Il Sindaco di Noceto, Fabio Fecci, scrive al Prefetto sulla questione dei "profughi" che dovrebbero essere accolti nel comune che amministra. In allegato il documento originale.

Sig. Prefetto,
sono venuto ufficialmente a conoscenza solo da pochissimi giorni dell'esito delle procedure in base alle quali la Cooperativa Sociale Arca di Noè di Bologna con amministratori delegati provenienti da Avellino, (a dimostrazione di quanto le Cooperative si muovano su larga scala per aggiudicarsi il mercato dei migranti) ha ottenuto l'assegnazione di 27 richiedenti asilo che intende accogliere in un immobile situato nel territorio che amministro.

Per questo mi vedo costretto a tornare nuovamente sulla questione "profughi".
Considerato infatti che la S.V. intende portare a pieno regime, fino al raggiungimento della soglia massima individuata dal Piano Nazionale Asilo – pari a 53 unità - il numero dei richiedenti asilo da ospitare a Noceto, doverosamente La informo di alcune cose.

In occasione del sopralluogo effettuato dal Viceprefetto, da Lei delegato, insieme alla struttura comunale preposta presso l'immobile in questione, situato in via Galvana, in zona periferica e prettamente agricola, è emerso che esso è del tutto inagibile e che, al fine di renderlo un contesto residenziale atto ad accogliere ben 27 persone, saranno necessari imponenti lavori strutturali ed impiantistici anche dal punto di vista igienico sanitario (fra l'altro non c'è neppure la fognatura).
Segnalo anche che l'edificio è annoverato fra quelli di interesse storico e stiamo verificando se occorra acquisire i pareri degli organi competenti. Sono sconcertato che un immobile in queste condizioni possa essere individuato fra quelli atti all'accoglienza, è inconcepibile che l'agibilità degli edifici non sia una condizione indispensabile
richiesta dai bandi, già questa è una bella testimonianza della gestione dei migranti a livello nazionale, ma questo non mi stupisce!

Le comunico anche che ho ricevuto due volte le famiglie che risiedono nell'ala ovest dello stesso edificio e nel lato est della stessa corte, insieme ad agricoltori che vivono nelle immediate adiacenze, Le testimonio il loro grave stato di apprensione e mi unisco alle loro giuste considerazioni nel ritenere che il contesto abitativo – per caratteristiche, condizioni e per la sua ubicazione in aperta campagna - sia assolutamente inidoneo e sicuramente non adatto a favorire i processi di integrazione dei soggetti ospitati.
Le segnalo inoltre che nella notte del 31 luglio scorso è stato affisso nel centro storico nocetano uno striscione, apertamente rivendicato da Forza Nuova, nel quale veniva manifestato aperto dissenso all'arrivo dei profughi, episodio che, pur al momento senza seguito, ha spinto ad interrogarsi forze politiche locali di differente pensiero, è auspicabile che tutto questo non evolva in aperte contrapposizioni con risvolti anche sul contesto sociale del paese.

Come più volte ho avuto occasione di esprimerLe, la mia posizione sul tema resta sempre la stessa:
se è compito del Governo affrontare con politiche adeguate i temi dell'immigrazione, fino ad oggi palesemente mal gestite, certamente rivendico un ruolo più significativo dei Sindaci sulle scelte che coinvolgono i territori amministrati.
Ribadisco che ritengo sbagliato l'attuale sistema su cui si basa l'accoglienza, che sembra alla fine assicurare profitti a vantaggio esclusivo delle Cooperative, che troppo spesso si dimostrano molto più interessate a fare soldi piuttosto che a promuovere l'integrazione.

Altro elemento che mi lascia amareggiato è il sapere che i proprietari che hanno dato alle Cooperative la disponibilità degli immobili a Noceto risiedono in altri Comuni, è evidente che il loro interesse a derivarne un profitto tralascia del tutto ogni altra considerazione sull'impatto che tutto questo può avere su un territorio dove loro, a differenza di tutti quanti noi, non vivono.

Dalla residenza municipale, 3 agosto 2018

Fabio Fecci
Sindaco di Noceto

 

 

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(In allegato il documento pdf scaricabile)

 

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Fabio Fecci, Sindaco di Noceto, Vice-Presidente Vicario, esercita da oggi la funzione di Presidente ANCI Emilia-Romagna fino alla convocazione dell'assemblea regionale

Daniele Manca, al termine di due mandati come Sindaco di Imola, ha rassegnato le sue dimissioni che sono operative da oggi. Conseguentemente, come prevede lo Statuto di ANCI Emilia-Romagna, decade dalla funzione di presidente della nostra Associazione. A norma di statuto le funzioni di Presidente di ANCI Emilia-Romagna saranno svolte da Fabio Fecci, Sindaco di Noceto e attuale Vice-Presidente Vicario, fino alla convocazione dell'assemblea regionale dei Sindaci dell'Emilia-Romagna che eleggerà il nuovo Presidente. Questo affiancherà il Consiglio regionale e l'Ufficio di Presidenza, che rimarranno in carica nella loro composizione attuale fino alla scadenza congressuale ordinaria prevista per il 2019.

Daniele Manca ha svolto la funzione di Presidente di ANCI Emilia-Romagna dal 2010: otto anni nei quali ha svolto questo incarico con grande efficacia, garantendo al contempo la conduzione unitaria dell'Associazione, come è stato sottolineato nel corso dell'ultima riunione del Consiglio regionale svoltasi l'11 gennaio scorso.

La prossima assemblea dei Sindaci dell'Emilia-Romagna che eleggerà il nuovo presidente sarà anche l'occasione per ringraziare Manca di questo lavoro svolto. Oggi i nostri auguri di buon lavoro vanno al Sindaco Fabio Fecci per i prossimi impegni che lo attendono.

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