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Martedì, 30 Giugno 2020 14:52

Brutale omicidio nei pressi di Bedonia

Nel tardo pomeriggio di ieri 29 giugno 2020 si è consumato un brutale omicidio in località Setterone del comune di Bedonia, alle pendici del Monte Penna.
Alle ore 20:00 è infatti pervenuta una telefonata alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Borgo Val di Taro, tramite il numero di emergenza 112, nella quale veniva segnalato un uomo riverso a terra in un lago di sangue sulla strada comunale del piccolo centro abitato di montagna.

Pubblicato in Cronaca Parma

Nella mattina di oggi, la Polizia di Stato di Parma, al termine di una rapida attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma (PM dott. A. Bianchi), ha tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, SINANAJ Rigers classe ’94 e GRECA Aziz classe ’95, entrambi indagati in concorso nel reato di tentato omicidio pluriaggravato in danno di un giovane coinquilino della fidanzata del SINANAJ.

Parma 18 aprile 2020 - Erano circa le 20:00 del 13/03/2020, quando in sala operativa è arrivata una chiamata da parte del 118, nella quale veniva segnalato un intervento presso un’abitazione in via Trento per un giovane con evidenti ferite da arma da taglio al torace e sulle braccia, oltre a varie tumefazioni su tutto il tronco. Le condizioni del giovane - di origini siciliane e qui a Parma per lavoro – sono subito apparse estremamente critiche, tanto che il predetto veniva trasportato in codice rosso presso il Maggiore.

Gli agenti della Squadra Mobile e dell’UPGeSP giunti sul posto, attraverso le parole del fratello della vittima presente all’aggressione, hanno ricostruito dettagliatamente l’evolversi dei fatti, fino al drammatico epilogo: poche ore prima, la vittima, insieme al fratello, erano stati invitati da una giovane originaria di Napoli e che occupava una stanza nello stesso palazzo, a consumare una pizza preparata da lei all’interno della cucina comune. Dopo circa mezzora si presentava un ragazzo sconosciuto ai due fratelli, poi identificato nell’indagato SINANAJ Rigers.
Dopo le presentazioni, i tre iniziano a chiacchierare su argomenti futili, ma ben presto nasce una evidente tensione tra la vittima ed il SINANAJ.

La situazione precipita nel momento in cui, il SINANAJ (che poi si scoprirà essere il fidanzato della giovane ragazza di origini napoletane) ha la sensazione che la vittima stia guardando la propria ragazza in maniera troppo insistente. Ne nasce un alterco che viene presto sedato dall’intervento del fratello della vittima ed il SINANAJ, dopo aver preso per un braccio la ragazza, si allontana repentinamente dall’abitazione. Dopo circa un quarto d’ora, però, i due fratelli sentono dei forti rumori lungo le scale del palazzo e, in pochi secondi, vedono giungere all’interno della cucina, il SINANAJ armato di un coltello a serramanico accompagnato da un secondo giovane sconosciuto (poi identificato nel secondo indagato, GRECA Aziz).

I due, individuata la vittima, si avventano con rabbia su di lui, colpendolo con ripetute coltellate che lo raggiungono al torace ed al braccio e, una volta buttato a terra, continuano a colpirlo con ripetuti calci su tutto il tronco. Anche in questo caso, è provvidenziale l’intervento del fratello che, dopo alcuni secondi di sorpresa e timore, riesce ad intervenire e ad allontanare i due.
I due aggressori, a questo punto, provano a colpire anche lui, ma questi riesce a trovare rifugio in una stanza attigua, sottraendosi alla loro violenza.
I due, dunque, si danno a precipitosa fuga, facendo perdere le loro tracce.

La vittima, condotta in pronto soccorso in codice rosso, veniva sottoposto ad intervento chirurgico in urgenza e, sciolta la prognosi, veniva dimesso dopo 10 gg con diagnosi di “politrauma da arma bianca con perforazione gastrica e pneumotorace sinistro e versamento pleurico sinistro”.

L’unica traccia utile per risalire all’identità degli aggressori era la giovane ragazza napoletana che però  non risultava rintracciabile e con il telefono spento.
I primi accertamenti condotti dagli investigatori della Squadra Mobile hanno, tuttavia, consentito di ricostruire la rete di contatti della giovane ed il suo luogo di lavoro e, già nel corso della notte, si arrivava ad individuare il suo attuale fidanzato in SINANAJ Rigers.

Il SINANAJ, in sede di individuazione fotografica, veniva riconosciuto con certezza dal fratello come lo sconosciuto che era stato condotto all’interno del palazzo dalla giovane coinquilina e come colui che era rientrato armato di coltello ed aveva aggredito e colpito il fratello.

L’uomo era irreperibile e restava ancora da identificare il secondo aggressore. Nel corso dell’attività investigativa successiva, condotta anche con intercettazione telefonica delle utenze in uso al SINANAJ Rigers, venivano raccolte, attraverso le stesse parole dell’indagato e della sua fidanzata, indizi univoci e concordanti in ordine alla sua partecipazione alla violenta aggressione perpetrata in via Trento: la ragazza, al telefono con un’amica, terrorizzata, racconta che, dopo il primo screzio con la vittima, SINANAJ l’ha portata via e l’ha chiusa dentro la macchina (“mi ha portata in macchina ed è salito su”), per poi tornare su e chiudere i conti con quell’uomo responsabile “forse” di averla guardata un attimo di più (“dopo dieci minuti è ritornato correndo con un amico con l’affanno con un coltello in mano”.

Gli accertamenti condotti sul SINANAJ hanno, poi, consentito di ricostruire le sue relazioni e le sue frequentazioni e, tra queste, è emerso il nome di un suo connazionale residente poco lontano dal luogo dell’aggressione, peraltro gravato da numerosi precedenti di Polizia: GRECA Aziz.

Anche in questo caso l’individuazione fotografica fatta dal fratello è stata determinante; il giovane, infatti, nella foto del GRECA ha riconosciuto con certezza lo sconosciuto che, insieme, al SINANAJ aveva aggredito il fratello bloccandolo mentre il SINANAJ lo pugnalava e che, successivamente, lo aveva colpito con violenti calci quando era a terra agonizzante.
Il decisivo ed ultimo riscontro è arrivato dalla testimonianza della stessa vittima che, una volta dimesso dall’ospedale, ancora in convalescenza, sentito dagli investigatori della Squadra Mobile, ha ricostruito i drammatici momenti della sua aggressione ed ha riconosciuto con certezza i suoi aggressori.

I due, nella mattinata di oggi sono stati rintracciati presso le rispettive abitazioni e, dopo la redazione degli atti di rito, sono stati associati presso la locale sa Circondariale, in attesa di essere interrogati dal G.I.P. per esporre gli elementi in loro difesa.

Il coltello usato non è stato ritrovato in quanto, come riferito dalla stessa fidanzata del SINANAJ nella conversazione telefonica con l’amica, subito dopo l’aggressione, i due se ne sono liberati gettandolo nel torrente Parma (“appena è entrato in macchina l’ha messo nel giubbino e poi dopo siamo arrivati sul onte e l’ha buttato”).

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Sabato, 23 Novembre 2019 18:12

Parma, rischiato un duplice omicidio.

Grazie all'arma che si inceppa, alla prontezza di una vicina che ha allarmato le forze dell'ordine e il pronto intervento dei carabinieri, sono stati i fattori che hanno consentito di scongiurare un duplice omicidio.

Di redazione 23 novembre 2019 - Avrebbe potuto essere un epilogo molto diverso se l'arma del 57enne non si fosse inceppata. La sua ex 43enne e il suo nuovo compagno 80enne erano nel mirino dell'uomo abbandonato nello scorso mese di giugno dopo una relazione di 10 anni.
Il 57enne però non si era rassegnato alla fine della relazione, motivo per il quale si era guadagnato una denuncia per stalking in quanto trovato diverse volte appostato sotto casa della ex.

Secondo quanto ricostruito, dopo che la pistola si era inceppata, al panico è seguita una colluttazione tra i due uomini che sarebbero nel frattempo caduti per le scale mentre la donna , per quanto ferita, sarebbe riuscita a disarmare lo stalker.
Fondamentale il ruolo di una vicina, che avrebbe chiamato i carabinieri i quali sono prontamente intervenuti,  per scongiurare ben peggiori conseguenze.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

“Una vicenda drammatica che ha avuto purtroppo l’epilogo più tragico. Con profonda commozione esprimo anche a nome dell’Amministrazione e dell’intera comunità piacentina la massima vicinanza alla famiglia, ai parenti e agli amici della povera Elisa, in questo momento di profondo sconforto e dolore”.

Queste le parole del Sindaco di Piacenza e Presidente della Provincia, Patrizia Barbieri, che aggiunge:

“Rivolgo un sentito ringraziamento a tutti i Carabinieri, al Comando Provinciale e al Comandante Michele Piras, per il grande impegno, la professionalità, lo sprezzo del pericolo e l’abnegazione ancora una volta dimostrate in queste settimane di intense operazioni.
Un grazie a tutte le organizzazioni, le associazioni e i volontari che in queste settimane hanno partecipato alle ricerche, ai Sindaci dei territori interessati per l’incessante supporto e un ringraziamento particolare in particolare al Prefetto Maurizio Falco per l’encomiabile lavoro di coordinamento delle operazioni”.

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Il brutale omicidio ieri attorno alle 18. Un testimone ha visto entrare un uomo sulla trentina che urlando frasi incomprensibili si è scagliato contro la ragazza colpendola con sette coltellate. Per lei non c’è stato niente da fare. Secondo la madre della vittima l’assassino era un cliente del bar di famiglia.


di Manuela Fiorini Reggio Emilia 9 agosto 2019 -  Un brutale omicidio con ancora una volta vittima una donna, Hui Zhou, 24 anni, detta Stefania, di origine cinese, si è consumato ieri attorno alle 18 al Moulin Rouge di via XX settembre, locale di proprietà della famiglia della giovane dal 2008.


Davanti agli occhi attoniti di un cliente del bar, che al momento è l’unico testimone diretto del delitto, un uomo di circa trent’anni, di origine magrebina, è entrato nel locale brandendo un coltello da cucina con una lama di trenta centimetri. Poi, si è diretto con sicurezza dietro al bancone urlando frasi incomprensibili e con violenza e crudeltà inaudita ha infierito sulla ragazza colpendola con sei o sette fendenti che non le hanno lasciato scampo.


La giovane è crollata in un lago di sangue, e mentre il testimone, probabilmente temendo per la sua vita, è uscito dal bar, l’assassino è uscito con la stessa sicurezza con cui era entrato e, sporco di sangue, si è dato alla fuga in direzione Crostolo.
Mentre gli operatori del 118, intervenuti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della giovane Hui Zhou, è scattata la caccia all’uomo, mentre il testimone si è subito messo a disposizione della Polizia per tentare di dare un’identità all’assassino.


Le videocamere di sorveglianza, infatti, hanno ripreso l’omicida, e alla testimonianza del cliente che si trovava nel bar al momento della ferale aggressione si aggiunge quello di Ling, madre della giovane uccisa, che ha parlato di un nordafricano cliente del locale, una persona che probabilmente la vittima conosceva. E proprio su questo si dovrà ricercare il movente del delitto.


Sul posto sono intervenuti il capo della Squadra Mobile Guglielmo Battisti insieme al questore vicario e al pm Marco Marano della Procura di Reggio Emilia, che sta coordinando le indagini della Polizia Scientifica per cercare tracce dell’assassino, ancora senza nome.


Il corpo della povera Zhou, invece, è stato portato all’Istituto di Medicina Legale di Modena per l’autopsia.

 

 

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia
Giovedì, 18 Luglio 2019 15:54

Anziano uccide la moglie a coltellate

Una donna di 77 anni è stata trovata in un lago di sangue nell'appartamento in cui viveva insieme al marito in via Alassio. L'omicida ha 88 anni

di Manuela Fiorini, Modena 18 luglio 2019 – Una donna di 77 anni è stata trovata in un lago di sangue nel suo letto, questa mattina attorno alle 5, al nono piano del civico 206 di via Alassio, in zona Morane, nella prima periferia della città.

A colpirla, mentre ancora probabilmente dormiva, con una serie di coltellate inferte con un grosso coltello da cucina, è stato il marito, 88 anni, affetto da demenza senile, in seguito a un raptus. È stato lo stesso anziano a chiamare poi uno dei figli e raccontare quello che aveva fatto.

Il figlio ha poi allertato il 118 e la Polizia. Si è poi recato di corsa nell'appartamento dove vivevano i genitori, dove ha trovato la madre agonizzante. All'arrivo dei soccorsi, la donna era ancora viva, ma le coltellate, in particolare una inferta in pieno petto, erano troppo gravi e l'anziana è deceduta all'ospedale di Baggiovara poco dopo il ricovero.

La Polizia ha trovato l'omicida sul letto, con accanto il coltello insanguinato e in stato confusionale. L'uomo è stato ricoverato nel reparto di Diagnosi e Cura dell'Ospedale di Baggiovara ed è attualmente in stato di arresto.

I rilievi nell'appartamento dove si è consumata la tragedia sono a carico della Scientifica. Non risultano tuttavia precedenti segnalazioni o denunce per maltrattamenti precedenti.

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Lunedì, 03 Giugno 2019 10:00

In ricordo di Filomena

A ricordo di Filomena Cataldi e di tutte quelle donne che ogni giorno subiscono violenze e vessazioni di ogni sorta, e di tutte coloro che hanno perso il bene più prezioso, la vita, giorno 4 Giugno 2019 alle ore 18:30, presso la panchina rossa del parco di Colorno, sito in via Pasini, dedicheremo una preghiera e le ricorderemo. Filomena in particolare, avrebbe compiuto gli anni proprio il 4 di giugno. Avrebbe festeggiato questo giorno con la sua famiglia e con tutti i suoi cari.

Con il suo compagno, con l'adorata figlia, con la sorella che amava più di se stessa e alla quale era legatissima e con gli adorati genitori. Per la prima volta purtroppo non potrà esserci fisicamente. Anche se è rimasta sempre presente per tutti, in molti dovranno passare questo giorno con il dolore nel cuore perché la cara Filomena non c'è più a causa di un individuo riconosciuto "malato di mente" che un brutto giorno ha deciso di strappargli per sempre il sorriso.

A causa di quel maledetto giorno, in cui a San Polo di Torrile, venne strappata brutalmente al mondo e alla vita che amava alla follia. Filomena era una persona fantastica, umile e generosa e noi non la dimenticheremo mai perché rimarrà un esempio di vita da seguire e resterà per sempre nei nostri cuori. Parteciperanno alcuni famigliari di Filomena.

Monica Cresci
Coordinamento tutela donne vittime di violenza
AMO - COLORNO

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Omicidio della donna marocchina a Piacenza, Murelli e Pisani (Lega): «E' uno dei primi casi in Italia. La legge voluta dalla Lega pone un confine chiaro: «Niente sconti a chi uccide perché è un insulto alle donne assassinate che vedono i loro carnefici scontare pochi anni di carcere e ottenere i benefici»

(Piacenza, 11 mag. 2019) - «Una vittoria del buonsenso, della giustizia e della legalità. L'applicazione della legge voluta dalla Lega, e approvata in aprile, pone un confine netto a chi si macchia di reati gravissimi che comportano l'ergastolo: l'impossibilità di accedere al rito abbreviato e, quindi, niente sconti di pena per chi commette un omicidio».

Lo affermano i parlamentari della Lega, la deputata Elena Murelli e il senatore Pietro Pisani che si congratulano con le Forze dell'ordine per l'arresto del marito, in fuga con i figli, accusato di omicidio volontario aggravato nei confronti della moglie.

«Purtroppo - sottolineano - questa legge non ha salvato la vita alla povera Damia, accoltellata a morte a Borgonovo l'8 maggio, né ha evitato ai suoi bambini uno choc terribile. Ai bambini, e ai loro familiari, va il nostro pensiero. La legge, invece, vuole avvertire che - fatto salvo il percorso di riabilitazione per chi sbaglia - chi uccide con ferocia non avrà diritto a pene scontate. Un intervento pensato in particolare per tutelare tutte quelle donne vittime di violenza i cui carnefici, troppo spesso, se la cavano con qualche anno di carcere e tanti benefici».

Pubblicato in Cronaca Piacenza
Venerdì, 21 Dicembre 2018 09:03

Raccolta fondi Filomena

Il gruppo AMO COLORNO ha deciso di fare azione concreta per dare una mano alla famiglia Cataldi, a seguito della tragica scomparsa di Filomena, brutalmente assassinata da un vicino di casa (che ormai verrà riconosciuto incapace d'intendere e volere). La famiglia di Filomena dovrà pagarsi anche le spese legali a causa della mancanza di un fondo governativo atto a sostenere le vittime di femminicidio.

Si è deciso quindi di avviare una raccolta fondi dal titolo "Un salvadanaio per Filo". Raccolta che durerà fino al 10 di gennaio del prossimo anno. Il ricavato della raccolta verrà interamente devoluto alla sorella di Filomena, Rosangela, e servirà per risarcire parte delle spese legali da loro sostenute.

Vogliamo mobilitarci perchè la solidarietà è meravigliosa, ma un atto concreto vale più di mille parole.

Chiunque voglia supportare la nostra raccolta, può contattarci via email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o scrivere al gruppo Amo - Colorno direttamente su facebook.

 

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Il gravissimo episodio di cronaca nera, avvenuto nel mese di agosto di quest'anno a San Polo di Torrile, finito con la perdita della vita di Filomena Cataldi, non ha finito di far soffrire famigliari, amici e un intera comunità.

L'omicida che ha stroncato la vita di una giovane donna solare e innocente, sembra che sarà assolto per via di una grave patologia psichiatrica, e potrebbe finire la sua vita in una struttura REMS (Residenza per le misure di sicurezza).

Senza voler entrare nel merito del giudizio dato, il gruppo AMO - COLORNO, spera che ove la condanna definitiva sia l'assoluzione, lo stesso non sia ubicato presso la REMS di Mezzani.

Vista l'evidenzata pericolosità del soggetto e visti i regressi, non vorremmo ritrovarcelo per le strade del nostro territorio, come è già successo con molti ospiti della REMS di Mezzani, tra cui l'omicida Solomon Nyantakyi. Non sarebbe piacevole nemmeno per la famiglia di Filomena, venire a sapere di un eventuale sua fuga.

Speriamo quindi che venga fatta la scelta più idonea ed adatta a gestire un soggetto di tale pericolosità.

Il gruppo

AMO - COLORNO

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