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La creatività urbana come impegno sociale non è cosa nuova. In passato però l'espressione artistica veniva utilizzata come mezzo di protesta, un modo per diffondere messaggi di dissenso o di denuncia. Oggi questo aspetto è meno sfruttato dagli artisti urbani.

L'impegno si è tramutato in cose da fare come ad esempio l'applicazione dei graffiti, soprattutto nel figurativo, nella riqualifica di edifici o addirittura quartieri in degrado. Oppure l'utilizzo della streetart come ricerca spirituale, come viaggio interiore o accompagnamento alla meditazione. Oppure sempre più richiesto è l'intervento degli artisti graffitari nei progetti di sostegno e aiuto alla persona. Nelle carceri ad esempio, nella sensibilizzazione verso la creatività e l'educazione al bello nelle scuole, negli istituti per malati psichici.

Altro esempio di positivo rapporto tra creatività e sociale, è l'intervento negli istituti di ricovero o nelle case di riposo. Già a Lisbona, nel 2015, è stato realizzato "il primo fortunato workshop teorico e pratico per connettere l'arte tra generazioni. Il progetto ideato dall'organizzazione portoghese Lata 65 ha condotto gli anziani ad apprendere la pratica della streetart, sui muri della città, con l'accompagnamento di artisti portoghesi conosciuti". La notizia ha fatto il giro del mondo.

Questa proficua collaborazione tra gli anziani e gli artisti, a quasi tre anni dall'esperienza di Lisbona, si è potuta realizzare anche in Italia.

A Varano De Melegari in provincia di Parma, presso la Casa Residenza per anziani, Bonzani. L'iniziativa è stata possibile grazie alla volontà e al sostegno della ONLUS AuroraDomus e al personale della Residenza Anziani.

Tutti, compresi anziani e writers, si sono impegnati per la riuscita del progetto. "La nostra associazione McLuc Culture da più di dieci anni è impegnata nella promozione della creatività urbana. Più di un anno fa stavamo ragionando sulla eventualità di realizzare un progetto simile a quello di Lata65". Trovare spazi, risorse e consensi istituzionali non era cosa facile. "Ci siamo entusiasmati subito e accolto con favore la proposta di realizzare, con la partecipazione degli ospiti, una serie di opere con gli spray nello stile e nella tecnica dei graffiti. Dopo circa un anno di gestazione e di aspetti organizzativi e tecnici da risolvere è stato possibile avviare il progetto".

Tredici artisti membri di McLuc Culture hanno incontrato gli anziani, tra Dicembre 2017, Gennaio e Febbraio 2018, hanno conosciuto in parte le loro storie, le loro abitudini, l'ambiente in cui vivono. Questo ha permesso di raccogliere spunti, suggestioni, ispirazione per poi riuscire a interpretare su 43 pannelli i loro racconti, le loro visioni, le loro inquietudini e i loro ricordi.

La Casa Residenza Bonzani ha potuto arricchirsi di energia e emozioni che resteranno indelebili anche quando gli artisti non ci saranno più. Saranno nell'aria e sulle opere stesse che coloreranno le pareti dei corridoi, delle sale e delle camere. Questa è la dimostrazione concreta del valore dell'arte come sviluppo sociale, come contributo al miglioramento della qualità della vita.

Il valore è maggiormente prezioso in casi come questi in cui due mondi apparentemente distanti, la residenza per anziani e il mondo dei graffiti, si avvicinano e realizzano qualcosa di bello. Avviene tutto in modo naturale. Gli/le ospiti, i/le giovani artisti/e, i famigliari delle/degli anziane/i, i/le collaboratori/ici della residenza, tutte le persone coinvolte, turnazioni permettendo, hanno accolto con generosità questo percorso. Le barriere nascono dai pregiudizi, gli ostacoli sono soprattutto mentali. Per questo non esistono. Vedere il sorriso dei/delle residenti, la loro gioia per la presenza di tanti giovani artisti, la loro partecipazione diretta o indiretta è stato impagabile. Superare certe regole e certe rigidità dettate dalle convezioni non portano necessariamente al caos, spesso sprigionano momenti di magia quando la strada della libertà espressiva viaggia sulla strada del cuore.

Fabrizio Maci
mclucculture.it

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Giovedì, 12 Aprile 2018 06:10

Pilotta, inaugurata la Sala del Trionfo - foto

E' stata inaugurata ieri sera la nuova sezione della Galleria Nazionale interamente dedicata alle arti decorative della corte ducale di Parma.

In uno spazio fino ad ora non accessibile al pubblico e completamente riallestito, attorno allo spettacolare Trionfo da tavola di Damià Campeny, trovano degna collocazione opere di Petitot e Boudard, ceramiche della Real fabbrica di Parma, severi armadi farnesiani e arredi di gusto rocaille insieme a una attenta selezione di preziosi manufatti sottratti al buio dei depositi e posti in dialogo con gli affreschi dei maestri attivi a Parma dal XVI al XVIII secolo.

L'accostamento di questo variegato patrimonio rievoca gli ambienti della corte ducale caratterizzati dalla convivenza delle diverse arti, in sintonia con il gusto artistico europeo.

L'evento inaugurale è stato accompagnato da un concerto con musiche di F.J.Haydn. W.A. Mozart e G.Verdi eseguite dai due violini Mihaela Costea e Simona Cazzulani, realizzato grazie alla collaborazione con la Fondazione Arturo Toscanini di Parma.

In chiusura è stato consumato un buffet ai partecipanti  offerto dal Consorzio di Tutela del Vino dei Colli di Parma DOC.

(Servizio fotografico di Francesca Bocchia)

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Mercoledì, 04 Aprile 2018 14:58

La mostra "Pop Vision" di Sasha Torrisi

Dal 5 al 30 aprile lo spazio espositivo LaZona, presso il Centro Cinema Lino Ventura, ospiterà la mostra "Pop vision" di Sasha Torrisi.

L'esposizione "POPvision" nasce con l'intento di rappresentare in chiave Pop l'Italia dei grandi cambiamenti dal dopoguerra ad oggi. Non una semplice riflessione dell'artista Sasha Torrisi, bensì un'analisi articolata che racconta le profonde trasformazioni della nostra società dal 3 gennaio 1954 (esordio delle trasmissioni tv) ad oggi. Il primo palinsesto televisivo nasce come strumento educativo e di informazione: il programma "Non è mai troppo tardi" insegna a leggere e scrivere, mentre il vero e proprio intrattenimento televisivo ha inizio con il quiz "Lascia o Raddoppia", che riempie le serate di tutti gli italiani. La prima pubblicità, invece, compare solo nel 1957 con il "Carosello". "POPvision" non è solo un'esposizione sulla tv, ma una vera e propria esperienza che intreccia la storia della nostra società con il lessico della Pop Art.

Sasha Torrisi è conosciuto per essere voce e chitarra della famosa rock band italiana "TIMORIA" con la quale realizza 4 album e calca importanti palchi come quello del Festival di Sanremo.
In ambito pittorico cresce nello studio dell'artista Marco Lodola dal quale impara le tecniche della Pop Art. Le sue opere hanno una forza cromatica esuberante legata alle modalità narrative fumettistiche, ma rielaborano personaggi e dettagli fino all'astratto. Sembra che i soggetti siano indiscussi protagonisti di un immaginario Pop storyboard: si stagliano da una liquida realtà metafisica in una dimensione asettica, levigata, fluorescente, oltre la realtà delle cose. Un ritmo compositivo energico e frenetico che scaturisce dalle esperienze musicali acquisite generando uno stile unico. Ha esposto in tutto il mondo con notevole interesse di pubblico e critica.

Orari apertura LaZona - Centro Cinema Lino Ventura (Via D'Azeglio 45/D):
lunedì e mercoledì : 9.00 alle 13.30
martedì, giovedì, venerdì e sabato: 9.00 - 13.30 e 14.30 - 19
Contatti: tel. 0521/031041 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Mercoledì, 28 Marzo 2018 07:33

"The Grandfather Platform"

Oltre 5.000 visitatori per l'opera site specific di Luca Pozzi a Palazzo Magnani. Fino a venerdì 30 marzo, incontri ravvicinati con gli affreschi dei Carracci per un viaggio emozionale sospeso tra il tempo e lo spazio

Il progetto, a cura di Maura Pozzati, costituisce una nuova importante tappa nell'ambito della collaborazione intrapresa da UniCredit e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna volta a promuovere il patrimonio artistico dello storico edificio bolognese.

Sono oltre 5.000 i visitatori di The Grandfather Platform, opera site specific pensata dall'artista milanese Luca Pozzi per Palazzo Magnani, che permette di vivere un viaggio nel tempo e nello spazio, dentro e attraverso superfici, storia e futuro. Un'esperienza per i sensi e per l'anima in una originale mostra d'arte che, grazie ad una monumentale piattaforma interattiva, consente incontri ravvicinati con gli affreschi realizzati da Ludovico, Agostino e Annibale Carracci nel tardo Cinquecento, tra vibrazioni dallo spazio, buchi neri e realtà aumentata.

Inaugurata lo scorso 2 febbraio all'interno del percorso espositivo di Arte Fiera - Art City, The Grandfather Platform è una mostra unica per elaborazione creativa e realizzazione.

Il progetto, a cura di Maura Pozzati, costituisce una nuova importante tappa nell'ambito della collaborazione intrapresa da UniCredit e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna al fine di promuovere Palazzo Magnani come rinnovato luogo di cultura, capace di accogliere nuove forme di espressione artistica sempre più vicine alla contemporaneità. Grazie a The Grandfather Platform, infatti, lo storico edificio è aperto alla città affinché questa possa immergersi in un'esperienza d'arte composita e innovativa, unica nel suo genere.

Centro nevralgico della mostra è la Sala dei Carracci interamente occupata da un'installazione ambientale che permette ai visitatori di salire a oltre 4 metri di altezza per trovarsi vis-à-vis, per la prima volta nella storia di Palazzo Magnani, a una distanza così ravvicinata con i magnifici affreschi carracceschi che ornano le pareti dell'intero salone.

Il potenziamento della fruizione dell'affresco non è tuttavia l'unico effetto che l'opera di Pozzi produce. L'artista offre suggestioni derivanti dalla traduzione visiva di alcune moderne teorie della fisica, giungendo ad immaginare l'invisibile. The Grandfather Platform, nel mutare la prospettiva sul fregio dal livello terra del salone al livello sopraelevato della piattaforma, evoca l'imprescindibilità del punto di vista, principio caro alla meccanica quantistica. Ma Pozzi si spinge anche oltre, creando una sorta di cunicolo spaziotemporale all'interno del quale il visitatore può metaforicamente viaggiare nel tempo, dal presente all'origine della fondazione di Roma.

L'installazione permette tra l'altro di sperimentare gli effetti emozionali della realtà aumentata scaricando l'app ideata da Pozzi e predisposta da Bepart, partner tecnico del progetto. La mostra continua nelle sale adiacenti dove è visibile la serie di sculture in bronzo lucidato a specchio "Dragon's Eggs" - risultato di una collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) che le ha equipaggiate di veri scintillatori muonici in grado di percepire il passaggio di particelle subatomiche altrimenti invisibili, segnalandone la presenza attraverso un impulso luminoso. Il progetto si chiude con la presentazione degli scatti fotografici "Wilson Tour" realizzati documentando il lancio di una pallina da tennis il 19 novembre 2017 dalle 11.00 alle 17.45 di fronte alle scene delle "Storie dei primi fondatori Romolo e Remo" dipinte da Ludovico, Agostino e Annibale Carracci.

Nella Quadreria, inoltre, sono esposte due sculture realizzate dall'artista, già presenti nella Collezione d'Arte UniCredit. Queste opere mettono in luce un uso originale della forza di gravità, connesso a temi artistici e religiosi della realtà bolognese.

La mostra è visitabile fino a venerdì 30 marzo nelle giornate di mercoledì (dalle 10 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 20) e di giovedì e venerdì (dalle 14,30 alle 18).

 

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Pubblicato in Dove andiamo? Emilia

Sono approdate in piazza Sant'Antonino a Piacenza, stamani, due delle tre installazioni dell'artista Brunivo Buttarelli che resteranno esposte all'ombra della basilica patronale sino al 6 giugno prossimo.

Le sculture – di cui la terza sarà collocata entro il pomeriggio odierno – anticipano la personale "Trasformatori di mondi", organizzata dalla Galleria "Il Lepre" in collaborazione con l'Amministrazione comunale, che verrà inaugurata a Palazzo Farnese il 14 aprile e sarà visitabile sino al 20 giugno. I grandi gusci frantumati e corrosi, quasi fossero affiorati da remote spiagge, rappresentano anche l'omaggio alla ricchezza di fossili e al passato geologico del territorio piacentino.

Brunivo Buttarelli, noto in ambito internazionale, è nato nel 1946 a Casalmaggiore (Cr). Già docente, per quasi vent'anni, di Tecniche pittoriche murali all'Istituto Toschi di Parma, nello stesso periodo ha lavorato come restauratore di affreschi, opere lignee e lapidee, coltivando anche lo studio dell'archeologia. Fondatore del Centro Casalasco di Studi Paleontologici, ha iniziato nel 1986 l'attività di pittore e scultore scenografo al Teatro Regio di Parma. Nel 1990 ha abbandonato l'attività didattica per dedicarsi completamente alla ricerca scultorea, intrecciando nella sua opera l'esperienza multidisciplinare acquisita, la pratica sul campo nella bottega di falegnameria del padre e l'utilizzo di diversi materiali.
Le sue opere, presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero, sono state esposte anche all'esterno del Muse – Museo di Scienze di Naturali di Trento progettato da Renzo Piano, nell'ambito del progetto "Muse en plein air".

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Lo storico edificio da poco ristrutturato dalla banca ha accolto i ragazzi del liceo Chierici di Reggio Emilia per una visita guidata tra le meraviglie artistiche e architettoniche della dimora cinquecentesca

Reggio Emilia, 7 marzo 2018 – Sede di UniCredit, tesoro della città: Palazzo Pratonieri apre le porte agli studenti del liceo artistico Chierici di Reggio Emilia.
Lo storico edificio è stato da poco ristrutturato dal Gruppo bancario che vi ha insediato una filiale innovativa, alcuni uffici di direzione territoriale e la sede dell'Area Private Emilia. E che soprattutto ha voluto così portare a compimento un intervento mirato alla conservazione e alla valorizzazione di un pezzo di storia di Reggio Emilia.

Gli studenti del liceo Chierici sono stati i primi a poter usufruire di un "viaggio" nell'arte e nella storia di uno dei gioielli architettonici di Reggio Emilia.
Martedì 6 marzo, guidati dall'architetto Valentina Ippolito di Real Estate UniCredit, da Bruno Ferrarini del Team Sicurezza UniCredit, con un tecnico dello studio Re-enter che ha curato la progettazione e la direzione lavori e la professoressa Franca Farra che ha accompagnato i ragazzi, gli studenti del liceo Chierici hanno quindi potuto ammirare i tesori storico-artistici che caratterizzano l'immobile di pregio, come l'imponente scalone, le sculture realizzate da Cirillo Manicardi, Enrico Prampolini e altri artisti reggiani; gli arazzi dipinti, i fregi pittorici e i bassorilievi in bronzo.

La mostra The Grandfather Platform, è l'opera site specific pensata dall'artista milanese Luca Pozzi per Palazzo Magnani (Via Zamboni 20 – Bologna) ed inserita nel percorso Arte Fiera – Art City 2018.

 

Inserita nel percorso Arte Fiera – Art City 2018, l'opera site specific è stata pensata dall'artista milanese Luca Pozzi per Palazzo Magnani. Il progetto, a cura di Maura Pozzati, costituisce una nuova importante tappa nell'ambito della collaborazione intrapresa da UniCredit e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna volta a promuovere il patrimonio artistico dello storico edificio bolognese.

Un viaggio nel tempo e nello spazio, dentro e attraverso superfici, storia e futuro. Un'esperienza per i sensi e per l'anima in una originale mostra d'arte che, grazie ad una monumentale piattaforma interattiva, consente incontri ravvicinati con gli affreschi realizzati da Ludovico, Agostino e Annibale Carracci nel tardo Cinquecento, tra vibrazioni dallo spazio, buchi neri e realtà aumentata
The Grandfather Platform è una mostra unica per elaborazione creativa e realizzazione, che risponde alla volontà di attivare all'interno della Fiera Internazionale d'Arte di Bologna il dialogo tra la cornice storica della città, l'arte contemporanea e il tema della convivenza civile.
Il progetto, a cura di Maura Pozzati, costituisce una nuova importante tappa nell'ambito della collaborazione intrapresa da UniCredit e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna al fine di promuovere Palazzo Magnani come rinnovato luogo di cultura, capace di accogliere nuove forme di espressione artistica sempre più vicine alla contemporaneità. Grazie a The Grandfather Platform, infatti, lo storico edificio sarà aperto alla città affinché questa possa immergersi in un'esperienza d'arte composita e innovativa, unica nel suo genere.

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Centro nevralgico della mostra – che si inaugura oggi, venerdì 2 febbraio alle 19 – è la Sala dei Carracci, per l'occasione interamente occupata da un'installazione ambientale che permetterà ai visitatori di salire a oltre 4 metri di altezza per trovarsi vis-à-vis, per la prima volta nella storia di Palazzo Magnani, a una distanza così ravvicinata con i magnifici affreschi carracceschi che ornano le pareti dell'intero salone.

Il potenziamento della fruizione dell'affresco non è tuttavia l'unico effetto che l'opera di Pozzi produce. L'artista offre suggestioni derivanti dalla traduzione visiva di alcune moderne teorie della fisica, giungendo ad immaginare l'invisibile. The Grandfather Platform, nel mutare la prospettiva sul fregio dal livello terra del salone al livello sopraelevato della piattaforma, evoca l'imprescindibilità del punto di vista, principio caro alla meccanica quantistica. Ma Pozzi si spinge anche oltre, creando un cunicolo spaziotemporale all'interno del quale il visitatore potrà metaforicamente viaggiare nel tempo, dal presente all'origine della fondazione di Roma, epicentro della nascita non solo del nostro paese ma dell'Europa intera. Spaziando dalla storia dell'arte contemporanea a quella moderna, grazie ad un collegamento immediato tra due regioni prima remotissime.

"Per lo spettatore – spiega la curatrice della mostra, Maura Pozzati - sarà possibile raggiungere un diverso stato meditativo a 4 metri d'altezza tra il passato, la storia dell'arte e il presente, tra la verticalità della pittura e l'orizzontalità del piano stesso. Un'infrastruttura fisica ma al tempo stesso illusionistica che, facendo proprie le ardite tecniche dei Carracci, arriva a simulare la presenza di un gigantesco buco nero grazie ad un collage digitale riprodotto sulla moquette dove poter camminare anche scalzi. Il visitatore si troverà tra la Rosetta Mission dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), il Fermi Telescope (Nasa e INFN) e il Laser Interferometer Space Antenna (LISA) il cui lancio è previsto solo nel 2034".

Secondo l'autore Luca Pozzi, artista visivo e mediatore culturale, "Siamo abituati a pensare al tempo come a qualcosa di lineare, ma il tempo non è uguale per tutti, dipende da come lo tagli a che velocità lo percorri e a quanto interagisci con le cose che ti circondano. Per questo mi sono ispirato al Grandfather Paradox per l'installazione di Palazzo Magnani, un paradosso di fisica teorica che descrive questa non linearità nelle sue più estreme conseguenze. Il risultato è una specie di macchina del tempo di proporzioni ambientali pensata per connettere comunità distanti, visionarie discipline e diverse culture bypassando i confini geografici, politici e linguistici. Se lo spazio-tempo è una ragnatela, allora una mia interazione con la rete qui e ora farà vibrare quello che è successo più di duemila anni fa".

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L'installazione permetterà tra l'altro di sperimentare gli effetti emozionali della realtà aumentata scaricando l'app ideata da Pozzi e predisposta da Bepart, partner tecnico del progetto. La mostra continua nelle sale adiacenti dove sarà visibile la serie di sculture in bronzo lucidato a specchio "Dragon's Eggs" - risultato di una collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) che le ha equipaggiate di veri scintillatori muonici in grado di percepire il passaggio di particelle subatomiche altrimenti invisibili, segnalandone la presenza attraverso un impulso luminoso. Il progetto si chiude come si è aperto attraverso la presentazione degli scatti fotografici "Wilson Tour" realizzati documentando il lancio di una pallina da tennis il 19 novembre 2017 dalle 11.00 alle 17.45 di fronte alle scene delle "Storie dei primi fondatori Romolo e Remo" dipinte da Ludovico, Agostino e Annibale Carracci.

Nella Quadreria, inoltre, saranno esposte due sculture realizzate dall'artista, già presenti nella Collezione d'Arte UniCredit. Queste opere mettono in luce un uso originale della forza di gravità, connesso a temi artistici e religiosi della realtà bolognese.

La mostra sarà visitabile fino al 30 marzo 2018, con apertura straordinaria 3/4/5 febbraio dalle 10 alle 18; poi ogni mercoledì dalle 10 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 20; il giovedì e il venerdì dalle 14,30 alle 18; i sabati 10 febbraio e 10 marzo dalle 10 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.

 

 

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Mercoledì, 31 Gennaio 2018 16:20

"Bi-personale": mostra al femminile a Punto Arte

Un tandem, artistico e soprattutto "in rosa": a Parma, dall'1 febbraio al 15 aprile le due pittrici Silvana Federici e Nicol Squillaci sono protagoniste di una mostra a due nei locali di Confartigianato Imprese Parma, in viale Mentana 139. 

L'occasione per la realizzazione della bi-personale è il 70° anniversario della fondazione dell'associazione che cade il 7 febbraio (le celebrazioni saranno aperte sabato 17 con il concerto di Antonella Ruggiero al Teatro Regio).

L'associazione ha scelto di celebrare così l'evento "1948-2018", per il quale è stata anche coniata una significativa frase che accompagnerà Confartigianato Imprese per tutto l'anno: "Un futuro che inizia dalla nostra storia".

Le due artiste, chiamate ad esporre in questo importante momento di Confartigianato, provengono l'una, Silvana Federici, dalla Lunigiana di Massa e l'altra, Nicol Squillaci, dalla provincia di Spezia. Diversi i loro stili, i linguaggi pittorici e le tematiche che saranno messi a confronto sulle pareti del Punto Arte in viale Mentana dove si potranno apprezzare circa 20 quadri per ciascuna autrice. Dopo l'inaugurazione, giovedì 1° febbraio alle 16, la doppia mostra sarà a disposizione del pubblico fino alla metà di aprile, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30 (tranne il venerdì in cui la chiusura è anticipata alle 16,30).

SILVANA FEDERICI

Silvana Federici è un'artista soprattutto informale. Dopo anni di attività in banca, ora si può finalmente dedicare alla sua primigenia passione: la pittura, che i suoi genitori ostacolavano. Autodidatta, ha iniziato a dipingere a 18 anni, grazie al regalo di un'amica, ovvero una scatola di colori ad olio (come avvenne anche per Matisse). Nei primi tempi, affascinata dai vortici vangoghiani, dipingeva soprattutto nature morte di tendenza post-impressionista, paesaggi e marine. In seguito, a Madrid è rimasta folgorata dalla carica esplosiva dell'"action painting" di Jackson Pollock, per cui si è convertita all'informale. Spesso dipinge sulla tela posta orizzontalmente, con sound track (preferibilmente dei Rolling Stones), da cui trae carica ed energia, nonché ispirazione nella scelta dei colori, che in tal modo discendono da pure emozioni. Da alcuni anni lavora anche con la spatola su grandi tele e altri supporti originali, tra cui stuoie e tendaggi. Molto attiva sul territorio e dintorni, Federici partecipa alle iniziative artistiche più qualificate, distinguendosi in collettive e personali. Nel 2017, alla IV Edizione del Premio Internazionale "Ligures", ha ricevuto al Castello San Giorgio di Lerici (Sp) il "riconoscimento speciale" dell'Istituto di Cultura Slovacco.

NICOL SQUILLACI

Nicol Squillaci, appena più che ventenne, mostra una notevole maturità artistica. Dopo il diploma al Liceo artistico "Cardarelli" di La Spezia e l'Università, partecipa soprattutto a collettive e concorsi, dove può verificare la sua tecnica (con una spiccata vocazione per disegno e pittura all'acquerello e ad acrilico). Cresciuta nell'epoca dei media informatici, Nicol trae spunto dagli effetti dei software grafici, ma va ben oltre la digital-art, riappropriandosi di una tecnica pittorica "pulita" ed originale, a cavallo tra l'astrattismo e il figurativo. Dal 2015 è membro dell'UCAI-Unione Cattolica Artisti Italiani e del Circolo Culturale San Martino di Durasca, a Follo. Nello stesso anno segue un corso di acquerello e di percezione del colore (che diventa la sua caratteristica saliente) tenuto da Mirella Raggi e nel dicembre è segnalata al Concorso di pittura "Piccoli Scrigni, Grandi Tesori". Seguono le due personali a Portovenere e il Premio Speciale Giovani, alla IV edizione del concorso internazionale "Le Grazie - La Baia dell'Arte", assegnato dall'Associazione "Il Volo dell'Arte". Sperimentatrice, dedita alla ricerca di tecniche nuove, predilige il tema della natura, anche con un sottofondo religioso.

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Notte bianca dell'arte anche in Assemblea legislativa: Bottarelli espone in occasione di Artefiera. La mostra del pittore fidentino sarà aperta per tutto il week end in occasione del tradizionale appuntamento invernale. Inaugurazione venerdì alle 18, sabato aperta fino alle 22, domenica fino alle 19.

 

Un'Assemblea legislativa aperta. All'arte, ma soprattutto ai cittadini. Nasce così la partecipazione dell'istituzione ad ArteFiera, il tradizionale appuntamento invernale all'insegna dell'arte che si terrà a Bologna il primo fine settimana di febbraio. Da venerdì alle 18, infatti, il piano ammezza to del Parlamento dell'Emilia-Romagna ospiterà, all'interno del percorso di Art City, la mostra personale L'irrinunciabile ostinazione nella Pittura di Maurizio Bottarelli.

Un percorso artistico che sarà aperto per tutto il week end e, sabato, fino alle 22. "In questo modo l'Assemblea -spiega la presidente- sarà ancora più aperta ai cittadini, che potranno abituarsi a frequentare questi luoghi anche per l'arte che contengono. Un modo per l'istituzione per entrare in osmosi con i cittadini e far sì che l'arte ispiri questo processo. L'apertura serale va proprio in questa direzione: far capire che l'Assemblea legislativa è sempre a disposizione delle persone e dei cittadini".

Le opere di Bottarelli sono il frutto dei suoi viaggi in giro per il mondo, come in Australia e in Nuova Zelanda, e subiscono le influenze di questi luoghi, tra diverse culture, politiche, persino le guerre che questi posti hanno dovuto subire. Lo si capisce dai volti dipinti, "che possono essere considerati anche delle maschere, suggestionate dai posti che ho visitato e dagli episodi che questi luoghi hanno vissuto", spiega l'artista di Fidenza (Parma), uno degli artisti donatori di opere all'Assemblea legislativa, che espone in maniera permanente tutto l'anno opere di artisti emiliano-romagnoli.

La scelta delle opere di Bottarelli, operata dal curatore Sandro Malossini, non è stata semplice: "Dipingo da 50 anni: ho selezionato le opere più recenti e soprattutto quelle che ritenevo più significative della mia carriera". La mostra sarà visitabile tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18; apertura straordinaria: venerdì 2 febbraio dalle 18 alle 21 e sabato 3 febbraio dalle 11 alle 22 in occasione della notte bianca di Art City White Night e domenica 4 febbraio dalle 11 alle 19. (Margherita Giacchi)

 

Fonte: Regione Emilia Romagna

Record di ingressi per il Museo delle Statue Stele lunigianesi di Pontremoli che al 31 dicembre 2017 ha raggiunto il traguardo di 16.708 visitatori per l'anno appena concluso.

20161208-stele-pontremoli-IMG 4990 1Un grande risultato che riempie di orgoglio tutti coloro che ogni giorno si impegnano e cercano di rendere l'offerta già ampia e articolata del sito storico, sempre più attrattiva e stimolante.

Il picco più alto è stato raggiunto nel mese di agosto, quando si sono registrati ben 1757 ingressi, andando quindi a confermare lo status di Museo più visitato della Provincia di Massa Carrara.

Numeri che sono destinati a salire vista la presenza, da poco inaugurata, dell'ascensore che da Porta Parma collega direttamente al Castello, eliminando così qualsiasi limitazione di accesso e permettendo a tutti di poter raggiungere in comodità il Castello e il Museo al suo interno.

Un 2017 ricco di soddisfazioni per la Fortezza del Piagnaro che oltre all'altissimo numero di ingressi è stata anche protagonista del Premio Architettura Toscana, aggiudicandosi il primo posto per quello che riguarda l'allestimento.

È la luce che si dipana dal basso a rendere ancor più magiche e suggestive le affascinanti Stele, detentrici di un ammaliante potere seduttivo per tutti coloro che si trovano ad incrociare il loro enigmatico sguardo. E deve essere questo che ha fatto innamorare chi ha voluto due rappresentanti del magico "Popolo di pietra" all'interno della mostra "Intuition", co – prodotta dalla "Axel&MayVervoordt Foundation" e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia per Palazzo Fortuny, esposta proprio a Palazzo Fortuny, nel cuore di Venezia.

La Stele femminile di Treschietto e quella maschile di Casola hanno fatto bella mostra di sé incantando visitatori e turisti e suscitando stupore e incredulità, dando dimostrazione di come, in loro, conviva energia e pura intuizione. Sono tornate all'inizio del mese di dicembre ad occupare il proprio posto all'interno del Museo di Pontremoli, reduci da un grande successo che potrebbe ripercuotersi anche sul numero di visitatori del sito storico.

20161208-castello-pontremoli-IMG 4482E come non ricordare il convegno "Premio Architettura Toscana" organizzato in collaborazione con il Comune di Pontremoli dall'Ordine degli Architetti PPC (Oappc) di Firenze, la Federazione degli Architetti PPC Toscani, l'Ordine degli Architetti PPC di Pisa, l'Ance Toscana e la Fondazione degli Architetti di Firenze, con il patrocinio del Consiglio Nazionale Architetti PPC, che ha visto la partecipazione di un gremito pubblico in arrivo da ogni parte della Toscana. E sempre in questo contesto è stata ospitata la mostra itinerante che ha permesso di prendere visione dei numerosi progetti presentati in occasione del Premio Architettura Toscana.

Il 2017 si è concluso con l'allestimento tra le stanze del Castello del suggestivo presepe vivente ispirato alla tradizione francescana e realizzato dalla Pro Loco di Pontremoli che ha registrato un buon numero di visitatori, e con l'avvio dell'ascensore, la grande opera dal rilevante valore culturale, sociale e storico che potrebbe segnare una svolta per l'intero territorio.

E poi l'adesione all'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Un'importante e rinomata vetrina sia per quello che riguarda il Castello che per il Museo, che garantirà una visione ben oltre i confini territoriali delle potenzialità del contesto storico, con tutte le sue peculiarità e i suoi punti di forza. Primo Comune ad entrare a far parte della rete al di fuori dei confini dell'Emilia Romagna, costituisce un orgoglio per il territorio, che, oggi si trova a dover affrontare la sfida di voler vedere salire il numero degli ingressi e di effettuare una programmazione a lungo termine di eventi e appuntamenti.

Tra i successi riscontrati anche quello didattico. Sono in aumento le scuole del territorio ma anche provenienti da oltre i confini territoriali, che scelgono l'offerta didattica proposta dal Castello del Piagnaro: laboratori e attività ispirati alla storia delle Stele, ma non solo, in grado quindi di attrarre numerosi consensi.
E infine l'avvio positivo del 2018.

Nei giorni scorsi una giovane coppia residente a New York ha fatto visita al Castello del Piagnaro e alla bellissima Villa Dosi, in lizza tra le probabili location in cui celebrare il proprio matrimonio.

Un onore per il Comune di Pontremoli già l'essere stata inserito nella lista delle ultimissime su cui riflettere.

Insomma, tanti piccoli ma importanti passi verso un futuro che, si spera, sia sempre più ricco e attrattivo e che sappia donare a Castello e Museo un quadro d'insieme il più completo e accattivante possibile. Per un'offerta che non deluda proprio nessuno.

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