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Le parole della cultura invadono le vie di Parma per l’inaugurazione della Capitale Italiana della Cultura 2020. 

L’anno di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 ( www.parma2020.it ) ha preso ufficialmente il via con un’inaugurazione lunga tre giorni, da sabato 11 a lunedì 13 gennaio, con mostre, concerti, teatro, eventi di piazza e la cerimonia ufficiale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sabato 11 gennaio alle ore 16 per le vie del centro storico ha sfilato People of Parma, la grande Parata Inaugurale di Parma 2020. La “nazione Parma” – come la chiamava Attilio Bertolucci – accogliendo l’energia della cultura proveniente da tutte le città d’Italia, ha portato in corteo le parole della cultura. Scritte su grandi cartelli, le parole saranno consegnate e custodite nella casa municipale e nel corso dell’anno diverranno protagoniste di un cantiere d’arte e lettere che ne promuoverà il grande valore.

Foto di Francesca Bocchia

Pubblicato in Cronaca Parma

La cultura arriva fino ai luoghi più lontani dal centro con “Sulla Linea della Cultura: Fermate per tutti”. Sabato e domenica Verdi Off ed il Teatro Regio portano la musica, energia e creatività sulle linee degli autobus cittadini, all’Ospedale dei Bambini, negli Istituti Penitenziari di Parma, nelle Case per Anziani e nei dormitori della città.

foto di Francesca Bocchia

Pubblicato in Cronaca Parma

Parma, 11 gennaio 2020. È la mostra dal titolo “Noi, il cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile”, promossa dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, con la collaborazione e il patrocinio dell'assessorato alla Cultura del Comune di Parma, a dare l’inizio ufficiale alle celebrazioni di Parma 2020 - Capitale Italiana della Cultura.

Dall’11 gennaio e fino al 13 aprile gli spazi della Galleria San Ludovico (borgo del Parmigianino, 2) e dei Portici del Grano (Piazza Giuseppe Garibaldi, 1) ospiteranno un vero e proprio percorso esperienziale, che si propone di far comprendere il forte legame che esiste tra la tutela della nostra salute e quella del Pianeta, a cominciare da quello che mettiamo ogni giorno nel piatto.
Un legame che può essere rinsaldato solo ripensando il modo in cui coltiviamo, produciamo e consumiamo il cibo. Questo perché la produzione di cibo è l’attività dell’uomo che contribuisce di più al cambiamento climatico (31%), superando il riscaldamento degli edifici (23,6%) e i mezzi di trasporto (18,5%) e che oggi consuma 1,7 volte le risorse naturali che la terra riesce a generare ogni anno. Cibo che peraltro, purtroppo, finiamo anche per sprecare, dal campo alla tavola (1/3 del cibo prodotto a livello globale, infatti, non viene nemmeno mangiato). ​

“Mai come quest’anno, cambiamenti climatici e sostenibilità ambientale sono al centro del dibattito, grazie anche a movimenti come #FridaysForFuture e all’impegno di Greta Thunberg, che hanno fatto partire dal basso un sentimento comune e globale che chiede di ripensare - in chiave sostenibile - le nostre vite. Con questa mostra desideriamo far nascere in tutti, giovani generazioni e non, un senso di cittadinanza attiva e una crescente consapevolezza che porti a ripensare i nostri sistemi agroalimentari. Puntiamo a sensibilizzare le coscienze, mettendo al centro una corretta educazione, alimentare e ambientale, elemento fondamentale per questo cambiamento”, ha dichiarato Anna Ruggerini, Direttore Operativo di Fondazione Barilla.​

Sviluppata in collaborazione con National Geographic Italia, Sustainable Development Solutions Network Mediterranean (SDSN Med), la mostra, realizzata, tra gli altri, grazie al contributo di un comitato scientifico multidisciplinare e la curatela di Codice Edizioni, intende sottolineare il ruolo fondamentale che la cultura del cibo riveste nella rapida evoluzione della nostra società, attraverso un percorso di comprensione e consapevolezza (che va dai paradossi alimentari ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030) tra exhibit interattivi e immersivi.
Per questo motivo - e per rendere più immediato il messaggio - la mostra offrirà molteplici occasioni di dialogo e approfondimento con conferenze tematiche, laboratori e workshop.​

Un percorso espositivo digitale e multidisciplinare rivolto a tutti e che offre anche percorsi e iniziative dedicati agli studenti di tutte le età, chiamati a diventare i protagonisti del cambiamento auspicato. Per le scuole, saranno previste visite guidate giornaliere, previa iscrizione, dal lunedì al venerdì e percorsi di apprendimento laboratoriali personalizzati secondo il livello scolastico di appartenenza. Questo percorso multimediale arricchisce anche il programma educativo “Noi, il cibo, il nostro Pianeta”, inserito in un protocollo d’intesa col MIUR, che si rivolge a docenti di ogni ordine e grado scolastico fornendo loro materiali di aggiornamento e insegnamento per far comprendere il rapporto imprescindibile tra la nostra salute e la salute del mondo che ci ospita.​

Per prenotazioni e altri dettagli, visitare il sito: www.noiilciboilpianeta.it/parma2020 

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Parma, 10 gennaio 2020. In vista della passeggiata inaugurale per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 di sabato 11 gennaio e della cerimonia istituzionale di domenica 12 al Teatro Regio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono previste le seguenti modifiche alla viabilità.

Il giorno 11/01/2020, dalle 10:00 alle 18:00, istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata ambo i lati lungo i seguenti tratti stradali: Piazzale Santa Croce – porzione Nord, area di parcheggio ricompresa tra via Kennedy e viale Pasini.

Dalle 14:00 alle 20:00 istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata ambo i lati lungo i seguenti tratti stradali: strada D’Azeglio, via Kennedy, da Piazzale S. Croce a 20mt in direzione Est, strada D’Azeglio, piazzale Corridoni (stalli c/s), strada Mazzini.
L’area riservata alla sosta TAXI in strada Mazzini sarà spostata in viale Toschi e strada alla Pilotta.
In viale Toschi lato Ovest, tratto compreso tra Viale IV Novembre e Ponte Verdi, Istituzione del divieto di fermata eccetto taxi.
In viale Toschi – lato Est: istituzione del divieto di sosta 0-24 eccetto Taxi.
Dalle 16:00 alle 19:00, e comunque fino a cessate esigenze, istituzione del divieto di circolazione per tutti i veicoli eccetto mezzi di soccorso ed emergenza per i seguenti tratti stradali: strada D’Azeglio, piazzale Corridoni, ponte di Mezzo, strada Mazzini, piazza Garibaldi.

Istituzione del senso unico alternato con precedenza secondo il senso di marcia già esistente per i seguenti tratti stradali: vicolo Leon D’oro; piazzale S.Vitale, via Cardinal Ferrari, borgo XX Marzo (da strada Della Repubblica a borgo Leon d’Oro), borgo Bruno Longhi (da strada Della Repubblica a borgo Leon d’Oro), borgo Giacomo Tommasini (da strada Della Repubblica a borgo S. Chiara), vicolo Cervi, borgo S.Vitale.
Tutte le sottoelencate strade funzioneranno a senso unico alternato: strada Bixio – da Strada Costituente a Piazzale Corridoni), borgo Fornovo, borgo Parente, borgo Catena, guasti di S.Cecilia, piazzale Bertozzi, borgo Poi, borgo Marodolo, borgo Fiore, borgo Galaverna, strada Inzani, borgo Cocconi, via dei Farnese (da borgo delle Grazie a strada D’Azeglio).
In strada Della Repubblica (da Strada Cairoli a borgo San Vitale/Borgo San Ambrogio) istituzione del doppio senso di circolazione riservato ai residenti.
Sarà consentito l’accesso ai mezzi di soccorso ed emergenza.
L’Azienda TEP SpA provvederà alla deviazione dei bus interessati, dando opportuna comunicazione dei percorsi alternativi delle linee di trasporto pubblico locale alla cittadinanza.

Destituzione della corsia preferenziale di Viale Toscanini, Strada Bixio, Strada D’Azeglio, Strada Garibaldi e contestuale disattivazione del sistema elettronico di rilevamento dei transiti.
Destituzione dell’isola ambientale di Borgo Tommasini e Via Sauro e contestuale disattivazione del sistema elettronico di rilevamento dei transiti.

Dalle ore 15:00 del 11/01/2020 alle ore 24:00 del 12/01/2020verrà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata ambo i lati H 24 e il divieto di circolazione lungo i seguenti tratti stradali: piazzale Paer su tutto il piazzale, piazzale Barezzi su tutto il piazzale, via Carducci (da piazzale Barezzi a piazzale Paer).

Il giorno 12/01/2020, dalle 07:00 alle 20:00, in strada Della Repubblica (dal civ.23 al civ.33), in via Dante Lato Nord istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata eccetto accreditati.
Destituzione rastrelliere portabiciclette sul lato Ovest della Porzione Nord di Piazza Garibaldi (lato “BNL”) e contestuale istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata per velocipedi.

Dalle ore 16:00 alle ore 18:30, in borgo A. Mazza, istituzione del divieto di circolazione all’intersezione on Strada Garibaldi e istituzione del senso unico alternato nel restante tratto.
In strada Cavour (da via Mameli a Piazza Garibaldi) istituzione del divieto di circolazione.
Destituzione della corsia preferenziale di strada Garibaldi e contestuale disattivazione del sistema elettronico di rilevamento dei transiti dalle ore 15:00 alle ore 24:00 del 12/01/2020.

L’Azienda Tep SpA provvederà alla deviazione dei bus interessati, dando opportuna comunicazione dei percorsi alternativi delle linee di trasporto pubblico locale alla cittadinanza.
I provvedimenti di cui alla presente ordinanza possono essere suscettibili di variazioni temporali e di modifiche all’estensione/localizzazione sulla base delle disposizioni dei soggetti individuati dall’art. 12 del Codice della Strada – in particolare relativamente alla progressiva riapertura delle strade a seguito del termine effettivo della manifestazione.

Stefano Bonaccini sembra piacere più di Lucia Borgonzoni e si mantiene in vantaggio sulla rivale in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna del prossimo 26 gennaio. Ma decisive potrebbero essere le liste collegate ai candidati presidenti che vedrebbero il Centro Destra sorpassare il Centro Sinistra. Questo è quanto risulta dal sondaggio nato dalla collaborazione tra agenzia Dire e Istituto Tecnè, con interviste effettuate il 30 e 31 dicembre su un campione di mille persone.

Il tasso di incertezza è però elevatissimo:  tra incerti e astenuti il valore si colloca al 41,5%.

Bonaccini, candidato del centrosinistra, si legge nel report Dire/Tecné,  è avanti nel gradimento rispetto alla rappresentante del centrodestra: positivo il giudizio dell’attuale presidente di Regione per il 39%, mentre la Borgonzoni si ferma al 31%. Più staccato Simone Benini, candidato del Movimento Cinquestelle, che ottiene un giudizio positivo dall’8% e Marta Collet di Potere al Popolo che si attesta al 3%.

Bonaccini è avanti anche nelle intenzioni di voto: il 44% sceglierebbe lui, con Borgonzoni ferma a 43% e Benini a 7,5%. Gli altri candidati al 5,5%. Ma la grande fetta di incerti o astenuti (41,5%) lascia aperto ogni discorso fino all’ultimo giorno.

Cosi’ come decisive potrebbero rivelarsi le intenzioni di voto alle liste collegate ai candidati presidenti.

Ad oggi il centrodestra e’ stimato al 44% e Bonaccini al 42,5%.

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Per votare con HOPINION: 

 

 

 

Pubblicato in Politica Emilia
Sabato, 11 Gennaio 2020 06:23

"Caro Stadio", meglio donare!

di LGC 10 gennaio 2020 - La squadra di calcio, da quando esiste questo meraviglioso sport, possiede il proprio sciame di ammiratori appassionati che la seguono in ogni campo. 

Supporters, tifosi e anche ultras, che non mancano mai gli appuntamenti, incitano i giocatori anche e soprattutto quando sono in difficoltà e, alla pari dei melòmani dei loggioni del Teatro Regio, riservano critiche e suggerimenti allo staff tecnico.
Insomma è un vero e proprio serio rapporto d'amore, quello che si instaura tra tifoseria e squadra del cuore e non solo un momento di folklore domenicale.

Un rapporto che potrebbe incrinarsi nel caso il fattore "prezzo d'ingresso" agli stadi dovesse elevarsi a dismisura come sta accadendo in questi ultimi tempi.
E' proprio per questa ragione che la tifoseria organizzata del Parma Calcio, i gloriosi Boys Parma 1977, sta protestando e, oltre a esporre striscioni nei punti di maggior visibilità calcistica (al Tardini, allo Juventus Stadium e anche davanti alla Lega calcio), invitano a disertare la trasferta di Torino contro la Juventus per il biglietto, ben poco popolare, collocato a 43 euro.
"Ad un prezzo immorale preferiamo donare". Detto fatto e allo stadio con il Lecce, i Boys raccoglieranno le offerte da destinare al reparto di Oncologia Pediatrica.

Raccogliamo perciò il loro disappunto e proponiamo, a seguire, il post con le ragioni della protesta pubblicato sul sito web Boysparma1977.it .

"La trasferta di Bergamo, grazie all'accordo di reciprocità tra le due società Parma e Atalanta che hanno fissato il biglietto a 16 euro, ha visto la presenza di un migliaio di parmigiani al seguito della squadra. Dopo Napoli, anche la Juventus fissa il biglietto addirittura a 43 euro, una cifra decisamente troppo alta, fuori dalla portata per un settore popolare, un prezzo immorale verso chiunque, per un genitore che vorrebbe portare un figlio allo stadio, per una famiglia, per una compagnia di tifosi, per gli Ultras, per chi ama la propria squadra, per chi al giorno d'oggi crede ancora che allo stadio ci siano quei valori che nella vita di tutti i giorni oramai non si incontrano più. Anche in questa occasione DISERTEREMO, invitando tutta la tifoseria a farlo, lasciando vuoto il settore ospiti dello Juventus Stadium, e chiediamo a tutti quelli che appoggiano l'iniziativa, e che sarebbero andati a Torino ad un prezzo normale, di appoggiarci in un'iniziativa benefica: invece che speculare sulla nostra passione, il nostro denaro lo doneremo. Allo stadio con il Lecce faremo una raccolta benefica per il reparto di Oncologia Pediatrica, dove ognuno donerà una somma che rappresenti l'ipotetica cifra che vorremmo spendere per un biglietto di Curva.
Speriamo che la lega ascolti le proteste dei tifosi in tutta Italia e che regolarizzi i prezzi d'accesso agli stadi, magari mettendo dei tetti massimi come accade in Francia, in modo che nei nostri stadi ci siano sempre dei settori che mantengano i prezzi popolari.
AD UN PREZZO IMMORALE PREFERIAMO DONARE"

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Pubblicato in Sport Parma
Venerdì, 10 Gennaio 2020 11:12

Hopinion: l'orientamento al voto in Emilia Romagna

Orientamento al voto in Emilia Romagna

I sondaggi indicano che in Emilia Romagna sia un testa a testa tra Stefano Bonaccini, Governatore uscente, e Lucia Borgonzoni la sfidante in carico alla Lega. Ma, secondo il sondaggio Dire/Tecnè del 10 gennaio 2020, l’incertezza è diffusa per il 41%. Una cifra elevatissima che vorremmo verificare.

Come al solito la opinione che esprimerete sarà totalmente anonima.

A quale, tra questi candidati, vorreste vedere seduto al vertice della Regione Emilia Romagna? (in ordine alfabetico)

 

 

Pubblicato in Politica Emilia

Interviste a quattro candidati dei due maggiori schieramenti a sostegno di Bonaccini e Borgonzoni:  Matteo Daffadà – Massimo De Matteis - Nicoletta Paci  e Cecilia Zanacca

di Francesca Caggiati Parma 10 gennaio 2020 - A poco più di due settimane dalla tornata elettorale che vede il rinnovo delle cariche di Governatore e Consiglieri della Regione Emilia Romagna, incontriamo quattro candidati – due uomini e due donne - casualmente scelti tra i due principali schieramenti politici di centrosinistra e di centrodestra.
Sono state poste loro le stesse domande per capire meglio non solo le motivazioni personali e politiche della loro candidatura, ma anche le priorità che secondo loro andranno affrontate e i vantaggi che Parma e il suo territorio provinciale trarrebbero dalla loro elezione.

Iniziamo, per “cavalleria” o meglio dovrei dire per affinità di genere, con le due candidate donne Nicoletta Paci – nelle liste di Stefano Bonaccini, Presidente in carica di centrosinistra – e di Cecilia Zanacca – sostenitrice dello schieramento di Lucia Borgonzoni, Presidente in corsa per il centrodestra.

- Qual è il motivo principale che l’ha spinta a candidarsi alle prossime elezioni regionali?
Paci: “È una domanda ricorrente per un candidato. Mi sono candidata perché mossa da spirito di servizio e amore per il mio territorio e le persone che lo vivono. Mi sono candidata perché sono orgogliosa di vivere in una comunità accogliente, solidale, industriosa, piena di idee e di capacità. Nei miei sette anni da amministratrice della città Parma l’ho guardata anche dal punto di vista delle minoranze che la compongono. È un modo di fare che mi appartiene, avendo studiato altre lingue, culture altre, sono portata a considerare le diversità, le piccole componenti come una ricchezza, come un colore che aggiunge vivacità. Mi sono candidata perché Parma mi ha insegnato che è più complesso amministrare considerando e dando possibilità a tutti, ma è molto più giusto ed efficace. Si tratta di un salto di qualità culturale. Che porta equità ma anche una visione allargata, un pensiero ampio alle persone e ai servizi. Vogliamo chiamarlo il lato buono della globalizzazione? In questo momento ho scelto di impegnarmi in questa corsa elettorale proponendomi per tracciare in Regione un cammino che possa essere all’avanguardia, un modello che ci consenta di fare un passo avanti, tutti insieme, senza scordare nessuno”.

Zanacca: “Banale dirlo, ma per cambiare un modus operandi che sta appiattendo il nostro Paese, la nostra Regione e ancora più per ridare fiducia a noi cittadini. Una fiducia che da tempo sta venendo sempre meno nei confronti delle istituzioni. Per fare si che i risultati perseguiti dall’amministrazione regionale non siano una mera ovazione a fini elettorali ma semplicemente un momento di seria comunicazione con i cittadini”.

- Perché gli elettori dovrebbero esprimere la propria preferenza scrivendo il suo nome?
Paci: “Come amministratrice ho visto in prima persona quanto sia importante, per una città laboriosa come la nostra, avere un appoggio in Regione. E’ necessario per Parma avere un filo diretto con la Regione per portare avanti le innovazioni e le politiche che ci stanno a cuore e che significano un sicuro avanzamento per la nostra città. Nell’Assemblea della Regione Emilia-Romagna la mia voce sarà per le istanze del nostro territorio. Sui punti che il Presidente Bonaccini ha tracciato: Scuola e Istruzione, Ambiente, Sanità, Parità di Diritti di tutti e tutte. La Regione in questi ultimi cinque anni, con Stefano Bonaccini e la sua Giunta, ha dato prova di una grande capacità di azione positiva e i numeri lo stanno a dimostrare. Vorrei far parte del prossimo percorso a fianco di questa città e di questa Regione che hanno molti punti in Comune, ma dove Parma può anche rappresentare un territorio apripista e una comunità propositiva più di altre”.

Zanacca: “Perché no? Scherzo naturalmente. Chi mi conosce sa della mia passione politica accompagnata sempre da attenzione per il territorio nei suoi vari aspetti; dalla qualità della vita, al mondo del sociale, della scuola e dell’impresa. Sono una parmigiana doc, legata alla sua città di cui conosce i pregi e le necessità. Necessità di cui, ahimè, l’attuale amministrazione locale, incoraggiata dalla pari amministrazione regionale, sembra non importare molto”.

- Quali sono secondo lei le tre priorità dell'Emilia Romagna?
Paci: “Lo slogan “Fare dell’Emilia Romagna la regione della conoscenza” mi appartiene. Per i prossimi dodici mesi siamo Capitale Italiana della Cultura, abbiamo istituti scolastici che dialogano con l’economia della città e della provincia, abbiamo l’Università migliore d’Italia. Parma è città della conoscenza. E lo sarà sempre più con una Regione che investa sulla Scuola: dal nido fino all’Università. Il Lavoro è ovviamente l’altra priorità principale. La formazione gioca un ruolo fondamentale: dovrà saper aiutare i nostri figli non solo ad acquisire formazione e competenze, ma a restare nella propria terra. L’Ambiente è l’altro tassello, se vogliamo complementare alla formazione di una cultura ambientale nei cittadini, ma per il quale bisogna concretizzare presto con una conversione economica e sociale che ci porti alla transizione verso le energie rinnovabili e l’economia circolare”.

Zanacca: “Come prima cosa sicuramente passare dal centralismo regionale al decentramento territoriale. La Regione avrà il ruolo di “perno degli enti autonomi” evitando tentazioni di un centralismo regionale. Si dovrà rafforzare l’intero sistema autonomistico che vede nei Comuni l’istituzione politica di prossimità più vicina e sensibile alle esigenze, diritti e interessi dei cittadini L’obiettivo dovrà essere meno burocrazia e più cultura del risultato, a favore di cittadini e imprese. La Regione dovrà tutelare, promuovere e valorizzare la famiglia, così come riconosciuta dalla nostra Costituzione, quale primo luogo della solidarietà e luogo nel quale si genera e si forma il capitale sociale umano. La famiglia deve diventare il principale interlocutore delle politiche sociali. L’innovazione risiede nel rivolgersi alla famiglia in quanto tale, non perché povera o in difficoltà, per seguirla in tutte le fasi della propria esperienza. Si configura cosi una politica familiare sostanzialmente differente da quella finora perseguita in Emilia Romagna, rivolta soprattutto alla “famiglia patologica” e indirizzata a sostenerla solo dopo l’insorgere di un problema. Il sistema socio-sanitario regionale, come quello nazionale è ormai all’interno di una “Tempesta perfetta» con l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle malattie croniche e le difficoltà sociali connesse alla crisi economica. A fronte di tale situazione appare inevitabile fondere in un unico approccio le politiche sanitarie con quelle assistenziali, in cui le competenze e le azioni appaiono senza più soluzione di continuità, ma soprattutto le cui risposte appaiono inadeguate. Nonostante importanti aree di eccellenza sia professionale sia tecnologica, il sistema Emiliano Romagnolo comincia ad abbandonare al proprio destino tanti cittadini che non riescono più ad accedere a servizi, sia preventivi sia diagnostici, assistenziali e riabilitativi. Si propone, previa sperimentazione in alcuni servizi, di introdurre un sistema integrato tra pubblico e privato, che scommetta su una virtuosa alleanza tra mercato e solidarietà”.

- Cosa cambierà in Regione Emilia Romagna se vince il suo schieramento?
Paci: “La Regione farà un ulteriore “Passo avanti” rispetto ai tanti risultati già raggiunti negli ultimi cinque anni. Potremo migliorare ulteriormente in tutti i settori di attività portando l’Emilia Romagna ad essere un modello di sviluppo anche per altre regioni italiane. Food Valley, Culture Valley, Green Valley. Potremmo andare avanti ... L’Emilia Romagna ha già numeri eccellenti. Diversità straordinarie che la rendono unica al mondo. Continuare su questa strada significa non interrompere un cammino. Significa puntare alla cima, anziché ripartire e magari perdersi lungo il sentiero”.

Zanacca: “Prima di tutto non cosa ma come: sicuramente in meglio. La regione sarà molto più vicina ai cittadini, con meno burocrazia e più semplificazione anche e soprattutto per chi fa impresa. Faremo prevalere la meritocrazia nella scelta dei posti dirigenziali rispetto a logiche di schieramento. Sarà una regione caratterizzata da enti dotati di autonomia e funzioni proprie, tra loro saldamente connessi e in continue relazioni di collaborazione. Un governo attento al territorio, sia verso le grandi città, ma anche con una road map per i piccoli comuni e una sorta di piano Marshall per la montagna. Insomma, una regione in cui tutti potranno avere l'opportunità di cogliere la propria occasione di benessere”.

- Come Parma potrà beneficiare della sua vittoria?
Paci: “La mia proposta di inserire l’inglese già dai nidi e dalla scuola dell’infanzia è stata favorevolmente accolta da Bonaccini che l’ha inserita come punto fondante delle sue proposte per il settore 0-6 anni. Quindi per me, che ho già fatto esperienza come Assessora ai Servizi educativi e Scuola, il settore educativo è uno dei temi principali su cui vorrò agire portando le istanze del territorio. E a questo si lega fortemente quello delle Pari Opportunità perché da sempre mi batto per i diritti di tutte e tutte e voglio proseguire anche in Regione a favorire un cambiamento culturale che deve partire soprattutto dalle nuove generazioni”.

Zanacca: “In primis, grandi cambiamenti quindi deciso miglioramento relativamente a temi molto “caldi” quali Sicurezza, Degrado, Gestione dei Rifiuti, Rilancio delle attività commerciali, Mobilità e Trasporti che sono settori in cui Parma è in grande sofferenza e sui quali la regione ha ampi margini di intervento. Il decreto Minniti, ha introdotto la possibilità di formulare accordi per la promozione della sicurezza integrata sulla base dei quali le Regioni possono sostenere iniziative e progetti per attuare interventi di promozione della sicurezza integrata nel territorio di riferimento, sostenendo così i Sindaci nella loro azione di garanzia in materia di sicurezza urbana. In merito alla politica sui rifiuti, bisognerà rivedere l'indirizzo dato ad ATERSIR, l’Agenzia di regolazione dei servizi pubblici locali ambientali della regione Emilia-Romagna per ridare voce in capitolo agli enti locali nella strategia di gestione dei rifiuti, a partire dalla definizione di ambiti territoriali omogenei e scardinando il modello di gestione aziendale finalizzato al profitto con costi ingiustificati a carico dell’utenza, bloccando la logica dei subappalti. Il rilancio delle attività commerciali, a partire da quelle dei centri storici, passa da un riequilibrio tra negozi di vicinato e grandi centri commerciali, nonché da politiche di mobilità che accanto alla sostenibilità ambientale garantiscano anche una sostenibilità residenziale, famigliare e commerciale. Infine, per il settore trasporti, oltre a politiche di forte rilancio del trasporto pubblico locale, Parma dovrà avere la fermata AV. Fino a ieri Bonaccini e Pizzarotti hanno detto no, fa piacere che a ridosso delle elezioni sembrano averlo capito anche loro”.

- Quali sono tre suoi pregi e tre suoi difetti?
Paci: “Sono determinata, ma sempre in ascolto degli altri. Questi due modi di agire mi consentono di analizzare le situazioni e spesso di trovare delle soluzioni di sintesi. Credo che questi possano essere interpretati come pregi per chi si trova a dover rappresentare uomini e donne di una comunità. Mina cantava “i miei difetti son talmente tanti”…..sarebbe lunga elencarli. Sono sicura che i miei avversari li sanno tutti”.

Zanacca: “Non sta a me dirlo, anzi spesso la linea che differenzia gli uni e gli altri è davvero sottile. Può essere che in talune situazioni un pregio si trasformi in difetto e viceversa ... tutto è assolutamente relativo. Nello specifico, non posso negare di essere disordinata, talora in ritardo e tendo a fare più cose contemporaneamente … È comunque vero, citando una frase non mia, che i difetti vanno saputi portare perché i pregi stanno bene a tutti!”.

- Quali invece i tre valori in cui crede maggiormente e per cui non scenderebbe mai a compromessi?
Paci: “Scegliendo di candidarmi come amministratrice, onestà e rispetto della legalità devono essere alla base di ogni pensiero e ogni scelta. E poi la parità di diritti; leggi, servizi, opportunità che rispettino le diversità e le situazioni di ognuno, sono la strada che ho scelto di percorrere”.

Zanacca: “Famiglia, solidarietà, coerenza e rispetto per il prossimo. Chi mi conosce sa che non posso venire meno a questi”.

- Che qualità pensa che abbia in più o di diverso una donna rispetto ad un uomo?
Paci: “Parlerei soprattutto di qualità diverse e fra queste sottolineo sicuramente la sensibilità. Al di là degli stereotipi ho sempre visto nelle donne la capacità straordinaria di accostarsi agli altri, di cogliere sfumature. Negli uomini ho spesso assistito invece ad espressioni di aggressività. Le donne sono più inclusive, sono portate alla mediazione, ascoltano le ragioni di tutti. Abbracciano il mondo”.

Zanacca: “Un delle cose che maggiormente detesto e che mi ferisce sono le quote rosa; non capisco perché le istituzioni dovrebbero “aiutare” le donne ad ottenere ciò che possono raggiungere benissimo da sole? Concludendo: “Il gallo può cantare, ma è la gallina che fa l'uovo” come diceva Margaret Thatcher”.

 

Veniamo ora ai due candidati uomini: Matteo Daffadà che appoggia Stefano Bonaccini e Massimo De Matteis che sostiene Lucia Borgonzoni.

- Qual è il motivo principale che l’ha spinta a candidarsi alle prossime elezioni regionali?
Daffadà: “La Regione ha ricadute dirette sulla vita e sulla gestione dei territori. Sono un amministratore pubblico. Il consigliere uscente del PD ha deciso di non candidarsi. Mi è stato chiesto di portare la mia esperienza e dopo aver sentito la famiglia ho accettato. Per portare la testimonianza e le esigenze del territorio a Bologna e per riportare sul territorio quanto di positivo la Regione ha fatto e farà”.

De Matteis: “Desidero mettere al servizio dei parmigiani e dei parmensi tutto il mio impegno e tutta la mia esperienza. Ho l’onore di farlo nelle file di Fratelli d’Italia, forza politica che ho contribuito a fondare a Parma e di cui ho retto il coordinamento provinciale sino a tre mesi fa”.

- Perché gli elettori dovrebbero esprimere la propria preferenza scrivendo il suo nome?
Daffadà: “Sono anni che sono amministratore pubblico, conosco le esigenze e i bisogni del territorio. Ho sempre messo la mia faccia. Vivo in montagna e lavoro a Parma. Sono la sintesi di chi conosce i problemi della periferia e della città. Faccio il pendolare ogni giorno. Mi sono sempre messo al servizio del cittadino. Giusta esperienza e voglia di misurarmi con una sfida nuova”.

De Matteis: “La mia trentennale esperienza di pubblico amministratore e di militanza nella destra politica rappresenta una garanzia di impegno e di coerenza, da sempre unicamente orientata al bene per la nostra comunità provinciale, alla difesa delle nostre famiglie , alla difesa del lavoro e dell’impresa, alla difesa dei valori fondanti della nostra civiltà”.

- Quali sono secondo lei le tre priorità dell'Emilia Romagna?
Daffadà: “Le priorità sono tante. Ma scegliendone tre dico: famiglia, lavoro e infrastrutture. Famiglia perché dobbiamo invertire il trend che ha visto abbassare cosi tanto la natalità. Aiuto alle famiglie significa crescita, presidio del territorio, sviluppo del territorio. Lavoro, perché è condizione fondamentale allo sviluppo ed al benessere dei cittadini. Dove c’è lavoro ci sono servizi. Infrastrutture, perché consentono l’attrattività e la fruibilità di un territorio sia dal punto di vista economico che turistico”.

De Matteis: “Lotta all’inquinamento, intensificare la produzione di energia pulita. Grande piano per la natalità, sostegno alle famiglie e alle giovani coppie. Rinascita delle zone montane, detassazione per le imprese , start up ricerca e innovazione”.

- Cosa cambierà in Regione Emilia Romagna se vince il suo schieramento?
Daffadà: “Questa Regione in questi anni ha lavorato bene. Lo dicono gli indicatori che la mettono davanti ad ogni altra Regione italiana sia dal punto di vista economico che sanitario. Il tutto deve stimolare per continuare ad essere la locomotiva d’Italia”.

De Matteis: “Dopo 50 anni di ininterrotto e ormai logoro strapotere della sinistra in Emilia Romagna, è giunto finalmente il momento di cambiare e realizzare anche nella nostra Regione l’alternativa di governo, nel metodo, nelle scelte, nella visione di prospettiva e di sviluppo dei nostri territori”.

- Come Parma potrà beneficiare della sua vittoria?
Daffadà: “Per l’impegno costante che metterò nell’ascolto dei cittadini. Importante sarà anche relazionare le attività svolte in Regione”.

De Matteis: “Fratelli d’Italia sarà la forza politica determinante per l’affermazione della coalizione che sostiene Lucia Borgonzoni, e darà considerevole contributo con la serietà delle sue proposte, con la forza delle sue idee e con la coerente determinazione dei suoi candidati al buongoverno della nostra Regione. La rappresentanza, la voce, il ruolo di Parma avranno preminenza in questo progetto di rinnovamento e di buongoverno e garantirà al nostro territorio la considerazione che merita”.

- Quali sono tre suoi pregi e tre suoi difetti?
Daffadà: “Corro in squadra, aiuto il prossimo e credo nelle persone. Testardo, permaloso e frenetico”.

De Matteis: “I miei pregi sono determinazione, coerenza e capacità di ascolto. I miei difetti sono testardaggine, logorrea, permalosità”.

- Quali invece i tre valori in cui crede maggiormente e per cui non scenderebbe mai a compromessi?
Daffadà: “Famiglia, amicizia e onestà”.

De Matteis: “Non sono assolutamente negoziabili la difesa della vita, l’amor di Patria e della famiglia, la mia fede in Dio”.

- Che qualità pensa che abbia in più o di diverso un uomo rispetto ad un donna?
Daffadà: “L’uomo è più diplomatico, la donna più determinata”.

De Matteis: “È diverso, ma non rappresenta una qualità in più della donna, l’uomo deve avere un senso di responsabilità finalizzato al benessere morale e materiale della propria famiglia, intriso di profondo rispetto verso l’intera comunità, esplicandolo nel lavoro e nella vita sociale”.

Il 26 gennaio siamo chiamati tutti al voto. Arrivarci conoscendo meglio intenti e personalità può essere una conferma per chi aveva già deciso o un modo per acquisire nuove informazioni per chi ancora non aveva le idee chiare.
E una cosa l’abbiamo notata, gli uomini sono mediamente più concisi nelle loro risposte … sarà un bene o un male?!

 

Pubblicato in Politica Parma

Agricoltura e ambiente. La Regione investe oltre 9,7 milioni di euro per incentivare il biologico e tutelare la biodiversità
Via libera a quattro nuovi bandi con incentivi per favorire l'adesione delle aziende singole e associate al bio e gli interventi di conservazione degli elementi caratteristici del paesaggio agrario come siepi, boschetti, maceri e laghetti

Bologna - Oltre 9,7 milioni di euro per dare una spinta al biologico in Emilia-Romagna e al tempo stesso promuovere lo sviluppo di un’agricoltura attenta alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela della biodiversità. È la dotazione finanziaria complessiva di quattro bandi approvati dalla Regione che danno continuità agli interventi di sostegno previsti dalle Misure 10 “Agroambiente” e 11 “Agricoltura biologica” del Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020. 

Le misure mettono a disposizione delle aziende agricole - sia in forma individuale che associata, incluse le cooperative - un pacchetto di risorse per favorire, attraverso l’erogazione di contributi economici parametrati alla superficie interessata, l’ulteriore espansione sul territorio regionale delle coltivazioni e degli allevamenti bio e, più in generale, un’agricoltura più ecosostenibile e all’insegna della qualità delle produzioni.  
Per tutti e quattro i bandi gli impegni di durata pluriennale - 5, 10 e 20 anni a seconda dei casi - sottoscritti dalle imprese agricole decorrono dal 1^ gennaio 2020, mentre la presentazione delle domande di aiuto (già possibile a partire dal 7 gennaio) dovrà avvenire entro il 28 febbraio prossimo, secondo le modalità indicate sul sito dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (https://agrea.regione.emilia-romagna.it/).
 
Cosa prevedono i due bandi per il bio
La quota più significativa di risorse, quasi 5,75 milioni di euro all’anno in totale per due bandi, è finalizzata a favorire l’ulteriore diffusione del biologico attraverso la concessione di premi ad ettaro per cinque anni per incentivare nel primo caso il passaggio delle aziende ai metodi e alle pratiche dell’agricoltura bio e, nel secondo caso, il mantenimento delle superfici già convertite al biologico.
Grazie ad una recente modifica del Psr che ha consentito di recuperare risorse aggiuntive per 3,7 milioni di euro, i fondi disponibili per la conversione ammontano a quasi 3,8 milioni di euro all’anno. Il budget per il mantenimento sfiora invece quota 2 milioni di euro sempre all’anno.  Gli aiuti variano da 150 a 791 euro all’ettaro all’anno secondo il tipo di colture per favorire la conversione e da 90 a 668 euro, sempre all’ettaro all’anno, per il mantenimento.
Attualmente in Emilia-Romagna le superfici a biologico finanziate attraverso la misura 11 del Psr ammontano a 116 mila ettari, su un totale regionale di oltre 156 mila ettari, pari a più del 15% dell’intera Superficie agricola utilizzata (Sau) da Piacenza a Rimini. Con il bando 2020 si potranno nuovamente finanziare le superfici impegnate con l’ultimo avviso scaduto a fine 2018 e le nuove adesioni.
L’obiettivo è dare un ulteriore colpo d’acceleratore in direzione di un’agricoltura attenta alla nuova domanda di cibi buoni e sani che viene dai consumatori e alle esigenze di una maggiore tutela dell’ambiente, anche nell’ottica della riduzione delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici in atto. In Emilia-Romagna le superfici coltivate bio sono aumentate del 75% rispetto al 2014 (67 mila ettari in più), mentre le aziende sono cresciute di quasi il 70%.
Ciò grazie alle risorse fin qui investite dalla Regione nell’attuale programmazione 2014-2020: risorse che sfiorano complessivamente quota 140 milioni di euro (di cui 16,8 di risorse aggiuntive regionali). A queste risorse vanno aggiunte quelle relativeagli incentivi alla formazione, all’insediamento dei giovani, ai progetti di innovazione e agli investimenti per l’ammodernamento strutturale delle aziende. Per tutti questi interventi le aziende bio godono infatti di una priorità nelle graduatorie dei bandi regionali. 



Gli altri due bandi per promuovere la biodiversità   
Gli altri due bandi si inquadrano invece nelle cosiddette politiche agroambientali per tutelare e promuovere la biodiversità, soprattutto nelle zone di pianura. Stiamo parlando della misura 10.1.9 del Psr “Gestione dei collegamenti ecologici dei siti Natura 2000 e conservazione di spazi naturali e seminaturali del paesaggio agrario”, che finanzia con poco più di 1 milione di euro all’anno gli interventi finalizzati alla conservazione di elementi caratteristici del territorio agricolo come siepi, boschetti, maceri, risorgive e laghetti.

Gli agricoltori che per un periodo di dieci anni si impegnano in questo senso potranno beneficiare di un contributo a superficie. Attualmente sono 838 le aziende agricole che hanno aderito a questa misura, per una superficie complessiva di quasi 2.500 ettari. Dall’inizio dell’attuale ciclo di programmazione ad oggi le risorse messe a disposizione sfiorano quota 9 milioni di euro, di cui 1,3 milioni di risorse regionali aggiuntive.
Infine, il quarto e ultimo bando stanzia quasi 3 milioni di euro all’anno per il “ritiro dei seminativi dalla produzione per 20 anni per scopi ambientali e la gestione dei collegamenti ecologici dei siti Natura 2000” (Misura 10.1.10) per finanziare la creazione di prati umidi e macchie arbustive al posto dei campi coltivati. Per questo intervento sono attualmente in corso 280 progetti, su una superficie complessiva di circa 5.600 ettari.  Le risorse investite nella programmazione 2014-2020 superano i 30 milioni di euro, di cui 13,6 milioni di fondi regionali aggiuntivi./G.Ma                  
             

Tutte le notizie su www.regione.emilia-romagna.it 

Venerdì, 10 Gennaio 2020 07:19

Ostriche contaminate, sale allerta UE

Ostriche contaminate, sale allerta UE: c'è il norovirus anche in molluschi provenienti dalla Francia. Sul mercato assieme alle ostriche anche cozze e vongole contaminate
 
Le autorità francesi hanno disposto un richiamo di molluschi e ostriche a causa di una presunta contaminazione da norovirus che può causare gravi disturbi gastrointestinali dopo che tre siti di produzione sono stati posti sotto sequestro in Francia.

I prodotti sono stati commercializzati in diversi Paesi UE. Gli importatori interessati hanno informato le autorità della sicurezza alimentare dei vari Paesi UE, di avere ritirato dalla vendita i prodotti in questione e avviato richiami. Non si possono escludere eventuali rischi per la salute evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. I clienti che hanno acquistato questi prodotti francesi sono pregati di evitarne il consumo. I norovirus sono agenti patogeni che causano diarrea. I primi sintomi della malattia compaiono di regola dopo un periodo di incubazione di 12–48 ore. Spesso si manifestano bruscamente con vomito a getto e forte diarrea, di frequente accompagnati da mal di testa, dolori addominali e muscolari. In casi isolati può anche verificarsi febbre.

Di norma, il decorso della malattia è lieve. Come trattamento, è particolarmente importante garantire un apporto sufficiente di liquidi. Nei gruppi a rischio, come le persone anziane, i bambini e le persone immunodepresse, il decorso della malattia può avere effetti più gravi. I norovirus sono molto contagiosi. Durante la fase acuta della malattia e per almeno 2 o 3 giorni dopo, le persone colpite espellono l’agente patogeno in grandi quantità con le feci o il vomito e possono anche trasmetterlo ad altre persone durante questa fase.

La trasmissione avviene attraverso la bocca, il contatto con la pelle (ad es. mani contaminate) o con oggetti (ad es. maniglie della porta contaminate), attraverso l’inalazione di goccioline sottili nell’aria (ad es. dopo il vomito). Una buona igiene delle mani è importante, cioè un lavaggio regolare e accurato con il sapone, soprattutto dopo l’espletamento dei bisogni fisiologici.

Si raccomanda la disinfezione delle mani. Le superfici o i tessuti contaminati da feci o vomito devono essere disinfettati o lavati a oltre i 60 °C. Attenzione: con la preparazione abituale delle cozze non si può garantire che i norovirus siano sufficientemente inattivati per prevenire l’insorgere della malattia.
( 9 gennaio 2020 )

Pubblicato in Agroalimentare Emilia
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