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Verso il Contratto di fiume Parma - Baganza | MERCOLEDÌ 3 APRILE, ore 18:00 a FELINO (PR

Si invitano i cittadini, le associazioni, gli enti pubblici e privati dei comuni di Berceto, Calestano, Collecchio, Felino, Parma, Sala Baganza e Terenzo a partecipare all'incontro che si terra' presso la

SALA CIVICA "R. AMORETTI" (via Filippo Corridoni, 2 - Felino, PR)
MERCOLEDÌ 3 APRILE, ORE 18:00

L'incontro con il pubblico rappresenta una risorsa fondamentale per il processo del Contratto di Fiume, in grado di offrire una conoscenza capillare e puntuale del territorio. Le informazioni raccolte durante la fase di partecipazione pubblica andranno ad integrarsi e ad aggiungersi a quelle individuati nella prima fase di ascolto, creando un quadro dettagliato dello stato di fatto del bacino Parma-Baganza su cui individuare le opportunità progettuali e le modalità di intervento attraverso il Contratto di Fiume.

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La Bonifica Parmense prosegue nel proprio programma di restauro conservativo delle strutture consortili finalizzato al miglioramento delle funzioni e delle tecnologie

Busseto (PR) – Il Consorzio della Bonifica Parmense ha completato un'opera di rilevante riqualificazione dell'impianto del Corsetto, nel Comune di Busseto, riuscendo a migliorarne in un sol colpo funzione specifica e innovazione tecnologica dei mezzi impiegati.

L'intervento sull'impianto idrovoro – che serve anche la zona del Comune di Polesine Zibello, ha consentito al contempo di riportare il manufatto al colore originale della stessa struttura e di ottimizzare ed incrementare il potenziale tecnologico a beneficio della gestione delle acque in uno snodo in cui i canali di bonifica Ardella, Rodella e Valle si riversano nel Fiume Po.

L'impianto è al servizio di un territorio di 700 ettari e al suo interno sono installate due pompe idrovore della portata di 1500 litri/secondo l'una, per una potenza totale di 3000 litri/secondo.

Piacenza, 24 gennaio 2019 -  Si è riunito stamattina, presso la sede del Consorzio di Bonifica di Piacenza, il Nucleo Tecnico Politico per la Montagna - all'uopo istituito - per valutare il programma di interventi sul dissesto idrogeologico con le risorse derivanti dalla contribuenza montana, così come stabilito dall'art. 3 della Legge Regionale n. 7 del 6 luglio 2012.

All'incontro di stamane, per valutare il piano degli interventi per il 2019, e rappresentare l'intero comprensorio montano, sono stati invitati i Presidenti di Unione Comuni Montani Alta Val d'Arda, Unione Montana Alta Val Nure, Unione Montana Valli Trebbia e Luretta, Unione Montana Val Nure e Val Chero e i sindaci dei comuni di Alta Val Tidone, Pianello Val Tidone, Ziano Piacentino, Borgonovo Val Tidone, Agazzano, Gazzola, Rivergaro e Alseno; sindaci, questi ultimi, invitati in quanto il territorio da loro amministrato non è compreso nelle unioni dei comuni sopracitati ma ricade nel comprensorio montano.
Erano presenti il Sindaco di Bettola Paolo Negri (Presidente Unione Montana Alta Val Nure), il Vicesindaco di Gropparello Graziano Stomboli (Unione Val Nure e Val Chero), l'Assessore Andrea Aradelli con il tecnico Luigi Maserati di Alta Val Tidone, l'Assessore di Rivergaro Pietro Martini, il Sindaco di Coli Luigi Bertuzzi e il Sindaco di Morfasso Paolo Calestani in qualità di consiglieri del Consorzio di Bonifica di Piacenza.

A fare il punto della situazione, per il Consorzio, Angela Zerga (Direttore Generale), Filippo Volpe (Direttore dell'Area Tecnica) e i tre geometri del Consorzio Gianluca Fulgoni, Edorado Rattotti e Alex Bertonazzi.
Dopo l'ultimo incontro del Nucleo del 4 dicembre era stato chiesto agli amministratori del territorio di montagna di inoltrare al Consorzio le proposte di intervento relative alla lotta al dissesto idrogeologico.
Da inizio dicembre ad oggi, i tecnici del Consorzio, una volta raccolte le segnalazioni, hanno provveduto a fare decine di sopralluoghi (con i sindaci o i tecnici dei comuni), documentarli con materiale fotografico, compilare le schede con la descrizione dei lavori da eseguire, fare una stima dei costi degli interventi e compilare un elenco degli stessi ordinato per priorità (stabilita secondo tre criteri: alta, media e bassa).
Sono state così compilate una quarantina di schede, illustrate dal Consorzio nell'incontro di stamattina.
La tipologia di interventi comprende: drenaggi, briglie, sistemazione di versanti, difese spondali e regimazione, pulizia e risagomatura di fossi.
Dopo la discussione di tutti gli interventi segnalati e valutati, i tecnici hanno proposto l'elenco degli interventi da realizzare con i fondi disponibili nel 2019, quelli da realizzare con eventuali economie derivanti dagli affidamenti e, infine, quelli attualmente non programmabili.

L'elenco, così ordinato, verrà, come da iter previsto, trasmesso entro il 31 gennaio alle Unioni dei comuni e all'Agenzia Regionale di Protezione Civile.
La possibilità di spesa, derivante dalla contribuzione per la bonifica montana per il 2019, da parte del Consorzio, è di 370.000 euro.
La realizzazione dei lavori è prevista nel corso del 2019 e al più tardi nel primo semestre del 2020.

In aggiunta a quanto emerso dal tavolo odierno, sempre per la montagna, prosegue anche il lavoro dei tecnici del Consorzio finalizzato alla presentazione di interventi volti alla prevenzione di danni da fenomeni franosi rispondenti al bando PSR 2014/2020 misura n. 5.1.01 (linea di finanziamento regionale indirizzata a investimenti in azione di prevenzione volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali e avversità climatiche – prevenzione danni da fenomeni franosi al potenziale produttivo agricolo).

Soddisfazione, da parte degli intervenuti, sulla metodologia applicata, organica e con visione d'insieme, in grado di poter monitorare complessivamente il territorio e poterne programmare gli interventi in base alle priorità.

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Mercoledì, 23 Gennaio 2019 10:24

Fabbisogni idrici nell'area dell'Enza.

A seguito delle Convenzione stipulata con la Regione Emilia Romagna sulla base degli esiti del Tavolo Tecnico il 31 Gennaio 2019 alle ore 9,30, in via ufficiale, si terrà la presentazione della tabella di marcia delle attività progettuali per individuare le soluzioni possibili e praticabili in grado di soddisfare i fabbisogni idrici nell'area dell' Enza.

Il programma operativo ufficiale dei lavori di pianificazione - che saranno successivamente inviati alla Regione stessa - saranno svolti dall'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po-Ministero dell'Ambiente che illustrerà - per bocca del suo Segretario Generale Meuccio Berselli - il set di azioni ritenute di maggiore efficacia e sostenibilità sotto il profilo tecnico/economico/ambientale.

GIOVEDI' 31 GENNAIO 2019 - Ore 9,30 Vetto d'Enza (RE) -
Sala Pubblica Polivalente - Viale Italia, 2

 

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Restaurato il manufatto che veicola l'acqua per uso irriguo nella zona di nord–ovest del territorio comunale di Noceto per una estensione potenziale di circa 300 ettari

Noceto (PR) – Il Consorzio della Bonifica Parmense prosegue il nutrito programma degli interventi sul territorio volto a riqualificare – aggiornandone e ampliandone le funzioni e la tecnologia dei mezzi impiegati – la gran parte degli impianti e dei manufatti che consentono la gestione equilibrata dei flussi.

Nel Comune di Noceto tecnici e operai hanno ultimato le migliorie (realizzate con fondi consortili) completando per tempo i lavori di risanamento conservativo del Ponte sul Canale Sadino.

Il manufatto, denominato anche "Nave del Sadino", è un piccolo gioiello artistico dalla pregevole identità storica composto da 5 archi in mattoni della lunghezza totale di circa metri 60 totali e veicola l'acqua per uso irriguo nella zona di nord–ovest del territorio comunale per una estensione potenziale di circa 300 ettari.

Nella fattispecie le attività delle maestranze hanno visto la coibentazione delle canalette che consentirà di evitare eventuali perdite di acqua dalla rete in un periodo in cui il risparmio idrico della risorsa idrica diventa quanto mai obiettivo primario da perseguire al fine di conservarla per i periodi di magra.

Oltre a questo si è provveduto alla pulizia e sistemazione della facciata del manufatto con l'operazione di ri-ancoraggio dei mattoni più antichi per salvaguardarne e conservarne il valore storiche oltre che di funzione.

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Giovedì, 03 Gennaio 2019 09:01

La replica di AMO COLORNO a AIPO

Riceviamo e pubblichiamo la replica del gruppo AMO Colorno che peraltro si dichiara disponibile a un incontro pubblico con i vertici di AIPO, "al fine di aprire un serio dibattito" sulla questione, " al fine di mettere in sicurezza il centro storico di Colorno e l'intero paese fin da subito".

Con la seguente comunicazione, il gruppo AMO - COLORNO intende replicare alla nota emessa da AIPO e pubblicata sul gruppo ufficiale del comune di Colorno, presente sul social network Facebook, il giorno 31 dicembre alle ore 19:50.

In merito alle porte vinciane del Lorno sulle quali l'Ing. Roberto Colla, membro del coordinamento del gruppo per la parte rischi idrogeologici, aveva dimostrato perplessità sul corretto montaggio delle stesse, teniamo a precisare che è comprensibile che tutta l'acqua del Parma non possa essere deviata nel Lorno. L'acqua che dovrebbe passare è solamente la quantità in eccesso. Una minima parte di acqua al fine di evitare allagamenti del centro di Colorno, e della reggia. Già tempo fa l'ex assessore del comune di Colorno, Stefano Mori, aveva sottolineato in un articolo di stampa, la privazione della possibilità di regolare l'impianto in funzione di diversi scenari. A tal proposito torna doverosa la proposta dell'Ing. Colla, in merito all'installazione di paratie mobili regolabili e torna attuale la richiesta di commissionare uno studio atto a chiarire se il torrente Lorno possa essere realmente utilizzato come scolmatore della piena del Parma, nelle quantità minimi atte ad evitare allagamenti in paese. Ci preme ricordare che in passato anche il partito PSI aveva sottolineato l'importanza di valutare la possibilità di deviare una parte di acqua del torrente Parma.

Premesso che il gruppo AMO - COLORNO, non ha mai voluto sminuire l'utilizzo e l'importanza dei presidi idraulici oggi in funzione, in merito all'argine del Và e vieni, lato ovest, che è stato rialzato, vogliamo ribadire l'importanza del concetto precedentemente elaborato dai nostri antenati, che diede importanza all'argine più basso per, in casi eccezionali, salvaguardare il paese, deviando l'acqua in eccesso verso l'esterno, in aree poco antropizzate. Perfetto esempio di sfioramento laterale in zone poco antropizzate tramite stramazzo in parete grossa tipo Belanger.

In merito invece alla garanzia della gestione coordinata atta a diminuire drasticamente i rischi da esondazione che Aipo riporta nella sua comunicazione, pensiamo che sarebbe già dovuto essere così con il solo utilizzo della cassa di espansione del Parma, avendo la stessa, la possibilità di fermare un'ampia quantità di acqua, salvaguardando Colorno dalle alluvioni, come evinto dalle considerazioni fatte a suo tempo.

Infine sulle esondazioni controllate, siamo pienamente convinti che vi sia la possibilità di riconoscere e "sfruttare" aree non o poco antropizzate, senza danneggiare agricoltori o sporadiche aree residenziali. Il tutto non in sostituzione della costosa cassa di espansione sul Baganza, o del bacino di Armorano, ma in supporto e come "tampone" in attesa dei tempi tecnici e burocratici per la costruzione del manufatto idraulico. Tempi che potrebbero prolungarsi fino a dieci anni.

Siamo a chiedere quindi un incontro pubblico con i vertici di Aipo, al fine di aprire un serio dibattito in merito. Incontro pubblico incentrato sul tema atto a trovare soluzioni attuabili nell'immediato al fine di mettere in sicurezza il centro storico di Colorno e l'intero paese fin da subito, non potendo attendere tempi lunghissimi per una cassa di espansione che noi riteniamo insufficiente per il nodo idraulico di Colorno.

Il gruppo

AMO - COLORNO

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Negli ultimi giorni del 2018 il gruppo AMO Colorno aveva realizzato, un video in diretta su Facebook, sulle Porte Vinciane del Lorno. Nel filmato, il tecnico del gruppo Ingegner Roberto Colla, esponeva le sue teorie sulla difesa idraulica di Colorno e sulle stesse porte Vinciane.

Il 31 dicembre è stata la volta della replica di AIPO per mezzo di una nota stampa indirizzata alla Amministrazione Comunale di Colorno e prontamente pubblicata sul profilo facebook ufficiale della amministrazione comunale, che di seguito riportiamo integralmente per dovere di informazione. https://www.facebook.com/urp.colorno/posts/2175495859367621 

Il POST di Comune Di Colorno 31 dicembre alle ore 19,50 -
Ci è pervenuta dall'ufficio stampa di AIPO la seguente nota che rendiamo pubblica:
Riguardo alle porte vinciane poste sul canale Lorno, alla confluenza con il torrente Parma, giova ribadire che esse sono montate correttamente. Esse servono proprio ad evitare che la piena del Parma, dieci volte maggiore rispetto a quella del Lorno (500 mc/s – 40 mc/s al secondo) rigurgiti nel Lorno provocando l'allagamento delle aree limitrofe, come già accaduto nel corso della piena del 2000. Va infatti ricordato che il sistema difensivo del Lorno e le sue sezioni trasversali sono dimensionate per le portate del canale e non per quelle del torrente Parma e questo non consente il suo utilizzo come "canale scolmatore" del Parma.
Il progetto della cassa di espansione del torrente Baganza è frutto, come noto, di un lungo e trasparente iter tecnico-amministrativo (i cui documenti sono disponibili al link https://www.agenziapo.it/documentazione/115 ) che ha visto all'opera, insieme, le istituzioni nazionali, regionali e locali, i tecnici degli enti pubblici coinvolti, i progettisti. Il progetto, condotto da AIPo, ha richiesto l'apporto di alte e diversificare professionalità e ha ricevuto l'approvazione del Governo, dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, della Direzione Generale Dighe, del Ministero delle Infrastrutture, della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Parma. E' stato sottoposto a una rigorosa procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Come tutte le opere idrauliche, anche questa non può essere di dimensioni "infinite", ma viene tarata sulla base di un determinato scenario di riferimento, con l'obiettivo di garantire la più alta sicurezza possibile in modo compatibile con il contesto territoriale e i finanziamenti disponibili. Questo non significa assolutamente che la cassa del Baganza si possa definire insufficiente in modo generico. Il volume della cassa è stato dimensionato per laminare una piena duecentennale e la scelta tipologica effettuata ha il vantaggio di poterne garantire una gestione coordinata con la cassa di espansione del Parma, di cui il Baganza è affluente, riuscendo così a diminuire drasticamente i rischi di esondazione a Parma e a Colorno. Riguardo alle arginature della cassa, esse sono progettate e saranno realizzate in modo da garantire la massima sicurezza possibile in termini di tenuta e saranno soggette a verifiche puntuali – così come tutti gli altri impianti della cassa - con estrema accuratezza, così come sarà garantita una regolare e puntuale manutenzione. Si ribadisce che l'intera opera, arginature comprese, è sottoposta all'approvazione e ai controlli della Direzione Generale Dighe del Ministero delle Infrastrutture.
Il concetto di "tracimazione controllata", di cui si sta parlando in questi ultimi tempi, rappresenta un' interessante prospettiva di lavoro che non si pone in alternativa alle opere necessarie già realizzate o in corso di realizzazione, ma semmai le integra a favore di un ulteriore incremento del livello di sicurezza. Tale tema va però approcciato avendo ben presente le varie problematiche collegate (ad esempio il fatto di alluvionare aree agricole e proprietà private). Sono in corso studi e approfondimenti, in collaborazione tra AdbPo e AIPo - soprattutto, per ora, con riferimento all'asta principale del Po. Ci auguriamo che questo argomento, rilevante ma complesso, non venga utilizzato in modo semplicistico e strumentale per mettere in dubbio l'indispensabilità delle opere esistenti e programmate.
Per concludere, gli enti pubblici competenti in materia di sicurezza idraulica e gestione dei reticoli idrografici, siano essi Regione, AIPo, Consorzi di Bonifica e Comuni, sono stati sempre disponibili al dialogo e al confronto con tutti, anche in sede pubblica, come facilmente riscontrabile.
AIPo - Agenzia Interregionale per il fiume Po

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Piacenza, 20/11/2018 - Tanti gli interventi del Consorzio di Bonifica di Piacenza in territorio montano e tra quelli da poco terminati ci sono anche i lavori a San Michele, Pedina e Bosco di Morfasso.

"Nel comune che rappresento, come in tutti i comuni del comprensorio montano, ci sono situazioni a rischio idrogeologico. Grazie ai tavoli tecnici tra Unioni Montane, Comuni ed esperti del Consorzio di Bonifica è stato possibile individuare una serie di interventi prioritari per il nostro territorio" afferma il Sindaco di Morfasso, Paolo Calestani.
"Ringrazio il Consorzio per quanto sta facendo. Fondamentale rimane la collaborazione tra enti per riuscire a fare qualcosa di concreto per le nostre valli" conclude Calestani.

Contesto iniziale
Gli intensi fenomeni atmosferici degli ultimi anni hanno compromesso e riattivato diverse situazioni di dissesto idrogeologico nel comprensorio montano con smottamenti di versanti e pendici già in precario stato di stabilità.
Il Consorzio, con il compito di redigere l'elenco degli interventi di bonifica da attuare nei territori di cui sopra, ha istituito il Nucleo Tecnico Politico per la Montagna nell'ambito degli adempimenti programmatici di cui all'art. 3 della Legge Regionale 6 Luglio 2017 n.7.
L'intervento, segnalato dal comune di Morfasso, a seguito del sopralluogo dei tecnici del Consorzio, è stato catalogato come prioritario e inserito nel programma dei lavori per l'anno 2018.
Le porzioni di territorio prese in esame sono il versante a monte del cimitero di San Michele, la zona adiacente al cimitero di Pedina e un attraversamento stradale in località Il Bosco.
Le criticità emerse dai sopralluoghi sono state diverse: avvallamenti diffusi, depressioni del terreno e fessurazioni dei muri delle strutture cimiteriali, criticità idrauliche ai canali di scolo e altri danneggiamenti diffusi.

Interventi realizzati a San Michele
Per la realizzazione degli interventi di difesa del suolo volti all'eliminazione delle acque sotterranee presenti nel versante a monte del cimitero di San Michele, si è provveduto all'esecuzione di drenaggi di emungimento delle acque sotterranee e al rimodellamento del versante al fine di facilitare lo sgrondo delle acque meteoriche.

Nella pratica: sono stati messi a punto due drenaggi di una lunghezza complessiva di 180 metri lineari a una profondità media di 3 e posizionati con forma a "V" per intercettare la maggior quantità di acqua possibile; è stato posizionato un tubo corrugato con micro fessure sul fondo dello scavo con lo scopo di allontanare le acque meteoriche intercettate; è stato ricoperto il tubo con uno strato di pietrame alto di 1 metro con la funzione drenante; è stato, infine, posizionato uno strato di geotessuto affinché lo strato di inerte non si intasi.

Interventi realizzati a Pedina Inferiore
Per quanto riguarda la zona adiacente al cimitero di Pedina era stata notata la presenza di venute di acqua a tergo della gabbionata di sostegno alla scarpata stradale e un inefficiente deflusso idraulico dei canali di scolo causato dalla presenza di vegetazione e di detriti.
Anche in questo caso si è intervenuti con un drenaggio, qui dimensionato in 40 metri, e posto ad una profondità di 3 metri.
A completamento del lavoro, il Consorzio, ha provveduto a pulire i canali dalla vegetazione, ripristinando così la sezione idraulica di scolo.

Interventi realizzati in località Il Bosco
In località Il Bosco il deflusso delle acque piovane non risultava essere ordinato e stava provocando danneggiamenti diffusi.
In questo caso, si è provveduto alla sostituzione dell'attraversamento esistente mediante la fornitura e posa in opera di tubi in calcestruzzo e la successiva sistemazione dell'accesso carraio.

 

Il Consorzio di Bonifica si sta adoperando perché il territorio sia pronto a drenare le acque piovane

Piacenza, 26/10/2018 - In pianura l'attività del Consorzio di Bonifica di Piacenza consiste nella manutenzione e nella vigilanza delle reti e degli impianti di bonifica: canali diversivi, canali di scolo e drenaggio, manufatti e impianti idrovori di sollevamento meccanico.

Attraverso il costante svolgimento di queste attività il Consorzio assicura l'efficienza e l'efficacia delle opere di bonifica rispetto al loro scopo primario di scolo e di difesa idraulica.
Difesa idraulica che significa protezione della città, dei nuclei abitati, delle infrastrutture, degli immobili e dei terreni dalle conseguenze delle precipitazioni.
In questo periodo dell'anno, finita la distribuzione irrigua e non ancora iniziato il periodo delle precipitazioni autunnali e invernali, il Consorzio di Bonifica di Piacenza dedica molte delle sue attività alla manutenzione degli impianti e alla pulizia della sua fitta rete di canali.

Operazione, quest'ultima, non banale visto che il reticolo idrografico misura circa 2.400 chilometri.

In merito a questi temi Fausto Zermani, Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, afferma: "Stiamo procedendo con il programma di pulizia dei canali e stiamo preparando il territorio per il periodo autunnale; dopo tanto sole e caldo ci aspettiamo che si confermino manifestazioni di pioggia concentrate ". Da diversi mesi, infatti, non si stanno registrando piogge ma visto che la media stagionale non cambia ci si aspetta un inverno caratterizzato da precipitazioni.
Prosegue poi Zermani riferendosi alla portata particolarmente scarsa del fiume Trebbia: "Valutate voi quanto sarebbe importante un invaso a monte che possa fare da riserva non solo per l'agricoltura ma anche per attenuare situazioni di criticità e di secca in periodi lontani dall'estate".
Ritornando al tema della salvaguardia idraulica in pianura, come funzione il complesso sistema di salvaguardia idraulica in pianura e quali sono gli impianti gestiti dal Consorzio?
Nella maggior parte della pianura piacentina le acque vengono allontanate a gravità, sfruttando il reticolo idraulico che raccoglie le acque in eccesso fino a riversarle nei fiumi.
Alcune aree di pianura invece, poste alle quote inferiori rispetto al Po, per non essere allagate necessitano di particolari operazioni idrauliche che vengono effettuate grazie al funzionamento degli impianti idrovori per il sollevamento meccanico delle acque. Nella zona urbana (circa 18 chilometri quadrati) le acque giungono all'impianto idrovoro Finarda, posto lungo il Po, tramite i canali Settentrionale e Rifiuto, mentre nella zona suburbana (località Mortizza) le acque confluiscono all'impianto idrovoro Armalunga. Entrambi gli impianti, mediante sollevamento meccanico, immettono l'acqua in eccesso nel fiume Po.
I canali Diversivi di Ovest e di Est (che perimetrano Piacenza) raccolgono l'acqua piovana proveniente dalle colline, acqua che altrimenti allagherebbe la città.
In caso di piogge intense Piacenza viene difesa anche dalla cassa di espansione Riello (quartiere Farnesiana) che può contenere circa 98.000 metri cubi d'acqua.
La bonifica a sollevamento meccanico nella fascia costiera del Po interessa i comuni di Castel San Giovanni, Sarmato e Caorso. La difesa idraulica di queste zone avviene attraverso gli impianti idrovori di Casino Boschi, Zerbio e Braciforti di Fossadello. A salvaguardia di parte dell'abitato di San Nicolò c'è poi la cassa di espansione in via Paul Harris.
Tutti gli impianti e i manufatti necessitano di monitoraggi e di manutenzione. Il controllo quotidiano è gestito anche grazie alla reperibilità degli addetti 24 ore su 24.

Grandi manovre di svaso dell'intero reticolo del Consorzio della Bonifica Parmense: conclusa la fase dell'irrigazione i canali accoglieranno le precipitazioni stagionali. Particolare attenzione nelle operazioni alla fauna ittica e all'ambiente

Parma, 22 Ottobre 2018 – Sono due le manovre che interessano i canali di bonifica ogni anno: l'invaso a primavera e lo svaso in autunno, che si traducono nel "riempire e svuotare i canali dall'acqua presente". Operazione tutt'altro che banale quando il reticolo idrografico misura oltre 1.500 chilometri e le pendenze del territorio sono quasi nulle.

"Svaso e invaso sono i due momenti fondamentali dell'anno per la bonifica – afferma il Direttore del Consorzio della Bonifica Parmense ing. Fabrizio Useri – perché seguono il ritmo naturale delle stagioni delle nostre terre. La gradualità è d'obbligo per la conformazione del nostro territorio, ma anche per preservare gli ecosistemi, in modo particolare per favorire il trasferimento della fauna ittica nelle zone con presenza di acqua (come previsto dalle convenzioni siglate con l'Associazione Pesca). Dal punto di vista sanitario per esempio i pesci risultano assai rilevanti per il controllo biologico delle zanzare".

La natura promiscua dei canali di bonifica impone lo svaso e il reinvaso ogni anno; la loro funzione è duplice: irrigare le campagne in primavera/estate e scolare le acque di pioggia e neve in autunno/inverno. Viviamo in una zona ad alto rischio idraulico, senza quest'attività le abitazioni sarebbero a rischio allagamento. E considerato il grado di impermeabilizzazione del suolo raggiunto negli ultimi anni – a causa degli alti tassi di urbanizzazione – l'acqua scorre rapidamente verso la Bassa. Occorre manutenere i canali sfalciati dalla vegetazione infestante per ridurre così al minimo il rischio di fuoriuscite di risorsa idrica mediante il pompaggio con le idrovore. In questo modo le acque, sfruttando la minima gravità e tramite le manovre delle decine di paratoie posizionate lungo i canali, vengono fatte defluire nei fiumi.

A proposito di stagione irrigua e ruolo del Consorzio di Bonifica negli equilibri economico-ambientali il Presidente Luigi Spinazzi ha commentato: "La stagione inizialmente piovosa in Giugno non lasciava pensare ad un prosieguo all'insegna dello stress idrico, ma nell'ultimo mese soprattutto la siccità ha colpito duramente. La nostra attività ha quindi messo in sicurezza i prodotti delle nostre terre che non sarebbero in grado di sopportare una carenza idrica così prolungata. Inoltre vorrei rimarcare come i nostri canali apportino anche un positivo beneficio ambientale per il territorio; per tale motivo le concessioni irrigue attualmente in vigore credo vadano integrate per garantire questa importante funzione nell'arco di tutto l'anno. Tutto ciò mantenendo comunque prioritaria la sicurezza idraulica".

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