Errori giudiziari. Scandalo clamoroso in Danimarca: imprecisioni nel tracciamento dei telefoni cellulari potrebbero aver influito su 10.000 casi giudiziari. Possibile revisione di tutte le sentenze coinvolte. Lo “Sportello dei Diritti”: il nostro Ministero della Giustizia chiarisca se analoghi problemi possano riguardare anche e solo potenzialmente le indagini in Italia 

Nessuno è infallibile quando si parla di Giustizia né tantomeno la tecnologia. E quanto sta accadendo in Danimarca ci spinge sempre più verso la via del garantismo e nel ribadire l’importanza di approfondimenti giudiziari che devono scandagliare a 360 gradi i fatti criminosi, perché di mezzo ci vanno possibili innocenti, ma anche le vittime. Per comprendere meglio la valenza di quanto stiamo affermando è sufficiente riportare che in questi giorni le autorità danesi hanno dichiarato di voler rivedere oltre 10.000 sentenze giudiziarie a causa di errori nei dati di localizzazione dei cellulari offerti come prova. Lunedì il direttore delle pubbliche accuse del paese ha anche ordinato una sospensione di due mesi nell'uso dei dati del cellulare da parte dei pubblici ministeri nei casi penali mentre vengono indagati i difetti e le loro potenziali conseguenze.

"Sta scuotendo la nostra fiducia nel sistema legale", ha dichiarato il ministro della giustizia Nick Haekkerup in una nota. Il primo errore è stato riscontrato in un sistema informatico che converte i dati grezzi delle compagnie telefoniche in prove che la polizia e i pubblici ministeri possono utilizzare per individuare la posizione di una persona ed eventualmente se la stessa si trovasse o meno sulla scena di un crimine. Durante le conversioni, il sistema ha omesso alcuni dati, creando un riferimento meno dettagliato di quanto si pensasse di dove fosse geolocalizzato un cellulare. L'errore è stato corretto a marzo dopo che la polizia nazionale l'ha scoperto. In altri casi, alcuni dati di localizzazione dei cellulari hanno collegato i telefoni alle torri sbagliate, associando potenzialmente persone innocenti a scene del crimine, ha affermato Jan Reckendorff, direttore delle accuse pubbliche.

"È un caso molto, ma molto serio", ha dichiarato Reckendorff all'emittente statale danese. "Non possiamo convivere con informazioni errate che possono mandare le persone in prigione." Le autorità hanno affermato che i problemi derivavano in parte dai sistemi informatici della polizia e in parte dai sistemi delle compagnie telefoniche, sebbene un rappresentante del settore delle telecomunicazioni affermasse di non essere in grado di capire come le compagnie telefoniche avrebbero potuto causare gli errori. La polizia nazionale ha stabilito che i difetti sono riferibili a 10.700 casi giudiziari risalenti sino al 2012, ma non è chiaro se i dati errati siano stati un fattore decisivo in qualsiasi verdetto. Il ministro della giustizia danese ha, quindi, istituito un gruppo direttivo per tenere traccia dell'entità dei problemi legali che potrebbero aver causato e monitorare le revisioni dei casi che potrebbero essere stati inficiati da questi problemi.

Tali revisioni inizieranno con i procedimenti pendenti innanzi ai tribunali, i verdetti collegati alle persone che attualmente scontano pene detentive e i casi sottoposti dagli avvocati difensori, ha dichiarato il ministero della Giustizia in una lettera al Parlamento. Un rapporto su ogni revisione sarà trasmesso al tribunale e all'avvocato difensore del caso e i procedimenti saranno revisionati, se necessario, secondo la legge vigente. Un portavoce del direttore delle procure ha dichiarato che la Danimarca sta informando le autorità europee degli errori, ma che non era a conoscenza di eventuali implicazioni per processi o indagini in altri paesi. L'idea che gli errori nei dati possano aver portato a procedimenti penali errati in Danimarca è inquietante, ha affermato Mikael Sjoberg, capo dell'Associazione dei giudici danesi, omologa della nostrana ANM.

"Ci mette in una situazione molto spiacevole che la base delle nostre decisioni venga messa in discussione", ha precisato. Non sono disponibili statistiche sul numero di verdetti raggiunti sulla base dei dati relativi alle torri dei telefoni cellulari nel paese, ma i dati vengono spesso utilizzati in combinazione con altre prove e potrebbero aiutare a dare una decisione al tribunale in entrambe le direzioni - di assoluzione o condanna - affermano gli esperti. Karoline Normann, che dirige il comitato di diritto penale della Danish Bar and Law Society, ha affermato che mentre gli avvocati avrebbero potuto discutere sul significato dei dati dei cellulari, in genere non ne avevano messo in dubbio l'accuratezza prima che venissero alla luce gli errori di sistema. Ora, ha detto, gli avvocati dovranno essere consapevoli del fatto che "le prove che possono apparire oggettive e tecniche non equivalgono necessariamente a un alto valore di prova".

Perfino il direttore della Telecom Industry Association del paese ha affermato che mentre le compagnie telefoniche erano disposte ad assistere la polizia nelle indagini, l'uso dei dati delle torri dei cellulari nelle cause giudiziarie andava oltre il suo scopo originale. "Non abbiamo creato la rete per realizzare sistemi di sorveglianza, ma per creare reti telefoniche", ha dichiarato il direttore Jakob Willer. "I nostri dati sono per i nostri scopi in modo che le persone possano comunicare tra di loro." Ci vorrà un certo sforzo per ristabilire l'affidabilità di tali dati in tribunale, ha affermato Sjoberg dell'associazione dei giudici. "La tecnologia è pericolosa, lo sappiamo tutti", ha detto. "Devo presumere che la polizia si stia concentrando sui loro sistemi IT, quindi questo non accadrà più".

Tuttavia, riconquistare la fiducia è fondamentale, ha affermato l’avvocato Normann. "I dati relativi ai telefoni cellulari sono stati, nel bene o nel male, una parte significativa dei casi criminali, poiché hanno anche contribuito a documentare che le persone non si trovavano in una determinata scena del crimine", ha detto. "Tutti hanno beneficiato dell'elevato valore di evidenza ed è nell'interesse di tutti che ritorni." Tuttavia, al di là di queste giuste riflessioni, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” questo vero e proprio scandalo a dir poco clamoroso e che a detta degli stessi operatori giudiziari colpisce alla base la fiducia dei cittadini in una Giustizia “Giusta”, pone un serio problema globale circa l’affidabilità dei dati in questione per i casi precedenti allo scoppiare di questo enorme problema. E poiché non è dato sapere, sempre per quanto riferito anche dalle autorità danesi, se il problema sia globale o riguardi solo la Danimarca, è assolutamente imprescindibile ed urgente che il nostro Ministero della Giustizia, anche se in sede d’insediamento in ragione della formazione del nuovo governo, chiarisca se analoghi problemi possano riguardare anche e solo potenzialmente le indagini in Italia.

(29 agosto 2019)

Pubblicato in Cronaca Emilia

Sono le donne a sbirciare più spesso lo smartphone del partner. A rivelarlo è uno studio condotto da Sotomo per Sunrise. Secondo il rapporto un quarto delle ragazze tra i 15 e i 30 anni lo ha già fatto. Il codice d'accesso, del resto, per molti giovani non è un segreto

Tra i più giovani sbirciare il telefono del partner alla ricerca di indizi di infedeltà è più una cosa da donne che da uomini. A svelarlo è uno studio condotto da Sotomo per Sunrise che ha coinvolto più di 2'600 persone tra i 15 e i 30 anni.

Il 28% delle ragazze e giovani donne, in particolare, ammette di aver già spaito nello smartphone di un'altra persona contro il 13% dei maschi. Per entrambi i sessi, l'apparecchio spiato era nella stragrande maggioranza dei casi proprio quello del partner e l'obiettivo era trovare prove di una possibile infedeltà.

Per i giovanissimi, del resto, l'accesso al telefonino di qualcun altro non rappresenta affatto un problema. Due terzi degli intervistati ammettono infatti che una o più persone conoscono il codice di accesso del loro dispositivo. La persona che più spesso dispone di questo privilegio è proprio il partner (70% dei casi). Seguono il/la migliore amico/a, i fratelli o le sorelle, i colleghi e, per ultimi, i genitori.

Tra gli altri risultati dello studio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", tuttavia lo smartphone è associato principalmente ad esperienze positive che negative. Oltre a uno strumento per comunicare e trovare informazioni, dai giovani è molto apprezzato come macchina fotografica e supporto per ascoltare musica e, nel caso delle ragazze, piace perché garantisce una sensazione di maggiore sicurezza quando ci si trova fuori casa.

 

 

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(13 novembre 2018)

Non solo Corea e Giappone, ma anche Cina. Quando si parla di tecnologia la "sfida" orientale al miglior prodotto diventa serrata e le risposte sul mercato non si fanno attendere. Anche nel settore della telefonia, in cui la battaglia a colpi di smartphone non sembra arrestarsi. E in questo scenario vuole collocarsi anche la senza dubbio anche la Cina: basta fare un click su https://blog.yeppon.it/migliori-smartphone-cinesi/ per dare uno sguardo ai migliori smartphone cinesi in circolazione.

Se facciamo riferimento ai cellulari di nuova generazione, il ventaglio è ampio e le opzioni a disposizione sono moltissime. Concentriamoci ora su un paio di modelli di fascia media, i migliori dal nostro punto di vista se si vuole spendere una cifra inferiore ai 300 euro.

Xiaomi Mi 5X

Questo smartphone rappresenta il perfetto compromesso per chi vuole acquistare un telefono di fascia media ma di grande qualità. Il fiore all'occhiello è costituito senza dubbio dall'hardware e dalla doppia fotocamera; quest'ultima permette infatti di applicare uno zoom e un effetto di sfocatura davvero interessanti. Da non trascurare affatto la linea estetica: si tratta di un cellulare che pur non presentando particolari sfumature di design, resta si presenta comodo e maneggevole. Inoltre il display e i tasti retro illuminati garantiscono un effetto visivo sempre piacevole.

In generale Xiaomi Mi 5 X è un modello che offre prestazioni elevate, leggermente sopra la media considerando il suo costo di vendita che si aggira attorno ai 250 euro. Questo è possibile anche grazie al software Miui 9 e ad una batteria che garantiscono una forza al processore e un'autonomia invidiabili.

Xiaomi Mi Max 2

Lo potremmo considerare una naturale evoluzione del modello visto in precedenza, con un prezzo solo leggermente superiore (sui 270 euro circa). Ma perché parliamo di evoluzione? Innanzitutto perché si tratta di un cosiddetto phablet, ovvero un modello che per caratteristiche (in particolar modo per le dimensioni) è un incrocio tra uno smartphone e un tablet. Ma il nostro è un riferimento anche alle specifiche tecniche di questo cellulare, che vanno a migliorare le prestazioni complessive rispetto al Xiaomi Mi 5 X pur senza snaturarle. Il vero punto di forza di questo smartphone è l'autonomia: grazie alla batteria da 5300 mAh si può infatti arrivare anche a tre giorni pieni senza metterlo in carica. Positivo anche sotto il profilo dell'hardware (dotato di un bel processore Snapdragon 625 octa core), questo cellulare ha un buon equilibrio anche per quanto riguarda la potenza del software (Miui 8.5) e la luminosità del display. Non eccelle per quanto riguarda fotocamera (di 12 megapixel) ma resta complessivamente ottimo in relazione al prezzo.

I parametri di scelta di uno smartphone

Quando si sceglie uno smartphone, così come qualunque altro prodotto, esistono dei parametri oggettivi. Ciò non toglie che le valutazioni da fare siano assolutamente personali: nel caso dello smartphone ad esempio c'è chi dà molta più importanza alla fotocamera e chi al comparto hrdware/software, oppure chi fa valutazioni più semplicistiche (ma non meno valide) legate all'autonomia della batteria o semplicemente alla linea estetica. Per questo noi abbiamo provato a fare una "media" tra i requisiti principali, che sono:

-display: la luminosità è un elemento chiave e immediato in un cellulare

-hardware e software: si tratta della parte più tecnica. Non tutti hanno le competenze per valutarla al meglio ma ci si può regolare in base alle proprie esigenze (soprattutto nel caso dei software)

-fotocamera: le foto sono un aspetto che incontra sempre più il favore degli appassionati ma anche un approccio dei neofiti

-autonomia: la durata della batteria e il risparmio energetico rappresentano un altro tema molto caro a una moltitudine sempre crescente di persone.