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Mercoledì, 29 Gennaio 2020 07:22

Imprenditoria in Rosa, Intervista a Hilde Soliani

Creatrice di profumi, performer e artista del gusto e dell’olfatto anticonvenzionale.

di Francesca Caggiati Parma 28 gennaio 2020 - La rubrica “Imprenditoria in Rosa” prosegue con un’intervista a Hilde Soliani, 58 anni, nata a Parma, residente nel reggiano, ma cittadina del mondo, imprenditrice di sé stessa, creatrice di profumi, performer teatrale, artista del gusto e dell’olfatto e pittrice. Soprannome Miss Tranchant. Dire che è una donna poliedrica è forse riduttivo, Ilde, nome d’arte Hilde, è una sorpresa ogni volta che la si incontra. Una donna senza peli sulla lingua, che si ama o si odia senza mezze misure. A lei non importa comunque… e continua per la sua strada.

- Ci racconta la sua storia e quando ha iniziato a creare profumi?
“Avevo 4 anni a casa della nonna materna giocando con lei, a sua volta naso dell’alta borghesia Parmigiana. Poi a 40 anni durante un periodo di stacco dalla mia professione di consulente di marketing internazionale decisi di dedicarmi maggiormente al mondo della profumeria, così da convincere due grandi Maestri ad aiutarmi a diventare l’Imperatrice dei Profumi."

- Come è cambiato il settore della profumeria negli anni?
“La società d’oggi si basa sulla superficialità, dove tutti sanno tutto di tutto. Purtroppo anche la profumeria ne ha risentito e ogni giorno nascono nuovi brand basati solo sull’estetica e non sui contenuti. Ma io ed alcuni altri Marchi Internazionali lottiamo ogni giorno per divulgare il senso del Bello e del Gusto e della Cultura.”

- Quali sono le principali differenza tra l’Italia e l’estero nel mondo dei profumi?
“L’estero riconosce il Talento e ti conduce al Successo.”

- Qual è il suo target di riferimento e su cosa punta maggiormente per soddisfare la sua clientela?
“Creo profumi che creano vere emozioni, suscitano ricordi, ma soprattutto fanno sentire meglio le persone: questo grazie alla mia spiccata creatività, alla tecnica innovativa utilizzata nel mixare le materie prime di altissima qualità provenienti da qualsiasi parte del mondo. Quindi il mio target è il mondo e l’umanità.”

- Ha un sogno nel cassetto? O una pazzia che vorrebbe diventasse realtà?

“Diventare la Chanel del secolo: è cosi che mi definiscono i buyers spero abbiano ragione, perché lasciare il segno per sempre mi renderebbe felice.
Io credo che passerò alla storia per la prima profumiera Artista che ha assolutamente rivoluzionato il mondo globale della profumeria in quanto concentrandosi sulla essenza, cioè sul profumo abbia snobbato il lusso della confezione e del flacone inutile. I miei clienti comprano con il naso e non con gli occhi.“

- Come e dove si vede tra 10 anni?
“Su un tappeto volante che mi permette di raggiungere i luoghi dove saranno esposti i miei bimbi iniziando dai profumi, quadri, panettoni, drinks, foulards etc ma anche assistere ad una performance teatrale, abbracciare un amico dal altra parte del mondo decollando dalla mia casa di NYC.“

- Qual è il progetto di cui è più soddisfatta e di cui va più fiera?
“Quello che devo ancora realizzare: la fondazione dedicata a mio padre.”

- Qual è il profumo che le piace di più o la rappresenta maggiormente tra quelli che ha creato? E quale il profumo che ama di più in assoluto?
“Il tuo tulipano rosso che è il mio best seller, nato per caso in Sicilia. Infatti è un profumo concettuale in quanto è risaputo che il fiore del tulipano non profuma, ma ho inventato una nuova famiglia olfattiva fresco-dolce, una innovativa struttura che utilizza pochissimi ingredienti.”

- Che consigli si sente di dare alle giovani donne che vogliono diventare imprenditrici?
“Di ascoltare tutti, ma fare di testa propria, cioè di non guardare in faccia a nessuno, di rivolgersi ai maestri per poterli superare. Di andare sempre controcorrente perché si prendono sicuramente più porte in faccia, utili a crearsi un’impalcatura indistruttibile.“



Pubblicato in Economia Parma

A Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, dal 26 gennaio al 31 dicembre al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico della città ducale, è arrivata una mostra temporanea che ripercorre, attraverso abbigliamento, ornamenti e accessori, un viaggio nelle tradizioni del mondo, a partire dalla cultura cinese.

(FOTO di Francesca Bocchia)

Domenica 26 gennaio 2020 alle ore 15 è stata inaugurata la mostra “MODE NEL MONDO” presso il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma

In principio era la seta. E con la seta, brillante e preziosa come l’oro, in Cina - mancavano ancora tremila anni alla nascita di Cristo - nacquero il lusso e la moda. Spetta dunque all’abbigliamento cinese il posto d’onore nella mostra “La moda nel mondo: i vestiti raccontano la vita dei popoli”, che si tiene a Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, dal 26 gennaio al 31 dicembre al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico della città ducale. Le sale del museo diventano un vero e proprio atlante dell’abbigliamento.

Ci sono, dalla Cina, abiti liturgici della tradizione taoista: Gipao (l’abito tradizionale femminile), e Fengguo, nati per difendersi dal vento delle steppe, accompagnati da ricchi abiti di corte. Sono presenti in esposizione anche le calzature femminili tipiche del grande impero, le scarpette con tacco a zoccolo, oltre all’ornamento nuziale: collare in tubolare a sezione rettangolare la cui faccia superiore rappresenta due draghi (simbolo di fertilità maschile).

Dall’Indonesia, scialli della cultura Batak dell’isola di Sumatra e abiti maschili tradizionali. E ancora, dal Giappone, giacche Haori rigorosamente di seta, con gli stemmi di famiglia “mon”, parasole di bambù e carta giapponese dipinta, Kimono femminili e Obi per donne sposate; dal Sudan, zucchetti, scarpe e babbucce tribali; dal Ghana, tessuti cerimoniali in seta della tribù Ashant; dal Burkina Faso un abito tradizionale composto di tunica e pantaloni; dal Bangladesh il Burqa delle donne musulmane bengalesi e parure di gioielli; dal Camerun le collane Kweyma Kjella e le cavigliere di alluminio decorate a testa di uccello.
Vasto il repertorio proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo. Vasto e inquietante. La mostra ospiterà gli elementi di abbigliamento tradizionale che costituiscono il corredo classico, l’emblema di appartenenza, della misteriosa società “segreta” iniziatica “Bwami”. La setta è segreta per quanto riguarda i riti e gli insegnamenti che vi si apprendono e la violazione dell’arcano comporta la morte. L’appartenenza può essere rivelata ed anzi, far sapere che si è membri della società, è un onore.

La mostra temporanea del Museo d’Arte Cinese espone vestiti e paramenti di maschi e femmine che hanno raggiunto il massimo grado dell’associazione, “lutumbo lwa Kindi” e “Kanyamwa”. Ci saranno i copricapo maschili nkumbu e sawamazembe, i muzombolo femminili, decorati con piume e bottoni, fasce decorate con le conchiglie - moneta conosciute come Cauri, gonnellini in fibra vegetale, bandoliere mukoma, fasce pettorali (guai a chiamarle reggiseni) e diademi.

Sorprendente l’angolo dedicato alle popolazioni amazzoniche: non manca nulla del corredo decorativo del popolo Kayapò, in un meraviglioso profluvio di piume e tessuti vegetali.

Grazie all’abbigliamento e agli ornamenti è facile intuire, in qualsiasi popolo, l’appartenenza a una tribù, uno stato sociale, un’etnia. L’abbigliamento è una vera e propria forma di comunicazione codificata e facilmente interpretabile a livello sociale. E al Museo d’Arte Cinese di Parma è possibile leggere tante storie.


LA MOSTRA “MODE NEL MONDO” È APERTA DA MARTEDÌ A DOMENICA DURANTE GLI ORARI DI APERTURA DEL MUSEO PER TUTTA LA DURATA DELL'ANNO, E SI PREVEDE LA SUA CHIUSURA IL 31 DICEMBRE 2020.

PER SCUOLE E CLASSI, VISITE VANNO PRENOTATE E SONO GUIDATE. LA TIPOLOGIA DEGLI SPAZI DEL MUSEO CONSENTE UN APPREZZAMENTO ED UNA VISIONE OTTIMALI PER GRUPPI NON TROPPO NUMEROSI (UNA 20INA DI UNITÀ). STESSI ORARI DI APERTURA. CONTATTATECI AL 0521-257.337.

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia

Un «Green Deal» per Fieragricola 2020, sempre più internazionale al convegno inaugurale focus sull’agricoltura di Italia e Africa

Dieci padiglioni occupati, 900 espositori, due aree esterne, 800 capi di bestiame, oltre 130 convegni ed eventi in quattro giorni, per un evento che punta su innovazione, sostenibilità ed economia circolare.
Delegazioni estere provenienti da 30 nazioni. Croazia «Paese ospite» e visita ufficiale della ministra dell’Agricoltura, Marija Vučković, che presiederà il Consiglio dei ministri agricoli dell’Ue nel primo semestre 2020.
Inaugurazione mercoledì 29 con la ministra italiana delle Politiche agricole Teresa Bellanova e un approfondimento sul sistema agricolo nazionale nel contesto europeo, sul settore primario africano e sulle opportunità di agribusiness fra Italia e Africa.
Il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate: «Non distogliere i fondi della Politica agricola comune per il Green Deal».

Roma, 22 gennaio 2020 – Numeri in crescita per la 114ª edizione di Fieragricola, rassegna internazionale di agricoltura in programma a Verona da mercoledì 29 gennaio, presentata questa mattina a Roma, insieme a uno studio dell’Osservatorio Fieragricola Nomisma su «L’agricoltura italiana di fronte alla sfida del Green Deal europeo».
All'incontro hanno partecipato il presidente di Veronafiere Maurizio Danese, il direttore generale Giovanni Mantovani e il direttore commerciale Flavio Innocenzi, Giuseppe L'Abbate, sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole, e Denis Pantini, responsabile Agroalimentare Nomisma.

La rassegna si conferma una delle manifestazioni più rilevanti nel panorama europeo: 10 padiglioni occupati, 900 espositori (+8,2% sull’edizione 2018), una superficie netta di 67.600 metri quadrati netti (+18,7%), due aree demo esterne di 9.500 metri quadrati allestite per gli «special show», 800 capi di bestiame in esposizione (+14,3%), oltre 130 convegni, approfondimenti e corsi di formazione in calendario nei quattro giorni di manifestazione.
Il Green Deal a Fieragricola. «Fieragricola 2020 accende i riflettori, in particolare, sulle grandi sfide alle quali l’agricoltura è chiamata a dare risposte, a partire dal Green Deal illustrato dalla Commissione Ue presieduta da Ursula von der Leyen e che coinvolge anche il sistema agricolo in maniera articolata – ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –. Conseguire la neutralità climatica entro il 2050 richiede sforzi congiunti su scala mondiale e un impegno netto da parte di tutti gli attori della filiera agricola in termini di lotta ai cambiamenti climatici, biodiversità, agroecologia, sostegno alle energie rinnovabili e all’economia circolare, secondo il progetto Ue “Farm to Fork”. L’appuntamento di Verona vuole come sempre offrire spunti di riflessione e soluzioni pratiche per accompagnare il mondo imprenditoriale e le filiere agro-zootecniche verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale».

Esposizione specializzata trasversale. Grandi temi e offerta espositiva trasversale, che asseconda, ha ricordato il direttore generale Giovanni Mantovani, «l’evoluzione dell’impresa agricola, sempre più multifunzionale e orientata all’innovazione».

Fieragricola dal 1898 accompagna gli imprenditori e le aziende verso le sfide della competitività e delle sostenibilità.
Grande attenzione a meccanizzazione agricola, zootecnia (con un forte rilancio anche di suinicoltura e avicoltura), vigneto, frutteto e colture specializzate, energie da fonti rinnovabili, attività forestale, agrofarmaci, fertilizzanti e sementi, multifunzionalità dell’impresa agricola, gestione del verde, servizi per l’agricoltura, aree dinamiche per le prove dal vivo di macchine, mezzi agricoli, mezzi telescopici.
Il sottosegretario L’Abbate: «Innovazione fondamentale». Per il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate, «Fieragricola con la sua dote di innovazione e l’attenzione alla sostenibilità e alle nuove tecnologie dimostra l’importanza di questa manifestazione per il primo settore, anche dal punto di vista della crescita culturale.

«L’agricoltura è strategica contrastare i cambiamenti climatici – ha sostenuto L’Abbate – ma dobbiamo fare in modo che le risorse annunciate per il Green Deal della Commissione europea verso la neutralità climatica non vengano distolti dai fondi della Politica agricola comune, anche perché gli agricoltori, se nella prossima programmazione comunitaria entrerà in vigore l’eco-schema obbligatorio, dovranno già rispettare misure ambientali».
Sono giorni cruciali per l’agricoltura anche dal punto di vista normativo. «Il 31 gennaio sarà licenziato il collegato agricolo alla legge di bilancio e sarà l’occasione per introdurre norme di sburocratizzazione per il settore», ha annunciato il sottosegretario L’Abbate.

Mantovani sull’internazionalizzazione. «Con 30 delegazioni ufficiali, delle quali 17 provenienti dall’Africa, e dall’Europa Orientale e Sud Orientale, e dall’area Asean, Fieragricola si apre con forza all’internazionalizzazione per sostenere le aziende presenti e per un dibattito sul futuro dell’agricoltura, che attraversa i temi fondamentali della produzione sostenibile, della sicurezza alimentare, della crescita verde – ha spiegato Mantovani -. Anche il convegno inaugurale si sofferma sulle opportunità e le prospettive di business per l’agricoltura nel continente africano, dove la presenza cinese è molto significativa, ma dove ci sono spazi per l’Unione europea e l’Italia. Nel 2018 l’Italia, secondo le elaborazioni di Ice-Agenzia, ha esportato complessivamente in 49 Paesi dell’Africa Subsahariana 5,46 miliardi di euro rispetto ai 5,08 dell’anno precedente».

Fra i relatori di «Agribusiness in Africa e le relazioni commerciali con Ue e Italia: opportunità e prospettive». Fra i relatori interverranno la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova; la ministra dell’Agricoltura della Croazia Marija Vučković; il professor Giulio Tremonti, giurista, già ministro dell’Economia e delle Finanze e presidente di Aspen; padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi, Roberto Ridolfi, direttore generale aggiunto FAO; Denis Pantini, responsabile Area Agricoltura e Industria alimentare di Nomisma.
L’analisi di Nomisma, in particolare, fornirà indicazioni strategiche per inquadrare il sistema agricolo italiano nel contesto europeo e le relative opportunità di interscambio commerciale con il continente africano, esaminando l’evoluzione dell’agricoltura italiana in termini di valore della produzione agricola e zootecniche, flussi di import/export agricolo, produzione industriale italiana di macchine per l’agribusiness.
Croazia Paese ospite. La Croazia sarà il «Paese ospite» di Fieragricola 2020 e avrà un’area dedicata per promuovere il proprio sistema. È prevista la visita ufficiale del ministro dell’Agricoltura della Croazia, Marija Vučković, che proprio nel periodo gennaio-giugno 2020 sarà a capo del Consiglio Ue dei ministri agricoli nel semestre di presidenza croato in Europa.

Fieragricola, manifestazione in crescita. «Fieragricola dovrà affrontare la sfida di una popolazione mondiale in crescita, mentre la superficie coltivabile rimarrà costante a 1,5 miliardi di ettari – ha specificato Flavio Innocenzi, direttore commerciale di Veronafiere -. Sarà determinante produrre di più e farlo in maniera sostenibile, con una logica di minore impatto ambientale estesa anche alla logistica e ai trasporti. Per questo Veronafiere ha lanciato due start up come B/Open dedicata al biologico dall’1 al 3 aprile e una nuova rassegna sulla logistica intermodale sostenibile dal 21 al 25 marzo».
Meccanica agricola. Fieragricola ospiterà la meccanica in cinque padiglioni (1, 2, 6, 7, 8), «con tutti i top player del settore presenti e una crescita rispetto alla precedente edizione del 20 per cento», ha dichiarato Innocenzi. Saranno raddoppiate le aree dinamiche esterne per gli «Special Show» di trattori, mezzi specializzati e telescopici.
L’agricoltura specializzata: vigneto e frutteto. Fieragricola prosegue la propria vocazione alla trasversalità e alla specializzazione delle filiere. Nei padiglioni 4 e 5 saranno previste le aree per il vigneto e il frutteto, colture ad alto valore aggiunto e simbolo dell’agricoltura mediterranea.

Gli eventi zootecnici. Uno spazio significativo a Fieragricola lo occuperà la zootecnia, consolidato pilastro della manifestazione con tre padiglioni (9, 10, 11). Fra gli eventi di respiro internazionale sono in calendario il 19° Dairy Open Holstein Show per la razza Frisona, la 52ª Mostra nazionale del Libro genealogico della razza Bruna, il Confronto europeo della razza Bruna (con animali provenienti da Italia, Svizzera, Francia e Austria), il premio speciale «Coppa delle Nazioni» e il concorso Bruna Originaria.
Una nuova area, fortemente potenziata, sarà dedicata alla Rassegna nazionale di avicoltura, con aree espositive e per il dibattito e la consegna del premio «Avicoltore dell’anno».
Complessivamente saranno rafforzati tutti i settori: bovini da latte e da carne, suini, equidi, avicoli, cunicoli, ovini e caprini, persino chiocciole.
Il «Milk Day». Visto il successo della precedente edizione, sarà replicato a Fieragricola 2020 l’evento «Milk Day», che affronterà il tema della formazione degli allevatori per sviluppare l’attività del caseificio aziendale, a partire dalla qualità del latte.
Il «Nutrition Forum». All’interno del Nutrition Forum (padiglione 9), dedicato alla mangimistica, si inserisce invece il «Premio Assalzoo», che è rivolto agli studenti universitari e viene assegnato al miglior elaborato per Laurea Magistrale e per Dottorato di ricerca, a conferma dell’attenzione del mondo produttivo alla ricerca scientifica in un settore strategico come la nutrizione animale.
Economia circolare ed energie rinnovabili. L’economia circolare sarà uno dei temi cardine di Fieragricola, alla luce delle enormi potenzialità che le filiere agricole possono sviluppare: dalla valorizzazione dei reflui zootecnici alle energie rinnovabili, fino al riutilizzo, alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione degli scarti.

 

 

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Pubblicato in Agroalimentare Emilia

Prezzi stabili per il Burro e il Grana Padano, in flessione invece il Parmigiano Reggiano e la Crema.    

di Virgilio Parma 27 gennaio 2020 - 
 
LATTE SPOT – Praticamente stazionario il latte spot. Il prezzo del latte crudo spot nazionale cresce leggermente e la forbice si colloca tra 41,24 e 42,27. Stazionario invece per il latte intero pastorizzato "spot" estero che rimane a quota  40,21 e 41,24€/100 litri di  latte e infine il Latte scremato pastorizzato spot estero anch’essa resta stabile all’ultima quotazione tra 24,84 - 25,88€/100 litri di latte.
 
BURRO E PANNA – Invariati i listini alla borsa di Milano, confermando la stabilità del burro che si è manifestata nelle precedenti dieci settimane. 
Prosegue invece la sensibile flessione negativa della crema milanese che cede altri 6 centesimi, mentre la panna veronese non registra variazioni. Stabile anche lo zangolato parmigiano che, come quello quotato a Reggio Emilia in mattinata odierna, non ha subito variazioni e rimane ancora a bassa quota.
Borsa di Milano 27 gennaio 2020: 
BURRO CEE: 3,35 €/Kg. (=)
BURRO CENTRIFUGA: 3,60 €/Kg.  (=)
BURRO PASTORIZZATO: 1,75 €/Kg. (=)
BURRO ZANGOLATO: 1,55 €/Kg. (=)
CREMA A USO ALIMENTARE (40%mg): 1,70 €/Kg. (-)
MARGARINA dicembre 2019: 1,03 - 1,09 €/kg (+)
 
Borsa di Verona 20 gennaio 2020: (-0%)
PANNA CENTRIFUGA A USO ALIMENTARE: 1,75 – 1,85 €/Kg.
 
Borsa di Parma 24 gennaio 2020 (=)
BURRO ZANGOLATO: 1,15 €/Kg.
 
Borsa di Reggio Emilia 21 gennaio 2020 (=)
BURRO ZANGOLATO: 1,15 - 1,15 €/kg.
 
GRANA PADANO – Milano 27 gennaio 2020 – Rimangono invariati i listini del Grana Padano per tutte le referenze.
 
- Grana Padano 9 mesi di stagionatura e oltre: 7,00 – 7,20 €/Kg. (=)
- Grana Padano 16 mesi di stagionatura e oltre: 8,25 – 8,50 €/Kg. (+)
- Grana Padano Riserva 20 mesi di stagionatura e oltre: 8,75 – 8,95 €/Kg. (+)
- Fuori sale 60-90 gg: 5,80 – 5,95 €/Kg. (=)
 
PARMIGIANO REGGIANO – Parma 24 gennaio 2020 – Sono in flessione (-0,9%—0,11%) i listini del Parmigiano Reggiano. 
 
-Parmigiano Reggiano 12 mesi di stagionatura e oltre: 8,90 - 9,40 €/Kg. (-)
-Parmigiano Reggiano 15 mesi di stagionatura e oltre: 9,70 - 10,10 €/Kg. (-)
-Parmigiano Reggiano 18 mesi di stagionatura e oltre: 10,55 - 11,10 €/Kg. (-)
-Parmigiano Reggiano 24 mesi di stagionatura e oltre: 11,20 - 12,05 €/Kg. (-)
-Parmigiano Reggiano 30 mesi di stagionatura e oltre: 12,20 - 12,90 €/Kg. (-)

 

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Il Segretario Berselli ha illustrato le linee guida del Green Deal dell’Autorità distrettuale. Nello stesso incontro interventi della direttrice generale dell’Ambiente della Commissione Europea Veronica Manfredi e di Padania Acque
Milano – Intensa giornata di approfondimento all’interno della Community #ValoreAcqua per l’Italia alla European House del Forum Ambrosetti di Milano: i maggiori portatori di interesse del settore si sono ritrovati nel focus sulla risorsa idrica per elaborare macro scenario, strategie e suggerire proposte alla luce dei monitoraggi realizzati attraverso una minuziosa analisi dell’intera filiera italiana nell’ottica di una generale ottimizzazione della gestione all’insegna dello sviluppo sostenibile.

Coordinato da Valerio De Molli (Managing Partner e CEO di FA) l’incontro ha visto alternarsi con attenzione e interesse gli interventi dei membri esterni della Community Veronica Manfredi (Direzione Generale Ambiente European Commission – Quality of Life), il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po – Ministero dell’Ambiente Meuccio Berselli e Alessandro Lanfranchi e Stefano Ottolini di Padania Acque.

Subito dopo l’analisi delle performances e degli indicatori che porteranno alla stesura e successiva presentazione a marzo 2020 di un dossier dettagliato sulla filiera e prospettive della risorsa idrica nel nostro paese il Segretario Berselli – coadiuvato nell’occasione dal responsabile delle relazioni istituzionale e comunicazione Andrea Gavazzoli – ha illustrato obiettivi e modelli progettuali sostenibili nel distretto del Po. Il Green Deal del comprensorio padano di AdbPo ambisce infatti a migliorare ambiente e habitat mantenendo gli standard produttivi essenziali per l’economia agro alimentare ed industriale del territorio in modo sostenibile. Tra i numerosi interventi particolarmente apprezzati dai presenti lo stoccaggio CO2 e rilascio di carbonio, gestione oculata della risorsa con funzione ad effetto fitodepurante in stretta collaborazione coi Consorzi di Bonifica (presenti in sala con il Presidente Francesco Vincenzi e il Direttore Generale Massimo Gargano) diminuzione dei valori dei nitrati e sostanze chimiche.

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L’annuncio del ministro Bellanova a Bologna. Nuovi impegni anche per il contrasto alla cimice.

Buone notizie per le aziende agricole dell’Emilia-Romagna. Nel corso di un incontro tenutosi lo scorso 23 gennaio in Regione con il ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, è stato annunciato lo stanziamento di 21,2 milioni di euro dal decreto legge Milleproroghe approvato di recente in Parlamento. La maggior parte dei fondi, circa 17,3 milioni di euro, sarà impiegata subito dalla Regione per sostenere 8 progetti del settore lattiero-caseario che interessano aziende e cooperative di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza produttrici di formaggi stagionati, in particolare Parmigiano Reggiano e Grana Padano, oltre alla filiera Gran Latte del gruppo Granarolo che ha come obiettivo il miglioramento del benessere animale e delle tecniche di produzione del latte alimentare e latticini freschi.

“Queste risorse serviranno finalmente a coprire quei progetti rimasti finora esclusi, a causa dell’esaurimento dei fondi, dal finanziamento del ‘bando filiere’ del 2017 del Piano di Sviluppo Rurale – dichiara Carlo Piccinini, presidente Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna -. La cooperazione agroalimentare è stata la prima a farsi portavoce nelle sedi opportune delle richieste provenienti dal settore lattiero-caseario, in particolare dell’area emiliana, che necessitava di quei fondi per fare partire progetti capaci di generare investimenti per 49,5 milioni di euro. Lo abbiamo fatto anche coinvolgendo i livelli nazionali e andando a bussare alle porte del Ministero a Roma, affinché si trovassero risorse provenienti da altre Regioni che non erano riuscite a spendere tutti i fondi europei dei PSR. Siamo molto soddisfatti che la nostra Regione sia riuscita a portare a casa questo importante risultato e abbia ascoltato le nostre continue richieste”.

Il vertice di ieri in viale Aldo Moro a Bologna è servito anche per annunciare interventi a favore dei frutticoltori. Nel corso della primavera 2020 verranno finalmente liberati gli insetti antagonisti (la cosiddetta ‘vespa samurai’) per contrastare l’invasione della cimice asiatica che durante la campagna 2019 secondo i dati del CSO ha causato 588 milioni di euro di danni alle aziende di frutta in tutto il nord Italia. Il ministro Bellanova ha inoltre annunciato la piena operatività del fondo triennale da 80 milioni di euro istituito nell’ultima Legge di Bilancio. In questo ultimo periodo il lavoro congiunto della Regione svolto con il Ministero per recuperare i fondi europei ha portato ad avere una Bozza di regolamento che accoglie tutte le richieste avanzate dalla Regione, compresa quella relativa all’articolo 221 che consentirà di innalzare le risorse per i programmi operativi dell’OCM Ortofrutta.

“Abbiamo ricevuto rassicurazioni dal ministro Bellanova circa l’impegno a stanziare maggiori fondi per sostenere le aziende agricole di frutta colpite dalla cimice asiatica, andando a chiedere risorse anche a Bruxelles – aggiunge Piccinini dando voce alle migliaia di aziende ortofrutticole riunite nelle cooperative emiliano-romagnole -. È evidente che gli 80 milioni di euro in tre anni appena stanziati non sono assolutamente sufficienti a risolvere il problema. Ben venga comunque l’avvio della sperimentazione per la vespa samurai, ma è fondamentale trovare altre risorse per sostenere i frutticoltori in attesa che le armi contro la cimice asiatica diventino efficaci. Non possiamo permetterci altre campagne di frutta come quella del 2019, la nostra regione rischia di perdere interi comparti a partire da quello delle pere dove esprime la maggiore produzione italiana”.

Bologna, 24 gennaio 2020

In Cina il bilancio dei morti causati dal coronavirus sale a 81. E l’Oms modifica da ‘moderato’ ad ‘alto’ il rischio di contagio a livello globale. 

di LGC Parma 28 gennaio 2020 - Nonostante le opportune cautele e l'aumentato livello di rischio globale dichiarato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il tasso di psicosi globale da coronavirus è fuori misura.

Anche in Europa la paura si  sta trasformando in intolleranza. Se ne sentono di tutti i colori: «Non voglio cinesi nel mio ristorante». 

È la notizia globale degli ultimi giorni quella dell’epidemia di coronavirus che a partire dai primi del dicembre scorso da Wuhan in Cina si è diffusa rapidamente nella provincia di Hubei dove si contano la maggior parte dei contagiati. Perché, quindi, di epidemia si tratta e non di pandemia, stante la localizzazione che al momento, dati scientifici alla mano porta ad escludere una diffusione su scala più ampia o addirittura globale così come erroneamente il tam tam sui media e poi sui social ha portato a far credere. Non la pensano così molti dei residenti in Europa per i quali dal timore, più o meno infondato, si è passati a vere e proprie manifestazioni d’intolleranza nei confronti di cittadini asiatici anche propri concittadini.

Dopo gli episodi riportati dalla stampa italiana, anche in Svizzera, per esempio, alcune comitive di cinesi non sarebbero state fatte entrare nei ristoranti. La proprietaria di un ristorante cinese di Zurigo, lei stessa di origine cinese ha candidamente dichiarato alla stampa elvetica:«Il virus mi inquieta. In questo periodo i gruppi in viaggio dalla Cina non sono i benvenuti qui». Nonostante si tratti di una scelta discutibile, la donna si dice costretta a rifiutare gli ospiti asiatici «per motivi di sicurezza»: «Voglio proteggere il personale e gli altri ospiti».

E non si fida minimamente dei controlli introdotti in alcuni aeroporti. «Ho la sensazione che le autorità non stiano prendendo abbastanza seriamente questo virus». Sulla stessa linea un’altra ristoratrice cinese di Lucerna: «Se mi arrivasse la richiesta di riservazione da parte di un gruppo di turisti cinesi, credo che rifiuterei». Sulla stessa linea un altro di Opfikon (ZH), che ammette: «se arrivasse una comitiva che non è stata sottoposta a controlli», la manderebbe prima in ospedale. «Poi potrebbero cenare qui». Secondo lui, «è meglio un controllo in più», prima di poter mangiare nel suo ristorante. Il locale si è già munito di una scorta di mascherine, che i dipendenti hanno anche a casa. Il dato comune che si tratti di Svizzera o Italia è che molti, alla sola vista di persone di origine asiatica, non solo cinese, pensano subito al coronavirus.

La psicosi, quindi, è tuttora in corso. Si dice persino che vi sia stato un boom di vendite di mascherine protettive. Tutti elementi che, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, ci portano ad affermare l’esigenza che le autorità competenti a partire dal Ministero della Salute all’Istituto Superiore di Sanità, diano la più ampia informazione possibile e, dati scientifici e statistici alla mano, comunichino che in Europa non vi è nessun allarme e che i controlli agli aeroporti e, quindi, alle frontiere sono e resteranno rigorosi finché l’emergenza in Cina sarà conclusa.

 

Parma 27 gennaio 2020 - Oliviero Toscani a Parma con la sua "Fabrica": "Mi han detto che siete i più belli d'Italia è Vero? … Avete la "erre" moscia, la sapete più lunga del resto d'Italia…", così di è presentato ieri il grande fotografo, politico e provocatore Oliviero Toscani, calato a Parma per il progetto fotografico inserito in Parma2020.

In occasione di “Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020“, Oliviero Toscani, Fabrica e la città di Parma cercano fotografi da inserire nel progetto IMAGINE PARMA – Points of view, una documentazione urbana che partirà a febbraio 2020 e terminerà in estate.

IMAGINE PARMA – POINTS OF VIEW è un reportage collettivo che si pone l’obiettivo di fotografare ogni aspetto della città e della parmigianità, dalle eccellenze famose ai meandri più nascosti, dal Correggio alla “erre moscia”. Gli sguardi saranno molteplici e le possibilità infinite perché Parma è tutto: cibo, storia, politica, musica, negozi e musei, gallerie e industrie, artigiani e artisti, scuole e chiese, animali e circoli, associazioni sportive e centri sociali, negozi e prigioni, parmigiani vecchi e nuovi, gente che va, gente che viene, tratti somatici unici e diversi della stessa razza umana.

IMAGINE PARMA – POINTS OF VIEW intende formare una squadra di fotografi professionisti e amatoriali che, guidata e coordinata editorialmente da Oliviero Toscani con Fabrica, produrrà le immagini della città e dei cittadini.
Il progetto si svolgerà attraverso tre Masterclass gratuiti condotti da Toscani che prevedono anche altre attività didattiche, quali incontri e conferenze, con fotografi di fama internazionale.
Sessioni:
13 – 20 febbraio 2020 – candidatura entro il 31 gennaio
13 – 20 marzo 2020 – candidatura entro il 15 febbraio
16 – 23 aprile 2020 – candidatura entro il 15 marzo

Chi cerchiamo:
Fotografi di qualunque età, stile, genere ed esperienza: la selezione avverrà sulla base delle capacità fotografiche e d’immaginazione dimostrate con il proprio portfolio che dovrà includere il CV, una lettera motivazionale e massimo 10 immagini del proprio lavoro (max 1mb ognuna) da inviare tramite il seguente link www.fabrica.it/imagineparma-apply/
Si prega di specificare nella richiesta per quale sessione ci si candida.
La selezione avverrà per insindacabile giudizio di Fabrica.

La disponibilità è limitata.

Cosa offriamo:
• attività di pratica fotografica, analisi e discussione dell’immagine, shooting sul territorio, presentazioni individuali, guida editoriale nelle varie fasi del progetto;
• accesso gratuito ai workshop, letture portfolio e alle altre attività formative. Non sono previsti rimborsi spese di alcun tipo;
• assistenza organizzativa;
• pubblicazione a proprio nome delle fotografie sui diversi media coinvolti, quali affissioni cittadine, arredo urbano, media cartacei e digitali, pubblicazioni varie;
• attestato finale di partecipazione.
Per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Accoglienza turistica a Parma: www.parmawelcome.it 

https://youtu.be/0CiZpRPS2HI

 

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 27 Gennaio 2020 14:36

119esimo dalla morte di Giuseppe Verdi - le foto.

Stamane la consueta cerimonia per commemorare la morte di Giuseppe Verdi davanti al suo monumenti in Piazzale della Pace.  La cerimonia è terminata sulle note del “Va’, pensiero”, interpretato dal Coro del Teatro Regio di Parma e dalla Corale Giuseppe Verdi di Parma.

Foto di Francesca Bocchia

Pubblicato in Cronaca Parma

La banca si conferma anche leader nell’utilizzo del Fondo di Garanzia per le PMI, con oltre 3 miliardi di euro erogati a 20 mila imprese.

Con ‘Bond del Mezzogiorno’ e ‘Resto al Sud’ cresce il supporto alle imprese e alle iniziative imprenditoriali nelle regioni meridionali.
UniCredit e Banca Europea per gli Investimenti (BEI) rinnovano l’impegno a garantire nuove risorse a sostegno dell’economia reale, con focus sull’innovazione e la digital transformation delle piccole e medie imprese italiane (PMI).

L’accordo appena siglato prevede risorse per 200 milioni di euro messi a disposizione da BEI e l’impegno di UniCredit a fornire risorse proprie alle imprese italiane per pari importo, facendo così aumentare fino a 400 milioni di euro il plafond complessivamente a disposizione del tessuto produttivo italiano.
Oggetto dei prestiti saranno sia nuovi progetti sia quelli in corso, purché non ancora ultimati e non già finanziati, con durata massima di 12 anni. Gli interventi sono destinati ad aziende attive in tutti i settori produttivi: agricoltura, artigianato, industria, commercio, turismo e servizi; sono esclusi dall’ambito dell’accordo i progetti di puro investimento finanziario e/o immobiliare.
La linea di credito di BEI da 200 milioni riguarda i progetti delle piccole e medie imprese localizzate in tutta Italia, ma con particolare attenzione alle imprese innovative o che realizzino processi e/o prodotti innovativi.
I fondi BEI potranno essere utilizzati per il finanziamento di progetti che abbiano un costo individuale massimo di 25 milioni di euro e potranno coprire il 100% del finanziamento per un importo non superiore a 12,5 milioni di euro per ciascun progetto.

La nuova linea BEI si affianca agli altri accordi siglati recentemente e dedicati alle imprese MidCap (fino a 3 mila dipendenti) e alle imprese agricole italiane, con un particolare riguardo ai giovani agricoltori.
Negli ultimi cinque anni le risorse BEI che UniCredit ha destinato alle imprese in Italia ammontano a circa cinque miliardi, con più di 4.000 progetti finanziati.
UniCredit è vicina alle imprese che puntano sull’innovazione come elemento di sviluppo anche con altri strumenti, quali la Beni Strumentali - Nuova Sabatini con cui ha destinato nel 2019 oltre 150 milioni alle imprese che hanno acquistato beni strumentali per l’attività imprenditoriale.
Inoltre, UniCredit ha concesso nel 2019 oltre 3 miliardi di euro di finanziamenti assistiti dalla garanzia pubblica del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, supportando quasi 20 mila imprese e confermandosi uno dei maggiori player nell’utilizzo di tale Fondo.

Un trend positivo che replica i risultati degli anni precedenti e che conferma l’impegno di UniCredit a sostegno del sistema economico anche con strumenti innovativi, come le garanzie di portafoglio ovvero tranched cover “Bond Italia”.

Particolare attenzione viene rivolta anche alle imprese del Mezzogiorno per favorire la crescita di questo territorio.
UniCredit è infatti la prima banca italiana ad aver avviato lo strumento agevolativo “SME INITIATIVE – Bond del Mezzogiorno”, una misura a supporto del credito a favore delle piccole e medie imprese situate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna, rafforzata dalla presenza della garanzia statale.
L’iniziativa, realizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico insieme alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), al Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) e alla Commissione Europea, consiste in un
portafoglio di 300 milioni di Euro per finanziamenti destinati alle imprese del Mezzogiorno a tassi scontati e con tempi di erogazione particolarmente brevi.

Nel medesimo territorio, UniCredit è attiva anche con altri strumenti di agevolazione, volti a sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali, quali Resto al Sud, che registra un costante aumento delle domande presentate. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto per il 35% e per il restante 65% in un finanziamento erogato dalla banca. La misura, ora estesa anche ai liberi professionisti, è rivolta agli under 46 che vogliano creare nuove realtà imprenditoriali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

 

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