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Viene presentato oggi il canale di web-television che affianca i fisioterapisti in questo periodo di emergenza con informazioni puntuali e aggiornate settimanalmente. E oggi viene presentato anche il Corso FAD su" Ruolo del fisioterapista nella gestione dei pazienti Covid.19".

L'attuale periodo di emergenza sta rivoluzionando le giornate, il modo di comunicare, di formarsi, di condividere esperienze di tutti, e tra gli altri anche dei professionisti della salute. Per rispondere in modo nuovo ed efficace alle necessità di confronto professionale e di aggiornamento sulle quotidianità ed emergenze, l'Associazione Italiana Fisioterapisti-AIFI lancia oggi alle ore 13.00 l'AIFI Channel un appuntamento di web-television disponibile in diretta streaming sul sito web dell'Associazione (aifi.net).

Il progetto AIFI CHANNEL si configura come un autentico web-palinsesto settimanale di news, interventi, interviste ed esperienze condivise. "E' un progetto che abbiamo ideato e realizzato proprio per rendere questo periodo emergenziale ricco di opportunità per chi opera come fisioterapista", specifica il coordinatore del progetto, Andrea Piazze, presidente del GIS Fisioterapia Sportiva in seno ad AIFI, "Crediamo che in questa modalità digitale e interattiva riusciremo a portare la nostra Associazione oltre i confini dell'attuale emergenza e clausura forzata. Sappiamo che quello che viene realizzato a partire da oggi come prodotto web permette di portare su vasta scala le esperienze, le notizie e le problematiche che la nostra professione sta vivendo, lanciandoci così nella sperimentazione di uno spazio video-digitale che giunge al cuore della quotidianità di tutti i nostri associati".

Per avviare l'AIFI-CHANNEL l'Associazione ha creato un vero gruppo di lavoro professionale all'interno del quale vengono identificati i temi e gli interlocutori che settimanalmente vengono coinvolti nella programmazione video, con un forte supporto dei canali social dell'Associazione. Tutto il programma complessivo del canale sarà presentato durante la prima trasmissione odierna condotta alle ore 13.00 da Andrea Piazze insieme a Damiano Guidi e Filippo Oliva (anche loro professionisti del GIS Sport-AIFI). All'interno di questo primo appuntamento sarà soprattutto presentato il Corso FAD incentrato al ruolo del fisioterapista nella gestione dei pazienti COVID-19, ovviamente uno dei percorsi di training maggiormente richiesti dai fisioterapisti italiani.

Il Palinsesto complessivo dell'AIFI-CHANNEL è poi formato da format specifici: FLASHNEWSFT (ogni lunedì ore 13,00), con 10 minuti di programma in cui vengono presentati i programmi della settimana, le notizie dal mondo dei fisioterapisti, i consigli di tipo formativo; al martedì è previsto l'appuntamento con VIPRESENTOLAMIATESI (ore 17.00) in cui uno studente del Corso di Laurea ed uno studente del Master presentano il loro percorso di studi e illustrano temi e obiettivi della tesi universitaria. Le giornate di mercoledì e giovedì (sempre alle ore 17.00) sono scandite dagli appuntamenti con le interviste di OLTREICONFINIFT e con l'approfondimento del FOCUS.

La settimana dell'AIFI CHANNEL termina sempre con la Tavola Rotonda serale del venerdì, denominata "Resto a casa con AIFI" (ore 21,00), appuntamento fisso con la moderazione del vicepresidente AIFI, Simone Cecchetto, che dialogherà con alcuni ospiti e relatori, affrontando topic specifici scientifici.

La prima puntata di "Resto a Casa con AIFI" vedrà questa sera la partecipazione di Marta Lazzeri, presidente dell'Associazione Riabilitatori dell'insufficienza Respiratoria (ARIR) e con lei si approfondiranno alcune delle tematiche più delicate del periodo attuale di emergenza: come il COVID modifica il sistema respiratorio? Qual'è il ruolo della Fisioterapia Respiratoria nel paziente critico ed acuto? Quali possibili esiti del COVID e cosa monitorare e gestire nel percorso post acuto del paziente? "Nell'insieme", conclude Andrea Piazze, "esordisce oggi un progetto multimediale destinato ad essere di riferimento per un ambito professionale che ha saputo prima e più velocemente di tanti altri dotarsi di una piattaforma di comunicazione di contenuti ed esperienze. Siamo convinti come AIFI che in questo modo saremo in grado di continuare a far squadra anche in un periodo che ci priva di quel naturale interscambio personale che da sempre è uno dei maggiori punti di forza del mondo dei fisioterapisti".

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Coronavirus, l'aggiornamento: 15.932 i casi positivi in Emilia-Romagna, 599 in più rispetto a ieri. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 6.952. Continuano a salire le guarigioni, che arrivano complessivamente a 1.852 (+189)

I pazienti in terapia intensiva sono 364, 2 in meno di ieri. E calano anche i ricoverati negli altri reparti: -29. I decessi arrivano a 1.902: 91 in più. Procede il piano di rafforzamento dei posti letto: sono 5.118 quelli già allestiti in tutta la regione. Avviato da oggi un ulteriore percorso dedicato ai pazienti attualmente in terapia sub-intensiva ma a rischio di aggravamento: 15 trasferimenti da Piacenza verso gli ospedali di tutta la regione

Bologna 3 aprile 2020 - 15.932 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 599 in più rispetto a ieri; 63.682 i test effettuati, 3.625 in più. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, venerdì 3 aprile, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, sono 6.952 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (312 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 364, 2in meno rispetto a ieri. E si sono registrati 29 ricoverati in meno anche nei reparti non di terapia intensiva (3.915 oggi rispetto ai 3.944 che si contavano ieri). I decessi sono purtroppo passati da 1.811 a 1.902: 91 in più, quindi, di cui 62 uomini e 29 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.852 (189 in più rispetto a ieri), 1.293 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 559 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 18 residenti nella provincia di Piacenza, 9 in quella di Parma, 14 in quella di Reggio Emilia, 9 in quella di Modena, 31 in quella di Bologna (nessuno in territorio imolese), 3 in quella di Ferrara, 2 nella provincia di Forlì-Cesena (nessuno nel forlivese), 4 in quella di Rimini. Nessun decesso si è verificato in provincia di Ravenna. Un solo decesso si riferisce a un residente fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.811 (46 in più rispetto a ieri), Parma 2.083 (34 in più), Reggio Emilia 2.800 (135 in più), Modena 2.498 (82 in più), Bologna 2.041 (99 in più), Imola 298 (15 in più), Ferrara 368 (27 in più), Ravenna 656 (29 in più), Forlì-Cesena 866 (di cui 447 a Forlì, 63 in più rispetto a ieri, e 419 a Cesena, 14 in più), Rimini 1.511 (55 in più).

I posti letto aggiuntivi: 5.118 (+40 rispetto a ieri)

Da Piacenza a Rimini prosegue il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto messo a punto dalla Regione; posti letto che passano complessivamente dai 5.078 di ieri ai 5.118 di oggi (+40), tra ordinari (4.558, +28) e di terapia intensiva (560, +12).

Nel dettaglio: 696 posti letto a Piacenza (di cui 45 per terapia intensiva), 1.121 a Parma (68 terapia intensiva), 735 a Reggio (64 terapia intensiva), 561 a Modena (86 terapia intensiva), 979 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (161 terapia intensiva, di cui 16 a Imola), 264 a Ferrara (38 terapia intensiva), 762 in Romagna, di cui 98 per terapia intensiva (nel dettaglio: 247 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 115 Ravenna, di cui 14 per terapia intensiva, a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione da Villa Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva; 99 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva; 133 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva).

La “rete” ospedaliera in aiuto al piacentino

A più di un mese dall’inizio dell’epidemia, l’area più critica continua a rimanere quella dell’Emilia-nord, in particolare della provincia di Piacenza. Gli ospedali di Piacenza e Castel San Giovanni sono quelli che, fin dai primi giorni, hanno registrato livelli di saturazione massimi, nonostante la graduale espansione dei posti letto. Negli ultimi giorni si è osservata una riduzione degli accessi in pronto soccorso (il picco massimo è stato registrato il 16 marzo con 135 accessi di pazienti sospetti Covid; ieri, 2 aprile, gli accessi sono stati 23), e di conseguenza dei ricoveri. Gli ospedali piacentini continuano però a risentire del “carico” dei giorni precedenti poiché i tempi di dimissione dei pazienti più critici sono lunghi (fino a 3-4 settimane).

È emersa quindi la necessità di supportare questo territorio con un intervento a livello regionale. Per questo, già dai primi giorni di marzo, altri ospedali della regione hanno accolto più di 100 pazienti provenienti dalle terapie intensive della provincia di Piacenza. I pazienti sono stati accolti prevalentemente nei territori meno colpiti (Bologna, Ferrara e la Romagna, ad esclusione di Rimini). Alcuni pazienti sono stati trasferiti anche presso le terapie intensive delle strutture private accreditate (Villalba e Villa Erbosa a Bologna e Villa Maria Cecilia di Cotignola - Ravenna). Anche oggi 5 pazienti di terapia intensiva sono usciti da Piacenza con destinazione Ospedale Maggiore e Bentivoglio di Bologna, Cona di Ferrara, Policlinico di Modena e Ospedale di Cesena. Il principio è stato mettere l’intera rete regionale a disposizione delle aree più colpite, consentendo all’Emilia-Romagna di essere autosufficiente ed evitare lunghi trasferimenti extra regione o addirittura all’estero.

Da oggi è stato avviato un ulteriore percorso dedicato ai pazienti attualmente in terapia sub-intensiva ma a rischio di aggravamento. Questo consente di trasferire un maggior numero di pazienti e, soprattutto, di effettuare il trasporto in condizioni meno critiche (si tratta di pazienti non intubati). Il sistema di trasferimento prevede una valutazione clinica dei pazienti condivisa dai professionisti di Piacenza con il “Coordinamento regionale insufficienza respiratoria acuta COVID-19”.

La valutazione tiene conto sia del rischio di aggravamento, e quindi dell’eventuale necessità di assistenza intensiva, che della possibilità per il paziente di affrontare il trasferimento. Oggi sono stati effettuati 15 trasferimenti da Piacenza verso gli ospedali di tutta la regione (Modena, Bologna, Ferrara e Cesena). Almeno 10 sono in programma per la giornata di domani, sabato 4 aprile. Successivamente sarà effettuata una rivalutazione del fabbisogno e pianificata l’attività per la prossima settimana.

Il Coordinamento regionale, mediante un monitoraggio costante delle disponibilità di posti letto nei diversi ospedali, individua la possibile destinazione dei pazienti e la centrale TIC19 di Bologna si occupa di organizzare i trasporti reperendo sia i mezzi che gli equipaggi. Si tratta di un’operazione complessa, necessaria per consentire all’area di Piacenza di continuare ad affrontare l’emergenza in condizioni meno critiche, sia per i pazienti che per gli operatori sanitari.

 

Le attività della Protezione civile regionale

Nuovi Dispositivi di protezione individuale e materiale medico arrivati in Emilia-Romagna

291.600 mascherine chirurgiche, 45.000 mascherine ffp2 e 126.000 monovelo Montrasio, 180 tute di protezione, 83 sistemi di aspirazione monouso a circolo chiuso e 40 monitor multi-parametrico da trasporto con possibilità di defibrillazione. Questo è il bilancio di quanto il Dipartimento nazionale di protezione civile ha fatto pervenire, fra stanotte e stamattina, all’Agenzia regionale di Protezione civile.

Si ricorda che sono on-line, sul sito del Dipartimento e su quello del ministero della Salute, i dati complessivi dei Dispositivi di protezione individuale e delle apparecchiature elettromedicali distribuiti dalla Protezione Civile a Regioni e Province autonome. Il sistema informatico ADA (Analisi Distribuzione Aiuti) viene aggiornato ogni sera dalle 22 alle 23.30:

Nella giornata di oggi, il servizio Area Affluenti Po dell’Agenzia e i volontari del coordinamento provinciale hanno consegnato 6500 mascherine chirurgiche alla farmacia dell’Ospedale di Piacenza,donate da Confindustria regionale al personale sanitario. Inoltre, i volontari piacentini stanno distribuendo 34.000 mascherine monovelo Montrasio alla Prefettura di Piacenza e ai Comuni.

Drive through / transit point: attivo anche Bagno di Romagna (FC)

Sono 6 le strutture realizzate con mezzi e attrezzature dell’Agenzia e il lavoro dei volontari: a Reggio Emilia, Guastalla, Castelnuovo Monti (RE), Cesena e Forlì, a cui si aggiunge Bagno di Romagna. Si è infatti concluso l’allestimento, da parte dei volontari di ANA-RER, di un “transit-point” finalizzato all’esecuzione di tamponi per la verifica della guarigione, da parte del Dipartimento di Sanità Pubblica, Ambito di Cesena, presso il parcheggio di servizio della scuola secondaria “Manara Valgimigli” di Bagno di Romagna.

Volontari all’opera

Sono stati 831 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati giovedì 2 aprile; dall’inizio dell’emergenza, si contano 11.336 giornate. Le principali attività riguardano il supporto alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze, trasporto campioni e consegna farmaci (CRI e ANPAS, totale 260), il supporto ai Comuni per le varie attività di assistenza alla popolazione (oltre 400, con un assai rilevante apporto degli scout Agesci: totale 453), la disinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso (a Parma e Piacenza).

Le FEderGev (Guardie Ecologiche o Ambientali) ha provveduto al montaggio di due grandi tende davanti alla Stazione di Bologna, per lo svolgimento di attività di monitoraggio sanitario del personale ferroviario.

Nella mattinata di oggi sono partiti i primi due volontari di ANA-RER (da Reggio Emilia e da Piacenza) per l’ospedale da campo allestito dagli Alpini a Bergamo. Dotati di appositi dispositivi di protezione individuale, i volontari copriranno un turno settimanale di 8 ore al giorno, svolgendo anche attività di vigilanza anti-incendio; alloggeranno nella zona adibita a campo soccorritori, dove sono state installate le tende dormitorio e le mense degli Alpini. Da oggi, ANA-RER coprirà turnazioni quotidiane in questa specifica mansione.

Punti triage

Si confermano 32 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna: 10 davanti alle carceri e 22 davanti agli ospedali./CV

Rabboni: “Un plauso a tutti gli operatori che lavorano per garantire il pomodoro sulle nostre tavole”

I 130 contratti aziendali di compravendita del pomodoro 2020 depositati all'organizzazione interprofessionale OI Pomodoro da industria del Nord Italia, per le verifiche di conformità, sono risultati in linea con le quantità previste nei precontratti e quindi con l'obiettivo di programmazione produttiva 2020 fissato dalle parti nel contratto d'area Nord Italia. La programmazione produttiva dunque, grazie alla partecipazione consapevole di tutte le componenti, funziona e raggiunge i traguardi concordati.

Questo l’importante dato su cui ci si è confrontati in occasione della riunione in videoconferenza – in linea con le disposizioni per il contrasto alla diffusione del Coronavirus – tra i rappresentanti della componente industriale ed agricola della filiera che hanno esaminato l'esito dell'analisi sui contratti curata dall’OI, come soggetto terzo, su mandato della filiera stessa.

“L’OI – spiega il presidente Tiberio Rabboni - ha valutato la conformità dei contratti, depositati alla scadenza del 16 marzo scorso, ai precontratti aziendali definiti nelle settimane precedenti ed ha riscontrato il sostanziale rispetto di quanto programmato: sia per le quantità, sia per le superfici contrattate”.
Gli obiettivi di programmazione erano stati definiti congiuntamente dalle parti agricola e industriale che, già al termine della campagna 2019, avevano iniziato un serio e intenso confronto con lo scopo di definire un Accordo Quadro d’Area, poi raggiunto il 13 febbraio, che comprendesse l’importante e innovativo aspetto della programmazione produttiva, nei tempi idonei per garantire le scelte delle aziende agricole e la pianificazione industriale.

“Per calibrare gli obiettivi di programmazione e la loro sostenibilità – sottolinea Rabboni - le parti hanno utilizzato lo strumento dei precontratti, redatti a gennaio, i quali sono stati poi formalizzati nei contratti, sottoscritti a marzo. Una seria programmazione è a vantaggio di tutto il sistema, sia per la produzione agricola che per la produzione industriale, per evitare sovrapproduzione e garantire la fornitura necessaria tenendo conto della reale richiesta dei mercati”.

Entro il prossimo 30 giugno verranno confrontate le superfici effettivamente coltivate con gli obiettivi fissati nei contratti aziendali. Poi un’ulteriore verifica ci sarà a fine ottobre per valutare il rispetto dei quantitativi prodotti con quelli contrattati. Nel caso del mancato rispetto degli impegni di programmazione scatterà un sistema di trattenute economiche che andranno a formare un fondo, gestito dall’OI, per finanziare progetti di sviluppo a vantaggio di tutta la filiera.

Durante la videoconferenza le rappresentanze industriali ed agricole si sono doverosamente confrontate anche sugli scenari generati dall’attuale emergenza Coronavirus. A questo proposito rivolgono alla filiera nel suo insieme un messaggio di ringraziamento per il grande senso di responsabilità, per la passione e il coraggio dimostrato dagli agricoltori, dai lavoratori stagionali e da tutti i dipendenti delle industrie di trasformazione e attività connesse che stanno operando anche in questo drammatico momento, per assicurare la continuità delle attività e dei processi affinché il pomodoro italiano continui ad arrivare sulle tavole dei consumatori di tutto il mondo.

 

L’accordo conferma l’impegno del Gruppo per un approccio socialmente responsabile alle relazioni industriali con nuove assunzioni e investimenti aggiuntivi nel Mezzogiorno

- 2.600 nuove assunzioni

- 800 dipendenti riqualificati in nuovi ruoli tramite formazione e attività di re-skilling

- 5.200 uscite attraverso pensionamenti anticipati volontari

Ulteriori miglioramenti all'offerta di welfare e all'equilibrio tra vita professionale e lavorativa per tutti i dipendenti

Con la conclusione degli accordi in Austria, Germania e Italia sono stati raggiunti i target di Team23 in termini di ricadute sul personale.

UniCredit e i Sindacati italiani hanno raggiunto oggi un accordo relativo all’implementazione del piano strategico "Team 23" in Italia.

Nei prossimi quattro anni, a 5.200 dipendenti sarà offerto un piano di prepensionamenti volontari con accesso al Fondo di Solidarietà di settore. In linea con lo sviluppo dell’offerta multicanale della banca, altri 800 dipendenti saranno riqualificati e adibiti a nuovi ruoli professionali.

Con l’accordo il Gruppo si impegna ad assumere 2.600 persone nei prossimi quattro anni per garantire un positivo turnover generazionale e un aumento delle competenze digitali della forza lavoro. Inoltre, 900 apprendistati saranno confermati in contratti di lavoro a tempo indeterminato.
UniCredit sta anche investendo nel rafforzamento e nella creazione di due Poli nel Sud Italia (Sicilia e Campania) per l’accentramento di attività di back office e di gestione della clientela.

Il Gruppo amplierà ulteriormente la sua offerta di Welfare e investirà in iniziative per migliorare il Work Life Balance dei propri dipendenti attraverso ad esempio l'introduzione di un congedo di paternità retribuito di 10 giorni e l’aumento progressivo dell’importo del buono pasto.

Il contributo al fondo pensione aumenterà al 4% per gli apprendisti durante i primi tre anni di lavoro. Inoltre, le attuali polizze assicurative sulla salute e sulla vita vengono confermate in modo strutturale. E’ stata inoltre introdotta una nuova copertura assicurativa in caso di premorienza per proteggere i dipendenti che hanno sottoscritto un mutuo.

Il Gruppo ha infine concordato un premio collettivo di produttività annuale (€ 1.430 a Conto Welfare ovvero € 880 in forma monetaria), con un aumento medio del 10% su base annua, riconoscendo in tal modo il contributo dei dipendenti italiani alla produttività e alla redditività del Gruppo nel 2019.

Con l'accordo siglato oggi, i negoziati con i sindacati relativi al Piano Team 23 sono stati completati, in modo positivo e socialmente responsabile. Ciò contribuisce a rafforzare la competitività, la produttività e la redditività del Gruppo, a beneficio di tutti gli stakeholder.

Pubblicato in Comunicati Lavoro Emilia

Sardex, la Community dell’economia reale, consente accesso gratuito a credito e opportunità commerciali del Circuito per supportare le PMI durante la crisi Coronavirus - #IostoinSardex

Sardex, la community delle PMI Italiane, con oltre 10.000 aderenti e 600.000 transazioni nel solo 2019, lancia l'iniziativa #IostoinSardex: sarà possibile l'accesso al Circuito immediato e senza costi per tre mesi, ottenendo da subito liquidità aggiuntiva e la possibilità di incontrare nuovi clienti e fornitori. Inoltre, piani di rientro congelati per tre mesi e l’abbonamento gratuito per i dipendenti dei neo iscritti. L’AD Marco De Guzzis: “Un contributo concreto, per sostenere da subito le PMI del Paese”.

Milano, 3 aprile  2020 - Fare rete, accedere velocemente al credito e senza interessi, risparmiare preziosa liquidità euro e trovare nuovi clienti. Questi i capisaldi per aziende sane e in crescita, gli anticorpi fondamentali che il Circuito Sardex mette a disposizione di migliaia di imprese aderenti in tutta Italia. E la ricetta cardine della moneta complementare più diffusa del Paese, ora è pronta a rafforzarsi per fronteggiare la crisi Coronavirus.
Nata a sostegno delle PMI e in prima linea anche in questo momento di contrazione economica, Sardex mette a disposizione strumenti e risorse e lo fa con l’iniziativa #IostoinSardex:

In via straordinaria, i nuovi iscritti potranno accedere al Circuito gratuitamente iniziando da subito a scambiare beni e servizi nella rete e a godere di una linea di credito senza interessi, versando la quota di partecipazione solo fra tre mesi con dilazioni agevolate. Potranno, in forma del tutto gratuita, iscrivere alla rete i propri dipendenti, estendendo anche a loro i vantaggi della moneta complementare, e infine, potranno scegliere di attivare la linea di credito aggiuntiva Sardex - Efficio +, con tempi di rientro a tre mesi dall’attivazione: a fronte di una richiesta di crediti, i nuovi iscritti, così come le imprese già aderenti, inizieranno a pagare le rate, senza interessi, dopo 90 giorni dall’attivazione.
Un’opportunità per continuare ad investire grazie ad un cuscinetto temporale che nelle prossime settimane potrebbe giocare un ruolo importante: nella ripresa delle attività di migliaia di imprese, e nell’avvio di investimenti aziendali e progetti personali, circolo virtuoso che rimette in moto l’economia del Paese.

“Siamo da sempre dalla parte delle piccole e medie imprese - ha dichiarato Marco De Guzzis, Amministratore Delegato di Sardex - e abbiamo già generato oltre mezzo miliardo di business aggiuntivo per le 10 mila aziende nella nostra rete, con oltre 600 mila operazioni in crediti sardex solo nell’ultimo anno. Con #IostoinSardex vogliamo consentire alle imprese di tutta Italia di accedere a credito e ricavi aggiuntivi che possano dare un contributo positivo nell’affrontare la crisi attuale. Supereremo questo momento di difficoltà, ma ora è fondamentale dare un sostegno fattivo a tutte quelle realtà aziendali e associative che hanno bisogno di superare la contingenza riducendo i danni.”

Sardex oggi è presente in tutta Italia e oltre al territorio sardo, il network è in forte crescita e in consolidamento in Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.
Le aziende interessate all’iniziativa #IostoinSardex e a partecipare alla rete di credito commerciale possono fare domanda di iscrizione su: www.sardex.net

Il Circuito Sardex consente ad imprese, liberi professionisti e associazioni di scambiare beni e servizi su una piattaforma innovativa grazie ad un conto digitale dove un sardex è uguale ad un euro. Supportati dalla forza della rete, i partecipanti attraggono nuovi clienti e trovano nuovi fornitori che fanno parte del network e sono interessati ad allargare il proprio giro d’affari.
Ad oggi oltre 10 mila aziende in tutta Italia hanno messo a disposizione 200 milioni annui di beni e servizi da scambiare in moneta complementare dentro il Circuito e migliaia di dipendenti di aziende iscritte ricevono parte della propria retribuzione in crediti sardex.

Nel Circuito gli aderenti hanno accesso a credito aggiuntivo senza pagare interessi, riducendo la necessità di disponibilità in euro senza rinunciare ad investire nella propria attività, far crescere progetti personali, far fronte alla liquidità di cassa e promuoversi in una rete di imprese dove collaborazione e fiducia del singolo si trasformano in ricavi e benefici per tutti.

Sardex: la community dell’economia reale.

Per ulteriori informazioni: www.sardex.net // Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Molti i cambiamenti, che negli ultimi vent'anni, hanno viso coinvolte attrezzature e organizzazione. Il "coronavirus ha però completamente stravolto l'approccio alla manipolazione, conservazione e distribuzione dei pasti alle "prime linee".

di LGC e Foto di Francesca Bocchia Parma 2 aprile 2020 - Un'emergenza straordinaria, da più parti assimilata a quella in tempi di guerra, ha comportato straordinari interventi in ogni ambito organizzativo delle strutture interessate al presidio dell'emergenza.

Abbiamo incontrato Claudio Pattini, uno dei responsabile della cucina mobile regionale della protezione civile, per approfondire le conoscenze di questo importante reparto logistico al servizio della comunità impegnata nei soccorsi. "Sono vent'anni che faccio questa attività, ho iniziato con l'emergenza Po 2000. Cosa è cambiato. Tantissimo, sotto il profilo organizzativo, come materiali e mezzi con un salto di qualità notevole. Ad esempio adesso abbiamo un camion cucina con annesso camion frigo e lavaggio per il pentolame. All'inizio invece erano solo fornelli da cucina. Con questo evento è però cambiato molto altro. Dalla fornitura di mensa al volontariato e alla popolazione, che si faceva nei casi di emergenze passate, ora il nostro comportamento è invece radicalmente mutato, non solo dal punto di vista organizzativo ma anche dal lato della distribuzione dei pasti. La distribuzione oggi va fatta con vaschette sigillate e tutta una serie di accorgimenti estremi. Dobbiamo evitare qualsiasi tipo di contaminazione e inoltre non eravamo abituati a lavorare in cucina con le mascherine , che invece in questa circostanza sono indispensabili , così come i guanti. Questo ha insegnato a tutti quanto sia importante la cura della cucina e della manipolazione degli alimenti."

Approfondimenti inimmaginabili nelle precedenti occasioni.

"Un altro aspetto, prosegue Pattini, è stata di dare supporto a coloro che sono in prima, seconda e terza linea. Dobbiamo garantire il vettovagliamento a chi è al "fronte". Questo ha comportato l'invaschettamento singolo per consentire la mensa nel rispetto del metro e mezzo di distanza necessario. La dimensione dl pasto stesso si è stravolto."

La cucina "da campo" della Protezione Civile è presidiata normalmente da 4-5 volontari che, presenti a rotazione, preparano pasti per la centrale del 118, per la centrale dei trasporti ordinari, per il soccorso sanitario della protezione civile e, quando capita, producono anche pasti per persone che sono rimaste sole . In caso di necessità quindi danno supporto anche a queste occasioni sociali di temporanea emarginazione.

Per la cronaca quest'oggi erano presenti: Gelati Stefano, Pattini Claudio, Pattini Andrea e Gasparotto Giovanni

Buon lavoro ragazzi e… Grazie da tutta la collettività!

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Cambiano le regole per definire i tracciati della fattura elettronica. Il provvedimento è stato definito dal direttore dell'Agenzia delle Entrate lo scorso 28 Febbraio 2020 e prevede una modifica importante da apportare alle fatture, in relazione sia al “Tipo Documento”, che alla “Natura”. Si tratta di cambiamenti sostanzialmente tecnici, apportati per rendere più efficienti i processi di assistenza e di controllo dell'amministrazione finanziaria. Ma non solo.

Infatti, queste modifiche sono altresì volte a garantire una gestione più rapida e sicura della contabilizzazione dei dati dei software dedicati, così che gli operatori possano capire e definire più velocemente le richieste. Inoltre, ne andrà a beneficiare anche l'elaborazione automatica dei dati per la determinazione della dichiarazione IVA precompilata e dell'esterometro.

Ma in cosa consistono queste modifiche? Semplificando al massimo, possiamo dire che per ciò che concerne il “Tipo Documento” saranno introdotte nuove tipologie di documento e nuovi codici documento. Allo stesso modo, verranno usati nuovi codici relativi alla ritenuta applicabile, riferimenti che vanno a maggiorare il dettaglio e le specifiche relative rispetto ai codici usati in passato.

Cambiano anche i codici natura IVA, che indicheranno con maggior precisione il perché non si è soggetti. E, infine, un piccolo mutamento tocca anche la voce “Dati Bollo” che, sebbene resterà sempre presente, sarà opzionale riportare o meno l'importo (in quanto sempre pari a 2 euro).

Tutte queste novità andranno in vigore, in via definitiva e perentoria, il 1° ottobre 2020. Ma già a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 30 settembre 2020 il sistema di interscambio accetterà sia le fatture con il vecchio schema, che con quello nuovo, indistintamente. Chiaramente, data l'attuale situazione, queste date potrebbero subire delle variazioni.

Il cambio progressivo dello schema della fattura elettronica sarà di aiuto per avere una maggiore dimestichezza con le nuove introduzioni. Di certo, un ausilio fondamentale ci arriva dai software per la fatturazione elettronica come Fatture in Cloud, che in caso di compilazione errata o non conforme avvisano subito l'utente, evitando così di perdere tempo e di inviare documenti da ricompilare. Per di più, oltre ad evitare problematiche del genere, segnalano subito se la fattura è stata accettata o meno dal sistema di interscambio.

Dunque, se da una parte le novità introdotte possono risultare ostiche ai più, dall'altra l'impiego di un buon software per la fatturazione elettronica mette al riparo da problematiche e criticità che possono sorgere in corso d'opera, ottimizzando tempo e risorse degli addetti ai lavori.

 

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Coronavirus. L'aggiornamento: 15.333 i casi positivi in Emilia-Romagna, 546 in più rispetto a ieri. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 6.640. Continuano a salire le guarigioni, che arrivano complessivamente a 1.663 (+97)

I pazienti in terapia intensiva sono 366, 7 più di ieri. I decessi arrivano a 1.811: 79 in più. Procede il piano di rafforzamento dei posti letto: sono 5078 quelli già allestiti in tutta la regione. Atterrato oggi pomeriggio all'Aeroporto Marconi di Bologna il primo di tre voli cargo in arrivo dalla Cina, con materiale sanitario acquistato dalla Regione Emilia-Romagna. Focus su Piacenza

Bologna 2 aprile 2020 – 15.333 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 546 in più rispetto a ieri; 62.027 i test effettuati, 3.570 in più. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, mercoledì 1^ aprile, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, sono 6.640 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (197 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 366, 7 in più rispetto a ieri. I decessi sono purtroppo passati da 1.732 a 1.811: 79 in più, quindi, di cui 44 uomini e 35 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.663 (97 in più rispetto a ieri), 1.177 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 486 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi (+79), per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 19 residenti nella provincia di Piacenza, 11 in quella di Parma, 9 in quella di Reggio Emilia, 18 in quella di Modena, 7 in quella di Bologna (di cui 2 nel territorio imolese), 3 in quella di Ferrara, 1 in quella di Ravenna, 3 nella provincia di Forlì-Cesena, di cui 1 nel forlinese, 4 in quella di Rimini. 4 decessi si riferiscono a residenti fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.765 (49 in più rispetto a ieri), Parma 2.049 (44 in più), Reggio Emilia 2.665 (112 in più), Modena 2.416 (119 in più), Bologna 1.942 (129 in più), Imola 283 (12 in più), Ferrara 341 (15 in più), Ravenna 627 (22 in più), Forlì-Cesena 789 (di cui 384 a Forlì, 9 in più rispetto a ieri e 405 a Cesena, 24 in più), Rimini 1.456 (11 in più).

La Regione avvia lo screening al personale sociosanitario dell’Emilia-Romagna
Come annunciato nei giorni scorsi, sono iniziati oggi da Piacenza a Rimini i controlli su tutto il personalesociosanitario della sanità pubblica, privata convenzionata e dei servizi socioassistenziali, sia sintomatico che asintomatico, per garantire la sicurezza degli operatori e consentire loro di lavorare in condizione di massima tutela, per sé e per i pazienti.

La Regione si è dotata di test sierologici che permettono di verificare attraverso un prelievo del sangue, in tempi molto rapidi, la presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo, e quindi di sapere se il paziente è venuto in contatto con il virus, e se è diventato immune. Chi risulta negativo verrà testato dopo 15 giorni, i positivi saranno sottoposti a un tampone tradizionale per averne conferma.

Oggi pomeriggio sono partiti a Bologna i primi test sierologici sui dipendenti sanitari del S. Orsola, dell’ospedale Bellaria e del Maggiore, oltre che in alcune realtà sociosanitarie del territorio, come le case residenza per anziani (Cra). Come da indicazioni regionali, si comincerà dai reparti maggiormente esposti alla possibilità di contagio. Al Rizzoli hanno già effettuato il tampone su 600 operatori, a Montecatone su 237 operatori su 371.

A Reggio Emilia sono iniziati oggi pomeriggio i test sierologici agli operatori dei reparti di malattie infettive, terapia intensiva e pneumologia presso il laboratorio dell’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Anche l’Ausl Modena è già partita con i primi screening, fatti con i test sierologici: da oggi è attivo un piano strutturato di test che prende il via dagli operatori impegnati nei reparti più a rischio - emergenza-urgenza, rianimazioni e reparti Covid - e soprattutto da quelle Case residenza anziani che stanno vivendo le situazioni più impegnative dal punto di vista delle positività. Pavullo, Vignola, Carpi, Mirandola e il 118 di Modena, hanno iniziato i primi prelievi, e si continuerà nei prossimi giorni estendendo l'attività su tutti i distretti.

In Romagna, oggi pomeriggio si sono effettuati i primi 40 test a Rimini, dove è stata predisposta una ex sala riunioni riconvertita. Già da domani mattina si procederà per gli altri ambiti territoriali a Ravenna, Forlì e Cesena.

Da domani partiranno tutte le altre Asl.

Da Piacenza a Rimini, 5.078 i posti letto aggiuntivi già allestiti su tutto il territorio
Da Piacenza a Rimini prosegue il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto messo a punto dalla Regione. Da ieri a oggi, passano complessivamente da 5.044 a 5.078 tra ordinari (4.530) e di terapia intensiva (548).

Nel dettaglio: 716 posti letto a Piacenza (di cui 45 per terapia intensiva), 1.139 a Parma (68 terapia intensiva), 731 a Reggio (58 terapia intensiva), 538 a Modena (86 terapia intensiva), 923 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (161 terapia intensiva, di cui 16 a Imola), 258 a Ferrara (32 terapia intensiva), 773 in Romagna (nel dettaglio: 258 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 115 Ravenna, di cui 14 per terapia intensiva 98 per terapia intensiva a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione da Villa Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva; 99 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva; 133 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva).

Per quanto riguarda l’apporto delle strutture private, a Piacenza la Casa di Cura Sant’Antonino e il San Giacomo e Casa di Cura Piacenza per 210 posti letto complessivi Parma conferma l’attivazione dell’ospedale Piccole Figlie (ad oggi 25 posti letto Covid) e della casa di cura Val Parma Hospital (attivati tutti i 40 posti messi a disposizione). Sempre in provincia di Parma sono stati attivati 20 posti letto da parte della casa di cura Città di Parma. A Reggio Emilia è attiva la struttura Villa Verde con 40 nuovi posti letto.

A Bologna, nell’ambito del nuovo accordo con l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) si sono aggiunte le case di cura Villalba e Villa Erbosa, entrambe dotate di posti letto per la terapia intensiva, e Villa Laura con 48 nuovi posti letto attivati. In Romagna sono stati attivati 8 posti di terapia intensiva a Villa Maria Cecilia.

Relativamente ai Covid hospital sono attivi quello del Delta di Ferrara (106 posti letto aggiuntivi), che si affianca all’hub dell’ospedale Sant’Anna e - per la Romagna - l’ospedale di Lugo, con 93 posti letto Covid a cui si aggiungerà quello di Riccione che, al momento, ha attivato 41 posti letto per acuti; entrambi da affiancare agli hub di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena.

Sul resto del territorio regionale restano confermati, gli ospedali di Castel San Giovanni e Fiorenzuola; a Parma il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub), Fidenza e Borgo Taro; a Reggio Emilia, a supportare l’hub Arcispedale Santa Maria Nuova in città, oltre a Guastalla si è aggiunto Scandiano; a Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto sia per l’area intensiva che per i pazienti in fase acuta) e sono pronti Carpi (dove è già attiva per pazienti Covid anche la Terapia Intensiva con 15 posti letto), Mirandola, Sassuolo e, da lunedì, è entrato in funzione come struttura Covid l’ospedale di Comunità di Castelfranco Emilia; a Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, è attivo il padiglione Covid, il 25, oltre al Bellaria, già Covid hospital che funzionerà come tale anche per l’imolese.

Sempre in provincia di Bologna, sono attivi posti letto per pazienti Covid anche presso l’ospedale di San Giovanni in Persiceto (52 letti) e Bentivoglio (36 letti).

Per i pazienti meno gravi o in via di guarigione sono già attivi come strutture Covid l’ospedale di Comunità di Bobbio, e nel modenese l’ospedale di Comunità di Fanano.

Atterrato oggi pomeriggio all'Aeroporto Marconi di Bologna il primo di tre voli cargo in arrivo dalla Cina, con materiale sanitario acquistato dalla Regione Emilia-Romagna
Un flusso di materiali medico-sanitari da 100 metri cubi, composto da 185 mila tute, 1 milione di mascherine chirurgiche e 15 mila occhiali protettivi, destinati alla Protezione civile e alle Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna per fare fronte all'emergenza Covid-19. E’ il carico atterrato oggi pomeriggio all'Aeroporto Marconi di Bologna; il primo di tre voli cargo in arrivo dalla Cina, con materiale sanitario acquistato dalla Regione Emilia-Romagna. Per domani è previsto l'arrivo di un secondo volo cargo, con altre 70.000 tute. Il terzo volo arriverà nei prossimi giorni con altri 140 metri cubi di materiale sempre proveniente dalla Cina.

Focus su Piacenza: dal contributo delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) ai tamponi a domicilio e per fine isolamento domiciliare
A Piacenza le Unità speciali di continuità assistenziale sono attive da ormai una decina di giorni. Sono team composti da medici e infermieri che agiscono sul territorio al domicilio dei pazienti per collaborare con i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta e, con loro, far fronte alla epidemia di Coronavirus.
L’Ausl di Piacenza ha scelto di intensificare la diagnostica ecografica destinata a identificare condizioni polmonari suggestive per una evoluzione severa e trattarle più precocemente, in modo da mantenere il paziente al proprio domicilio ma scongiurando per quanto possibile l’evoluzione verso forme di insufficienza respiratoria.
Finora sono stati fatti quasi 400 interventi e ci sono altre 300 richieste già arrivate dai medici di famiglia.

L’infezione da Coronavirus si può manifestare in forme asintomatiche, paucisintomatiche o comunque benigne, o in forme più gravi con compromissione polmonare importante. La possibilità di sviluppare forme più critiche dipende da diversi fattori fra cui l’età più avanzata, patologie croniche preesistenti, la persistenza di febbre per diversi giorni o la comparsa di sintomi impegnativi come la dispnea. La gestione di queste situazioni è affidata in prima battuta al medico di famiglia, che raccoglie la descrizione dei sintomi, che conosce da tempo il proprio paziente, che sa della presenza o meno di malattie croniche preesistenti e del loro livello di complessità, che ha contezza della composizione del nucleo famigliare e del profilo di rischio di tutti.

Le forme paucisintomatiche non necessitano dell’intervento delle equipe speciali di continuità assistenziale, il medico di famiglia le gestisce con la terapia più appropriata. L’attivazione avviene per quei pazienti che per età avanzata, malattie concomitanti, durata e gravità dei sintomi hanno necessità di un inquadramento più spinto. È il medico curante che, valutato bene il caso, decide se la gestione possa avvenire in tranquillità senza particolari approcci o viceversa se sia necessaria una valutazione più articolata. Questo inquadramento non è finalizzato a fare tamponi al domicilio, che possono essere fatti o meno al paziente a seconda delle sue condizioni, e che comunque sono stati eseguiti fin dall’inizio dell’epidemia a cura del Servizio di Igiene Pubblica, ma per identificare situazioni di criticità più complessa che meriti un approccio terapeutico differente. Da ultimo le forme più gravi con quadro di compromissione respiratoria particolarmente severa sono sempre area di intervento a cura del 118.

Le Unità speciali di continuità assistenziale quindi non sono il team che fa i tamponi a domicilio, non sono uno strumento di intervento destinato a tutti ma solo ai casi complessi non critici, non si attiva direttamente o attraverso chiamate al 118, non può e non deve sostituirsi al medico curante.
L’attività è svolta tra gli altri dal dottor Luigi Cavanna, direttore di Oncologia, che sta facendo alcune visite domestiche insieme alla sua equipe.

Tamponi a domicilio
L’attività è partita il 22 febbraio, in corrispondenza dell’inizio di attività di sorveglianza sulla diffusione del virus covid-19 attivata dal Dipartimento di Sanità pubblica.
In una prima fase, le persone destinatarie del test a casa erano i contatti stretti di un caso positivo (soprattutto residenti lodigiani) già accertato. Poi, come da disposizioni ministeriali, i tamponi sono stati fatti a casa delle persone sintomatiche. Complessivamente sono stati fatti circa 1100 tamponi a domicilio.
L’attività è stata svolta da diverse squadre, formate da assistenti sanitari e infermiere. All’inizio il personale era quello del Dipartimento di Sanità pubblica, poi il servizio è stato potenziato con professionisti provenienti anche da altri servizi ospedalieri o territoriali sospesi o ridotti dall’Azienda proprio per affrontare la diffusione del virus Covid-19.

Tamponi per fine isolamento domiciliare
A Piacenza si è fatta la scelta diversa dal Drive-through: dal 19 marzo sono attivi diversi ambulatori per eseguire i tamponi utili a stabilire se, alla fine del periodo di isolamento, una persona non è più contagiosa. Il servizio è gestito da medici, assistenti sanitari e infermieri. Attualmente sono disponibili tre punti sul territorio (Piacenza, Fiorenzuola e Borgonovo) che possono effettuare complessivamente circa 300 tamponi ogni giorno, in linea con la capacità di refertazione massima che attualmente il Laboratorio analisi di Piacenza riesce a refertare quotidianamente.

Le attività dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile

Volontari all’opera
Sono stati 758 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati ieri, mercoledì 1^ aprile; dall’inizio dell’emergenza, con le 10.505 giornate di impegno contate ieri, si è largamente superata quota di 10mila. Le principali attività riguardano il supporto alle Ausl nel trasporto dei degenti con ambulanze (266, tra Cri e Anpas), il supporto ai Comuni per le varie attività di assistenza alla popolazione (400 con una significativa presenza degli scout Agesci), la disinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso a Parma e l’attività di segreteria e logistica a supporto dei Comuni nei Coc, i Centri operativi comunali.

Domani è prevista la partenza di un contingente di volontari ANA (Alpini) per Bergamo, destinati al supporto dell’ospedale della città.

Punti triage
Si confermano 32 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna: 10 davanti alle carceri e 22 davanti agli ospedali. /Ti.Ga.

 

 

L’arte e la bellezza come contributo quotidiano per affrontare lo spaesamento e l’isolamento causati dall’emergenza sanitaria; il tempo lento, che avvolge tutti e che potrebbe non andare del tutto sprecato; il desiderio di sentirsi vicini, di continuare ad essere, oggi e nel futuro, una Comunità.

Questi sono gli ingredienti del Laboratorio di Comunità “Adornare il presente” che l’équipe del Centro Giovani Il Federale ha pensato di realizzare “per e con” la città, a partire dai ragazzi, dalle associazioni e dalle famiglie del quartiere San Lazzaro che hanno nel Centro un vero e proprio punto di riferimento, ricucendo il proprio ruolo di collante tra diverse esperienze che abitano quotidianamente questo luogo.

L’iniziativa, che coinvolge tutti senza distinzione, propone di decorare, disegnare, scrivere, o comunque adornare con qualsiasi tecnica e qualsiasi forma espressiva, una semplicissima bustina di tè lasciata ad asciugare dopo l’infusione.

Lo scopo è quello di realizzare, con il contributo di tutti quando sarà possibile, una grande opera d’arte collettiva.

Le bustine decorate, cucite insieme tra loro, andranno a comporre l’abito della comunità, un “vestito” che avrà i colori, i profumi i pensieri di tutti, per riconoscersi, incontrarsi e sentirsi nuovamente parte della comunità. In attesa della cucitura finale, le bustine decorate saranno un mezzo per parlarsi e incontrarsi virtualmente sulle pagine social del Federale e sul portale Parma Ritrovata, lo specchio virtuale dell’arte e della creatività cittadina recentemente istituito dall’Assessorato alla Cultura.

L’invito ad ogni cittadino è quindi quello di prendersi del tempo per provare a riscoprire la propria natura creativa, con un piccolo gesto di cura verso di sé e verso gli altri che si esprime nella bellezza.

Solo due linee guida per realizzare la propria bustina di tè: la libertà espressiva e la cura necessaria alla realizzazione.

Per essere parte del grande laboratorio di comunità è sufficiente inviare una foto della propria bustina, in attesa di consegnarla al Federale, tramite whatsApp al numero 345 9900511 e seguire lo sviluppo del Laboratorio sulle pagine social e sul portale www.parmaritrovata.it

 

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Pubblicato in Arte Emilia

Ieri mattina Filippo Cavalli dell'Osteria Dei Mascalzoni e presidente del Streetfood Quality Parma ha consegnato 20 pasti alla Centrale del 118 in Via del Taglio. A ricevere i pasti dalle mani di Filippoè stato  Marco Boselli che ha ringraziato del gradito ristoro destinato agli operatori impegnati in questi giorni di emergenza.

Un bel gesto di vicinanza e riconoscenza a chi in questi periodo non si è risparmiato per assolvere al proprio dovere e anche oltre!

(Foto di Francesca Bocchia)

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