Quando ai tempi di Maria Luigia costruirono la Reggia sul torrente Parma, le acque che scorrevano avevano poca escursione di portata tra l'estate e l'inverno. Le piene di allora non arrivavano mai a sfiorare il cortile della Reggia ed anzi, attraverso opportune traverse a valle, anche nei periodi di magra riuscivano a mantenere un livello di acqua tale da consentire l'utilizzo di barche. Tant'è che Maria Luigia da lì, via acqua arrivava al Po e poi a Venezia.

Poi costruzioni selvagge nei secoli successivi restrinsero l'alveo di monte e le portate aumentarono a dismisura, così che sotto le arcate della Reggia si costruirono muri a difesa dalle piene. Un obbrobrio architettonico di quelli che non vorresti mai vedere su un manufatto storico di inestimabile bellezza, non a caso soprannominato "la piccola Versailles". Un modus operandi che ha deturpato uno dei più importanti monumenti d'Italia. Riportare lo stato della Reggia ai tempi che furono, è da considerare assoluta priorità. Per farlo occorre mettere in sicurezza Colorno dalle piene, realizzano esondazioni controllate a monte, nell'ottica di un Federalismo Fluviale che obblighi i territori a trattenere le proprie preziosissime acque piovane il più possibile, rilasciando a valle solo la portata minima vitale o la massima ammissibile nei periodi più piovosi. Il concetto del federalismo fluviale è strettamente propedeutico allo sviluppo di un serio progetto di scolmatura delle acque, in aree non o poco antropizzate, al fine di ridurre le portate di acqua, e di consentire anche a mezzo di laghetti la possibilità di fare scorta d'acqua per i periodi siccitosi e ad uso irriguo per i campi.

Occorre ricordare che le aree controllate esondabili, non saranno mai sminuite nel loro valore. Non si andranno mai a creare territori di serie "A" o serie "B", anzi i luoghi scelti, grazie alla copiosa fornitura idrica saranno sempre più appetibili per uso agricolo. Non è possibile cementificare dappertutto. Occorre un rispetto doveroso di normative vigenti che prevedono aree verdi e/o "selvagge" per ogni tot. di mq di cemento gettato. L'uomo si sta continuando ad impossessare di aree naturali, privando di habitat le varie specie animali, e continuando a edificare senza nessuno scrupolo.

In pratica grazie alle esondazioni controllate, si riporterà il torrente vicino al corso che natura gli diede. Oggi purtroppo sempre più ingegneri si disinteressano del mondo in cui viviamo e della vera sicurezza dei territori, impegnandosi solo a realizzare opere idrauliche insufficienti, a volte poco sicure, ma di sicuro e forte nocivo imbatto ambientale. In molti ad esempio, dopo aver incanalato l'alveo, credono di porvi rimedio con immense casse di espansione. Casse che furono inventate, giustamente, per impianti fognari con acque bianche. Il nome "cassa" deriva dalla forma a parallelepipedo delle vasche in cemento armato a supporto delle fogne.

Casse di espansione che fermano solo temporaneamente il picco di piena, facendolo poi disperdere in mare, senza alcuna possibilità di conservazione o di rimpinguamento concreto delle falde. L'acqua, bene prezioso e sempre più raro. Basti pensare che la carenza idrica colpisce più di 4 miliardi di persone in tutto il mondo. E' si giusto impegnarsi ad educare la collettività sul "risparmio idrico", in special modo nei luoghi dove il consumo di acqua è nettamente superiore al fabbisogno effettivamente richiesto, ma altresì non ci si può più permettere di sprecarla.

Occorre quindi l'impegno da parte di tutti gli enti che si occupano di idrogeologia, a trovare il giusto compromesso tra salvaguardia dei territori e conservazione delle acque. Il tutto è possibile, ma solamente iniziando a lavorare davvero sul concetto di esondazioni controllate e di federalismo fluviale. Se ogni territorio riuscisse a trattenere il proprio "oro trasparente", non si vivrebbe più di emergenza e di paura delle alluvioni e nemmeno di siccità.

Il coordinamento del gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Ambiente Parma

Piena del Po, la Bonifica Parmense regola il flusso delle acque. L'attivazione degli impianti di sollevamento e le manovre dei tecnici sulle chiaviche hanno regolato gli abbondanti flussi nel corso della piena transitata nel Parmense

Parma, 9 Novembre 2018 – Quaranta, tra tecnici e operai, del Consorzio della Bonifica Parmense sono attivi full-time da due giorni per effettuare le operazioni di difesa idraulica del territorio attraverso l'azionamento di sessanta chiaviche che consentono la regolazione del flussi delle acque che hanno caratterizzato la portata di piena del Po transitata dalla nostra provincia.

Fondamentali per il sollevamento dell'abbondante quantità d'acqua (530.000 metri cubi) si sono confermati gli impianti idrovori governati dal Consorzio. Nel dettaglio, rilevante, è stato il contributo nello smaltimento della piena dell'impianto Travacone di Colorno che ha pompato acqua nel Canale Naviglio, di quello di Mezzani che ha pompato nel torrente Enza, l'impianto di Coltaro che ha riversato acqua del Canale Fossetta dell'Abate, l'impianto Foce Naviglio e Chiavica Rossa nel torrente Parma e infine l'impianto Rigosa Bassa nel Taro.

Altra operazione idraulica risultata essenziale per quell'area è stata l'attivazione, a Mezzani, dei 3 sifoni Bigone che per caduta portano acqua nel Parma Morta e poi nell'Enza.

 

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Chiavica a Sanguigna (Colorno)

 

Pubblicato in Ambiente Parma

Maltempo nel reggiano, parmense e modenese. Da oggi via alle lettere di rimborso: oltre 300mila euro per i negozi, ristoranti e piccoli artigiani danneggiati nel dicembre scorso dagli allagamenti a Lentigione (Re), Colorno (Pr) e Campogalliano (Mo)

Sono 22 le imprese aiutate con contributi fino al 100% dei danni subiti con una procedura mai adottata prima: lo stanziamento di fondi regionali per anticipare quelli statali. Entro l'estate al via i primi interventi di manutenzione all'alveo del fiume Enza per 200mila euro

Bologna – Sono in partenza da oggi le lettere di rimborso per i commercianti (negozi, ristoranti, piccoli artigiani) danneggiati, l'11 e 12 dicembre scorsi, dagli eventi alluvionali che hanno investito la frazione di Lentigione, nel comune di Brescello (Re), Colorno (Pr) e Campogalliano (Mo), con l'esondazione dei fiumi Enza, nella Bassa reggiana, e Parma, e gli allagamenti per la piena del Secchia, nel modenese.

Concluse le istruttorie per il riconoscimento dell'ammissibilità dei danni, affidate ai Comuni dove hanno sede i negozi, le botteghe e le aziende colpite, sono dunque in arrivo gli oltre 300mila euro stanziati con fondi propri della Regione per l'indennizzo degli operatori danneggiati per il ripristino di immobili danneggiati, la riparazione e il riacquisto di beni mobili strumentali, compresi impianti e macchinari, la sanificazione dei locali adibiti alle attività, il rifacimento e la messa a norma degli impianti e la ricostituzione delle scorte aziendali. Tra le spese rimborsabili sono state inserite anche i costi per le perizie asseverate, presentate assieme alla domanda. I lavori di ripristino e le spese per far ripartire le attività dovranno essere effettuati entro il 31 dicembre 2018.

In totale sono 22 quelle che riceveranno indennizzi per 300.062 euro: a Campogalliano (Mo) 4 attività economiche per 111.038 euro; a Colorno (Pr) 10 attività per 83.190 euro e a Brescello (Re) 8 per 105.833 euro.

Entro l'estate, infine, sarà dato il via al primo stralcio di circa 200 mila euro per gli interventi di manutenzione all'alveo del fiume Enza.

 

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Pubblicato in Economia Emilia

Reggio Emilia (21 Febbraio 2018) - I filmati della recente alluvione di dicembre nell'area di Lentigione, l'opera mirata dei singoli interventi idraulici realizzati in emergenza durante la notte dallo staff tecnico del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale e un momento di riflessione collettiva su quanto fatto dalle singole squadre impegnate sul territorio: sono state queste le motivazioni che hanno spinto la governance dell'ente a dedicare parte di una mattinata all'approfondimento di quanto fatto in quelle drammatiche ore.

Un riconoscimento professionale per tutti coloro, tecnici e operai, che nei giorni più duri hanno operato a fianco della Protezione Civile, delle diverse istituzioni coinvolte, di tutti i cittadini e i volontari che si sono prodigati per porre adeguato rimedio a quanto accaduto dopo l'esondazione dell'Enza.

Il Consorzio, come noto, è intervenuto in seconda battuta, ovvero nella fase di risoluzione delle criticità, individuando, coordinati sul campo dall'ingegner Paola Zanetti, le soluzioni d'ingegneria idraulica più idonee per portare via l'acqua dalle zone alluvionate: tra quest'ultime, per esempio, la rottura e il successivo ripristino del Canalazzo.

Al ringraziamento per l'impegno profuso arrivato alle maestranze dal Commissario del Consorzio Franco Zambelli, dal direttore generale Domenico Turazza, i 68 colleghi che hanno preso parte alle attività hanno risposto con lo studio di quanto fatto nel corso degli interventi, testimoniando vicinanza alle popolazioni colpite con cui hanno saldamente collaborato durante tutto il periodo di lavoro.

Maltempo - Dalla Giunta sì ai 350 mila euro per i negozi, i ristoratori e piccoli artigiani colpiti da alluvione e piene a Brescello e Lentigione (Re), Colorno (Pr) e Campogalliano (Mo). Bonaccini: "Abbiamo mantenuto l'impegno preso il 31 dicembre incontrandoli nei territori perché vogliamo far ripartire subito le loro attività". La delibera approvata nell'ultima seduta dell'8 gennaio. La prossima settimana il bando per le domande di rimborso dei danni anticipati dalla Regione: è la prima volta che succede. L'assessore Gazzolo: "Istruttoria e liquidazione in tempi rapidissimi".

Bologna – Un mese esatto dall'alluvione e dalle piene che hanno colpito Brescello e Lentigione (Re), Colorno (Pr) e Campogalliano (Mo). E la Giunta regionale, come anticipato il 31 dicembre scorso dal presidente Stefano Bonaccini e dall'assessore alla Protezione civile, Paola Gazzolo, nel corso di un incontro con i piccoli esercenti e artigiani direttamente nei territori, ha approvato, nella seduta di Giunta dell'8 gennaio scorso, la delibera che stanzia 350mila euro per rimborsare i danni alle attività commerciali, ricettive e di ristorazione danneggiati dall'eccezionale piena del 12 dicembre 2017. Atto che ricomprende anche il piccolo artigianato locale, con la Giunta che ha così accolto la richiesta arrivata dalle comunità locali. Si tratta della prima volta che succede: la Regione, infatti, anticiperà così i risarcimenti nazionali, estesi a tutti i cittadini e le imprese.

"Abbiamo mantenuto la promessa fatta alle persone che abbiamo incontrato il 31 dicembre intanto per rispettare l'impegno preso con loro, negozianti, ristoratori, piccoli esercenti e artigiani, e perché vogliamo far ripartire subito le loro attività, così importanti per il tessuto economico e sociale di quelle comunità, interrotte dopo quanto successo- sottolinea il presidente Bonaccini-. Per questo abbiamo anticipato con nostre risorse i rimborsi nazionali che riguarderanno poi, invece, anche tutti i privati e le attività produttive danneggiate, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale dello scorso 29 dicembre".

"Siamo pronti ad avviare anche la ricognizione dei danni sull'intero territorio da Piacenza a Forlì-Cesena- aggiunge Gazzolo- che partirà appena il Governo approverà la procedura e i moduli da utilizzare per le domande. Assicuro da subito che la Regione e l'Agenzia regionale per la Protezione civile daranno supporto ai Comuni e ai cittadini di Campogalliano, Brescello, Lentigione e Colorno per completare le domande di rimborso in tempi brevi".

Il bando

Le risorse straordinarie, 350 mila euro complessivi, serviranno per indennizzi fino al 100% per il ripristino dei danni a immobili sedi delle attività (compresa la sanificazione dei locali, la sostituzione o il ripristino di macchinari e attrezzature, come automezzi e arredi anche usati); il rifacimento e la messa a norma degli impianti; l'acquisto di scorte di materie prime andate perdute, semilavorati e prodotti finiti danneggiati; le spese per la perizia asseverata da presentare insieme alla domanda di rimborso.
Il bando sarà pubblicato la prossima settimana e darà agli interessati 20 giorni di tempo per presentare domanda di rimborso.
I Comuni avranno poi al massimo 30 giorni per completare le istruttorie. Quindi la Regione provvederà ad affidare le somme ai Comuni che le liquideranno ai cittadini. I lavori e le spese dovranno in ogni caso essere effettuati entro il 31 dicembre 2018. /BG

(Fonte: Regione ER)

A dieci giorni dell'alluvione che ha colpito Lentigione, nella scorsa sera in Provincia i vertici della Regione – il presidente Stefano Bonaccini, l'assessore alla Difesa del suolo Paola Gazzolo e il direttore dell'Agenzia della Protezione civile Maurizio Mainetti - hanno incontrato imprenditori, commercianti e agricoltori, insieme alle rispettive categorie.

20171223-alluvione-imprenditori2 1"Obiettivo – come ha spiegato il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi – assicurare una celere ripartenza tanto al comparto industriale di Lentigione, quanto alle attività commerciali che in ogni frazione rappresentano punto di riferimento importanti per le comunità. E perché ciò possa avvenire al più presto, è indispensabile incrociare la grande disponibilità agli aiuti che da più parti del territorio è stata manifestata con le concrete esigenze di imprenditori e commercianti, assistendoli nella fase di stima dei danni e dell'iter procedurale indispensabile per ottenere un risarcimento il più ampio possibile".

L'auspicio manifestato dal presidente della Regione Stefano Bonaccini "è quello di arrivare a un risarcimento del 100% dei danni così come siamo riusciti ad ottenere in occasione degli ultimi stati di emergenza che sono stati riconosciuti in Emilia-Romagna tra il 2013 e il 2016". "Come Regione abbiamo già avanzato in tempi rapidi la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza, che dovrebbe essere accolta dal Consiglio dei ministri che si terrà tra Natale e Capodanno, ma abbiamo anche effettuato una prima stima dei danni che nelle tre province colpite dall'ultima ondata di maltempo ammontano ad oggi a 31 milioni di euro per gli edifici privati e superano gli 80 milioni quelli alle attività produttive", ha aggiunto il governatore ricordando anche "i 2 milioni stanziati dalla Giunta regionale a 48 ore dall'alluvione, risorse in parte già utilizzate per il ripristino delle arginature".

Inoltre, proprio oggi il presidente Stefano Bonaccini ha scritto al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan per chiedere sei mesi di sospensione dal pagamento delle tasse (dall'8 dicembre al 6 giugno 2018) da parte di cittadini di Brescello, Ponte Alto, San Pancrazio, Campogalliano, Modena e Colorno colpiti dalla recente alluvione.
Per quanto riguarda i risarcimenti, nel'incontro di questa sera sono state date le prime indicazioni procedurali (autocerticazione, contabilità spese sostenute, foto) per poter trasmettere al più presto la documentazione a Roma nell'attesa della dichiarazione dello stato di emergenza che sarà fondamentale per avere ristoro.

La prima conta dei danni
Seppur ancora in corso, la prima quantificazione del danno agli edifici privati sulla base delle 660 segnalazioni ad oggi pervenute da 39 comuni, è di oltre 31 milioni di euro. Per quanto riguarda i danni alle attività produttive sempre ad oggi, sono pervenute 227 segnalazioni (molte in corso di definizione) da 28 comuni, per un totale di oltre 80 milioni di euro.

La macchina dei soccorsi, il lavoro svolto
Ripercorrendo le fasi delle operazioni di soccorso, l'assessore Paola Gazzolo ha ricordato che subito dopo l'allagamento, sono state evacuate oltre 1.150 persone a Lentigione: 580 registrate e accolte lo stesso 12 dicembre in quattro Centri di accoglienza - uno a Novellara e Castelnovo Sotto, due a Poviglio – o in sistemazione autonoma; alcuni cittadini non erano presenti al momento dell'esondazione o sono rimasti volontariamente ai piani alti delle abitazioni. Ad oggi, sono ancora 154 le persone assistite: 95 in alberghi, 5 ricoverate presso la casa protetta di Brescello e 54 in autonoma sistemazione.

Per la gestione dell'emergenza nelle province di Reggio Emilia, Modena e Parma, oltre ai mezzi e alle attrezzature dislocate sul territorio, il sistema regionale ha impiegato 11 mila sacchi di iuta, 680 coperte, 410 brandine, 19 fuoristrada con dotazioni specifiche per la pulizia, 3 torri faro. Solo a Lentigione per le operazioni di svuotamento dell'area allagata 12 elettropompe, 4 motopompe, 3 torri faro e 2 gruppi elettrogeni.

Preziosissimo il ruolo del volontariato di protezione civile: nell'arco di 10 giorni sono intervenuti circa mille volontari, anche da fuori da regione, che hanno prestato oltre 1.800 giornate/uomo di lavoro. Hanno operato per la sorveglianza degli argini dei fiumi Enza e Secchia in supporto ad Aipo, per lo sgombero di alberi, rami caduti e detriti, per l'assistenza alla popolazione e per garantire i servizi essenziali, oltre che per la pulizia degli immobili nelle aree allagate.

A Lentigione, in media, è intervenuta una squadra per ogni famiglia. Da martedì pomeriggio l'intera zona è stata svuotata, la maggior parte dell'area è stata ripulita, ci sono ancora poche decine di case da ultimare su cui stanno operando circa 100 volontari.

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Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi ha consegnato al sindaco Fabiani un assegno di 365.000 euro per la scuola di Montegallo, in provincia di Ascoli Piceno, colpita dal terremoto. Manghi: "Da oggi raccolta fondi per gli alluvionati".

Reggio Emilia, 18 dicembre 2017

Il comune di Montegallo, uno dei tanti martoriati dai tremendi terremoti in Centro Italia, riavrà la scuola elementare, quella che il sindaco Sergio Fabiani è riuscito a mantenere nel prefabbricato allestito dalla Protezione civile dell'Emilia-Romagna facendo iscrivere 19 anziani del paese così da raggiungere il numero minimo preteso dal Provveditorato. La riavrà, grazie al cuore dei reggiani che – attraverso le tante iniziative di solidarietà che nei mesi scorsi si sono tenute nel nostro territorio per aiutare le popolazioni terremotate, i contributi degli enti locali, le offerte di imprese e singoli cittadini – ha permesso al presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, di consegnare sabato pomeriggio al sindaco Fabiani un assegno da 365.534,52 euro.

La cerimonia, condotta dalla giornalista Stefania Bondavalli, si è tenuta nella Sala Conferenze dell'Ufficio territoriale del Governo, alla presenza dello stesso prefetto Maria Forte, del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, dei primi cittadini e delle associazioni di volontariato che in tutti i comuni si sono adoperate tanto nella fase dei soccorsi, quanto nei mesi successivi per promuovere iniziative benefiche, e di Federica Manenti della sede reggiana dell'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile - Servizio Area Affluenti Po.

"E' una somma importante, raggiunta grazie alla generosità di tantissimi reggiani ognuno dei quali, indistintamente e a prescindere dell'entità dell'offerta, ha contribuito a raggiungere l'obiettivo che ci eravamo dati: ricostruire, esattamente dov'erano, le elementari di Montegallo, un edificio antisismico che abbia una funzionalità non solo scolastica, attraverso una progettazione e un appalto che saranno pure curati dalla Provincia di Reggio Emilia attraverso una convenzione con il Comune", ha detto il presidente Giammaria Manghi. Che ha poi annunciato che il conto corrente per le emergenze e la solidarietà attivato dal 2004 dalla Provincia di Reggio Emilia sarà destinato ad accogliere donazioni a favore delle popolazioni alluvionate di Lentigione.

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"Al di là delle competenze istituzionali, ritengo sia un nostro dovere etico e morale aiutare le popolazioni alluvionate e sono certo che anche in questa occasione la generosità e la voglia di aiutare concretamente chi ha bisogno, che rappresentano un tratto antropologico distintivo della nostra comunità, saprà produrre risultati importanti", ha aggiunto il presidente della Provincia annunciando per i prossimi giorni anche un incontro, d'intesa con la Regione, con gli imprenditori delle zone alluvionate. "Imprese rilevanti, ma anche di piccole e medie dimensioni altrettanto importanti, che cercheremo di sostenere nella fase di stima dei danni perché possano al più presto ripartire", ha concluso Manghi.

Come effettuare le donazioni
Per sostenere le popolazioni alluvionate di Lentigione di Brescello può essere utilizzato il conto corrente intestato a "La Provincia di Reggio Emilia per le emergenze e la solidarietà", attivo presso la filiale Unicredit di via Emilia Santo Stefano 18/e con le seguenti coordinate Iban: IT 12 I 02008 12800 000100658213 (per pagamenti disposti dall'estero BIC SWIFT: UNCRITM1075). Nella causale è necessario indicare "Alluvione Lentigione 2017": le somme versate saranno destinate a progetti di assistenza e ricostruzione seguiti direttamente dalla Provincia di Reggio Emilia.

(Fonte: Provincia di Reggio Emilia)

Editoriale: -Prevenzione, parole al vento. - Lattiero caseari. Burro e latte spot ancora in flessione. - Maltempo ed esondazioni a Parma, Reggio Emilia e Modena: Protezione civile al lavoro - Salvati dalle acque. Tre storie di animali a lieto fine -Salmonella nel pepe nero macinato - Turismo dei cammini in Emili Romagna

1.1 editoriale
Prevenzione, parole al vento.
2.1 lattiero caseario Lattiero caseari. Burro e latte spot ancora in flessione.
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. I dati USDA di dicembre hanno spinto al ribasso
5.1 Maltempo e esondazioni in emilia Maltempo ed esondazioni a Parma, Reggio Emilia e Modena: Protezione civile al lavoro
6.1 maltempo bonifica parmense Berceto, Terenzo e Solignano. La Bonifica libera le strade interrotte e consente il deflusso delle acque.
6.2 maltempo ENZA Emergenza Enza- aggiornamento
7.1 MALTEMPO FIUME SECCHIA Fiume Secchia, ponti e scuole rimangono chiusi. A Campogalliano decine di animali morti
8.1 maltempo lieto fine Salvati dalle acque. Tre storie di animali a lieto fine
8.2 sicurezza alimentare Salmonella nel pepe nero macinato
9.1 turismo Turismo dei cammini in Emili Romagna
10.1promozioni "vino" e partners
11.1 promozioni "birra" e partners

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Domenica, 17 Dicembre 2017 07:08

Prevenzione, parole al vento.

Parole, parole, parole. Emilia colabrodo. 4 esondazioni in 3 anni, frane a go go e ponti chiusi. E pensare che è una delle zone più ricche del Paese e d'Europa.

di Lamberto Colla Parma 17 dicembre 2017

Parole, parole, parole.
Si fa presto a dire prevenzione. Si fa presto a promettere che verrà fatto un piano organico per prevenire gli effetti del dissesto idrogeologico.

Fatto sta che dopo ogni evento le promesse si sprecano ma di fatti neanche l'ombra.
Non è stato sufficiente che Bomporto e dintorni fosse andato sott'acqua nel 2014, l'anno seguente al terremoto, peraltro. Non è stato sufficiente che sempre nel 2014 a andare a fondo fosse un intero quartiere di Parma per l'esondazione del torrente Baganza e che solo per un bicchier d'acqua Colorno e la sua Reggia scamparono l'alluvione. Non è stato sufficiente che l'alluvione colpisse un anno dopo (2015) il territorio piacentino.

Niente da fare. Il 12 dicembre tre fiumi emiliani sono tornati a far parlare di loro. Il primo a esondare è stato l'Enza a cavallo delle provincie di Parma e Reggio Emilia mettendo soqquadro soprattutto Lentigione, una frazione industriale dii Brescello, e da lì a poco è toccato al Parma esondare a Colorno e la dimora di campagna della duchessa di Parma questa volta non è stata risparmiata, così come l'ALMA, il tempio della cucina internazionale.

Foto Ponte po chiuso ott 17 cartelli

Ancora poche ore e a fare le bizze è stato il Secchia. Campogalliano e dintorni sono stati invasi dalle acque e molti animali son sono riusciti a mettersi in salvo.
Piogge che nelle stesse ore hanno compromesso la viabilità dell'appennino reggiano con non meno di 7 frane.

E che dire della transitabilità dei ponti?
Il Ponte Colorno-Casalmaggiore, che consente di collegare Parma alla lombardia è chiuso al transito e compromessa è anche la viabilità sul passaggio ferroviario.
L'altro ponte di collegamento tra le due regioni (Ragazzola) è. per un bel tratto, a senso unico alternato così come pure quello a Viadana.
Una situazione che ha ben fotografato il Consigliere Foti (FI) dichiarando che "Si rischia la secessione viaria".

No, tutto ciò non è bastato.
Gli emiliani devono solo rimboccarsi le maniche, sbadilare fango e anche tanta m...a, sapendo di essere comunque in buona compagnia. Val la pena infatti ricordare che nel centro Italia le popolazioni colpite dal terremoto stanno affrontando il secondo inverno fuori dalle casette promesse e quelle consegnate si scopre che non hanno le caratteristiche per affrontare i climi rigidi con i boiler che, se non si bloccano, esplodono.
Parole, parole, parole!

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Pubblicato in Politica Emilia
Giovedì, 14 Dicembre 2017 12:20

Lentigione invasa dal fango

A Lentigione, frazione di Brescello in provincia di Reggio Emilia, è iniziata la conta dei danni. Dopo il ritiro dell'Enza, che la mattina del 12 dicembre, ha completamente sommerso la zona, ora resta il dolore delle persone che sono state costrette ad abbandonare la propria casa.

Le operazioni di soccorso hanno interessato oltre 400 persone, di cui circa 127 accolte nelle strutture realizzate a Poviglio, Castel Nuovo di Sotto, Novellara o in albergo. Circa 500 persone sono riuscite a scappare tramite vie di fuga collegate all'argine nella parte non danneggiata.

Anche la frazione di Santa Croce (Boretto), 1.000 abitanti, è stata evacuata ma a solo scopo cautelativo e non è stata interessata da allagamenti. Nel Palazzetto di Novellara, allestito per l'accoglienza, sono state portate 10 persone.

A Brescello sono presenti circa 370 Vigili del fuoco con mezzi speciali, oltre a elicotteri, esercito, Marina, 118 regionale. Operativo anche un mezzo anfibio inviato dalla Provincia Autonoma di Trento e un overcraft della Provincia Autonoma di Bolzano.
Da questa mattina i residenti sono potuti rientrare per alcune ore in case e capannoni.

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Ora Lentigione resta invasa dal fango, intanto continuano i lavori per riparare l'argine.

Le terribili esondazioni che hanno colpito l'Emilia, nelle province di Parma e Reggio Emilia e la piena del fiume Secchia nel modenese hanno visto coinvolte in operazioni di evacuazione circa 2.100 residenti.

Stanziati 2 milioni di euro

"Abbiamo stanziato un primo fondo di 2 milioni di euro per le urgenze e gli interventi di immediata necessità- afferma il presidente della Regione Bonaccini-. Inoltre, è praticamente pronta la richiesta dello Stato di emergenza, che già ieri avevo preannunciato al presidente del premier, Paolo Gentiloni, e che confido sarà accolta dal governo nel prossimo Consiglio dei ministri, che dovrebbe tenersi entro Natale. Questo vuole dire, da parte nostra, un lavoro puntuale di ricognizione dei danni per attivare subito la richiesta di risorse. Saremo impegnati affinché si raccolgano i dati anche per i danni ai privati- prosegue Bonaccini-, un percorso diverso e parallelo rispetto a quello dello stato di emergenza e ricordo che, proprio grazie al lavoro della Regione, di recente il Governo ha rimborsato e sta rimborsando i danni di cinque stati di emergenza dichiarati tra il 2013 e il 2015 in Emilia-Romagna. Siamo al fianco delle persone sfollate e delle imprese, affinché possano rientrare nelle loro abitazioni i primi e ripartire al più presto le seconde. Gli eventi a cui abbiamo assistito sono stati davvero eccezionali, ma gli argini hanno retto: purtroppo il sormonto dell'acqua, causato da piene di portata storica dei fiumi, ha creato questa situazione."

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COMUNICAZIONI E RISPOSTE A DOMANDE SULL'EMERGENZA IDRAULICA DI LENTIGIONE

Punto d'ascolto a Lentigione
Presso Centro Sociale in Via Salvemini, per informazioni, richieste e segnalazioni. Sono presenti operatori comunali e dei servizi di pubblica utilità;

Accesso alle vie di Lentigione:
- Consentito solo ai residenti, dalle ore 7.30 alle ore 16.30, in accordo con la Protezione Civile operante sul posto. Dopo le 16.30 e fino alle 7.30 del giorno dopo l'accesso alle abitazioni di Lentigione resta vietato;
- Consentito agli operatori della Protezione Civile e ai tecnici incaricati per il ripristino dei servizi essenziali (luce, gas, acqua, ecc.);
- Consentito ai tecnici delle aziende e delle attività produttive di Lentigione, nella fascia oraria dalle 7.30 alle 16.30;

Automezzi in sosta a Lentigione
- Per lo spostamento dei mezzi da rimuovere ci si può rivolgere a SABAR, che sta organizzando un luogo di raccolta. SABAR è presente nel punto di ascolto presso il Centro Sociale;

Difficoltà di accesso alle abitazioni di Lentigione
- Rivolgersi al presidio UCL dei Vigili del Fuoco;

Energia elettrica
- Sono in corso le procedure per l'incarico a tecnici qualificati per verificare la funzionalità degli impianti nelle singole abitazioni private, unitamente alle attività di ENEL. E' raccomandato seguire gli aggiornamenti sul sito web del comune o contattare il numero unico del COC;

Rimborsi e richieste danni
- E' necessario documentare, fare elenchi e fotografie, dei beni per i quali si vuole chiedere il rimborso. Si resta in attesa della modulistica e delle procedure regionali da utilizzare prossimamente per le richieste di risarcimento;
Numeri di contatto del Centro Operativo Comunale (COC), presso il Municipio, per richieste e informazioni:
- 334.6206051

La situazione a Lentigione, foto di Gennaro Preziuso 

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Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia
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