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A tre anni dal sisma Rete Imprese Italia fa il punto sulla situazione terremoto con un'iniziativa in programma venerdì 12 giugno presso la sala consigliare del Municipio di Mirandola. La serata è aperta al pubblico. -

Mirandola, 10 giugno 2015 -

Una serata per non dimenticare, e per farlo Rete Imprese Italia ha organizzato, a poco più di tre anni dal disastroso sisma del 2012, un'iniziativa che vuole fare il punto della situazione della ricostruzione, evidenziando il tanto che è già stato fatto, ma anche il tanto, il troppo, che rimane da fare. Soprattutto cosa fare per facilitare la ricostruzione.
Le proposte sono tutte nel titolo dell'iniziativa che Cna, Confesercenti, Confcommercio e Lapam organizzano per venerdì 12 giugno alle 20.30 presso la sala consigliare del Municipio di Mirandola, in via Giolitti 22: "Semplificare la burocrazia, introdurre la zona franca urbana: ci vogliamo ancora credere". E' attorno a questi punti che si svilupperà il dibattito, dopo il saluto del portavoce di Rete Imprese Umberto Venturi, e le relazioni di Andrea Tosi e Maurizio Brama: il primo parlerà degli attuali ostacoli alla ricostruzione e delle semplificazioni necessarie per accelerarla, il secondo degli effetti che potrebbero avere sull'economia locale le cosiddette zone franche e delle modalità per sbloccarle.

A parlarne saranno poi Alberto Silvestri, presidente dell'Unione dei Comuni dell'Area Nord, Palma Costi, Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna, e l'onorevole Paola De Micheli, sottosegretario al Ministero Economia e Finanze.
Non mancherà il dibattito, per discutere in modo costruttivo di tutti i problemi ancora sul tavolo.
"Con questa iniziativa – continua la nota di Rete Imprese Italia di Modena – in un'occasione di una ricorrenza dolorosa quanto importante, vogliamo condividere con la comunità le soluzioni in grado di contribuire a un rapido ritorno alla normalità produttiva e al rientro nei centri storici di attività commerciali e residenti".
La serata è aperta al pubblico.

(fonte: ufficio stampa CNA MO)

 

A tre anni dal sisma Rete Imprese Italia fa il punto sulla situazione terremoto con un'iniziativa in programma venerdì 12 giugno. La serata è aperta al pubblico. -

Mirandola, 03 giugno 2015 -

Una serata per non dimenticare, e per farlo Rete Imprese Italia ha organizzato, a poco più di tre anni dal disastroso sisma del 2012, un'iniziativa che vuole fare il punto della situazione della ricostruzione, evidenziando il tanto che è già stato fatto, ma anche il tanto, il troppo, che rimane da fare. Soprattutto cosa fare per facilitare la ricostruzione.
Le proposte sono tutte nel titolo dell'iniziativa che Cna, Confesercenti, Confcommercio e Lapam organizzano per venerdì 12 giugno alle 20.30 presso la sala consigliare del Municipio di Mirandola, in via Giolitti 22: "Semplificare la burocrazia, introdurre la zona franca urbana: ci vogliamo ancora credere". E' attorno a questi punti che si svilupperà il dibattito, dopo il saluto del portavoce di Rete Imprese Umberto Venturi, e le relazioni di Andrea Tosi e Maurizio Brama: il primo parlerà degli attuali ostacoli alla ricostruzione e delle semplificazioni necessarie per accelerarla, il secondo degli effetti che potrebbero avere sull'economia locale le cosiddette zone franche e delle modalità per sbloccarle.
A parlarne saranno poi Alberto Silvestri, presidente dell'Unione dei Comuni dell'Area Nord, Palma Costi, Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna, e l'onorevole Paola De Micheli, sottosegretario al Ministero Economia e Finanze.
Non mancherà il dibattito, per discutere in modo costruttivo di tutti i problemi ancora sul tavolo.
"Con questa iniziativa – continua la nota di Rete Imprese Italia di Modena – in un'occasione di una ricorrenza dolorosa quanto importante, vogliamo condividere con la comunità le soluzioni in grado di contribuire a un rapido ritorno alla normalità produttiva e al rientro nei centri storici di attività commerciali e residenti".
La serata è aperta al pubblico.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

Banche che non recepiscono il decreto Milleproroghe lasciando immutata la durata del finanziamento imposte. Cna, Lapam, Confesercenti, Fam e Confcommercio - Associazioni di riferimento di Rete Imprese Italia - chiedono un intervento immediato che risolva questa incongruenza. -

Modena, 11 maggio 2015 -

Nello scorso mese di gennaio Rete Imprese Italia aveva posto all'attenzione dei parlamentari modenesi ed emiliani la necessità di risolvere le criticità finanziarie delle imprese colpite dal sisma prorogando di un anno, al 30 giugno 2016, il pagamento del finanziamento imposte e aumentando a cinque anni il periodo concesso per il rimborso. Una richiesta accolta parzialmente dal Parlamento, che nel Decreto Milleproroghe del 27 febbraio aveva sì recepito la proroga di un anno, ma aveva dilazionato di soli dodici mesi il periodo di ammortamento del finanziamento (che, in relazione alle diverse tipologie di imprese, era così passato da due a tre anni e da tre a quattro anni).
Un'interpretazione che aveva avuto conferma dalla Regione Emilia Romagna con una nota datata anch'essa 27 febbraio.

Tutto bene allora? Neanche per idea, perché ora gran parte delle banche sta richiedendo alle imprese le firme della rimodulazione del finanziamento facendo decorrere l'inizio del rimborso al 30 giugno 2016, ma lasciando inalterate le rate finali. Di fatto, dunque, le banche non hanno recepito quanto previsto dal decreto, lasciando invariate le scadenze finali (quattro rate semestrali anziché sei, sei rate anziché otto). Rate che quindi diventano insostenibili per le imprese, che nella stragrande maggioranza dei casi hanno sostenuto con mezzi propri la ricostruzione.

Cna, Lapam, Confesercenti, Fam e Confcommercio - Associazioni di riferimento di Rete Imprese Italia - chiedono un intervento immediato che risolva questa incongruenza, al di là di ogni interpretazione restrittiva della norma. "Non ci interessano le polemiche, né sapere se la colpa sia di una norma scritta male o di un'interpretazione difforme dalla volontà del legislatore. A noi preme soltanto che le vittime di questo corto circuito non siano le imprese che, a tre anni dal sisma, non hanno certo ancora recuperato le normali disponibilità finanziarie e sono ancora in grandissima difficoltà. Anche per questo continuiamo a sostenere la necessità che il periodo di rimborso sia portato a cinque anni per tutti e che vengano adottate quanto prima quelle soluzioni normative, zone franche urbane in testa, indispensabili a dare ossigeno ad un territorio che non ha ancora superato la fase post-terremoto".

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

A tre anni dalle scosse in Emilia, il concerto dell' orchestra "Spira Mirabilis" di Formigine interpreta la celeberrima sinfonia, coinvolgendo anche il "Coro Luigi Gazzotti" di Modena presso la fabbrica Menù di Medolla. -

Modena, 5 maggio 2015 –

Sarà la Nona di Beethoven a celebrare la rinascita nei territori colpiti dal sisma, a tre anni dalle scosse che devastarono l'Emilia. Mercoledì 6 maggio alle ore 21, 120 musicisti eseguiranno la Nona sinfonia nello stabilimento della Menù a Medolla, nel modenese, uno dei comuni epicentro del terremoto del 2012.

La sede dell'azienda farà da teatro alla "Spira Mirabilis", orchestra che interpreterà la celeberrima sinfonia. L'iniziativa è stata resa possibile dalla sinergia tra Unione Comuni Modenesi Area Nord, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e Comune di Formigine in collaborazione con Fondazione Scuola di Musica "Carlo e Guglielmo Andreoli", Menù ed il contributo di "f Under 35" e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Le 2000 prenotazioni disponibili relative al concerto di "Spira Mirabilis" sono state tutte assegnate. La Nona Sinfonia di Beethoven verrà eseguita senza il supporto di un direttore. Per l'occasione, "Spira Mirabilis" amplierà l'organico a solisti e coristi, coinvolgendo anche il "Coro Luigi Gazzotti" di Modena, per un totale di 123 musicisti. Un avvenimento che viene preceduto da un evento analogo in programma oggi, 5 maggio, a Formigine e a cui seguirà, venerdì 8 maggio, un concerto a Lucca.

"Lungo i sette anni di vita di 'Spira Mirabilis' - affermano gli artisti dell'organico - le Sinfonie di Beethoven sono state il punto focale del nostro lavoro di studio che si è svolto in prevalenza a Formigine, per poi approdare nelle più importanti sale da concerto d'Europa. Dai giorni del terremoto abbiamo cercato di suonare nelle comunità colpite ogni volta che fosse stato possibile. Tra i tanti edifici, il sisma ha recato ingenti danni anche a tutti i teatri. Questo ci ha portato, di volta in volta, a cercare situazioni ad hoc per dimostrare che l'assenza di uno spazio ideale per la musica non avrebbe proibito alla popolazione dell'area di godere di un concerto di qualità. La scelta per l'esecuzione della Nona è caduta sullo stabilimento della fabbrica Menù di Medolla, uno spazio industriale ricostruito dopo i pesanti danni del sisma e che oggi, dopo tre anni, è diventato uno dei simboli della rinascita della zona".

Pubblicato in Cronaca Modena
Giovedì, 30 Aprile 2015 17:54

Comitato istituzionale post terremoto a Reggiolo

Il presidente della Regione, Bonaccini: "Sono fiducioso che, quanto richiesto a sostegno di cittadini, imprese ed enti locali possa essere accolto dal Governo". -

Reggio Emilia, 30 aprile 2015 -

"La prossima settimana rincontrerò, insieme all'assessore Palma Costi, il Governo. Sono fiducioso che, quanto richiesto a sostegno di cittadini, imprese ed enti locali, possa essere accolto. E si sta parlando di deroghe al Patto di stabilità per i Comuni colpiti dal sisma, di proroga dell'esenzione del pagamento dell'Imu per gli edifici inagibili, delle zone franche urbane, del rimborso dei danni ai prodotti Dop e Igp. Fattori fondamentali per proseguire la ricostruzione e rilanciare i territori danneggiati dal terremoto". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato alla ricostruzione Stefano Bonaccini aprendo i lavori del Comitato istituzionale che si è svolto oggi pomeriggio a Reggiolo, comune del reggiano colpito dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.

Bonaccini – dopo aver fatto un quadro complessivo delle azioni, interventi e risorse messe in campo dalla Regione a partire dal bilancio 2015 approvato nei giorni scorsi – ha evidenziato come "a breve dovrebbe arrivare da Bruxelles anche il via libera per la proroga di un anno per la ricostruzione delle imprese agricole. Dopo l'approvazione della Direzione generale Agricoltura Ue, manca solo la decisione della Commissione".
Durante i lavori sono state illustrate ordinanze e provvedimenti che usciranno a breve, tra cui quelle che vanno a ridefinire le modalità di assistenza rimanente per la popolazione (Cas, Map, affitto).

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

Lunedì, 27 Aprile 2015 10:02

Vetrine vuote: reportage fra crisi e sisma

L'impatto della crisi e del sisma sulle attività commerciali della cosiddetta Bassa Reggiana e Modenese: reportage fra Reggiolo, Rolo, Novi e Rovereto sul Secchia. -

Reggio Emilia, 27 aprile 2015 - di Federico Bonati -

Una delle peculiarità delle province emiliane sono i negozi sotto i portici. Le vetrine affacciate sul camminamento espongono i prodotti agli occhi degli acquirenti o dei passanti di turno, proponendo a volte offerte a volte saldi. Tuttavia, è possibile imbattersi in negozi vuoti, corredati di un cartello informativo che dice: "Chiuso". È quanto è capitato in alcuni paesi della cosiddetta Bassa: Reggiolo e Rolo nel reggiano, Novi e Rovereto sul Secchia nel modenese.

Una duplice mannaia si è scagliata contro questi esercizi: da un lato la crisi economica cui si è dovuto far fronte dal 2008 sino ai timidi segnali di ripresa degli ultimi anni, dall'altro il sisma del 2012, il cui impeto ha provocato inagibilità e danni annessi.
Quest'ultimo, in particolare è molto visibile nella parte modenese teatro di questo reportage. Il centro di Novi presenta ancora i segni delle ferite del terremoto dell'Emilia, con impalcature e puntellature che lasciano trasparire una mesta somiglianza con le immagini che furono proiettate dopo il terremoto dell'Aquila. Oltre agli edifici lesionati, è possibile osservare negozi e attività attorniate da recinzioni metalliche. Lo stesso scenario si presenta ad otto chilometri di distanza, a Rovereto, dove i negozi si sono trasferiti nei container che costeggiano la strada d'ingresso del paese, quasi a fungere da centro commerciale all'aperto e al tempo stesso come luogo di ritrovo. Una scelta, quella dei container, condivisa in molti dei paesi colpita dal sisma, ma si tratta, nonostante siano passati tre anni, di situazioni provvisorie. C'è chi intende rientrare nei propri negozi, c'è chi ha cambiato location alla propria attività e c'è chi, invece, ha deciso di cambiare completamente aria.

Un cambiamento ben visibile sotto i portici di Rolo, dove numerose attività hanno deciso di chiudere pressate dalla morsa della crisi. È possibile riconoscerle, come spiega la titolare di uno dei bar del centro, grazie a delle foto della Rolo antica che coprono completamente le vetrine. Risulta desolante camminare e accorgersi di quante di queste foto sia tappezzato il centro. Ciò è riscontrabile anche a Reggiolo, dove ci sono sia negozi vuoti che appongono il cartello "Affittasi", sia attività che hanno dovuto trasferirsi dopo il sisma. Attività come il noto bar "Certe Notti", un tempo ritrovo per i giovani provenienti dai paesi limitrofi, ora solo un ricordo nella galleria di via Matteotti.
L'auspicio di tanti cittadini è che le impalcature e i negozi vuoti siano in un futuro molto prossimo solo il ricordo di un tempo andato, e ne è senza dubbio la riprova il progetto "Facciamo Centro" che prosegue il suo iter e la sua evoluzione nella città della Rocca. Una speranza che si nota negli occhi dei passanti e dei commercianti di tutte queste zone, speranza accostata tuttavia al timore che ciò resti solo un sogno. Un timore che può e deve essere spazzato via, dagli interventi delle autorità, delle associazioni, dei privati cittadini, al fine di poter rivivere davvero il centro dei propri paesi come un tempo e ancora meglio, per non ritrovarsi, magari tra altri tre anni, a dover ricommentare le stesse immagini.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Terremoto, agricoltura. Via libera da parte della Direzione generale Agricoltura di Bruxelles alla proroga per imprese agricole e agroindustriali per completare i lavori di ricostruzione. Bonaccini: "Decisione che porta equità tra le imprese". Ora il provvedimento va alla Commissione.

Bologna – Via libera da parte della Direzione generale agricoltura di Bruxelles al riconoscimento della proroga di un anno per le imprese agricole e agroindustriali per completare i lavori di ricostruzione e ripristino dei danni subiti dal sisma del maggio 2012. Ora l'ultimo passaggio, per completare l'iter europeo del provvedimento, sarà il vaglio del Collegio dei Commissari.
La decisione - che accoglie le richieste della Regione Emilia-Romagna ufficialmente presentate all'Ue dal Governo italiano - estende la durata degli aiuti per compensare i danni causati alle imprese del settore agro-industriale modificando di fatto i vincoli temporali fissati precedentemente sulla base dei vigenti orientamenti sugli aiuti di stato.

«Una buona e attesa notizia. Ringrazio il Ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina per l'importante lavoro svolto. E' una decisione, quella assunta dalla Direzione generale agricoltura e in attesa del vaglio finale da parte della Commissione, che consegna tranquillità ma soprattutto equità tra imprese del settore primario e le altre. Un chiaro beneficio- e il mio ringraziamento va a tutti coloro che lo hanno consentito - a un territorio così duramente colpito non solo dal sisma del maggio 2012 ma da ulteriori e successive calamità, come l'alluvione del gennaio 2014 e le trombe d'aria. A chi fa polemiche, noi rispondiamo con i fatti», ha commentato il presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato alla ricostruzione Stefano Bonaccini.

La Dg Agricoltura ha accolto la richiesta – inviata dalla direzione generale del dipartimento delle Politiche europee ed internazionali e dello sviluppo rurale del ministero delle Politiche agricole - di fissare al 29 maggio 2017 il termine ultimo per il pagamento dei contributi alle aziende agricole danneggiate dal sisma. La presentazione delle domande per le imprese agricole resta fissata al 30 giugno 2015 (come per le altre imprese ) i lavori dovranno essere ultimati entro il 30 settembre 2016 per consentire la liquidazione la e rendicontazione entro maggio 2017 .
«Il provvedimento – sottolineano l'assessore alle Attività produttive e alla ricostruzione post sisma Palma Costi e l'assessore all'Agricoltura Simona Caselli - permette di mitigare la disparità di trattamento tra le imprese agricole e le altre imprese insita nelle decisioni comunitarie sugli aiuti di Stato». Infatti per le imprese agricole il saldo di tutti i contributi deve avvenire entro 4 anni dal verificarsi dell'evento, e quindi entro il maggio 2016, mentre per le altre imprese non era prevista alcuna scadenza per i saldi dei danni subiti. "Il provvedimento rappresenta quindi una decisione eccezionale della quale va ringraziata la Commissione europea che è andata in deroga alle regole vigenti sugli orientamenti comunitari del settore agricolo."

In attesa della decisione della Commissione europea sulla richiesta di proroga dei termini di pagamento, il Commissario Bonaccini aveva prorogato al 30 aprile i termini per le domande di contributo delle imprese agricole attive nei settori della produzione primaria, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli compresi nell'Allegato I del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L'ordinanza commissariale però non variava il termine di esecuzione degli interventi fissato, da precedenti ordinanze, al 31 dicembre 2015 perché strettamente connesso ai termini per i pagamenti imposti dalla Commissione europea.

(Fonte Regione Emilia Romagna)

Martedì, 24 Marzo 2015 15:36

Tre scosse di terremoto in 9 minuti nel parmense

La terra trema nel parmense. L'stituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato tre scosse di terremoto dalle ore 13.47 -

Parma, 24 marzo 2015 -

La terra ha tremato questo pomeriggio a Parma. L'stituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha riferito che si tratta di tre scosse di terremoto di magnitudo 2.6 alle ore 13.47, la seconda di magnitudo 2.5 alle ore 13.52 e la terza, di magnitudo 2.0 alle ore 13.56.

L'epicentro in provincia di Parma. I Comuni entro i 10 chilometri dalle scosse sono Noceto, Fontanellato, Fontevivo, Medesano e Collecchio.

Pubblicato in Cronaca Parma

Ricostruzione zone terremotate, pagamento IMU a luglio sugli immobili inagibili. L'assessore Palma Costi: "Già al lavoro per chiedere proroga" -

Parma, 23 marzo 2015 -

"Siamo già al lavoro, e non da oggi, per chiedere al Governo di prorogare la scadenza del pagamento dell'IMU sugli immobili inagibili. Pensiamo che a luglio non vi siano le condizioni per dare corso al pagamento di questa imposta, anche se al 50%. Con la collaborazione dei Comuni stiamo effettuando il monitoraggio degli immobili inagibili richiesto dalla Legge di stabilità, e a fine mese invieremo il dato al ministero dell'Economia. Prosegue quindi il nostro impegno per venire incontro alle giuste richieste dei cittadini e dei Sindaci" - si legge nella nota della Regione.

Queste le parole di Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive con delega alla Ricostruzione, rispetto alla reintroduzione dell'IMU prevista dalle norme per il prossimo luglio dalla Legge di Stabilità sugli immobili produttivi e civili distrutti o inagibili a causa del sisma, che saranno nuovamente assoggettati all'Imu, anche se in misura ridotta del 50%.

"É un tema che abbiamo ben presente - spiega Costi - tanto è vero che lo abbiamo inserito all'ordine del giorno del Comitato istituzionale sulla ricostruzione che si è svolto a Bondeno martedì scorso. Siamo in contatto con il Governo per definire un emendamento che proroghi la scadenza per il pagamento dell'imposta" - continua la nota.
"Sono certa - conclude l'assessore - che il lavoro di squadra che da sempre ha caratterizzato ogni fase della ricostruzione delle aree interessate dal sisma porterà quei risultati che sono nelle giuste aspettative di chi è stato colpito da un evento così grave, ma che sta lavorando intensamente per ripartire e ridare futuro a migliaia di cittadini" - conclude la nota.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Oggi sono ancora occupati 453 Map, e vi abitano circa 1.400 persone. La vicepresidente Gualmini e l'assessore Costi a Mirandola e Novi di Modena in visita ai Map e alle strutture per anziani e disabili gestite dall'Asp Comuni modenesi Area Nord -

Modena, 13 marzo 2015 -

E' partita dal municipio di Mirandola, luogo d'incontro con i sindaci del cratere, per concludersi a Novi di Modena. Al centro della visita di oggi di Elisabetta Gualmini (vicepresidente della Regione e assessore alle Politiche di welfare) e Palma Costi (assessore alla Ricostruzione post sisma), i Map e una serie di strutture per anziani e disabili gestite dall'Asp Comuni modenesi Area Nord.

Tema prioritario dell'incontro in Comune a Mirandola, il welfare: il sindaco Maino Benatti, Luca Prandini (primo cittadino di Concordia) e Alberto Silvestri (sindaco di San Felice e presidente dell'Unione Area Nord) hanno illustrato la situazione socio-assistenziale e i progetti in corso, con particolare attenzione al welfare di comunità e ad esperienze di welfare aziendale. "Occorre potenziare gli interventi su infanzia e adolescenza – ha sottolineato Gualmini – . Per sostenere quest'impostazione, ho aumentato le risorse in bilancio per quest'anno" - si legge nella nota della Regione. 

A Mirandola sta proseguendo intanto lo smontaggio di una settantina di moduli abitativi provvisori, distribuiti tra il quartiere 29 Maggio e il quartiere Mazzone-Giolitti. Per le famiglie ancora ospitate in queste aree si stanno individuando diverse soluzioni: dall'assegnazione di un alloggio pubblico una volta conclusi i lavori di ripristino dell'agibilità degli stabili, gravemente compromessi con il sisma, all'individuazione di un alloggio di proprietà privata disponibile per l'affitto, per il periodo necessario al rientro nell'abitazione abitata al momento del sisma e danneggiata. "Al momento è stato svuotato il 40% dei Map – ha sottolineato l'assessore Costi – : stiamo rispettando in pieno la tabella di marcia, in pieno accordo e collaborazione con i Comuni, che prevede il totale smantellamento dei moduli entro il 2015". La vicepresidente Gualmini ha ricordato l'impegno, attraverso mezzo milione di euro del Fondo sociale regionale, a realizzare misure di contrasto della povertà e di sostegno al reddito, fra cui il prestito d'onore, in modo da consentire ai nuclei familiari terremotati "di riacquistare una progressiva autonomia e il ritorno alle normali condizioni di vita. Proprio grazie a queste risorse, un nucleo familiare di Mirandola è già uscito dai Map".

La visita di Gualmini e Costi è proseguita alla microresidenza "Le Azalee" di Mirandola: quest'ultima fa parte del gruppo di tre microresidenze – antisismiche ed ecosostenibili – già realizzate dall'Asp Comuni modenesi Area Nord dopo il terremoto (le altre due sono a Medolla e San Felice sul Panaro). L'impegno è di realizzare strutture analoghe anche a Concordia, Camposanto e San Possidonio. Tappe successive della visita, il nuovo centro diurno "I Gelsi" e la Casa residenza CISA (nucleo Alzheimer).

I Map: la situazione attuale

I moduli urbani realizzati sono stati 757, distribuiti in 7 comuni (Cavezzo, Concordia, Mirandola, Novi, San Possidonio, San Felice nel modenese e Cento nel ferrarese) dove il sisma ha provocato i danni maggiori e la disponibilità di case era insufficiente a fronteggiare l'emergenza. Oggi sono ancora occupati 453 Map, e vi abitano circa 1.400 persone. Numeri, questi, che variano settimanalmente, grazie al costante impegno degli uffici comunali alla ricerca di altre soluzioni abitative.

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

Pubblicato in Cronaca Modena