Lunedì, 28 Agosto 2023 08:39

Tarsogno, scuola: continuano le proposte irricevibili. L’unica strada percorribile è il Tribunale In evidenza

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Parma, 25 agosto 2023 - Pretendiamo che all’Istituto Comprensivo di Bedonia venga assegnato l’organico necessario per tenere in vita la scuola secondaria di 1° grado a Tarsogno,

senza se e senza ma, in questi giorni da più parti si vociferano proposte irricevibili e in qualche caso illegittime, che in un colpo solo violerebbero i diritti  degli studenti e le norme contrattuali che riguardano i docenti, come ad esempio il fantomatico collegamento a distanza degli alunni, anche recentemente il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato che non sussistono le condizioni giuridiche per le attività di “didattica digitale integrata”, le quali sono state svolte limitatamente all’emergenza Covid e con un apposito Contratto integrativo nazionale, la cui vigenza è stata limitata alla sola durata legale dell’emergenza sanitaria fissata al 31 marzo 2022.

 Il  Ministero ha formalmente emesso anche una faq, contenuta in un apposito Vademecum, notificato all’inizio dell’anno scolastico 2002/23. Un’altra originale proposta è quella del funzionamento, a giorni alterni, della scuola secondaria di Tarsogno con un surreale andirivieni degli alunni dal plesso di Bedonia, senza nemmeno la decisione del Consiglio d’Istituto, l’unico organismo deputato a dare il via libera ad un’opzione di questo genere seppur balorda. I criteri per l’assegnazione dei docenti ai plessi li definisce il Consiglio d’Istituto, organo democraticamente eletto da genitori e personale scolastico, stabiliti essi la materia diventa oggetto di contrattazione tra i dirigenti con i soggetti sindacali rappresentativi, tra cui anche la Gilda Unams. In merito a ciò non esistono sicuramente criteri specifici deliberati, né siamo stati mai convocati per una contrattazione in merito come prevedono le norme vigenti.“Siccome la politica sembra inefficace nel trovare il modo di far nominare i professori che servono, l’unica strada percorribile concretamente pare essere quella di adire al Tribunale Amministrativo Regionale – sollecita Salvatore Pizzo coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, che commenta- così almeno un giudice si esprimerà “in nome del popolo italiano””.  

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