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Di Chiara Marando – Sabato 1 Novembre 2014

Avete mai sentito parlare di “Cucina Bioenergetica”? Si tratta non soltanto di semplici ricette, ma di una vera e propria filosofia di vita che vede nel cibo una fonte di energia pura da cui attingere per il proprio benessere psico-fisico. Il punto di forza sta nell’utilizzare solo materie prime biologiche certificate che conservino tutta la freschezza, i nutrienti e le proprietà energetiche integre. Perché la vita ha bisogno di vita.

Uno dei pochi ristoranti Bioenergetici certificati in Italia si chiama “Apriti Sesamo” e si trova a Parma, a due passi dal centro storico. Qui, ormai da 18 anni,  Antonella e Cosimo gestiscono il locale con passione e dedizione, curando ogni minimo aspetto con un’attenzione quasi maniacale. L’attività rappresenta la loro vita stessa ed i valori in cui credono, a tavola ma non solo. Antonella è la mente, colei che gestisce e studia sempre nuove soluzioni, mentre suo marito Cosimo è l’artefice delle bontà che escono dalla cucina. Definirlo un locale vegano sarebbe troppo riduttivo perché la ricerca che si trova dietro ad ogni preparazione, l’armonia dei colori e della composizione, costituiscono vere e proprie pillole di carica vitale. Perché, in fondo, si mangia prima con gli occhi che con la bocca.

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Il menù poi non è mai uguale, cambia in base alle stagionalità ed alla disponibilità delle materie prime ogni giorno freschissime. Tutti i prodotti provengono da aziende biologiche fidate e controllate personalmente. Quello che viene proposto è un modo nuovo di scoprire l’autenticità dei sapori, del gusto di cereali, verdure e sughi per condire la pasta, senza dimenticare  i delicati dessert, preparati senza latte, uova, burro e zucchero.  Vi chiederete come sia possibile, ebbene basta saper scegliere gli abbinamenti giusti e sperimentare, mentre per i dolci ci sono farine alternative come quella di farro, malto di riso o di mais, e poi il succo di mela per dare un tocco in più e l’olio di girasole. Il resto, ovviamente, sono i segreti dello chef insieme a tanta ricerca e lavorazione.

La proposta del pranzo, che si può ordinare anche da asporto, è quella di piatti che variano quotidianamente permettendo la scelta fra tre primi, tre secondi e quattro contorni, così da poter gustare una portata unica deliziosa ed equilibrata. Per la cena, invece, ecco il menù degustazione con antipasto, due primi, un secondo e due contorni per poi finire con un goloso dolce.

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Vi basterà guardare la presentazione con cui vengono servite le pietanze per sentirvi soddisfatti, un mix di profumi e colori perfettamente calibrati a cui corrispondono altrettanti gustosi sapori. Facciamo qualche esempio giusto per stuzzicare la curiosità: sformato di riso integrale, penne di farro in salsa alle erbe fresche, verza saltata con insalatini di zenzero, zuppa di zucca e porri, ed ancora cavolfiore alle mandorle e sesamo nero, strudel di mele e cannella, torta di zucca con crema pasticcera e, per finire, delizia alle mandorle.

 

Ristorante Apriti Sesamo

Via Monte Corno, 4

43100 Parma

Tel. 0521 270274

www.apritisesamo96.it

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Di Chiara Marando –  Sabato 18 Ottobre 2014

Prelibata, gustosa e dal sapore intenso, tutte peculiarità che gli amanti della carne associano immediatamente alla Chianina, una razza bovina tipica della Val di Chiana, vero e proprio alimento irrinunciabile quando si cerca qualcosa di veramente godereccio. Certo non sempre è facile poter reperire questa prelibatezza e soprattutto essere sicuri della sua provenienza. 

Da questa idea, e dalla volontà di fornire un prodotto di prima scelta a Km0, è nata l’Azienda Agricola Zava, una realtà a conduzione familiare a poca distanza dal paese di Gambara, nella campagna bresciana, basata sull’allevamento di carne di Chianina. La grande cura e l’attenzione dedicata ad ogni singolo capo costituiscono gli elementi fondamentali utili a garantire un’altissima qualità. Achille Zava è non solo il titolare, ma anche l’ideatore di questa ormai conosciuta azienda del territorio. La sua passione per il lavoro, e la continua volontà di migliorare, gli hanno permesso di diventare un vero e proprio punto di riferimento in fatto di carne e di poter crescere ulteriormente con un nuovo progetto: dall’allevamento all’apertura di un ristorante.

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Già, perché nel Settembre 2013, Achille e la sua famiglia hanno inaugurato la Trattoria “Oro Bianco in Lancia”, un raffinato ed elegante locale in stile liberty nel quale poter degustare le delizie provenienti direttamente dall’Azienda Agricola, situata a pochi chilometri, e tutte quelle tipicità che ben rappresentano la cultura gastronomica del territorio. Estrema gentilezza, cortesia e discrezione sono quei tocchi in più che completano la piacevolezza di ciò che propone il menù, una cucina basata su un perfetto mix di sapori decisi sapientemente abbinati ad ingredienti più delicati, nella quale un posto d’onore è riservato, ovviamente, alla carne di Chianina.

Dall’antipasto di salumi misti della casa accompagnati con lo sfizioso gnocco fritto, alla Tartarre servita in purezza oppure con senape antica e mandorle a scaglie, per arrivare al Fagottino di bresaola ripieno alla crema di Quartirolo e verdure.

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Poi ecco i succulenti primi come le Tagliatelle fatte in casa con il ragù rigorosamente di Chianina, i caserecci Tortelli di zucca oppure con pere e noci arricchiti da gorgonzola, ed ancora le Lasagnette all’amatriciana con burrata fresca.

Gli amanti dei secondi si troveranno in difficoltà perché le tentazioni invitanti tra le quali scegliere sono veramente troppe. Per cominciare ci sono gli ormai conosciuti Zava’s Burger, ovvero gli hamburger di Chianina in tante buonissime varianti: con le verdure, con bacon croccante e scamorza o con radicchio rosso, zucca grigliata e speck. Ma si può optare anche per piatti più classici come i pregiati tagli preparati alla griglia che conservano intatti tutto l’aroma ed il gusto della carne.

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Anche la carta dei vini non è da meno della cucina, una ricca scelta di etichette che spazia da quelle più rinomate a quelle legate al territorio. Se non sapete su cosa puntare per esaltare le vostre portate, allora chiedete ad Achille, un vero esperto che saprà consigliarvi al meglio.

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Non si può terminare il pasto senza concedersi un dolce degno di questo nome quindi il consiglio è di prediligere i Roches serviti su crema pasticcera oppure la particolare e fragrante Sbrisolona da accompagnare ad un buon bicchiere di Vin Santo.

 

 

Trattoria Oro Bianco in Lancia

Gottolengo (BS)

Via Montegrappa, 2

Tel. 030 9048001

Cell. 3395340940

www.orobiancoinlancia.it

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Martedì, 09 Settembre 2014 14:39

Oh, bio mio!

Dalla pasta al ragù di tofu al centrifugato di aloe vera, dal ginseng coreano super energetico alle bacche degli Incas, passando dai muffin senza latte al mercatino del biologico. Dalla nostra inviata, cronaca di una giornata al Sana, il Salone Internazionale del biologico e del naturale, ospitato nei padiglioni di Bologna Fiere.

Modena, 9 settembre 2014 - Testo e foto di Manuela Fiorini -

Superata abbondantemente la trentina, da qualche anno cerco di prestare più attenzione a quello che mangio, alternando crisi di astinenza da cibo spazzatura a redenzioni virtuose fatte di colazioni con latte di soia e merende a base di bacche di goji. Vivendo in una regione, l'Emilia Romagna, che ha tra le sue eccellenze i salumi e in una provincia, Modena, che al maiale ha dedicato persino un monumento, non è sempre facile rinunciare a mettere nel piatto qualcosa che ha avuto gli occhi per guardarti, ma anche su questo, diciamo che ci sto lavorando. Visitare il Sana, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, in programma nei padiglioni di Bologna Fiere fino al 9 settembre, è stato, per certi versi, illuminante. Un'indagine curata da Nomisma in collaborazione con Federbio ha dimostrato, infatti, come la percentuale di consumatori di alimenti biologici in Italia sia salita, nel 2014, a un 59%, un +4,5% rispetto al 2013 e un + 5,8% rispetto al 2012. Solo in Emilia Romagna, sono 3771 le imprese che producono e trasformano prodotti biologici, di queste 2973 sono aziende agricole e 798 si occupano della trasformazione e della commercializzazione.

Dopo aver assunto nel mio vocabolario termini come organic, gluten free e vegan, comincio la mia visita dai padiglione dedicati all'alimentazione. Sarà che mezzogiorno è passato da un po' e lo stomaco comincia a farsi sentire, oppure perché ho sempre avuto le papille gustative piuttosto curiose di esplorare nuovi sapori. Il primo assaggio della giornata è una palettina di crema al cioccolato. La produce Teo & Bia con nocciole, zucchero di canna e cacao amaro. Ottima! Il gusto non ha nulla da invidiare alla sua grande concorrente industriale. Peccato non avere un'ampia fetta di pane (anche quello bio!) da spalmarcene sopra un barattolo intero!

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Il mio percorso gastronomico prosegue attraverso muffin senza lattosio, pasticcini senza glutine, grissini bio iposodici, sfogliatine vegane e biscotti con le bacche di goji. E per chi, come me, pensava che ci fossero solo il latte di soia e il latte di riso, allo stand di Veggy Days può trovare anche il latte di miglio e quello di mandorle, rigorosamente bio, senza glutine e senza lattosio. Di fianco a me, gli invitati selezionati (no, la giornalista questa volta no...) divorano sandwich con hamburger di tofu e verdure e cotolette di seitan. Altro giro, altro assaggio. I maccheroncini con il ragù di tofu incontrano qualche resistenza ideologica da chi è abituata al ragù della nonna, quello con il macinato misto e la mortadella. Sono scettica, lo confesso. Però mi lascio tentare lo stesso dal pentolone fumante e dai piattini di carta riciclata e forchetta di amido di mais che sfilano sotto il mio naso. Profumo buono, gusto ottimo. Prova superata. Due stand più avanti, incappo in un flash mob. Ai primi arrivati, fino a esaurimento, assaggi di polpettine vegane di ceci e verdura con una spruzzata di salsa di yogurt di soia, servite in un cornetto di carta riciclata. Mi infilo di lato, metto bene in vista il pass riservato alla stampa e sorrido. Qualche volta funziona. La polpettina è mia! Gusto speziato, consistenza che non ha nulla da invidiare alle parenti animali. E poi, quella salsina di yogurt....

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Penso alla mia scorta di bacche di goji, quelle che mi hanno fatto abbandonare le flebo di caffè per aiutare la concentrazione, ormai agli sgoccioli e mi lascio tentare dallo stand di Uberti, nome italiano ma ditta francese, che propone super bacche dalle proprietà antiossidanti, depurative ed energetiche. Per togliermi dall'imbarazzo della scelta, opto per un sacchetto di Cocktail Superfruits, con bacche di goji, more di gelso, mirtillo rosso americano e bacche degli Incas. Gusto curioso ma piacevole. Da tenere sulla scrivania e sgranocchiare in alternativa alla merendina industriale o alle patatine bisunte durante i cali glicemici.

Mentre scopro che anche la grande distribuzione, la Coop con la linea Vivi Verde, sta proponendo prodotti biologici, un'altra bella scoperta è Love Emilia, premiato da Sky tra le cinque idee più innovative della fiera. L'intuizione di Luca Paolini è quella di distribuire, attraverso il web commerce, i prodotti tipici dell'Emilia Romagna, dalla passata di pomodoro all'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, dal Parmigiano Reggiano all'Aceto di Mele, tutto rigorosamente biologico. Un'altra linea, propone anche le eccellenze dei salumi DOP della regione. Ma ai vegani non lo diciamo!
Prima di avventurarmi nei padiglioni dedicati al benessere e alla cosmesi naturale, alla caccia di campioncini, (confesso!) sento un leggero calo energetico. Meno male che una gentile signorina dagli occhi a mandorla dello stand di KGC mi invita a provare il nuovo prodotto G-Shot, una fialetta a base di vitamine, ginseng coreano e altre sette erbe dalle proprietà energetiche e ricostituenti. "Con o senza caffeina?" mi domanda la hostess. Naturalmente con. Perché mi aspetta la caccia al campioncino di crema antirughe.

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 Bruxelles punta ancora sul BIO. L’Italia é tra i leader europei e mondiali.

 

Parma 2 aprile 2014 

La sfida è di spessore, basti pensare che negli ultimi 10 anni la domanda di prodotti bio nell'Unione europea é quadruplicata, mentre la produzione interna é appena raddoppiata. A comunicarlo è EuroKom, un’Associazione no Profit avente sede nella Regione Calabria  che si occupa di informazione e comunicazione relativamente alle istituzione e alle politiche comunitarie, lo scorso martedi 25 marzo.

A beneficiare dell'aumento di domanda non sono stati quindi i produttori europei, ma quelli mondiali.  Un gap che evidentemente deve essere colmato anche in ragione della qualità delle produzioni. Non sempre, infatti gli elevati standard qualitativi imposti dall’UE sono rispettati dai paesi terzi con conseguente esitazione di prodotti fortemente concorrenziali. 

 Questa riforma,voluta dal Commissario europeo all'Agricoltura, Dacian Ciolos, dà quindi un forte giro di vite ai controlli, rafforzando e armonizzando le norme sia nell'Unione europea, che sui prodotti importati.

La stessa eliminerà molte deroghe, concedendo la possibilità ai piccoli produttori di produrre bio, iscrivendosi ad un sistema di certificazione di gruppo, introdurrà nuove regole in materia di esportazione e semplificherà la legislazione per ridurre i costi. Infine,come richiesto da più del 90% dei cittadini europei, il biologico può essere solo Ogm-free. Tuttavia, per quanto riguarda eventuali contaminazioni é accettata una presenza fino allo 0,9% di residui di Ogm autorizzati, come per i prodotti tradizionali.

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L’azienda piacentina, pioniera nella produzione di vini bio, continua il suo percorso di ricerca della naturalità e arricchisce la produzione senza solfiti aggiunti di due nuove referenze: il Gutturnio Frizzante Ciribusco e il Pinot Grigio Campo Bianco.

 

Pianello Val Tidone (PC), 26 marzo 2014 –

Tenuta Villa Tavernago, 35 anni di storia tutti dedicati alla produzione di vini biologici, non smette di perseguire il grande principio che ispirò fin dall’inizio la famiglia Pirovano: produrre vini “il più possibile naturali e salubri”. Un concetto semplice, che necessita tuttavia di grande impegno, determinazione e investimenti per essere realizzato.

La produzione di un vino al quale non si vogliono aggiungere solfiti è una grande e stimolante sfida che impone scelte precise già in campagna. Il primo obiettivo fondamentale è preservare l’integrità delle uve e questo aspetto ha a che fare tanto con lo stato sanitario, che con la modalità di raccolta che deve essere la più soffice possibile, svolta a mana e con l’utilizzo di piccole cassette” racconta Roberto Miravalle, agronomo di Tenuta Villa Tavernago oltre che Presidente del Consorzio Vini Colli Piacentini. “L’integrità del frutto è fondamentale anche per preservare un piccolo e potente alleato, il glutatione, un antiossidante presente naturalmente nell’uva  e in altri frutti e il cui livello dipende in buona misura dalle tecniche colturali e dalla nutrizione azotata, aspetto particolarmente delicato operando in agricoltura biologica. Il glutatione inoltre aumenta durante la maturazione dell’uva, quindi aspettare il giusto grado di maturazione è un punto essenziale. La conservazione del glutatione nel vino è poi determinato da pratiche enologiche particolarmente attente, ad iniziare dalla scelta dei lieviti. Mantenere una certa presenza di antiossidante naturale nel vini consente di abbattere l’impiego di antiossidanti aggiunti fino ad evitarli; l’ossidazione è infatti la prima causa di decadimento delle caratteristiche sensoriali e del conseguente invecchiamento - non affinamento - del vino nel tempo, ad iniziare dalla perdita di freschezza. Ecco perché produrre vini senza solfiti richiede conoscenze di fisiologia vegetale, di fisiologia della fermentazione e dei processi evolutici dei composti minori - in quantità - del vino”.

“Dopo qualche anno di sperimentazione, oggi siamo in grado di produrre vini bianchi, rosati e rossi frizzanti senza solfiti aggiunti – oltre che biologici - con caratteristiche organolettiche del tutto simili, ed in certi casi anche migliori, a quelle dei vini con solfiti” - prosegue l’enologo dell’azienda, Enzo Galetti. “In cantina il processo di produzione dei vini senza solfiti parte dalla pigiatura e non può prescindere da un rispetto scrupoloso dell’igiene: in fondo la produzione senza solfiti richiede semplicemente l’applicazione rigorosa di precise regole di buona enologia, applicate in maniera nuova e originale, ma sempre e solo regole di buona enologia!”

Gutturnio frizzante Ciribusco e Pinot Grigio Campo Bianco sono le novità 2014 che completano la gamma di vini biologici senza solfiti aggiunti, già in distribuzione dal 2010, composta da Bonarda Barabina, Ortrugo Podere Visconti, Pinot Nero Querido Rosè. L’azienda presenterà in anteprima questa produzione a Vinitaly dal 6 al 9 aprile nello stand D4 del Consorzio Vini Colli Piacentini all’interno del Padiglione 1 Emilia Romagna.

 350 ettari complessivi di proprietà di cui 25 vitati, vigne poste sulle colline tra la Val Luretta e la Val Tidone, una splendida dimora patrizia che dà il nome all’azienda e ai suoi prodotti: Tenuta Villa Tavernago (www.tenutavillatavernago.it), una storia sin dalle origini vocata alla naturalità, produce vini biologici e senza solfiti tipici del territorio piacentino oltre che alcune delle migliori espressioni da vitigni internazionali.

 

Venerdì, 01 Gennaio 2016 15:27

Goji “Bacche di lunga vita”

Conoscete le proprietà benefiche delle Bacche di Goji? Piccole perle rosse ricche di sostanze importantissime per l'equilibrio e l'armonia del nostro organismo. Ecco quali effetti positivi possono garantire, come utilizzarle e sfruttarne tutte le eccezionali proprietà.

Di Chiara Marando –

Venerdì 1 Gennaio 2016 -

La stagione invernale sta mettendo a dura prova le nostre difese immunitarie e spesso ci facciamo cogliere da stanchezza e torpore. In questi casi i consigli e le soluzioni si sprecano, ciclicamente le mode del momento propongono “mitologici” elisir di benessere e bellezza non sempre portatori di grandi risultati, così diventa sempre più complesso trovare un equilibrio corretto da cui farci ispirare.

E se invece di tentare miracolose soluzioni ci limitassimo a provare quei preziosi rimedi che la natura ci mette a disposizione?

Ormai è da qualche tempo che anche da noi si sente parlare delle Bacche di Goji, ma non tutti sanno esattamente di cosa si tratti. Bene, sappiate che queste bacche rosse sono dei piccoli scrigni di sostanze importantissime per il benessere del nostro organismo.

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Ma andiamo con ordine. Il Goji è una pianta che ha origine negli altopiani asiatici di Cina, Tibet e Mongolia e tra le varietà esistenti la più ricercata è quella “Xing Dal” che, crescendo in terreni incontaminati e coltivati con metodi ancora artigianali, riesce a mantenere intatte le proprietà nutritive dei suoi frutti. Ricche di vitamine, minerali e amminoacidi, sono una fonte di proteine, lipidi (compresi gli ormai noti Omega 3 e 6), carboidrati, zuccheri, calcio, rame, sodio, fosforo, ferro, potassio, magnesio, e luteina.

Quali benefici possono portare al nostro organismo?

Gli Omega 3 e 6 sono ottimi per regolare la pressione sanguigna, il colesterolo ed i trigliceridi. Ferro, fosforo e rame aiutano il corretto funzionamento del metabolismo, mentre il calcio, come ci è stato detto fin da bambini, è importante per le ossa e per i denti. Tutti gli sportivi sanno bene che per aiutare lo sviluppo dei loro muscoli ed aumentare la resistenza devono fare scorta di potassio e magnesio.

Inutile dire che le vitamine proteggono dai radicali liberi ed hanno proprietà antiossidanti, infine non dimentichiamoci della luteina, essenziale per gli occhi.

Tutto questo concentrato in semplici bacche dal gusto dolce che si possono consumare quotidianamente, quasi fossero uno snack: si trovano essiccate ed hanno l'aspetto simile a quello dell'uva sultanina, sono gustose sia mangiate sole che unite a yogurt, gelato, insalate o come tocco in più in cucina per preparazioni sfiziose.

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Come sempre, anche in questo caso non bisogna abusarne, quindi evitate di superare la quantità giornaliera consigliata che si aggira intorno ai 30 grammi (per gli adulti).Anche se totalmente naturali sono comunquecontroindicateper persone che soffrono di determinate patologie, per saperne di più cliccate qui

Sono difficili da reperire?

Tutt'altro, ormai trovarle in commercio è molto semplice, basta andare in erboristeria o in negozi specializzati in prodotti naturali rigorosamente, biologici così da essere certi della provenienza e della salubrità.

 

Per info:

www.bacchegoji.net

 

Sabato, 11 Gennaio 2014 11:08

Il Mondo di “Ratatouille”

 Di Chiara Marando  - Parma 11 Gennaio 2014

“Siamo quello che mangiamo”. Se ci si pensa attentamente è vero perché il cibo, ed in generale il modo in cui decidiamo di nutrirci, spesso rappresenta le nostre necessità, i nostri desideri. Non è un caso se oggi più che mai le scelte nel campo dell’alimentazione sono legate a vere e proprie filosofie di vita. C’è chi ama provare di tutto senza privarsi di nulla, chi si nutre misurando e calcolando ogni alimento, chi ha deciso di diventare Vegetariano, e chi ancora ha intrapreso la strada del Veganismo. Finalmente il mondo  si sta adattando a questi cambiamenti sempre più frequentemente dettati dall’etica, dalla morale e da necessità di salute.

Senza pensare di dover stravolgere a tutti i costi le nostre abitudini quotidiane, è bello sentirsi liberi di scoprire altri modi di concepire il nutrimento, assaggiare nuove pietanze e sorprendersi di una bontà fatta di cose semplici, pochi ingredienti armoniosamente combinati. Quindi non dovete rinunciare alla carne, al pesce, ai lattici o alle uova, ma solo farvi incuriosire.

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 Sono sempre di più i negozi specializzati che aprono i battenti e nel mio girovagare alla ricerca di leccornie ho scoperto La Gastronomia “Ratatouille”, una vera e propria casa della cucina vegana a pochi km dal centro storico di Parma. Qui tutto è preparato seguendo fedelmente i dettami di un’etica  basata sul rispetto verso se stessi , nei confronti dell’equilibrio naturale e sul rifiuto di ogni tipo di sfruttamento animale. Quindi spazio a verdura, frutta, cereali e legumi rigorosamente biologici. Una cucina naturale, legata alla stagionalità delle materie prime, insaporita da spezie ed erbe aromatiche che esaltano i profumi ed i sapori delle pietanze senza snaturarne l’essenza.

Barbara e Matteo, vegani da ormai 4 anni, da quando si sono avvicinati a questa filosofia non l’hanno più abbandonata. Sono loro l’anima di “Ratatouille”, Barbara alle preparazioni salate e Matteo impegnato con impasti e dolci, un mix di fantasia, esperienza, passione e tanto studio.

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Un menù diverso ogni giorno per una ricca scelta di piatti invitanti e sfiziosi come lo Sformato di orzo e zucca con crema di noci, il Seitan con patate arrosto, oppure Tempeh con zucca e carote, Farinata di ceci con cipolle rosse oppure porri, e ancora il cavallo di battaglia ovvero Involtini di verza ripieni con Seitan, carote e cipolle ricoperti con besciamella di soia. Poi tanti contorni di verdura come il Cavolfiore con semi di girasole e aceto di riso, oppure Finocchi con olive nere sedano e carote.

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E se pensate di dover dire addio ai dolci avrete una piacevole sorpresa.  Qui si pensa anche al dessert. Il modo migliore per  finire un pasto è con un’ottima fetta di crostata alla marmellata preparata con farina semi integrale, olio di mais, malto per dolcificare e marmellata senza zucchero fatta in casa, oppure con una torta al cacao, alle carote o alla nocciola, un po’ più compatte delle nostre classiche torte lievitate ma altrettanto golose.

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Gastronomia Ratatouille

Via Giovenale, 15, Parma
 Tel. 0521 199 8419

 

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Sabato, 28 Dicembre 2013 11:17

Il rimedio giusto? Naturale

Di Chiara Marando  - Sabato 28 Dicembre 2013

Il tour de force di pranzi e cene natalizie è terminato e come sempre non ci siamo fatti mancare nulla, ma d’altronde la condivisione è fatta anche di cose buone, quelle legate alle tradizioni di famiglia, ed in questi  giorni possiamo accantonare qualsiasi rinuncia. Non dimentichiamo che ci sono degli ottimi rimedi naturali che possono correre in nostro soccorso, piccole coccole per ritrovare il giusto equilibrio. Prepararsi una gustosa tisana non è solo un modo per godere di un momento di relax ma anche la soluzione migliore per depurarsi.  Insomma i vecchi “rimedi della nonna” alla fine sono sempre i migliori.

Ad ogni tisana va associata una particolare funzione: Drenante e Depurativa a base di finocchio, tarassaco, betulla , gambo di ananas e passiflora, oppure Disintossicante con cardo marino, lavanda, calendula e ginestra , Energizzante arricchita con rosa canina, ortica e rosmarino, e ancora con effetto Calmante a base di lavanda, valeriana, melissa e biancospino.  Questi sono solo alcuni esempi degli effetti salutari che si possono ottenere grazie alle piante ed alle loro proprietà benefiche sul nostro sistema mentale e fisico.

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Ognuno di noi ha la propria tisana ideale, “la pozione giusta” che può essere preparata ad hoc.  E d’altronde solo il lasciarsi avvolgere dai profumi inebrianti delle piante officinali induce benessere. Anche il perdersi a curiosare tra gli scaffali di qualche caratteristica erboristeria può diventare una piacevole abitudine verso la cura di noi stessi.

Volete qualche consiglio immediato e pratico? Allora cliccate qui www.officinaliserboristeria.it, non solo un sito, ma un portale dove trovare prodotti, idee e suggerimenti utili dettati dall’esperienza e dalla passione di esperti. “Officinalis” è una bottega erboristica nel centro storico i Modena, un mondo fatto di profumi, essenze, olii essenziali, spezie e natura. Una visita sia reale che virtuale, dove tutti potranno chiedere, scegliere e acquistare online curiosando nel ricco catalogo di offerte.

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Oppure potete cliccare qui www.erboristeriamontanari.it per lasciarvi indirizzare dagli esperti dell’Erboristeria Montanari, una realtà nel cuore storico di Bologna che dal 1957 mette a disposizione la propria conoscenza e professionalità.  Anche qui non c’è che l’imbarazzo della scelta in fatto di rimedi naturali, una boutique del benessere.

Ed ora direi di digerire le bontà di Natale con questa semplice tisana fatta di Tarassaco, Rosmarino, Cicoria, Genziana, Finocchio e Liquirizia. Basta miscelare il tutto in modo omogeneo, aggiungere acqua calda e  il gioco è fatto.

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Domenica, 15 Dicembre 2013 09:17

Crescita a due cifre per alcuni prodotti “Bio”

 

 

Procede a ritmo sostenuto la crescita dei consumi di prodotti alimentari biologici in Italia.

 

Roma,  dicembre 2013 -

 Le ultime rilevazioni Ismea Gfk-Eurisko indicano un incremento in valore degli acquisti di cibi bio confezionati del 7,5% nei primi 10 mesi del 2013, dato che si pone in netta controtendenza rispetto all'andamento del settore food nel suo complesso. 
La dinamica dell'anno in corso è dipesa in modo particolare dagli aumenti a due cifre fatti registrare dai biscotti, dolciumi e snack bio (+28% in valore) e dalle uova (+17%). Più contenuti i segni più nei reparti dell'ortofrutta fresca e trasformata, della pasta, riso e sostituti del pane (+9% per entrambi), dei lattiero caseari  (+4%) e della carne fresca e trasformata (+5%).
Ad oggi il mercato degli alimenti biologici in Italia vale circa 3 miliardi di euro e si conferma il quarto in Europa e il sesto nel Mondo, con un incremento della spesa domestica di circa il 30% dall'inizio del decennio. Si tratta, come sottolinea l' Ismea, di un mercato molto polarizzato: le prime quattro categorie di prodotti (ortofrutta, lattiero-caseari, uova, pasta, riso e sostituti del pane) concentrano oltre il 70% della spesa delle famiglie - percentuale che arriva all'80% se si considera anche il reparto della prima colazione e snack.

(ismea) 

Domenica, 15 Settembre 2013 07:28

Biologico in salute



Costante ascesa dei consumi, 8,8%. Secondo Ismea Gfk-Eurisko, il secondo semestre registra addirittura una accelerazione

09 settembre 2013 -

Nell'ell'ambito della 25ma edizione del Sana di Bologna, il convegno "I numeri che raccontano il biologico" organizzato da Ismea e Sinab.
La ripresa, nel 2012, delle superfici investite, dopo un triennio di stagnazione, e il maggior numero degli operatori certificati, tra agricoltori, trasformatori e importatori, dimostrano la vitalità di un settore che ha raggiunto in ambito nazionale un'incidenza di oltre il 9% rispetto alla superficie agricola utilizzata, toccando uno dei valori più alti a livello mondiale.
 
Per superfici dedicate l'Italia è sesta, sempre nella classifica globale, mentre figura in ottava posizione per numero di aziende agricole biologiche, che insieme rappresentano circa il 3% delle aziende totali.
 
La dinamicità del settore è anche testimoniata dall'andamento sostenuto dei consumi. In tempi di crisi, numeri come quelli del bio, che nella prima metà del 2013, attestano all'8,8% la crescita della spesa domestica, rappresentano una rarità in un panorama nazionale che sul fronte dei consumi mostra andamenti fortemente negativi in tutti i settori, alimentare compreso.
Ancora più significativo l'ultimo aggiornamento del Panel Ismea Gfk-Eurisko che segnala addirittura un'accelerazione rispetto alla dinamica del primo semestre. 
I dati, a tutto il mese di luglio 2013, attestano la crescita della spesa in prodotti biologici in un più 9,2%, grazie agli ottimi risultati riscontrati in tutti i comparti più rappresentativi.

SANA Bio per regioni

(Fonte Ismea)

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