Venerdì, 12 Maggio 2023 05:56

La NASA osserva un nuovo misterioso pianeta. In evidenza

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La ricercatrice Kempton, “Se davvero ricco di acqua, il pianeta avrebbe potuto essere un mondo acquatico”

Un pianeta misterioso posizionato al di fuori del nostro Sistema Solare, è stato individuato dal telescopio spaziale James Webb della NASA.

Di Flavia De Michetti Roma, 11 maggio 2023 (Quotidianoweb.it)  - Probabilmente si tratta di un “mini-Nettuno”, un mondo altamente riflettente con un'atmosfera piena di vapore, in gran parte impenetrabile alle osservazioni precedenti.

Il pianeta, chiamato GJ 1214 b, è troppo caldo per ospitare oceani di acqua liquida e l'acqua in forma vaporizzata potrebbe ancora essere una parte importante della sua atmosfera.

Il recente studio, suggerisce che il pianeta potrebbe essersi formato più lontano dalla sua stella, un tipo noto come nana rossa, per poi evolversi gradualmente verso l'interno fino alla sua orbita attuale e stretta. L'anno del pianeta - un'orbita attorno alla stella - dura solo 1,6 giorni terrestri.

Eliza Kempton, ricercatrice presso l'Università del Maryland ha spiegato: “Il pianeta è totalmente ricoperto da una sorta di foschia o strato di nuvole. L'atmosfera è rimasta totalmente nascosta da noi fino a questa osservazione”.

La ricercatrice ha, inoltre, aggiunto: “Se davvero ricco di acqua, il pianeta avrebbe potuto essere un mondo acquatico, con grandi quantità di materiale acquoso e ghiacciato al momento della sua formazione”.

Il Team di ricercatori, in questa occasione, si è cimentato in una nuova tecnica di osservazione.

Per penetrare una barriera tanto spessa, dunque, oltre a effettuare procedure standard, ovvero catturando la luce della stella ospite che è filtrata attraverso l'atmosfera del pianeta, gli studiosi hanno seguito GJ 1214 b attraverso quasi tutta la sua orbita attorno la stella.

L'osservazione dimostra la potenza del Mid-Infrared Instrument di Webb (strumento MIRI, installato sul telescopio spaziale James Webb, fornisce modalità di osservazione ed analisi spettroscopica a lunghezze d'onda nel medio infrarosso da 4,9 a 28,8 μm - micromètro), che visualizza le lunghezze d'onda della luce al di fuori della parte dello spettro elettromagnetico che gli occhi umani possono vedere. 

Usando il MIRI, infatti, i ricercatori hanno potuto creare una “mappa del calore” del pianeta mentre orbita attorno alla stella, la quale ha rivelato sia il suo lato diurno che quello notturno, svelando i dettagli della composizione dell'atmosfera.

A tal proposito, Eliza Kempton ha spiegato che “La capacità di ottenere un'orbita completa è stata davvero fondamentale per capire come il pianeta distribuisce il calore dal lato diurno al lato notturno. C'è molto contrasto tra il giorno e la notte. Il lato notturno è più freddo di quello diurno. In effetti, le temperature sono passate da 535 a 326 gradi Fahrenheit (cioè da 279 a 165 gradi Celsius)”.

La Kempton ha anche aggiunto che “Uno spostamento così grande è possibile solo in un'atmosfera composta da molecole più pesanti, come l'acqua o il metano, che appaiono simili quando osservate dal MIRI. Ciò significa che l'atmosfera di GJ 1214 b non è composta principalmente da molecole di idrogeno più leggere, il che è un indizio potenzialmente importante per la storia e la formazione del pianeta e forse per il suo inizio acquoso”.

Infine, la ricercatrice dell’Università del Maryland ha concluso che non si tratterebbe di un’atmosfera primordiale: “Non riflette la composizione della stella ospite attorno alla quale si è formata. Invece, o ha perso molto idrogeno, se è iniziato con un'atmosfera ricca di idrogeno, oppure è stato formato da elementi più pesanti per cominciare, ovvero materiale più ghiacciato e ricco di acqua”.

Cosa sono i mini-Nettuno?

Anche conosciuti con il nome di “sub-Nettuno”, sono il tipo di pianeta più comune nella galassia, ma dei quali si conosce molto poco, trovandosi al di fuori nel nostro Sistema Solare. Gli studi svolti fino ad ora hanno mostrato che sono simili a una versione ridotta del nostro Nettuno. 

Queste nuove osservazioni, dunque, potrebbero aprire la porta a una conoscenza più approfondita di un pianeta fino a questo momento avvolto nel mistero. 

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