Lunedì, 30 Marzo 2015 11:51

Modena - Posata la prima pietra della Casa di Fausta In evidenza

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La Casa di Fausta ospiterà i bambini curati dall'Oncoematologia pediatrica e i loro familiari. Testimonial d'eccezione la showgirl Lorella Cuccarini. Si punta a inaugurarla entro la fine del 2015. Per il completamento servono ancora 800mila euro -

Modena, 30 marzo 2015 -

"Un nuovo passo verso la realizzazione di un sogno coltivato da anni" si legge nella nota dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena. Sabato infatti, è stata posata la prima pietra de La Casa di Fausta, la struttura voluta da ASEOP (Associazione per il Sostegno dell'Oncoematologia Pediatrica) che sorgerà nei pressi del Policlinico, in via Campi, destinata ad accogliere i piccoli ricoverati in Oncoematologia pediatrica e i loro familiari, durante i periodi di Day Hospital e di controllo. La struttura sarà realizzata dalla Wolf Haus di Vipiteno (BZ), azienda leader nella costruzione di edifici in bioedilizia. La cerimonia è stata trasmessa in diretta nelle televisioni interne dell'ospedale.

Madrina della giornata è stata Lorella Cuccarini in rappresentanza della Fondazione Trenta Ore per la Vita che anche per l'anno 2015 sarà partner di ASEOP nella realizzazione del progetto. Si sono succeduti sul palco Luca Sabattini, Consigliere Regionale, Kyriacoula Petropulacos, Direttore Generale Sanità e Politiche Sociali – Assessorato alla Salute – Regione Emilia Romagna, Giuliana Urbelli Assessore alla Salute del comune di Modena, Ivan Trenti Direttore Generale Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, Lorenzo Iughetti in rappresentanza del Dipartimento Materno Infantile del Policlinico di Modena, Monica Cellini del Reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Modena, Marco Vinceti, Dipartimento di Medicina Diagnostica, Clinica e di Sanità Pubblica Igiene in rappresentanza del Rettore, Erio Bagni, Presidente di ASEOP, Massimo Ravera a memoria della madre Fausta Massolo, Kurt Schöpfer amministratore delegato di Wolf Haus, Rita Salci Presidente della Fondazione Trenta Ore per la Vita, oltre a genitori che hanno vissuto il dramma della malattia dei propri figli ed il conforto di una casa lontano da casa.

A marzo c'è stato il rogito tra ASEOP e Comune di Modena e sabato, in linea con le previsioni, è stata posta la prima pietra che, idealmente ha dato avvio al cantiere. "Se tutto andrà bene anche sul fronte del reperimento dei fondi, l'obiettivo è quello di inaugurare la Casa di Fausta il prossimo Natale. Per questo ringrazio tutti i volontari, i donatori e le istituzioni che hanno collaborato in questi mesi perché il cantiere partisse. Per ottenere il risultato, però, occorre ancora uno sforzo. Mancano 800mila euro per realizzare questo sogno" ha ricordato Erio Bagni.

"La Casa di Fausta è un dono per la città, un luogo di incontro tra l'Ospedale e il mondo esterno – commenta Ivan Trenti – Sono quindi molto felice di partecipare a questa cerimonia e voglio esprimere il mio ringraziamento ad ASEOP per tutto quello che ha fatto in questi anni per l'Oncoematologia pediatrica del Policlinico. Un grazie va anche a tutti gli operatori del reparto che in questi anni, nel solco tracciato proprio dalla professoressa Fausta Massolo, hanno saputo costruire una delle più belle realtà del nostro Policlinico, che unisce professionalità e grande umanità a beneficio di tutti."

La Nuova Casa di fausta

La nuova struttura sostituirà quella realizzata da ASEOP nel 2008, in occasione del proprio ventennale, intitolata alla fondatrice dell'Oncoematologia pediatrica modenese e cofondatrice di ASEOP Fausta Massolo e attualmente in funzione. Si tratta di sei appartamenti in via Campi che hanno ospitato i bambini e le loro famiglie non residenti in città che necessitano di cure a lungo termine presso la Struttura Complessa di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico. Si tratta di pazienti di diversa provenienza, alcuni da centri della provincia di Modena (Finale Emilia, Pievepelago, Pavullo, Rio Lunato, Marano, Sassuolo, Vignola), altri da fuori Regione (Brindisi, Crotone, Messina), e dall'estero (Albania, Cina, Burkina Faso, Eritrea, Marocco, India, Paraguay, Pakistan, Russia, Bielorussia, Ucraina). La nuova struttura verrà realizzata in via Campi, vicino al Policlinico di Modena. Avrà 12 appartamenti, una biblioteca, uno spazio ludico interno, un giardino, una palestra per la riabilitazione, due uffici, un magazzino. Gli alloggi potranno ospitare il bambino con uno o entrambi i genitori allo scopo di creare un ambiente famigliare che aiuti a trascorre nel modo migliore il lungo periodo di permanenza presso la nostra città. Negli alloggi, inoltre, le famiglie hanno a disposizione la propria cucina, un piccolo soggiorno e il bagno oltre ad una stanza da letto, il tutto ad uso individuale. L'idea dell'autonomia assoluta di ogni alloggio è maturata per limitare al massimo il contatto del bambino con persone potenzialmente infette. La struttura verrà dotata di sistemi informatici in rete con l'ospedale ed in particolare con lo Spazio scuola della Pediatria, per consentire al bambino di proseguire il proprio percorso scolastico in diretta relazione con le insegnanti.

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