Murelli (Lega) presenta una risoluzione alla Camera: «I pompieri non hanno l’inail e si devono pagare visite e cure. Il loro stipendio è inferiore a quello di agenti e carabinieri così come la pensione. Inoltre, va evitato che i nuovi arrivati vengano subito trasferiti, vanificando così i rinforzi di personale»

 

Piacenza, 20 nov. 2019 «La Lega è vicina ai Vigili del Fuoco, un Corpo indispensabile, e alle loro richieste e proprio ieri (19 novembre) è stata depositata una risoluzione a mia prima firma con le loro richieste». Lo afferma Elena Murelli, deputata della Lega che ha presentato alla Camera la proposta di risoluzione (un atto del Parlamento che impegna politicamente il Governo).

Le richieste avanzate dalla Lega sono: «equiparare il trattamento retributivo e pensionistico spettante al personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco a quello applicato agli appartenenti alle Forze di polizia dei livelli corrispondenti; introdurre nell’ordinamento del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco istituti come il corpo tecnico al quale indirizzare il personale rimasto vittima di infortuni che ne hanno compromesso l’operatività, prevedendone altresì l’inquadramento nell’Inail; assumere le opportune iniziative idonee a potenziare l’organico dei Vigili del Fuoco, al fine di fronteggiare ogni genere di emergenza, anche istituendo un sistema di tracciamento dei trasferimenti che permetta di evitare il rischio di avere sedi periferiche sotto organico (molte persone dopo essere state assegnate a na sede chiedono subito il trasferimento, vanificando così l’arrivo di nuove forze); stanziare le risorse necessarie all’acquisizione dei mezzi indispensabili al funzionamento ed all’efficacia del Soccorso Tecnico Urgente».

Murelli ha ricordato come, in media, i pompieri guadagnino 7mila euro in meno delle altre Forze dell’ordine, un’inferiorità retributiva di circa il 20%, oltre a questo «ciò che manca - spiega Murelli - sono alcuni importanti istituti previdenziali. Ad esempio, manca un ruolo tecnico ben definito: chi subisce un infortunio viene spostato in ufficio perdendo la divisa e le indennità che hanno i colleghi. I vigili del fuoco, poi, non sono inquadrati nell’Inail: devono pagarsi le viste, le cure ed eventuali supporti medici, salvo recuperare parte di quanto speso dono anni e tanta burocrazia. Una situazione caotica e antidiluviana: basti pensare che un pompiere non ha accesso alla ricetta telematica in uso ai medici di famiglia e ogni atto deve essere cartaceo, perfino quello del pronto soccorso».

La problematica degli imballaggi in plastica sta avendo grande risonanza negli ultimi tempi. Da un lato è ormai reale la necessità di limitare l’utilizzo di packaging superfluo, ove possibile. Dall’altro lato esistono una serie di prodotti per i quali la confezione in plastica è necessaria, in quanto ha reso possibile il loro ingresso nella grande distribuzione. Non tutti i prodotti oggi disponibili possono essere venduti sfusi, a volte è anche una questione di igiene. Nascono per questo nuovi modi di confezionare alimenti e prodotti di vario genere, non solo per quanto riguarda il packaging sul punto vendita, ma anche per la conservazione in casa.


Sacchetti in materiali alternativi
Oggi li chiamiamo alternativi, nel senso che li si può utilizzare al posto della plastica, ma non sempre questi materiali sono del tutto nuovi. Ad esempio i sacchetti di juta per packaging proposti dal sacchettificio Sacchetti di Tessuto sono disponibili in varie dimensioni e forme, in modo da rispondere senza problemi a qualsiasi tipo di richiesta. Non solo la juta è un materiale completamente riciclabile, ma anche biocompatibile, visto che si tratta di una materia prima di origine vegetale, con sviluppo ecosostenibile. La juta è poi anche piacevole e igienica, con questo tessuto si confezionano sacchetti per legumi e verdure, così come simpatici accessori per la casa. Durevoli nel tempo, si possono anche riutilizzare; modificando la consistenza del tessuto nascono poi anche imbottiture e contenitori antiurto, oltre agli innovativi sacchetti in juta con isolante termico.


Il bambù
La novità degli ultimi anni è il bambù. Anche in questo caso stiamo parlando di una novità solo per quanto riguarda gli ambiti di utilizzo, in quanto questa pianta è coltivata dall’uomo da millenni, che poi la usa per scopi vari. La praticità e l’eco compatibilità del bambù sta nel fatto che lo sviluppo annuo di una singola pianta è enorme, oltre a non necessitare di pesticidi o concimi. Inoltre il bambù si sviluppa anche in terreni considerati difficili, sopportando la presenza di acqua così come la siccità. Ciò che di rivoluzionario è oggi presente nel bambù è il campo di utilizzo, ampissimo. Con il bambù si produce una fibra adatta a confezionare qualsiasi tipo di tessuto; ma la parte legnosa dei fusti si può anche usare per l’edilizia o per costruire accessori da cucina, dai cucchiai in legno fino alle lastre di parquet.


Perché adottare un packaging innovativo
Oggi sempre più aziende si stanno muovendo verso l’utilizzo di packaging innovativo ed ecocompatibile. Che non sia di mera plastica, quella che impiega centinaia di anni per decomporsi. Si tratta anche di rispondere alle esigenze della clientela, che desidera limitare la produzione di rifiuti, seppur riciclabili come avviene con la plastica. I nuovi materiali permettono di limitare l’utilizzo di confezioni mono uso, infatti i sacchetti in tessuto sono riutilizzabili e lavabili praticamente all’infinito. Sono inoltre versatili, oggi con i nuovi materiali si prepara anche packaging ecologico per cosmetici, come ad esempio quello che ci propone il sacchettificio Sacchetti in Tessuto. Poter proporre alla clientela un’alternativa ecocompatibile alla plastica diviene in certi casi anche una mossa adatta a favorire lo sviluppo di una migliore reputazione nei confronti dei consumatori.


Il problema plastica
In molte città italiane oggi la plastica viene raccolta in modo differenziato. Il passaggio però dalle abitazioni al riciclo non è così sicuro, anzi sono molti i materiali plastici che purtroppo ancora oggi finiscono nell’ambiente. Oltre agli imballaggi, alle bottiglie, ai film plastici ci sono anche microplastiche invisibili a occhio nudo. Stiamo parlando di una vera e propria emergenza, che potrebbe portare gli oceani a contenere più plastica che pesci. Solo un nuovo modo di concepire il packaging, che lo renda riutilizzabile, può fermare l’inquinamento dilagante da plastiche.

 

Michele Belmessieri, dopo aver realizzato l'anno scorso il primo stradario parmigiano a vignette è ora pronto a presentare il secondo volume. Per la realizzazione sta effettuando una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Kickstarted, che finirà il 30 novembre 2019 e che per ora ha raggiunto il budget per la stampa di 250 copie. Tutte le persone che vogliono partecipare possono visitare la pagina Facebook stradarioparmigiano con le informazioni. 
 
L'iniziativa editoriale che lo vede impegnato in prima persona e che è composto da una serie totale di tre volumi racconta tramite la toponomastica la biografia dei personaggi a cui sono state intitolate le vie, spesso poco conosciute. Un piccolo manuale suddiviso in base ai quartieri cittadini con le caricature divertenti e una breve biografia di ciascuno. In questo volume ci sarà anche una particolare appendice di approfondimento sui monumenti scomparsi della città. 
 
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Il progetto fin dalla sua prima edizione ha avuto il patrocinio del Comune di Parma e per questo nuovo volume l'introduzione sarà scritta dall'assessore alla cultura Michele Guerra. La vendita delle nuove copie dovrebbe iniziare a metà dicembre al costo di euro 10 e tutto il ricavato, come lo scorso anno, sarà devoluto alla Fondazione Matteo Bagnaresi Onlus. 
 
Per il 2020 in concomitanza con Parma Capitale della Cultura, a conclusione del progetto, vi sarà il terzo volume dello stradario con il 365esimo personaggio (uno per ogni giorno dell'anno). 
 
 
Foto e intervista a cura di Francesca Bocchia 
 
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In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza i Giocamici, i volontari di Noi per Loro, le insegnanti, i genitori e soprattutto loro, i giovani ricoverati, scendono in pista

Alle 11 in punto la colonna sonora di Friends, la serie americana che ha spopolato in tv, ha invaso i locali dell’Ospedale dei bambini per coinvolgere personale, genitori e giovani pazienti in un balletto che si è snodato tra atrio e corridoi dell’Oncoematologia pediatrica portando una ventata di novità e di sana follia in reparto.

A lanciare questa improvvisa performance la coordinatrice infermieristica Maria Luisa Zou insieme al personale dell’Onco, le insegnanti della Scuola in Ospedale, i volontari di Giocamico, con l’intento di regalare un momento di spensieratezza a chi, per professione o per cura, passa le giornate in un reparto dove le emozioni sono sempre a tinte forti. A sostenere l’iniziativa l’immancabile associazione Noi per Loro.

Il flash mob è stata l’occasione per celebrare la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il 20 novembre, e la scelta della sigla di Friends - I'll be there for you - un omaggio all’amicizia. 

“Sono momenti di leggerezza in cui vogliamo coinvolgere i nostri pazienti – spiega Maria Luisa Zou – ma credo siano momenti importanti anche per il personale, perché sorridere insieme ci aiuta ad affrontare meglio anche il nostro lavoro che ci mette a contatto ogni giorno con la sofferenza di bambini e ragazzi. E inevitabilmente ne siamo sempre profondamente coinvolte”.

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Personale del Commissariato di Polizia di Sassuolo ha tratto in arresto un uomo di 41 anni e una donna di 32, responsabili in concorso del reato di rapina aggravata.

Intorno alle ore 5.00 di ieri mattina, è giunta una segnalazione sulla linea di emergenza 112NUE da parte della vittima, il titolare di un panificio, che poco prima era stato derubato della somma di circa 1.000 euro, che la donna aveva sottratto dal registratore di cassa, mentre il 41enne lo minacciava con una bottiglia di birra in mano e una spatola tagliente utilizzata per la lavorazione del pane afferrata al momento. La coppia era poi scappata a bordo di una autovettura.

Grazie alla minuziosa descrizione dei due soggetti, gli agenti, esperti conoscitori del territorio, hanno immediatamente capito chi potesse essere l’autore della rapina, indirizzando le indagini nei confronti del 41enne, noto pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, e dopo alcune ricerche sono riusciti ad intercettare la coppia in via Regina Pacis e a bloccarla.

Il malfattore ha restituito solo una parte del denaro rubato perché il resto era già riuscito a spenderlo.

La vittima, che nel corso della rapina era stata afferrata al collo, è stata refertata presso il locale pronto soccorso con prognosi di cinque giorni.

I due malviventi sono stati associati presso la Casa Circondariale Sant’Anna, come disposto dal Magistrato di Turno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Fioriscono nuovi giochi nel giardino del CAV (Centro di Aiuto alla Vita) e il prato di via Cima Palone si trasforma in un luogo sempre più a misura di bambino, grazie alle attrezzature donate da Parma Facciamo Squadra. 

La pioggia di sabato scorso, 16 novembre, non è riuscita a rovinare la festa di inaugurazione dove, oltre agli amici, ai volontari e alle mamme con i loro bambini erano presenti i pagliacci della Croce Rossa di Parma e di Fontanellato a scacciare il grigio delle nuvole. 

Ora il CAV ha un luogo dove i piccoli seguiti dall’associazione ma anche i bimbi del quartiere potranno giocare insieme senza correre alcun pericolo. Un giardino per tutti i bambini che potranno trovare qui un luogo aperto e pronto ad accoglierli con le loro mamme. 

Il Centro di Aiuto alla Vita di Parma attualmente segue circa un migliaio di donne e ne ospita ventisei in diverse case di accoglienza.

La donazione è frutto della raccolta fondi di Parma Facciamo Squadra 2018, coordinata da Forum Solidarietà, è sostenuta da Fondazione Cariparma con Barilla e Chiesi Farmaceutici hanno moltiplicato per quattro le donazioni dei cittadini. 

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Giocare alla play station o vestire le bambole non è proprio la stessa cosa, un adolescente ha esigenze diverse rispetto ad un bambino o una bambina. Che vanno rispettate perché il gioco è una cosa seria, anche in un reparto ospedaliero. E così le due associazioni, presenze assidue all’Ospedale dei bambini di Parma come Noi per Loro e Giocamico, hanno deciso di completare il salottino del primo piano dell’Oncoematologia pediatrica per consentire ad ogni paziente ricoverato di ricavarsi uno spazio adeguato dove dedicarsi alle sue attività preferite, contenendo le interferenze dei grandi o dei piccoli, a seconda dei casi.

Se l’investimento iniziale per creare “l’angolo adolescenti” era stato sostenuto dall’EuropeanClubEuropeo (studenti, famiglie e personale del liceo Giacomo Ulivi di Parma), il completamento dell’ “angolo bambini” è stato donato da Noi per Loro e Giocamico grazie al sostegno ricevuto dalla famiglia di Cecilia Antognozzi ( Noi per Loro) e dai figli e dalla sorella di Raffaela Varalla che grazie alle offerte raccolte tra gli amici di Raffaela hanno integrato la cifra necessaria per l’intervento.

Ed ora il salottino, funzionale e colorato, è a disposizione dei pazienti degenti dell’Oncoematologia pediatrica, che possono così trovare uno spazio di svago durante i loro periodi di ricovero che possono essere anche molto lunghi, ma anche dedicarsi ai laboratori per gli adolescenti e alle lezioni della Scuola in Ospedale.

Al ringraziamento erano presenti figli e sorella di Raffaela Varalla, Cristina Premoli e Corrado Vecchi di Giocamico, Nella Capretti di Noi per Loro oltre al personale del reparto rappresentato dalla coordinatrice infermieristica Maria Luisa Zou e dalla direttrice del reparto Patrizia Bertolini.

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Squadra Mobile e Polizia Municipale, a distanza di pochi giorni, hanno tratto in arresto due cittadini stranieri, un albanese di 36 anni e un marocchino di 32 anni, entrambi per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nell’ambito dell’attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, nel corso di due distinte attività di indagine, attuate anche attraverso servizi di osservazione ed appostamento, gli agenti hanno individuato un “andirivieni” sospetto in entrata e uscita dalle abitazioni dei due stranieri.
Il 36enne albanese è stato tratto in arresto ieri in quanto trovato in possesso di 0,8 grammi di cocaina e di ulteriori 20 grammi della medesima sostanza, che lo straniero custodiva presso il proprio domicilio in centro storico, all’interno di un cassetto della cucina, insieme ad un bilancino di precisione e a svariati telefoni cellulari.


Il 32enne marocchino, invece, è stato fermato in via Finzi la scorsa settimana a bordo di un autoveicolo di grossa cilindrata con la scusa di un accertamento di routine. Da subito lo straniero è apparso particolarmente agitato, motivo per il quale gli agenti hanno proceduto al controllo del veicolo, dove sono stati trovati 4 involucri contenenti cocaina per un peso complessivo di 7,4 grammi.
La perquisizione è stata estesa all’abitazione, in zona Marzaglia, dove sono stati rinvenuti in un borsello in pelle appoggiato su un tavolino altri 66,91 grammi di cocaina, suddivisa in due pezzi, oltre ad un bilancino di precisione. La droga oltre a quattro cellulari e a diverse schede telefoniche sono stati sottoposti a sequestro.
Durante il controllo nelle pertinenze dell’appartamento e precisamente all’interno di una cantina, gli operatori hanno recuperato un navigatore satellitare, una borsa contenete kit di emergenza, tre cerchi in lega marcati “Maserati” e 41 scatole contenti kit di pastiglie freni della “Brembo”.
Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare l’eventuale provenienza illecita di detti prodotti.
Il cittadino marocchino è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale, come disposto dal Magistrato di turno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre il 36enne albanese è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa del processo con rito direttissimo.

 

Vigili del fuoco, giovedì sciopero: Cisl, «Anche a Modena mancano uomini e mezzi»

 

Una squadra (cinque uomini) anziché due a Modena, una sola autoscala per tutta la provincia (fino a qualche anno fa erano tre), sedi di distaccamenti fatiscenti (Carpi, Sassuolo e Vignola). 

 

Non ci sono soltanto motivi nazionali alla base della protesta dei sindacati confederali dei vigili del fuoco, che hanno proclamato quattro scioperi generali. Il primo è in programma dopodomani - giovedì 21 novembre (ore 16-20). I successivi si tengono lunedì 2 dicembre (ore 10-14), giovedì 12 dicembre (ore 16-20) e sabato 21 dicembre (dalle 10 alle 14). Durante l’astensione dal lavoro sarà in ogni caso garantita l’attività di soccorso tecnico urgente alla popolazione. 

 

«La nostra situazione è a dir poco paradossale – denuncia il segretario territoriale della Fns Cisl di Modena Stefano Venturini - Il sottorganico è ormai cronico: a Modena c’è una squadra (cinque uomini) anziché due, mentre il distaccamento di Carpi, che dovrebbe avere sette unità, ne ha costantemente solo cinque in attivo. La mancanza di personale è un fenomeno comune a tutta la provincia e i vigili disponibili devono pertanto essere redistribuiti». 

 

A rendere la situazione ancor più problematica è la carenza di autoscale. Dovrebbero essercene tre (una a Modena, una a Carpi per la Bassa e una a Pavullo per la montagna): invece ne è disponibile solo una. «Questo comporta problemi legati alla tempestività nel soccorso e, allo stesso tempo, compromette la sicurezza dei colleghi, costretti a operare senza l’ausilio di un mezzo fondamentale – spiega Venturini - Quando è stato appiccato il fuoco alla sede della polizia municipale di Mirandola (21 maggio), la squadra di S. Felice ha evacuato i locali a rischio della propria incolumità perché l’autoscala ha impiegato 40 minuti per arrivare da Modena. Alcuni nostri colleghi hanno dovuto ricorrere al Pronto soccorso a causa dei fumi sprigionati». 

 

Il segretario dei vigili del fuoco della Cisl aggiunge che le sedi di alcuni distaccamenti (Carpi, Sassuolo e Vignola) sono fatiscenti, mentre Modena ha l’autorimessa inservibile perché rischiano di crollare i piani, perciò i mezzi sono lasciati all’esterno. L’obsolescenza riguarda anche i mezzi di colonna mobile, vecchi di oltre 40 anni. 

 

«Siamo dunque costretti a operare con mezzi vecchi, privi dei minimi requisiti di efficienza e, pertanto, scarsamente sicuri – sottolinea Venturini – Restiamo in attesa dei mezzi necessari per svolgere il nostro servizio di soccorso in modo adeguato, dalle autoscale alle auto pompa serbatoio, ma abbiamo bisogno soprattutto di uomini, perché non riusciamo a coprire neanche il minimo», conclude il segretario territoriale della Fns Cisl di Modena.

Arresti domiciliari per uno stalker: eseguita dalla Polizia di Stato la misura cautelare. Ruba all’interno della Polisportiva “Villa d’Oro”: arrestato in flagranza dalla Polizia di Stato

Mirandola 18  novembre 2019 - Arresti domiciliari per uno stalker: eseguita dalla Polizia di Stato la misura cautelare
Gli agenti del Commissariato di P.S. di Mirandola hanno eseguito la misura cautelare coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena l’8 novembre scorso, a carico di un cittadino italiano di 34 anni, indagato per il reato di stalking.
La misura si è resa necessaria per porre termine ad una condotta persecutoria che l’uomo da alcuni anni aveva posto in essere nei confronti della ex compagna e che negli ultimi mesi era diventata sempre più ossessiva tanto da costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita ed addirittura a cambiare lavoro ed utenza telefonica.
La donna, sottoposta ad un pesante stress emotivo per le continue minacce, ha richiesto l’aiuto della Polizia di Stato, sporgendo denuncia nei confronti dell’ex compagno.
Gli investigatori del Commissariato di P.S. di Mirandola hanno, pertanto, avviato una scrupolosa attività di indagine che ha permesso di raccogliere le prove necessarie affinché la Procura della Repubblica di Modena potesse richiedere in via d’urgenza al G.I.P. l’emissione della misura coercitiva per il 34enne, tra l’altro già gravato da precedenti di Polizia.

 

Modena, 18 novembre 2019 - Ruba all’interno della Polisportiva “Villa d’Oro”: arrestato in flagranza dalla Polizia di Stato
Personale della Squadra Volante ha tratto in arresto un cittadino italiano di 39 anni, per il reato di furto aggravato.
Intorno alla mezzanotte, gli agenti sono intervenuti presso la polisportiva “Villa d’Oro” in quanto era scattato l’allarme antintrusione della struttura.
Arrivati sul posto, gli operatori hanno notato la presenza all’interno del cortile di un uomo che cercava di nascondersi dietro una colonna. Non appena gli agenti hanno scavalcato la recinzione, il 39enne si è dato a precipitosa fuga in direzione di via Nonantolana, ma è stato raggiunto e bloccato immediatamente.
Prima di scappare, il ladro ha abbandonato a terra tre bottiglie di spumante, che - come si è potuto accertare successivamente anche attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza di cui è dotata la polisportiva – erano state sottratte da un frigorifero del bar della struttura.
Il malvivente era entrato nella polisportiva forzando con un chiave inglese una porta posta sul lato posteriore. Una volta all’interno dei locali, aveva cercato di rubare del denaro dal registratore di cassa, senza riuscirvi in quanto vuoto, quindi si era impossessato delle tre bottiglie di vino.
Nel corso della perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto oltre alla chiave inglese anche un paio di guanti neri in pelle.
Accompagnato in Questura per accertamenti più approfonditi è emerso che il 39enne è gravato da numerosi precedenti penali e di Polizia per i reati di rapina aggravata, furto, evasione, resistenza a P.U. ed oltraggio.
L’uomo è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura, come disposto dal Magistrato di turno, in attesa del processo con rito direttissimo.

 

 

Martedì, 19 Novembre 2019 08:59

“Questo non è amore”

“Questo non è amore” - Campagna permanente per la prevenzione delle violenze di genere, anche in Provincia

Parma: Ieri mattina, la Questura di Parma, nell’ambito del progetto “QUESTO NON E’ AMORE”, ha organizzato un altro gazebo a Noceto, , per offrire, anche in provincia, un servizio di informazione e sensibilizzazione relativamente al fenomeno della violenza contro le donne (c.d. violenza di genere).


Sull’argomento il Comune di Noceto è molto sensibile, infatti, nel comune è presente un numero di telefono, collegato alla Polizia Locale, a cui tutte le persone vittime di questo tipo di violenza possono fare riferimento.
L’argomento della violenza di genere è un fenomeno trasversale a tutte le fasce sociali, per combatterlo è necessario anche un deciso cambiamento culturale che possa aiutare le donne a vincere la paura, rompendo l’isolamento e la vergogna, nella consapevolezza di avere degli strumenti di contrasto, di sostegno e di tutela. Per questo fine precipuo, quindi, vengono organizzati i gazebo, ossia per far conoscere alle donne vittime di violenza fisica, psicologica, economica e sociale, che esiste una fitta rete di istituzioni, enti locali ed associazioni di volontariato che ogni giorno si impegnano per affermare una parità di genere contro stereotipi e pregiudizi e che il poliziotto rappresenta uno snodo fondamentale di questa rete.


Il progetto tende a stabilire un contatto diretto con le donne che saranno accolte da psicologi, operatori della polizia giudiziaria e rappresentanti di associazioni, pronti a raccogliere le testimonianze dirette di chi, spesso, ha paura a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia.


Durante l’incontro erano presenti le massime autorità, il Questore di Parma e il Sindaco di Noceto, nonché gli altri enti impegnati a combattere il fenomeno della violenza di genere, come ad esempio i servizi sociali del comune di Noceto.

Link download filmato: https://we.tl/t-aCLYov4rcy

Una fetta di Culatello di Zibello per un sacco di plastica: l’iniziativa di Massimo Spigaroli, il sindaco del Comune di Polesine Zibello sarà presentata il 24 e 25 novembre al Teatro Pallavicino. Spigaroli: “Abbiamo raggiunto l’84,1% di raccolta differenziata collocandoci in Emilia-Romagna al quinto posto tra comuni inferiori a 5.000 abitanti. Essere un comune virtuoso ci consente ora di destinare le nostre energie al suo Bosco Fluviale per liberarlo dalle plastiche e dai rifiuti portati dalle piene dal Po e a tutte le emergenze del territorio. Lo faremo con un semplice gesto, raccogliendo quanto sta contaminando l’ ambiente evitando così che torni al fiume e arrivi al mare.”

Parma,

Il suo è un lungo viaggio e come ogni viaggio che si rispetti è fatto di incontri: il pioppo, il salice bianco, l’ontano nero, l’olmo e la rosa del cucù.

Parliamo della plastica e con lei delle altre varietà di rifiuti che durante le piene del Po, viaggiano sospinti dalle correnti del fiume, insinuandosi nel Bosco Fluviale di Polesine Zibello e nei suoi 400 ettari di vegetazione e biodiversità.

Quando le acque si ritirano, plastiche e rifiuti rimangono lì, vessilli multiformi e contemporanei di un comportamento ancora poco rispettoso dell’ambiente. Pronti a proseguire verso la foce con la nuova piena che verrà. D’altra parte il Po raccoglie la plastica di 20 milioni di persone, del 40% del Pil nazionale, di 4 regioni, 13 province e di 6mila depuratori.

Parte da qui il progetto di Massimo Spigaroli, neo sindaco del Comune di Polesine Zibello. L’obiettivo, ripulire il Bosco Fluviale e il territorio- tornato ad essere tra l’altro sosta di uccelli migratori come le gru - chiamando in campo il simbolo più illustre del territorio: il Culatello di Zibello DOP.

Nobilitato da personaggi come D’Annunzio, il culatello deve la sua fama mondiale a questa terra: alla saggezza antica dei masalén (termine usato nella Bassa per norcino) e alla bontà di un clima umido e nebbioso favorito proprio dal Po.

Così quando il Po chiama in soccorso, Polesine Zibello risponde con il progetto “Una fetta di culatello per un sacco di plastica” che sarà presentato durante il convegno di domenica 24 novembre alle ore 15.30 presso il Teatro Pallavicino di Zibello.

Ad aprire l’incontro la lettera di saluto della Ministra delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo Teresa Bellanova. Seguiranno gli interventi di Massimo Spigaroli ideatore del progetto, Carlin Petrini Fondatore di Slow Food, Stefano Bonaccini Presidente Regione Emilia Romagna, Meuccio Berselli Segretario Generale Autorità distrettuale del Fiume Po - Riserva Mab Unesco Po Grande, Patrizio Bianchi Assessore all’Istruzione Regione Emilia Romagna, Paolo Andrei Rettore dell’Università di Parma, Michele Guerra Assessore alla Cultura del Comune di Parma e Massimo Bergami Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale Università di Bologna. Legambiente interverrà con il videomessaggio del suo Presidente Stefano Ciafani. A moderare l’incontro Claudio Rinaldi, Direttore della Gazzetta di Parma.

“Abbiamo raggiunto l’84,1% di raccolta differenziata - afferma Massimo Spigaroli - collocandoci in Emilia-Romagna al quinto posto tra comuni inferiori a 5000 abitanti. Essere un comune virtuoso ci consente ora di destinare le nostre energie al suo Bosco Fluviale per liberarlo dalle plastiche e dai rifiuti portati dalle piene dal Po e a tutte le emergenze del territorio. Lo faremo con un semplice gesto, raccogliendo quanto sta contaminando l’ ambiente evitando così che torni al fiume e arrivi al mare.” Un circolo vizioso che può essere interrotto ad un patto, “ fare squadra dai cittadini, alle scuole dalle istituzioni alle aziende” per promuovere anche in queste aree di golena turismo, cultura e tradizione.

In tal senso, il progetto prevede una sezione tecnica in programma sempre al Teatro Pallavicino lunedì 25 novembre a partire dalle ore 10.00 cui prenderanno parte l'Autorità distrettuale del Fiume Po, la Regione Emilia Romagna, l’Università di Parma, Iren, Legambiente, Destinazione Turistica Emilia e Parma, io ci sto!. Tra gli interventi anche EmiliAmbiente, Confagricoltura Parma, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori e le Associazioni venatorie.

Leggera, resistente, economica, la plastica ci ha innegabilmente cambiato la vita. Dall’elettronica fino ai trasporti, senza considerare che sono in plastica il 45% dei biomateriali utilizzati in medicina (protesi, organi artificiali) inattaccabile da muffe, parassiti e batteri.

Il problema è il suo smaltimento e la cattiva gestione da parte dell’uomo che ne ha fatto una delle forme di inquinamento più invasive e durature ( può rimanere nell’ambiente anche per 400 anni, eccezion fatta per le plastiche biodegradabili che, però, iniziano a diffondersi soltanto adesso).

Il marine litter (ovvero detriti marini) resta sicuramente una dei problemi ambientali più gravi del nostro tempo. Si stima infatti che oltre l'80% sia composto da plastiche e microplastiche, e gran parte di queste arrivano in mare trasportate dai corsi d’acqua. Il fiume Po, in particolare, riversa nel mare Adriatico in una sola ora sotto forma di microplastiche circa 460 chili di rifiuti l'equivalente del peso di un orso polare (fonte: AICA Associazione internazionale per la comunicazione ambientale).

L’iniziativa del Comune Polesine Zibello è stata sostenuta dall’Autorità distrettuale del Fiume Po, dal Consorzio di tutela del Culatello di Zibello, EmiliAmbiente, Fidenza Village, Iren, Legambiente, Parma, io ci sto! Università di Parma. E ancora Coldiretti, Confagricoltura Emilia Romagna e CIA-Confederazione Italiana Agricoltori.

 

Nei giorni scorsi il Servizio Gestione Operativa dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia è stato premiato a Roma con il Lean Healthcare Award 2019 dedicato al miglior progetto di riorganizzazione nella sanità italiana.

Il servizio gestione operativa (operation management) è un'unità che programma e gestisce l’utilizzo dei comparti operatori, assegnando le sale operatorie secondo valutazioni di priorità degli interventi e in considerazione della rilevanza delle liste di attesa per tutte le piattaforme operative dei 6 ospedali della provincia. Si tratta di una nuova funzione inserita nell'organizzazione aziendale a seguito della fusione, che ha suscitato l’interesse in ambito nazionale come pratica, ancora poco diffusa nelle aziende sanitarie pubbliche.

Ad esempio il Rapporto OASI 2018 del CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza sanitaria e Sociale) della SDA (School of Management) dell’Università Bocconi di Milano ha dedicato un capitolo alla esperienza dell’AUSL di Reggio Emilia.

L’Executive Programme Lean Health Management, organizzato dalla in collaborazione con Telos Management Consulting, ha l’obiettivo di sviluppare le competenze nel lean management attraverso attività didattiche frontali e visite in aziende considerate di eccellenza nel Lean Management.

Il premio Lean Haward Healthcare, istituito lo scorso anno, organizzato dalla Luiss Business School in collaborazione con Telos Management Consulting, FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e ospedaliera) e l’Università di Siena, premia le eccellenze in ambito di qualità dell’assistenza ispirate al modello Lean.

Il lean management, mutuato dal sistema industriale giapponese e adattato ai contesti sanitari, promuove, infatti, una radicale revisione organizzativa nel tentativo di ridurre eventuali sprechi nel processo assistenziale (tempo, costi, etc), eliminare consuetudini frutto di comportamenti che non hanno evidenza clinica e consolidare quanto aggiunge valore al processo, sia per l’utente che per il sistema.

A suscitare l’apprezzamento della giuria composta da 28 professionisti del settore, tra cui direttori generali delle aziende sanitarie pubbliche e private di tutte le regioni e da rappresentanti dell'industria, sono stati i risultati della revisione del percorso pre-operatorio chirurgico nei sei ospedali provinciali, progetto che ha visto tre anni di impegno da parte dell’équipe diretta dalla dott.ssa Maria Teresa Montella.

L’obiettivo dell’innovazione organizzativa, resa possibile dal fondamentale supporto del Servizio Tecnologie Informatiche aziendale, è stato il miglioramento della qualità assistenziale offerta ai circa 29mila pazienti che ogni anno si sottopongono a interventi chirurgici, in vista dei quali è necessaria una serie di esami di approfondimento. Il lavoro si è sviluppato nella direzione di una migliore organizzazione dei percorsi anche attraverso la revisione dei modelli clinici all’insegna della maggiore appropriatezza.

“CHIR …ben comincia”, questo il nome del progetto il cui iter è ancora da completare, ha raggiunto i primi significativi risultati generando un impatto positivo che ha visto:

·         la complessiva riduzione degli accertamenti pre-operatori per un ammontare di attività pari a circa 1000 ore di lavoro per anno e relativi minori costi economici,

·         la riduzione dei tempi del percorso che il paziente affronta e del numero di volte che deve fisicamente recarsi nella sede ospedaliera prima dell'intervento,

·         la generazione di flussi informativi tra processi aziendali, preziosi anche per una migliore programmazione dell’attività chirurgica nelle sale operatorie.

A presentare il progetto e ritirare il premio per l’Azienda USL è stato il Dr. Maurizio Pocaforza, dirigente infermieristico, che è stato anche ospite della trasmissione RAI 1 Mattina nella giornata di ieri.

 

Il Direttore Generale si è complimentato con i responsabili della Operation per la qualità del progetto e del loro efficiente lavoro di programmazione e gestione della attività chirurgica della Azienda: “Sono particolarmente contento di questo premio perché riguarda materie che sono state sempre centrali nella mia pratica manageriale, quali la qualità, l’appropriatezza e l'efficienza e soprattutto perché questo lavoro è esclusivo merito di collaboratori, segno tangibile che qualcosa è stato seminato di questa cultura nella nostra organizzazione".

 

Ubriaco spinge volontario della Caritas per entrarvi ad ogni costo, bloccato dagli agenti oppone resistenza all’identificazione e tenta di prenderli a testate. Arrestato

Parma 18 novembre 2019 - Durante la mattinata di ieri, alle ore 12 circa, gli Agenti delle volanti sono intervenuti presso la Caritas di Via Turchi, per la segnalazione, da parte dei volontari, della presenza di un soggetto in stato di alterazione che a tutti i costi voleva entrare presso i locali della Caritas.


Nonostante i volontari gli avessero fatto presente che si dovessero seguire delle regole per poter entrare, l’uomo, un cittadino straniero, ha iniziato a spintonare un volontario.
Solo l’arrivo degli Agenti ha riportato ad apparente calma il soggetto, che una volta invitato a fornire le proprie generalità e i documenti è immediatamente andato su tutte le furie, dicendo che lui non aveva nulla. A quel punto, gli Agenti, sono stati costretti ad accompagnarlo in Questura, per poterlo compiutamente identificare. Una volta salito sulla Volante di servizio ha iniziato a prendere a calci e pugni lo sportello.


Una volta giunto in Questura ha tentato a più riprese di prendere a testate, calci e pungi gli agenti, che pertanto sono stati costretti ad ammanettarlo, per la loro e l’incolumità dello stesso soggetto, che è apparso pericoloso anche per sé stesso.
Visto il comportamento, atto ad impedire un atto d’ufficio degli Agenti che dovevano identificarlo, nonché vista la grande violenza manifestata, il soggetto è stato tratto in arresto per il reato di violenza e resistenza nei confronti di pubblico ufficiale.


L’uomo, una volta riportato alla calma è stato fotosegnalato, ed è risultato essere un cittadino ivoriano classe 98’, irregolare sul territorio nazionale e gravato da numerosi precedenti, tra cui una rapina.
Su disposizione del Pubblico Ministero, l’ivoriano è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura, in attesa del rito per direttissima che si svolgerà nella mattinata odierna.

Lunedì, 18 Novembre 2019 11:13

Il tonfo di Parma

Brutto tonfo di Parma nella classifica di Italia Oggi. Dal sesto al 20esimo posto.

Di Lamberto Colla 18 novembre 2019 - Intendiamoci, il 20simo posto rappresenta una posizione di rispetto nella speciale classifica stilata dal quotidiano economico Italia Oggi.
A impressionare è stato il balzo indietro di ben 14 posizioni in una sola volta che però non stupisce buona parte dei cittadini della città ducale.

L'ottima posizione dello scorso anno aveva per un attimo lenito le ferite dei cittadini che da molto tempo contestano al primo cittadino problemi legati alla sicurezza, alla pulizia e alla raccolta differenziata dei rifiuti. Probabilmente in molti hanno pensato che fosse una posizione immeritata, una sorta di incoraggiamento a fare meglio, altri invece avranno pensato che la sensazione di insicurezza e di degrado fosse solo una percezione personale e non diffusa.

E pensare che in termini di sicurezza è stato particolarmente visibile l'impegno di tutte le forze dell'ordine nelle attività di prevenzione, anche in forza dell'introduzione di un nuovo sistema di previsione del crimine (XLAV), e nelle operazioni frequenti e coordinate di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Con l'ultima classifica i dati rilevati e i valori percepiti hanno trovato un momento di comunione.

Nulla di imbarazzante ma ciò deve servire per ripensare a Parma, quella dei cittadini tutti e non del solo Sindaco.

Per la cronaca è da registrare l'ottima performance di Bologna che risale al 13esimo posto (dal 43esimo) e la discrete posizioni delle altre città emiliano romagnole con Modena al 15esima posizione, Forlì Cesena in 21esima, Reggio Emilia in 25esima e Piacenza al 32esimo posto. Più distaccate Ferrara (53°) , Ravenna (57°) e infine Rimini (60°)

 

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La Classifica di Italia Oggi

 

Sabato, 16 Novembre 2019 11:35

Da Parma alla frontiera, espulsi

Controllo del territorio e contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina di soggetti pericolosi

Durante uno dei continui servizi di controllo del territorio che si sviluppano nell’arco delle 24 ore, 7 giorni su 7, una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, ha fermato un’auto sospetta, con quattro persone a bordo. Fermo avvenuto nel quartiere Lubiana, zona dove in passato si sono verificati furti in abitazione e che vedono da parte della Questura il massimo della concentrazione dei controlli.


Il conducente è risultato essere un cittadino Pakistano, in possesso di patente di guida e di permesso di soggiorno inglesi, entrambi risultati essere falsi. Per questo motivo, l’uomo, è stato denunciato per i reati di false attestazioni a pubblico ufficiale, falsità materiale e sostituzione di persona; ovviamente, i documenti sono stati posti sotto sequestro.
Altri due soggetti presenti a bordo sono risultati essere cittadini stranieri ed irregolari. Nel dettaglio, uno dei due, un tunisino classe 93’, particolarmente pericoloso per la sicurezza del nostro territorio, in quanto gravato da numerosi precedenti per spaccio, è stato posto immediatamente all’attenzione dell’Ufficio Immigrazione e dopo aver svolto le pratiche necessarie per l’espulsione, il soggetto è stato accompagnato nella mattinata odierna al C.P.R. di Trapani per la sua effettiva espulsione dal territorio nazionale nei prossimi giorni. Lo stesso iter è stato seguito per il cittadino indiano, anch’esso irregolare.


Nel corso della giornata odierna, inoltre, la Questura ha notificato l’accompagnamento in frontiera ad un cittadino Tunisino, classe 71, gravato da numerosi precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, fermato da personale dell’Arma dei Carabinieri a Sala Baganza.
Grazie alla forte collaborazione che vi è stata con i colleghi dell’Arma dei Carabinieri, questa mattina, personale dell’Arma, ha accompagnato il soggetto presso la frontiera di Milano, dove è stato poi fatto salire su di un volo aereo diretto per la Tunisia.

Sempre grazie al mirato controllo del territorio delle volanti dell’Upgsp, nella decorsa nottata, gli Agenti hanno fermato un soggetto Tunisino classe 86’, nel Quartiere San Leonardo, per la precisione in Via Trento, e poiché particolarmente pericoloso, in quanto gravato da condanne per stupefacenti e spaccio, è stato sottoposto all’Ufficio Immigrazione. Personale di quest’ultimo ufficio ha quindi notificato al soggetto un’espulsione per pericolosità sociale con accompagnamento, disposto dal Questore, presso il C.p.r. di Roma, dove in attesa della concreta espulsione dal territorio nazionale, non sarà in grado di delinquere.

Sempre nel corso della settimana, l’Ufficio Immigrazione della Questura, nell’ambito della strategia di allontanare dal territorio nazionale i soggetti stranieri pericolosi, lunedì e mercoledì, a seguito della loro scarcerazione, ha allontanato con accompagnamento in frontiera due soggetti molto pericolosi.
Nel dettaglio, due albanesi, entrambi con condanne per spaccio, la cui espulsione è stata eseguita in applicazione dell’espulsione sostitutiva alla detenzione disposta dall’Ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia.

 

Simone Pillon, il senatore della Lega che ieri era a parma in qualità di formatore all'incontro organizzato dalla Camera civile per gli avvocati sul tema dell'"affido condiviso", è stato oggetto di contestazione attraverso un presidio organizzato davanti alla chiesa di San Giovanni.

Il senatore leghista è fautore di una proposta di legge che mira a tutelare la “bigenitorialità”, vale a dire a consentire ai figli delle coppie separate di continuare ad avere rapporti con entrambi i genitori. Una posizione che aveva alimentato polemiche sin dalla notizia che sarebbe intervenuto come relatore al convegno legale parmense.

Sull'argomento, nei giorni scorsi, si era espressa anche la presidente di  D.i.Re (Donne in rete contro la violenza), Lella Palladino: "siamo state le prime a capire il problema che portava il Pillon su questo- ha evidenziato la presidente di D.i.Re.- ma anche senza il Pillon si è sdoganata attraverso le Ctu (consulenze tecniche d'ufficio) la possibilità di introdurre l'alienazione parentale". Uno strumento che di fatto "obbliga i bambini a vedere i padri. Chiediamo che non sia possibile che in ambito giudiziario, i servizi o gli operatori sanitari mettano sullo stesso piano una donna che è nel ciclo della violenza con un uomo che l'ha agita e che ha commesso il reato di esporre i bambini alla violenza assistita."

Alla fine dell'incontro il senatore ha asciato i locali dalle uscite secondarie.

(Foto di Francesca Bocchia) 

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D.i.re: https://www.direcontrolaviolenza.it/?fbclid=IwAR17fZyp_dIt-TWWKXmrT0k-TfsqYLO_rFKPhSf7Duaf9tsPuaQMB3IPdH8

Scene di quotidiana straordinarietà, che vogliono raccontare la solidarietà e l’attenzione verso il prossimo con cui ogni militare dell’Arma tutti i giorni, in Italia e all’estero, svolge il proprio servizio. Storie di ordinario eroismo, che fanno comprendere a pieno lo spirito di servizio con cui donne e uomini in uniforme affrontano silenziosamente quello che molti di loro stessi definiscono la loro missione, ovvero la tutela delle fasce più deboli e vulnerabili della società. 

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Con una tiratura di oltre un milione di copie, il Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri è un oggetto ambito. Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949, la pubblicazione del Calendario, giunta alla sua 87^ edizione, venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete, con le sue tavole, della vicinanza dell’Arma ai cittadini e, attraverso di essa, all’Italia.

Quello del 2020 è un calendario “narrativo”, da leggere. Racconta del quotidiano eroismo dei carabinieri, attraverso le tavole realizzate dall’artista Mimmo Paladino, tra i massimi autori contemporanei, celebre esponente della transavanguardia, che ha visto le proprie opere esposte permanentemente in alcuni dei principali musei internazionali, tra cui il Metropolitan Museum di New York, accompagnate da toccanti testi scritti da Margaret Mazzantini, scrittrice di fama mondiale, vincitrice di numerosi premi tra cui lo Strega e il Campiello, che con la sua prosa incisiva ha trasformato vicende reali in toccanti narrazioni.

Foto della presentazione a Parma a cura di Francesca Bocchia 

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Colonnello Salvatore Altavilla, Comandante Provincia dei Carabinieri di Parma 

La chirurgia robotica entra nelle sala operatorie dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Da lunedì strumentazione già operativa con il primo intervento. Fabi, direttore generale del Maggiore: “Con l’arrivo del Robot si completa il percorso di innovazione tecnologia e organizzativa intrapreso in area chirurgica”.

Ridotte incisioni, minor dolore post-operatorio, ripresa più rapida delle attività quotidiane, eccellente visualizzazione e miglior accesso alle aree anatomiche difficili. Questi i principali vantaggi del robot chirurgico che da lunedì 18 novembre debutta con il primo intervento. Grazie al prezioso contributo diFondazione Cariparma l’innovazione tecnologica di ultimissima generazione entra quindi in sala operatoria, amplificando le mani del chirurgo e aumentandone la precisione. La tecnica robotica rappresenta l'evoluzione naturale della chirurgia mini-invasiva laparoscopica, tecnica da lungo tempo utilizzata presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, già considerata centro di riferimento e formazione nell'ambito chirurgico. I chirurghi che, dopo aver intrapreso e portato a termine un articolato piano di formazione, utilizzano anche la chirurgia robotica  hanno ora uno strumento in più al servizio dei pazienti dell’Ospedale di Parma.

La presentazione del progetto di chirurgia robotica si è svolta oggi all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma in una sala congressi con oltre 200 tra chirurghi, medici e sanitari, presenti insieme al direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Massimo Fabi, al  presidente di Fondazione Cariparma Gino Gandolfi, al  Rettore dell’Università degli studi Paolo Andrei e all’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna Sergio Venturi. “Con l’arrivo del Robot – precisa Massimo Fabi, direttore generale dell’azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma -  si completa il percorso di innovazione tecnologia e organizzativa intrapreso in area chirurgica. Affidiamo nelle mani dei nostri professionisti uno strumento importante al servizio dei pazienti.  Ringrazio Fondazione Cariparma per aver ancora una volta sostenuto  un progetto importante dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria donando 1 milione di euro.”

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Il sistema robotico da Vinci consente al chirurgo, seduto ad una console di manovrare a distanza quattro bracci robotici che migliorano i gesti umani garantendo una visione 3D e immersiva del campo operatorio, con la possibilità di raggiungere aree anatomiche difficili. Il costo del Robot è  pari a 2.778.000 euro sostenuto da fondi Aziendali e da una donazione di 1.000.000 di Fondazione Cariparma. 

“La dotazione al Maggiore di Parma di un sofisticato robot chirurgico è un importante risultato per la nostra Comunità – spiega il Prof. Gino Gandolfi, Presidente di Fondazione Cariparma – un’apparecchiatura all’avanguardia in grado di offrire un sensibile miglioramento alla qualità prestazionale del nostro Ospedale; per tale motivo la Fondazione, con un importante contributo, ha immediatamente aderito al progetto di acquisizione del robot chirurgico, aggiungendo un nuovo, significativo tassello al potenziamento ed alla crescita del servizio sanitario del territorio.”  

“Con questo nuovo robot chirurgico, per il quale ringrazio sinceramente la Fondazione Cariparma per la sensibilità che dimostra sempre nei confronti dei bisogni del territorio, la nostra Azienda Ospedaliero-Universitaria – spiega il Rettore Paolo Andrei - fa un deciso passo avanti collocandosi tra l’altro in una posizione d’avanguardia in Regione, visto che in Emilia-Romagna solo altri tre poli ne sono dotati. Anche l’Università non può che esprimere grande soddisfazione per questo nuovo strumento, che ha valenza in chiave assistenziale ma anche in un’ottica d’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca, pienamente in linea con il ruolo dell’Ateneo”

“Quello di oggi- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi - è un esempio concreto di cosa intendiamo quando parliamo di investimenti in sanità, che abbiamo posto da subito in cima alla nostra agenda: nuovo personale, strutture pensate per la funzionalità e il comfort dei pazienti e di chi ci lavora, tecnologie sempre più all’avanguardia, in grado di alzare ulteriormente la qualità e l’efficacia delle cure e dell’assistenza. E quando un progetto riesce grazie alla collaborazione costruttiva tra pubblico e privato, come in questo caso, significa che il territorio e le istituzioni lavorano insieme per raggiungere obiettivi comuni a vantaggio della collettività. Anche questo mi sembra un gran bel risultato”.

 

Il Robot Da Vinci

La piattaforma robotica è formata da una console chirurgica, un carrello paziente e un carrello visione. La console chirurgica rappresenta il centro di controllo del robot Da Vinci; è il sistema con cui il chirurgo si interfaccia e controlla il sistema endoscopico e gli strumenti EndoWrist (strumentario chirurgico che replica ed amplifica i movimenti della mano), attraverso due manipolatori e una pedaliera. Inoltre il chirurgo osserva il campo operatorio attraverso un visore stereo “full immersion” in HD-3D.  Il carrello paziente è il componente operativo del sistema Da Vinci ed è provvisto di quattro braccia innestate su di un perno centrale girevole, che comandano l'endoscopio e gli strumenti chirurgici in modo da poter agire su tutti i quadranti del campo operatorio. Il carrello visione contiene l'unità centrale di elaborazione delle immagini.

Inoltre, offre la possibilità di vedere il campo operatorio in tre dimensioni full HD (in grado di moltiplicare fino a 10 volte la normale visione dell'occhio umano) e di utilizzare movimenti naturali simili a quelli delle mani e delle braccia. La tecnica robotica riesce a filtrare e rendere pressoché impossibili eventuali tremori dell’operatore alla console, consente un’estrema facilità di accesso ad anatomie “difficoltose” e incrementa notevolmente la precisione nella procedura demolitiva e in quella ricostruttiva.

Un nuovo primato per la chirurgia dei Trapianti di Modena. Al Policlinico il primo trapianto di rene da donatore vivente con prelievo robotico eseguito in Emilia - Romagna. Il gruppo del Prof. Di Benedetto leader nella ricerca clinica e nell’innovazione tecnologica.

Modena -


La Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e dei Trapianti di Fegato dell’AOU di Modena conferma nuovamente la sua vocazione alla ricerca e allo sviluppo, segnando una tappa importante nel campo del trapianto di rene. L’equipe – composta da chirurghi vascolari e chirurghi trapiantologhi - guidata dal prof. Fabrizio Di Benedetto di UNIMORE ha infatti portato a termine la scorsa settimana un trapianto di rene da donatore vivente con prelievo completamente robotico. Si tratta del primo caso condotto con questa tecnologia in Emilia-Romagna, e va ad arricchire l’offerta al territorio all’interno di un programma chirurgico trapiantologico già di primo piano. Il donatore è già stato dimesso, il ricevente sta proseguendo la convalescenza.

“Dal primo di Novembre abbiamo affidato la responsabilità chirurgica del programma di trapianto di rene al prof. Di Benedetto – ha spiegato il dottor Ivan Trenti, Direttore generale dell’AOU di Modena – grazie alla sinergia con il Prof Cappelli, direttore della Nefrologia e grande esperto nei trapianti di rene, oltre che con i reparti ed il personale di entrambi i nostri stabilimenti ospedalieri, abbiamo potuto offrire al nostro paziente ed al suo donatore questa opportunità. Non è una casualità ma il frutto di un lavoro che ha coinvolto numerosi specialisti”.

“È un importante traguardo del nostro programma di lavoro – spiega il prof. Di Benedetto – che si prefigge di portare costantemente innovazione e qualità per i cittadini che si rivolgono al Sistema Sanitario Nazionale. Garantire la sicurezza dell’intervento e migliorare la qualità di vita dei donatori significa valorizzare il loro gesto di altruismo, dotandoci di uno strumento in più per rispondere alle esigenze di tutti i pazienti che aspettano un trapianto di rene, incrementando il numero dei trapianti e riducendo i tempi di attesa. Grazie all’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni dal Centro di Coordinamento Regionale Trapianti diretto dalla Dott.ssa Gabriela Sangiorgi, stiamo assistendo ad una crescita costante delle donazioni che pone la Regione Emilia-Romagna ai vertici nazionali”.

“Le equipe delle due strutture ospedaliere coinvolte – ha spiegato la dottoressa Elda Longhitano, Direttore Gestione Operativa dell’AOU - hanno lavorato insieme ancora una volta con grande efficacia al percorso del donatore e del ricevente. Infatti, mentre il prelievo robotico sul donatore è stato eseguito nelle sale operatorie dell’Ospedale di Baggiovara, il trapianto si è svolto al Policlinico grazie al trasporto tempestivo dell’organo da parte di Modena Soccorso, secondo procedure di Sicurezza elaborate grazie alla collaborazione del Servizio assicurazione Qualità.”

“Tra i prossimi obiettivi – ha aggiunto il Prof Di Benedetto – c’è quello di applicare la tecnologia robotica anche al trapianto di rene. La collaborazione con chi ci ha preceduto nell’attività di trapianto di rene come l’esperto dott. Massimo Giovannoni della Chirurgia Vascolare, il reparto di Nefrologia diretto dal prof. Gianni Cappelli, la dott.ssa Elisabetta Bertellini ed il prof. Massimo Girardis con le loro equipe anestesiologiche, il sostegno della Direzione Sanitaria, i radiologi che hanno studiato con noi i pazienti e tutto il personale infermieristico dentro e fuori la sala operatoria: questi risultati si costruiscono grazie all’impegno di tanti eccellenti professionisti che quotidianamente mettono in campo la loro determinazione a rendere l’Ospedale un centro di qualità, sicurezza ed efficienza”.

La tradizione dei trapianti di rene a Modena, già consolidata da vent’anni di esperienza ed una casistica di 676 trapianti eseguiti, si arricchisce di una nuova opportunità per i pazienti e i loro familiari – precisa il prof. Gianni Cappelli – quella di offrire al donatore la tecnica chirurgica più moderna e meno invasiva. Questo permetterà di incrementare la risorsa della donazione da vivente con l’obiettivo di raggiungere una percentuale in linea con gli standard internazionali. 60 sono ad oggi i trapianti eseguiti da donatore vivente ma la possibilità di proporre una metodica mininvasiva permetterà alla immissione nella lista di attesa, curata dal Dr. Giacomo Mori, di facilitare il consenso del potenziale donatore. In quest’ottica anche il percorso di preparazione del paziente con malattia renale cronica avanzata alla scelta della migliore terapia sostitutiva renale potrà incrementare le possibilità di individuare coppie di donatore/ricevente nel follow-up ambulatoriale nefrologico e permettere il trapianto prima della dialisi”.

“Dal punto di vista anestesiologico – spiega la dottoressa Elisabetta Bertellini, Direttore dell’Anestesia e Rianimazione di Baggiovara – il prelievo robotico richiede procedure peculiari per un intervento più breve e meno invasivo. La metodica mini-invasiva consente, inoltre, un rapido recupero delle funzioni vitali e un ottimale controllo del dolore post-operatorio. In sala era presente il dottor Marco Degoli esperto in anestesia per la chirurgia robotica, che lavora spesso con l’equipe della chirurgia dei trapianti nella chirurgia robotica”. Il trapianto è stato poi effettuato nelle sale operatorie del Policlinico di Modena con una procedura di chirurgia tradizionale, col supporto dell’equipe anestesiologica dell’Anestesia e Rianimazione 1, diretta dal prof. Massimo Girardis.
Non c’è solo la lunga esperienza nella chirurgia robotica maturata su fegato e pancreas dal gruppo del prof. Di Benedetto, ma una programmazione mirata dietro al raggiungimento di questo primato regionale. “Abbiamo fortemente voluto l’arrivo nella nostra Università del prof. Stefano Di Sandro, recentemente chiamato a rivestire il ruolo di Professore Associato di Chirurgia – commenta il prof. Giovanni Pellacani, Presidente della Facoltà di Medicina dell’Università di Modena e Reggio Emilia – Si tratta di un’eccellenza di livello internazionale nel campo della chirurgia dei trapianti e mini-invasiva, ed ha apportato un contributo decisivo grazie alle sue competenze nell’applicazione della tecnologia robotica al prelievo di rene da donatore vivente”.

L’utilizzo del robot per il prelievo di rene a scopo di trapianto consente una rapida ripresa ed una riduzione delle complicanze post-operatorie, con conseguente rapido ritorno alle normali attività quotidiane ed un’ottima qualità di vita dopo l’intervento. “È ormai ben noto dalla letteratura internazionale che la donazione di rene è una procedura sicura e che non pone il donatore a rischio nel lungo termine – spiega il prof. Stefano Di Sandro – tuttavia l’approccio mini-invasivo robotico migliora la sicurezza dell’intervento grazie all’ingrandimento, alla stabilità dell’immagine e alla flessibilità degli strumenti. Inoltre, porta ad ottimi risultati funzionali e cosmetici per il donatore: in questo caso la donatrice dopo sole 48 ore dall’intervento è tornata a casa in ottime condizioni”.

“L’AOU di Modena è oggi – ha aggiunto Il Sindaco di Modena e Presidente della CTSS Giancarlo Muzzarelli - prima in Regione per donazioni e trapianti di fegato nel campo dei donatori a cuore non battente, e grazie all’introduzione del robot nel prelievo di rene a scopo di trapianto da donatore vivente offre oggi una nuova opportunità ai tanti pazienti in attesa. L’unificazione tra Policlinico e Baggiovara in seno all’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, fortemente voluta dalle istituzioni regionali e territoriali, è la base di questa organizzazione”.

 

Un 31enne rumeno è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: custodiva più di 1 chilo di cocaina nella presa d’aria del vano motore dell’autovettura e, all’interno della propria abitazione, materiale verosimilmente utilizzato per il confezionamento della droga, oltre a quasi 1500 euro nascosti nell’anta di un armadio.


La cattura è avvenuta lo scorso lunedì, a seguito di un attento servizio di appostamento messo in atto dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Verona che ha operato insieme a personale della Polizia Stradale di Modena in servizio presso la Sottosezione di Modena Nord.


Durante l’attività di indagine, i poliziotti sono riusciti ad individuare i movimenti dell’uomo che è stato intercettato a bordo di una BMW sulla carreggiata sud della A/22 MODENA BRENNERO; avendo il sospetto che il 31enne si fosse, nel frattempo, rifornito di un considerevole quantitativo di cocaina, gli uomini della squadra mobile scaligera hanno chiesto la collaborazione di alcune pattuglie della Polizia Autostradale di Modena Nord che, dopo aver fermato l’uomo, hanno effettuato gli accertamenti anche sull’autovettura.


A seguito di approfonditi controlli, hanno rinvenuto, occultato in un incavo appositamente predisposto nel vano motore del veicolo, oltre 1 chilo di cocaina, 4 telefoni cellulari e due targhe di autovetture verosimilmente false.
Le circostanze accertate hanno indotto, poi, i poliziotti della sezione antidroga ad estendere la perquisizione nell’abitazione del 31enne, in provincia di Mantova; ciò ha permesso di sequestrare anche la somma di 1500 euro circa, rinvenuta all’interno di un’anta di un mobile, e un macchinario per il sottovuoto, corredato da involucri in cellophane.


Tali macchinari sono verosimilmente riconducibili all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in considerazione anche del fatto che il soggetto in parola non risulta svolgere alcuna attività lavorativa.


Il rumeno è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale di Modena “Sant’Anna”, in attesa della convalida del provvedimento.
Nella tarda mattinata di mercoledi, il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

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La mattina del 23 ottobre, personale della Squadra Mobile di Parma, nel corso di una perquisizione effettuata a seguito della cattura di due ricercati, ha rinvenuto e sequestrato il seguente materiale, che si ritiene possa essere provento di furti, tendenzialmente in aziende.

Chi avesse riconosciuto le buste contenenti la valuta estera, può presentarsi presso gli Uffici della Squadra Mobile munito di denuncia. 

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Modena, 13 novembre 2019 - La Polizia di Stato ha eseguito la misura cautelare del “divieto di avvicinamento alla persona offesa”, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena il 6 novembre scorso a carico di un cittadino tunisino, regolare sul territorio nazionale, indagato per i reati di atti persecutori nei confronti della ex moglie e del nuovo compagno.


Per motivi da ricondursi alla fine della loro relazione sentimentale, l’uomo ha posto in essere una serie di comportamenti molesti e minacciosi nei confronti della ex coniuge, attraverso condotte assillanti ed invasive ripetute nel tempo quali telefonate, appostamenti, pedinamenti.


La relazione, durata all’incirca 13 anni, era stata incrinata dal marito proprio a causa dei suoi atteggiamenti dispotici e tirannici; a seguito dell’ennesima lite, avvenuta nel novembre del 2015, alla presenza dei figli, la moglie aveva richiesto l’intervento della Polizia e dopo quest’ultimo episodio i coniugi aveva instaurato la causa di separazione.


Con il passare del tempo l’atteggiamento ossessivo dell’uomo si era manifestato anche nei confronti del nuovo compagno della ex moglie, al punto di arrivare a denunciarlo alla Polizia imputandogli di averlo minacciato di morte con una pistola. Accuse risultate assolutamente infondate a seguito delle indagini effettuate dalla Squadra Mobile.
Tali atteggiamenti avevano portato la donna e il nuovo compagnano a vivere in un profondo stato di ansia e paura, costringendoli a modificare le loro abitudini di vita e a temere per la propria incolumità.
La scrupolosa attività di indagine, svolta dagli investigatori della Squadra Mobile, specializzati nei reati contro la persona, ha consentito di raccogliere una serie di fonti di prova che hanno permesso alla Procura della Repubblica di Modena di richiedere in via d’urgenza al G.I.P., in attesa degli sviluppi processuali, l’emissione della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, quantificato in 200 metri.

 

 

L'Ufficio Oggetti Smarriti, situato nel comando della Polizia Municipale di Parma in strada del Taglio 8/A, segnala che sono stati rinvenute: sei biciclette, un tablet Ipad, un borsellino ed un braccialetto.
I legittimi proprietari che li hanno smarriti possono contattare l'ufficio stesso al numero 0521/218738, o prenderne visione nella sede di via Del Taglio 8/A.

Ieri, un’importante operazione di controllo delle zone calde di Parma ha visto impegnata la Polizia di Stato, con l’impiego di una volante, di un’unità Cinofila di Bologna, 3 pattuglie del Reparto prevenzione Crimine di Reggio Emilia e una pattuglia della Polizia Municipale.

Per prevenire i furti e i borseggi è stato utilizzato il sistema predittivo X-LAW, che permette alle pattuglie impiegate sul territorio, di passare al setaccio i luoghi dove potrebbero compiersi furti e borseggi.

Grande attenzione ai parchi cittadini di Parma, dove con l’ausilio del cane antidroga Barak sono stati sequestrati oltre 100 grammi di marijuana e 1 grammo di cocaina.

In uno dei luoghi segnalati dal sistema per la possibile commissione di reati predatori, sono stati fermati due soggetti a bordo di un’auto, un italiano con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio ed un cittadino del Marocco, gravato anche lui da numerosi pregiudizi. Quest’ultimo, residente a Reggio Emilia, a seguito degli accertamenti è stato sottoposto alla misura di prevenzione del foglio di via da Parma con divieto di ritorno.

Dalla European Crohn’s and Colitis Organisation uno dei 12 awards annuali disponibili a livello europeo. Team di ricerca coordinato dai proff. Simona Bertoni e Marco Radi per un approccio terapeutico innovativo basato su piccole molecole di sintesi per la cura del morbo di Crohn e della colite ulcerosa.

 

Parma, 13 novembre 2019 - 

La European Crohn’s and Colitis Organisation (ECCO),associazione internazionale da anni impegnata nell’assistenza dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (Inflammatory Bowel Disease - IBD), ha assegnato a un team multidisciplinare dell’Università di Parma, coordinato dai docenti Simona Bertoni e Marco Radi del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, uno dei 12 awards di durata annuale disponibili a livello europeo.

Il team di ricerca propone di validare un approccio terapeutico innovativo basato su piccole molecole di sintesi per la cura del morbo di Crohn e della colite ulcerosa

In particolare, la ricerca finanziata dalla ECCO permetterà di investigare un approccio finora mai testato nell’ambito delle IBD, e basato sull’impiego di nuove piccole molecole in grado di ridurre il richiamo di cellule infiammatorie a livello intestinale interferendo con l’asse CCL20-CCR6, una via di segnalazione implicata nella patogenesi delle IBD.

Grazie alla sinergia tra l’Unità di Chimica farmaceutica diretta dal prof. Radi, deputata alla progettazione e sintesi di composti ad attività antagonista verso i recettori CCR6, e l’Unità di Farmacologia della prof.ssa Bertoni, impegnata negli studi pre-clinici di efficacia, l’indagine potrà rappresentare un passo significativo verso la validazione di un target farmacologico originale e verso lo sviluppo di un approccio terapeutico innovativo, complementare alle terapie attualmente a disposizione e auspicabilmente privo delle loro controindicazioni.

I casi di malattie infiammatorie croniche intestinali aumentano in tutta Europa e, solo in Italia, si stima che le persone affette da IBD siano oggi almeno 250.000: i sintomi intestinali ed extra-intestinali sono spesso fortemente debilitanti, con un pesante impatto sulla vita di tutti i giorni e su quella lavorativa. I farmaci attualmente in uso hanno efficacia e tollerabilità limitate, e elevato è il numero di soggetti che non rispondono alle terapie o diventano ad esse resistenti. 

 

Approvato il progetto per la collaborazione fra cittadini e istituzioni e per l’installazione di nuovi punti di sorveglianza alla Graziosa

Dopo l’approvazione della Giunta Comunale, anche a San Cesario sul Panaro partirà il Controllo di Vicinato. Il progetto prevede una forte collaborazione fra cittadini, amministrazione comunale e forze dell’ordine per attivare percorsi condivisi di sorveglianza del territorio che entreranno nella fase operativa tra novembre e dicembre con tre incontri informativi. Ad affiancare questa importante novità l’implementazione di due nuovi punti di video sorveglianza con lettura targhe nella zona della Graziosa.

“Sono molto soddisfatto di poter dare avvio a questo progetto” – spiega il Sindaco Francesco Zuffi –. C’è una forte richiesta da parte dei cittadini. È stato uno dei temi più trattati in campagna elettorale e per questo ci siamo spesi per dare subito attuazione al progetto a pochi mesi dall’insediamento della nuova Giunta. Essendo già attivo in altri Comuni, abbiamo avuto modo di verificarne l’utilità. Si tratta di un progetto che riguarda la sicurezza, ma in realtà è qualcosa di più: una politica attiva di coesione sociale, utile a rafforzare i legami della comunità”.

Il Controllo di Comunità prevede una forte collaborazione fra l’Amministrazione Comunale, la Polizia locale e i cittadini, con l’obiettivo di creare un sistema integrato di sicurezza urbana. Ma il progetto sarà utile anche per accrescere il senso civico e rafforzare i rapporti sociali all'interno della comunità. Il Controllo di Comunità vedrà l’Amministrazione impegnata su più fronti, la promozione del progetto e il supporto alla Polizia Locale che sarà uno degli attori principali. La Polizia Locale infatti sarà il riferimento per i gruppi che si formeranno nel territorio e sosterrà di referenti nella loro azione di coordinamento.

“Con l’approvazione del progetto Controllo di Comunità – spiega l’Assessore alla Sicurezza Luca Brighetti- iniziamo un percorso importante per il nostro Comune. Il nostro obiettivo è quello di costruire una rete di relazioni sociali, di prassi, di azioni, per aiutare, da un lato le Forze dell’Ordine a garantire sempre maggior sicurezza nel nostro territorio e, dall'altro aumentare la coesione sociale e diminuire la frammentazione all’interno della comunità”.

Dopo l’approvazione del progetto, saranno organizzati tre momenti di incontro tra la Polizia Locale e i cittadini che avverranno tra novembre e dicembre. Questi incontri riguarderanno tutto il territorio comunale, comprese le frazioni di Sant'Anna e Altolà. Durante questi momenti informativi la Polizia Municipale fornirà ai cittadini le informazioni principali e i dettagli del progetto, oltre a spiegare bene gli obiettivi e i ruoli dei soggetti interessati. Dopo questi incontri si svolgerà un’assemblea aperta finalizzata alla creazione formale dei gruppi di Controllo di Comunità, alla presenza anche dei funzionari della Regione Emilia Romagna.

“L’approvazione del Controllo di Comunità – prosegue Brighetti - si inserisce ad un più ampio ragionamento sulla sicurezza che l’Amministrazione sta mettendo in campo, come l’implementazione del servizio di videosorveglianza comunale e la collaborazione con i Carabinieri di Castelfranco, tutti volti a garantire sempre maggior sicurezza ai cittadini e alle imprese. Per questo, mi sento di rivolgere un grande ringraziamento al nostro gruppo di Polizia Locale che si spende quotidianamente sul nostro territorio”.

Il Controllo di Vicinato non è infatti l’unica novità sul tema della sicurezza: “Nelle prossime settimane – conclude il Sindaco Zuffi – installeremo due nuovi punti di video sorveglianza con lettura targhe nella zona della Graziosa. Vogliamo iniziare un percorso che porti a rendere più controllata quella zona, dove hanno sede importanti realtà industriali. Le nuove installazioni aumenteranno anche i controlli all’isola ecologica, dove in passato si sono verificati episodi di abbandono di rifiuti e degrado che vogliamo eliminare”.

Contrasto al gioco illegale in Emilia Romagna: controllo congiunto della Polizia di Stato e della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Sequestrati 12 totem a Modena.


Lo scorso 8 novembre, personale della Squadra Amministrativa della Questura di Modena, unitamente a funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Regione Emilia Romagna, nell’ambito di una operazione che ha interessato tutta l’Emilia Romagna, finalizzata al contrasto del “gioco illegale”, ha effettuato un controllo presso una attività commerciale in zona Crocetta, per la precisione un esercizio per attività di copisteria ed internet point.


Il locale si presentava come una vera e propria agenzia per le scommesse sportive, impressione confermata dalla presenza di una scritta riportante il nome del concessionario della piattaforma di gioco sulle pareti della sala e sul bancone/cassa. All’interno, infatti, erano presenti 12 postazioni PC, cosiddetti totem, complete di collegamento internet, tipiche delle sale scommesse, 8 schermi TV appesi ad una parete ed una stampante multifunzione.


Al momento del controllo, nel locale si trovavano tre persone, di cui una intenta ad effettuare delle giocate sui totem tramite accesso al proprio conto corrente on line.
I 12 totem sono stati sottoposti a sequestro e il titolare sanzionato amministrativamente in quanto non è consentita una stabile organizzazione, attraverso un esercizio pubblico, di apparecchiature finalizzate a consentire ai clienti di effettuare scommesse o giochi leciti.

 

 

 

Nel corso della notte appena trascorsa, improvvisamente è venuto a mancare Giovanni Pinto, già Questore di Modena, Prefetto in quiescenza.


A capo della locale Questura dal 1° luglio 2011 al 31 ottobre 2012, promosso Dirigente Generale ha diretto la Questura di L’Aquila per poi essere nominato Direttore Centrale per l’Immigrazione e la Polizia delle Frontiere.
Conclusa la carriera nella Polizia di Stato nel settembre del 2017, Giovanni Pinto aveva scelto proprio Modena per trascorrere gli anni del meritato riposo.
Nel corso del suo mandato da Questore della Provincia di Modena, ha affrontato con grande impegno il difficile periodo del terremoto e ha definitivamente concluso la realizzazione del nuovo Ufficio Immigrazione da lui stesso inaugurato.
Le esequie si svolgeranno mercoledì 13 novembre p.v., alle ore 14.30, presso la Parrocchia di San Francesco d’Assisi, sita in Rua Frati Minori n. 19 (angolo Corso Canalchiaro) a Modena.
La camera ardente è stata allestita presso la sede di “Terracielo Funeral Home” di via Emilia Est, 1320.


Il Questore Maurizio Agricola, i funzionari ed il personale della Polizia di Stato modenese si stringono con accorato affetto alla famiglia in questo triste momento.

 

A Parma un'aggressione a un agente e ad un ispettore.


“Bisogna smetterla con le continue aggressioni alla Polizia Penitenziaria, il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede intervenga prima che sia troppo tardi” è quanto invoca Giuseppe Moretti, Presidente dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (U.S.P.P.) in riferimento all’ennesimo episodio di deliberata violenza stavolta accaduto nel carcere di Parma messo in atto da un detenuto nei confronti di un ispettore e di un agente per futili motivi.


“Un atto che destabilizza l’intero personale del Corpo e non solo dell’istituto emiliano” tuona il sindacalista che ammette che “prendere a schiaffi e aggredire se non beffeggiare il personale di Polizia Penitenziaria sembra sia diventato ormai lo sport preferito dalla popolazione detenuta e il nostro personale è stanco di subire passivamente situazioni del genere”.


“L’USPP da lungo tempo ormai sta denunciando la deriva delle aggressioni” prosegue Moretti, che invoca al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria soluzioni non più rinviabili, misure tangibili che devono essere adottate prima che accada l’irreparabile o che qualche collega venga accusato ingiustamente di reazioni necessarie a sedare comportamenti altrimenti non gestibili”.


In conclusione per il rappresentante dell’USPP “occorre definire protocollo operativi omogenei di intervento, trovare una collocazione idonea per i detenuti con problemi psichiatrici, dotare la Polizia Penitenziaria di strumenti adeguati a contrastare comportamenti illegali che spesso restano impuniti se non sotto l’aspetto disciplinare con esiti in questo caso del tutto ininfluenti rispetto al livello delinquenziale espresso da chi li commette”.


È con la piena solidarietà ai colleghi colpiti cui l’USPP augura una pronta guarigione che si conclude il comunicato stampa dell'organizzazione sindacale.

L'ennesimo e obiettivamente troppo frequente, episodio di aggressione è stato denunciato ieri dal sindacato nazionale degli agenti di polizia penitenziaria (Si,N.A.P.Pe.):

"Nella mattinata di oggi, 11/11/19, un detenuto italiano, del circuito Alta Sicurezza, mentre si recava al passeggio avrebbe sferrato un violento schiaffo all'agente di Reparto, che a seguito dell'aggressione veniva condotto al pronto soccorso del nosocomio cittadino per le cure del caso.
Il detenuto sarebbe stato successivamente accompagnato nella sua camera di pernottamento dove, in preda alla rabbia, avrebbe distrutto i sanitari presenti nel bagno.
Successivamente sarebbe stato condotto ad udienza dal responsabile dell'Unità Operativa Alta Sicurezza, ove avrebbe dato ulteriori segni di squilibrio, rompendo con un pugno il PC in dotazione all'ufficio. Per fermare la furia del detenuto sarebbe intervenuto personale ivi presente, tra cui un ispettore che subiva un trauma alla schiena, giudicato guaribile in 5 giorni s.c. dal personale medico del pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore.
Solo una settimana fa avevamo denunciato una nuova aggressione al personale da parte dei detenuti del carcere ducale; crediamo che la situazione debba essere affrontata senza più indugi per evitare che possa degenerare ed avere conseguenze irrimediabili.
Il SiNAPPe, chiede inoltre l’immediato trasferimento del detenuto responsabile dell'evento critico, ai sensi della circolare GDAP 10/10/2018.0316870.U del DAP.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Il Segreterio Nazionale Si.N.A.P.Pe
Antonio FELLONE"

 

 

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