Domenica, 13 Dicembre 2020 07:25

 Cade la foglia di "FICO" e Oscar Farinetti salta sul GREEN (PEA) In evidenza

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Inaugurato il primo  Green Retail Park del mondo. Dopo FICO, la nuova avventura di Oscar Farinetti è tutta rivolta al "green", per la gioia di Greta Thunberg.

Di Lamberto Colla 13 dicembre 2020 363esimo giorno dell'anno 1 dell'era  COVID-19 e 279° pandemico - domenica - 

Niente da dire, dopo i grandi della arte e della navigazione, l'Italia è capace di sfornare grandi e coraggiosi imprenditori. Uno di questi è senza ombra di dubbio il vulcanico Oscar Farinetti, che in piena crisi pandemica lancia il primo Green Retail Park  del mondo. 

Un'altra affascinante impresa che alla pari di FICO dovrebbe attrarre turisti e consumatori consapevoli (come venivano indicati i consumatori dotti) per il bene del turismo e delle piccole realtà artigianali, quei piccoli e piccolissimi produttori di eccellenze sopraffine esposti come in un museo naturale.

Peccato che l'esperienza del più grande parco agroalimentare del mondo, FICO Eataly Word, (FICO sta per Fabbrica Italiana Contadina) inaugurato a fine 2017, non sembra stia dando i frutti sperati. Dopo il boom della novità il 2019 si è chiuso con oltre 3 milioni di euro di perdite e i ricavi scesi a 34,31 milioni dai 42,59 milioni del 2018 che avevano però generato un utile risicato di 19mila euro.

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“I dati – scrive Tiziana Primori, amministratore delegato, nella relazione sulla gestione datata 28 maggio 2020  – mettono in luce la difficoltà del parco di attrarre più visitatori e quindi di raggiungere i risultati economici attesi. Le ricerche di mercato poste in essere nel corso del 2019 hanno evidenziato come il parco non abbia una vera e propria identità: è spesso percepito dai visitatori come un centro commerciale con vendita e somministrazione di prodotti alimentari”

Già perché dall'iniziale stupenda illusione, propinata dall'Oscar nazionale and Company, alla realtà c'è di mezzo il mare ed il passaparola probabilmente ha vinto sulla comunicazione pubblicitaria e ben orchestrata dello staff di FICO.  “Il patrimonio della biodiversità agroalimentare italiana” è diventato un patrimonio dell'industria e dopo un anno lo avevano capito tutti tant'è che solo il 7% dei visitatori iniziali è tornato a far visita al parco, come per stessa ammissione dell'amministratore delegato.

Visti i risultati di FICO, insediato nella opulenta e calda Bologna, la nuova avventura "green" del seguace di Greta Thunberg è ambientata nella austera Torino e precisamente nell'area del lingotto a fianco di Eataly, dove il parco ecosostenibile, GREEN PEA, è stato inaugurato lo scorso 9 dicembre.  

Ma questa volta ad attendere i vari "parrucconi" sempre presenti alle grandi cerimonie, c'erano anche giovani in protesta. Un presidio  degli universitari di "Noi Restiamo" che hanno contestato l'iniziativa e l'"essenza classista" della nostra imprenditoria "mascherata da una narrazione falsa che utilizza l’ecologismo per giustificare i suoi enormi profitti", come gli stessi studenti scrivono in un comunicato sottolineando anche che i partner dell'iniziativa sono le grandi imprese come la FCA, Whirlpool, Unicredit, Samsung e TIM ad esempio, come peraltro è facile evincere dal sito web Green PEA.

Nel video pubblicato da Torino Today e realizzato da Mihai Bursuc  gli universitari contestano anche il fatto che  "I racconti dello stesso Farinetti sono una vera e propria operazione di greenwashing con la quale si vuole nascondere la vera realtà dei fatti: l’obiettivo rimane sempre il profitto e la trasformazione di Torino in una città vetrina su misura dei turisti, meccanismo che da anni la borghesia piemontese cerca di raggiungere, dopo la deindustrializzazione modello fiat. Sappiamo bene quali sono gli effetti sociali di questo modello: precarietà (a FICO i contratti erano tutti precari e intermittenti), disoccupazione, gentrificazione del quartiere, aumento degli affitti".

Insomma sembrerebbe che anche in questo caso sia stato utilizzato il sistema, semplice ed efficace della carica emozionale, della unicità  dove i "piccoli e puri"  (contadini in FICO e ambientalisti veri in GREEN PEA), con la loro presenza "museale" garantiscono qualità e sono lo stimolo emozionale in grado di attrare pubblico pagante, mentre i soliti noti raccolgono i profitti.

Ecco a cosa conduce la demagogia esasperata che sta soffocando questo primo ventennio del nuovo millennio: l'appropriazione e la manipolazione dei reali valori universali da parte di una eilite "buonista", capace infine di promuoverli e consumarli come un qualsiasi dentifricio. 

Complimenti ai nuovi "consumatori consapevoli", quelli che tutto sanno e non si fanno ingannare da alcuno, l'han letto su "facebook" .

Ma un approccio critico, responsabile, autonomo, anche se a volte sbagliato, vogliamo tirarlo fuori invece di bere sempre e solo da quella stessa  unica botte? (invito valido per tutti)

 

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Potrebbe interessarti: https://www.torinotoday.it/video/protesta-universitari-green-pea.html

https://www.greenpea.com/partners/#GP-life

https://it.businessinsider.com/fico-bologna-farinetti-bilancio-2019-perdite/

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