Arresti domiciliari per uno stalker: eseguita dalla Polizia di Stato la misura cautelare. Ruba all’interno della Polisportiva “Villa d’Oro”: arrestato in flagranza dalla Polizia di Stato

Mirandola 18  novembre 2019 - Arresti domiciliari per uno stalker: eseguita dalla Polizia di Stato la misura cautelare
Gli agenti del Commissariato di P.S. di Mirandola hanno eseguito la misura cautelare coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena l’8 novembre scorso, a carico di un cittadino italiano di 34 anni, indagato per il reato di stalking.
La misura si è resa necessaria per porre termine ad una condotta persecutoria che l’uomo da alcuni anni aveva posto in essere nei confronti della ex compagna e che negli ultimi mesi era diventata sempre più ossessiva tanto da costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita ed addirittura a cambiare lavoro ed utenza telefonica.
La donna, sottoposta ad un pesante stress emotivo per le continue minacce, ha richiesto l’aiuto della Polizia di Stato, sporgendo denuncia nei confronti dell’ex compagno.
Gli investigatori del Commissariato di P.S. di Mirandola hanno, pertanto, avviato una scrupolosa attività di indagine che ha permesso di raccogliere le prove necessarie affinché la Procura della Repubblica di Modena potesse richiedere in via d’urgenza al G.I.P. l’emissione della misura coercitiva per il 34enne, tra l’altro già gravato da precedenti di Polizia.

 

Modena, 18 novembre 2019 - Ruba all’interno della Polisportiva “Villa d’Oro”: arrestato in flagranza dalla Polizia di Stato
Personale della Squadra Volante ha tratto in arresto un cittadino italiano di 39 anni, per il reato di furto aggravato.
Intorno alla mezzanotte, gli agenti sono intervenuti presso la polisportiva “Villa d’Oro” in quanto era scattato l’allarme antintrusione della struttura.
Arrivati sul posto, gli operatori hanno notato la presenza all’interno del cortile di un uomo che cercava di nascondersi dietro una colonna. Non appena gli agenti hanno scavalcato la recinzione, il 39enne si è dato a precipitosa fuga in direzione di via Nonantolana, ma è stato raggiunto e bloccato immediatamente.
Prima di scappare, il ladro ha abbandonato a terra tre bottiglie di spumante, che - come si è potuto accertare successivamente anche attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza di cui è dotata la polisportiva – erano state sottratte da un frigorifero del bar della struttura.
Il malvivente era entrato nella polisportiva forzando con un chiave inglese una porta posta sul lato posteriore. Una volta all’interno dei locali, aveva cercato di rubare del denaro dal registratore di cassa, senza riuscirvi in quanto vuoto, quindi si era impossessato delle tre bottiglie di vino.
Nel corso della perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto oltre alla chiave inglese anche un paio di guanti neri in pelle.
Accompagnato in Questura per accertamenti più approfonditi è emerso che il 39enne è gravato da numerosi precedenti penali e di Polizia per i reati di rapina aggravata, furto, evasione, resistenza a P.U. ed oltraggio.
L’uomo è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura, come disposto dal Magistrato di turno, in attesa del processo con rito direttissimo.

 

 

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Martedì, 19 Novembre 2019 08:59

“Questo non è amore”

“Questo non è amore” - Campagna permanente per la prevenzione delle violenze di genere, anche in Provincia

Parma: Ieri mattina, la Questura di Parma, nell’ambito del progetto “QUESTO NON E’ AMORE”, ha organizzato un altro gazebo a Noceto, , per offrire, anche in provincia, un servizio di informazione e sensibilizzazione relativamente al fenomeno della violenza contro le donne (c.d. violenza di genere).


Sull’argomento il Comune di Noceto è molto sensibile, infatti, nel comune è presente un numero di telefono, collegato alla Polizia Locale, a cui tutte le persone vittime di questo tipo di violenza possono fare riferimento.
L’argomento della violenza di genere è un fenomeno trasversale a tutte le fasce sociali, per combatterlo è necessario anche un deciso cambiamento culturale che possa aiutare le donne a vincere la paura, rompendo l’isolamento e la vergogna, nella consapevolezza di avere degli strumenti di contrasto, di sostegno e di tutela. Per questo fine precipuo, quindi, vengono organizzati i gazebo, ossia per far conoscere alle donne vittime di violenza fisica, psicologica, economica e sociale, che esiste una fitta rete di istituzioni, enti locali ed associazioni di volontariato che ogni giorno si impegnano per affermare una parità di genere contro stereotipi e pregiudizi e che il poliziotto rappresenta uno snodo fondamentale di questa rete.


Il progetto tende a stabilire un contatto diretto con le donne che saranno accolte da psicologi, operatori della polizia giudiziaria e rappresentanti di associazioni, pronti a raccogliere le testimonianze dirette di chi, spesso, ha paura a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia.


Durante l’incontro erano presenti le massime autorità, il Questore di Parma e il Sindaco di Noceto, nonché gli altri enti impegnati a combattere il fenomeno della violenza di genere, come ad esempio i servizi sociali del comune di Noceto.

Link download filmato: https://we.tl/t-aCLYov4rcy

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Sabato, 16 Novembre 2019 11:35

Da Parma alla frontiera, espulsi

Controllo del territorio e contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina di soggetti pericolosi

Durante uno dei continui servizi di controllo del territorio che si sviluppano nell’arco delle 24 ore, 7 giorni su 7, una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, ha fermato un’auto sospetta, con quattro persone a bordo. Fermo avvenuto nel quartiere Lubiana, zona dove in passato si sono verificati furti in abitazione e che vedono da parte della Questura il massimo della concentrazione dei controlli.


Il conducente è risultato essere un cittadino Pakistano, in possesso di patente di guida e di permesso di soggiorno inglesi, entrambi risultati essere falsi. Per questo motivo, l’uomo, è stato denunciato per i reati di false attestazioni a pubblico ufficiale, falsità materiale e sostituzione di persona; ovviamente, i documenti sono stati posti sotto sequestro.
Altri due soggetti presenti a bordo sono risultati essere cittadini stranieri ed irregolari. Nel dettaglio, uno dei due, un tunisino classe 93’, particolarmente pericoloso per la sicurezza del nostro territorio, in quanto gravato da numerosi precedenti per spaccio, è stato posto immediatamente all’attenzione dell’Ufficio Immigrazione e dopo aver svolto le pratiche necessarie per l’espulsione, il soggetto è stato accompagnato nella mattinata odierna al C.P.R. di Trapani per la sua effettiva espulsione dal territorio nazionale nei prossimi giorni. Lo stesso iter è stato seguito per il cittadino indiano, anch’esso irregolare.


Nel corso della giornata odierna, inoltre, la Questura ha notificato l’accompagnamento in frontiera ad un cittadino Tunisino, classe 71, gravato da numerosi precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, fermato da personale dell’Arma dei Carabinieri a Sala Baganza.
Grazie alla forte collaborazione che vi è stata con i colleghi dell’Arma dei Carabinieri, questa mattina, personale dell’Arma, ha accompagnato il soggetto presso la frontiera di Milano, dove è stato poi fatto salire su di un volo aereo diretto per la Tunisia.

Sempre grazie al mirato controllo del territorio delle volanti dell’Upgsp, nella decorsa nottata, gli Agenti hanno fermato un soggetto Tunisino classe 86’, nel Quartiere San Leonardo, per la precisione in Via Trento, e poiché particolarmente pericoloso, in quanto gravato da condanne per stupefacenti e spaccio, è stato sottoposto all’Ufficio Immigrazione. Personale di quest’ultimo ufficio ha quindi notificato al soggetto un’espulsione per pericolosità sociale con accompagnamento, disposto dal Questore, presso il C.p.r. di Roma, dove in attesa della concreta espulsione dal territorio nazionale, non sarà in grado di delinquere.

Sempre nel corso della settimana, l’Ufficio Immigrazione della Questura, nell’ambito della strategia di allontanare dal territorio nazionale i soggetti stranieri pericolosi, lunedì e mercoledì, a seguito della loro scarcerazione, ha allontanato con accompagnamento in frontiera due soggetti molto pericolosi.
Nel dettaglio, due albanesi, entrambi con condanne per spaccio, la cui espulsione è stata eseguita in applicazione dell’espulsione sostitutiva alla detenzione disposta dall’Ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia.

 

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"Il tempo scorre inesorabile come un fiume in piena, travolgendo qualsiasi cosa si trovi davanti". E' questa la frase che ci viene in mente quando pensiamo e ripensiamo all'attuale situazione del ponte sul PO tra Colorno e Casalmaggiore.

Abbiamo ormai ripetuto fino allo sfinimento che si tratta di un'infrastruttura essenziale per due interi territori. Abbiamo ricordato molte e molte volte di quei 21 mesi di calvario che a causa dell'impossibilità di attraversare il fiume, hanno ridotto allo stremo attività commerciali e cittadini. Difficoltà che Amo Colorno ha vissuto e contrastato fin dalle sue origini, con la complicità anche del pessimo servizio ferroviario di Trenord sulla tratta del rimpianto, “Parma - Brescia”. Una tratta che quotidianamente continua a far parlare male di se. Come questa mattina, quando diversi treni sono stati soppressi a causa di un guasto collettivo.

Da tempo, per tale ragione abbiamo continuato a chiedere a gran voce la tutela del ponte "rattoppato" in attesa del nuovo ponte, di cui ad oggi non si sa assolutamente niente, se non ipotetiche dichiarazioni sbandierate sulla carta stampata.

Il tempo scorre inesorabile e noi cittadini non possiamo vivere di speranza. Dalla "festa" di riapertura del 5 giugno 2019 non si è fatto nulla per la prevenzione. Sulla struttura continuano ogni giorno a passare mezzi pesanti e centinaia di altri veicoli, senza che vi sia la reale consapevolezza di chi rispetta davvero le regole imposte sul limite di peso. Sistemi di controllo oggi non esistono e solo le forze di polizia fanno il possibile per farle rispettare, pur non potendo rimanere sul posto h24. Una situazione inconcepibile che mette a rischio sia la sicurezza del ponte, ma anche di chi lo percorre. Sarà una similitudine forte, ma in tanti abbiamo ancora in mente “il disastro del ponte Morandi” e non vorremmo mai dover ritrovarci a commentare un simile accadimento.

Le due province (Parma e Cremona) devono entrare nell'ottica del rischio che corrono, e fino a quando Anas non prenderà il “comando”, a loro verrà addebitata ogni eventuale responsabilità. Certo è che noi riteniamo impensabile dormire su 4 cuscini e il solo ricordare che il ponte danneggiato è stato chiuso grazie all'occhio vigile di un accorto cittadino e non della scrupolosa vigilanza da parte degli enti preposti, ci preoccupa non poco.

Ribadiamo per l’ennesima volta la necessità di impegno e fatti da parte della politica. Le parole ormai sono state troppe, e il fiume non si ferma con le parole. Ci si impegni per il ponte e per il nostro servizio ferroviario che con ben 3 guasti in un’ora, tanto è riuscito a fare oggi, da superare ogni guinness world record.

Il gruppo Amo Colorno

A Parma un'aggressione a un agente e ad un ispettore.


“Bisogna smetterla con le continue aggressioni alla Polizia Penitenziaria, il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede intervenga prima che sia troppo tardi” è quanto invoca Giuseppe Moretti, Presidente dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (U.S.P.P.) in riferimento all’ennesimo episodio di deliberata violenza stavolta accaduto nel carcere di Parma messo in atto da un detenuto nei confronti di un ispettore e di un agente per futili motivi.


“Un atto che destabilizza l’intero personale del Corpo e non solo dell’istituto emiliano” tuona il sindacalista che ammette che “prendere a schiaffi e aggredire se non beffeggiare il personale di Polizia Penitenziaria sembra sia diventato ormai lo sport preferito dalla popolazione detenuta e il nostro personale è stanco di subire passivamente situazioni del genere”.


“L’USPP da lungo tempo ormai sta denunciando la deriva delle aggressioni” prosegue Moretti, che invoca al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria soluzioni non più rinviabili, misure tangibili che devono essere adottate prima che accada l’irreparabile o che qualche collega venga accusato ingiustamente di reazioni necessarie a sedare comportamenti altrimenti non gestibili”.


In conclusione per il rappresentante dell’USPP “occorre definire protocollo operativi omogenei di intervento, trovare una collocazione idonea per i detenuti con problemi psichiatrici, dotare la Polizia Penitenziaria di strumenti adeguati a contrastare comportamenti illegali che spesso restano impuniti se non sotto l’aspetto disciplinare con esiti in questo caso del tutto ininfluenti rispetto al livello delinquenziale espresso da chi li commette”.


È con la piena solidarietà ai colleghi colpiti cui l’USPP augura una pronta guarigione che si conclude il comunicato stampa dell'organizzazione sindacale.

L'ennesimo e obiettivamente troppo frequente, episodio di aggressione è stato denunciato ieri dal sindacato nazionale degli agenti di polizia penitenziaria (Si,N.A.P.Pe.):

"Nella mattinata di oggi, 11/11/19, un detenuto italiano, del circuito Alta Sicurezza, mentre si recava al passeggio avrebbe sferrato un violento schiaffo all'agente di Reparto, che a seguito dell'aggressione veniva condotto al pronto soccorso del nosocomio cittadino per le cure del caso.
Il detenuto sarebbe stato successivamente accompagnato nella sua camera di pernottamento dove, in preda alla rabbia, avrebbe distrutto i sanitari presenti nel bagno.
Successivamente sarebbe stato condotto ad udienza dal responsabile dell'Unità Operativa Alta Sicurezza, ove avrebbe dato ulteriori segni di squilibrio, rompendo con un pugno il PC in dotazione all'ufficio. Per fermare la furia del detenuto sarebbe intervenuto personale ivi presente, tra cui un ispettore che subiva un trauma alla schiena, giudicato guaribile in 5 giorni s.c. dal personale medico del pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore.
Solo una settimana fa avevamo denunciato una nuova aggressione al personale da parte dei detenuti del carcere ducale; crediamo che la situazione debba essere affrontata senza più indugi per evitare che possa degenerare ed avere conseguenze irrimediabili.
Il SiNAPPe, chiede inoltre l’immediato trasferimento del detenuto responsabile dell'evento critico, ai sensi della circolare GDAP 10/10/2018.0316870.U del DAP.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Il Segreterio Nazionale Si.N.A.P.Pe
Antonio FELLONE"

 

 

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La Polizia di Stato arresta mendicante molesto presso il discount Dpiù di via Emilia Ovest.


La Squadra Mobile ha tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Modena il 7 novembre scorso, un cittadino del Gambia di 35 anni.
Lo straniero, regolare sul territorio italiano, pluripregiudicato, senza fissa dimora, è solito stazionare e bivaccare nella zona di via Emilia Ovest nei pressi del discount Dpiù, infastidendo la clientela e il personale dell’esercizio commerciale.
Il 35enne era stato arrestato dalla Squadra Volante il 30 ottobre scorso per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale: gli agenti erano intervenuti presso il discount su segnalazione di un addetto alla vigilanza in quanto lo straniero, in evidente stato di alterazione psicofisica da assunzione di alcool, stava disturbando con atteggiamenti molesti dipendenti e clienti. In quell’occasione il gambiano si era opposto ai controlli, spintonando e sputando in faccia agli operatori. Per tale motivo era stato arrestato e, in esito al processo con rito direttissimo, sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Modena in attesa di nuova udienza.


Nei giorni successivi, in violazione della suddetta misura cautelare, lo straniero era stato nuovamente sorpreso dagli agenti davanti al supermercato ancora una volta in evidente stato di ubriachezza, motivo per il quale il G.I.P. ha ritenuto opportuno disporre l’aggravamento della misura cautelare.


Gli agenti della Squadra Mobile lo hanno intercettato proprio ieri sera nei pressi del discount di via Emilia Ovest e lo hanno tratto in arresto. Al termine degli accertamenti di rito, è stato associato presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

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Al poliziotto aggredito è stato diagnosticato un trauma contrattivo al radiche cervicale con una prognosi di 10 giorni.

Parma 3 novembre 2019 - Nel tardo pomeriggio di oggi, 03/11/19, un detenuto magrebino, durante le operazioni di ritiro della spazzatura, avrebbe aggredito un Poliziotto Penitenziario, prendendolo da dietro ed afferrandolo per il collo.
Solo grazie all'intervento dei detenuti lavoranti si sarebbe evitato il peggio, considerando che il detenuto autore del gesto sarebbe lo stesso resosi già responsabile di altre due aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria e responsabile dell'incendio della sua camera di pernottamento.
Il malcapitato collega sarebbe stato successivamente trasportato presso il pronto soccorso del nosocomio cittadino dove si starebbe sottoponendo alle cure del caso.
Purtroppo, simili episodi stanno diventando sempre più frequenti presso gli II.PP. di Parma e, più in generale, negli Istituti di Pena della regione.
Il SiNAPPe, oltre a sollecitare l’immediato trasferimento del detenuto responsabile dell'evento critico, ai sensi della circolare GDAP 10/10/2018.0316870.U del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, continua a chiedere ai Superiori Uffici di farsi carico della problematica relativa alla gestione dei detenuti facinorosi e/o psichiatrici che stanno mettendo a soqquadro gli Istituti della Regione, compromettendone seriamente l'ordine e la sicurezza interna.

F.to Il Segretario Regionale

Gianluca Giliberti

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Arrestato dalle volanti 19enne di origini russe per rapina aggravata ai danni di una donna filippina di 53 anni.

Parma 2 novembre 2019 - Ha cercato di far perdere le proprie tracce a bordo di una bicicletta un ragazzo 19enne di origini russe che nel pomeriggio del 31 ottobre ha rapinato una donna di origini Filippine di 53 anni.

Nel dettaglio, il giovane, mentre si trovava in bici in via Pontasso rubava la borsa ad una donna cogliendola di sorpresa e strappandogliela di dosso per poi darsi repentinamente alla fuga. La vittima, che ha provato per qualche istante a resistere e, solo per fortuna ,non è caduta a terra, ha iniziato ad urlare chiedendo aiuto ad un uomo che a bordo della propria auto stava transitando in quella via.

L'uomo ha quindi iniziato a seguire il giovane comunicando tutti gli spostamenti al 113 della polizia di stato e dando descrizione dell'abbigliamento del giovane. Il rapinatore veniva pertanto segnalato dapprima in via La Spezia e poi in direzione via Chiavari dove però riusciva a far perdere le proprie tracce.

In base alla segnalazione degli spostamenti ed alle descrizioni ricevute gli agenti delle volanti riuscivano ad individuare il 19enne al capolinea dell'autobus n. 5 di via Chiavari. Il giovane dopo essersi in un primo momento dichiarato estraneo ai fatti ha ammesso la propria responsabilità davanti agli operatori di polizia intervenuti dichiarando di essersi disfatto della borsa buttandola in un cestino della spazzatura.

A seguito di perquisizione è stato trovato in possesso della refurtiva vale a dire di 2 telefoni cellulari, un modem portatile, e un paio di occhiali da sole. Il tutto è stato riconsegnato alla vittima compreso la borsa recuperata dagli Agenti. Il giovane dopo gli accertamenti di rito è stato tratto in arresto per rapina aggravata.

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Sabato, 02 Novembre 2019 07:57

APP. Tik Tok: Attenzione ai vostri bambini

Di Nicola Comparato Modena 31 ottobre 2019 - Internet spesso è un'arma a doppio taglio. Il paradiso delle informazioni può trasformarsi di colpo in un inferno per i più piccoli, inconsapevoli dei rischi che si possono correre.

Recentemente in rete si è venuti a conoscenza di un caso di pedofilia ai danni di un bambino, contattato con messaggi e videochiamate da un uomo adulto sull'applicazione denominata "Tik Tok". Dai messaggi ricevuti dal piccolo erano evidenti le avances dell'uomo: "ti voglio bene, sei il mio fratellino, voglio essere il tuo papà, ti voglio conoscere, mettiti sotto le coperte così nessuno ci ascolta, ora metto la foto di un bambino sul mio profilo così nessuno si insospettisce......". Il padre del bambino dopo essersi reso conto della situazione, ha sporto immediatamente denuncia presso i carabinieri di Modena, contattando anche i genitori dei bambini amici di suo figlio per evitare che casi simili si ripetano.

Ora non resta che aspettare l'esito delle verifiche dei carabinieri che stanno controllando la posizione di una persona sottoposta a indagine.

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Nonostante l’extra impegno in occasione della  partita di calcio, sono proseguiti i controlli in città da parte dei carabinieri.
Ieri pomeriggio intorno alle 17,00 è stato arrestato, dai militari dell'Arma del nucleo operativo e radiomobile, un cittadino nigeriano (classe 89), in Italia senza fissa dimora con precedenti specifici, per resistenza a pubblico principale detenzione ai fini di spaccio.

Mentre si trovava in Viale Barilla, nei pressi del centro commerciale, nel tentativo di sottrarsi al controllo si dava a una precipitosa fuga. Prontamente raggiunto e bloccato, questi reagiva e  aggrediva fisicamente con calci e pugni i militari intervenuti. Presumibilmente nel tentativo di non farsi ritrovare con della sostanza stupefacente del tipo hashish di cui si era disfatto durante la breve fuga. Il giovane veniva quindi arrestato e trattenuto presso le celle di sicurezza della caserma di Strada delle Fonderie in attesa del rito per direttissima .

Contestualmente i carabinieri di Parma centro sono riusciti a bloccare, mentre tentava di oltrepassare i varchi d'uscita dal negozio del centro commerciale sito in piazzale Balestrieri, una cittadina rumena classe '94 e residente a Milano censurata, che si era impadronita di un iPad, del valore economico di 489 €, refurtiva immediatamente restituita ai titolari dell'esercizio. 

 

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