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Sono tra i lavoratori del lockdown, eroi silenziosi che hanno lavorato per rifornire di alimentari il paese. E Reggio Emilia ne ha alcune centinaia.

Poste Italiane registra un notevole incremento della consegna di pacchi, ma non investe abbastanza negli addetti, che non vengono subito sostituiti quando vanno in pensione o stabilizzati alla scadenza del contratto. Lo afferma il sindacato dei lavoratori postali Slp Cisl Emilia Centrale, spiegando che durante le settimane di lockdown la domanda di consegna pacchi ha ricevuto un forte stimolo dagli acquisti e-commerce.

Pubblicato in Economia Emilia

E’ vero che il lavoro agile è più attuabile nel terziario e nella pubblica amministrazione rispetto dell’industria, ma ci sono differenze considerevoli, anche, nell’approccio manageriale al tema. Inoltre, la dimensione aziendale è sicuramente discriminante, in termini proporzionali, per avviare il lavoro agile. Come sindacato chiediamo che quanto avviato in questi due mesi possa essere perfezionato”. Rosamaria Papaleo segretaria Cisl Emilia Centrale affronta il tema dello smart working con l’analisi di quanto accaduto in un’azienda private e in una pubblica amministrazione.

Dai dati a nostra disposizione emerge che prima del Covid il ricorso allo smart working era assai limitato in Italia soprattutto nel pubblico impiego. Con l'emergenza è diventata la forma ordinaria di lavoro sia nella fase di picco che nella fase 2. Infatti per limitare gli assembramenti nei luoghi di lavoro molte aziende e molti uffici pubblici hanno scelto di continuare ad utilizzarlo per le tipologie di lavoro compatibili”.
Di seguito alcuni esempi con relativi problematiche e soluzioni.

 

INDUSTRIA

La Modula spa di Salvaterra è un’azienda leader per la realizzazione di sistemi di gestione del picking all’interno dei magazzini industriali. Durante l’emergenza del lockdown ha attivato complessivamente 168 accordi individuali di smart working, pari al 64,5% dell’organico aziendale in tutti i reparti, dall’amministrazione alla produzione (programmazione), mantenendo anche il presidio per le vendite.

Modula – rispondono dall’ufficio comunicazione - aveva già attivato un progetto di Smart Working dal 2018 e questo le ha consentito di essere preparata per quanto riguarda le tecnologie che supportano il lavoro a distanza e le competenze interne necessarie per attuarlo. Molti dipendenti sono dotati di Pc portatili, mentre chi non ne era provvisto ha potuto recuperare dispositivi aziendali e utilizzarli nella propria abitazione. Grazie alla rete VPN i dipendenti in smart working possono connettersi in modo sicuro ed accedere da remoto alle risorse aziendali interne da qualsiasi area geografica nel mondo. Inoltre sono stati sottoscritti abbonamenti su piattaforme webinar e alcuni reparti utilizzano poi strumenti che permettono l’archiviazione di documenti, immagini, file… (come Dropbox o Google Drive)”.

In questo modo alla Modula è stato possibile continuare con la maggior parte delle attività lavorative. Tra le problematicità “una maggiore difficoltà nella gestione delle urgenze”. Apprezzabile, per la Cisl, il fatto che si sia “incentivata l’ottica del lavoro per obiettivi, svincolata dalla mera prestazione oraria ed è rafforzata la responsabilizzazione delle persone in merito alle attività di loro competenza.

Agli smart worker, che hanno colto questa soluzione in maniera positiva, spetterà restituire il credito di fiducia dato dall’azienda dimostrando autonomia, impegno e senso di responsabilità. Questo significa flessibilità, autonomia nella scelta degli spazi, orari e necessità di strumenti per svolgere la propria mansione a fronte di un profondo cambiamento a livello organizzativo e culturale.

In queste ore sta riprendendo il lavoro in maniera scaglionata, limitando in una prima fase la presenza fisica a chi ha necessità inderogabili legate alla propria attività. Quindi i lavoratori alterneranno la modalità di lavoro da remoto a quella in presenza secondo una pianificazione che terrà conto delle esigenze organizzative aziendali, delle singole professionalità, nonché delle preferenze dei dipendenti.

 

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Durante l’emergenza Coronavirus nella pubblica amministrazione, all’Inps di Reggio su 179 sono in smart working (154) e telelavoro (7) quindi tot 161 persone mentre gli altri in congedi pregressi vari.
Questo – spiega Francesco Cimino, direttore Inps Reggio Emilia – ha previsto la necessità di dotare i colleghi di pc ultraslim, con rete intranet, ma c’era anche chi disponeva di pc proprio rete propria ma con assistenza continua per il rafforzamento dei collegamenti internet. Da casa è stato possibile svolgere tutto ciò che compete alla sede Inps, tra cui le aumentate richieste di cassa integrazione ordinaria, la verifica del regolare versamento della contribuzione da parte di aziende e datori di lavoro (sia pubblici che privati) e di recupero dei crediti vantati dall’Istituto, nonché nell’erogazione di servizi e prestazioni sia di carattere previdenziale che assistenziale ai cittadini, sia lavoratori attivi che cessati dal servizio che pensionati”.

itorioLa produttività – spiega il direttore Cimino - è cambiata positivamente. I dati parlano di numeri elevati monitorati sempre allo stesso modo. Anche per i dipendenti dell’Inps la novità è stata positiva e da poter essere sperimentata in un eventuale futuro, magari normale.

Proprio in termini di produttività e quindi di quantità di pratiche lavorate Reggio Emilia aveva totalizzato una produttività del 126,87 a fine anno e nel primo trimestre 2020 ha già raggiunto 103,88. Sul primo trimestre 2020 ci attestiamo come media nazionale sul 104 quando il requisito è 100.

Come si potrà farlo decollare anche al fine dell'emergenza?
Risponde ancora Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl. “occorrerà passare da un modello fordistico e gerarchico della produzione, con rappresentazione giuridica del lavoro (mansioni, qualifiche...), a una rappresentazione incentrata sui ruoli che vengono disegnati sulla base delle competenze di ciascuno. Da emergenza a opportunità. Naturalmente laddove non ancora successo occorre dotare i lavoratori della strumentazione necessaria, costruendo nuove tutele dal punto di vista dei diritti e della sicurezza e nella formazione”.

Pubblicato in Lavoro Emilia

Dopo lo sportello on, line, Adiconsum Emilia Centrale (associazione consumatori della Cisl) lancia una nuova iniziativa per restare in contatto con i cittadini rinchiusi in casa.

Non sapete come presentare la domanda di sospensione del mutuo prima casa? Non siete sicuri di interpretare correttamente i decreti del presidente del Consiglio? Avete pratiche commerciali scorrette da segnalare anche in questi tempi di emergenza? A queste e molte altre domande gli operatori Adiconsum rispondono attraverso Facebook.

«Dopodomani – giovedì 16 aprile - dalle 10 alle 13 la nostra pagina Facebook diventa un luogo di "assembramentro virtuale" - annuncia la responsabile Adiconsum Emilia Centrale Adele Chiara Cangini - saremo live in chat, per recuperare anche la dimensione "uno a uno" con i nostri utenti, come se le porte dei nostri uffici fossero aperte e i nostri operatori alle loro scrivanie, pronti a rispondere immediatamente a ogni interrogativo».

Adiconsum aggiunge che il lavoro delle associazioni dei consumatori non è calato nemmeno durante l'emergenza sanitaria. La stessa associazione dei consumatori della Cisl ha continuato a occuparsi di pratiche relative a viaggi, telefonia, utenze acqua-energia-gas, mutui, finanziamenti, chiarimenti sui decreti del Governo.

Gli operatori Adiconsum Emilia Centrale, che si sono organizzati con lo smart working, sono disponibili ai seguenti recapiti:

331 3373525; 0522 357485 (lasciate un messaggio, sarete richiamati);

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; https://www.adiconsumemiliaromagna.it/sportello-online/

Martedì, 11 Febbraio 2020 14:22

48 ore di presidio davanti alla Morris Profumi.

Crisi Morris Profumi, I dipendenti non abbassano la testa. Iniziato il presidio davanti alla gloriosa fabbrica di profumi Morris Spa che ha dichiarato di voler chiudere la produzione. Ora tavoli tecnici per trovare soluzioni.

Di Redazione e foto di Francesca Bocchia - Siamo davanti ai cancelli della Morris Profumi SpA con Germano Giraud della FEMCA CISL di Parma e Piacenza che ci illustra lo stato delle cose e le iniziative che verranno intraprese a partire da oggi.

"La settimana scorsa - dichiara il sindacalista - abbiamo avuto un incontro con i vertici dell'azienda nel quale siamo stati informati della messa in liquidazione volontaria dell'attività produttiva, quindi vuol dire la chiusura dello stabilimento. Per noi è stato un fulmine a ciel sereno. La situazione era delicata in azienda, avevamo fatto un percorso di cassa integrazione ordinaria, ma nulla lasciava presagire a una cosa del genere. Noi eravamo a conoscenza che avevano perso il marchio più importante che rappresentava il 45% del fatturato (marchio Ferrari) e venendo a mancare quello, la attività produttiva si è drasticamente ridotta. Ipotizzavamo quindi che ci sarebbe stato da discutere su una riorganizzazione, invece la comunicazione della messa in liquidazione è stata una cosa devastante. Oggi siamo in sciopero per due giorni. Questa è la prima iniziativa sindacale, poi a breve avremo un incontro tecnico per discutere in merito alla apertura da parte della azienda di una cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività e quindi da lì inizierà la trattativa sindacale che ci porterà a discutere di quello e a aprire tavoli istituzionali su l territorio per tentare di trovare soluzioni alternative."

Il Video: https://youtu.be/IlvwK0KYxMs

Il comunicato di CGIL

Vertenza Morris Spa: 48 ore di sciopero, 100% adesioni ed altissima presenza ai presidi.

I dipendenti non abbassano la testa. Ora tavoli tecnici per trovare soluzioni

Parma 11 febbraio 2020 10,45 - Si respira uno strano profumo nell'aria in strada Maretto a Parma in questi giorni di mobilitazione: è il profumo di dignità dei lavoratori e delle lavoratrici di Morris Spa in sciopero. 
 
Del 100% è stata infatti l'adesione allo sciopero dichiarato da FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL provinciali per protestare contro la messa in liquidazione della Morris Spa da parte della proprietà. Una decisione, quella dei vertici aziendali, che ancora desta incredulità e sconcerto in oguna delle 114 famiglie che da qui ai prossimi mesi si troveranno a fronteggiare grandi difficoltà economiche dovute alla probabile perdita del posto di lavoro.
 
"Abbiamo già inviato una richiesta di apertura di tavolo di crisi all'attenzione di Comune e Provincia di Parma - dichiarano i sindacati di categoria davanti ai cancelli della fabbrica - questa decisione del Cda di Morris Spa colpisce al cuore una città intera, che perde con questa azienda un altro marchio storico, diventato negli ultimi sessanta anni simbolo e prestigio della profumeria della provincia di Parma. Ci sono competenze, professionalità e organici, manca solo la voglia di crederci ancora", continuano FILCTEM, FEMCA e UILTEC territoriali. "Ecco perchè stiamo chiedendo alle istituzioni di aprire un tavolo di confronto per cercare soluzioni alternative alla chiusura o qualche imprenditore che possa investire su una scommessa vincente come quella di Morris".
 
Tanti i messaggi di solidarietà che ora dopo ora arrivano ai lavoratori colpiti da questa drammatica notizia. "Non chiediamo pietà o commiserazione, siamo professionisti capaci del settore, chiediamo solo la possibilità di dimostrarlo con i fatti e con una proprietà che creda nel marchio, qui serve la volontà di fare impresa!", commentano le RSU Morris  Marianna, Fabrizio, Roberta e Angelica. "Siamo uomini e donne che credono in quel che fanno, abbiamo compiuto tutti quanti sacrifici quando ci sono stati chiesti. Ed ora? È questo il piano industriale che i rappresentanti dell'azienda avevano millantato da mesi? Chiudere e lasciarci tutti a casa?".
 
Tavoli tecnici relativi alla cassa integrazione straordinaria e tavoli istituzionali volti a trovare soluzioni alternative, questo è ora il doppio impegno dei sindacati di categoria nei prossimi mesi.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Il lavoro oltre le cose: lunedì 23 dicembre presidio in sciopero dei lavoratori Simply ex Sma/Auchan, Margherita distribuzione -  in Allegato il VOLANTINO (scaricabile in pdf) con le richieste.

Nella mattinata di lunedì 23 dicembre, dalle ore 11 alle ore 12, davanti al negozio ad insegna punto Simply di Margherita Distribuzione in via Verdi a Parma, avrà luogo un presidio di lavoratori in sciopero.

La mobilitazione è proclamata dai sindacati di categoria FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS a sostegno della vertenza sindacale Auchan-Sma-Conad sulla gestione di migliaia di esuberi annunciati dal gruppo.

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Pubblicato in Cronaca Parma

Mondo della Cisl e dei pensionati in lutto per la scomparsa di Alfredo Bottazzi, già dirigente sindacale, spentosi oggi a Scandiano dopo una grave malattia.Era nato il 24 aprile del 1946. In pensione dopo avere lavorato in ceramica San Marco di Scandiano di cui era stato sindacalista era membro del consiglio generale della Fnp Cisl Emilia Centrale. Svolgeva l’attività di volontariato in Cisl, nella sua Scandiano e nel baisano.

“Era sempre presente alle attività provinciali regionali e nazionali” lo ricorda Loris Cavalletti, segretario generale regionale dei pensionati. “Partecipava al servizio mensa Caritas che L’Anteas di Reggio organizza periodicamente”.Per Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale “E’ una grave perdita per il nostro sindacato e ci lascia il ricordo di una persona che nella semplicità svolgeva un ruolo importante di aiuto e assistenza ai pensionati della sua Scandiano, ora lo vogliamo pensare in cielo assieme ai grandi amici Arturo e Nello”. “Il sindacato – conclude il segretario generale della Cisl Emilia Centrale, William Ballotta – è fatto di persone e idee che, alle volte, riescono ad andare oltre il ruolo professionale per arrivare a toccare le corde dell’animo umano: lui lo aveva fatto già ai tempi dell’attività sindacale lavorativa e aveva proseguito in seguito”.

Lascia la moglie Paola Borziani e i figli Claudio e Davide. I funerali si terranno sabato 10 agosto nella chiesa grande (Natività della Beata Vergine) di Scandiano, alle 9.30.

 

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Sta per prendere il via il convegno, promosso da CGIL, CISL e UIL di Parma, per discutere sulle priorità del Paese e conseguentemente sulla sulla legge di Bilancio 2019. In allegato il "Volantone" scaricabile in pdf.

Nell'imminenza dell'approvazione della Legge di bilancio 2019, anche CGIL, CISL e UIL di Parma si danno appuntamento per un Attivo provinciale dei delegati e attivisti pensionati per discutere le priorità per il paese in materia di investimenti, strumenti di protezione del lavoro (ammortizzatori sociali e politiche attive), fisco, pensioni, sanità, istruzione e pubblica amministrazione.

Le linee di indirizzo definite unitariamente dalle tre sigle nel documento presentato a Roma il 22 ottobre scorso, saranno illustrate nell'incontro in agenda per il 26 novembre, alle ore 9.00 presso l'Hotel Parma & Congressi di Via Emilia Ovest 281/A a San Pancrazio, il cui programma dei lavori prevede di lasciare ampio spazio agli interventi dalla platea dopo la relazione introduttiva di Marina Molinari, segretaria generale CISL Parma e Piacenza. Il dibattito sarà moderato da Mario Miano, segretario generale UIL Parma e Piacenza, mentre le conclusioni, previste intorno alle ore 12.00, saranno a cura di Marina Balestrieri, della segreteria CGIL Emilia Romagna.

Nel merito, tra i principali temi all'ordine del giorno secondo i sindacati confederali vi sono: la necessità di programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil e contestualmente aprire una seria discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture che devono rappresentare la priorità degli investimenti pubblici, anche per aumentare la produttività del sistema paese e diffondere la crescita in tutto il territorio; sviluppare reti pubbliche per la salute, l'istruzione e l'assistenza; sviluppare le infrastrutture materiali con il completamento e la programmazione strategica delle grandi opere, che connettono il paese e lo collegano al resto dell'Europa; investire in un piano straordinario per la manutenzione delle infrastrutture esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali, che dalle reti alle produzioni costituiscono un pilastro della politica industriale; sbloccare le risorse dei fondi destinati allo sviluppo locale previsti dal "Piano periferie"; confermare, nell'eventuale revisione del codice degli appalti, la tutela del lavoro e la lotta per la legalità.

"Su questa base, intendiamo aprire il confronto con il governo sostenendo le nostre proposte, anche con le forme e gli strumenti propri dell'esperienza sindacale –, si legge nella presentazione del documento unitario nazionale –. Queste proposte delineano un modello di sviluppo del Paese fondato sulla sostenibilità sociale e ambientale, sulla solidarietà nazionale, anche in netto contrasto con scelte autonomiste che la potrebbero compromettere".

Rispetto, poi, al confronto con l'Europa, i sindacati unitariamente scrivono che "dovrebbe essere caratterizzato più che da atteggiamenti strumentali spesso reciproci e da tensioni antieuropeiste, da una grande e seria battaglia per cambiare lo statuto economico e le politiche economiche" dell'Unione Europea "attraverso lo scomputo delle spese per investimenti materiali e sociali dal deficit, l'aumento delle risorse europee per gli investimenti, per la sostenibilità ambientale e per le politiche di coesione".

(Foto di Nicola Comparato) - In allegato il VOLANTONE scaricabile in pdf

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Pubblicato in Comunicati Lavoro Parma

Per le oltre 26 mila aziende, delle province di Reggio e Parma, i controllori sono solo una quarantina. Una situazione inaccettabile peggiorata dopo l'istituzione dell'Inl

Reggio Emilia (14-10-2018) - Dopo l'ennesimo infortunio mortale sul lavoro a Reggio Emilia, il sindacato Cisl Emilia Centrale denuncia la carenza degli ispettori del lavoro sul territorio. «Nonostante le promesse dell'Ispettorato del lavoro – spiega Rosamaria Papaleo, segretario Cisl Emilia Centrale - l'attività di controllo non è capillare. In totale gli ispettori del lavoro, tra le province di Reggio Emilia e Parma, sono 45 dal 2017. E in particolare sul territorio reggiano operano formalmente 23 ispettori più sei carabinieri del nucleo ispettivo, tra le due province».

«E con il blocco del turnover – aggiungono dalla Cisl Funzione Pubblica, la categoria di riferimento - non ci sono state nuove assunzioni e molti ispettori sono attualmente distolti dall'attività di controllo presso le aziende per essere occupati in attività amministrative d'ufficio».

I dati sono chiari: nelle province di Reggio Emilia e Parma, secondo i dati pubblicati a metà del 2017, ci sono 26.550 aziende che dispongono, tra Reggio e Parma, di 269.309 dipendenti. L'organico di ispettori è evidentemente molto carente rispetto al rapporto delle aziende sul territorio.

«Dopo l'istituzione dell'Inl (Ispettorato nazionale del lavoro) – aggiunge Papaleo – il personale locale soffre di scarse risorse strumentali. Più volte il sindacato ha sollecitato affinché si svolgessero percorsi formativi, ma ad oggi si registra un timido avvio che ha coinvolto solo una parte del personale e l'attività ispettiva continua pertanto ad essere sacrificata. Attività che hanno come oggetto non solo il controllo dell'operato delle aziende, ma anche la prevenzione per informare le ditte e i lavoratori sui comportamenti da adottare».

«Un ulteriore elemento che non è stato potenziato – spiega la sindacalista – è un collegamento partecipato con le Asl del territorio, che sono l'organo deputato allo svolgimento di accertamenti per la salute e sicurezza dei lavoratori. In totale, nell'anno passato in provincia ci sono state circa 1257 ispezioni: un numero minimo rispetto al numero delle aziende».
«La situazione - termina la segretaria – è grave. Vista la frequenza degli infortuni sul lavoro, la questione deve essere portata all'attenzione delle forze politiche al più presto, in continuità con il lavoro che sta facendo il sindacato sul territorio».

Pubblicato in Lavoro Emilia

"Altro che decreto dignità, il voucher in agricoltura è la legalizzazione del caporalato". Lo afferma il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale, Vittorio Daviddi, sottolineando che nel settore agricolo il voucher si è dimostrato fallimentare.

"Lo dicono i dati, è uno strumento che danneggia gravemente il lavoro. A suo tempo lo avevano già ribadito anche i tanti lavoratori scesi nelle piazze di tutta Italia - dice~Daviddi - Come sottolineato dalla nostra segretaria nazionale Annamaria Furlan, nel settore ci sono già i contratti stagionali e in passato c'è stato un grande abuso dei voucher. Prima di parlare di dignità e lotta al lavoro nero, sarebbe utile che il ministro Di Maio incontrasse i sindacati per capire di cosa si discute.
I voucher comportano gravi sacrifici per migliaia di lavoratori agricoli. Per questo ci appelliamo ai parlamentari modenesi, ritenendo che occorra guardare avanti, non indietro, nel ripristinare strumenti che – conclude il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale - hanno portato più problemi e sfruttamento che benefici e produttività".

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