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di Biagio Maimone  14 settembre 2021Gli ultimi due episodi di femminicidio in Italia, di cui vittime sono due donne uccise dai propri mariti, si sono verificati in Lombardia ed in Calabria.
Non vi è dubbio che siamo in Italia e non in Afghanistan. 
Pubblicato in Cronaca Emilia

Si tratta di Pierluigi Barbieri, 53 anni, conoscente del marito della vittima, Claudio Nanni. Pluripregiudicato, era uscito dal carcere lo scorso 10 agosto, dopo aver scontato la pena per una rapina con lesioni aggravate ed estorsione ai danni di un 52 enne disabile.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Bondeno (FE) 23 febbraio 2021  - Alle quattro di questa mattina 23 febbraio 2021, in Ferrara (Fe), presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Cento (Fe) e della Stazione di Bondeno (Fe), in esito alle attività investigative sviluppate immediatamente dopo l'omicidio di Placati Rossella, avvenuto nella notte di ieri 22 febbraio 2021 in Bondeno, davano esecuzione al decreto fermo indiziato di delitto.

Pubblicato in Cronaca Emilia

La 59 enne è stata ritrovata morta all’interno di un frigorifero. Il corpo era legato e imbavagliato e recava segni di violenza. L’ipotesi è che sia morta congelata. Arrestato il 46 enne dominicano Antonio Lantigua, reo confesso, che però avrebbe agito su commissione. Sotto la lente degli inquirenti l’ex socia di Claudia Lepore, la modenese Ilaria Benati, e l’immobiliarista Jacopo Capasso.

Pubblicato in Cronaca Modena

Oggi ricorre il compleanno di Filomena Cataldi. Filomena era una donna meravigliosa, sensibile, generosa e dal grande cuore, a cui fu strappata la vita da un vicino di casa di origini cinesi che approfittando del suo gracile fisico la assalì senza pietà nell'estate del 2018. L'omicidio avvenne a San Polo di Torrile e sconvolse l'intero parmense e non solo. Il suo assassino non ha scontato un giorno di galera, giudicato incapace d'intendere e volere.

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 02 Marzo 2020 07:16

In ricordo di Elisa Pavarani

La voglia di libertà e il desiderio di interrompere per sempre una relazione ormai finita da tempo. Una storia senza lieto fine, quella di Elisa Pavarani, strangolata e uccisa a coltellate dal suo ex fidanzato Luigi Colla nel monolocale in Largo Carli, zona via Sidoli a Parma, il 10 settembre del 2016.

Elisa voleva andare ad un concerto con una sua amica, ma il suo ex fidanzato non accettava la sua voglia di indipendenza. In un attimo la vita di Elisa è stata spezzata per sempre, colpita con inaudita violenza in vari punti vitali del suo corpo, tanto da spezzare la lama del coltello da cucina utilizzato come arma del delitto. La donna non sapeva di essere in pericolo, e si era recata nell'appartamento per un ultimo chiarimento con il suo futuro assassino, decisa a voltare pagina per sempre. Una decisione fatale per lei, che le è costata la vita.

Dopo 4 anni da quel tremendo giorno di fine estate, è del 15 febbraio 2020 la notizia della decisione della Cassazione che ha condannato in modo definitivo Luigi Colla a 30 anni di reclusione. Colla, un uomo considerato un tipo normale, taciturno e tranquillo da molti, che ha sempre negato la premeditazione, non è mai riuscito a spiegare a se stesso il motivo della sua tremenda furia omicida.

Avri "Associazione Vittime Riunite d'Italia sezione di Parma" (Nicola Comparato, Domenico Muollo e Laura Rossi)

Pubblicato in Cronaca Parma

Al fine di garantire vera tutela per tutte le vittime di violenza e per quelle famiglie che hanno perso i loro cari, ad oggi costrette a pagarsi addirittura le spese legali, Amo Colorno, in collaborazione con AVRI (Associazione Vittime Riunite d'Italia) e con l'associazione Source of emotions, organizza venerdì 13 dicembre dalle ore 17:00 alle ore 19:00, presso la Venaria di Colorno di via Suor Maria (nei pressi della casa della salute), un'iniziativa dal titolo "Dai diritti dei carnefici al silenzio delle vittime".

Tale importante incontro, patrocinato anche dal comune di Colorno, il quale si ringrazia per la sensibilità sul tema, non sarà il solito evento - conferenza. L'incontro prevederà ampio spazio al dialogo con il pubblico e si prefigge l'obbiettivo di evidenziare alcune situazioni paradossali come quella dei carnefici che spesso non finiscono in galera e che sono il più delle volte liberi di reiterare il reato. Dall'assurdo "pass" dell'incapacità d'intendere e volere, che concede ai criminali di non andare in galera, ma in strutture alternative (le Rems) per poi uscire dopo pochi anni, alla mancanza di un reale fondo governativo in favore delle famiglie delle vittime, che spesso sono costrette a sostenere da sole anche le spese legali. 

Dedicato a chiunque oggi soffre situazioni di violenza e abbandono. A chi non vede la luce, e vede solo buio. Quest'evento è dedicato a tutte queste persone e noi dobbiamo far sentire loro la nostra vicinanza. Non possiamo rimanere sull'uscio a guardare.

Parteciperanno all'iniziativa personaggi illustri, che si sono contraddistinti per la sensibilità e l'impegno costante su questo tema: "la d.ssa Lucia Mosca, direttrice del giornale LaNotizia.net; l'Avv. Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro (giovane fiore brutalmente reciso e sezionato per essere poi nascosto in una valigia); La bravissima criminologa Manuela Marchetti; la psicologa Francesca Cenci, volto noto alla Tv come opinionista, abilissima scrittrice sul tema; l'avvocato Mario Pavone, avvocato di cassazione; l'attore e regista James La Motta, autore di film sul tema, di livello internazionale; Il presidente dell'Avri, Angelo Bertoglio; il referente dell'Avri Emilia Romagna, Domenico Muollo e Il presidente del gruppo locale Amo Colorno, Nicola Scillitani. Porteranno inoltre i loro saluti gli amministratori del comune di Colorno.

Tratteremo anche il tragico evento avvenuto a San Polo di Torrile (Pr), quando un mostro e vicino di casa uccise brutalmente Filomena Cataldi, giovane donna fragile e amata da un'intera comunità. L'assassino di Filomena è stato rinchiuso in una Rems per dieci anni (poi verrà rivalutato il suo stato di salute mentale e potrebbe tornare in libertà) e la famiglia Cataldi è stata costretta a sostenere addirittura le spese legale. Assurdità dell'italica giustizia.

 

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Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Lunedì 7 ottobre, alle ore 18.30, presso la sala consiliare del comune di Langhirano, si terrà una conferenza-dibattito avente ad oggetto la Legge 19 luglio 2019 n. 69, meglio conosciuta con il nome Codice Rosso e la nuova tutela delle vittime di violenza.


L’evento, sotto l’égida dell’Unione Generale del Lavoro (Ugl) di Parma, è stato ideato ed organizzato da Matteo Impagnatiello, segretario provinciale della suindicata Organizzazione sindacale e vedrà la partecipazione di illustri relatori qualificati: l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, neo Garante delle vittime di reato della Regione Lombardia, presidente dell’Osservatorio nazionale sostegno vittime nonché volto noto per la partecipazione a numerose trasmissioni televisive, in qualità di esperta della materia; la deputata Laura Cavandoli, avvocato e membro della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza; inoltre, vedrà l’adesione di Enrico Sicuri, consigliere comunale e capogruppo di minoranza del comune di Langhirano.


“L’iniziativa è stata pensata come un momento di riflessione su un tema di stretta attualità. Il varo del Codice Rosso, da parte del precedente Esecutivo, è stato un passo importante, da apprezzare, poiché va nella giusta direzione, nonostante la clausola di invarianza finanziaria”- così spiega il segretario provinciale Ugl.


Impagnatiello, infine, aggiunge, “Dato il ruolo e l’alto spessore professionale e culturale dei relatori, la conferenza sarà anche occasione di formazione per gli addetti ai lavori che hanno a che fare con tale strumento legislativo. Ugl, schieratosi a difesa della famiglia, in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, in cui l’istituto familiare è sotto attacco di strane ideologie, sostiene quanto è stato finora realizzato: il cosiddetto Codice Rosso, novellando i codici penale e di procedura penale, accresce, ad esempio, la sanzione inerente il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi. E’ stata anche inserita un’ulteriore circostanza per il delitto di atti sessuali con minorenne. Siamo consapevoli che vi è ancora della strada da percorrere, come, ad esempio, aumentare il Fondo di Garanzia per le vittime dei reati violenti, ma la direzione intrapresa è quella giusta”.
L’evento è aperto alla cittadinanza.

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di Paolo Mario Buttiglieri, sociologo - Fiorenzuola (PC) 13 settembre 2019 - “In amore sono un fallito, voglio suicidarmi”. Capire cosa vuol dire questa frase ci può aiutare a individuare le cause di questo delitto.
Quando un uomo o una donna non si sentono amati cercano questo amore che gli manca negli altri. E visto che tra maschi e femmine esiste una attrazione sessuale è facile che l'amore venga ricercato nell'altro sesso.
Molti cercano l'amore in cani e gatti, altri in pellegrinaggi, altri ancora nel cibo, nel cellulare. Ognuno lo cerca da qualche parte.


Si è come un bambino che ha bisogno di essere amato, cioè coccolato, abbracciato, nutrito e accudito in tutti i suoi bisogni. Ma crescendo il bambino diventa autonomo, impara a prendersi cura di se e dei propri bisogni. Impara ad amarsi. Punto di partenza di questo processo di crescita e maturazione è la madre. E con lei tutte le persone che avranno a che fare con lui nei primi anni di vita.
Se si sentirà amato imparerà ad amarsi e ad amare. Questo è quello che non avviene quasi mai.


Fare un figlio è semplice. Per amarlo invece è indispensabile amare se stessi. E per amare se stessi l'unico requisito è NON REPRIMERSI, ovvero ESPRIMERSI.


Cosa vuol dire non reprimersi?
Ascoltare il nostro corpo, i suoi bisogni e soddisfarli. Ho parlato del corpo, non della mente. Se il corpo è soddisfatto la mente è soddisfatta. Come capite se state ascoltando il vostro corpo? E' molto semplice.
Come il bambino che piange per esprimere i suoi bisogni, cioè il suo disagio (fame, sete, freddo, caldo) così noi avvertiamo un disagio fisico e lo comunichiamo alla mente, che se non è impegnata in altri pensieri, si da subito da fare per soddisfare i bisogni del corpo. Ma spesso la mente degli adulti è immersa in mille pensieri, sollecitati dall'economia consumista attraverso tutti i mezzi di comunicazione, giornali, radio, tv, internet.
L'adulto inoltre quasi sempre è cresciuto senza una educazione; educazione significa farlo esprimere, aiutarlo a scoprire la ricchezza che c'è in lui facendo sviluppare l'autostima.
Ma quel che accade invece quasi sempre è che l'essere umano viene istruito in modo repressivo.


La nostra è infatti una società autoritaria e non autorevole, dove gli esseri umani vengono addestrati a reprimersi, ad obbedire con l'uso della forza, a ignorare i bisogni del proprio corpo. La mente umana viene riempita di condizionamenti repressivi. In pratica la vita diventa un dovere. Il dovere di andare all'asilo, a scuola, al lavoro, a messa, tutti luoghi dove si impara ad obbedire, a reprimersi, e quindi a mandare il corpo in contrazione. E più il corpo si contrae, quasi tutti trattengono inconsapevolmente il proprio respiro, e più la mente si riempe di pensieri che non riusciamo a controllare. Tutto questo favorisce l'insorgere di malattie fisiche e mentali ed enormi problemi sociali.

Essere umani repressi non sono in grado di dialogare, ma solo di fare monologhi o tacere. Fare sport competitivi e faticosi per il corpo piuttosto che attività fisica creativa.
Tutto questo per dire che dietro ad un delitto non c'è solo Sebastiani, ma anche una società dove il disagio sociale è il pane quotidiano.


Mettendo in prigione Sebastiani la società se ne lava le mani, in attesa del prossimo delitto per prevenire il quale non avrà fatto niente.

 

“Una vicenda drammatica che ha avuto purtroppo l’epilogo più tragico. Con profonda commozione esprimo anche a nome dell’Amministrazione e dell’intera comunità piacentina la massima vicinanza alla famiglia, ai parenti e agli amici della povera Elisa, in questo momento di profondo sconforto e dolore”.

Queste le parole del Sindaco di Piacenza e Presidente della Provincia, Patrizia Barbieri, che aggiunge:

“Rivolgo un sentito ringraziamento a tutti i Carabinieri, al Comando Provinciale e al Comandante Michele Piras, per il grande impegno, la professionalità, lo sprezzo del pericolo e l’abnegazione ancora una volta dimostrate in queste settimane di intense operazioni.
Un grazie a tutte le organizzazioni, le associazioni e i volontari che in queste settimane hanno partecipato alle ricerche, ai Sindaci dei territori interessati per l’incessante supporto e un ringraziamento particolare in particolare al Prefetto Maurizio Falco per l’encomiabile lavoro di coordinamento delle operazioni”.

Pubblicato in Cronaca Piacenza
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