Venerdì, 31 Marzo 2023 05:03

Cambiamenti climatici e fenomeni meteo-idrogeologici estremi In evidenza

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La sfida del nuovo Piano Nazionale di adattamento climatico e la Legge per il Clima: l’approfondimento con le istituzioni, gli esperti e i politici alla Camera dei Deputati 

L’ultimo rapporto del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) ha recentemente confermato l’allarme: il surriscaldamento del pianeta, con un aumento della temperatura media globale di 1.1°C rispetto all’era preindustriale (1850-1900), sta già avendo impatti diffusi e disastrosi in tutto il mondo.  Il superamento della soglia di 1,5°C entro la fine del secolo avrà effetti probabilmente devastanti sull’ecosistema globale e sulle generazioni future. Per questo è fondamentale contenere il surriscaldamento entro la soglia critica invertendo la rotta con politiche climatiche ambiziose in grado di ridurre le emissioni climalteranti globali del 43% entro il 2030, attraverso il phasing-out dei sussidi alle fonti fossili entro il 2030, la decarbonizzazione del settore elettrico con il phasing out del carbone e del gas fossile, entro il 2030 per i Paesi OCSE ed il 2040 a livello globale, e l’accelerazione della giusta transizione verso un futuro libero dalle fossili e 100% rinnovabile, secondo i calcoli di Legambiente. 

Di emergenza climatica si è parlato oggi a Roma, presso la nuova Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, in una conferenza di approfondimento sui temi del Piano Nazionale di adattamento climatico e Legge per il Clima, organizzata in occasione del lancio del progetto europeo Life Climax Po, alla quale hanno partecipato numerosi esperti e rappresentanti istituzionali e politici, tra i quali Vannia Gava, Viceministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei deputati, Alessandro Manuel Benvenuto, Questore della Camera dei Deputati, Laura D’Aprile e Silvano Pecora (MASE), Titti Postiglione, Vice Capo DPC e Coordinatrice del Comitato di Indirizzo per la Meteorologia e Climatologia, e Elena López-Gunn, dell’European Scientific Advisory Board on Climate Change. La mattinata è proseguita con una tavola rotonda moderata da Andrea Gavazzoli con la partecipazione di Chiara Braga (PD), Silvia Fregolent (IV), Erica Mazzetti (FI), Angelo Bonelli (AVS), Massimo Milani (FDI), con le conclusioni di Alessandro Bratti, Segretario Generale AdBPo e Vicepresidente Board Agenzia Europea dell’Ambiente.  

Il progetto Climax Po che abbiamo presentato insieme a tutti i partner coinvolti attivamente - ha sottolineato il Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po Alessandro Bratti - rappresenta un’applicazione molto concreta del Piano di Adattamento al cambiamento climatico. Un cambiamento climatico che necessita sempre di più di azioni adeguate alle criticità,

sia di natura gestionale che infrastrutturale, utili a contrastarne gli effetti più negativi; Climax Po aiuta ad affrontare queste tematiche, combinando insieme i vari approcci, nessuno dei quali può essere trascurabile”.

Il distretto del fiume Po (DIP). Caratteristiche e criticità di un hot spot climatico 

Il distretto del fiume Po si estende per circa 87.000 chilometri quadrati comprendendo otto regioni (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche), la Provincia autonoma di Trento e parte del territorio francese e svizzero. Quasi un terzo della popolazione italiana, circa 20 milioni, vive nel territorio del Distretto. Nello stesso territorio viene prodotto oltre il 40% del PIL nazionale, il 55% della produzione idroelettrica e sono presenti oltre 3 milioni di ettari di superficie agricola. All’interno dell’intero bacino si contano 684 i siti natura 2000 e 420 aree naturali protette locali, regionali e nazionali. Il Fiume Po è quindi un ecosistema naturale ricco di specie e habitat di estremo valore conservati all’interno di 37 Zone di protezione speciale e 49 Zone speciali di conservazione identificati ai sensi della Direttiva Habitat e della Direttiva Uccelli, e da 13 aree naturali protette di interesse locale, regionale o nazionale. 

Gli Assesment Report dell’IPCC includono il DIP nelle aree Europee continentali che subiranno una variazione del regime piovoso ed un aumento degli eventi idrometeorologici estremi. In base ai modelli climatici di circolazione globale, il DIP si trova nella fascia Europea di transizione della variazione di piovosità, caratterizzata da un alto grado di indeterminatezza previsionale che genera incertezza sugli sviluppi futuri del clima.  

Le attività di monitoraggio meteo-idrologico da parte delle Agenzie ambientali del Distretto confermano ed in alcuni casi rafforzano i trend nazionali di aumento della temperatura.

In termini di precipitazioni, si è osservato un aumento dell’intensità dei singoli eventi piovosi ma una riduzione complessiva del numero di eventi totali col risultato di un rilevante calo delle precipitazioni medie nel distretto del fiume Po di circa il 20 % su base annua e del 35 % nel periodo gennaio-agosto. La diminuzione progressiva delle precipitazioni nell’ultimo trentennio ha fatto registrare un decremento significativo della portata media del fiume in chiusura di bacino (sezione del Po a Pontelagoscuro), pari al 20% su base annua e al 45% nella stagione estiva. Nel bacino del fiume Po queste modifiche sono amplificate ed immediatamente riscontrabili nel delicato sistema deltizio, che può pertanto essere considerato un indicatore di sintesi dello stato dell’intero bacino (hot spot climatico). 

Ogni anno, mediamente, vengono prelevati per i diversi usi circa 25 miliardi di metri cubi d’acqua, di cui quasi l’80% è destinato agli usi irrigui mentre la restante parte è destinata a soddisfare gli usi industriali e civili. Gran parte dei volumi d’acqua prelevati provengono da fonti superficiali, ma un contributo importante è fornito dagli acquiferi sotterranei, soprattutto per soddisfare gli usi civili ed industriali. A partire dal 2000 ci sono stati ben sette anni in cui il bilancio idroclimatico (differenza tra precipitazioni ed evapotraspirazione) del Distretto è risultato fortemente negativo. Nello stesso periodo soprattutto a causa delle elevate temperature medie è aumentata la richiesta d’acqua in alcuni settori, in particolare in quello agricolo. Maggior domanda e minor disponibilità stanno rendendo sempre più difficile la gestione della risorsa idrica a scala distrettuale. 

LIFE CLIMAX PO - CLIMate Adaptation for the PO river basin district 

La siccità e i suoi impatti non sono solo il risultato del riscaldamento globale, ma sono anche influenzati da fattori come l’impermeabilizzazione dei suoli, la cattiva gestione dei fiumi e delle aree naturali, l’inefficienza delle attività produttive rispetto allo sfruttamento delle risorse naturali. 

Per affrontare il cambiamento climatico e le correlate sfide ambientali - in linea con la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNACC) che riconosce il Distretto del Bacino del fiume Po come uno speciale caso nazionale che ben si addice a costituire un’area pilota per l’adattamento climatico - è nato il progetto Life Climax Po, cofinanziato da programma LIFE dell’Unione Europea, per rendere smart la gestione delle risorse idriche del bacino del Po. Il progetto ha l’obiettivo di identificare, sviluppare e attuare attività e pratiche che promuovono l’adattamento ai cambiamenti climatici attraverso una gestione “climaticamente intelligente” delle risorse idriche a scala di distretto idrografico. Il progetto, della durata di 9 anni (2023-2032) riprende gli aspetti principali riportati nella SNACC e ne favorisce l’implementazione. 

Il partenariato di progetto, che vede come leader partner l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (AdBPo), copre l’intero territorio del distretto e coinvolge tutti i livelli di Governance (nazionale, regionale, locale) oltre che tre grandi istituti di Ricerca: l'Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO), l'Agenzia Regionale per la Prevenzione, Ambiente ed Energia (ARPAE) dell'Emilia-Romagna, l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) del Piemonte, l'Università di Bologna, l'Associazione Nazionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari (ANBI), la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), la Città Metropolitana di Bologna, l'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF), Legambiente nazionale e i suoi comitati regionali di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, il Politecnico di Torino, la Società Metropolitana Acque Torino (SMAT), le Regioni Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia, Sogesca Srl, l'Arpa Lombardia e le sezioni regionali dell'ANBI per Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto

  

Il Progetto, dunque, mira a migliorare la governance distrettuale per la gestione della risorsa idrica e garantire: la sicurezza politica, il finanziamento e il coordinamento tecnico; la produzione di conoscenza climatica condivisa attraverso l'implementazione di strumenti e metodologie specifici; la costruzione di capacità e consapevolezza, aumentando la partecipazione delle parti interessate; il miglioramento della sicurezza idrica e della resilienza climatica attraverso selezionate azioni pilota, replicabili sia all'interno del bacino idrografico che al di fuori; la mobilitazione di finanziamenti complementari che sosterranno l'attuazione dell'estensione delle misure incentrate sulla rinaturazione, mitigazione e prevenzione del rischio di alluvione, integrazione della pianificazione; gli strumenti e l'attivazione del coinvolgimento pubblico. 

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PROGETTO LIFE CLIMAX PO - 30 MAGGIO 2023

DICHIARAZIONI/CONTRIBUTI DEL PARTENARIATO

ASSOCIAZIONE NAZIONALE DELLE BONIFICHE, DELLE IRRIGAZIONI E DEI MIGLIORAMENTI FONDIARI (ANBI)

La gestione dell’acqua nel bacino Padano è ritenuta da ANBI paradigmatica per una gestione sostenibile delle risorse idriche a livello nazionale e per una risposta razionale e strategica alle sfide che il cambiamento climatico impone. Le attività del progetto Climax Po vedranno impegnata ANBI nel fornire un contributo di esperienza e di conoscenza delle buone pratiche e delle necessità del primo utilizzatore della risorsa - il settore agroalimentare – e delle possibilità di adattamento delle infrastrutture e della governance delle acque gestite ed operate dai Consorzi di Bonifica associati ad ANBI. In particolare, si intende contribuire fattivamente alla discussione ed alla concezione delle strategie e delle politiche necessarie alla loro effettiva implementazione. ANBI si impegna anche nella identificazione e promozione delle migliori pratiche per la tutela quanti-qualitativa della risorsa in alveo e nell’agroecosistema ad esso connesso, e nell’azione di comunicazione, educazione e formazione necessaria alla creazione di una diffusa consapevolezza riguardo all’adattamento al cambiamento climatico e delle possibilità di adattamento e contrasto.

 

AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL PIEMONTE

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono particolarmente evidenti nella nostra regione: le temperature sono aumentate, rispetto alle medie storiche, e condizioni siccitose hanno caratterizzato gli ultimi due anni. Infatti, la combinazione di scarso innevamento sui rilievi, poche precipitazioni ed alte temperature invernali, primaverili ed estive, hanno determinato condizioni di siccità idrologica e una maggiore evapotraspirazione delle piante con ricadute significative sulle attività agricole.

ARPA Piemonte ha deciso di partecipare al progetto CLIMAX PO in quanto lo stesso mira a promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici attraverso la gestione delle risorse idriche a scala di Distretto, favorendo l’implementazione della Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici. In particolare, le attività di Arpa Piemonte saranno finalizzate al miglioramento della gestione delle condizioni emergenziali dovute alla scarsità della risorsa idrica, attraverso la valutazione degli scenari di rischio derivanti dal cambiamento climatico e la definizione di regole di gestione della risorsa idrica (ad es. pianificazione e regolazione degli invasi).

Arpa Piemonte ritiene fondamentale aumentare la conoscenza dei cambiamenti climatici tramite strumenti e metodologie volti anche al miglioramento della sicurezza idrica e della resilienza climatica del bacino idrografico e, conseguentemente, del territorio piemontese.

(Dichiarazione di Manuela Bernar, referente di progetto di Arpa Piemonte)

CENTRO EURO-MEDITERRANEO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI (CMCC)

La Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici – CMCC – è fiera di mettere a disposizione di Climax Po il suo team multidisciplinare per porre l’attenzione sull’effetto dirompente che il cambiamento climatico ha sulla gestione idrica del fiume Po.

CMCC coordina 3 macro-attività: prende in carico la creazione di una piattaforma di raccolta dati utili per la gestione delle risorse idriche del bacino del fiume. CMCC, inoltre, si occupa di promuovere soluzioni basate sulla natura in risposta al cambiamento climatico. Ultima ma non meno importante è l’attività focalizzata sul rafforzamento delle competenze nella gestione idrica, con particolare attenzione agli eventi estremi.

(dichiarazione di Jaroslav Mysiak, CMCC Scientific Leader)

ANBI PIEMONTE

L'Unione Regionale Bonifiche Irrigazioni Piemonte (ANBI PIEMONTE) riunisce i principali consorzi di irrigazione e bonifica operanti sul territorio piemontese. ANBI Piemonte contribuirà alla realizzazione del progetto Life Climax Po mettendo a disposizione l'esperienza e le banche dati costruite dai propri associati in decenni di impegno per la gestione efficiente della risorsa idrica e la difesa idrogeologica a servizio dell'agricoltura e del territorio.

Nello specifico, ANBI Piemonte si prefigge di costruire, con tutti i soggetti coinvolti, specifiche strategie di resilienza ai cambiamenti climatici delle reti irrigue così come si stanno già delineando in questi ultimi anni caratterizzati da un'estrema siccità nell’intero bacino del Po e che, in modo particolare in Piemonte, perdura dall'inverno 2021-2022.

(dichiarazione di Mario Fossati, direttore ANBI PIEMONTE)

ANBI LOMBARDIA

La gestione dell’acqua nel bacino Padano è ritenuta da ANBI Lombardia paradigmatica per una gestione sostenibile delle risorse idriche a livello distrettuale e per una risposta razionale e strategica alle sfide che il cambiamento climatico impone. Le attività del progetto Climax Po vedranno impegnata ANBI Lombardia nel fornire un contributo di esperienza e di conoscenza delle buone pratiche e delle necessità del settore consortile e agroalimentare e delle possibilità di adattamento delle infrastrutture e della governance delle acque gestite dai Consorzi di Bonifica associati ad ANBI Lombardia. In particolare, si intende contribuire fattivamente alla discussione ed all’individuazione di linee di indirizzo politico e programmatico ed alla loro coerente attuazione. ANBI Lombardia si impegna anche nella identificazione e promozione delle attività e progetti innovativi per la tutela quanti-qualitativa della risorsa in alveo e nell’agroecosistema ad esso connesso e per la valorizzazione della multifunzionalità dell’attività irrigua. ANBI Lombardia si impegna nell’azione di comunicazione, educazione e formazione necessaria alla creazione di una diffusa consapevolezza riguardo all’adattamento al cambiamento climatico coniugando queste azioni con l’articolata attività di ANBI Lombardia dedicata alla promozione della cultura dell’acqua ed alla valorizzazione culturale del paesaggio irriguo lombardo e della sua architettura idraulica.

AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE DELLA LOMBARDIA

ARPA Lombardia è l’ente tecnico che opera in regione Lombardia per la protezione dell’ambiente attraverso il supporto tecnico-scientifico ai decisori politici e l’informazione al pubblico, ovvero gestendo le reti di monitoraggio, tra cui quella idrometeorologica in tempo reale, garantendo la raccolta sistematica dei dati e la loro diffusione, anche attraverso i canali open data, contribuendo alla ricerca e all’innovazione. In particolare, il contributo di ARPA Lombardia nel progetto Climax Po è focalizzato sulle azioni che porteranno il distretto del Po ad essere weather-ready, ovvero pronto a reagire in modo tempestivo di fronte agli eventi meteorologici, sempre più spesso estremi - mediante una comunicazione efficace e l’uso di sistemi integrati di allerta precoce, da sperimentare in particolare nelle realtà fortemente urbanizzate come Milano - e climate-smart, ovvero preparato e resiliente al cambiamento climatico nella gestione della risorsa idrica, sempre più spesso in crisi come evidenziato dai dati degli ultimi anni

LEGAMBIENTE

Nel 2022, l'Italia ha registrato oltre 300 eventi climatici estremi che hanno causato danni e impatti, il 50% in più rispetto all'anno precedente. In particolare, sempre più frequenti sono le crisi idriche casate dalla siccità, in aumento tra il 2021 e il 2022 e non sembrano destinate a diminuire neanche nel 2023. Con importanti conseguenze ambientali, economiche e anche sociali. Il bacino del fiume Po è senz'altro l'area più colpita dove intervenire è urgente, ma al tempo stesso può diventare un'esperienza pilota molto significativa nelle politiche di adattamento alla crisi climatica. Avviare interventi in tal senso, con azioni efficaci di riduzione dei prelievi, riuso delle acque reflue, rinaturalizzazione e tutela degli ecosistemi fluviali, è una priorità. Per farlo, serve un confronto concreto tra i protagonisti dei diversi settori, al fine di delineare una strategia unica per superare un'emergenza divenuta ormai cronica. Inoltre, è essenziale coinvolgere i cittadini per sensibilizzarli sull'importanza di ridurre la nostra impronta idrica e rendere la gestione dell'acqua sempre più sostenibile. Come Legambiente, ci siamo e il nostro impegno sarà dedicato a facilitare e promuovere questi processi.

(dichiarazione di Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente)

LEGAMBIENTE EMILIA ROMAGNA

Le sfide che si dovranno affrontare nei prossimi anni relative alla gestione del bacino del fiume Po sono numerose e impegnative, a partire dalla siccità che già dal 2022 affligge questi territori, indubbiamente legata ai cambiamenti climatici in atto. Il ruolo delle associazioni nel coinvolgere e sensibilizzare cittadini, istituzioni, mondo agricolo e industriale è fondamentale, affinché si inneschino comportamenti virtuosi e si metta in atto una progettazione e gestione del territorio efficace al contenimento e adattamento a questi cambiamenti.

(dichiarazione di Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna APS)

REGIONE PIEMONTE

Gli impatti del cambiamento climatico sulla risorsa acqua si presentano ingenti in tutti gli scenari futuri e hanno pesanti ripercussioni sui settori produttivi, dalla produzione di energia elettrica rinnovabile, all’agricoltura, al turismo e sulla sicurezza del territorio, delle popolazioni e delle infrastrutture strategiche. Attraverso il progetto LIFE CLIMAX PO la Regione Piemonte intende rispondere concretamente alle esigenze di adattamento al clima che cambia promuovendo azioni che interessano tutti i livelli del sistema istituzionale del governo delle acque e i portatori di interesse, con ricadute positive sull’ambiente acquatico e su tutti i settori economici che da esso dipendono,

La Regione Piemonte è, infatti, direttamente coinvolta nella creazione di un livello di Governance integrata dell’adattamento, da cui possano nascere politiche intersettoriali coerenti ed efficaci, attraverso il coordinamento tra Piani multilivello di vari ambiti e promuovendo azioni a livello locale, valorizzando anche i Contratti di Fiume attivi sul territorio regionale.

 

SOCIETÀ METROPOLITANA ACQUE TORINO (SMAT)

Nell'ambito del progetto Life CLIMAX PO, SMAT migliorerà la resilienza climatica della propria rete di drenaggio urbano, disponendo di strumenti e piani di gestione efficaci per la valutazione del rischio. In questo contesto SMAT metterà a disposizione il proprio know-how per il monitoraggio e la previsione degli eventi meteorici critici per l’infrastruttura di drenaggio urbano e per la definizione delle strategie di governance multilivello del progetto.

 

SOGESCA

SOGESCA è una società di ingegneria e consulenza fondata nel 1986 e specializzata nei temi della sostenibilità legati alla gestione dell’energia, all’ambiente e al clima. In CLIMAX PO SOGESCA si occupa dell’attività di capacity building per le aree urbane nell’ambito del Patto dei Sindaci per l’energia sostenibile ed il clima al fine di rinforzare l’introduzione dell’adattamento ai cambiamenti climatici nella pianificazione locale. SOGESCA partecipa anche alle attività di gestione della governance del Distretto, con particolare attenzione alla ricerca di ulteriori finanziamenti, al monitoraggio degli impatti e alla comunicazione e replicazione dei risultati di progetto.

(dichiarazione di Marco Devetta, project manager e co-amministratore di SOGESCA)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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