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Si chiude in bellezza, con un appuntamento impossibile da perdere: mercoledì 10 aprile al Teatro dal Verme di Milano, la serata finale dell’edizione 2019 delle “Serate Musicali Off” porterà in scena il Gomalan Brass Quintet, quintetto d'ottoni made in Italy che darà vita a esecuzioni musicali di altissimo livello e divertimento allo stato puro. Un mix incontenibile voluto e proposto da WEC (World Entertainment Company) in collaborazione con “Serate Musicali”. Dalle ore 21 spazio alle note di questi grandi professionisti, all’interno di un contesto settimanale in cui Milano diventa protagonista incontrastata.

IL GRUPPO - L’ensemble è composto da cinque raffinati musicisti che, grazie all’avvincente sinergia tra abilità esecutiva e coinvolgimento teatrale, da vent’anni conquista pubblico e critica di tutto il mondo. E proprio per festeggiare questo anniversario nella metropoli lombarda, il quintetto suonerà brani tratti dal proprio repertorio “degli inizi” e altri che hanno accompagnato il gruppo per molto tempo. Il fine è quello di ripercorrere la loro carriera in un concerto dal titolo “Gomalanbrass Da Vent’anni”. Curioso e ridicolo anche il nome scelto per il gruppo: Go Mal An Brass significa “ho male a un braccio”. Il Gomalan Brass Quintet è composto da Marco Braito (tromba), Marco Pierobon (tromba), Nilo Caracristi (corno), Gianluca Scipioni (trombone) e Stefano Ammannati (tuba)

LO SHOW - Lo spettacolo proposto, e continuamente rinnovato, si fa distinguere per la riconosciuta qualità musicale e per la particolare verve istrionica dei componenti del quintetto. Il Gomalan Brass Quintet, infatti, si destreggia con disinvoltura all’interno di un repertorio vastissimo, che spazia dal rinascimento al melodramma e alla musica contemporanea, senza disdegnare incursioni nel repertorio della musica per film. Il programma prevede musiche di Wagner (Pilgrim’schorus), Verdi (Traviata, preludio I), Bach (Concerto per violino in La minore, I mov), Ewald (Quintet, III mov), Puccini (Nessun Dorma) e ancora Verdi (Aida, marcia trionfale). Ad essi si aggiungono Morricone, Ottolini, D’Anzi, Buscaglione, Pollack e un simpatico mix di cartoni animati.

LA STORIA - A due anni dalla fondazione, nel novembre 2001, il gruppo si aggiudica il primo premio al Concorso Internazionale “Città di Passau”, uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale nel campo della musica per ottoni. Regolarmente presente nelle più importanti sale da concerto e ai principali festival italiani, il Gomalan Brass si è esibito anche negli Stati Uniti, in Giappone, in Canada, in Inghilterra, in Scozia, in Germania, in Grecia e in Svizzera. Il quintetto ha all’attivo cinque lavori discografici. Il 2019 sarà un anno molto denso di appuntamenti per “Gomalanbrass Da Vent'anni Tour”: Oltre a Milano, infatti, saranno protagonisti su palcoscenici italiani (fra cui Roma, Verona, Torino, Lecco, Cervo, Foggia, Castelfranco) e internazionali (USA, Israele, Germania, Taiwan).

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“Remember my name, fame! I'm gonna live forever, I'm gonna learn how to fly, high!”. Sono in pochi ad aver dimenticato il ritornello di una delle canzoni più note di un musical che è tornato prepotentemente alla ribalta a Milano. “Fame-Saranno Famosi” sarà al Teatro San Babila, nella metropoli lombarda, fino al 14 aprile, portando in scena il calore dei suoi protagonisti, la passione della sua storia, l’adrenalina dei suoi ritmi.

Un appuntamento imperdibile perché firmato da uno dei registi più cool del panorama italiano, Federico Bellone che ha a disposizione ciò che di più “famoso” (e non poteva essere altrimenti visto il titolo) c’è nel mondo del musical tricolore. Alle loro spalle, la Wizard Productions, l’unica casa di produzione non inglese ad aver mai esportato in tutto il mondo la versione italiana di un musical americano, l’acclamato “Dirty Dancing”. È lei che ha deciso di produrre questo nuovo allestimento con la collaborazione organizzativa della Compagnia della Rancia.

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PROTAGONISTI – Alcuni nomi capaci di invogliarvi ad assistere allo spettacolo? Luca Giacomelli Ferrarini, Mercuzio in “Romeo e Giulietta”, Giulia Fabbri, protagonista in Mary Poppins, Simona Di Stefano, Maddalena in “Jesus Christ Superstar”, Francesca Taverni, Mrs. Goodman in “Next To Normal”, Simona Samarelli, Ulla in “The Producers”, Marta Melchiorre, Lise in “An American in Paris”, Roberto Tarsi, David in “Newsies”, Beatrice Baldaccini, Ariel in “Footloose”, Rodolfo Ciulla, Neil in “Dirty Dancing”, Monica Ruggeri, Linda Manero ne “La febbre del sabato sera” e Davide Sammartano, Bert in “Mary Poppins”. E poi una curiosità: nel cast c’è anche il direttore artistico del Teatro San Babila, Marco Vaccari. È lui a vestire i panni di Mr. Myers.

LA TRAMA – Un gruppo di ragazzi, ognuno con la propria storia e un sogno in comune, entra nella rinomata ed esclusiva High School of Performing Arts di New York. Il racconto della loro vita che si intreccia a quella dei professori sarà la base di un percorso che, negli anni, ha regalato un film cult, una serie tv indimenticabile e un musical di successo internazionale. Quella di “Fame”è una storia che continua a conquistare ed emozionare nuove generazioni di pubblico e a ispirare i giovani talenti del nuovo millennio. Conclude Federico Bellone: “Nel 1998 ebbi la fortuna di assistere al musical a teatro, con un allestimento e un cast di primissima qualità. Fu uno shock e subito nacque un gran desiderio di metterlo in scena. Nel 2006 ho avuto questa possibilità e ora, a distanza di qualche anno ma con tante esperienze in più maturate anche all’estero, posso ritornare ad affrontare questo spettacolo con occhi un po’ diversi. Alla base, comunque, rimane in me una nostalgia di fondo per le atmosfere anni ’80. Ricordate con noi le vite di Leroy, Coco e dei grandi personaggi di Fame. Identificatevi in esse e lasciatevi ispirare da una storia in cui volere è potere”.

Pietro Razzini

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Dal 15 al 24 marzo il Teatro Nuovo di Milano sarà la casa di “Viktor und Viktoria”, commedia ispirata al film di Reinhold Schunzel. La regia di Emanuele Gamba porta in scena Veronica Pivetti, Giorgio Borghetti, Yari Gugliucci, Pia Engleberth, Roberta Cartocci e Nicola Sorrenti.

Tutte le sere a partire dalle 20.45. Il 16, 17 e 24 marzo anche alle 15.30. Lo show racconta di un mondo dello spettacolo che non è sempre scintillante. Ecco perché quando la crisi colpisce gli artisti, anche essi devono aguzzare l’ingegno. Parte da qui la storia di Viktoria, talentuosa cantante disoccupata che si finge Viktor e conquista le platee. Ma il suo fascino androgino scatenerà presto curiosità e sospetti. 

LA STORIA

La vicenda è ambientata in una Berlino stordita prima dai fasti e poi dalla miseria della repubblica di Weimar. In questo contesto, un’attrice di provincia, Susanne Weber (Veronica Pivetti), approda in città spinta dalla fame e in cerca di scrittura. Il freddo le ha congelato le membra, e anche il cuore non è rimasto illeso. L’incontro con un collega attore, Vito Esposito (Yari Gugliucci) immigrato italiano, sembra cambiarle la vita. E mentre la città subisce gli umori delle nascenti forze nazionalsocialiste di Hitler in lotta con gli spartachisti dell’estrema sinistra, Susanne e Vito s’immergono negli eccessi della vita notturna weimeriana. La coppia condivide fame, scene e battute e, alla fine, si scambieranno anche... sesso ed identità! Ed è per proprio per l’affamata ditta che Susanne si sacrifica e diventa “Viktor und Viktoria”, cioè un acclamato ed affascinante “en travesti”(un personaggio che in un'opera teatrale viene interpretato da un attore di sesso opposto), anche grazie all’aggiunta di un colorato, buffo e stravagante fallo di cotone che diventa l’emblema del loro piccolo grande segreto. 

IL SIGNIFICATO

Si ride ma non solo: tra battute di spirito e divertenti equivoci, infatti, si legge la critica a una società bigotta e superficiale sempre pronta a giudicare dalle apparenze. La Berlino degli Anni Trenta fa da sfondo ad una vicenda che, con leggerezza, arriva in profondità. Veronica Pivetti si cimenta nell’insolito doppio ruolo di Viktor/Viktoria, nato sul grande schermo e per la prima volta sulle scene italiane nella sua versione originale. Ed è proprio una spassosa Veronica Pivetti ad emergere all’interno di una commedia ricca di artisti di qualità: sarà lei, infatti, a raccontare una storia piena di qui pro quo, cambi di sesso, scambi di persona e piena di intrecci sentimentali senza esclusione di colpi.

Pietro Razzini

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Un'unione devastante, simpatica, ironica, irresistibile. Il teatro Leonardo di Milano ospiterà dal 14 al 24 marzo il nuovo spettacolo della Rimbamband per la regia di Goele Dix. Ed è proprio da questa unione che nasce “Manicomic”, uno show che ha già conquistato il Teatro Palazzo di Bari totalizzando 11 sold out su 11 repliche programmate (con più di 750 persone a sera) e ora si propone in tutta la sua comicità anche nella metropoli lombarda.

Non solo uno spettacolo ma una festa di pubblico: in scena, in un imprecisato luogo di cura, si ricreerà il mondo di un medico che segue i suoi quattro pazienti più gravi, affetti da varie patologie. Renato ha frequenti disturbi di personalità multipla, Francesco (il “Rosso”) è un po' Dottor Jekyll e un po’ Mr. Hyde, Vittorio è un alcolizzato cronico e Nicolò ha una grave forma di “neomelodite” ossessiva compulsiva. Come combattere tutto ciò? Con la musicoterapia, l'ippoterapia, l'elioterapia, lo sport e lo psicodramma, ossia la cura delle nevrosi attraverso l’improvvisazione teatrale. Come direbbero i protagonisti: “Ce n'è di che uscire pazzi”.

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Manicomic si preannuncia una sfida intrigante per la Rimamband: la sfida di un gruppo che è abituato a mettersi in gioco con forme d’arte che mixano il comico e il teatral-musicale. Raffaello Tullo, Renato Ciardo, Nicolò Pantaleo, Francesco Pagliarulo e Vittorio Bruno sono i cinque maestri di un genere in cui la maschera e la comicità vanno a braccetto con la giocoleria, la clownerie, il mimo, il tip tap e la straordinaria capacità musicale di ogni strumentista. Si tratta del quarto spettacolo della Rimbamband scritto da Raffaello Tullo. In questa occasione, tuttavia, c’è un elemento che regala ulteriore notorietà allo show: la regia di Gioele Dix. Per l'attore e regista milanese, con il suo autorevole punto di vista squisitamente teatrale, è un ritorno sui sentieri della follia, dopo aver diretto “Matti da slegare” con Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti e “Fuga da via Pigafetta” con Paolo Hendel.

LO SPETTACOLO - “È uno spettacolo pieno di cose nuove che vi sorprenderanno: ci sono molte idee particolari all'interno di una struttura del teatro comico che osserva le sue regole ferree. Non si perde mai però la scioltezza e la freschezza, in una pièce che tratta la follia in maniera molto intelligente. Sono felice e onorato di lavorare con la Rimbamband, un gruppo dotato di grande energia e straordinaria creatività”, ha affermato Gioele Dix parlando di Manicomic, show in cui gli oggetti diventano degli strumenti musicali: palloni da pallavolo, case-contenitori, palloncini e campanelli. Ma non solo: si gioca con la “table percussion”, il tip tap e tanto altro ancora. In Manicomic la metafora musicale e il gioco teatrale si incontrano in un particolare spazio in cui ricreare un effetto straniante e stralunato: ciò che ne deriva è un mix di poesia e comicità del tutto originale. A differenza degli altre notti griffate Rimbamband, le variazioni tra il claunesco e il surreale di Raffaello Tullo e dei suoi compagni di ventura si esercitano sul tema della follia, senza alcuna malizia carognesca ai danni dei malati di mente. Insomma, l’occasione è ghiotta per ridere e sorridere con Gioele Dix e la Rimbamband. 

Pietro Razzini

 

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È arrivato anche in Italia, con tutto il suo fascino irresistibile, uno dei musical più premiati nella storia di Broadway. Al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano, spazio a uno show che ha pochi eguali al mondo. Produzione firmata Stage Entertainment per “A Chorus Line – Il Musical”, nuovo allestimento mai presentato prima d’ora, con una creatività tutta italiana: la regia di Chiara Noschese, gestita nel rispetto di script e direzione originale, è riuscita a rendere ancor più attuale il testo iniziale, regalando emozioni intensa a tutto il pubblico.

Le possibilità di ammirare lo show non mancheranno per gli amanti del genere: “A Chorus Line”, infatti, rimarrà nella metropoli milanese fino a metà aprile.

L’APPROFONDIMTO - Ed è proprio Chiara Noschese a inquadrare al meglio il suo lavoro: “Si tratta di uno spettacolo unico, con un linguaggio moderno, che brilla immutato nel tempo: i candidati all’audizione vivono un viaggio tra passato e presente, esprimendo i loro pensieri e le loro sensazioni attraverso musica e danza. Ci appassioniamo alle storie, diventando parte di quel presente che condividiamo con tutti i 19 protagonisti. Ci emozioniamo con loro, viviamo la loro audizione che diventa, fatalmente, anche la nostra. È una macchina perfetta, una scatola cinese costruita con rigore, e con altrettanto rigore e rispetto abbiamo cercato di rendere A Chorus Line, uno show 2.0.”

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LA STORIA - Il musical racconta il dietro le quinte di uno spettacolo teatrale, mostrando l’impegno, la fatica, i sogni e il sacrificio di chi vuole disperatamente farcela. In pratica è un’opera di teatro nel teatro: semplicemente geniale. Sul palco un gruppo di ballerini pieni di speranza si presenta a un provino. Sono tutti pronti a farsi giudicare dal regista Zach per aggiudicarsi un ruolo nello spettacolo di prossima produzione, raccontandosi e condividendo con lui le loro storie. Come nello spettacolo, così nella vita reale, gli stessi artisti, a ogni alzata di sipario, portano in scena loro stessi, determinati nel dimostrare chi sono. Messo in scena per la prima volta allo Shubert Theatre di Broadway il 25 luglio 1975, A Chorus Line rimase in cartellone 15 anni per un totale di 6.137 repliche. Lo show fece così tanto scalpore da essere rinominato come il “Re dei Musical”: vinse 9 Tony Award, un premio Olivier Award per il miglior musical e un Premio Pulitzer per la drammaturgia. Successivamente, nel 1985, la Columbia Pictures ne distribuì la versione cinematografica.

Pietro Razzini

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Di Redazione - Evento imperdibile al Teatro G. Moruzzi di Noceto. Va in scena l'opera del compositore russo Sergej Prokof'ev, scritta nel 1936, dopo il ritorno dell'autore in Unione Sovietica. Musica e testo furono scritti da Sergej Prokof'ev e l'idea fu quella di comporre un'opera per un pubblico giovane eseguita da un'orchestra e una voce narrante. Inizialmente non riscosse un grande successo, ma in seguito divenne un classico per grandi e piccini.

Al Teatro Moruzzi di Noceto potremo rivivere la magia di "Pierino e il lupo" sabato 9 marzo alle ore 21.

Assolutamente un'occasione da non perdere.

Teatro G. Moruzzi a Noceto (PR)
sabato 9 marzo ore 21
Orchestra "Adagio & Furioso"
Direttore "Gaetano Nenna"
Voce narrante "Gianpaolo Cantoni
Voce solista "Alberto Venturini"
Ingresso 15 euro

 

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Uno spettacolo speciale quella che andrà in scena al Teatro Due di Parma mercoledì 20 febbraio: la prima rappresentazione di "When the rain stops falling" (Quando la pioggia finirà) di Andrew Bovell, in cartellone del teatro parmigiano, sarà dedicata all’oncologia di Parma e il ricavato devoluto all’associazione “Verso il sereno” che con i suoi volontari offre un sostegno solidale e amichevole alle persone che devono affrontare un percorso terapeutico presso il Day hospital oncologico e il reparto di degenza oncologica dell’Ospedale Maggiore di Parma.

Presentato per la prima volta in Italia, When the Rain Stops Falling è il nuovo spettacolo di Lisa Ferlazzo Natoli, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due di Parma e con il sostegno di Australian Embassy-Rome, sarà in scena a Teatro Due in questa serata speciale il 20 febbraio alle ore 20.30.

LA TRAMA

Sta piovendo. Gabriel York aspetta l’arrivo del figlio ormai adulto, che non vede da quando questo aveva sette anni: “So cosa vuole. Vuole quello che tutti i giovani uomini vogliono dai loro padri. Vuole sapere chi è. Da dove viene. Dove sia il suo posto. E per quanto ci provi non so cosa dirgli.” È questo l’inizio apparente, o forse l’epilogo, di una saga familiare che ci porta, vertiginosamente – dal 2039 al 1959, slittando nel e con il tempo – alle soglie di un diluvio torrenziale che ha il sapore eccentrico e favoloso della pioggia di rane in Magnolia di Paul Thomas Anderson.

"When the rain stops falling" (Quando la pioggia finirà) di Andrew Bovell

Regia Lisa Ferlazzo Natoli. Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due. Con il sostegno di Ambasciata d’Australia e Qantas

Teatro Due 20 febbraio 2019, ore 20.30

Informazioni e biglietteria: Tel. 0521. 230242 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Dopo "Rugantino" e "Il Marchese del Grillo" Enrico Montesano porta in scena un altro personaggio popolare scolpito nell'immaginario collettivo, "Il Conte Tacchia", chiudendo così questa sorta di trilogia.

La versione in commedia musicale è liberamente tratta dall'omonimo film interpretato nell' '82 dallo stesso Enrico Montesano e racconta la tormentata storia d'amore tra Fernanda e Checco dal 1910 al 1944. Nella messa in scena, Montesano cerca di dare allo spettacolo una connotazione prettamente teatrale: "Forse oggi per fare qualcosa di moderno c'è bisogno di un ritorno all'antico, anzi direi al classico, per questo ho optato per una scenografia con fondali dipinti". I numerosi cambi di scena (diciotto), vengono eseguiti a vista, diventando di fatto dei momenti coreografici in continuità con lo svolgimento del racconto, senza pause, conferendo alla rappresentazione scorrevolezza e ritmo.

L'attenzione per una ricerca storica e filologica si evincono nel riproporre una ricostruzione fedele degli scenari e dei costumi di quell'Italia e quella Roma dei primi '900 e del 1944, ma anche nell'uso di termini classici o aulici con cui il protagonista, di bassa estrazione sociale, gioca storpiando il linguaggio e ottenendo così un effetto comico e satirico allo stesso tempo. Come un artigiano della parola, Montesano lavora anche sui testi delle canzoni, limando termini e suoni fino a renderle pienamente aderenti ai personaggi e alla loro epoca. Nella messa in scena di questo appassionante ed esilarante balzo nella storia, riescono a fare capolino corrispondenze e analogie con la realtà di oggi, rendendo in tal modo il pubblico sempre più partecipe e coinvolto.

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Il cast è composto da tredici brillanti attori e da dodici affiatati ballerini-acrobati che si muovono e animano la scena passando dai costumi degli anni quaranta a quelli del 1910 e viceversa, e spaziando da ritmi black bottom al valzer, dal boogie woogie al saltarello.

Regia di Enrico Montesano; versione teatrale di Enrico Montesano e Gianni Clementi; musiche originali di Maurizio Abeni, scene Carlo De Marino, costumi Valeria Onnis, coreografie Manolo Casalino, trucchi e acconciature Chiara Adorno.

Lo spettacolo "Il Conte Tacchia" di e con ENRICO MONTESANO, in programma martedì 12 febbraio 2019 presso il Teatro Regio di Parma, fa parte della rassegna "Tutti a Teatro 2018/2019". La rassegna, giunta alla sua quinta edizione, è realizzata da Caos Organizzazione Spettacoli con la direzione artistica di Marcello Fava.

Biglietti disponibili e in vendita presso:
- Arci Provinciale di Parma - (Via Testi, 4 – PR)
- tramite il circuito ticketone
- a partire dalle ore 19.00 del giorno dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro Regio.

Per informazioni:
ARCI Parma e CAOS Organizzazione Spettacoli tel 0521/706214 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Mercoledì, 06 Febbraio 2019 09:02

"We Will Rock you" arriva a Parma

É il suo momento. Il momento di esaltazione massima per una delle stelle più lucenti della musica mondiale. Freddie Mercury, leader dei Queen, arriva a teatro anche in Italia. Dopo aver sbancato i botteghini di tutto il mondo, aver emozionato il pubblico al cinema e, prima ancora, unito milioni di persone con i suoi concerti, il cantante della band inglese giunge a Milano, al teatro Ciak, per due weekend lunghi ricchi di ritmo e di divertimento.

"We Will Rock You" è il Musical che racconta il Pianeta Terra 300 anni nel futuro, quando è diventato "Pianeta Mall". Lo fa con il sottofondo dei grandi successi dei Queen.

L'appuntamento è dal 7 al 10 e dal 14 al 17 febbraio nel teatro di Viale Puglie. Ma presto arriverà anche nella nostra regione, a Parma: biglietti da prenotare per l'11 aprile al Teatro Regio.

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LA STORIA

La nuova Terra è un pianeta dove il rock e la musica dal vivo sono bandite. C'è però qualcuno che continua ad amarla e a seguirla. Questa "resistenza" è costituita dai Bohemians che si nascondono nel sottosuolo e che, con l'aiuto dello stravagante bibliotecario Pop, tramandano ricordi sbiaditi del tempo glorioso nel quale il Rock regnava sovrano sulla Terra. Contro di loro, la Global Soft, capeggiata dalla spietata Killer Queen e dal suo collaboratore Khashoggi. I Bohemians attendono l'arrivo degli eletti che restituiranno la musica al Pianeta: saranno l'ingenuo Galileo e la volitiva Scaramouche a ritrovare lo strumento che l'antico dio della chitarra nascose in un luogo segreto?

IL MUSICAL

Oltre 8 milioni di spettatori, 2700 performance e 12 anni consecutivi di rappresentazioni a Londra: sono solo alcuni dei numeri che rappresentano "We Will Rock You". All'interno del nuovo adattamento prodotto da Claudio Trotta e Barley Arts vanno in scena 24 tra i maggiori successi dei Queen. Il loro lavoro si fa forte di un inedito allestimento, frutto dell'immaginazione di Colin Mayes e delle coreografie di Gail Richardson. I testi, ideati dallo stesso Trotta con Valentina Ferrari e Michaela Berlini, si fondono perfettamente con il cuore dello spettacolo. Un spettacolo in cui "We are the Champions", "Radio ga ga" e "Somebody to love" sono solo alcuni degli inni che hanno cavalcato più epoche musicali, diventando, in evitabilmente, immortali.

Pietro Razzini

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Lunedì, 04 Febbraio 2019 15:44

Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show

Un ritorno al passato perché quando regala un sorriso, fa sempre bene guardarsi indietro. Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano sul palco a 15 anni di distanza dagli ultimi spettacoli che li hanno visti insieme alla ribalta. Lo fanno con un tour intitolato “Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show”, sabato scorso al Pala Creberg di Bergamo e tra un mese, il 2 marzo, nella nostra regione, al Teatro Nuovo di Ferrara. Uno spettacolo da non perdere perché figlio di quella comicità che tanto ancora piace: musiche, parodie, imitazioni, sketch, gag, risate e improvvisazioni. Tutto legato in maniera naturale dai due leoni del palcoscenico.

IL PASSATO -

Massimo Lopez e Tullio Solenghi sono diventati noti al grande pubblico grazie alle performance del trio comico che vedeva al loro fianco l’indimenticabile Anna Marchesini (a cui viene riservato uno dei momento più emozionanti della serata). L’occasione per riproporre la coppia vincente è nata quasi per caso, in concomitanza di una puntata del fortunato programma “Tale e Quale Show” dove i due artisti si sono esibiti interpretando un’altra famosa coppia, Simon e Garfunkel. È da attribuire quindi a Carlo Conti il merito della reunion. Il presentatore toscano non ha mai nascosto di essere un loro affezionato fan. Ed ecco l’opportunità: “L'idea di tornare a lavorare in coppia ronzava già da tempo nelle nostre teste, agevolata dal fatto che, abitando nello stesso condominio, la frequentazione e l’amicizia non si sono mai interrotte”, avevano raccontato qualche tempo fa Tulio Solenghi e Massimo Lopez.

IL PRESENTE -

Attori, showman, artisti poliedrici e versatili: Lopez e Solenghi entrano in scena accompagnati dalla Jazz Company del maestro Gabriele Coneglio. L'idea alla base dello show è quella di riappropriarsi di quel marchio di fabbrica che ha contraddistinto il trio Lopez-Solenghi-Marchesini sin dalle origini. Il risultato è un racconto scenico nel quale semplici frasi o singole intonazioni portano in maniera spontanea alla scena successiva. Una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni e interazioni col pubblico. E sono loro stessi a coinvolgere gli spettatori, a cercarne la complicità, in un appassionato scambio di emozioni che sfiorano la commozione. In quasi due ore di spettacolo si offrono alla platea con duetti che vanno da Gino Paoli e Ornella Vanoni, da Dean Martin a Frank Sinatra, attraversando la storia della musica e dello spettacolo. Il risultato? Un vero e proprio show… anzi l’unico e inimitabile “Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show”.

Pietro Razzini

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