Di Redazione 8 aprile 2020 - In questo periodo di emergenza Coronavirus, che ha portato un gran numero di contagi e decessi e una forte preoccupazione che dura tuttora su tutto il territorio nazionale, può trovare spazio un momento di simpatia che per un attimo regala anche un pizzico di felicità.

Protagonisti di questo avvenimento semplice ma speciale, il Presidente della Protezione Civile Gruppo Il Falco Ivo Strini e il sindaco di Felino Elisa Leoni.

Ivo Strini, uomo di grande cuore, carisma e sensibilità, consapevole dei grandi sforzi e dell'impegno del Sindaco e di tutta l'amministrazione comunale felinese, durante una delle consuete conversazioni con il Primo Cittadino e gli altri membri della chat di gruppo, nella serata di ieri sera, dopo aver preparato il pane fatto in casa, ha postato una fotografia che lo ritrae mentre intinge un pezzo di pane in un bicchiere di vino con allegato questo commento:

"Anticamente si mangiava così il pane fatto in casa, con la scusa di non bere."

Immediata la risposta del Sindaco Elisa Leoni:

"Grazie Ivo, mi hai strappato un gran sorriso. Grazie a tutti voi per la disponibilità, per il lavoro che avete fatto e che fate."

Un gesto semplicissimo ma che vuol dire tanto in un momento delicato come questo. Ivo Strini ha dimostrato ancora una volta, come si dice molto spesso, che i veri eroi non sempre indossano un mantello. I veri eroi sono tra noi, ogni giorno, nelle piccole cose e nei piccoli gesti. Complimenti al Presidente.

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Mercoledì, 08 Aprile 2020 17:51

Il Sindaco in visita al SEIRS (Foto)

"Oggi sono in visita al campo della Protezione Civile, sottolinea Federico Pizzarotti - alla nostra sede e soprattutto al SEIRS che in questo periodo ci sta dando un aiuto per quanto riguarda la consegna dei pasti, il recupero dei computer e tutto quello che è la assistenza diretta alle persone. Grandi persone, grande cuore, e penso che oltre al nostro ringraziamento vada quello da tutta la popolazione di Parma."

(Foto  di Francesca Bocchia)

Questa mattina, intono alle 10,15 è improvvisamente crollato il ponte tra Albiano Magra e Santo Stefano Magra. Forse è stato coinvolto solo un furgone, il cui conducente è stato trasportato all'ospedale in evidente stato di choc.

E' grazie al ridottissimo traffico dovuto al "confino per coronavirus" che non si dovrebbero contare danni a altre persone.

"Il ponte, che si è accartocciato come se fosse di cartone, unisce la Statale della Cisa con la provinciale di Albiano e nei mesi passati era stato al centro di continue denunce di automobilisti che avevano denunciato la presenza di numerose crepe." A scriverlo è l'edizione locale online, in costante aggiornamento, del Corriere della Sera.

Qual è la reale situazione dei centri diurni e delle residenze per anziani e disabili rispetto alla difesa della salute degli operatori e degli ospiti? Le preoccupazioni verso i propri familiari e i loro fedeli e professionali assistenti sono giustificate? Se ci fosse ancora qualcosa da fare per mettere le RSA in sicurezza è ora di farlo senza attendere altro inutile tempo.

Di LGC Parma, 8 aprile 2020 - A 28 giorni distanza dalla dichiarazione di pandemia da parte della Organizzazione Mondiale della Sanità e a ben 68 dal Decreto del 31 gennaio nel quale il governo dichiarava il grave rischio sanitario che sarebbe calato sulla popolazione per 6 (dei mesi) e ancora si parla di mascherine, della necessità o meno di indossarle da parte di tutti ma soprattutto della indispensabilità per chi opera in contatto in ambiti assistenziali.

E' perciò il caso delle residenze per anziani e disabili nelle quali spesso gli ospiti sono nella impossibilità di compiere qualsiasi azione di natura personale, compreso il dialogo come lo intendiamo normalmente.

Gli assistenti, operatori o volontari di queste strutture sono, nella maggioranza dei casi, dei veri e propri angeli custodi, capaci di comprendere quei micro segnali espressivi dei loro assistiti e che perciò, nei non rari casi di estrema gravità, gli unici, insieme ai familiari, in grado di tranquillizzare il paziente, anziano o giovane che sia. Pensiamo ad un disabile con le sue criticità e incapace di esprimere le sue necessità più basilari e i suoi malesseri, in caso di ricovero seppure assistito da persone che, pur brave possano essere, non conoscono la sua storia, la sua patologia, i medicinali abituali od al bisogno le abitudini, infine confinato in una lunga convalescenza, nella migliore delle ipotesi, in un luogo sconosciuto, senza nemmeno un famigliare vicino: sarebbe veramente un dramma!

Con le limitazioni agli spostamenti e soprattutto in ragione della fragilità sanitaria di questi aggregati socio sanitari, il contributo dei familiari vien meno ma non si attenua la preoccupazione per il rischio di contagio e l'eventuale ricovero ospedaliero del familiare che a quel punto sarebbe totalmente isolato anche dal proprio fidato assistente e perciò incapace di ogni minima relazione.

Una ipotesi che "non fa dormire" i familiari soprattutto alla luce delle notizie circa l'inadeguatezza dei sistemi di protezione di molte strutture, del contagio e conseguente inasprimento dei decessi in queste strutture protette che protette non son più.

Segnali di preoccupazione da parte dei familiari, confinati in casa, ne raccogliamo frequentemente. Preoccupazioni per i propri figli, genitori o nonni ma anche per gli addetti con i quali si è instaurato un rapporto fiduciario che va ben oltre il rapporto professionale.

Una preoccupazione giustificata dai numeri pubblicati anche da Avvenire.it, il quotidiano dei Vescovi, lo scorso 7 aprile (Paolo Viana).
600 sono i morti registrati a fine marzo nelle Rsa e nei centri diurni per anziani nella sola provincia di Bergamo, secondo dati diffusi ieri dalla Fnomceo;
63 Gli ospiti deceduti in una casa di riposo a Mediglia, in provincia di Milano, a seguito dei contagi.

A questi dati registrati fanno però eco quelli percepiti da chi "vive" le residenze o da coloro che hanno domicili in prossimità di queste strutture dalle quali sembrerebbe di avvertire un inasprimento, sensibile e allarmante, dei decessi.

Alle sensazioni percepite si aggiungono le "lamentele" degli stessi operatori i quali, in modo involontario ma umanamente comprensibile, spesso segnalano la mancanza di una corretta attenzione verso la loro opera e verso le RSA (Residenza sanitaria assistenziale - ndr) più in generale, private o pubbliche, Profit o No Profit che siano.

Sensazioni percepite e dati accertati che portano a una solo e univoca conclusione: recuperare il tempo perduto e adeguare urgentemente le strutture e gli operatori ai più rigidi protocolli di sicurezza perché queste strutture possano tornare a essere "protette" a tutti gli effetti.

Non interessa conoscere quali sono stati i problemi e a chi addebitare le responsabilità del passato, è il comune pensiero delle rappresentanze dei familiari raccolte, ma avvertire che i propri cari e i loro assistenti sono stati finalmente messi sotto tutela.

 

Carabinieri Forestali verificano il rispetto delle misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19. Controllati molti ambienti naturali del parmense.

Parma, 7 aprile 2020. I Carabinieri Forestali della provincia di Parma stanno svolgendo una intensa attività di controllo negli ambiti collinari, montani, lungo i fiumi, i torrenti e i laghi per verificare che chi frequenta questi ambienti rispetti le normative che precludono assembramenti e presenze non necessarie. 

Le dieci Stazioni dei Carabinieri Forestali della provincia di Parma stanno svolgendo una intensa attività di controllo negli ambienti nei quali usualmente svolgono i loro servizi, per verificare il rispetto delle misure di contenimento che impediscono assembramenti di persone e presenze sul territorio non giustificate da motivi di necessità.

Sono stati percorsi, anche con pattuglie appiedate, alcuni tratti di argini e sponde di fiumi e torrenti, diversi ambiti collinari e montani e diversi tratti di viabilità minore in ambiente agricolo. Sono state oltre duecento le persone controllate e le verifiche condotte hanno portato ad elevare quindici sanzioni amministrative, relative ad attività non permesse e non giustificate da una indifferibile necessità, per circa settemila euro.

In particolare alcuni frequentatori degli ambienti naturali stavano pescando, altri praticavano attività sportive o escursionistiche lontano dalla residenza o dal domicilio, altri stavano effettuando, pur non essendo agricoltori, la combustione di residui vegetali su loro terreni, altri lavoravano in cantieri edili, o prelevavano materiale inerte sulle sponde del fiume, diversi si dedicavano al taglio della legna da ardere o ad attività selvicolturali negli ecosistemi forestali.

I controlli verranno intensificati nei giorni prossimi e nelle giornate di Pasqua e Pasquetta con particolare attenzione al transito verso le seconde case in collina e montagna e alle concentrazioni di persone per scampagnate e pic nic nelle aree protette, nei parchi naturali e nei boschi.

Lunedì, 06 Aprile 2020 14:38

Una fotografia per Parma

"Tu non fai una fotografia solo con la macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto,  i libri che hai letto, la musica che hai ascoltato, e le persone che hai amato."  Ansel Adams

I festival del territorio Colorno Photo Life e Stop-piccolo festival indipendente della fotografia, con la preziosa collaborazione tecnica di Cactus Studio, stanno dando vita ad un'iniziativa di solidarietà che ha lo scopo di sostenere economicamente la terapia intensiva dell'ospedale maggiore di Parma.

Fotografe e fotografi locali e non solo stanno donando scatti preziosi che permetteranno a chi interessato di contribuire all'emergenza sanitaria in corso, e di ricevere in cambio un pezzetto di quella cosa che chiamiamo Fotografia.

Le adesioni aumentano di ora in ora (confermati per le prossime giornate anche gli scatti donati da Vasco Ascolini, Cesare Di Liborio, Loredana De Pace, Luana Rigolli, Orietta Bay e Alex Liverani).

Il portale, in continuo aggiornamento, è consultabile al seguente link: https://unafotografiaperparma.myportfolio.com

Lo staff di Una fotografia per Parma ringrazia di cuore tutte e tutti coloro che hanno aderito, e che lo faranno nelle prossime giornate.

Il logo dell’iniziativa è gentilmente stato donato da Francesca Bianchi.

In allegato alla Gallery le prime foto arrivate al progetto.

 

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Da lunedì 6 aprile, i cittadini dell’Unione Pedemontana Parmense potranno richiedere il buono spesa per l’acquisto di beni di prima necessità in modo semplice e veloce.

I cinque Comuni dell’Unione hanno infatti messo a punto, attraverso Azienda Pedemontana Sociale, una procedura snella e rapida, che si pone l’obiettivo di garantire un sostegno immediato ampliando il più possibile la platea dei beneficiari, per far fronte alle nuove situazioni di necessità dei nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza coronavirus, che abbiano subito una riduzione del reddito a seguito della sospensione o chiusura di attività commerciali, artigianali e industriali, oppure composti da persone che non abbiano incassato regolarmente lo stipendio. Restano naturalmente garantite anche tutte le altre forme di sostegno attivate da Pedemontana Sociale nei confronti delle famiglie in difficoltà economiche e già in carico all’azienda.
La procedura che permetterà anche di ricevere l’importo del buono direttamente sul conto corrente tramite bonifico bancario al fine di limitare al massimo gli spostamenti delle persone. Coloro che non sono titolari di un conto corrente, potranno ritirare il buono spesa cartaceo direttamente allo Sportello sociale del proprio comune di residenza, che potranno essere spesi negli esercizi commerciali di generi alimentari convenzionati.

Il fondo di solidarietà comunale 2020, stanziato dal Governo con il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha garantito ai cinque comuni dell’Unione Pedemontana Parmense risorse per un totale di 265.183 euro, di cui 78.017 a Collecchio, 47.623 a Felino, 58.868 a Montechiarugolo, 30.107 a Sala Baganza e 50.566 a Traversetolo.

Come ottenere il buono spesa
Per ottenere il buono spesa, anche sotto forma di contributo economico, i cittadini dovranno inviare il modulo di autocertificazione debitamente compilato, unitamente alla copia di un documento d’identità valido, all’indirizzo mail dello sportello sociale del proprio comune di residenza.
Nel caso in cui fossero sprovvisti di posta elettronica, o avessero difficoltà nel redigere l’autocertificazione, potranno telefonare direttamente allo sportello a partire da lunedì 6 aprile e, dopo aver lasciato i propri dati, verranno richiamati da un operatore che li guiderà nella compilazione. I richiedenti dovranno fornire, in particolare, informazioni sulla composizione del nucleo familiare e sulla sua situazione reddituale, avendo cura di avere a portata di mano la documentazione necessaria e, nel caso fossero titolari di un conto corrente, del codice IBAN. Le richieste pervenute verranno sottoposte a un’istruttoria che approverà o meno l’erogazione e l’entità del contributo.

Gli Sportelli sociali dei Comuni dell’Unione Pedemontana possono essere contattati ai seguenti numeri telefonici o indirizzi email, nei seguenti orari: Collecchio (Tel. 0521 301239 - Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) , dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il giovedì dalle 15 alle 17; Felino (Tel. 0521 336392 - Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 e il mercoledì dalle 14 alle 17; Monticelli Terme (Tel. 0521 687706 - Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e il giovedì dalle 14 alle 17.30; Sala Baganza (Tel. 0521 331350 - Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e il giovedì dalle 14 alle 16.30; Traversetolo (Tel. 0521 344551 – Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 13.15 e il giovedì dalle 14 alle 17.

Chi è titolare di un conto corrente
Coloro che sono titolari di un conto corrente e che avranno diritto al buono, si vedranno accreditare direttamente l’importo erogato tramite bonifico bancario. Successivamente, attraverso le modalità che verranno indicate, il beneficiario che non avesse inviato l’autocertificazione firmata via mail, ma la avesse precompilata telefonicamente, concorderà con gli operatori dello sportello le modalità di consegna del documento compilato e firmato in originale.

Chi non ha un conto corrente
Coloro che risulteranno beneficiari del buono spesa, ma che non sono titolari di un conto corrente, verranno convocati dagli operatori per il ritiro del buono cartaceo direttamente allo Sportello sociale del proprio comune di residenza, con orari scaglionati al fine di evitare assembramenti. Dovranno presentarsi muniti di un documento di identità valido e, al fine di ottenere il contributo, dovranno firmare l’autocertificazione precompilata telefonicamente con l’assistente sociale o inviata precedentemente via mail.

Esercizi commerciali convenzionati
Chi avrà accreditato l’importo del buono spesa sul conto corrente, potrà spenderlo in tutti gli esercizi commerciali di generi di prima necessità, avendo cura di conservare gli scontrini fiscali comprovanti l’adeguato utilizzo del contributo assegnato per i successivi controlli.
Chi invece avrà a disposizione il buono cartaceo, potrà spenderlo soltanto negli esercizi commerciali convenzionati nei vari Comuni dell’Unione Pedemontana.

L’elenco degli esercizi convenzionati è disponibile all’interno della notizia riguardante i buoni spesa sulla home page del sito www.unionepedemontana.pr.it .
I titolari di punti vendita non ancora convenzionati, e che volessero aderire all’iniziativa, possono inviare una mail all’indirizzo di poste elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Il coronavirus si è portato via Cinzia Ferraroni, da FB il ricordo struggente del marito Francesco. Anche la redazione di "gazzettadellemilia.it" si unisce al dolore del marito, dei familiari e degli amici di Cinzia Ferraroni. 

di Gabriele Majo 06 Apr 2020, 08:00 (Gmajo) – Due messaggi Whatsapp in contemporanea nottetempo – uno della Maga Elia, l’altro di Fabrizio Pallini – mi han recato la ferale notizia della prematura scomparsa di Cinzia Ferraroni, persona molto conosciuta in città per la sua attività politica (era stata anche candidato sindaco) e per l’incessante impegno a favore dell’ambiente, ma che qui, piangendola sul mio Diario, ricordo soprattutto come conduttrice radiofonica nei felici tempi di Onda Emilia. Abbiamo percorso insieme un pezzo di vita, forse il più bello, divertendoci e costruendoci professionalmente per i successivi diversi sbocchi. Dal suo profilo Facebook lo struggente ricordo del carissimo marito Francesco, postato poco dopo il suo decesso, uccisa dal serial killer Coronavirus Covid 19. Ciao Cinzia!

"Cara Cinzia, Amore mio
era venerdì di due settimane fa quando ti ho visto salire sull’ambulanza. Ho solo potuto salutarti da lontano senza riuscire a darti un bacio, nemmeno una carezza.
Però eri serena con la tua immancabile borsetta sottobraccio, un po’ ricurva sotto il peso di tutti i malanni che ti portavi addosso e che non ti lasciavano in pace, anche se non lo davi a vedere. Eravamo in pochi a sapere.
In queste due settimane, pur non potendo vederti ma solo scriverti, sei sempre stata forte e presente. Mai una lamentela, mai una negatività, piena di speranze, coraggiosa e orgogliosa come un guerriero spartano.
Abbiamo saputo anche che hai avuto la forza e la voglia di cantare “Il mio canto Libero”, da sotto quel casco opprimente.
Poi venerdì 3 aprile all’alba per la prima volta ci hai scritto “sono debole”. Solo due parole.
Allora noi abbiamo capito che improvvisamente stava succedendo qualcosa. Solo questo ci è bastato per sapere.
I tuoi Angeli, come li chiamavi tu, ci hanno concesso un ultimo saluto. Abbiamo lasciato dietro di noi la disperazione e siamo corsi.
Nel tuo letto di sofferenza ci credevi ancora, mi hai stretto forte la mano mentre i tuoi occhi spalancati mi guardavano per dirmi “senti che forza che ho ancora”.
Forza per tornare a casa, per tornare a lottare, lucida e combattiva, contro la malattia che ti opprimeva da anni. Sei riuscita con il tuo Amore e con il tuo coraggio a farci tornare a casa fiduciosi come sempre ci hai insegnato.
Poi oggi ci hai lasciato! Questo subdolo virus è riuscito là dove non erano riusciti i tumori. A sconfiggerti nel fisico, però non nello spirito.
Uno spirito che si nutriva del tuo immenso Amore per la famiglia, dell’orgoglio per le tue figlie e per i tuoi nipoti, della voglia di tornare a viaggiare in camper, la casa con le ruote come la chiamano loro, nella terra che più amiamo la Sardegna, della tua passione di sempre, la politica.
Anche per questo hai lottato fino all’ultimo combattendo non solo per te ma soprattutto per gli altri. Sempre con la schiena dritta, senza compromessi e lavorare. Credo che questo ti debba essere riconosciuto da tutti.
Potrei scrivere un libro sulla tua troppo breve ma intensa vita.
Ma prima di lasciarti devo confessarti che non mi perdonerò mai il fatto di non averti mandato, qualche sera fa, la foto del bellissimo tramonto che si vede da casa nostra e che tu postavi tutte le sere. Innocentemente non volevo farti invidia, né soffrire.
Così come non mi perdonerò mai di non potere condividere con te l’ultimo viaggio, un’ultima carezza. Di non accompagnarti come ho fatto per 45 anni, sempre.
E quando tutto sarà finito faremo una festa con i nostri amici, di quelle che piacciono a te.
Ho atteso in questi ultimi giorni il tuo solito buongiorno, sperando in un miracolo, invano. C’è chi dice che a volte accadono. Non a te, non a noi, non su questa terra.
E tutti i giorni per prendere forza da te andrò a leggermi questo mio ultimo saluto.
Ora ti lascio consapevole che io ho potuto grazie a te. Grazie all’Amore che mi hai donato in questi tanti, tanti anni ma pur sempre pochi.
Ciao Bella, un Bacio
Francesco"

Parma 4 aprile 2020 - "In merito ai BONUS SPESA, è stato ERRONEAMENTE inserito parte di un regolamento che vale per la richiesta di sale civiche, patrocini e contributi per attività ed eventi. In questa parte c'è scritto che se professi xenofobia, razzismo e nazismo non puoi beneficiare di sale civiche, contributi o patrocini dal Comune di Parma. Da noi è così e rimarrà così..."

A scriverlo è il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, sul profilo facebook dopo che si era diffusa la notizia del Buono Spesa "discriminante". 

A seguire il Post di Federico Pizzarotti.

 

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Parma 3 aprile 2020 - Un flash mob  emozionante quello che è andato in onda ieri sera davanti al Pronto soccorso. Una colonna di mezzi delle forze dell'ordine si è schierata a salutare e applaudire i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario Covid-19.

Un segno di stima e di riconoscenza a quelle donne e quegli uomini che, dalla prima linea del contagio, hanno messo in stand by i loro affetti e la loro vita privata per mettersi totalmente a disposizione della collettività.

Sono quei cosiddetti "Camici Bianchi", medici, infermieri e operatori sanitari, che a livello nazionale hanno contato 77 caduti in "battaglia", ben 7 nelle ultime 24 ore.

Forse, almeno i dati dei ricoveri d'urgenza sembrano confermarlo, iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel.

Un GRAZIE anche da parte nostra e da tutta la società civile!

Di Redazione Parma 3 aprile 2020 - I cittadini di Parma devono dichiararsi antifascisti, devono ripudiare ideologie xenofobe e sessiste e ammettere di non partecipare a nessuna manifestazione di stampo nazifascista. Nulla di sbagliato infondo, se consideriamo di vivere in un paese libero e democratico che porta nel cuore la resistenza. Ma il problema è un altro. In piena emergenza Coronavirus, è questo ciò che si legge nel modulo del Comune di Parma per la richiesta dei buoni spesa da parte di chi si trova in difficoltà economiche. 

Dopo che il sindaco Pizzarotti aveva sentenziato che per ottenere il permesso del passo carraio dovevi dichiararti antifascista, ora è la volta dei buoni spesa. In un momento di profonda crisi e preoccupazione, è sconcertante apprendere una notizia di questo tipo. Uno choc per tutte le persone in difficoltà, ma ormai la città di Parma non si fa mancare proprio nulla. Una prima segnalazione è giunta sulla pagina Facebook di Priamo Bocchi, esponente di spicco della destra locale, dove un cittadino ha esposto il suo sdegno nei confronti di questa iniziativa, che tradotta in parole povere equivale a dire che se non sei antifascista non mangi. Bocchi, da sempre impegnato e schierato dalla parte dei cittadini, si è subito attivato segnalando l'accaduto ai parlamentari Foti, Bignami e al leader Giorgia Meloni.
Grande anche la rabbia di Domenico Muollo, Responsabile regionale Riva destra- FDI, che in una nota dichiara:

“Nemmeno nelle peggiori dittature succedevano cose simili. Tutto questo è molto grave. Un'azione del genere è imperdonabile. Non era il caso. Viviamo in una finta democrazia e la prova é proprio questa. Siamo tutti uguali? Abbiamo tutti gli stessi diritti oppure no? Mi auguro che il sindaco Pizzarotti sia pronto a scusarsi con i cittadini. Ma anche con tutti i volontari che ogni giorno sono in prima linea senza fare distinzioni di nessun genere. Perché il Coronavirus non guarda in faccia a nessuno. Non è il momento di fare inutile propaganda politica. Parma... Si, città d'arte e musica, ma a quanto pare anche di ingiustizie.” (N.C.)

 

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Parma 3 aprile 2020 - E' stata una parentesi emozionante osservare le forze dell'ordine, schierate sull'attenti e con le sirene dei mezzi "spiegate, salutare e applaudire  in segno di ringraziamento il personale sanitario davanti all'ingresso del pronto Soccorso di Parma.

Un segno di stima e di riconoscenza a quelle donne e quegli uomini che, dalla prima linea del contagio, hanno messo in stand by i loro affetti e la loro vita privata per mettersi totalmente a disposizione della collettività.

Sono quei cosiddetti "Camici Bianchi", medici, infermieri e operatori sanitari, che a livello nazionale hanno contato 77 caduti in "battaglia", ben 7 nelle ultime 24 ore.

Forse, almeno i dati dei ricoveri d'urgenza sembrano confermarlo, iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel.

Un GRAZIE anche da parte nostra e da tutta la società civile!

(Foto di Copertina di Francesca Bocchia)

L’azienda “Doppia Esse” realizza magliette in edizione limitata con il logo “RESISTO” il cui ricavato andrà alla Terapia Intensiva.

RESISTO”, questo il messaggio simbolico stampato sulle 150 T-Shirt donate agli operatori dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia dall’azienda reggiana “DoppiaEsse T Shirt” di Simona Scalabrini. E altre 250 ne sono state messe in vendita online destinando il ricavato alle esigenze della Terapia Intensiva del Santa Maria Nuova. Continuano i gesti di solidarietà da parte di aziende e cittadini della provincia di Reggio Emilia nei confronti dell’Azienda sanitaria.

Tre obiettivi ci siamo posti – spiega la titolare dell’azienda che a Reggio ha ideato il “Wear positive” - raccogliere fondi per l’Ausl, fare un regalo personale a chi è in prima linea e dare un messaggio simbolico a noi stessi e agli altri. La parola REsisto rappresenta il momento che stiamo vivendo. Siamo tutti costretti a RESISTERE in questa tremenda situazione: chi a casa, chi al lavoro. Inizia con la sigla di Reggio Emilia: RE. La nostra casa. Contiene la parola Esisto, una parola nella parola, con un significato che ci tocca tutti da vicino”. “Cari infermieri infermiere, dottori e dottoresse, assistenti, portantini, donne delle pulizie: GRAZIE per quello che fate, per la vostra dedizione, per i vostri sacrifici”. Con queste parole Simona Scalabrini, artefice delle t-shirt con il logo “RESISTO” ha voluto esprimere supporto, stima e affetto agli operatori sanitari che sono al lavoro.

Altre 250 T-Shirt sono in vendita sul sito internet www.doppiaessetshirt.it e l’obiettivo è raccogliere 5mila euro che saranno devoluti all’AUSL di Reggio Emilia per le attrezzature necessarie a fronteggiare l’emergenza CoronaVirus. A oggi con la vendita online delle magliette sono già stati raccolti 2mila euro.

La Direzione Generale dell’Ausl ringrazia di cuore l’azienda Doppia Esse T Shirt per la sensibilità dimostrata con questa iniziativa solidale.

Viene presentato oggi il canale di web-television che affianca i fisioterapisti in questo periodo di emergenza con informazioni puntuali e aggiornate settimanalmente. E oggi viene presentato anche il Corso FAD su" Ruolo del fisioterapista nella gestione dei pazienti Covid.19".

L'attuale periodo di emergenza sta rivoluzionando le giornate, il modo di comunicare, di formarsi, di condividere esperienze di tutti, e tra gli altri anche dei professionisti della salute. Per rispondere in modo nuovo ed efficace alle necessità di confronto professionale e di aggiornamento sulle quotidianità ed emergenze, l'Associazione Italiana Fisioterapisti-AIFI lancia oggi alle ore 13.00 l'AIFI Channel un appuntamento di web-television disponibile in diretta streaming sul sito web dell'Associazione (aifi.net).

Il progetto AIFI CHANNEL si configura come un autentico web-palinsesto settimanale di news, interventi, interviste ed esperienze condivise. "E' un progetto che abbiamo ideato e realizzato proprio per rendere questo periodo emergenziale ricco di opportunità per chi opera come fisioterapista", specifica il coordinatore del progetto, Andrea Piazze, presidente del GIS Fisioterapia Sportiva in seno ad AIFI, "Crediamo che in questa modalità digitale e interattiva riusciremo a portare la nostra Associazione oltre i confini dell'attuale emergenza e clausura forzata. Sappiamo che quello che viene realizzato a partire da oggi come prodotto web permette di portare su vasta scala le esperienze, le notizie e le problematiche che la nostra professione sta vivendo, lanciandoci così nella sperimentazione di uno spazio video-digitale che giunge al cuore della quotidianità di tutti i nostri associati".

Per avviare l'AIFI-CHANNEL l'Associazione ha creato un vero gruppo di lavoro professionale all'interno del quale vengono identificati i temi e gli interlocutori che settimanalmente vengono coinvolti nella programmazione video, con un forte supporto dei canali social dell'Associazione. Tutto il programma complessivo del canale sarà presentato durante la prima trasmissione odierna condotta alle ore 13.00 da Andrea Piazze insieme a Damiano Guidi e Filippo Oliva (anche loro professionisti del GIS Sport-AIFI). All'interno di questo primo appuntamento sarà soprattutto presentato il Corso FAD incentrato al ruolo del fisioterapista nella gestione dei pazienti COVID-19, ovviamente uno dei percorsi di training maggiormente richiesti dai fisioterapisti italiani.

Il Palinsesto complessivo dell'AIFI-CHANNEL è poi formato da format specifici: FLASHNEWSFT (ogni lunedì ore 13,00), con 10 minuti di programma in cui vengono presentati i programmi della settimana, le notizie dal mondo dei fisioterapisti, i consigli di tipo formativo; al martedì è previsto l'appuntamento con VIPRESENTOLAMIATESI (ore 17.00) in cui uno studente del Corso di Laurea ed uno studente del Master presentano il loro percorso di studi e illustrano temi e obiettivi della tesi universitaria. Le giornate di mercoledì e giovedì (sempre alle ore 17.00) sono scandite dagli appuntamenti con le interviste di OLTREICONFINIFT e con l'approfondimento del FOCUS.

La settimana dell'AIFI CHANNEL termina sempre con la Tavola Rotonda serale del venerdì, denominata "Resto a casa con AIFI" (ore 21,00), appuntamento fisso con la moderazione del vicepresidente AIFI, Simone Cecchetto, che dialogherà con alcuni ospiti e relatori, affrontando topic specifici scientifici.

La prima puntata di "Resto a Casa con AIFI" vedrà questa sera la partecipazione di Marta Lazzeri, presidente dell'Associazione Riabilitatori dell'insufficienza Respiratoria (ARIR) e con lei si approfondiranno alcune delle tematiche più delicate del periodo attuale di emergenza: come il COVID modifica il sistema respiratorio? Qual'è il ruolo della Fisioterapia Respiratoria nel paziente critico ed acuto? Quali possibili esiti del COVID e cosa monitorare e gestire nel percorso post acuto del paziente? "Nell'insieme", conclude Andrea Piazze, "esordisce oggi un progetto multimediale destinato ad essere di riferimento per un ambito professionale che ha saputo prima e più velocemente di tanti altri dotarsi di una piattaforma di comunicazione di contenuti ed esperienze. Siamo convinti come AIFI che in questo modo saremo in grado di continuare a far squadra anche in un periodo che ci priva di quel naturale interscambio personale che da sempre è uno dei maggiori punti di forza del mondo dei fisioterapisti".

Parma 3 aprile 2020 - I militari del nucleo operativo e radiomobile di Parma hanno proceduto a due denunce a piede libero nei confronti di un cittadino crotonese classe 87 residente a Parma e di una cittadina napoletana classe 93 residente a Colorno.

I due soggetti, nei giorni scorsi e in modo separato, si erano recati presso il supermercato Esselunga rispettivamente di via Colaianni e di via Emilia est e avevano tentato di superare le casse con prodotti cosmetici ed alcolici per un valore di circa 400 € cadauno. Un tentativo però fallito per entrambi e la refurtiva
recuperata e restituita agli aventi diritto.

In particolare l’uomo aveva occultato, all’interno del suo zaino e dentro il giubbotto, le bottiglie di materiale sottratto per poi tentare di superare la barriera delle casse e pagare soltanto tre confezioni di acqua naturale.

L'uomo è stato fermato dall’addetto alla vigilanza, il quale ha immediatamente ricevuto il supporto dai militari dell’arma.

La donna invece riusciva ad occultare le bottiglie del materiale all’interno della propria borsa personale per uscire dall’esercizio attraverso un’uscita di emergenza con la refurtiva e senza passare per le casse. Il personale addetto alla vigilanza, osservata tutta la scena, riusciva ad intervenire in tempo e a assicurarla ai militari.

In data 2.4.2020 i Carabinieri di Salsomaggiore, con la collaborazione dei Cc di Merate (Lecco) hanno dato esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere disposta dal Gip di Parma su richiesta della Procura di Parma (PM dott. Fabrizio Pensa) nei confronti di Serio Vincenzo per il reato di rapina aggravata.

La mattina del 10 febbraio scorso, con il volto travisato e minacciando con una pistola gli impiegati e i cittadini presenti, l’uomo aveva rapinato l’ufficio postale di Salsomaggiore Terme, allontanandosi con un “bottino” di circa 650 euro composto da banconote e monete.

Il 43enne, un siciliano pregiudicato e residente in provincia di Lecco, non è nuovo ad imprese del genere, avendo precedenti penali anche specifici. In passato aveva soggiornato anche nella cittadina termale in provincia di Parma e dunque conosceva bene i luoghi in cui aveva deciso di agire.

La sua identificazione è stata possibile grazie al notevole impegno investigativo dei militari della Compagnia di Salsomaggiore Terme che, coordinati dalla Procura di Parma, hanno portato avanti sin dal primo momento un meticoloso lavoro di raccolta e analisi di tutti i possibili elementi utili all’indagine, tra cui i filmati estrapolati dalle telecamere della videosorveglianza installate all’interno e all’esterno dell’ufficio postale, i tabulati telefonici e le dichiarazioni delle persone informate sui fatti (soprattutto i dipendenti dell’ufficio), elementi che, complessivamente analizzati, hanno permesso di ricostruire gli spostamenti dell’autore del fatto, il quale, subito dopo aver commesso la rapina non si è dato velocemente alla fuga ma si è addirittura intrattenuto per alcuni minuti in un parco nelle immediate vicinanze dell’ufficio postale.
In particolare, grazie alle dichiarazioni dei dipendenti si è riusciti ad ottenere una descrizione fisica del soggetto, e cioè della sua statura e del colore dei suoi occhi, ma non degli altri dettagli del volto, che era coperto.

Si è arrivati, inoltre, a individuare i capi d’abbigliamento utilizzati nel corso dell’azione delittuosa, confrontandoli con quelli che si possono osservare nelle immagini di videosorveglianza (di notevole importanza il giubbino, contraddistinto da un segno catarifrangente sul retro del cappuccio), nonché l’arma utilizzata per minacciare le persone presenti all’interno dell’ufficio postale.
Decisivo è stato, infine, quanto narrato da una persona informata sui fatti che conosceva il rapinatore e che ha fornito particolari utili alle indagini, tra cui i dettagli dei suoi spostamenti antecedenti e successivi alla rapina.

Tali dichiarazioni, pienamente riscontrate dalle risultanze dei tabulati telefonici dell’utenza in uso all’uomo, hanno consentito di giungere ad un quadro indiziario ritenuto grave anche dal Gip che ha emesso la misura cautelare.

In occasione della esecuzione della misura cautelare, avvenuta in provincia di Lecco, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro dei capi di abbigliamento riconducibili a quelli utilizzati al momento della rapina, ovvero un giubbotto con striscia rifrangente sul cappuccio ed un paio di guanti neri.

Al termine della redazione degli atti l’indagato è stato tradotto presso la casa circondariale di Lecco in attesa di essere interrogato dal G.I.P. per esporre gli elementi in sua difesa

Molti i cambiamenti, che negli ultimi vent'anni, hanno viso coinvolte attrezzature e organizzazione. Il "coronavirus ha però completamente stravolto l'approccio alla manipolazione, conservazione e distribuzione dei pasti alle "prime linee".

di LGC e Foto di Francesca Bocchia Parma 2 aprile 2020 - Un'emergenza straordinaria, da più parti assimilata a quella in tempi di guerra, ha comportato straordinari interventi in ogni ambito organizzativo delle strutture interessate al presidio dell'emergenza.

Abbiamo incontrato Claudio Pattini, uno dei responsabile della cucina mobile regionale della protezione civile, per approfondire le conoscenze di questo importante reparto logistico al servizio della comunità impegnata nei soccorsi. "Sono vent'anni che faccio questa attività, ho iniziato con l'emergenza Po 2000. Cosa è cambiato. Tantissimo, sotto il profilo organizzativo, come materiali e mezzi con un salto di qualità notevole. Ad esempio adesso abbiamo un camion cucina con annesso camion frigo e lavaggio per il pentolame. All'inizio invece erano solo fornelli da cucina. Con questo evento è però cambiato molto altro. Dalla fornitura di mensa al volontariato e alla popolazione, che si faceva nei casi di emergenze passate, ora il nostro comportamento è invece radicalmente mutato, non solo dal punto di vista organizzativo ma anche dal lato della distribuzione dei pasti. La distribuzione oggi va fatta con vaschette sigillate e tutta una serie di accorgimenti estremi. Dobbiamo evitare qualsiasi tipo di contaminazione e inoltre non eravamo abituati a lavorare in cucina con le mascherine , che invece in questa circostanza sono indispensabili , così come i guanti. Questo ha insegnato a tutti quanto sia importante la cura della cucina e della manipolazione degli alimenti."

Approfondimenti inimmaginabili nelle precedenti occasioni.

"Un altro aspetto, prosegue Pattini, è stata di dare supporto a coloro che sono in prima, seconda e terza linea. Dobbiamo garantire il vettovagliamento a chi è al "fronte". Questo ha comportato l'invaschettamento singolo per consentire la mensa nel rispetto del metro e mezzo di distanza necessario. La dimensione dl pasto stesso si è stravolto."

La cucina "da campo" della Protezione Civile è presidiata normalmente da 4-5 volontari che, presenti a rotazione, preparano pasti per la centrale del 118, per la centrale dei trasporti ordinari, per il soccorso sanitario della protezione civile e, quando capita, producono anche pasti per persone che sono rimaste sole . In caso di necessità quindi danno supporto anche a queste occasioni sociali di temporanea emarginazione.

Per la cronaca quest'oggi erano presenti: Gelati Stefano, Pattini Claudio, Pattini Andrea e Gasparotto Giovanni

Buon lavoro ragazzi e… Grazie da tutta la collettività!

Zero code ai supermercati, garanzia di prodotti di qualità e sostegno all'economia del territorio

L’emergenza sanitaria in corso ha costretto molte aziende a fermarsi e molte altre a modificare le normali abitudini di lavoro e di commercializzazione dei propri prodotti, al fine di rispettare le condizioni di contenimento del Coronavirus attraverso la limitazione degli spostamenti ed il distanziamento sociale.

C’è chi si è subito riorganizzato per poter supportare la propria clientela e soddisfare le richieste di approvvigionamento di beni di prima necessità; è il caso delle imprese appartenenti a CNA Alimentare e CNA Commercio, che si sono attivate per garantire un servizio di consegna a domicilio di generi alimentari su tutto il territorio della provincia reggiana. L’Associazione ha voluto sostenere e dare visibilità a queste aziende, rendendo disponibile sul proprio sito un elenco dei promotori e tutte le informazioni utili per usufruire del servizio.

Dalla carne al pane e ai prodotti da forno, dalla pasticceria alla pizza, dalla pasta fresca ai salumi e al formaggio, la possibilità di fare acquisti di qualità, senza spostarsi da casa e senza fare lunghe file nei supermercati, è possibile contattando direttamente gli artigiani CNA.

“Questo importante servizio ci permetterà di non dover rinunciare alla qualità dei prodotti artigianali della nostra terra – spiegano i presidenti di CNA Alimentare Marco Simonazzi e CNA Commercio Dino Spallanzani - e allo stesso tempo aiuterà l’economia di un territorio composto da tante piccole attività che, in questo momento di sofferenza economica, stanno cercando di reagire attivandosi con nuove modalità di vendita. Per noi artigiani è anche un modo per sostenere la nostra clientela in un momento di difficoltà, pensiamo agli anziani e alle persone ammalate e a tutti coloro che per diversi motivi non possono effettuare direttamente la spesa. Non dimentichiamoci, inoltre, che acquistare dagli artigiani locali aiuta a mantenere in vita le nostre produzioni e tanti posti di lavoro”.

Le aziende del settore agroalimentare che svolgono un servizio di consegna a domicilio nei comuni della provincia reggiana interessate all’iniziativa di CNA possono scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mercoledì, 01 Aprile 2020 14:39

Moldavo esibisce un documento falso, arrestato.

Esibisce una carta di identità falsa durante il controllo. La polizia di Stato arresta cittadino moldavo.

In data 30 marzo u.s. personale della Squadra Volante ha proceduto all’arresto in flagranza di un cittadino Moldavo, di anni 32 per il reato di possesso o fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

Durante l’espletamento del servizio di controllo del territorio, con particolare attenzione al rispetto delle misure in materia di contenimento del COVID-19, gli operatori transitando in largo Garibaldi angolo viale Reiter, effettuavano un controllo di tre persone a bordo di biciclette.
Alla richiesta di fornire un documento idoneo, due dei fermati esibivano carte di identità italiane mentre il terzo mostrava una carta di identità romena.

Da un immediato controllo visivo gli agenti notavano che la carta di identità Romena esibita riportava fedelmente la foto dell’uomo, mentre la foto secondaria stampata con tecnologia digitale laser risultava sbiadita.

Dagli accertamenti esperiti risultava che l’uomo era già stato arrestato in data 15.07.2019 per il reato di possesso o fabbricazione di documenti falsi e condannato alla pena di anni 1 e mesi 2 con sospensione della pena.

Accertato che la carta di identità era un clone di quella sequestrata nel 2019 si procedeva all’arresto in flagranza dello straniero.
Lo stesso veniva altresì denunciato in stato per il reato di inosservanza delle norme sugli stranieri poichè l’uomo non risulta essere cittadino romeno e quindi comunitario.

 

 

Arriva un momento nella vita in cui bisogna rinunciare a qualcosa, un momento in cui si deve cambiare senza se e senza ma. In questa emergenza Coronavirus ci viene chiesto di rispettare le regole imposte dal governo, regole semplicissime, che forse per molti sono un grande sacrificio, ma per tutti quanti noi sono l'unica via di salvezza dal contagio.

Uscire solo per lavoro, per fare la spesa o per motivi sanitari, indossare guanti e mascherina, mantenere un metro di distanza dalla persone, evitare abbracci e strette di mano. A conti fatti se pensiamo al beneficio che può portare il rispetto delle regole, non è poi un grande sforzo cambiare le nostre abitudini di vita, se questo alla fine può permetterci di vivere. Non sempre però restare a casa è un sacrificio ricompensato per alcune persone. In particolar modo per quanto riguarda le donne. In questo periodo di isolamento sono aumentati i casi di violenza domestica.

Madri, mogli, fidanzate, non solo preoccupate per la situazione attuale, costrette a non uscire per le restrizioni imposte dal governo, ma anche percosse e maltrattate dai loro compagni e mariti tra le mura di casa.

La cosa più preoccupante di tutto questo, è il notevole calo delle telefonate al centralino antiviolenza. Molte donne temono ritorsioni dai loro compagni, altre sono convinte che si tratti solo di un errore dovuto a questo stressante periodo di emergenza e che finito tutto questo non si ripeterà mai più. Donne, non dovete avere paura.

La prima volta può essere l'inizio di una lunga serie di episodi di violenza. Uno schiaffo, uno spintone, un insulto vanno fermati immediatamente. Fatevi coraggio e denunciate senza paura.

AVRI (Associazione Vittime Riunite d'Italia)

 

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di Guido Zaccarelli Mirandola 31 marzo 2020 - Il Covid-19 ha limitato la libertà delle persone e contagiato l’economia mondiale limitando l’azione globale degli imprenditori di fare impresa. Se osserviamo con attenzione i fenomeni che hanno coinvolto in passato le economie del nostro pianeta, possiamo individuare forti connessioni logiche con la crisi finanziaria del 2008, pur partendo da radici differenti, che ha modificato il sistema delle relazioni sociali e il modo di fare impresa, imponendo all’imprenditore di ripensare a nuove forme organizzative, e produttive, e la messa in campo di strategie di marketing declinate in mercati che avevano cambiato la loro identità. 

Da non sottovalutare, nel periodo preso a riferimento, la forte richiesta di nuovi investimenti in tecnologia e la presenza di personale altamente specializzato. Le difficoltà da superare erano finalizzate alla ricerca di nuove aree di opportunità e all’urgenza di trasformare i modelli produttivi con altri modelli, per competere con imprese globali per scongiurare la chiusura dell’impresa. Un periodo durato parecchi anni che ha reso evidente come la globalizzazione agisca sul mondo, e non su singole regioni, come potrebbe essere la sola Cina, l’Europa o l’America.
Uno dei maggiori problemi che si evidenzia nelle aziende, quando la crisi sopraggiunge all’improvviso, (Covid-19), è l’eventuale presenza di investimenti, messi in atto da poco tempo, per avviare nuove economie di scala o per accedere alle tecnologie 4.0. In queste condizioni l’imprenditore può trovare sofferente la posizione debitoria e impossibilitato ad accedere a nuove forme di accesso al credito con il quale rifinanziare la sopravvivenza della propria azienda.

Il Covid-19 ha riportato ancora una volta l’imprenditore nelle condizioni di rivedere i meccanismi di produzione e di relazione con i mercati interni, e globali, dei quali si serve, e ai quali afferisce all’interno di una logica di filiera di prodotto o servizio. Immagine che ci riporta alla catena di montaggio che il taylorismo e il fordismo dei novecento americano ci hanno insegnato: se manca il prodotto precedente la catena di montaggio si ferma e l’operatore rimane in attesa di ricevere la parte per completare il ciclo produttivo. L’immagine è simmetrica alla filiera aziendale: se un fornitore non produce una parte viene compromesso in tutto, o in parte, l’intero ciclo produttivo.

Come vincere questa sfida, quali comportamenti adotta oggi l’imprenditore al quale viene chiesto di chiudere l’azienda, per sopraggiunti interessi legittimi legati alla salute della popolazione? Agisce su diversi fronti: in primis, “iberna l’azienda”, una condizione “biologica” in cui le funzioni vitali sono ridotte al minimo che impatta immediatamente sulla produzione e nella generazione dei servizi. Per quanto le risorse finanziarie lo consentono, mantiene in vita il flusso dei pagamenti verso i propri fornitori nella speranza di ricevere copertura dai clienti. Successivamente avvia le procedure amministrative per accedere agli ammortizzatori sociali, previsti dall’ordinamento in vigore nei singoli stati, per tutelare i propri collaboratori e di riflesso la liquidità dell’azienda.
A queste azioni, corrisponde un periodo di profonda riflessione, pregno di ansia e preoccupazione, per l’impossibilità di intravedere il futuro e individuare una strada dove camminare per raggiungere i propri obiettivi. In questo momento lo stato attuale di molte imprese è questo, in attesa che venga lentamente ripristinata la libertà per accedere a misure di de-contenimento sociale, capace di diminuire il grado di “ibernazione” e avviare lentamente la produzione e la ripresa dei servizi, di ogni ordine e grado.

L’idea di fondo, di molti imprenditori, è di ridurre in modo molto graduale il “grado di ibernazione”, per comprendere come muoversi all’interno dei loro mercati di riferimento e saggiare la personale capacità di “ritornare” a fare impresa, noto l’invenuto radicale cambiamento avvenuto nei mercati e nelle loro specifiche economie, completamente stravolte nelle logiche e nei contenuti: «lo scopo, è evitare di soccombere».
I timori sono parecchi e di difficile interpretazione e soluzione, per la mancanza di certezze presenti e future: «è l’incertezza l’anima gemella dell’ansia». Occorre evitare di licenziare. Uno tsunami invisibile che ha prodotto un terremoto visibile al contrario di un terremoto che abbatte le case e le abitazioni dove l’uomo in breve tempo è in grado di mettere in moto i meccanismi già rodati per ripristinare le condizioni precedenti, in molti casi, migliori.

Quando rapidamente calano ordinativi e sfuma la certezza del “presente prossimo”, l’unica arma a disposizione di molti imprenditori e di “ibernare l’azienda” e di ricorrere agli ammortizzatori sociali, per evitare di entrare in una spirale senza fine. Questi sono i timori che avvolge l’imprenditore innanzi ad una crisi globale come il Covid-19, di proporzioni immani dai tratti pandemici.
Ultima considerazione, ma non meno importante, è la minore disponibilità di risorse finanziarie a disposizione delle famiglie e la presenza contemporanea di incontrare mercati saturi. Una vera sfida mondiale a cui nessuno si potrà sottrarre.

Le circostanze devono fare emergere la forza della condivisione verso il bene comune e la disponibilità dei singoli a fare squadra, generando nuove forme di relazioni imprenditoriali in grado di aiutare chi si trova in difficoltà per donare l’opportunità a tutti di uscire dalla “ibernazione” e ritornare a vedere scorrere l’acqua cristallina sotto i ponti dell’impresa a vantaggio dell’intera umanità.

 

 

 

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CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

Nel pomeriggio di ieri una circolare del Ministero dell'Interno aveva fatto inalberare, e non poco, molti governatori di regioni per il timore che la nuova interpretazione avrebbe potuto portare a un pericolosisiimo lassismo.

La specifica del Viminale del 31 marzo indicava che camminare con i propri figli minorenni era consentito e perciò non sarebbe stato necessario  “inventarsi” un’altra attività per poter legittimamente portare fuori casa i bambini ormai stanchi per il lockdown prolungato imposto dall’emergenza coronavirus. La libertà era però riservata a un solo componente della famiglia che avrebbe comunque dovuto restare vicino casa con il bimmbo, o l'anziano o l'inabile ai quali era esteso il provvedimento.

E' indubbio che si stia raggiungendo, almeno per il nord Italia, il picco  della diffusione ma è anche scontato che questo abbia una forma piuttosto globosa e possa perdurare per ancora diversi giorni.

Come infatti si può osservare dall'andamento delle urgenze al pronto soccorso nelle province dell'Emilia Romagna (vedi grafico),  negli ultimi due giorni ci sono registrati nuove impennate. Il picco che per Parma aveva raggiunto il massimo con 172 trasporti il 16 marzo, si è man mano contratto sino a 71 del 27/3 per tornare a 100 il 30 marzo. 

Siamo ben lontani dallo svuotamento del "Pronto Soccorso"

Una ulteriore conferma che non si può mollare e giustifica l'inasprimento dei rapporti tra i rappresentanti delle regioni e l'amministrazione centrale.

Dopo l'alzata di scudi delle Regioni, Lombardia e Campania in modo particolarmente violento, questa mattina dal Ministero dell'Interno è giunta una ulteriore specifica che riportiamo per intero:

"Regole sugli spostamenti, chiarimenti sulla circolare del 31 marzo
1 aprile 2020
Le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano. Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute.

La circolare del ministero dell'Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute.

Per quanto riguarda l'attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione.

La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all'aperto e che continua ad essere vietato l'accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici.

La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all'obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza.

Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse."

(Foto di Francesca Bocchia - Ospedale Maggiore di Parma - 31 marzo 2020)

 

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  • Ok al bilancio 2019 di Homina: il fatturato è cresciuto del 23,8% a 2,4 milioni
  • I maggiori incrementi di ricavi nelle media relation e negli eventi
  • Al via un innovativo progetto su imprese e comunicazione di sostenibilità
  • Pignatti: Investiamo su soluzioni in grado di creare valore in un futuro diverso

L’emergenza coronavirus ha imposto una riorganizzazione delle attività di Homina per tutto il mese di marzo: grazie alla dotazione tecnologica e al ricorso allo smart working è stata assicurata la continuità del servizio ai clienti.
L’emergenza, oltre alle negative ripercussioni di mercato, ha fatto emergere una nuova modalità di relazione con i clienti e tra questi e gli stakeholder: a distanza e basata sulle tecnologie. In questo scenario si è resa evidente l’importanza della comunicazione interna per tenere insieme comunità aziendali sempre più operanti da remoto o in modalità smart.

“In questi giorni difficili abbiamo avuto modo di apprezzare il valore della comunicazione, una risorsa strategica anche quando l’emergenza sarà alle nostre spalle - commenta Omer Pignatti, amministratore delegato di Homina - La normalità alla quale torneremo non sarà quella di prima. Questa situazione ci cambierà, cambierà il modo in cui ci relazioniamo con gli altri, cambierà la comunicazione. Il ruolo di noi comunicatori è immaginare il futuro e predisporre soluzioni in grado di dare valore ai clienti nello scenario nuovo in cui ci troveremo. In agenzia abbiamo impostato da subito una riflessione strategica e stiamo investendo in questa direzione”.

Il Cda di Homina ha approvato il bilancio 2019, che ha fatto registrare una crescita di fatturato del 23,8%, attestandosi a 2,4 milioni di euro. Il migliore risultato degli ultimi cinque anni. L’incremento di fatturato ha interessato tutti gli ambiti di attività ma la crescita maggiore ha riguardato i settori media relation e eventi. Sono migliorati gli indici di redditività ed è cresciuto il numero dei dipendenti dell’agenzia.

Uno dei driver di sviluppo dei prossimi mesi sarà la comunicazione di sostenibilità con la pubblicazione del secondo bilancio di sostenibilità di Conad e della nuova edizione dell’Osservatorio Sostenibilità e Comunicazione, curato da Sic - Società Italiana di Comunicazione (fondata da Homina con Mediatyche di Milano e Extra! di Roma) e Format Research. Secondo i primi dati dell’Osservatorio, la sostenibilità rappresenta un fattore competitivo per il 68,5% delle imprese, ma sono poche (9,7%) quelle che redigono un bilancio di sostenibilità e il budget dedicato alla comunicazione della sostenibilità ammonta ad appena il 5% del totale del budget della comunicazione.

A mezzo giorno l'Italia si è fermata per un minuto e le bandiere sono state posizionate a mezz'asta in segno di lutto per le vittime del coronavirus.

Anche a Parma le bandiere sono state esposte nella posizione del lutto, a mezz'asta. In contemporanea, gli 8.000 sindaci e le altre autorità italiane hanno onorato le bandire listate a lutto con un minuto di silenzio.

Le bandiere, per volere della Presidenza della Repubblica, resteranno a mezz'asta sino a conclusione del periodo di emergenza.

(PH. Francesca Bocchia)

Nonostante la sospensione della didattica in aula e degli stages aziendali, lo Ial Emilia-Romagna (ente di formazione professionale) prosegue le attività con gli allievi dei suoi corsi.

In questi giorni sono ripartite le lezioni in videoconferenza dei tre percorsi Ifts (Istruzione e formazione tecnica superiore) che, realizzati a Serramazzoni/Castelfranco Emilia, Bologna e Piacenza, coinvolgono sessanta persone. Questi corsi, della durata di 800 ore, formano tecnici capaci di progettare e realizzare processi di trasformazione agroalimentare, promuovere le produzioni tipiche del territorio e valorizzare le tradizioni enogastronomiche locali.

«Le lezioni in videoconferenza – spiega il presidente dello Ial Emilia-Romagna Francesco Falcone - utilizzano una piattaforma “AB learn” per l’attività didattica e formativa a distanza, che consente l’immediata disponibilità, l’integrazione di tutti gli strumenti (lezione, webinar, meeting), la gestione e caricamento di pillole formative (documenti, filmati, animazioni, ecc.) e la gestione di test (risposte multiple o domande aperte)».

È iniziata anche l’attività per rimettere a studiare online i mille ragazzi che frequentano i percorsi di IeFp (Istruzione e Formazione professionale): entro venerdì tutte le classi saranno operative. «I ragazzi lavorano a casa utilizzando il project work, una metodologia didattica che si ispira al principio dell’apprendere facendo.

Il conduttore dell’attività, tutor o docente, - continua Falcone - deve fare in modo che gli allievi coinvolti possano sviluppare un progetto il più possibile prossimo al loro futuro contesto reale di lavoro. Al centro del project work c’è la realizzazione di un prodotto, un progetto concreto e visibile.

Il project work si basa su una certa capacità di lavoro autonomo dello studente, che va supportata e aiutata. Nell'attuale contesto l’attività di project work va intesa come attività individuale, o di gruppo, svolta da casa con assistenza a distanza del docente/tutor e sulla base di materiali e indicazioni precise ricevute». In settimana saranno progressivamente coinvolti tutti gli allievi delle sedi Ial Emilia-Romagna di Modena, Serramazzoni, Riccione, Cesenatico, Cervia, Ravenna, Ferrara e Piacenza.

"In questo periodo di grande emergenza sanitaria, dichiara Fausto Rosselli,  abbiamo ritenuto opportuno dare il nostro contributo sul piano economico con una donazione di € 500 al Ospedale Maggiore di Parma e di €200 alla Croce Gialla di Parma, questo come ANPS di Parma capeggiato dal nostro Presidente Dott. Gennaro Gallo. Mentre il gruppo O.D.V. ANPS Volontariato ha stanziato € 1.000 per l'acquisto di mascherine che saranno donate entro fine settimana alle organizzazioni di volontariato in prima linea sull'emergenza Coronavirus. Per i nostri servizi oltre alle normali dotazioni, abbiamo mascherine, guanti lattice monouso e disinfettanti alcoolici. Al momento non siamo operativi come fino a qualche giorno fa, ma siamo sempre allertati e a disposizione per qualunque esigenza possa venirci richiesta."

Nella Galleria foto di Francesca Bocchia alcuni uomini dell'Associazione di Polizia di Stato e alcuni posti di blocco presidiati dai Carabinieri e dall'Esercito.

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Nella giornata di sabato i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma, coordinati dalla locale Procura della Repubblica (P.M. dott.ssa Francesca Arienti), hanno eseguito un provvedimento coercitivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo: tre i soggetti indagati, tutti marocchini ma residenti regolarmente in Italia, cui sono stati contestati plurimi episodi di furto aggravato, in concorso, e continuato. In particolare il G.I.P. ha disposto:
- la misura degli arresti domiciliari a carico di EL OMARI Bouchaib, classe 1975, domiciliato a Tizzano Val di Parma, per il ruolo preminente avuto nella pianificazione e nella individuazione degli obiettivi da depredare;
- la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Eboli, in provincia di Salerno, a carico di SIFESSALAM Said, classe 1985 ed E.A. H., classe 1974 (quest’ultimo, allo stato, sottrattosi all’esecuzione dell’ordinanza cautelare).

Le indagini sono iniziate il 30 settembre 2019, allorquando – nella notte - a Fontanellato, in provincia di Parma, nel parco fotovoltaico di via Priorato, ignoti asportavano 178 pannelli di proprietà della IREN Energia S.p.A; ne danneggiavano 15 e ne smontavano – rendendoli inutilizzabili – altri 150. Il tutto dopo aver reciso la rete di recinzione e parzialmente danneggiato le telecamere di sicurezza.

I primi accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo attraverso le immagini ritratte dal sistema di sorveglianza interno e dalle telecamere OCR del comune, consentivano di:
- ricondurre il furto a due uomini incappucciati;
- accertare la presenza, in prossimità del sito ed in orario compatibile con l’evento, di un autocarro, risultato rubato poche ore prima a Langhirano (PR) e di una Golf intestata all’ indagato EL OMARI Bouchaib.

I successivi approfondimenti investigativi, condotti anche mediante attività tecniche di captazione di conversazioni telefoniche ed ambientali, permettevano di raccogliere gravi indizi di reità a carico di altri due correi, anch’essi marocchini, residenti ad Eboli, in provincia di Salerno, che operavano quindi in trasferta, su attivazione, e a ricondurre al terzetto gli ulteriori episodi avvenuti in provincia.
Nel dettaglio:
- a Langhirano la notte del 30 settembre 2019 – immediatamente prima del colpo presso il parco fotovoltaico dell’IREN – sottrazione di un autocarro;
- la notte tra il 13 ed il 14 novembre 2019, presso il parco fotovoltaico di via Bergonzi, furto di 6 inverter;
- a Parma, la notte del 15 novembre 2019, furto di un furgone Ducato Maxi;
- a Parma, la stessa notte del 15 novembre, presso il parco fotovoltaico di via Quingenti, furto di 306 pannelli e 18 inverter. Nella circostanza venivano danneggiate 6 telecamere di sorveglianza ed il sistema volumetrico di allarme senza che questo si attivasse.

Il modus operandi era ormai consolidato: selezionato l’obiettivo, all’esito di un’accurata ricognizione volta ad individuarne i punti più vulnerabili, pressoché nell’immediatezza dell’azione, a notte fonda, i correi rubavano un furgone idoneo al trasporto dei pannelli: ciò conferiva loro il vantaggio di muoversi con un mezzo “pulito” non ancora inserito nel sistema di ricerca, atteso che il proprietario si sarebbe avveduto del furto solo nelle ore successive. Materialmente lo smontaggio dei pannelli e degli inverter veniva curato da SIFESSALAM Said e da E.A. H..
EL OMARI attendeva a distanza di sicurezza, con funzione di palo e segnalazione degli eventuali transiti delle Forze di polizia; quindi, terminata l’attività disinstallazione, si avvicinava con il furgone per caricare il materiale.
La refurtiva veniva quindi stoccata su un camion di proprietà dello stesso EL OMARI in attesa di essere trasportata, con lo stesso mezzo, in Marocco, destinazione finale dei manufatti.
E proprio in Marocco era diretto EL OMARI il 4 dicembre 2019 quando è stato fermato mentre era in procinto di imboccare l’autostrada, diretto a Genova ove si sarebbe imbarcato per il Paese natìo. Nel furgone, stipato all’inverosimile, sono stati sequestrati 204 pannelli e 25 inverter, tutto provento dei furti posti in essere. Altri 102 pannelli, sempre oggetto di furto, erano stati rinvenuti e sequestrati in precedenza dai Carabinieri.

Nel complesso, l’attività messa in piedi dagli indagati ha prodotto un danno complessivo di circa 230.000 €, di cui 100.000 € per gli inverter e 130.000 € per i pannelli.

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In data 29 marzo u.s. personale della Squadra Volante ha proceduto all'arresto di un cittadino tunisino di anni 29 anni, in Italia senza fissa dimora, censurato, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli Agenti sono intervenuti in via Rainusso per una segnalazione di un assembramento di persone. All'arrivo degli operatori i predetti si davano immediatamente alla fuga facendo perdere le proprie tracce.

Dopo un’ora circa, giungeva una nuova segnalazione e gli agenti riuscivano a fermare uno dei soggetti che risultava essere dimorante in un hotel della zona.
A seguito di perquisizione personale estesa anche alla stanza, lo stesso veniva trovato in possesso di sostanza stupefacente.

Gli operatori rinvenivano e sequestravano al giovane n.10 involucri di cellophane termosaldati con all’interno sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso lordo di circa grammi 180 oltre alla somma di Euro 895,00 probabile provento di spaccio.

Per quanto sopra lo straniero, con a carico alcune condanne e numerose denunce per reati contro la persona e il patrimonio, veniva tratto in arresto e su disposizione del P.M. di turno veniva trattenuto in Questura in attesa del processo con rito direttissimo.

Si è spento questa mattina, all’Ospedale Maggiore di Parma, Francesco Bigliardi. Aveva 72 anni. Se n’è andato a pochi giorni di distanza dal fratello Claudio. Lascia la moglie Ida Marmiroli e le due figlie Francesca e Michela.

Sempre sorridente, gentile e con quel suo modo di fare accogliente, Francesco rappresentava una delle colonne della ristorazione parmigiana. Insieme alla sua adorata moglie Ida gestiva la storica Trattoria Masticabrodo, un angolo di genuina tradizione, quasi all’ingresso di Torrechiara, dove poter trovare non solo ristoro e delizia, ma anche e soprattutto un clima famigliare e confortevole. Un luogo dove sentirsi a casa.

Ma la loro storia di coppia della ristorazione è iniziata molti anni prima, quando per lungo tempo sono stati capaci di far conoscere e apprezzare la loro cucina alla Trattoria del Tribunale, nel centro di Parma.

Mai fermo, sempre disponibile e pronto ad aiutare e consigliare, Francesco era parte integrante e attiva del Consorzio Parma Quality Restaurants, dove rappresentava un punto di riferimento professionale e umano.

La Reggia di Colorno illuminata di bianco, rosso e verde. I colori della bandiera nazionale splendono in notturna sulla facciata dell’edificio della Provincia. Rossi:”Un messaggio di unità e fiducia, segno dell’impegno corale del nostro Paese contro il virus.” Stocchi:”Un simbolo del generoso sforzo collettivo che in questo momento accomuna il Paese intero.”

Parma, 28 marzo 2020 – Anche la Reggia di Colorno, come già altri edifici pubblici, da ieri sera è illuminata con i colori della bandiera italiana: bianco, rosso e verde.
L’iniziativa è stata realizzata di concerto tra la Provincia di Parma, proprietaria dell’edificio, e il Comune di Colorno

"In questo frangente così difficile per tutte le nostre comunità, abbiamo bisogno di dare anche messaggi di unità, di fiducia – spiega Diego Rossi Presidente della Provincia di Parma - Vogliamo testimoniare che i cittadini sono tutti uniti, insieme alle Istituzioni , a fianco di chi sta lavorando in prima linea per la salute di tutti noi, sotto l'insegna del tricolore. Per questo, anche la Reggia di Colorno è illuminata con i colori della nostra bandiera, come segno di impegno corale del nostro Paese."

Il sindaco di Colorno Christian Stocchi rileva:”Oltre al fondamentale impegno sul campo che si sta profondendo in questo momento delicato, crediamo sia importante sottolineare, con gesti simbolici come questo, la coesione della comunità nazionale, la presenza forte delle istituzioni, la speranza che ci anima e ci dà forza per sconfiggere il virus. Insomma, un ulteriore segno del generoso sforzo collettivo che in questo momento accomuna il Paese intero”.

Nella foto: la Reggia tricolore

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