizioni Alla riscoperta del Lambrusco
7.2 eccellenze nazionali Con l’ANSA alla ricerca delle eccellenze. 
8.1 montagna Montagna, più sicurezza per le aziende agricole grazie alla Bonifica Parmense
8.2 bonifica Dall'emergenza alla prevenzione: 3,5 milioni di euro a favore delle aziende agricole di montagna. ore delle aziende agricole di montagna.
9.1 patata bologna DOP Il Consorzio di Tutela Patata di Bologna D.O.P. presenta: "COLTIVATORI DI VALORI"
10.1 meccanica specializzate Macchine per le costruzioni: tecnologia intelligente e contenuti green spingono gli acquisti
12.1 agriturismi e fattorie didattiche 7 milioni di euro per gli agriturismi dell’Emilia Romagna.
13.1promozioni “vino” e partners
14.1 promozioni “birra” e partners

 

(per seguire gli argomenti correlati clicca QUI)

(Scarica il PDF alla sezione allegati)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rivolgo ogni giorno lo sguardo al cielo, mentre navigo in mare aperto, alla ricerca della felicità

Di Guido Zaccarelli Mirandola 17 novembre 2019 - La vita è una lunga strada che si dispiega innanzi a noi offrendo, in dono, all’uomo i frutti della sua presenza quotidiana, da impiegare per dare un senso e “una ragione di vita” alla nostra esistenza terrena.
Al mattino, la strada può aprirsi in discesa e invitare l’uomo a percorrerla a forte velocità, sospinto dalla forza di un vento alato che lo tiene sorretto mentre cammina proteso verso il suo destino. La fatica, in certi casi vissuta tempo addietro, è solo un lontano ricordo e la mente vola accarezzando la brezza di un nuovo giorno che s’appresta ad essere vissuto nella pienezza del tempo.

Altre volte s’appropria di una nuova identità, cambiando la traiettoria precedente, obbligando l’uomo a percorrere una strada completamente in salita, cosparsa di ciottoli dal volto aculeo, che rendono difficile camminare in equilibrio, proprio “dove la notte è l’alba di un nuovo giorno”.

La speranza che tutto questo possa finire all’istante, pone la mente nelle condizioni di guidare l’uomo a elaborare nuove opportunità fino ad indurlo a svoltare l’angolo per intraprendere una nuova strada, forse in pianura o in discesa, ma differente, che lo porta ad esplorare un nuovo cammino. I ripensamenti che possono avvenire dopo aver preso la decisione, sono la cornice che fanno da sfondo alle circostanze che consentono di dare ragione alla mente o di porre fine alla sua “ragione” di decidere sopra ogni cosa, e il tempo, in questi casi, fa la differenza.
Ogni decisione che l’uomo prende è sempre un’esperienza che coinvolge contemporaneamente la ragione e l’istante nel quale la scelta viene effettuata. In molti casi occorre prendere una pausa per riflettere, un tempo che si snoda tra due istanti, fondamentale per riflettere e osservare il mondo nelle diverse prospettive e angolazioni, con lo scopo di interpretare in modo differente l’ambiente nel quale gli individui sono calati e le circostanze nelle quali sono immerse, perché quando credi in qualcosa non puoi fuggire da te stesso.

Spesso gli eventi avvengono in modo contemporaneo, incontrando la mente e il tempo vivere in simbiosi il singolo istante e contribuendo, da prospettive differenti, a ispirare l’uomo nel seguire le indicazioni della ragione o seguire la logica dei singoli eventi che si susseguono, uno dopo l’altro, istante dopo istante, in rapida sequenza.
In tutto questo succedersi di ragioni, che conducono l’uomo a decidere del proprio, e altrui destino, ecco apparire all’orizzonte un’altra “ragione”, quella del cuore che mette a soqquadro la mente e il tempo per prendere possesso della situazione, mettendo in dubbio le certezze e il castello delle credenze costruite con tenacia nel corso della propria vita, sottoposte al vaglio, e al giudizio, dell’emozione e della passione: “è il momento nel quale l’uomo deve rastrellare ogni pezzo di carta che ha lasciato cadere per terra, o scritto sul tavolo o in chissà quale angolo sperduto della casa e unirlo per dare ordine alle idee in attesa di decidere dove andare e cosa fare, per se stesso, ma soprattutto per gli altri”.

Le decisioni si prendono con coraggio, e come la sua etimologia suggerisce, (avere cuore), occorre portare il cuore oltre il confine disegnato dalla mente e dal tempo, perché sono poche le occasioni nelle quali l’uomo ha la possibilità di rivedere le decisioni assunte, per sé e per gli altri e ritornare sui propri passi.
La difficoltà nasce dalla presenza di una nuova realtà, differente da qualche istante prima appena sfumata dietro l’angolo, rendendosi invisibile agli occhi. Solo ascoltando se stessi è possibile dare un volto diverso al proprio destino, soprattutto comprendere che ogni decisione che una persona prende per se stessa, o per gli altri, deve solo portare a migliorare la propria e vita altrui.

La contemporaneità degli eventi che si vengono a creare e delle decisioni che si vengono ad assumere, sono la presa cosciente dell’uomo rispetto al quale nulla poteva essere diverso rispetto a cosa è stato scelto di fare, e come poteva andare perché privo di certezze, rispetto a quell’istante del tempo dove la mente, il cuore il tempo si sono ritrovati per dare un senso e “una ragione di vita” alla nostra e soprattutto “altrui” esistenza terrena: «la mia strada ha un cuore, fallo battere».

 

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Piacenza, 14 novembre 2019 - Nuovo incontro del Nucleo Tecnico Politico per la Montagna per fare il punto sull’avanzamento dei lavori in tema di difesa del suolo e sull’avvio della programmazione degli interventi per il prossimo anno (concertazione stabilita dall’art. 3 della Legge Regionale n. 7 del 6 luglio 2012).

Dopo l’incontro del Nucleo di metà settembre era stato chiesto alle Unioni Montane e ai comuni non compresi (nelle unioni) di inoltrare al Consorzio le proposte di intervento relative alla lotta al dissesto idrogeologico alle quali i tecnici consortili hanno dato seguito effettuando sopralluoghi e compilando le relative schede di progetto, 77 in tutto, complete di: interventi da eseguire, stima dei costi e priorità secondo cui dovranno essere eseguiti.

Sono stati poi illustrati i 26 progetti il cui finanziamento da parte della regione è notizia recente. Si tratta di progetti riferiti ad interventi volti alla prevenzione di danni da fenomeni franosi rispondenti al bando PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2014/2020 misura n. 5.1.01 della Regione Emilia Romagna (linea di finanziamento regionale indirizzata a investimenti in azione di prevenzione volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali e avversità climatiche – prevenzione danni da fenomeni franosi al potenziale produttivo agricolo).
Per ognuno dei progetti sarà cura dei tecnici consortili redigere un progetto esecutivo finale a cui seguirà l’approvazione della Regione Emilia Romagna e l’affidamento e la realizzazione in un tempo massimo di 18 mesi (dall’approvazione di Bologna).

“Gli amministratori del territorio montano hanno espresso gratitudine nei confronti del Consorzio condividendone la strategicità e l’efficacia nell’operato. Questo ci gratifica e ci stimola a proseguire con impegno nel nostro lavoro. Come ente abbiamo colto con interesse la proposta arrivata dalle amministrazioni di valorizzare l’azione della bonifica eseguendo nuovi interventi. Nel 2020 il personale in forza al comparto tecnico si concentrerà su quanto pianificato e approccerà alla valutazione di pianificare nuovi lavori a protezione del territorio. Per quanto riguarda i 3 milioni di euro appena finanziati, tramite i progetti PSR, ringraziamo l’amministrazione regionale uscente cha ha dimostrato grande sensibilità verso il territorio montano e con la quale, negli anni, si è instaurato un proficuo rapporto; con i funzionari regionali, peraltro, stiamo lavorando per recuperare ulteriori progetti non finanziati ma in graduatoria e ritenuti meritevoli” commenta Fausto Zermani a conclusione del tavolo di lavoro.

I riconoscimenti alle start up Graphene-XT (Bologna), Bestest (Trieste), e eProInn (Salerno).

UniCredit StartLab ha premiato tre startup italiane fra quelle selezionate da MatchER, programma di Open innovation promosso dalla Regione Emilia-Romagna tramite ART-ER, nuova società regionale per la crescita e l’innovazione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di soluzioni innovative nell’ambito dei settori packaging, helth care & wellness e smart mobility.

Graphene-XT (Bologna) per il settore packaging; Bestest (Trieste) per health care & wellness; e eProInn (Salerno) per il settore smart mobility, le start up che hanno ricevuto lo speciale riconoscimento UniCredit StartLab. Le tre giovani e innovative realtà imprenditoriali potranno quindi accedere all’edizione 2020 del programma di accelerazione di StartLab che include un’Academy annuale, un programma di mentoring, facilitazioni nella ricerca controparti e organizzazione di Business Meeting con società del network UniCredit, soggetti istituzionali e potenziali investitori.

Graphene-XT ha sviluppato una tecnologia che permette di utilizzare il Graphene (materiale dalle straordinarie caratteristiche tecniche e proprietà conduttive) in una ampia gamma di impieghi industriali; Bestest, ha messo a punto un nuovo test che valuta la struttura interna dell’osso per prevenire e predire l’insorgenza dell’osteoporosi; eProInn, ha elaborato una tecnologia in grado di trasformare auto ad alimentazione tradizionale in veicoli ibridi ad energia fotovoltaica.

Le tre start up sono state premiate da UniCredit Start Lab a Palazzo Magnani, storica sede della banca a Bologna, che il 13 e il 14 novembre ha ospitato la due giorni conclusiva di MatchEr, centrata sul confronto e il networking tra startup italiane e internazionali e 40 imprese del territorio, fra cui alcune multinazionali. Oltre 400 gli incontri one-to-one realizzati.

UniCredit StartLab, è il programma di accelerazione e Open Innovation per neo imprenditori, con il quale dal 2014 UniCredit ha analizzato circa 5000 progetti, selezionandone oltre 300 per prendere parte ad un percorso di accelerazione sviluppato attorno alle esigenze specifiche dei giovani imprenditori, ai quali è stato fornito un supporto a 360 gradi per accompagnarli in tutte le fasi della vita aziendale.

 

Resta alta e sarà in ripresa all'inizio del 2020, ma intanto è prevista in rallentamento l'offerta di lavoro delle imprese reggiane negli ultimi due mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2018.


I risultati dell'ultima indagine Excelsior analizzati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia parlano, infatti, di 10.490 contratti che le aziende reggiane dell'industria e dei servizi intendono attivare nel trimestre novembre 2019-gennaio 2020, circa 2.500 in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa.


A pesare sulle decisioni delle imprese è la crescente incertezza del quadro internazionale, la frenata, anche al livello locale, della produzione manifatturiera, la decelerazione dell’industria tedesca e la minor crescita delle principali economie asiatiche.
Queste incertezze si riflettono soprattutto sugli orientamenti degli ultimi due mesi del 2019.


La quota più contenuta di ingressi – poco più di 2.000 entrate, pari ad un quinto dei rapporti di lavoro del trimestre - dovrebbe riguardare, infatti, il mese di dicembre, mentre a gennaio 2020 i contratti previsti dovrebbero essere circa 5.500.
Fissando l'attenzione al mese corrente, le entrate previste dovrebbero essere poco più di 3.000 e dovrebbero concentrarsi per il 61%, nel settore dei servizi, con una prevalenza dei servizi alle imprese (670 entrate), come i servizi di trasporto e logistica o quelli avanzati di supporto alle imprese; a seguire, la filiera turistica (servizi turistici, alloggio e ristorazione) con 540 ingressi, il commercio (350) e i servizi rivolti alla persona (290).
Nel settore industriale i contratti previsti saranno 1.160 e a trainare la domanda di lavoro dovrebbero essere i comparti della meccanica ed elettronica (330 unità) seguiti dalle industrie metallurgiche (240) e da quelle della filiera alimentare-bevande (120).
Quasi due terzi dei 3.010 nuovi ingressi dovrebbero essere coperti dalle imprese di piccola dimensione, ovvero fino a 49 dipendenti; nel 37% dei casi, inoltre, le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 63% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).


Permangono ancora, come rileva l'indagine, le difficoltà da parte delle aziende reggiane nel reperire le figure professionali richieste: il 39% delle figure previste risulta, infatti, non facile da trovare. Operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche, operatori dell'assistenza sociale, in istituzioni o domiciliari e conduttori di mezzi di trasporto sono le professioni più difficili da reperire, con percentuali superiori al 50% se non addirittura al 60%.

excelsior_nov_2019.jpg

 

Dalla Bonifica Centrale un cambio di rotta epocale. Approvati 29 progetti per interventi preventivi in montagna (Parma, Reggio e Modena). 3,5 milioni di euro saranno destinati dalla Regione Emilia Romagna esclusivamente a strutture private che ancora non abbiano subito danni dal dissesto idrogeologico. 
 
Di Lamberto Colla Reggio Emilia, 14 novembre 2019 - Nel 2020  il Consorzio di Bonifica Centrale potrà disporre di circa 6 milioni di euro per combattere il dissesto idrogeologico. Ma la grande novità, hanno spiegato questa mattina i vertici della Bonifica, è rappresentato dal fatto che gli ultimi 3,5 milioni approvati dalla Regione Emilia Romagna andranno a finanziare interventi prevenzione e non di emergenza e benficiari saranno  soggetti privati dei comprensori di montagna che potranno così  rafforzare le difese  contro il dissesto idrogeologico.
 
"Il nostro lavoro, ha commentato il presidente Matteo Catellani, è al servizio delle aziende agricole che sono i veri custodi del territorio".
Un passaggio epocale che potrebbe portare notevoli benefici strutturali e economici al territorio. Infatti, come ha sottolineato il direttore Avv. Domenico Turazza, i costi per interventi di emergenza sono  ben 5 volte superiori a quelli per interventi di natura preventiva. "Questi 29 progetti approvati, sottolinea il direttore, fanno parte di misure straordinarie di interventi di natura agroambientale contro il dissesto idrogeologico. I 3,45 milioni di euro sono suddivisi in 29 progetti, 3 dei quali in zona parmense per circa 400.000 euro, 14 per la montagna reggiana per un valore di circa 1,88 milioni e infine 12 interventi nel modenese per un importo di 1,1 milioni. Nel 2020, quindi si apriranno i bandi e verranno avviati i cantieri che presumibilmente si concluderanno entro il 2021. "
 
La natura del bando è stato esposto dall'ing. Pietro Torri il quale ha ben specificato che "in questo caso si parla di opere di prevenzione dove ancora non vi  sia alcun danno conclamato. Il bando  è  rivolto alle aziende agricole le cui strutture ancora non abbiano subito danni e i terreni siano ancora coltivabili."
 
La destinazione privata è una novità  per i consorzi di bonifica, chiamati a interventi a favore di enti e manufatti pubblici. "Spesso, chiosa il direttore Turazza, veniamo chiamati a sostegno delle amministrazioni comunali per la capacità progettuale del Consorzio" indispensabile per gestire questo tipi di intervento.
 

(In allegato i progetti finanziati per provincia)

Targa_Bonigica_CentraleIMG_5168.jpg

Finanziati 29 progetti del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale per oltre 3 milioni di euro È stata approvata la graduatoria dei progetti finanziati dal Piano di Sviluppo Regionale: interventi nell’Appennino Reggiano, Modenese e Parmense.  

Reggio Emilia

Un contributo essenziale per la lotta al dissesto idrogeologico nell’Appennino Reggiano, Modenese e Parmense, un riconoscimento importante che permetterà l’avvio di nuovi progetti – che si affiancheranno a quelli già esistenti – di prevenzione finalizzati a ridurre i danni provocati all’agricoltura. Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale ha ottenuto il finanziamento di 29 progetti con fondi del Psr, il Piano di Sviluppo Regionale, per un totale di 3 milioni e 417 mila euro. Il 29 ottobre infatti è stata approvata la graduatoria dei progetti che verranno finanziati dal Psr nell’ambito dell’Operazione 5.1.01.

Tra i progetti ammessi – 29 dei 32 presentati dal Consorzio della Bonifica Centrale – ben 14 verranno realizzati in provincia di Reggio Emilia, per un totale di 1 milione e 881 mila euro. In particolari gli interventi interessano i comuni di Castelnovo né Monti, Vetto, Ventasso, Baiso, Casina, Toano e Villa Minozzo. In provincia di Modena invece verranno portati avanti 12 progetti, in particolare nei comuni di Serramazzoni, Lama Mocogno, Pavullo, Polinago, Frassinoro, Sassuolo, Prignano e Palagano. Sono stati ammessi anche 3 progetti nella provincia di Parma: a Palanzano infatti verranno realizzati gli interventi per 444 mila euro.

“I lavori – come rimarcato dal presidente del Consorzio dell’Emilia Centrale Matteo Catellani - finalizzati al contrasto del dissesto idrogeologico e alla prevenzione dei danni causati all’agricoltura, garantiranno l’attività di 29 aziende agricole in territorio collinare e montano, preservando una settantina di fabbricati rurali e di circa 90 ettari di terreno esposti al rischio di smottamenti. Grazie ai nuovi finanziamenti del Psr il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale metterà in campo un impegno straordinario – che si affiancherà a quello annuale che prevede una sessantina di interventi all’anno per circa 2,5 milioni di euro – per tutelare un territorio estremamente fragile ed esposto al dissesto idrogeologico. L’importante finanziamento dei 29 interventi, le cui gare per l’appalto dei lavori verranno espletate entro il 2020, è un riconoscimento essenziale della capacità progettuale dei tecnici consortili e della funzione fondamentale esercitata dall’agricoltura in montagna”.

Il Consorzio della Bonifica dell’Emilia Centrale esprime il proprio apprezzamento della Regione Emilia-Romagna e Anbi Emilia-Romagna, l’Associazione che riunisce i Consorzi di Bonifica Emiliano Romagnoli. per aver proposto ed inserito per la prima volta l’azione nel Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020.

Mirandola, piano triennale per la realizzazione di aree verdi e boscate. Sara’ nel bilancio di previsione 2020-2022 che sarà votato nel consiglio comunale di venerdi’ 15 novembre. Oltre 6000 gli alberi che verranno messi a dimora e curati

Un piano triennale per la realizzazione di aree verdi e boscate nel territorio di Mirandola, a partire dal capoluogo. “Si tratta di una priorità: la copertura finanziaria prevista a riguardo è già contenuta nel Bilancio di Previsione 2020-2022, che sarà votato venerdì 15 novembre 2019 dal Consiglio comunale. Il piano andrà ad integrare parte del bosco di cintura esistente, prevedendo inoltre la piantumazione di aree di proprietà comunale in contesti a bassa concentrazione di verde, oltre che di bonifica di aree precedentemente occupate dai moduli abitativi provvisori, realizzati post terremoto e ormai completamente rimossi dal marzo 2017.” E’ quanto afferma l’Assessore alla Qualità Urbana e Sviluppo Sostenibile Letizia Budri.

“La fotosintesi clorofilliana è uno dei più importanti processi che muove, da sempre, i cicli naturali di rigenerazione. Spesso lo si tende a dimenticare o lo si dà per scontato, ma il contributo che le essenze vegetali portano in un ecosistema è fondamentale, ancor più nei contesti urbanizzati, all'interno dei quali l’abbattimento di CO2 in modo naturale diventa una delle prime forme di tutela ambientale: un singolo albero può assorbire fino a 150 kg di CO2 all’anno e sequestrare carbonio dall’atmosfera, contribuendo così a mitigare il cambiamento climatico”, tiene ad evidenziare Budri

“All’interno del capoluogo, ma poi procederemo anche in ambito frazionale, sono già stati individuati oltre 71.000 mq di aree, che vedranno la realizzazione di bosco, radure e "piantate" (a seconda della conformazione e dello sviluppo delle superfici) per oltre 6.000 alberi, che verranno messi a dimora e curati nella delicata fase di attecchimento – continua l’Assessore alla Qualità Urbana e Sviluppo Sostenibile - Se l’obiettivo dunque, è la crescita degli alberi urbani per fornire l’aiuto necessario finalizzato all’abbattimento di CO2, la piantumazione va curata, rispettando i sesti di impianto e seguendone la crescita in un ambiente, quello dell'asfalto e del suolo igroscopico della città, che non gli è del tutto congeniale.”

“Si tratta quindi di un vero e proprio investimento per il futuro quello che intende operare il Comune – sostiene l’Assessore Budri - in quanto la presenza di aree verdi e boscate nel contesto urbano e periurbano contribuisce al riequilibrio climatico, all'assorbimento di anidride carbonica, all'abbattimento della polveri sottili oltre a fornire habitat, cibo e protezione ad altre piante e animali, arricchendo così la biodiversità urbana. È ormai supportato da vari riscontri scientifici che il trascorrere del tempo tra gli alberi, migliori la salute fisica e mentale, aumentando i livelli di energia, accelerando i tempi di recupero e diminuendo la pressione sanguigna e lo stress. Senza contare la qualità anche economica prodotta dalla presenza di alberi ed aree verdi nel paesaggio cittadino, che può far aumentare il valore delle proprietà immobiliari del 20%: ne sono la dimostrazione i cosiddetti "Comparti del bosco" di espansione residenziale a Mirandola.”

Ma non si esaurisce qui la riflessione dell’Assessore, che ritiene fare un’ulteriore precisazione: “Questa amministrazione è anche intenzionata a dar corso a un'operazione, che rappresenterebbe già da tempo un obbligo di legge per i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e che, fino ad ora, non era mai stata attuata, ovvero la messa a dimora di un albero per ogni bambino nato o adottato nel comune - per cui la Regione da oltre vent'anni mette a disposizione gratuitamente le piante da vivai forestali che gestisce direttamente. Inoltre – e conclude - dall'anno 2020 la giunta si è prefissata di promuovere fattivamente la cultura degli alberi, attraverso il coinvolgimento di tutte le scuole di ogni ordine e grado nella celebrazione della “Giornata dell'Albero” – il 21 novembre - anche attraverso attività che consentano la fornitura gratuita di alberi. Non tutti sono a conoscenza, infatti, che gli Enti locali e quindi anche i Comuni possono richiedere, entro il 20 settembre di ogni anno, piante ai vivai forestali regionali per le piantumazioni di aree pubbliche ovvero per la messa a disposizione gratuita dei cittadini.”

Al via un percorso di formazione di 3 mezze giornate, quest’anno in partnership con Confapi, dedicato all’export management e alla digitalizzazione a supporto dei processi di internazionalizzazione. Da 37 sedi in tutta Italia sarà possibile collegarsi e interagire con le lezioni. Tre le sedi attivate in Emilia Romagna: a Bologna, Modena e Piacenza.


Prenderà il via il 18 novembre a Brescia, presso la sede API Industria, il tradizionale percorso formativo della Digital & Export Business School di UniCredit, giunto con questo appuntamento al suo nono anno.

L’iniziativa è articolata in tre mezze giornate di lezioni e approfondimenti, tenute da specialisti della banca ed esperti provenienti dal mondo della ricerca e dell’imprenditoria, per fornire ad export manager e imprenditori approfondimenti e spunti di riflessione sul rapporto tra export e digitalizzazione, sulle nuove geografie per l’export, sulle strategie di marketing a supporto del posizionamento all’estero, su big data, intelligenza artificiale, machine learning e e-commerce. Un approfondimento sarà dedicato anche a temi quali la contrattualistica e la fiscalità internazionale, il credito documentario e la digital trade chain.

Sarà possibile seguire le lezioni in diretta streaming da 37 sedi Confapi e UniCredit distribuite su tutto il territorio nazionale, grazie al collegamento da remoto via webinar. Una piattaforma di instant-feedback consentirà l’interazione con i docenti in tempo reale da ogni location.

In Emilia Romagna sarà possibile partecipare dalle sedi di Confapindustria Piacenza, dalla sede Confapi Emilia di Modena; e dalla sede UniCredit di Bologna, in via Zamboni, 20.

È possibile iscriversi, fino a esaurimento posti, collegandosi sul sito web https://education.unicredit.it, consultando l’Elenco Regioni.

La Digital&Export Business School è uno dei percorsi di formazione offerti dalla Banking Academy di UniCredit, il programma di financial education  e formazione su innovazione, export e digitalizzazione che la banca offre gratuitamente a clienti e non. 

“Crediamo fermamente – ha dichiarato Andrea Casini, co Ceo Commercial Banking Italy di UniCredit - che l’innovazione digitale sia fondamentale per sostenere la competitività delle imprese. Per accompagnarle in questo complesso percorso è tuttavia necessario investire anche nella crescita delle conoscenze. Per questo da anni offriamo formazione gratuita nei territori in cui operiamo mettendo a disposizione il know how delle nostre persone e dei professionisti con cui collaboriamo: la nostra Banking Academy dal 2011 ad oggi ha già coinvolto oltre 256.000 partecipanti tra cittadini ed imprese in Italia. Inoltre, grazie ad iniziative come Easy Export con cui cerchiamo di ampliare la platea di imprese che hanno accesso ai mercati esteri offrendo l’accesso ad Alibaba, il più importante market-place B2b in Italia, abbiamo sottoscritto contratti con oltre 1000 imprese che hanno visto aumentare il loro giro d’affari con l’estero del 24%”

“Confapi – ha commentato Maurizio Casasco, Presidente di Confapi - da sempre opera per favorire i processi di internazionalizzazione delle imprese sia con iniziative promozionali sia attraverso una formazione dedicata che mira al miglioramento delle competenze dettate dai cambiamenti dei mercati e dalle sfide dell’innovazione tecnologica e digitale. Questo percorso formativo  rappresenta un’opportunità sia per le imprese del Sistema Confapi che vogliono affacciarsi su nuovi mercati sia per le aziende che sono già presenti all’estero e che intendono incrementare il proprio business”. 

UniCredit vanta una presenza capillare garantita da banche leader in 14 mercati strategici e uffici di rappresentanza in 18 Paesi nel mondo, e mette a disposizione delle imprese unità specializzate, come gli International Center, in grado di proporre ai clienti un’offerta completa di servizi e prodotti di supporto ai processi di internazionalizzazione. Per saperne di più è possibile consultare il sito: https://www.unicredit.it/it/corporate/perche-unicredit/servizi-offerti/unicredit-international-center-italy.html.

La Confederazione italiana della piccola e media industria dal 1947 tutela e promuove la piccola e media industria privata italiana. 83mila sono le imprese che applicano i contratti nazionali di lavoro sottoscritti da Confapi e  che impiegano quasi un milione di addetti.

Le Pmi del sistema Confapi rappresentano un modello non soltanto industriale ed economico, ma anche culturale e sociale. Centro di aggregazione nel quale l’imprenditore svolge anche una funzione guida all’interno del territorio di appartenenza in termini di conoscenza dei fabbisogni e delle specificità nonché del mercato del lavoro.

 

Con l’approvazione del PSR il Consorzio interverrà nella lotta al dissesto in ben 10 Comuni dell’Appennino: 19 i progetti finanziati per un totale di 1.682.344 euro


Parma, 12 Novembre 2019 – Sono 19 i progetti, ripartiti su 10 Comuni (Albareto, Bardi, Borgo Val di Taro, Calestano, Langhirano, Neviano degli Arduini, Pellegrino Parmense, Terenzo, Tizzano Val Parma, Varano de’ Melegari) per un totale di € 1.682.344,00, con cui il Consorzio della Bonifica Parmense porrà in sicurezza le aziende agricole e zootecniche della montagna nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 per la prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico dovuti a maltempo e avversità climatiche finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

Il Piano prevede numerose e differenti tipologie di interventi: consolidamento di versanti a rischio di smottamenti e frane; lavori di carattere strutturale sul reticolo idrografico minore (fossi, canali e rii); opere di regimazione idraulico-forestale come briglie, traverse, muretti e terrazzamenti; realizzazione di canalizzazioni e pozzetti per il drenaggio delle acque superficiali.

“Esprimiamo viva soddisfazione per l'esito del Piano di Sviluppo Rurale – dichiara il Presidente dell’ente Luigi Spinazzi – e ringraziamo la nostra struttura tecnica la cui efficiente professionalità ci consente di poter operare per le comunità del nostro Appennino. La Bonifica Parmense ripartirà 1 milione e 682 mila euro in 10 Comuni della montagna che necessitano della massima attenzione e verso i quali intervenire seguendo il principio fondamentale della lotta al dissesto idrogeologico, cioè la prevenzione. Un sentito ringraziamento alla Regione Emilia-Romagna per l'approvazione di questi 19 progetti finanziati”.

 

Foto_Luigi-Spinazzi_1.jpg

Settimana caratterizzata dalla continua congiunzione al ribasso nei formaggi, mentre il latte inverte il trend delle ultime settimane. La crema in leggero rialzo, a Verona la panna in crescita.

di Virgilio e Jacopo Parma 12 novembre 2019 - 

LATTE SPOT – Alla borsa di Verona il latte ha un’inversione di tendenza nei prezzi. Rispetto alla settimana precedente, rimangono fermi i listini del latte spot nazionale e intero pastorizzato estero; lo scremato pastorizzato spot estero guadagna un +1,9%, a 27,95 e 28,98 €/100 al litro.

BURRO E PANNA – Dopo l’ultimo aggiornamento del listino dei prezzi, a Milano ritorna una forte contrazione dei diversi prodotti derivati del latte; la crema e la panna, invece, mostrano invece indicazioni positive. Novità nello zangolato reggiano, con un deprezzamento del -4,3%.

Borsa di Milano 11 novembre 2019: 
BURRO CEE: 3,30 €/Kg. (-1,5%)
BURRO CENTRIFUGA: 3,55 €/Kg.  (-1,4%)
BURRO PASTORIZZATO: 1,70 €/Kg.  (-2,9%)
BURRO ZANGOLATO: 1,50 €/Kg. (-3,2%)
CREMA A USO ALIMENTARE (40%mg): 1,86 €/Kg. (+1,1%)
MARGARINA ottobre 2019: 0,87 - 0,93 €/kg (=)

Borsa di Verona 11 novembre 2019: (=)
PANNA CENTRIFUGA A USO ALIMENTARE: 1,85 – 2,05 €/Kg.

Borsa di Parma 8 novembre 2019 (=)
BURRO ZANGOLATO: 1,10 €/Kg.

Borsa di Reggio Emilia 12 novembre 2019 (- 4,3%)
BURRO ZANGOLATO: 1,10 - 1,10 €/kg.

GRANA PADANO – Milano 11 novembre 2019 – Continua la discesa dei prezzi nel Grana Padano, sempre alla medesima percentuale della settimana precedente, in tutte le tipologie di stagionatura.

- Grana Padano 9 mesi di stagionatura e oltre: 7,45 – 7,55 €/Kg. (-1,3%)
- Grana Padano 16 mesi di stagionatura e oltre: 8,30 – 8,55 €/Kg. (-0,6%)
- Grana Padano Riserva 20 mesi di stagionatura e oltre: 8,80 – 9,05 €/Kg. (-0,6%)
- Fuori sale 60-90 gg: 6,05 – 6,20 €/Kg. (-1,6%)

PARMIGIANO REGGIANO – Parma 8 novembre 2019 – Dopo la pausa per le festività di inizio novembre, la borsa di Parma riapre dove aveva lasciato: sempre in ribasso le diverse forme di stagionatura, con un rincaro in negativo del 12 e del 15 mesi del Parmigiano Reggiano.

-Parmigiano Reggiano 12 mesi di stagionatura e oltre: 10,15 - 10,35 €/Kg. (-2,8%)
-Parmigiano Reggiano 15 mesi di stagionatura e oltre: 10,45 - 10,55 €/Kg. (-2,8%)
-Parmigiano Reggiano 18 mesi di stagionatura e oltre: 11,20 - 11,65 €/Kg. (-1,7%)
-Parmigiano Reggiano 24 mesi di stagionatura e oltre: 11,90 - 12,40 €/Kg. (-1,6%)
-Parmigiano Reggiano 30 mesi di stagionatura e oltre: 13,00 - 13,40 €/Kg. (-1,5%)

 
#Filiera #Latte #DOP #formaggi #food #madeinitaly #lattierocaseari @theonlyparmesan@ClaudioGuidetti @100MadeinItaly

 

 latte_indici_12nov19.png

 

per accedere alle notizie sull'argomento clicca qui)

 

 Zangolato-PR.png

 

MULINO-FORMAGGI_trasparente.png

 

www.mulinoformaggi.it 

 (Grafici)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì, 12 Novembre 2019 17:34

Con l’ANSA alla ricerca delle eccellenze. 

Dopo aver toccato i capoluoghi di regione, dove hanno sede le redazioni della agenzia stampa, il tour dell'ANSA per raccontare le eccellenze dei territori e del Paese riparte, dopo 20 tappe, da Parma, la città che nel 2020 sarà Capitale della Cultura e universalmente riconosciuta come territorio centrale per la qualità non solo agroalimentare.

di LGC Parma, 12 novembre 2019 -

Non solo Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano, ma Parma è leader nella progettazione e produzione di macchine e attrezzature, ospita grandi aziende dell’alimentare, della farmaceutica e dell’arte vetraia. Insomma, come ha sottolineato Federico Pizzarotti nel suo intervento di benvenuto, “Parma non è più una piccola città, è la 18esima a livello nazionale.”

Tante le sfide territoriali che a Parma l’amministrazione cerca di portare avanti, “ultima la fermata dell’alta velocità."
E ancora, prosegue il Sindaco della città ducale "Una cosa che abbiamo imparato è che se ci muoviamo insieme, cercando di smussare i nostri punti di vista, raggiungiamo obiettivi che da soli sarebbero impensabili: questa è l'eccellenza che racconterei".

Il convegno “Raccontare le Eccellenze” è stato moderato dal responsabile della sede regionale dell’ANSA, Leonardo Nesti, che ha organizzato in due panel il convegno che ha visto calcare il palcoscenico della Casa della Musica, 12 tra manager e imprenditori che hanno raccontato le loro esperienze, oltre ai vertici ANSA, dal Direttore Luigi Contu all’AD Stefano De Alessandri il quale ha esposto le dimensioni e gli obiettivi dell’agenzia composta da 27 soci, 3500 clienti e 73 paesi presidiati con i loro corrispondenti, oltre alle 22 sedi nazionali.

Non solo agroalimentare, ma il patrimonio di eccellenze di Parma è ben più esteso, articolato e complesso e il progetto presentato per ottenere il riconoscimento di “Parma capitale della Cultura 2020” come ha ben sottolineato l’assessore alla cultura Michele Guerra nell’informare che Il 3 dicembre a Milano, in presenza del il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, verrà presentato il programma di Parma Capitale italiana della Cultura 2020.  "Parma 2020 - ha sottolineato Guerra - è una scommessa che ha voluto mettere la cultura al centro della visione di una città complessa, articolata, che arrivasse a toccare i gangli vitali della comunità. Siamo partiti da un progetto urbanistico per scrivere il dossier, dai distretti socio-culturali, che ci sembravano fossero l'eredità giusta da cui partire per comprendere le articolazioni culturali della nostra città".

A Alessandro Chiesi, presidente di “Parma io ci sto”, oltre che a essere il direttore europa della Chiesi Farmaceutici, il compito di illustrare l’esperienza dell’associazione che ha visto la piena, seppure non immediata, partecipazione del privato e del pubblico nella realizzazione di progetti utili al sistema socio economico della città.
"Questa idea di fare squadra e rete con cui ci stiamo misurando - ha aggiunto - penso sia un confronto molto vivo, che non è mai scontato". Le eccellenze vincono, ha ricordato il manager, "quando sono capaci di assist e di fare rete".

“Questo rapporto tra pubblico e privato, - ha dichiarato Annalisa Sassi presidente della Unione Industriali di Parma - ci sta arricchendo moltissimo e dopo questo evento (Parma capitale della cultura 2020 ndr) saremo ancora più forti.” “Stiamo ora lavorando sulle infrastrutture, fondamentali per l’accessibilità, quindi abbiamo investito sull’aeroporto e stiamo pensando alla alta velocità”.

"Quando parliamo di legame col territorio - ha detto Nicola Bertinelli, presidente del consorzio del Parmigiano Reggiano - il Parmigiano, una Dop, ne è emblema, perché come tutte le Dop è un prodotto che deve le sue caratteristiche al territorio in cui viene fatto". Una storia che si tramanda da quasi mille anni e che ha sempre mantenuto alto il livello di qualità, "Tutto veniva fatto - conclude Bertinelli - per fare buono il parmigiano".

"Siamo ambasciatori del nome 'Parma' in tutto il mondo", ha fato eco a Bertinelli Vittorio Capanna Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma e "lavoriamo per mantenere la differenziazione del prodotto sul mercato". La fertilità, anche imprenditoriale, del territorio ha fatto la differenza e cos’ì, dai primi 23 costitutori del Consorzio del Prosciutto nel 1903, oggi il consorzio conta 140 aziende, produce 9 milioni di prosciutti e e sono circa 3500 gli addetti che operano nel settore della filiera suina, presidiata per il 40% dal “Parma” con la corona.

Al microfono si sono quindi alternati vari altri personaggi di spicco dell'economia locale e nazionale. Il responsabile marketing di OPEN FIBER ha dichiarato che stanno lavorando sulla connettività tra le aziende cercando di colmare il Gap che ci separa dalla media europea. "In emilia romagna abbiamo previsto 500milioni di euro di investimenti."

E’ stata la volta quindi di Luca Di Leo, Manager e responsabile dell’ufficio stampa di Barilla, che ha portato i saluti della famiglia Barilla e informato dei successi di Giocampus, un altro buon esempio di rapporto tra pubblico e privato.

Ombretta Sarassi Binacchi general manager di OPEM, azienda metalmeccanica di precisione che dalla pasta è infine approdata al settore del caffè. L'Emilia romagna è un terreno fertile per far crescere una azienda ha dichiarato la Binacchi. “Ho visto la trasformazione di Parma, da città piuttosto chiusa e in qualche modo provinciale a una città più aperta e competitiva.”

Winfried Shaller ad di Turbocoating  ha esposto la loro esperienza, dui una impresa nata in un garage 46 anni fa e che oggi ha quasi raggiunto i 200 milioni di fatturato e una crescita annuale variale tra il 10 e il 15%.

Della Raytec Vision ha parlato l’AD Raffaele Pezzoli, presentando la loro attività la loro miglior fama all’estero piuttosto che in Italia. “Ogni settimana, conclude Pezzoli, portiamo a Parma da 5 a 7 aziende.”

Enrico Sangiorgi, presidente di  Romagna Tech, ha presentato l’azienda che di fatto è una partnership pubblico privato con una quarantina di soci; 25 aziende e 15 enti pubblici.

Tighe Agen Noonan patron di Dulevo international ha elogiato il tessuto territoriale dove ha trovato le risorse utile a fare riprendere quota a una azienda che prima del suo arrivo non aveva mai chiuso un bilancio in positivo e ora invece è una azienda ben nota in molti pesi. “L'Italia è un territorio fortissimo per fare impresa” ha concluso il manager Dulevo.

 

Locandina-image001_4.jpg

 

 

UniCredit, Forum del Territorio Centro Nord. Crossing the Future - Tradizione Innovazione e Sostenibilità: nuove sfide trasversali per i mercati. Innovazione tecnologica, eccellenze d’impresa e impatto sociale al centro dell’incontro che si è svolto oggi a Palazzo Magnani, storica sede della banca a Bologna, per discutere e sviluppare i progetti ispirati al cambiamento.

 

Si è svolto oggi a Bologna il Forum Territorio Centro Nord di UniCredit. Una giornata di ascolto e di confronto fattuale tra la banca e una rappresentanza di imprese, istituzioni e associazioni di riferimento per l’area che comprende le regioni Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche.

Oltre un centinaio i protagonisti del territorio invitati a Palazzo Magnani, storica sede del Gruppo bancario a Bologna, per confrontarsi su tre tavoli operativi dedicati ai macrotemi dell’Agrifood, dell’Innovazione e della Sostenibilità, per discutere e sviluppare nuovi input e progetti originati dell'edizione 2018 del Forum, fortemente ispirati al cambiamento e finalizzati a valorizzare il potenziale innovativo del territorio in campo tecnologico, economico e sociale. 

Obiettivo dell’iniziativa è appunto stimolare la diffusione e la circolazione delle idee, la creazione di prototipi progettuali, la sperimentazione di azioni positive o di iniziative pilota che concorrano ad alimentate l’ecosistema territoriale. 

A promuovere il Forum è stata la Region Centro Nord UniCredit in sinergia con l’Advisory Board Centro Nord, organismo consultivo di UniCredit, composto da rappresentanti di spicco del tessuto imprenditoriale, socioculturale e istituzionale locale, che contribuisce alla realizzazione di progettualità in linea con gli obiettivi del Gruppo sul territorio, evidenziando le dinamiche di trasformazione locali per individuare nodi critici e opportunità. 

“Il Forum di Territorio - ha commentato Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit - è per il nostro Gruppo un’ulteriore, preziosa occasione di ascolto delle esigenze del territorio dalla quale otteniamo indicazioni importanti per orientare lo sviluppo e le strategie della Banca. I grandi cambiamenti in atto nell’economia e nella società necessitano di risposte di sistema. Quindi  proseguiamo nel nostro percorso di ascolto e confronto perché se la Banca e il Territorio uniscono forze, intenti e competenze è possibile vincere le sfide del cambiamento”. 

Il Regional Manager Centro Nord ha aperto l’incontro, seguito dai saluti di  benvenuto e di avvio dei lavori di Luigi Gilli, Presidente Advisory Board Territoriale UniCredit Centro Nord; e di Francesco Giordano, Co-CEO Commercial Banking Western Europe UniCredit.  L’intervento del Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, e il collegamento da Bruxelles di Paolo De Castro, europarlamentare e Primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, hanno preceduto  l’avvio dei tavoli di lavoro che hanno visto partecipare Alessandro Iacomoni, amministratore unico della Salumeria di Monte San Savino SRL; e Roberta Fileni, Direttore Marketing Fileni Simar, per l’Agrifood; Giovanni Anceschi, Presidente Art-ER; e Antonello Marcucci, Presidente di Umbra Group Spa, per l’Innovazione; Paolo Venturi, Direttore AICCON, e Battista Faraotti, Founder Fainplast SpA, per la Sostenibilità.
Presenti all’incontro i Co-CEO Commercial Banking Italy UniCredit, Andrea Casini e Remo Taricani. Le conclusioni della giornata sono state affidate a Oliver Khayat, Co-CEO Commercial Banking Western Europe UniCredit.

Martedì, 12 Novembre 2019 09:19

Alla riscoperta del Lambrusco

Un viaggio nel “lambrusco”, tra aromi, tradizione, cucina e storia.



By Food & Wine ARGA - UNAGA

Per conoscere il mondo del LAMBRUSCO la giornalista ARGA Francesca Caggiati intervista Mascia Foschi - general manager del Marcello experience di Pilastro di Langhirano (PR) - fornisce una gustosa ricetta, consigli di lettura e per finire nella splendida cornice della Biblioteca Monumentale del Monastero di San Giovanni Evangelista a Parma, il prof. Giovanni Ballarini racconta la storia del lambrusco. Riprese e montaggio a cura di Sale in Zucca.

Link Video:
https://www.youtube.com/watch?v=rFYx1IQ238A&feature=youtu.be

 

lambrusco_marcello_ariola.jpg

Pagina 1 di 153