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Era l'8 febbraio del 2018 quando il gruppo AMO COLORNO segnalava la pericolosità della porta della sala d'aspetto della stazione di Colorno. In quell'occasione una mamma non vedente con un bambino di soli due anni, sfiorandola con il suo bastone, sentì cadere una barra di metallo a pochi centimetri dalla testa del suo bambino, assieme ad alcuni vetri. Dopo ciò ci interfacciamo con RFI e riuscimmo ad ottenerne la riparazione, così come la reimbiancata dei muri interni e della facciata esterna che ad oggi è stata nuovamente deturpata da squallidi graffiti.

Da quel giorno, le cose non sono migliorate, e diversi furono i tentativi del nostro gruppo di richiedere l'installazione di videosorveglianza nell'area a costante vandalismo e degrado, nonché la chiusura della stazione, nelle ore notturne. Per chiedere questo chiedemmo anche al consigliere regionale Dott. Giancarlo Tagliaferri di FDI di eseguire in regione per nostro conto un'interrogazione, a cui RFI rispose di essere disposta a "ragionare" sull'installazione delle telecamere. A seguito dell'interrogazione regionale n. 7197 del 21 settembre 2018, però, nulla è stato fatto.

Nelle scorse settimana abbiamo deciso di contattare il presidente della regione Dott. Stefano Bonaccini, che ci ha fatti contattare con una cortese telefonata, dal sottosegretario Dott. Giammaria Manghi, il quale dopo aver chiesto dettagli sulla situazione della stazione di Colorno, ci ha informati che si sarebbe interessato.

I cittadini di Colorno attendono che la stazione tutelata dalle belle arti, nodo cruciale di collegamento tra due regioni (vista anche la chiusura del ponte sul PO tra Colorno e Casalmaggiore), torni ad essere decorosa, come si addice ad un paese di grande interesse turistico di Colorno e mentre questo avviene, arriva la notizia di un ulteriore atto di spregevole vandalismo. La vetrata della porta della sala d'aspetto viene nuovamente distrutta e la stanza deturpata ovunque dall'urina.

A questo punto non sappiamo davvero più cosa debba accedere prima di decidere di installare la videosorveglianza e di programmarne una chiusura notturna. Non basta l'aver dovuto reimbiancare per 3 volte di fila la facciata della stazione? Non basta l'aver dovuto imbiancare più volte i muri della sala d'aspetto? Non basta l'aver riparato inutilmente una porta a vetri?...

Se RFI ha soldi da spendere faccia pure, ma vogliamo ricordare che il biglietto noi lo paghiamo, e non meritiamo tutto questo. In stazione a Colorno, non ci sono nemmeno i bagni agibili. Speriamo che si decida finalmente di rimediare e questa volta con cognizione.

 

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Il gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Cronaca Parma
Giovedì, 18 Aprile 2019 12:24

Annullata la festa della Rems di Mezzani

Il gruppo Amo Colorno desidera informare la collettività che l'evento per la festa di compleanno della struttura REMS di Casale di Mezzani è stata annullata al pubblico.

A seguito di conversazione telefonica intercorsa con la direzione della struttura, siamo stati informati che dopo la nostra richiesta, è stato deciso di ridimensionare l'evento, offrendolo al solo personale della struttura, e quindi non agli ospiti della stessa o alla cittadinanza.

Tale nostra richiesta era partita doverosamente data la presenza di assassini detenuti (Guelin Fang assassino di Filomena Cataldi, e Solomon Niantakyi brutale carnefice della mamma e della sorellina). Abbiamo ritenuto ingiusto e inappropriato permettere a tali soggetti di festeggiare e di godersi un concerto a stretto contatto con i cittadini.

Continuiamo altresì a ritenere che chi ruba una vita, debba scontare la sua pena (ergastolo) in carcere, indipendentemente dalla capacità d'intendere e volere.

Ringraziamo la Rems di Casale di Mezzani che ritenendo giuste le richieste di Amo Colorno e di tutta quella parte della politica che si è schierata con il gruppo civico, ha deciso di non dare prosieguo ad un evento che sarebbe stato una vera e propria pugnalata per tutte quelle famiglie che ad oggi piangono ancora le loro vittime.

Queste famiglie continueranno a soffrire per sempre, e una vita spezzata non si potrà mai più recuperare.

Il coordinamento del gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 15 Aprile 2019 09:39

Colorno, muri di cinta ben poco regali.

Il gruppo civico "Amo Colorno", segnala la necessità di intervenire quanto prima sui muri di cinta del parco ducale della reggia di Colorno.

Da diversi anni, la recinzione della nostra "piccola Versailles" è puntellata e pericolante. Il giorno 30 marzo 2019 abbiamo effettuato un sopralluogo nella zona che costeggia la scuola elementare del paese, e abbiamo riscontrato la caduta di piccoli pezzi di muro nonché l'instabilità della struttura. Con il susseguirsi delle stagioni, e quindi delle intemperie, il muro è a rischio crollo a causa anche della costante umidità che contraddistingue il territorio della bassa est parmense.

Riteniamo opportuno intervenire quanto prima al fine di mettere in sicurezza l'area della scuola elementare e del parcheggio adiacente, zone situate a pochissimi passi dal muro pericoloso, nonché tutta l'area interessata al perimetro del parco della reggia. La situazione è critica già da troppo tempo e non è più tollerabile che a due passi da un luogo frequentato da bambini, vi debba essere una così fatiscente muraglia.

A tal proposito abbiamo deciso di scrivere missiva alla provincia di Parma, con la speranza che quanto prima decida di intervenire per la sicurezza di tutti, e nel rispetto che merita una così meravigliosa area turistica e artistica come è la reggia di Colorno.

Il coordinamento del gruppo

Amo - Colorno

 

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Pubblicato in Cronaca Parma
Mercoledì, 03 Aprile 2019 10:33

La REMS di Mezzani è prossimo alla chiusura?

Arriva una notizia importante per la bassa est parmense. La Rems (Residenza per l'esecuzione di misure di sicurezza) di Casale di Mezzani, finalmente dopo 4 anni, sta per essere chiusa. Da questa struttura negli ultimi anni sono state diverse le fughe o i tentativi di farlo. (in calce si può votare il sondaggio sulla questione della "incapacità di intendere e di volere - per approfondire link)

Tra le evasioni più eclatanti annoveriamo quella di Solomon Nyantakyi che fu recuperato alla stazione di Colorno, dopo aver perso il treno, oppure quella di un venticinquenne che era uscito dalla struttura senza autorizzazione e solo quando "si è stancato di stare in giro" ha avvisato l'Ausl chiedendo di essere riportato in struttura per "la cena".

Situazioni che hanno dell'incredibile e difficili da credere, che hanno messo a rischio l'incolumità di un intero territorio.

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La struttura "groviera" sembra che chiuderà i battenti entro novembre di quest'anno, dopo 4 anni di attività. Non è ancora ben chiaro dove saranno ricollocati gli ospiti della struttura e se la stessa chiuderà solo la parte legata alla detenzione dei pazienti, oppure continuerà a svolgere solo un servizio prettamente sanitario. Il trasferimento degli ospiti dovrebbe essere fatto utilizzando le strutture di Bologna a Reggio Emilia. Per capienza di posti a disposizione la struttura di Reggio dovrebbe essere operativa entro giugno del 2020, e quindi la struttura di Casale di Mezzani, dovrebbe completare il trasferimento di tutti i suoi ospiti entro la fine del 2020. A causa di lunghissime liste di soggetti che dovrebbero essere detenuti nelle Rems, molti sono attualmente in libertà vigilata in attesa di ricevere "alloggio". Un sistema che avrebbe dovuto sostituire gli OO.PG prevedendo percorsi di responsabilizzazione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale. Cosa che riteniamo impossibile per assassini condannati all'ergastolo, che hanno avuto la capacità ad esempio, di uccidere a sangue freddo, sfruttando la propria forza fisica, una donna, dal fisico esile e dai modi gentili che mai avrebbe fatto male ad alcuno. Privandola della vita con una ferocia inaudita, afferrandola per la gola, buttandola a terra, e colpendola con un mortaretto da cucina in varie parti del corpo tra cui anche la testa. Per costoro non ci potrà mai essere reinserimento sociale, riabilitazione e cura!!!

La situazione non è così semplice come si pensi e l'attesa sarà ancora piuttosto lunga, mettendo a rischio l'incolumità del territorio in caso di evasione di soggetti anche di alta pericolosità sociale. Ricordiamo che alla Rems di Mezzani è detenuto anche l'assassino di Filomena Cataldi, Gueling Fang, giudicato dai giudici stessi "soggetto altamente pericoloso".

Tempo addietro proprio la struttura di Casale, annunciò a seguito di una fuga, che sarebbero state alzate le recinzioni e che a seguito di questo intervento la struttura sarebbe diventata molto sicura. Sappiamo poi com'è andata a finire.

Nell'attesa di questi trasferimenti e della chiusura o riconversione del servizio, chiediamo doverosamente un innalzamento dei livelli di sicurezza, ad oggi garantiti in loco solo da limitato personale sanitario, da cooperative, e da poca vigilanza. Che venga garantita la massima sicurezza nella struttura e che si accelleri rapidamente il processo che porrà al termine di questi 4 anni difficili per tutti.

Il coordinamento del gruppo
Amo - Colorno

(Vota il sobdaggio)

 

 

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 18 Marzo 2019 08:05

Mezzano Rondani, "Stazione pericolosa"

A distanza di circa sei mesi da un precedente sopralluogo dell'area, alcuni iscritti del gruppo Amo - Colorno hanno deciso di ritornare presso la "fermata - stazione" di Mezzano Rondani, per verificare la situazione attuale. Con nostra sorpresa la strada d'accesso ai binari è stata riasfaltata (in passato era piena di buche). Arrivati ai binari abbiamo notato con piacere che la struttura un tempo adibita a stazione, negli ultimi anni pericolante e ricolma di rifiuti di ogni genere, è stata finalmente abbattuta.

Purtroppo oltre a questi elementi positivi, ci tocca documentare nuovamente lo stato di incuria, degrado e pericolosità in cui ancora riversa.

La banchina ferroviaria è accessibile soltanto attraversando i binari e non vi è presente alcuna passerella pedonale. Un pericolo per tutti i viaggiatori che rischiano di essere investiti dal treno di passaggio. Arrivati poi alla banchina, si può scorgere una pensilina coperta e decisamente mal messa. Oltre a vetri rotti, sono presenti diversi graffiti e rifiuti, e quel che é peggio é la presenza di scatole elettriche aperte con moltissimi cavi in vista. Una situazione inaccettabile e dall'alto rischio di prendere uno shock specie in caso di pioggia. Non vi sono esposti nemmeno gli orari dei treni in una bacheca fatiscente e coperta di polvere.

Altro aspetto preoccupante e la mancanza di una recinzione adiacente alle "rovine" della vecchia stazione. Nonostante vi sia la presenza di un vistoso segnale di pericolo, chiunque può accedere all'area, perché la rete arancione che dovrebbe delimitare l'area è stata tagliata.

Non è possibile tenere attiva una fermata del treno in queste condizioni. Manca addirittura una seria illuminazione, e il rischio di illeciti è fortissimo. Abbiamo rinvenuto addirittura diversi "preservativi" nella zona.

Riteniamo doveroso segnalare nuovamente la cosa, chiedendo a chi di dovere di intervenire rapidamente, al fine di garantire sicurezza a tutti coloro che usufruiscono del treno. Attendere un treno di sera presso la fermata - stazione di Mezzano Rondani è davvero una brutta cosa da fare, specialmente per una donna e la zona è piuttosto isolata.

Occorre provvedere a rimettere in decoro la pensilina d'attesa, ripulendo la bacheca e affiggendo degli orari dei treni. Occorre installare un sistema di illuminazione e di videosorveglianza collegata direttamente alle forze dell'ordine e riteniamo assolutamente necessario provvedere a realizzare una pensilina per l'accesso alla banchina dei binari. Tutti elementi fattibili e dal costo limitato ma essenziale per offrire un servizio decente alla collettività.

Solo così potrà essere utilizzabile tale stazione. Diversamente non dovrebbe essere più utilizzati, perché i rischi e i pericoli sono decisamente troppo alti.

 

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Il coordinamento del gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Cronaca Parma
Giovedì, 07 Marzo 2019 16:14

Sciopero 8 marzo TreNord TrenItalia

Venerdì 8 marzo alcuni sindacati annunciano uno sciopero generale sul servizio ferroviario. Lo sciopero avrà inizio a mezzanotte e dovrebbe avere conclusione alle ore 21 con le solite corse garantite comunicate dal fornitore del servizio ferroviario nelle fasce orarie dalle 6 alle ore 9 e dalle 18 alle ore 21.

Senza nulla togliere alle motivazioni dell'ennesimo sciopero dei dipendenti ferroviari siamo a registrare l'ennesimo disagio annunciato per tutti i pendolari ed in particolar modo ci riferiamo doverosamente ancora una volta alla solita tratta "Parma - Brescia". L'ennesimo disagio che va ad accumularsi ai soliti ritardi e alle soppressioni ormai quotidiane dei treni.

Mentre ormai i viaggiatori convivono perennemente con un servizio da terzo mondo, arriva per le tratte a lunga percorrenza, un regalo decisamente poco gustoso, che sa di beffa, offerto per la ricorrenza della festa della donna. Parliamo di una semplice caramella gelee al limone che Trenitalia avrebbe voluto regalare a seguito di una costosa consumazione nell'area bar dei treni Frecciarossa. "Avrebbe" perché dopo l'indignazione sui social di tantissime mamme viaggiatrici e non, tutto è stato annullato. Rimane invece il disagio dello sciopero di giorno 8 marzo, proprio in concomitanza con la festa della donna. Un dono decisamente meno succoso della caramellina Cafferel che Trenitalia avrebbe voluto regalare.

Trenitalia e Trenord hanno davvero tanto da farsi perdonare. Negli ultimi anni i disservizi sono stati troppi. Avrebbero dovuto far viaggiare gratuitamente per l'8 marzo tutte le donne, e magari scontare del 50% tutte le tratte più lunghe e costose. Per le donne in possesso di abbonamento avrebbero dovuto garantire uno sconto almeno del 20% per gli abbonamenti successivi. Questo sarebbe stato un modo intelligente per festeggiare la festa della donna e per cercare di riprendere quel minimo di immagine che da anni ormai hanno smarrito, ridando parte di dignità alle viaggiatrici.

Una caramella non può e non potrà mai ripagare quello che stanno passando i pendolari.

Una speranza tuttavia per Trenord ancora c'è. Faccia in modo che le tre sigle sindacali spostino il loro sciopero. Questo si che sarebbe un regalo gradito dalle donne che del treno usufruiscono quotidianamente.

Il coordinamento del gruppo

AMO - COLORNO

Giovedì, 28 Febbraio 2019 11:21

Tra gestione delle acque e federalismo fluviale.

Quando ai tempi di Maria Luigia costruirono la Reggia sul torrente Parma, le acque che scorrevano avevano poca escursione di portata tra l'estate e l'inverno. Le piene di allora non arrivavano mai a sfiorare il cortile della Reggia ed anzi, attraverso opportune traverse a valle, anche nei periodi di magra riuscivano a mantenere un livello di acqua tale da consentire l'utilizzo di barche. Tant'è che Maria Luigia da lì, via acqua arrivava al Po e poi a Venezia.

Poi costruzioni selvagge nei secoli successivi restrinsero l'alveo di monte e le portate aumentarono a dismisura, così che sotto le arcate della Reggia si costruirono muri a difesa dalle piene. Un obbrobrio architettonico di quelli che non vorresti mai vedere su un manufatto storico di inestimabile bellezza, non a caso soprannominato "la piccola Versailles". Un modus operandi che ha deturpato uno dei più importanti monumenti d'Italia. Riportare lo stato della Reggia ai tempi che furono, è da considerare assoluta priorità. Per farlo occorre mettere in sicurezza Colorno dalle piene, realizzano esondazioni controllate a monte, nell'ottica di un Federalismo Fluviale che obblighi i territori a trattenere le proprie preziosissime acque piovane il più possibile, rilasciando a valle solo la portata minima vitale o la massima ammissibile nei periodi più piovosi. Il concetto del federalismo fluviale è strettamente propedeutico allo sviluppo di un serio progetto di scolmatura delle acque, in aree non o poco antropizzate, al fine di ridurre le portate di acqua, e di consentire anche a mezzo di laghetti la possibilità di fare scorta d'acqua per i periodi siccitosi e ad uso irriguo per i campi.

Occorre ricordare che le aree controllate esondabili, non saranno mai sminuite nel loro valore. Non si andranno mai a creare territori di serie "A" o serie "B", anzi i luoghi scelti, grazie alla copiosa fornitura idrica saranno sempre più appetibili per uso agricolo. Non è possibile cementificare dappertutto. Occorre un rispetto doveroso di normative vigenti che prevedono aree verdi e/o "selvagge" per ogni tot. di mq di cemento gettato. L'uomo si sta continuando ad impossessare di aree naturali, privando di habitat le varie specie animali, e continuando a edificare senza nessuno scrupolo.

In pratica grazie alle esondazioni controllate, si riporterà il torrente vicino al corso che natura gli diede. Oggi purtroppo sempre più ingegneri si disinteressano del mondo in cui viviamo e della vera sicurezza dei territori, impegnandosi solo a realizzare opere idrauliche insufficienti, a volte poco sicure, ma di sicuro e forte nocivo imbatto ambientale. In molti ad esempio, dopo aver incanalato l'alveo, credono di porvi rimedio con immense casse di espansione. Casse che furono inventate, giustamente, per impianti fognari con acque bianche. Il nome "cassa" deriva dalla forma a parallelepipedo delle vasche in cemento armato a supporto delle fogne.

Casse di espansione che fermano solo temporaneamente il picco di piena, facendolo poi disperdere in mare, senza alcuna possibilità di conservazione o di rimpinguamento concreto delle falde. L'acqua, bene prezioso e sempre più raro. Basti pensare che la carenza idrica colpisce più di 4 miliardi di persone in tutto il mondo. E' si giusto impegnarsi ad educare la collettività sul "risparmio idrico", in special modo nei luoghi dove il consumo di acqua è nettamente superiore al fabbisogno effettivamente richiesto, ma altresì non ci si può più permettere di sprecarla.

Occorre quindi l'impegno da parte di tutti gli enti che si occupano di idrogeologia, a trovare il giusto compromesso tra salvaguardia dei territori e conservazione delle acque. Il tutto è possibile, ma solamente iniziando a lavorare davvero sul concetto di esondazioni controllate e di federalismo fluviale. Se ogni territorio riuscisse a trattenere il proprio "oro trasparente", non si vivrebbe più di emergenza e di paura delle alluvioni e nemmeno di siccità.

Il coordinamento del gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Ambiente Parma
Martedì, 12 Febbraio 2019 12:25

Ancora disservizi sulla Parma Brescia

Come si può scegliere il treno?... A volte lo si sceglie per comodità, altre volte per necessità, ma tante altre volte per obbligo. Da quando il ponte sul PO tra Colorno e Casalmaggiore è chiuso, tantissimi pendolari sono costretti a servirsi del treno per raggiungere l'altra sponda del PO. Ormai sono passati quasi due anni e anche se i lavori per la riapertura proseguono regolarmente, la data di giugno pare ancora troppo lontana.

Intanto c'è sempre la solita stonata melodia emessa dagli altoparlanti, ad accompagnare quotidianamente i viaggiatori, che devono passivamente accettare i disagi "offerti" da Trenord, sulla ormai tristemente famosa "Parma - Brescia". Se qualcuno pensa che il servizio sia migliorato, solo perché non se ne parla, si sbaglia di grosso. Le cose non sono cambiate affatto, anzi. I treni sono sempre gli stessi, piccoli e insufficienti. I vagoni sono come al solito sporchi sia dentro che fuori, e i ritardi continuano ad alternarsi. Questa volta ad essere interessato dal disagio è stato il regionale 20311 partito da Parma con almeno 16 minuti di ritardo. La causa? "Ripercussioni dovute ad un guasto agli impianti di circolazione". Copione già visto qualche settimana fa. Fino a poco prima i treni erano sembrati miracolosamente in orario, ma poteva davvero filare tutto liscio?... Si era sentito parlare di un guasto al sistema che regola la circolazione dei treni a Ospitaletto, che stava procurando disagi sulla linea "Brescia - Milano", ma di certo non si pensava che il disagio sarebbe ricaduto anche sulla nostra tratta.

L'ennesimo ritardo ha costretto alcuni viaggiatori a prendere il telefono dalla tasca e ad avvisare chi li stava attendendo. Si dato vita così ad un coro unisono di "mi dispiace", "farò di nuovo tardi", "sono ancora alla stazione" etc... A chiamate concluse poi, sono iniziate le solite lamentele, gli sbuffi, le boccate nervose di sigaretta e le solite passeggiate nervose su e giù per le banchine. Passeggiate che ci hanno ricordato la divertente pubblicità di un noto marchio di supermercato, dove si arrivava a scavare persino il pavimento a furia di camminare.

Sebbene si cerchi di sdrammatizzare, la situazione è al limite della decenza. Troviamo necessario un cambio di rotta generale sia di Trenord che di Rfi. La tratta "Parma - Brescia" ha un percorso di soli 92 km. Percorso compiuto dai treni ad una velocità lumaca di una media non superiore i 50 km orari. Il parco treni in servizio sulla linea ha un età media superiore ai 30 anni, e sarebbe davvero ora di sostituirli con i nuovi JAZZ o STADLER. Treni assolutamente accessibili anche per disabili e persone con disabilità motoria in grado anche di sopperire la mancanza di "sale blu" attrezzate per l'assistenza ai disabili. Si è parlato tanto di elettrificazione della linea e del problema del mono binario, ma ad oggi nulla è stato ancora fatto in merito. Si continuano a manifestare problemi dovuti a guasti di impianti che regolano la circolazione dei treni, e questo è senza dubbio imputabile anche ai passaggi a livello. Abbiamo poi fermate/stazioni indecenti, spesso prive di servizi igienici e di riscaldamento o addirittura di biglietterie. Biglietterie automatiche quando presenti, spesso difettose o spente. Il tempo passa ma il disagio no, e persone con biglietto o abbonamento in tasca devono continuare a subire.

Così non è possibile andare avanti. Possibile che le istituzioni ci abbiano abbandonato?...

Il gruppo

AMO - COLORNO

Giovedì, 31 Gennaio 2019 09:21

Il confronto Gilda, Amo Colorno continua ...

Un gruppo locale di Colorno continua a criticarci semplicemente perchè chiediamo norme più chiare che diano serenità al corpo insegnanti, ciò dopo la condanna e la parziale assoluzione di due docenti che operavano in quel contesto.

Ovviamente ci inchineremo alla sentenza quando essa diventerà definitiva, adesso è appena finito il primo grado. Rispetto al caso specifico avvenuto in quella località esistono ex alunni delle due insegnanti incriminate, oggi forse sono anche maggiorenni, i quali potrebbero riferire meglio come si sono trovati. Rileviamo ancora che il sodalizio locale non parla a nome delle rappresentanze elette negli organi collegiali, anche perchè non avrebbe titolo a farlo. Comunque sia, non siamo interessati a prestare il fianco a chi cerca visibilità nel contesto politico locale, operando noi in un comparto Statale che esula dalle dinamiche di paese. 

Le nostre controparti ai tavoli di trattativa afferenti le Scuole Statali non sono le associazioni di paese, tuttavia i politici locali che vogliono discutere con noi possono richiedere un appuntamento, tempo permettendo tutti vengono ricevuti.

Salvatore Pizzo
Gilda degli Insegnanti Parma e Piacenza

Mercoledì, 30 Gennaio 2019 11:01

Gilda: replica alle critiche di "Amo Colorno"

Un sodalizio locale di Colorno, non rappresentativo delle categorie della scuola Statale, ci critica per le nostre posizioni relative alla questione delle due docenti condannate.

Se non fosse chiaro noi non giustifichiamo chi picchia i bambini, ci mancherebbe, diciamo semplicemente che tutti gli episodi contestati agli insegnanti che si sono trovati coinvolti in vicende simili, diversi dalle percosse, sono opinabili. Sul punto ribadiamo che vogliamo risposte precise: dove finisce il concetto di ramanzina, punizione e contenimento fisico? Il rigore e la disciplina vanno praticati?

Quanto al caso di Colorno la sentenza è di primo grado e ci sono altri giudicanti che saranno chiamati ad esprimersi, siccome una parte considerevole delle accuse già adesso si sono concluse con un'assoluzione, appare evidente che ci sono degli approfondimenti da fare.

Il sodalizio colornese dice anche che noi auspichiamo un "giudizio uguale" per le due docenti, evidentemente hanno letto male il comunicato, questo non lo abbiamo mai detto.

Quanto alle famiglie, esse in seno agli organi collegiali hanno regolarmente eletto i loro rappresentanti, sono le componenti elette legittimate a parlare a genitori e gli studenti, chi opera nel settore non può negare che la nostra sede è aperta al dialogo. Evidentemente l'onda mediatica serve a molti per avere visibilità, noi parliamo in quanto organizzazione rappresentativa i cui consensi sono certificati dall'Aran.

Quanto alla giustizia ci inchiniamo alle decisioni quando esse diventano definitive e come cittadini, se le leggi a disposizioni non sono chiare o insufficienti, riteniamo che il legislatore e la politica debbano aiutare gli insegnanti ad operare serenamente nell'interesse di tutti.

In merito alla questione locale di Colorno, chiediamo: cosa dicono i tanti colornesi, molti dei quali oggi maggiorenni, che sono stati alunni delle maestre incriminate?

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