Di Luigi Lucchi 15 novembre 2019 - Il candidato Stefano Bonaccini, a mio avviso giustamente, ha scelto, come linea della campagna elettorale, essendo stato Presidente e avendo cose da dire e anche bilanci da presentare, di attenersi al motivo delle elezioni: ELEZIONI REGIONALI PER LA NOMINA DEL PRESIDENTE E DEL CONSIGLIO REGIONALE. Con questa linea è esposto in prima persona e visto le coalizioni (liste) che lo sosterranno, non può neppure intendersi come candidato unicamente del PD ma candidato della coalizione. Crede che le persone possano valutare il suo operato e il suo programma e votarlo e bocciarlo per questo. SONO ELEZIONI AMMINISTRATIVE. 

La Lega, vera antagonista di queste elezioni amministrative sceglie un’altra linea di condotta della campagna elettorale. Linea, ovviamente legittima anche se a mio avviso scorretta. Non mi strappo le vesti perché in altre situazioni il PD faceva come la Lega e anch’io, nel mio piccolo, a elezioni provinciali e regionali, negli anni 80 dicevo: “Se voti DC voti Borgotaro per ridurre il consenso verso la DC e accrescere quello del PSI” Cercavo, insomma, di far propendere la scelta politica su quella amministrativa. Sono strategie che in politica hanno usato tutti e usa, adesso, fortemente anche la Lega. Matteo Salvini sa che viene votato, sa d’avere accresciuto un consenso, addirittura in modo miracoloso, perché è riuscito, senza piu’ ad essere a mezzadria con i 5 stelle, come avveniva, pur scontrandosi molto tra loro, nella campagna elettorale del febbraio 2018, a farsi percepire come il politico contro:
Contro L’Europa della Finanza e dei Banchieri, dei poteri forti
Contro Matteo Renzi e i poteri forti (sono comunque debolissimi) Italiani
Contro l’emigrazione con uno slogan ad effetto che le scivolate sciocche di Laura Boldrini gli hanno accreditato: PRIMA GLI ITALIANI.
Personalmente sono convinto, che a lato pratico, la Lega non solo non è contro nulla, non gli interessa risolvere nulla(NON HA INTERESSE FARLO) ma addirittura vota e propone Leggi per accrescere i poteri che a parole dice d’essere contro.
Le mie impressioni, seppur in buona fede, non contano nulla perché quello che conta è quanto percepisce l’elettorato.
Io amo la bella Politica, sono per il primato della Politica, e allora, affannosamente, dal 1992, per non essere sempre sgomento, perdere qualsiasi idea di futuro, mi aggrappo ai tenui segnali che vanno in direzione della bella Politica.
Nel 2014, indirettamente essendo in una lista che sosteneva Bonaccini, gli ho portato 2.128 voti.
Ero candidato perché non esisteva piu’ la Provincia, era in voga l’Unione dei Comuni, erano in cantiere le pseudo riforme COSTITUZIONALI DI RENZI (Schifose e demenziali), Monti aveva massacrato i bilanci Comunali. Ritenevo che diventare Consigliere di Maggioranza Regionale, pur con un’autonomia eccezionale, essendo l’unico Consigliere della mia lista, sarei riuscito a fare qualcosa per il mio Comune e le Terre Alte che come Sindaco era impossibile, ormai, fare. Lo facevo, insomma, per la disperazione. Ora non vivo, anche grazie alla Regione, e non me lo sarei mai aspettato, quella disperazione del 2014. Si riesce fare qualche cosa anche da Sindaco e cerco di farlo e ho piacere di continuare con un’amministrazione Regionale che promuovo e che porterà cose migliori nei prossimi 5 anni.


Aggrapparsi alla bella Politica vuol dire condividere la “propaganda”, tutta Amministrativa e tutta Regionale di Bonaccini. Vuol dire piangere davanti alla foto del baciamano di un Carabiniere a Ilaria Cucchi. Vuol dire godere l’intelligenza di tre ragazzi che hanno riempito, con le “SARDINE” Piazza Maggiore senza insultare nessuno, neppure l’avversario Matteo Salvini. RISPETTARE LA NATURA DELLE ELEZIONI (Amministrative e Regionali) anche se in piccolo, come detto, negli anni 80 a Berceto non lo avevo fatto, vuol dire considerare gli elettori, i cittadini della Regione Emilia Romagna e non usare il loro voto per secondi fini: FAR CADERE IL GOVERNO NAZIONALE, lo ritengo un gesto di bella Politica. Non sono ingenuo e so bene che anche Stefano Bonaccini, come chiunque altro, se avesse interesse, imposterebbe la campagna elettorale diversamente e forse, nel 2014, lo ha anche fatto. Non mi ergo a giudicare le intenzioni e oggi constato, ribadito da questo comunicato sottostante di Stefano Bonaccini, isolato da molti fino a ieri sera 15 novembre (SARDINE E PIAZZA MAGGIORE A MIO AVVISO SONO UN’AZIONE INASPETTATA MA CHE HA CAMBIATO IL CORSO DEGLI EVENTI ho piacere che fossero presenti 15 bercetesi , 15 sardine delle Terre Alte – STEFANO BONACCINI, dato perdente da tutti, VINCERA’, invece le elezioni AMMINISTRATIVE IN EMILIA ROMAGNA e sarà uno straordinario Presidente)

NB: (le foto sono del 6 luglio 2018 e Bonaccini è venuto a Berceto nonostante tanti Sindaci gli dicessero di non venire. Nostante il suo Partito gli dicesse di non venire, nonostante le lettere che gli dicevano di non dare un euro a Berceto e di commissariarci per l'acqua e i rifiuti. A Berceto ha annunciato la riduzione dell'IRAP che poi ha fatto)

 

Per l’Emilia-Romagna, non per altro
Conferenza stampa - 13 novembre 2019
Intervento Stefano Bonaccini

Ringrazio i sindaci, quelli presenti e anche quelli che non hanno potuto partecipare. Prima di ogni considerazione politica ho letto in questo appello un apprezzamento per il lavoro che abbiamo fatto insieme in questi anni. Alcuni sindaci c’erano fin dall’inizio del mio mandato, altri sono arrivati nel tempo, ma associo ad ogni faccia e ad ogni nome un territorio, una comunità, persone in carne ed ossa con cui abbiamo lavorato bene insieme.
Sono preparato in geografia! Conosco tutti i 328 comuni dell’Emilia-Romagna, ma conosco anche i nomi dei lori sindaci, di molti assessori, consiglieri comunali. Non è un merito: conoscere un territorio è un dovere e anche il minimo sindacale per chi vuole governarlo.
Conosco anche i sindaci che non hanno sottoscritto l’appello e posso dire di aver collaborato molto bene anche con loro. Credo soprattutto che nessuno di loro, in coscienza, possa dire di aver ricevuto un trattamento diverso dalla Regione per ragioni di appartenenza politica.
E questo è il secondo punto che voglia mi distingua: quando ricopri una carica istituzionale (vale per il Presidente della Regione come per il sindaco di un Comune) sei lì anche per conto di chi non ti ha votato e magari non ti voterà mai. Una certa idea dello scontro politico sta offuscando questa lezione che per me invece è importantissima. Non attiene solo all’educazione, ma è un’idea matura della democrazia.
Così come nell’idea della democrazia c’è anche il principio che non ci si divide sulla legalità. Abbiamo scelto di essere qui oggi, in questo padiglione della Fiera, perché qui abbiamo ospitato il processo Aemilia. Lo abbiamo voluto proprio qui in Emilia-Romagna quel processo, non altrove, e abbiamo pagato perché fosse così. Se la magistratura individua la presenza di organizzazioni mafiose nel nostro territorio noi non solo dobbiamo dirlo, ma dobbiamo farlo vedere a tutti i cittadini, a tutte le imprese, a tutte le pubbliche amministrazioni. E’ l’idea che i problemi non si risolvono né occultandoli né declamandoli, ma affrontandoli a viso aperto.
***
L’Emilia-Romagna, prima che una Regione, è un sistema regionale. Non è un gioco di parole, la distinzione tra i due termini è molto precisa. La Regione è un Ente, importantissimo ma uno. Un sistema regionale, invece, è un insieme di enti (Regione, Province, Comuni… Ma anche CCIAA, Università…); e se vogliamo allargare, anche di corpi intermedi (categorie, associazioni, sindacati, ecc.). Queste parti, tutte insieme, costituiscono appunto il sistema: ciascuna è importante e nessuna prevarica le altre. In queste settimane sento ripetere espressioni grevi come “prenderemo l’Emilia-Romagna” o “libereremo l’Emilia-Romagna”: una Regione non si prende, perché non appartiene alla maggioranza politica di turno, ma ai suoi cittadini. Al più puoi vincere le elezioni e, se poi sei capace, governare pro-tempore. Ma men che meno puoi prendere un sistema perché il 26/1 si voterà “solo” per la Regione, non per i comuni, le province, o per eleggere i rettori o i presidenti della CCIAA. Questo è dunque il terzo punto: io mi candido al governo di un ente, la Regione, che è parte di un sistema. E se vuoi governare l’Emilia-Romagna devi farlo insieme agli altri, a tutte le sue parti, che sono autonome e non meno importanti. E, avviso la mia sfidante, queste parti non ti “obbediscono”: ti seguono se sei autorevole, ti aiutano se sai aiutarle anche tu. Se si capisse questo molte delle parole che sento finirebbero automaticamente nel cestino.
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“Per l’Emilia-Romagna, non per altro” c’è scritto nel cartellone qui dietro. Abbiamo tutti la consapevolezza che stiamo giocando due partite diverse: la nostra è quella di raccontare quello che ho fatto in questi 5 anni e iniziare da oggi a dire cosa faremo per questa Regione se sarò nuovamente eletto presidente; altri giocano una partita nazionale, dove l’Emilia-Romagna non è il fine, o l’obiettivo, ma solo lo strumento con cui abbattere un governo nazionale o rendere più forte il proprio partito, conquistando un’altra bandierina da sventolare.
Io le bandierine le uso in modo diverso: ad esempio per segnare i comuni dove vado, come vedete qui dietro. E’ la riproduzione di una carta più piccola, che come alcuni di voi sanno è appesa nel mio ufficio. Quelle bandierine, negli anni, non le ho messe per il gusto maniacale di riempire “vuoti”, ma per ricordarmi sempre che sul territorio bisogna starci tutti i giorni. Non basta stare in una torre qui a Bologna per governare, come non si conosce un territorio facendo solo passerelle in campagna elettorale. Sono stato in tutti i vostri comuni e in molti tornerò nei prossimi due mesi e mezzo: qualcuno potrà criticarmi per quel che ho fatto, non ho voluto o non ho saputo fare; credo che nessuno potrà contestarmi di farmi vivo solo in campagna elettorale. Nei vostri comuni ci posso venire senza Google Maps perché sono stati il mio luogo di lavoro.
“Per l’Emilia-Romagna, non per altro” è anche il modo di dire che questa Regione, il suo territorio, e soprattutto le sue comunità e gli emiliano-romagnoli meritano rispetto. Se dici che il primo obiettivo è mandare a casa il premier Conte è perché dai poco valore all’Emilia-Romagna. Per noi l’obiettivo invece è governare bene questa Regione e dare un progetto di futuro all’Emilia-Romagna all’altezza della sua storia e delle sue potenzialità. L’Emilia-Romagna è per noi così importante che basta e avanza da sola per meritare questa sfida elettorale.
Ho scelto l’Emilia-Romagna 10 anni fa, quando mi sono candidato in consiglio; l’ho scelta 5 anni fa, quando mi sono candidato presidente. La scelgo oggi, ricandidandomi. Avrei potuto fare altre scelte, in sé né migliori né peggiori. Invece ho scelto l’Emilia-Romagna perché ho ritenuto di essere più utile proprio qui, alla mia gente e al mio territorio. Se sarò eletto starò anzitutto qui, in Emilia-Romagna. E se non sarò eletto starò anzitutto qui, in Emilia-Romagna. Non so se i miei sfidanti possano prendere lo stesso impegno. Non credo possa farlo Salvini, che il 27 di gennaio, chiunque vincerà, tornerà a Roma. Come ha fatto in Sardegna e in Basilicata, in Abruzzo e in Umbria. Là non lo vedranno più fino alla prossima campagna elettorale e così sarà anche in Emilia-Romagna dal giorno dopo il voto. Credo che anche la Borgonzoni se non sarà eletta tornerà a Roma, a fare la senatrice. Io sarò qui. E’ una differenza anche questa, un modo diverso di intendere il proprio impegno sul territorio e un modo di stare nelle istituzioni per cui oggi chiedi un voto.
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In questi 5 anni abbiamo fatto tante cose, lo rivendico con orgoglio. Non significa pensare di non aver commesso errori, ci mancherebbe. Significa aver creduto in quel che abbiamo fatto e non avere il timore di trarne pubblicamente un bilancio. Dicono che oggi il buon governo non basti più. Forse non è mai bastato. Quel che hai fatto dà credibilità o meno alle cose che ti impegni a fare per il futuro.
Il consenso lo chiederemo su un programma per i prossimi 5 anni. E credo che proprio questa sia un’altra differenza coi nostri avversari, forse la più importante: noi abbiamo un progetto per l’Emilia-Romagna, loro no, loro devono mandare a casa Conte.
Noi vogliamo costruire un progetto di tanti, non di pochi: dicono che abbiamo governato per una parte, per gli “amici”; e che se puoi lavorare in Emilia-Romagna è solo grazie a quello. E’ offensivo non solo e tanto per noi, ma per gli emiliano-romagnoli. Se qui il tasso di occupazione è il più alto, se la crescita è stata maggiore che nelle altre Regioni, se anche l’occupazione femminile ha superato il 70% è perché gli emiliano-romagnoli sono persone libere. Non sono “amici di qualcuno”. E il lavoro è dignità, non affiliazione.
Gli emiliano-romagnoli non hanno né padroni né capitani. E non ne cercano.
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Ho indicato alcuni punti programmatici alle forze politiche del centrosinistra e vorrei che da oggi, in un percorso rapido ma intenso, potessero arricchirsi dell’esperienza e del contributo di chi sta sul territorio, a partire dagli amministratori. Li indico per titoli, perché avremo altre occasioni ravvicinate per discutere di questo:
1) Emilia-Romagna, regione della conoscenza. Capitalizzando il lavoro svolto in questi anni, dai nidi alla formazione post-laurea, il nostro obiettivo è quello di attrezzare la società regionale del più alto e diffuso tasso di saperi e competenze, investendo su tutta la rete educativa, formativa e culturale del territorio. Trasformare il nido da semplice servizio a domanda individuale a diritto di tutti i bambini e le bambine è un investimento sulle persone, per il successo formativo e contro la dispersione scolastica. Un servizio educativo universalistico e per questo tendenzialmente gratuito, come carta d’ingresso per i bambini in questa società. Se abbiamo triplicato in 5 anni le risorse per la cultura, o siamo la Regione che più e meglio spende i fondi europei per la formazione, se abbiamo costruito le scuole di specializzazione post laurea e messo in rete le nostre Università è perché crediamo che l’investimento più forte che si possa fare oggi è quello sul capitale umano. Il nostro obiettivo è offrire a tutte le persone, a partire dai più giovani, gli strumenti migliori per affrontare il cambiamento e non esserne esclusi. Questa sarà la nostra priorità anche per costruire lavoro nuovo e lavoro buono. Per avere cittadini più forti, più autonomi, più liberi.
2) Emilia-Romagna, regione dei diritti. E dei doveri. I servizi, per primo proprio il nido, sono anche inclusione, la leva più forte per costruire integrazione e coesione sociale. Che si parli di sanità, di casa o di assistenza, il nostro obiettivo deve essere quello di fornire risposte e servizi che rimuovano gli impedimenti alla piena partecipazione al lavoro e alla vita sociale della comunità, come prescrive l’art. 3 della Costituzione. Se vogliamo scongiurare il conflitto alla base della piramide sociale, tra gli ultimi e i penultimi, dobbiamo attrezzarci sia a contrastare la povertà, sia a sostenere i ceti medi. La redistribuzione della ricchezza che produciamo è, in Emilia-Romagna, sia elemento imprescindibile di coesione, sia motore di crescita e sviluppo. Al tempo stesso, in patto di giustizia e legalità, dobbiamo prevedere che per ogni diritto riconosciuto scatti un dovere individuale e sociale. Le regole sono il sale della democrazia e non esiste inclusione e giustizia fuori dalla legalità. Una società dei diritti e dei doveri è una società esigente.
3) Emilia-Romagna, regione sostenibile. E la vogliamo tale esattamente nel modo in cui questo termine è declinato dall’agenda delle Nazioni Unite. Superare il conflitto tra lavoro e ambiente, passare dalla piena alla buona occupazione, imprimere un’accelerazione ecologica alle nostre politiche economiche e sociali: sono gli obiettivi di un nuovo Patto del Lavoro che proporrò di siglare a tutte le parti sociali e istituzionali, come abbiamo fatto nel 2015. Dobbiamo essere la prima regione italiana a cogliere gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030. Mobilità e infrastrutture, suolo ed energia, produzione e consumi: il cambiamento è iniziato ma noi dobbiamo imprimere un’accelerazione per un’economia pienamente circolare in una società sostenibile.
4) Emilia-Romagna, regione delle opportunità. Dobbiamo scongiurare la profezia che vuole che i nostri figli siano condannati ad una vita peggiore della nostra, o a fuggire all’estero. Noi stiamo già adesso investendo sul futuro come nessun altro territorio in Italia e come pochi altri in Europa. La Data Valley non è suggestione, ma l’idea che realizzi oggi le condizioni per il lavoro, l’impresa e la società di domani: che si tratti di mobilità, salute, o cambiamento climatico, stiamo costruendo le condizioni perché il futuro passi da qui e, cosa non meno importante, perché il cambiamento sia governato ed orientato al servizio delle persone. Nondimeno, le vocazioni territoriali che stiamo implementando – dalla Food alla Welness, alla Motor Valley – affondano le radici non solo nella nostra identità, ma nelle potenzialità che ci proiettano nel mondo come territorio attrattivo e desiderabile, da visitare o in cui investire. Domani ci sarà più lavoro e lavoro buono se investiamo oggi perché sia così.
Intorno a queste direttrici, che ho provato a sintetizzare, che dobbiamo costruire un progetto per l’Emilia-Romagna all’altezza di quello che questa Regione oggi è in Italia e in Europa. Chiedo a tutti un contributo di idee, esperienze e proposte. Lancerò tra pochi giorni alcuni strumenti per raccoglierle e vi assicuro che ciascun contributo sarà valorizzato o quantomeno riscontrato.
***
Avendo però qui molti amministratori, voglio concludere con due elementi che hanno il senso della nostra esperienza e della peculiarità di questa Regione.
E’ possibile che dopo una lunga fase di stallo si riapra il cantiere dell’autonomia: il ministro Boccia ha avanzato una proposta di legge cornice per definire condizioni e garanzie, per i territori e per i cittadini, entro cui collocare i diversi progetti di autonomia regionale. Io credo che la nostra proposta vada a questo punto rilanciata con forza per le sue caratteristiche e specificità. A partire dal fatto che non muove dalla volontà di trattenere maggiori risorse in sé, né di puntare ad un maggior grado di separazione dal resto del Paese.
Noi siamo partiti da obiettivi concreti quali la riqualificazione urbana e la messa in sicurezza del territorio; un più forte legame tra formazione e mondo dell’impresa; una programmazione più stringente e una gestione più efficiente dell’edilizia scolastica, universitaria e sanitaria; un’organizzazione dei servizi e una governance territoriale più aderente alle esigenze del nostro territorio. Sono tutti temi concreti che chiamano in campo la potestà legislativa e programmatoria della Regione, ma altrettanto la capacità organizzativa e gestionale degli Enti locali. Vorrei che dessimo profondità e concretezza a questi obietti per uscire dal dibattito ideologico tra nord e sud, regioni forti e regioni deboli, centro e periferia. Il nostro è un progetto diverso, radicalmente diverso e pienamente costituzionale: vorrei lo facessimo vivere oggi sul territorio in tutte le sue potenzialità.
La seconda questione attiene ad un’idea di prossimità della Regione col territorio, anzitutto nel rapporto coi gli Enti locali. Questo è un tempo che mal sopporta i pensieri lunghi e le risposte sistemiche. E’ un problema. Ma a questo problema non si risponde, come abbiamo sperimentato, né deragliando dagli obiettivi strategici, né confidando che la storia sia con noi e che i cittadini alla lunga ci capiranno. A questo problema si risponde avvicinando le istituzioni ai cittadini, costruendo risposte di prossimità che non accorcino le distanze. Le cosiddette periferie – territoriali, sociali e culturali – non si includono col moralismo, ma costruendo risposte concrete e di senso attraverso il governo.
E’ quanto stiamo provando a fare con le politiche di sostegno all’impresa e ai servizi nell’Appennino; o con i piani per le aree interne; con un progetto di riqualificazione della costa o col sostegno agli investimenti nei comuni più piccoli. I nostri obiettivi strategici, come voi mi avete insegnato nella collaborazione quotidiana di questi anni, vivono se trovano punti di caduta concreti nella vita quotidiana delle persone, in particolare di chi si sente più lontano, più esposto, più fragile.
Ai sindaci chiedo una mano a costruire non solo un progetto, ma una campagna elettorale fatta proprio così. Talvolta la Regione è percepita lontana, non sono ben chiare le sue prerogative, ne è più sfumata la ricaduta amministrativa. Se saremo capaci di declinare sul territorio, comune per comune, palmo a palmo, il senso di questo progetto e di questo nostro essere Emilia-Romagna, credo sarà più semplice far comprendere alle persone quale è realmente la posta in gioco di questo voto.
Far comprendere che stiamo parlando davvero di Emilia-Romagna, non di altro.

 

 

Pubblicato in Politica Parma
Giovedì, 14 Novembre 2019 06:52

Intervista al Sindaco di Berceto Luigi Lucchi

Intervista al Sindaco Luigi Lucchi di Berceto, il comune di montagna più vicino al mare. Luigi Lucchi è considerato un ottimo Sindaco, un uomo dotato di grande carisma. Qualcuno lo definisce un pazzo, qualcun’altro un genio. Forse è semplicemente un pazzo geniale!? Sicuramente uno che non le manda a dire e che ha reso il piccolo, grande comune di Berceto famoso in tutto il mondo.

Di Nicola Comparato, Berceto 13 novembre 2019 -

1) Sindaco Luigi Lucchi, lei è sulla bocca di tutti da 2 decenni, sono imminenti le elezioni regionali in Emilia Romagna, molti si aspettavano una sua candidatura, una candidatura che non ci sarà, per quale motivo?

Far conoscere le proprie idee, per un appassionato di politica, un militante (iscritto al PSI dal 24 maggio 1972, avevo 17 anni) è determinante anche se si può peccare di presunzione. Un tempo, con chiarezza, nei partiti, si diceva stampa e propaganda. Oggi si usano termini astrusi negando che ogni idea di un appassionato di politica vuole essere condivisa. Se non è condivisa non serve, anche se non bisogna cadere nel grande inganno di lisciare il pelo al Popolo. Un politico, a mio avviso, non deve lisciare il pelo, decidere usando i sondaggi, ma fare di tutto, con opere di leale convincimento, pregno di buona fede, per convincere le persone. Insomma la Politica deve essere alla testa e non a rimorchio dell’opinione pubblica. Non mi candido, nonostante il piacere, la civetteria, di ricevere tante richieste da diverse formazioni politiche, perfino di fare il candidato Presidente e non solo il candidato consigliere. La gioia, perché vuol dire stima e consenso, di sentire tante persone, anche con idee molto diverse tra di loro e dalle mie, che mi voterebbero. Hanno fiducia. Anchio, come Ferdinando Santi, posso dire che il complimento piu bello che ricevo è: “Di Lucchi ci fidiamo E uno di noi E rimasto sempre uno di noi.” Non mi candido perché necessita, a mio avviso, tornare ad essere servi, in senso Evangelico, degli elettori, dei cittadini, sia come Politici che come Amministratori Pubblici. Io faccio il mestiere piu bello del mondo anche se concordo con Concita De Gregorio che questo è stato rovinato da Parlamenti di cialtroni, da Governi Ladri che non rispettano la Costituzione e tolgono l’autonomia ai Comuni. Abbiamo perfino avuto la Legge Calderoli che voleva imporre le Unioni dei Comuni per depotenziare le uniche figure, i Sindaci, eletti, per davvero dai cittadini. Calderoli con Leggi demenziali e anticostituzionali, tuttaltro che federaliste e Mario Monti che da killer del buon senso e della persona umana ha tolto i trasferimenti ai Comuni e addirittura ha preso a “rubare” sostanziose quote dell’IMU (unica entrata dei Comuni). Abbiamo Leggi, che contrasto, che tolgono i servizi ai Comuni. Tolgono l’acqua per privatizzarla e regalano le reti del gas dei Comuni ai potentati del gas. Chi le concepisce e chi le vota, a mio avviso, sono criminali. Commettono crimini contro lumanità come il crimini maggiore rappresentato dall’inserire il pareggio di bilancio in Costituzione. Tutti lo hanno votato e la Lega, meravigliandomi, pur essendo l’unico partito all’opposizione del Governo Monti, in quel caso si asteneva esprimendo un consenso convinto. Il consenso parlamentare è stato elevatissimo. Quasi all’unanimità, fatta eccezione di qualche parlamentare del gruppo Di Pietro che non mi è mai stato simpatico e considero, seppur in buona fede, il servo sciocco di chi voleva distruggere lItalia e far odiare la politica RIUSCENDOCI. Non è servito, infatti, il referendum confermativo per il pareggio di Bilancio in Costituzione (UN CRIMINE CONTRO IL POPOLO). Nessuno ha spiegato, tra i ladri di Pisa (PARLAMENTARI DAL 1992 a OGGI), che litigano di giorno ma vanno d’accordo di notte, che con questa modifica la nostra bella Costituzione non ha piu al centro la persona, come volevano i nostri grandi Padri Costituenti (Monarchici, Liberali, Democristiani, Socialisti e Comunisti) ma il mercato senza regole. Abbiamo aperto le porte al neoliberismo in Italia, in Europa e nel Mondo e ne diventeremo schiavi. Il male assoluto. Tornare ad essere servi evangelici vuol dire che non puoi lasciare la carica di sindaco per fare il consigliere regionale. L’ho fatto nel 2014, sbagliando, e ho preso paura davvero quando si pensava che con i miei 2.128 voti, nella lista della bicicletta (Socialisti e Verdi) potessi essere stato eletto. Quella paura, quell’angoscia vissuta il 24 novembre del 2014 mi sono bastati. NON LHO DIMENTICATA. Non mi candido.

2) Lei ha già sostenuto Bonaccini nel 2014, e rifiutando di candidarsi ha dimostrato lealtà verso i cittadini di Berceto, ma da un suo recente post apprendiamo che non molti hanno gradito la cosa. Dico giusto?

Il deserto politico, il deserto di persone che ragionano in termini politici quindi da servi evangelici del Popolo, rende incomprensibile questo mio rifiuto. Tutti pensano, visto la mia notorietà, che ha raggiunto anche la Turchia, che potessi essere un candidato vincente. Vincere la carica di Consigliere Regionale e perdere il consenso della mia Coscienza non lo trovo un affare. Se non mi sento nel giusto perdo, come Sansone, per il taglio dei capelli, qualsiasi forza. Perdo le idee e la tenacia. MI FAREI SCHIFO!

3) Spesso lei si definisce Sindaco non allineato, può spiegarci il significato di tale denominazione?

Sono rimasto socialista del PSI. Lo sono rimasto con gioia e orgoglio. Sono diventato, dopo non esserlo mai stato, quando avrebbe rappresentato un vantaggio, Craxiano convinto nel 1992. Quando lui comandava, per davvero, nel PSI, ero nella sparuta corrente di Michele Achilli, a sinistra della sinistra Lombardiana, e come Lombardi, fuori dalle icone della propaganda di mestiere, anticomunista dimostrandolo andando contro Pietro Nenni (un grandissimo dimenticato) nella scelta, del 1948, del Fronte Popolare.. Avevano ragione, a mio avviso, quei socialisti che dicevano: I Comunisti non sono a sinistra sono ad est. Sono Craxiano perché lui amava, per davvero, l’Italia e il suo Popolo, pur essendo un Europeo. Sono Craxiano perché i voltagabbana e gli irriconoscenti non mi piacciono.
Con queste idee e comportamento come posso dire, oggi, d’essere allineato con qualcuno?
Con queste idee sono poi, per davvero, a sinistra sia nella lotta, seppur mortale, contro il neoliberismo, sia in politica estera con l’istituzione, insieme al Prof. Franco Cardini (storico di fama mondiale) del centro: SIAMO TUTTI PELLIROSSA che si prefigge, come dovrebbe fare un’ONU funzionante davvero, di dare voce e riconoscere i Popoli invisibili, le Nazioni senza Stato ( Il 5 ottobre cittadinanza onoraria a Ocalan alla Nazione Lakota e alla Nazione Curda). La sinistra non esiste più ma non perché non sarebbe piu di moda o non sarebbe necessaria, ma perché nessuno ha idee di sinistra, nessuno, se non associazioni di volontariato o religiosi eroici, si vuole prendere cura degli ultimi. Nessuno, a mio avviso, pare comprendere che presto, nonostante il nostro egoismo, la nostra resistenza individualista ed egoista, solitaria, che si arrampica sui vetri, saremo tutti ultimi. Comanda la ricchezza. Comanda l”1% della popolazione mondiale. Mai stata una diseguaglianza come quella che viviamo nel mondo globale. Sempre i nostri Padri Costituenti, pur avendo vissuto e subito, sulla loro pelle il fascismo, la dittatura, le botte, il carcere le privazioni, non avevano più paura del Fascismo, non prevedevano, avendo ragione, il ritorno del Fascismo. Avevano paura della ricchezza. Sapevano che le guerre nascevano dalle diseguaglianze. Ora lo dice solo Papa Francesco. Senza invidia sociale, che neppure io provo, i nostri Padri Costituenti ci volevano tutelare dalla ricchezza dei pochi. Per questo l’Italia, dopo l’Unione Sovietica, era lo Stato che interferiva piu di tutti, nell’economia con le Partecipazioni Statali ( il grandissimo Enrico Mattei e tanti altri che Istituivano solide banche di Stato). È arrivato poi Prodi e D’Alema, che hanno iniziato le svendite, le privatizzazioni, lo straordinario furto ai danni del Popolo in favore degli amici degli amici. Il furto, quello che ha distrutto per sempre l’Italia, del resto era iniziato nel 1981. Sono perfino propenso nel pensare che Ciampi (Governatore Banca DItalia) e Andreatta Beniamino (Ministro al Tesoro), fossero in buona fede, non avessero previsto le conseguenze: la privatizzazione, di fatto, della Banca d’Italia. Gli ignoranti (voce del verbo ignorare) per la crescita del debito pubblico danno la colpa ai Governi della Prima Repubblica e a Craxi in modo particolare. Lo dicono con cattiveria giustificando la squallida seconda Repubblica. Se vedessero come è schizzato il debito dell’Italia da quando la Banca d’Italia è stata privatizzata di fatto (1981) capirebbero tante cose. Capirebbero che la seconda Repubblica ha aumentato il debito ma sopratutto non lo ha ridotto pur vendendo (svendendo) i gioielli di famiglia (PRIVATIZZAZIONI E CONCESSIONI IN OMAGGIO ECC. ECC.) La seconda Repubblica sè venduta al neoliberismo, all’euro, allo spread, e ha svenduto l’Italia.

4) Non pensa che un suo ruolo in regione possa giovare a tutti gli Emiliano Romagnoli e di conseguenza anche ai cittadini di Berceto?

Sono presuntuoso. Si lo penso! Ma l’immancabile autoironia mi fa dire che Bologna può ben fare senza Luigi Lucchi. Basterà, in futuro, essere ascoltato su specifici temi. Succederà! Sarò ascoltato. Riuscirò a farmi ascoltare.

5) Sappiamo che lei è un personaggio internazionale. Quali sono i temi che le stanno più a cuore?

Non si può essere socialista del PSI senza studiare il mondo. I poveri, gli ultimi, sono in tutto il mondo e fino che non termina la sofferenza, l’ingiustizia, dell’ultimo sfruttato, il mondo non sarà bello come potrebbe. Fantasie? Romanticismo dimesso? No! Leggi fisiche oltre che Politiche. Sono il mondo bello. Il Sole dell’avvenire. Ho sogni e speranze e per questo vivo. Le persone, qualsiasi persona, sul pianeta Terra deve essere libero di….e libero da.. Deve essere considerato, perché è unico e quindi prezioso. Con il Riformismo è possibile. Ci credo. Credo nell’alleanza tra merito e bisogno. Credo che ogni essere umano possa partire alla pari. Quindi Libertà, Democrazia, Giustizia Sociale, alleanza tra merito e bisogno, benessere equo e sostenibile dove noi occidentali non possiamo continuare a dire caro Indiano, cinese, africano, per salvare il pianeta Terra non ti permettere di vivere come noi occidentali. L’ambiente si salva insieme, con giustizia altrimenti non si salva. La sconfitta del neoliberismo porterà a mitigare i cambiamenti climatici e quindi a dare speranze ai bambini e bambine di oggi che sono il bene piu prezioso.

6) Come nasce il suo amore per i Lakota Sioux e per il popolo Curdo e per quale ragione ha deciso di scendere in campo per sostenerli? La sua decisione di concedere la cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan a Berceto ha sollevato molte polemiche non trova?

Nella scoperta, fatta a 12 anni che Toro Seduto (Tatanka IYotaka) era uno straordinario politico. La mia indole politica ha accompagnato tutte le mie scelte da quando ho preso a leggere il settimanale “Orizzonti” di cui era abbonato mio padre (umile contadino di montagna) e preso gusto, dopo un rifiuto iniziale, ad ascoltare i telegiornali da mio zio prete Don Giuseppe Lucchi che aveva la TV comunitaria. Credo di non aver mai fatto una cosa avventata, non ragionata. Coraggiosa forse sempre ma mai avventata. Ocalan e i Curdi sono stati sostenuti, in Consiglio Comunale, il 5 ottobre, da relazioni e documenti dello straordinario storico, di fama mondiale, Franco Cardini. La cittadinanza onoraria ai Lakota, logica conseguenza del gemellaggio dell’11 settembre 1988, sostenuta e relazionata dall’avv. Alessandro Martire. Tra l’altro le pergamene della cittadinanza onoraria ai Lakota membri dei 7 fuochi sono state consegnate da Papa Francesco durante il Sinodo dell’Amazzonia.

7) Un suo pensiero sul Presidente del Brasile Bolsonaro? In realtà sappiamo già cosa ne pensa di lui, ma ci teniamo a saperne di più.

L’ho denunciato per crimini contro l’umanità alla Corte Penale dell’Aia. Se sono stati giudicati criminali i Serbi che facevano pulizia etnica lo stesso vale per chi elimina i Popoli dell’Amazzonia bruciandogli la casa (la foresta). Continuerò con queste denunce che sono testimonianze, a mio avviso, contro il sonno della ragione che avvolge tutto generando mostri.

8) A quale parte politica sente di appartenere?

Al SOCIALISMO, quello bello, quello nato in Italia, quello che nelle prime sezioni aveva le foto di Carlo Marx insieme a quelle di Gesù Cristo. Il Socialismo di Turati, dei tanti che hanno affrancato gli ultimi. Veramente tanti ma cito Prampolini ( Predica di Natale) De Ambris e milioni di sconosciuti che hanno insegnato a leggere nelle stalle ai braccianti, ai dannati. Che hanno inventato le cooperative. Sono un estimatore anche del grandissimo sen. Giuseppe Micheli.
Un Popolare. Che ha fatto cose grandiose per le nostre Terre Alte.

9) La politica è cambiata tantissimo negli ultimi anni, i grandi partiti sono scomparsi dalla scena.. Cosa si può fare per i giovani oggi? Come si possono coinvolgere? E per quanto riguarda disabili, anziani, immigrazione, lavoro. Esiste una soluzione?

La Politica non c’è più. Il neoliberismo, senza faticare più del dovuto, è riuscito a far odiare, a noi persone, la Politica, il bene Comune. I partiti sono bande di Bravi, Lanzichenecchi, al servizio di un signorotto che poi nomina i parlamentari. La democrazia si sta riducendo a una farsa che ci permette di credere di votare, cambiare, ma poi comanda lo spread non il Popolo, i Popoli. Vivendo nel disagio i Popoli cercano i capri espiatori e solitamente, e anche giustamente, colpiscono e abbattono coloro che li hanno abbandonati. In Italia si vota chi è contro, chi si crede sia contro, chi è capace di far credere che è contro al vero potere che sono la FINANZA E LE CASE FARMACEUTICHE anche se questultime restano gornate. Forse si vota allo stesso modo dappertutto. Negli USA Trump ha vinto per questo. Macron per questo. I 5 stelle e la Lega, nonostante le profonde diversità tra i due partiti o movimenti, nel 2018, nella pratica, nei paesi, avevano elettori intercambiabili. C’era chi aveva stabilito che contro ci fossero i 5 stelle e li votava e chi riteneva contro la Lega e la votava. Interessava solo questo. Adesso succede per le Regionali confondendo il lavoro Amministrativo, il buon Governo, con la politica Nazionale. In pratica si confonde il cielo con il mare e si finisce per vedere i pesci sulle piante. Del resto, nelle elezioni Nazionali del 2018, visto chi era da battere il ragionamento era semplice. I 5 stelle e la Lega non potranno essere peggio del Governo Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Nessuno si preoccupa che serve iniziare a ricostruire e non solo a demolire tutto. Va ricostruita la DEMOCRAZIA, va riconquistata la Libertà di e la Libertà da. Serve lottare per riconquistare i diritti che ci sono stati rubati. Per ricostruire la Democrazia serve ritornare alla Costituzione firmata il 27 dicembre 1947 e rispettarla smettendo di stuprarla. Costituzione che si deve manifestare anche applicandola per i Partiti e il Sindaco, la loro vita interna. La Libertà, a ben vedere, non interessa a nessuno. Siamo sempre meno liberi e abbiamo l’illusione, addirittura di poter fare quello che vogliamo, d’essere addirittura nella società dell’arbitrio, senza Leggi, senza norme. I diritti che possono essere conquistati solo insieme e solo lottando ci illudiamo di ritagliarci ognuno per proprio conto. Il risultato è che siamo schiavi. Interi Popoli sono schiavi. Non fa scandalo, ad esempio, il licenziamento, con la sua ammissione di colpevolezza come nei processi Staliniani, dell’amministratore della McDonald, solo perché, ricambiato, s’era innamorato, s’erano innamorati, con una dipendente della stessa multinazionale. Ci sono dipendenti che si pisciano addosso perché non possono smettere di lavorare. Presto verremo assunti in base al nostro DNA, ci inseriranno marchingegni sottocutanei, saremo dei robot. Un mondo pauroso che si intravede con chiarezza. Basta non chiudere gli occhi. Uno schifo di mondo nel momento che le meravigliose tecnologie potrebbero liberarci dalla schiavitù del lavoro non scelto, non amato e obbligato solo per sfamarci. Se ci fosse la Politica questo mondo, con queste tecnologie, sarebbe l’Eden. Quindi pessimismo della RAGIONE e OTTIMISMO della volontà. Una direttiva di comportamento lapidaria di Gramsci. I giovani d’oggi potrebbero essere meravigliosi se avessero dei buoni esempi. Nel mio piccolo, piccolissimo, mi impegno, come appassionato di Politica, a cercare di dare un buon esempio ma chiedo a ognuno di loro di non lasciarsi rovinare, fulminare, dalle droghe. Né quelle fintamente proibite che circolano a fiumi, né quelle che arriveranno, come negli USA, a prescrivere i medici per far guadagnare le case farmaceutiche. Agli anziani, ormai miei coetanei, debbo dire di lottare ancora, di non chiudersi in casa, di non lasciarsi attanagliare dalla paura. Siamo noi che possiamo scendere in piazza per non lasciare un mondo schifoso ai giovani. Siamo noi che non possiamo macchiarci del crimine piu riluttante, schifoso, che è quello di scippare il futuro ai nostri nipoti e pronipoti. Facciamoci adottare, in tutti i sensi, da un ragazzo, da ragazzi e ragazze e perfino dai bambini. Mettiamoci nelle condizioni mentali di voler apprendere dai giovani, standogli insieme e non abbandonandoli, per nostro comodo, nella disperazione del computer, di facebook ecc. ecc. e soprattutto del consumismo sfrenato. Noi anziani abbiamo delle responsabilità enormi. In Italia dal 1992 quando abbiamo lasciato distruggere la Politica gettando il bambino con l’acqua sporca. Quando abbiamo accettato l’Europa dei Banchieri e della Finanza, l’Europa con la moneta unica ma con il debito dei singoli stati divisi. Una bestemmia economica che passa, invece, come successo. Del resto si attribuiscono i Nobel della Finanza e dell’economia come fossero una scienza esatta. Attribuzioni che per un mondo migliore vanno soppresse immediatamente. Va soppresso anche il bollettino delle borse recitato alla radio e in TV ogni 30 minuti ogni giorno e per tutti i giorni. Un tempo, correttamente, si diceva gioco in borsa. Oggi il salumiere ti ruba, con la carta in sovra piu una fetta di prosciutto e poi gioca i soldi in borsa dove i pescecane divorano i risparmi di tutti e quelli che non riescono a rubare con la Borsa lo rubano con il gioco d’azzardo legalizzato e di uno schifoso Stato. Se resta qualche cosa incaricano le Banche di rubartelo. L’emigrazione è scandalosa. Il neocolonialismo distrugge interi Continenti derubandoli. Il poco che lascia agli Stati lo regala a corrotti dittatori o finti Presidenti e subito dopo se lo fa restituire vendendo loro armi. Adesso rubano acqua, terra e tanto altro. Milioni di persone debbono fuggire nella speranza di lasciarsi alle spalle la disperazione senza speranza. Arrivano in Occidente, anche in Italia, e noi discutiamo, di questo enorme problema, che richiederebbe la cessazione di qualsiasi guerra (Sono 503 le guerre in corso) e l’Onu che funzionasse senza veti, come fosse un argomento da bar tra avventori alticci. Per semplificare, ancora una volta, l’alleanza tra Laura Boldrini e Matteo Salvini funziona a pieno regime. E una sfiga insopportabile.Il risultato è che abbiamo oltre mezzo milione di disperati che bivaccano nelle nostre periferie, nelle nostre stazioni consegnati alla criminalità, al caporalato, a chi compie speculazioni sulla loro pelle (quasi ogni Italiano). Sono Sindaco di un paese di Emigrati. Proprio l’emorragia di persone intraprendenti ha innestato la morte delle Terre Alte. Nessuno si chiede che il primo diritto di un uomo è di vivere nella sua PICCOLA PATRIA, nel suo paese, villaggio. Non dovrebbe essere costretto ad andarsene. Abbiamo, in questo furore irrazionale, da stadio, tolto i flussi regolari e centinaia di famiglie non sanno piu da chi farsi aiutare per accudire i propri cari. Centinaia di aziende sono bloccate per mancanza di mano dopera. Mancano anche le nuove professionalità come gli ingegneri informatici. A Parma se ne laureano 7/8 all’anno e ne servirebbero 300/400. La loro mancanza provocherà la chiusura di centinaia di aziende che non riusciranno a stare al passo con la tecnologia. Mancano, addirittura i medici e nonostante questo si continua con il numero chiuso nelle Università e con la riduzione delle borse lavoro per chi si specializza. Alla fine, come ciliegina, servono 3 anni per fare un concorso pubblico e quindi i medici li regaliamo alla Germania trascurando che ogni laureato alla Collettività è costato 150/200.0000 euro.
Il lavoro ha perso qualsiasi valenza nel dibattito della pseudo politica. Chi dovrebbe difendere gli umili e il lavoro, non facendolo, sè gettato sui diritti, anche quelli astrusi. I diritti civili sono importantissimi. Sono un libertario. Ma il diritto fondamentale. Il vero Stato sociale è quello che garantisce la piena occupazione. Oggi priviamo le persone della dignità del lavoro. Un crimine.

10) È da poco passato il 30esimo anniversario dell’abbattimento del Muro di Berlino. Qualè la sua posizione sul tema sovietico?

Visto come è stato gestito questo straordinario successo della caduta della Cortina di Ferro potrei dire che amavo così tanto la Germania che se erano due era meglio. L’Unione Sovietica è stata una feroce dittatura che ha acceso e poi spento i sogni di milioni di persone in tutto il mondo. Da rispettare sempre il suo Popolo e i milioni di morti nella guerra contro Hitler. L’assenza dell’Unione Sovietica, che egoisticamente avrei mantenuto pur ritenendo insopportabile la dittatura di interi Popoli, ha determinato la vittoria totale, schiacciante, senza freno, dell’altro male assoluto: IL NEOLIBERISMO. Doveva essere il secolo della gioia e si sta rivelando il secolo degli incubi. Perfino Paperon dé Paperoni, emblema del capitalismo romantico, visto il neoliberismo, ha preferito lasciarsi morire e riposare nella cripta del Comune di Berceto meta di centinaia di visitatori.

11) Ritornando al discorso delle regionali, secondo lei quali sono le cose da cambiare nella regione Emilia Romagna? E in Italia?

Sono tantissime ad iniziare dalla valutazione se questo Ente, previsto dalla Costituzione, serva davvero. Forse si dovrebbero avere 3 0 4 macroregioni e l’Italia diventare per davvero Federale senza l’egoismo di un Federalismo di facciata solo pasticcione.

12) Si è già fatto un’idea su come potrebbe andare a finire?

Se uno ascolta gli impostori del PD ha netta l’impressione che hanno optato per perdere. Paiono i meno interessati a sostenere un buon Presidente come Stefano Bonaccini. Poi non essendo psichiatra non accampo la pretesa di capire un militante del PD almeno della provincia di Parma e soprattutto della montagna. Resta il fatto, non avendo io l’anello al naso, o cercando, in tutti i modi di non lasciarmelo mettere (impresa difficile), che ritengo dannoso gettare una classe amministrativa che sa amministrare. Gettare il fatidico bambino con l’acqua sporca. Può non essere condivisibile ma è innegabile, e non lo nego, che Bonaccini ha messo un impegno ammirevole e raro tra gli Amministratori di oggi ai quali, solitamente, serve parlare a bassa voce per non svegliarli. Giudicare Bonaccini come amministratore, a condizioni date, in questi 5 anni, merita, obiettivamente la riconferma. Chi dovesse arrivare, dopo di lui, anche se Bonaccini, ai più non è simpatico, rovinerà molto la nostra Regione, soprattutto non governandola. Il non governo è il peggior dono che possono fare gli amministratori pubblici. Il non governo, può sembrare strano, ma influenzerebbe la nostra vita, peggiorandola, minuto per minuto. Bonaccini, purtroppo, colpa anche del distruttore Renzi, da Presidente della Regione, in elezioni dopate e non per sua colpa, dovrà vedersela, con il candidato alla Presidenza del Consiglio Matteo Salvini e non con la candidata alla Presidenza della Giunta Regionale di cui non ricordo neppure il nome… Quando si arriva a questo obbrobrio elettorale, usato, a volte anche dal PD, in passato, vuol dire considerare il POPOLO DELL’EMILIA ROMAGNA un’accozzaglia di mentecatti. È difficile ma sarebbe bello che di questa accozzaglia Luigi Lucchi non facesse parte e aiutasse, come gli sarà possibile, molti ad uscirne. Nelle mie battaglie sono sempre solo. Ho gridato, ad esempio, anche imbavagliandomi, che Del Rio era un criminale, a pensare e far votare la sua riforma delle Province. Tutti in silenzio. Ora, invece, tutti dicono aveva ragione Lucchi. E se Lucchi avesse anche ragione per Bonaccini?

13) È d’accordo se dico che la sinistra attuale non è più di sinistra ma è semplicemente la brutta copia della DC?

Non riesco a trovare un insulto adeguato a questa pseudo sinistra. Sono sempre stato antidemocristiano avendo vissuto in un paese: Berceto, in cui la DC aveva il 75%, il PCI il 20% e gli altri il rimanente 5% con il PSI che nel 72, ogni elezione si giocava il terzo posto con il MSI. Pur essendo rimasto antidemocristiano con un ammirazione infinita per De Gasperi, Fanfani, Sullo, Remo Gaspari, debbo dire: magari l’attuale sinistra fosse come la DC anche quella peggiore di De Mita, Andreotti ecc. L’attuale sinistra non è neppure la scura fotocopia della peggiore DC.

14) Secondo lei Matteo Salvini è un razzista/fascista come si sente dire o è semplicemente uno che le ha provate tutte per far carriera e alla fine ci è riuscito?

Salvini, al momento, è un politico fortunatissimo e affibbiargli l’etichetta di fascista si incrementa la sua sfacciata fortuna politica. Io non provo né odio, né avversione per gli avversari e pertanto Matteo Salvini lo vedo, sinceramente, come un venditore di sciroppi del west. Salvini non esiste per suoi meriti ma per la stupidità dei suoi avversari e anche per una servile stampa (questa esiste da decenni) che non informa e non sa informare sulle reali cose fatte dalla Lega. Se ci fosse si vedrebbe che la Lega, da diversi decenni, promuove e vota Leggi e Riforme come ha fatto Renzi. Tra i due Matteo la differenza è solo nel cognome. Come Renzi anche la Lega e soprattutto Salvini proclama, ripete cose all’infinito e ne fa sempre delle altre. Renzi ne era pienamente consapevole e pertanto era un vero lazzarone. Salvini credo che non sempre lo sappia. I suoi decreti sicurezza, ad esempio, invece di ridurre i clandestini, nobile obiettivo, li hanno aumentati in modo esponenziale. Il Federalismo di facciata, voluto dalla Lega, ha creato il Fondo di Solidarietà Comuale i cui criteri, sono stati deliberati da un Renziano di ferro. Con questi criteri demenziali il COMUNE DI BERCETO È IL PIU RICCO DELLA PROVINCIA DI PARMA E DEVE DARE SOLDI AD ALTRI COMUNI COME RICCIONE. Non ridete è così anche se il Ministero dell’Interno, nel 2009 ci aveva definito il Comune piu indebitato d’Italia (12.000.000 di mutui per 2.000 cittadini residenti).

15) Un pensiero a tutti quelli che dicono: “Ah io non vado a votare, tanto non cambia niente!”. Le capita di sentire affermazioni di questo tipo?

È vero il nostro voto, ad esempio alle politiche, vale poco visto che i Parlamentari sono nominati dai boss di Partito che li controllano e li controlleranno meglio se tra il gaudio di noi malati della sindrome di Stoccolma, li ridurranno. Per la Provincia non ci fanno votare. Il voto del Sindaco è depotenziato dall’Unione dei Comuni in cui comanda il presidente eletto da altri sindaci tutti sofferenti della Sindrome di Stoccolma. Il voto conta poco o nulla ma fa ugualmente paura. Si dovrebbe votare solo per questo. Hanno paura del Popolo. Votare tutti. Io non dimentico, però, anni di lotte, bastonate, uccisioni, sofferenze, per guadagnare questo diritto. Il suffragio universale in Italia lo abbiamo dalla Primavera del ’45 e lo abbiamo usato nel 1946. Non svendiamo il poco potere, SOVRANITÀ, rimasta al Popolo e battiamoci perché il voto torni ad essere importante, determinante. Se non andate a votare i boss di partito godono.

16) La politica dovrebbe unire, ma spesso divide. Vede possibile una collaborazione tra realtà politiche che non hanno nulla in comune?

Abbiamo i ladri di Pisa che litigano di giorno, davanti alle genti, per andare d’accordo, come fregarci, di notte. Continueranno a far finta di litigare. Sono servi sciocchi che non sanno il danno che provocano nella società.

17) Sbaglio o lei non è un grande ammiratore dell’Europa!? O almeno dell Europa come la conosciamo oggi. Se si, perché?

Difendo l’Europa perché Trump, Putin e i Cinesi manovrano per distruggerla. L’Europa, però, va ricostruita. L’attuale Europa ha distrutto i sogni delle genti e dei Popoli. Fa schifo!

18) Sindaco, lei si considera in qualche modo sovranista?

La corruzione del linguaggio, non meno grave della corruzione in Politica e nelle Amministrazioni, porta a far odiare, alla parte sbagliata, termini che dovrebbe difendere e viceversa a far usare all’altra parte, termini che non gli sono mai appartenuti. Il popolo è Sovrano. La Sovranità della Patria. Sono obblighi di ogni persona democratica. Anche difendere il Popolo dovrebbe essere un obbligo. Viviamo invece, il paradosso, che sovranista, populista, sono diventate etichette negative. Chi è riuscito a fare questo è un genio del male. Ma un genio. Un genio anche chi è riuscito a far credere che ci siamo impoveriti per colpa degli immigrati e non guarda, invece, chi si arricchisce, a dismisura, con le concessioni dello Stato. Noi abbiamo 12.000 euro di azioni dell’Autostrada, che tutti vogliono farci vendere, e incassiamo solitamente 4.600 euro l’anno di dividendi. Immaginate i Benetton che non fanno neppure manutenzione. Immaginate la concessione dei telefoni, delle TV. Sono riusciti a privatizzare l’acqua ecc. ecc. I veri e grandi affamatori del Popolo noi li veneriamo poi alcuni vanno in Olanda, cedono quote alla Peugeot e portano a casa treni e treni di soldi. Soldi che noi poveretti gli abbiamo sempre elargito per decenni e decenni. Termino con un proverbio napoletano: Mettiti vicino a un povero e campa bene tutta la vita. Ecco vorrei che questo fosse meno vero. Il mio impegno, seppur insignificante, è perché questo sia meno vero. I poveri i Politici debbono servirli non derubarli ulteriormente.

19) Sicurezza, radici cristiane, cultura, crocifisso, legittima difesa. Tutti grandi cavalli di battaglia della destra attuale. Quali sono i cavalli di battaglia del Sindaco Luigi Lucchi di Berceto e quali dovrebbero essere quelli degli italiani?

Io sono rimasto al Comandamento: Non nominare il nome di Dio invano. La legittima difesa è sempre esistita. Adesso fanno credere che sparare sia facile. Uccidere una persona, seppur un delinquente, riusciamo a sopportarlo, a non avere rimorsi. Se debbo armarmi, imparare a sparare, ad uccidere non vedo perché dobbiamo mantenere Carabinieri, Poliziotti forze dell’ordine. Alla fin fine è come andare al ristorante portandosi da mangiare e da bere da casa e poi pagare un profumato conto. Dobbiamo pretendere che Carabinieri e Poliziotti abbiano uno stipendio, pur riducendone il numero e gli anni di servizio, che li induca a desiderare di difenderci senza doverci affidare a qualche eroe o a qualche vittima sacrificale. Le armi in casa non sono mai un buon augurio. Non lo sono neppure i ladri e i rapinatori ma volendo questi si catturano. Non serve molto.

20) Domanda finale: Come sarà Berceto dopo Luigi Lucchi?

Un bel funerale, molto partecipato e poi finalmente lo si dimenticherà. Ho piacere d’essere dimenticato. Se sei dimenticato sei morto davvero. La morte non mi fa paura. Punto agli onori degli altari.

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Di Nicola Comparato 5 ottobre 2019 - Alcuni scatti della giornata di sabato 5 ottobre a Berceto, dove il sindaco Luigi Lucchi ha consegnato la cittadinanza onoraria ad Abdullah Öcalan e il riconoscimento della nazione Curda nelle mani di Newroz Uysal, l'avvocato di Ocalan. Grande la partecipazione del pubblico accorso da varie zone d'Italia.

A rendere ancora più interessante l'evento anche la presenza del musicista cantante Ashti Abdo, il poeta Allawi Hisam Jamil Hisam, l'avvocato Alessandro Martire, il professor Franco Gardini e il musicista/polistrumentista parmigiano Rocco Rosignoli.

Durante la celebrazione però non sono mancate le polemiche da parte di alcuni consiglieri comunali della minoranza, in disaccordo col sindaco Luigi Lucchi di Berceto sul conferimento della cittadinanza onoraria ad Öcalan, che dopo aver espresso il loro disappunto hanno deciso di abbandonare il tavolo del consiglio.

Nonostante tutto la magia non si è interrotta e l'evento è perfettamente riuscito.

 

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(Luigi Lucchi a sinistra con Nicola Comparato a destra)

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Parma-Poggio di Berceto - 100° Anniversario della prima corsa di Enzo Ferrari - 5-6 Ottobre 2019. Una gara storica che è l'ottava prova del 5° Trofeo Nord Ovest regolarità auto storiche.

Parma -

Un appuntamento imperdibile per gli appassionati. Una pagina di storia che ogni anno rinnova la bellezza delle auto impegnate tra parchi e tornanti. Una velocità che consente di contare i fili d'erba ai lati della strada e di valorizzare atmosfera e cucina del territorio. Nell'anniversario tondo, dei primi 100 anni dalla corsa di Enzo Ferrari, la scuderia Parma Auto Storiche celebra una classica gara dell’automobilismo che nell’albo d’oro conta fior di piloti da Giuseppe Campari, ad Antonio Ascari, Luigi Villoresi, Giovanni Marsaglia. Una pietra miliare nel ramo delle grandi competizioni. Enzo Ferrari, nel 1919, poco più che ventenne, scelse la Parma-Poggio di Berceto come esordio nel mondo delle competizioni, sedendo al volante di una CMN. Arrivò undicesimo assoluto e quarto di Categoria.

Presentando il programma, stamattina in Municipio, il Consigliere Comunale Davide Graziani, Agostino Maggiali presidente dei Parchi del Ducato, Fabrizio Bocchi, consigliere Monte delle Vigne, Giovanni Ronchini, vice Sindaco con delega allo Sport Comune di Sala Baganza, Monica Zatti, Direttrice Marketing Gruppo Zatti, Donato Carlucci, Direttore della Manifestazione e il Presidente Comitato Organizzatore Gianfranco Bertei hanno sottolineato come la manifestazione sia "Una tradizione che si rinnova, un percorso ideale per i concorrenti, la possibilità di enfatizzare il legame tra food valley e motor valley" 

L’edizione 2019 della Parma-Poggio di Berceto, si disputerà in due tappe. Prenderà il via alle 13.30 di sabato 5 ottobre dalla Rocca di Sala Baganza e si snoderà su di un percorso di 110 km, con cinquantadue prove di regolarità, parzialmente concatenate attraversando Boschi di Carrega, Talignano, Gaiano, Fornovo di Taro, Terenzo, Cassio, Berceto Cassio, Terenzo, Fornovo di Taro, Gaiano, Boschi di Carrega per chiudere a Sala Baganza.

Una tradizione che si rinnova, un percorso ideale per i concorrenti, la possibilità di enfatizzare il legame tra food valley e motor valley è la proposta quindi per il prossimo weekend. 

La seconda tappa inizierà domenica 6 dal Teatro Regio di Parma con la prima vettura al via alle ore 9.31. Saranno affrontate quarantotto prove di regolarità, parzialmente concatenate passando da Sala Baganza, Boschi di Carrega, Talignano, Collecchio, San Vitale Baganza, Neviano Rossi Fornovo di Taro, Ozzano, Monte delle Vigne, Gaiano, Boschi di Carrega e concludere a Collecchio.

Nata dall’idea di organizzare una corsa automobilistica, da inserire nei festeggiamenti per il Centenario Verdiano, nel Settembre del 1913 appunto, oggi la Parma Poggio viene portata avanti dalla Scuderia Parma Auto Storiche, con la Coorganizzazione e il Patrocinio: del Comune di Parma, con il Patrocinio: della Provincia di Parma, dei Comuni di Collecchio, Sala Baganza, Fornovo di Taro, Terenzo, Berceto, di ANAS, dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport, dell’ A.S.I. Associazioni Sportive Sociali Italiane, del Lions Club Langhirano Tre Valli, con il Supporto del Gruppo ZATTI, della C.S.D. FARNESE, delle Gioiellerie VALENTI, della METROBOX Self Storage, in collaborazione con i Musei del Cibo della provincia di Parma.

 

PROGRAMMA 2019:

Verifiche sportive:

Sabato 5 Ottobre 2019 dalle ore 8.00 alle ore 12.30, alla Rocca di Sala Baganza - PR.

Verifiche tecniche:

Sabato 5 Ottobre 2019 dalle ore 8.00 alle ore 12.30, alla Rocca di Sala Baganza - PR.

Partenza della Manifestazione: Sabato 5 Ottobre 2019.

Partenza del 1° concorrente: Alle ore 14.01 dalla Rocca di Sala Baganza - PR.

Arrivo del 1° concorrente: Domenica 6 Ottobre 2019 alle ore 13.00 alla Corte di Giarola, Collecchio.

PREMIAZIONI:

Alle ore 16.00 di Domenica 6 Ottobre 2019 al Ristorante Corte di Giarola, Collecchio - PR.

PERCORSO: Sabato 5 Ottobre 2019

Sala Baganza - Boschi di Carrega - Talignano - Gaiano - Fornovo di Taro – Terenzo - Cassio - Berceto Cassio - Terenzo - Fornovo di Taro - Gaiano - Boschi di Carrega - Sala Baganza.

Domenica 6 Ottobre 2019:

Parma - Sala Baganza - Boschi di Carrega - Talignano - Collecchio - San Vitale Baganza - Marzolara Calestano - Fornovo di Taro - Ozzano - Monte delle Vigne - Gaiano - Boschi di Carrega - Collecchio.

Per un totale di 210 km e 100 PC parzialmente concatenate.

OSPITALITA’:

Sabato 5 Ottobre 2019:

- ore 12.30 Buffet alla Rocca di Sala Baganza - PR;

- ore 20.30 Serata di Benvenuto al Ristorante Corte di Giarola a Collecchio - PR.

Domenica 6 Ottobre 2019:

- ore 11.00 Aperitivo a Monte delle Vigne, Ozzano Taro - PR;

- ore 13.30 Pranzo al Ristorante Corte di Giarola a Collecchio - PR.

 

Un percorso di 110 km, con cinquantadue prove di regolarità, parzialmente concatenate, che consentirà ai Partecipanti di ripercorrere il tracciato della leggendaria corsa in salita. Nel corso della sua gloriosa storia, ventuno edizioni di velocità, quindici, dal 1913 al 1955, sul tratto Parma-Poggio di Berceto e sei dal 1962 al 1975, sul tratto Fornovo-Monte Cassio, si sono cimentati piloti di fama internazionale quali Giuseppe Campari, Antonio Ascari, Luigi Villoresi ed Enzo Ferrari che il 5 Ottobre 1919, poco più che ventenne, scelse la Parma-Poggio di Berceto come esordio nel mondo delle competizioni, sedendo al volante di una CMN. Arrivò undicesimo assoluto e quarto di Categoria. Vinse Antonio Ascari su Fiat in 38’ 11” 1/5, alla media di km 83,275.”

Domenica 6 Ottobre, dal Teatro Regio di Parma la partenza della Seconda Tappa con la prima vettura al via alle ore 9.31. Saranno affrontate quarantotto prove di regolarità, parzialmente concatenate.

Sabato 5 Ottobre 52 PC - Domenica 6 Ottobre 48 PC

Buona Parma-Poggio di Berceto 2019: 100 Prove Cronometrate

Oltre ai numerosi premi previsti dalle varie classifiche:

Generale Assoluta:

Saranno premiati i primi venti equipaggi (Conduttore e Navigatore) assoluti;

Scuderie:

Saranno premiate le prime tre Scuderie, con tre equipaggi classificati;

Femminile:

Sarà premiato l’equipaggio femminile (Conduttore e Navigatore) meglio classificato;

 

Segreteria Organizzativa:

Via Trieste, 106/B 43122 Parma - PR Tel. e Fax: 0521.773911 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Appuntamento importante in provincia di Parma, per la precisione a Berceto, il comune di montagna più vicino al mare.

Di Nicola Comparato Parma 1 ottobre 2019 - Domenica 5 ottobre, a partire dalle ore 10.30, il sindaco Luigi Lucchi invita tutti a Berceto per il riconoscimento della "Nazione Curda" e per conferire la cittadinanza onoraria ad Abdullah Öcalan, leader del PKK, catturato il 15 febbraio 1999 in Kenya da alcuni agenti dei Servizi Segreti Turchi e tuttora rinchiuso, come unico detenuto, in un carcere di massima sicurezza ad İmralı, un'isola situata nel Mar di Marmara in Turchia.

Parteciperanno all' evento:

Newroz Uysal, avvocato di Őcalan, per ritirare la cittadinanza onoraria e per portare i ringraziamenti dello stesso Őcalan.
Il poeta Allawi Hisam Jamil Hisam, che reciterà a Berceto alcune poesie.
Ashti Abdo, curdo di Afrin, vicino ad Aleppo, cantante, autore e polistrumentista, che in Italia suona con i Domo Emigrantes, con i quali ha vinto il premio della Critica all’edizione 2016 del Premio Andrea Parodi. Saranno presenti inoltre l'avvocato Alessandro Martire, il professor Franco Gardini e l'Onorevole Giuseppe Romanini.
Degna di nota anche la presenza del polistrumentista parmigiano Rocco Rosignoli.

(Locandina realizzata da Dembas Heval)

 

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Sabato, 18 Maggio 2019 08:18

Fine settimana a Berceto

Gli eventi del fine settimana che Berceto mette a disposizione dei suoi ospiti.

Sabato 18 maggio
Organizzato dall'Associazione Italiana Trasporti d'Epoca (A.I.T.E.), con il Comune di Berceto e la Pro Loco Berceto si terrà la Parata Storica di Camion e Autobus d'epoca al Passo della Cisa e Berceto. Aspettiamo tutti gli appassionati di camion e corriere storiche, i camionisti e gli "Amici della Strada della Cisa" per una giornata memorabile!!

Domenica 19 maggio

- alle ore 16,30 nel maestoso Duomo a Berceto - Concerto (dettagli nella locandina)

- alle ore 21.00 in Fornace a Ghiare di Berceto proiezione del film "Il prato delle volpi"

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Verso il Contratto di fiume Parma - Baganza | MERCOLEDÌ 3 APRILE, ore 18:00 a FELINO (PR

Si invitano i cittadini, le associazioni, gli enti pubblici e privati dei comuni di Berceto, Calestano, Collecchio, Felino, Parma, Sala Baganza e Terenzo a partecipare all'incontro che si terra' presso la

SALA CIVICA "R. AMORETTI" (via Filippo Corridoni, 2 - Felino, PR)
MERCOLEDÌ 3 APRILE, ORE 18:00

L'incontro con il pubblico rappresenta una risorsa fondamentale per il processo del Contratto di Fiume, in grado di offrire una conoscenza capillare e puntuale del territorio. Le informazioni raccolte durante la fase di partecipazione pubblica andranno ad integrarsi e ad aggiungersi a quelle individuati nella prima fase di ascolto, creando un quadro dettagliato dello stato di fatto del bacino Parma-Baganza su cui individuare le opportunità progettuali e le modalità di intervento attraverso il Contratto di Fiume.

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Disposizione che impone di ammalarsi entro le 7.30, accade a Fornovo, Solignano, Berceto e Terenzo.

Se non fosse un atto ufficiale potrebbe sembrare una barzelletta eppure si tratta di una tragicomica realtà, i docenti delle scuole statali di alcuni comuni del Parmense quando si ammalano devono farlo sapere all'amministrazione scolastica entro le 7.30 del mattino, qualora dovessero ammalarsi dopo tale orario non sanno come doversi regolare, come se i malanni avessero un termine orario per potersi manifestare.

Il fatto ancora più curioso ed inspiegabile è che questa disposizione vale solo per gli insegnanti, gli appartenenti alle altre categorie scolastiche: bidelli, impiegati e personale dirigenziale sono evidentemente "liberi" ammalarsi a qualsiasi ora del giorno e della notte.

La disposizione (che alleghiamo) è stata emessa dalla dottoressa Gloria Cattani, dipendente dell'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna con qualifica di dirigente scolastico, assegnata in "reggenza" all'Istituto Comprensivo di Fornovo di Taro (Parma) al quale afferiscono le scuole dell'infanzia, primarie e medie che si trovano nei comuni di Fornovo Taro, Solignano, Berceto e Terenzo.

Oltre alla singolare termine orario, la disposizione suggerisce agli stessi docenti di comunicare la loro assenza, ovviamente entro le 7.30, anche inviando messaggi whatsapp o sms ai loro colleghi che coordinano i plessi scolastici, come se fosse normale in una pubblica amministrazione far viaggiare dati sensibili verso utenze telefoniche private. Tutto come se la scuola non avesse un ufficio.

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti, precisa: "Abbiamo formalmente invitato l'Ufficio Scolastico regionale ad intervenire ma è passata una settimana e tutto tace, ci spieghino perché i docenti di questi comuni, dove non risultano problemi particolari di assenteismo devono essere trattati in questo modo assurdo, chi è responsabile politico delle azioni dell'amministrazione scolastica se c'è batta un colpo, noi ci riserviamo ulteriori azioni e rivendichiamo sanzioni a carico di chi mette in innegabile imbarazzo l'amministrazione scolastica"

(allegata la disposizione contestata)

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A Valmozzola interrotta la circolazione del traffico. A Terenzo cedimenti strutturali e danni alla rete scolante. Frane a Borgotaro, Solignano, Berceto e Varsi

Parma, 30 Ottobre 2018 – Le incessanti precipitazioni che si sono abbattute le scorse 48 ore nel Parmense restituiscono ora il quadro dei danni. Già dalle prime ore del mattino della giornata di lunedì il Consorzio della Bonifica Parmense ha inviato le proprie maestranze su tutti i comprensori del territorio di Parma e provincia attivando la fase di monitoraggio. Nonostante l'intensa perturbazione la situazione è rimasta sotto controllo in pianura, dove lo stato dei corsi d'acqua maggiori – il Po e il Taronon ha presentato ripercussioni sulla rete artificiale di canalizzazioni consortile tali da attivare alcuno degli impianti di sollevamento acque presenti sul territorio.

Situazione diversa invece in montagna, dove la quantità e l'intensità delle piogge cadute in poche ore hanno fatto registrare alcune criticità idrogeologiche. Come nel Comune di Valmozzola, dove la strada di bonifica Case Nicoli - Testanello è stata interrotta al traffico a causa di una voragine. Cedimenti strutturali si sono registrati anche sulla strada di bonifica Selva Castello - Cà Bouvier – Pozzolo e sulla strada di bonifica Molino Secchione - Ca sana, entrambe nel Comune di Terenzo, con danni alla rete scolante superficiale e viabilità compromessa.

A queste criticità si aggiungono anche quelle registrate sulla strada di bonifica Tiedoli - Barca – Testanello, nel Comune di Borgotaro, per una frana abbattutasi sulla carreggiata; quelle sulla strada di bonifica Sgui - Gherardi – Baghetti, nel Comune di Varsi (cedimento della scarpata di controripa); e quelle nel Comune di Berceto: sulla strada di bonifica per Molino Canone (cedimento scarpata), sulla strada di bonifica Scorza - Case Beccarini e Poggio - Gabrielli - Seghino (danni alla rete scolante superficiale e cedimento della scarpata). Infine il Comune di Solignano, dove la strada di bonifica Case Penetta - Cipelli - Canirossi presenta il cedimento della scarpata.

L'ammontare dei danni è di 60mila euro, i lavori saranno avviati nei prossimi giorni.

FOTO IN COPERTINA - Frana sulla Strada di bonifica Case Nicoli - Testanello a Valmozzola (PR).

Turismo Parma. Sequestro Camping "I Pianelli" di Berceto, Cardinali (Pd): "Scongiurare la chiusura nel periodo estivo".Per il consigliere Dem il complesso sarebbe un'irrinunciabile risorsa attrattiva per il territorio

Il sequestro da parte dell'autorità giudiziaria del Camping "I Pianelli" di Berceto per presunta lottizzazione abusiva è al centro di un'interrogazione del consigliere regionale del Partito democratico Alessandro Cardinali, che chiede alla Giunta se sia possibile attivarsi per scongiurarne la chiusura nel periodo estivo. "Il complesso costituisce un'irrinunciabile risorsa attrattiva ed economica per tutto il territorio bercetese, caratterizzato da fragilità del sistema produttivo- sottolinea il consigliere Dem- non solo per i posti di lavoro che offre agli abitanti della zona, ma anche per l'indotto che genera".

Secondo l'esponente del Pd, infatti, il camping sarebbe situato in posizione strategica sulla strada nazionale della Cisa e farebbe registrare presenze costanti tutto l'anno, con un picco di presenze giornaliere di circa un migliaio di persone nel periodo estivo, turisti che poi visitano anche i centri medievali circostanti. Lo scorso novembre, però, il Camping "I Pianelli" è stato posto sotto sequestro cautelativo per una presunta lottizzazione abusiva a seguito delle indagini condotte dai Carabinieri. "L'attività investigativa- rimarca Cardinali- è uno strumento indispensabile per garantire che tutto venga svolto nella legalità, nell'interesse della comunità e, nello stesso tempo, degli stessi gestori della struttura. Ma la sua chiusura, soprattutto in vista dell'imminente stagione estiva, produce danni cospicui a tutta l'economia della zona".

In vista di questa affluenza massiccia di persone, infatti, sarebbero numerosi gli artigiani e i commercianti locali che avrebbero fatto investimenti per soddisfare le richieste di un pubblico variegato e internazionale.

Il consigliere, pertanto, evidenzia la necessità di una revisione della vigente disciplina regionale, almeno per le zone montane turisticamente disagiate, e chiede alla Giunta "se sia a conoscenza del sequestro della struttura e del fatto che l'udienza sia stata fissata per il prossimo novembre".

 

Cardinali, infine, chiede all'esecutivo regionale "se intenda, nel pieno rispetto delle norme vigenti e della legalità, valutare se sussistano eventuali condizioni che permettano l'apertura estiva del complesso, scongiurando le gravi ricadute economiche e sociali che altrimenti potrebbero verificarsi". (Giulia Paltrinieri)

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