L'equilibrista

L'equilibrista

Fabio Vezzani - Sommelier abilitato – AIS Emilia Romagna -
Via Guicciardini, 19
42122 Reggio Nell'Emilia (RE)

Tel. +39 3472257452
e-mail: fabiovezzani@libero.it

da L'Equilibrista - Il passo è leggero e attraversa i vicoli con decisa abitudine rallentando solo per sfuggire alla penombra e quella scura nottata londinese che sovrasta l'umida nebbia ostacolando il lampionaio che anche stasera sta cercando di limitare le luci in piedi sulla sua scala di legno.

Un rapido sguardo alla sala e la mano slaccia la fine giacca scoprendo un doppio petto sartoriale grigio fumo che libero dal pesante soprabito concesso nelle mani del Concierge, permette un delicato cenno al Barman che sta già preparando il calice per l'ospite atteso, dando il via alla serata confondendosi fra eleganze, musica dal vivo mai sopra le righe.

Credo sia questo che mi abbia trasmesso la chiacchierata concessami da Riccardo Soncini che con grande umiltà ed innovazione ha riportato i fasti degli anni 30 della Londra di inizi 900, fino a Reggio Emilia, sua città natale.

Tre anni e mezzo fa, in piazza Fontanesi, tutto ha avuto inizio creando dal niente il TC, The Craftsman, ovvero L'Artigiano, colui che dalle materie prime migliori riesce a creare un manufatto ed è stato così anche all'interno del locale mi racconta Riccardo. L'intera struttura è stata infatti costruita a quattro mani grazie all'aiuto dell'architetto Alessandro Cupello e quindi anche i drinks ideati dai ragazzi del TC non potevano che essere artigianali e personali.
Proprio come se un artigiano ricevuta la commessa iniziasse a tradurre un desiderio in puro gusto.

Progetto improntato sulla selezione del prodotto quindi, la sua qualità , il servizio puntuale nei confronti del cliente, dove l'esperienza e la cura nei minimi dettagli sono la giusta presentazione per la miglior esperienza possibile.

Ad oggi il locale ospita più di mille tipologie diverse fra distillati, liquori e vini di altissima qualità, tutte selezionate dal TC, avendo quindi la certezza di una ricerca senza precedenti e di una distribuzione esclusiva perché rigorosa, tanto da meritarsi il premio come "Bar rivelazione" agli Awards d'Italia 2016.

Oggi al TC si è affiancato anche il ristorante e jazz club, nel quale la firma di Mattia Trabetti, incontrato per caso ci tiene a sottolinearmi Riccardo, porta internazionalità in cucina, garantendo al Locale una chiara impronta nella scelta dei piatti, abbinamenti e ricercatezza.
Jazz club di ispirazione londinese appunto, che guadagna identità, spazio e dimensione nei desideri e nelle espressioni legando fantasia e libertà di espressione, ed è naturale quindi la commistione fra professionisti che traggano linfa dai tanti viaggi che ognuno ha fatto o che deve ancora fare creando cocktails sia classici che d'avanguardia, per cui le due anime, la musica ed il bere di altissima qualità, si attraggono creando una fusione.

Cucina internazionale e mondo della miscelazione non stanno a significare solo servizio elegante e uniformi per il TC, ma sottendono ricerca ed uso di ingredienti esclusivi per garantire tecnica all'interno di una sfera di invenzioni fatte di estro e sperimentazione continua, frutto della nuovo approccio fra barman e chefs.
Menù concepiti in modo illustrativo per riprendere un personaggio famoso e immedesimarsi in lui per ispirarsi nel concepimento di un cocktail è da intendersi come spirito libero, esercizio di creatività vera, ben supportati dai tre concerti a settimana con ospiti sia del territorio che internazionali, dove le persone scelte devono essere una garanzia di successo e capacità di reinventarsi continuamente.

La direzione di Riccardo Soncini ha previsto un orientamento preciso fatto di assoluto "no standing", con sessanta persone sedute e dove chi ha il tavolo può rimanere fino a fine spettacolo, questo perché deve regnare l'eleganza ed il rispetto dell'ospite, approccio ormai raro negli anni del progresso economico ma in linea perfetta con chi ha deciso di rischiare e di fare il precursore a Reggio Emilia, per una volta davanti e non li a guardare, ma a dominare la scena.

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Ci si tuffa a pieno nella tecnica di fabbricazione del formaggio, imparando a distinguerne le caratteristiche organolettiche e regalando al palato sensazioni gusto olfattive uniche ed irripetibili, facendo gruppo e crescendo grazie alla supervisione di docenti qualificato o tecnici del settore. Ecco cosa potrei riassumere se mi chiedessero cos'è un corso ONAF, Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio.

Di L'Equilibrista Fontevivo, (Parma) 14 dicembre 2018 - Appena concluso, il 20 Novembre scorso, il corso di Primo livello ONAF che era iniziato l'11 Settembre 2018, presso i locali del Ristorante il Rigoletto di Fontevivo a Parma, annoverando ad oggi altri 44 Assaggiatori di formaggio che hanno sostenuto e superato l'esame finale.

Il corso era iniziato con il docente Giacomo Toscani che aveva spiegato la Tecnica di assaggio dei formaggi ed i descrittori riguardanti la parte esterna ed interna della forma, affrontando poi il martedì successivo la differenza tra degustazione amatoriale e sensoriale, nonché i descrittori per la valutazione olfattiva, degli aromi, sapori e retrogusto.

Nel 3° incontro il Prof. Roberto Funghi ha poi illustrato le caratteristiche del latte e degli elementi principali che lo compongono, andando a chiarire cosa si intende per proteine, lipidi, carboidrati e quanto il latte sia fondamentale per l'alimentazione.

Il prof. Alberto Spisni, nella quarta lezione, ha spiegato l'importanza della microbiologia nel processo produttivo del formaggio, andandone a definire classificazione, influenze e come i diversi microrganismi possono incidere nella determinazione di aromi e sapori.
La funzione ed il ruolo centrale del casaro, la durata, la stagionatura che avviene in caldaia e l'evoluzione di questo processo, è stato affrontata dal Maestro Assaggiatore ed esperto caseario, Grassi Michele, Delegato ONAF di Ferrara nella sua quinta lezione.
Il Delegato e Maestro Assaggiatore di La Spezia / Massa Carrara nella sesta e settima lezione, ha poi sottolineato la differenza tra i formaggi a pasta molle e quelli a pasta semidura e dura, ricalcando la metodologia di caseificazione e l'importanza del latte di capre e pecore, comprese le differenze di contenuti proteici.
Daniele Bassi nell'ottavo incontro ha affrontato la produzione dei formaggi a pasta filata e la particolare lavorazione che deve essere seguita per ottenere mozzarelle, provoloni e simili. Evoluzione della caseificazione dal 6.000 A.C. ad oggi, le diverse classificazioni dei formaggi, le normative di tutela per formaggi DOP – IGP e l'importanza dei consorzi, sono stati illustrati dal Maestro Assaggiatore Giacomo Toscani nella nona serata.
Ha chiuso il ciclo delle 10 lezioni il Maestro Assaggiatore e sommelier Marini Cornelio, Delegato di Mantova, che ha citato alcuni dei possibili abbinamenti Formaggio-Vini, specificando come si deve tagliare il formaggio e l'importanza di questo alimento nella storia della gastronomia.

La Delegazione di Parma ha dato prova di offrire un corso attento scegliendo docenti preparati e per nulla al di sotto delle aspettative, dando linfa ad un settore, quello caseario, che come per il vino ha bisogno di personale competente e qualificato per poterne decantare in modo tecnico e rispettoso le sue qualità indiscutibili.

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Domenica, 02 Dicembre 2018 09:17

Ciano d'Enza, il Palio dei Lambruschi

Possiamo ormai interpretarlo nei modi più diversi questo evento perché si parla di appuntamento senza vincoli ma principalmente votato all'intraprendenza di una collettività. Dedicato alla storia ed alla cultura del luogo che ravvivandosi di anno in anno, è giunto alla sua terza edizione creando simpatie, senza mai perdere quel pizzico di ironia ma soprattutto ponendo temi cruciali per la promozione del territorio e delle sue eccellenze.

da L'Equilibrista - La giornata del 18 novembre è scandita in modo veloce ed organizzato, a tal punto che ognuno ormai ha il suo compito preciso da assolvere e senza battere ciglio sa cosa fare. Gli attori sono sempre loro e questo ormai è fonte di tranquillità per il Pubblico presente tanto d'aver creato una squadra ben rodata che ogni anno aggiunge qualcosa per la Comunità locale senza mai scadere nell'ovvietà.

Il palio è un momento conviviale è vero, non vuole essere preso alla leggera però perché i giurati sono persone del territorio e soprattutto fanno parte di quella fascia di persone che consuma Lambrusco con regolarità e quindi può fornire un parere sincero e soprattutto anonimo, vista la rigorosa scelta delle degustazioni alla cieca.

Ci accoglie l'assessore alle attività produttive Cristian Bezzi che insieme al sindaco di Canossa, Bolondi Luca, fanno gli onori di casa e si capisce subito quanto il lavoro delle comunità locali sia prezioso, soprattutto per la passione e la genuinità che serve per la buona riuscita di eventi che hanno come primo obiettivo quello della crescita dei prodotti del territorio. Per questo l'idea di aprire la mattinata all'introduzione della Spergola vitigno bianco autoctono reggiano, non è banale ma è strategica, perché come hanno ricordato bene sia Giorgio Monzali che Tiziana Montruccoli, in qualità di rappresentanti della Compagnia della Spergola, per promuovere un territorio al meglio c'è bisogno di tutti senza distinzioni, concetto ripreso anche dall'intervento di Clementina Santi, assessore alla cultura.

Esercizio di divulgazione e di crescita che il Comune di Canossa, di concerto con l'Associazione Italiana Sommelier di Reggio Emilia, ha ideato per portare conoscenza e soprattutto testimoniare come il lavoro di squadra sia centrale per lo sviluppo collettivo. I sommelier intervenuti, hanno condotto la giornata e Romeo Catellani, responsabile della Didattica AIS di Reggio Emilia, ha gestito il banco di assaggio descrivendo le modalità di fruizione ed i punteggi da assegnare ai vini testimoniando in prima persona come iniziative al pari di questa siano un volano senza eguali per il turismo e per la consapevolezza delle ricchezze italiane nel Mondo. Non per citare sempre i soliti ma c'è una nazione al di là delle Alpi che lo fa benissimo da diversi anni.

Ovviamente come in tutte le edizioni abbiamo assistito ad un podio che ha sancito un vincitore assoluto. Sul gradino più alto troviamo pertanto la Cantina Albinea Canali con l'Ottocentonero, tallonato a stretto giro dalla Cantina Ermete Medici che ha piazzato ben due attori di prim'ordine, l'Assolo ed il Concerto, rispettivamente secondo e terzo.
A seguire, Cantina di Aljano con la Rosa del Borgo, Cantina Puainello con la Scorza Amara, Cantine Riunite con il 1950, ancora Cantina di Aljano con il Settefilari, Cantina Masone con il suo Latorre, Cantina di Gualtieri con il Buccia Amara, Cantina Puianello con l'Amarcord, Cantina Masone Campogalliano con il loro Reggiano, Cantina Gualtieri con Ligabue, Cantina Venturini Baldini con il Marchese Monodori, Cantina Prati con il Tralcio, Cantina Venturini Baldini con il Rubino del Cerro, Cantina Emilia Wine con il Grasparossa e a chiudere Cantina Casali con il Lambrusco 13.

La chiusura dell'evento ed i saluti regalano il naturale suggello di una giornata che continua a generare consenso e soprattutto quest'anno, ha sancito l'impegno da parte del Comune di Ciano per la divulgazione della conoscenza dei due vitigni, nonché la voglia di impegnarsi per strutturare sempre nuove iniziative che possano dare slancio ed impulso alle Comunità locali.

Passando dal Lambrusco si è già arrivati a parlare di Spergola, quindi chissà cosa ci riserverà questo gruppo di lavoro per l'anno prossimo...

 

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