Elisabetta Aldrovandi: "Le vittime non vogliono vendetta, ma solo giustizia". Nel convegno di Langhirano dello scorso lunedi, organizzato dalla UGL, sono state affrontate le importanti novità introdotte dal "Codice Rosso". "Siamo consapevoli che vi è ancora della strada da percorrere, come, ad esempio, aumentare il Fondo di Garanzia per le vittime dei reati violenti, ma la direzione intrapresa è quella giusta”, ha commentato Matteo Impagnatiello (UGL Parma).

Di Lamberto Colla Langhirano 7 ottobre 2019 -

“L’iniziativa è stata pensata come un momento di riflessione su un tema di stretta attualità. Il varo del Codice Rosso, da parte del precedente Esecutivo, è stato un passo importante, da apprezzare, poiché va nella giusta direzione, nonostante la clausola di invarianza finanziaria”- così spiega il segretario provinciale Ugl Matteo Impagnatiello, organizzatore dell'evento al quale era affidato il compito di introdurre i lavori presentando i suoi autorevoli ospiti.

A discutere sull'argomento, tanto importante quanto delicato, sono intervenuti l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, neo Garante delle vittime di reato della Regione Lombardia, presidente dell’Osservatorio nazionale sostegno vittime, nonché volto noto per la partecipazione a numerose trasmissioni televisive, in qualità di esperta della materia e la deputata Laura Cavandoli, avvocato e membro della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza. Presente anche Enrico Sicuri, consigliere comunale e capogruppo di minoranza del comune di Langhirano, al quale è spettato il compito avviare gli interventi rimarcando la necessità che "alle denunce devono seguire i fatti" arrivando anche a sottolineare l'importanza e la responsabilità che i media hanno nel comunicare le notizie nella consapevolezza della loro grande forza di influenza pubblica. "Alle vittime, conclude Sicuri, occorre portare rispetto".

Ospite d'eccezione William Pezzullo il ragazzo che sette anni fa, all'epoca dei fatti aveva 26 anni, venne sfregiato con l'acido da due complici dell'ex fidanzata, intervenuto all'evento con un "intenso" video messaggio. Un documento nel quale il ragazzo, con una serenità e dignità quasi invidiabile, ha raccontato la sua storia e il suo calvario passato attraverso 39 interventi chirurgici e una segregazione in casa dovuta alla infermità (tra le altre cose il sole non fa bene alle parti ustionate), ma anche alla vergogna di presentarsi in pubblico in quello stato così sfigurato e anche dal fatto di non avere la possibilità di lavorare per le sue condizioni.
Sette anni di sofferenze e di "carcere", di umiliazioni e con l'aggravante di dover affrontare costi enormi (le operazioni chirurgiche non sono coperte dalla assicurazione sanitaria pubblica) in una condizione economica familiare non certamente agiata. Con la pensione che gli viene riconosciuta, a mala pena, riesce a pagare gli unguenti di base "tra colliri e creme spendo 750 euro al mese" ha dichiarato William Pezzullo. Al contrario però - riconosce William - ha incontrato una grande solidarietà e sostegni anche al di fuori della sua stretta cerchia familiare.


La carnefice, invece, Elena Perotti condannata a 8 anni di carcere, ha scontato solo 3 mesi di detenzione carceraria. Poi tra le due maternità, che nel frattempo ha avuto, e il riconoscimento di una malattia tumorale è riuscita nell'intento di vivere in libertà, senza pagare il becco di un quattrino di risarcimento nonostante le fosse stato intimato il pagamento di oltre un milione di euro a favore del suo ex fidanzato.

Dopo i saluti in differita di William Pezzullo, è stata la volta di Elisabetta Aldrovandi intervenire nel cuore delle novità introdotte dal "Codice Rosso".
"Con la legge 69/2019 - informa Elisabetta Aldrovandi - è stato introdotto l'Omicidio di Identità (sfregio permanente) al quale è associata una pena detentiva che va da 8 a 14 anni elevabile all'ergastolo nel caso in cui la vittima dovesse morire".
Per Omicidio di Identità si intende quel delitto a causa del quale la vittima viene segnata in modo irreversibile della sua immagine originaria. "Il volto distrutto e volutamente sfregiato per sempre ha - commentava la Puppato, una delle firmatarie del disegno di legge poi approvato - il valore di una morte civile, inferta con inaudito cinismo e frutto o causa, sopra ogni cosa, della volontà violenta di restare unici padroni dell'io profondo della vittima che si sarebbe voluta possedere. Per tali atti non bastano le pene previste per la lesione grave o gravissima subita in qualunque altre parte del corpo umano."

Ma altre grandi novità sono state introdotte dalla normativa. Innanzitutto, - prosegue la Garante lombarda - ed è il fattore che giustifica il nome volgare della norma (Codice Rosso) è stato introdotto "l'obbligo di essere ascoltati dal PM (Pubblico Ministero ndr) entro le 72 ore dalla denuncia e non è indispensabile che questa venga redatta dalla diretta interessata, ma anche da altri venuti a conoscenza dei fatti e in qual caso a venire ascoltato sarà comunque il denunciante".
Tutte le pene riguardanti i reati alla persona, dallo stalking alla violenza sessuale, sono state inasprite così come pure i termini per la denuncia querela sono stati aumentati a 12 mesi contro i sei in precedenza previsti per il caso di stupro. Se la violenza viene perpetrata di fronte a dei minori (Violenza Assistita), anche se assistita indirettamente, vi è un ulteriore aggravamento delle pene.
Elisabetta Aldrovandi , concludendo il suo interessante intervento, sottolinea come molta strada sia ancora da percorrere ma che il Codice Rosso è un buon punto di partenza e infine rimarca il concetto che "le vittime non cercano vendette ma solo giustizia".

E' il turno della Onorevole Laura Cavandoli la quale innanzitutto si dispiace che, con l'introduzione della legge "Molteni", non si sia riusciti a far passare anche la violenza sessuale tra i reati che non potranno godere degli sconti di pena come lo è per l'ergastolo. Un altro elemento negativo di cui ci si è resi conto dalle prime applicazioni del Codice Rosso, prosegue l'onorevole leghista, sta nelle "false denunce", operate per lo più da donne, che tentano di ottenere migliori benefici da una situazione matrimoniale traballante. "Le false denunce, sottraggono tutela legale alle vere denunce", sottolinea la deputata, in quanto distraggono gli organi inquirenti dalla attività verso i casi di reali maltrattamenti.


Tra gli argomenti contemplati nella normativa, prosegue Laura Cavandoli, vi è l'Induzione forzata del Matrimonio. In questo caso viene punito l'obbligo di far sposare qualcun contro la propria volontà. Un costume molto radicato in determinate etnie, per esempio alcuni arabi, abanesi e infine indiani. Una pratica consentita nei loro paesi d'origine ma che oggi potrà essere punita in Italia per colpire quei cittadini residenti o stabilmente domiciliati nel Bel Paese e che avessero celebrato all'estero il matrimonio contro l'altrui volontà.


Per concludere la carrellata delle novità introdotte, Laura Cavandoli si sofferma sul Revenge Porn ovvero la diffusione non autorizzata di contenuti espliciti di scene di sesso privato. In alcuni casi, le immagini oggetto della "Porno Vendetta" possono essere state immortalate da un partner intimo e con consenso della vittima, in altri senza che la vittima ne fosse a conoscenza. In ogni caso risultano punibili, nella stessa misura, sia per colui che per primo ha dato avvio alla distribuzione delle immagini e sia tutti gli altri che hanno contribuito a una ulteriore diffusione del prodotto.
Una norma che, per quanto di difficile applicazione, oltre a punire intende educare alla responsabilità delle proprie azioni.
L'"abuso basato su immagini sessuali", come tecnicamente è preferibile identificare il reato, solitamente si pone lo scopo di umiliare nel profondo la persona coinvolta, per ritorsione o vendetta al punto tale da indurre al suicidio la vittima stessa, come alcuni casi di cronaca hanno purtroppo confermato.

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Mercoledì, 25 Settembre 2019 11:21

Tendenze profumate da uomo per l'autunno 2019

Con l'avvento dell'autunno, cambiamo non solo il contenuto del guardaroba. Le magliette lasciano il posto a maglioni caldi e i pantaloncini a pantaloni di lana. I giorni freddi colorati in grigio-marrone ci rendono cercare aromi completamente diversi. Essendo il segno distintivo di ogni uomo, il profumo può enfatizzare lo stile, il carisma e le sue qualità personali.

Quali proprietà dovrebbero avere i profumi maschili per l'autunno e quali note sono giuste per te?

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Quale dovrebbe essere l’aroma autunnale?
La scelta del profumo dipende dalle preferenze individuali. Alcuni non si separano dalle note di agrumi, altri preferiscono aromi della pelle o incenso intenso. Tuttavia, sono alcune tendenze che “ci dicono” quando dovremmo indossare una e non un'altra fragranza. Questo problema è associato, tra l'altro, al modo in cui i profumi si comportano in determinate condizioni ambientali in cui la temperatura è di grande importanza. In autunno e in inverno, il corpo inconsciamente richiede più calore, quindi la tendenza naturale è ad aromi più pesanti, saturi, dolci e speziati.


Non solo un'esigenza così soggettiva indica la scelta delle note, fatta eccezione per gli agrumi rinfrescanti. Anche le leggi della fisica e della chimica sono alla base di questo. Credi a volte che una fragranza ti profuma di meno in un determinato giorno? Ciò è dovuto alla scarsa proiezione del aroma, cioè alla distanza dal corpo su cui viene percepita.
È importante considerare lo stile di vita e il carattere dell'uomo. Gli esperti di MAKEUP https://makeup.it/categorys/3/ sono del parere che, ad esempio, gli uomini d'affari seri si adattino idealmente allo stile classico con sfumature orientali speziate. La piramide di tali aromi può essere basata sul costoso albero Oud, coriandolo, cardamomo, noce moscata. La scelta migliore per uomini forti e appassionati sarebbe l'eau de toilette con ricche note di legno e agrumi di bergamotto, arancia, muschio e ambra grigia.

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In autunno e in inverno, la maggior parte di profumi perde la "potenza di fuoco" e sono più difficili da percepire. Perché sta succedendo questo? La colpa è della pelle e della temperatura dell'ambiente troppo bassa per raccogliere particelle di aroma pesante dalla superficie della pelle. Inoltre, compaiono più strati di abbigliamento e all'improvviso si scopre che la tua fragranza preferita, perde la sua forza. Ed è per questo che l'autunno e l'inverno sono il momento perfetto per aromi più pesanti e più densi.


Quali note vale la pena cercare nei profumi autunnali?


Molti dicono che un uomo alla moda deve essere “circondato” dall'aroma del tabacco, pelle e muschio. E c'è del vero in questo. Se osservi attentamente le composizioni di profumi classici, vediamo spesso che si basano su queste note. Aggiungendo note di ambra, cedro o legno di sandalo a una tale miscela, otteniamo una composizione ideale che resisterà facilmente alle mutevoli tendenze. Un tale profumo può essere disponibile sia per gli adulti, che per i giovani. Questa è sicuramente una classica miscela di sapori. Nessuna donna può resistere al suo fascino.

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L'aroma di pelle e tabacco si manifesta in profumi maschili esclusivamente eleganti. Non c'è da stupirsi: questo duo non solo crea un'aura di mistero, ma aggiunge anche profondità ed espressività alle composizioni. Sia il tabacco che la pelle hanno aromi ricchi e caldi che si sentono distintamente anche alla fine della giornata.


Insomma, il profumo perfetto è quello che odora di mascolinità, forza e intelligenza!

 

Parma, 21 settembre 2019 – Una folla che ha applaudito muovendo le mani al cielo, gli stendardi ANPI ed ANED e tante autorità militari e civili insieme ai rappresentanti nazionali e locali di ENS (Ente Nazionale Sordi) ha partecipato alla cerimonia di intitolazione ad Edgardo Carli del piccolo parco di Via Minghetti. "Una storia singolare, di riscatto e di coraggio di un uomo che ha fatto la Resistenza e successivamente non si è fermato, ma ha fondato, in Toscana, l'Associazione che raccoglie i non udenti" ha detto il Sindaco Federico Pizzarotti dopo lo svelamento della targa toponomastica che da oggi dedica un'oasi di verde nella zona Ovest di Parma ad uno dei suoi cittadini che non si sono arresi nè alla storia nè alle difficoltà fisiche.
"Questa intitolazione" ha proseguito il Sindaco, il cui intervento, come gli altri successivi, è stato tradotto in diretta nella lingua dei segni, "è certamente motivo di orgoglio per la famiglia, ma anche l'occasione per i parmigiani di incontrare una pagina della nostra storia, un esempio di lotta in anni storicamente complicati".

Edgardo Carli è stato uno dei protagonisti dell’associazione ENS ed ha lasciato un segno profondo. Tra le tante iniziative e incarichi ricoperti nella comunità sorda, bisogna ricordare che fu uno dei dieci componenti della Commissione Nazionale per la gestione dell’ENS, il primo passo verso la fondazione dell’Ente stesso. Fondò con Francesco Rubino la rivista “Rinascita”, dal 1946 al 1951 diresse il giornale “ENS-RINASCITA”, lavorò nella Regione Toscana per unire le persone sorde del territorio e poi nella Sede Centrale di Roma nell'Ufficio Collocamento.

Edgardo Carli non si impegnò soltanto per la comunità sorda, ma anche per la libertà e i diritti di tutti; durante la seconda guerra mondiale scelse ideologicamente e attivamente la lotta partigiana entrando a far parte della “Brigata Garibaldi” che operava nel parmense. Per il suo impegno e il suo valore fu onorato della stella garibaldina e della croce di guerra.

L’intitolazione del parco pubblico è avvenuta alla presenza delle massime autorità civili e istituzionali, dei rappresentanti nazionali e locali dell'ENS, tra cui il Presidente Giuseppe Petrucci, di una rappresentanza dell'ANPI (l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) di Parma e della figlia di Edgardo, Fulvia Carli che orgogliosa e commossa ha tirato insieme al Sindaco Pizzarotti il drappo che ha scoperto la targa con il nome del padre.

 

Biografia di CARLI EDGARDO
Nato a Parma il 16 giugno 1914. Morto a Roma il 28 giugno 1995
Dall’età di quattro anni, Edgardo Carli, ebbe gravi problemi di udito, tuttavia gestiva la sua condizione sì da per continuare a vivere nel mondo degli udenti. La sordità degenerò e a 20 anni divenne completamente sordo. Per lui fu uno choc. Cadde in uno stato di prostrazione preoccupante, si isolò da tutti. Un giorno incontrò casualmente a Milano i Sordi di Via Boscovich: fu un nuovo choc, ma positivo, nacque così a nuova vita.
Con il suo ingresso nella comunità sorda scoprì un mondo, il suo mondo. Da quel momento ci fu un patto di sangue tra lui e coloro che gli avevano teso la mano nel bisogno. La sua vita, il suo lavoro saranno perennemente dedicati ai suoi fratelli Sordi.
Nelle sue memorie, lui stesso scrisse: “il mio debito non l’ho mai considerato estinto, ormai è quasi tutta una vita che lavoro con loro e per loro, con gioia, e anche con fatica e difficoltà non lievi. Anche perché mi hanno dato una vita che considero nel suo insieme interessante, bella e utile”.

Visse intensamente tutta la sua vita: fu chiamato sotto le armi; invano tentò di far capire e accettare la sua sordità; fece la ferma militare tra Bari e Casale Monferrato. Durante la seconda guerra mondiale scelse ideologicamente e attivamente la lotta partigiana: entrato a far parte di una “Brigata Garibaldi”, che operava nel parmense, divenne ben presto commissario politico guadagnandosi la stessa garibaldina e la croce di guerra.
Anche nel mondo dei Sordi la sua presenza è stata molto significativa: fondò con Francesco Rubino la rivista “Rinascita”, organo dell’Unione Federativa Sordomuti Italiani; dal 1946 al 1951 diresse il giornale “ENS-RINASCITA”, nel quale si informava la comunità sorda dell’attività associativa e del lavoro che veniva svolto dai dirigenti dell’ENS per conquistare quel ruolo che competeva ai Sordi nella società italiana. In seguito questo giornale lo venne stampato a Roma e diventò “La Settimana del Sordomuto”. Fu uno dei componenti della Commissione per l’organizzazione legislativa dell’ENS; il primo passo verso la fondazione dell’Ente stesso.

(servizio fotografico di Francesca Bocchia)

di Paolo Mario Buttiglieri, sociologo - Fiorenzuola (PC) 13 settembre 2019 - “In amore sono un fallito, voglio suicidarmi”. Capire cosa vuol dire questa frase ci può aiutare a individuare le cause di questo delitto.
Quando un uomo o una donna non si sentono amati cercano questo amore che gli manca negli altri. E visto che tra maschi e femmine esiste una attrazione sessuale è facile che l'amore venga ricercato nell'altro sesso.
Molti cercano l'amore in cani e gatti, altri in pellegrinaggi, altri ancora nel cibo, nel cellulare. Ognuno lo cerca da qualche parte.


Si è come un bambino che ha bisogno di essere amato, cioè coccolato, abbracciato, nutrito e accudito in tutti i suoi bisogni. Ma crescendo il bambino diventa autonomo, impara a prendersi cura di se e dei propri bisogni. Impara ad amarsi. Punto di partenza di questo processo di crescita e maturazione è la madre. E con lei tutte le persone che avranno a che fare con lui nei primi anni di vita.
Se si sentirà amato imparerà ad amarsi e ad amare. Questo è quello che non avviene quasi mai.


Fare un figlio è semplice. Per amarlo invece è indispensabile amare se stessi. E per amare se stessi l'unico requisito è NON REPRIMERSI, ovvero ESPRIMERSI.


Cosa vuol dire non reprimersi?
Ascoltare il nostro corpo, i suoi bisogni e soddisfarli. Ho parlato del corpo, non della mente. Se il corpo è soddisfatto la mente è soddisfatta. Come capite se state ascoltando il vostro corpo? E' molto semplice.
Come il bambino che piange per esprimere i suoi bisogni, cioè il suo disagio (fame, sete, freddo, caldo) così noi avvertiamo un disagio fisico e lo comunichiamo alla mente, che se non è impegnata in altri pensieri, si da subito da fare per soddisfare i bisogni del corpo. Ma spesso la mente degli adulti è immersa in mille pensieri, sollecitati dall'economia consumista attraverso tutti i mezzi di comunicazione, giornali, radio, tv, internet.
L'adulto inoltre quasi sempre è cresciuto senza una educazione; educazione significa farlo esprimere, aiutarlo a scoprire la ricchezza che c'è in lui facendo sviluppare l'autostima.
Ma quel che accade invece quasi sempre è che l'essere umano viene istruito in modo repressivo.


La nostra è infatti una società autoritaria e non autorevole, dove gli esseri umani vengono addestrati a reprimersi, ad obbedire con l'uso della forza, a ignorare i bisogni del proprio corpo. La mente umana viene riempita di condizionamenti repressivi. In pratica la vita diventa un dovere. Il dovere di andare all'asilo, a scuola, al lavoro, a messa, tutti luoghi dove si impara ad obbedire, a reprimersi, e quindi a mandare il corpo in contrazione. E più il corpo si contrae, quasi tutti trattengono inconsapevolmente il proprio respiro, e più la mente si riempe di pensieri che non riusciamo a controllare. Tutto questo favorisce l'insorgere di malattie fisiche e mentali ed enormi problemi sociali.

Essere umani repressi non sono in grado di dialogare, ma solo di fare monologhi o tacere. Fare sport competitivi e faticosi per il corpo piuttosto che attività fisica creativa.
Tutto questo per dire che dietro ad un delitto non c'è solo Sebastiani, ma anche una società dove il disagio sociale è il pane quotidiano.


Mettendo in prigione Sebastiani la società se ne lava le mani, in attesa del prossimo delitto per prevenire il quale non avrà fatto niente.

 

Grazie, è una parola che sembra scomparsa dal vocabolario della lingua italiana. Grazie evoca la reciprocità, il “vivere” grato la piacevolezza dell’incontro con l’altro senza “vivere” l’attesa dell’aspettativa, dove il beneficio reciproco si muove in forma circolare, ricorrente e senza fine: «grazie per il tempo che mi hai donato, per avermi pensato, per l’attenzione riservata».

Di Guido Zaccarelli Mirandola, 8 settembre 2019 - Grazie è una parola che trova la sua natura nella dimensione autopoietica impiegata in ogni circostanza senza indugio, o timore, di essere abusata nell’utilizzo. Sembra che la parola abbia smarrito il senso di appartenenza e diventata un sopramobile al quale togliere la polvere al mutare delle stagioni, che si dispiegano innanzi agli albori di questo terzo millennio, dove i bit corrono veloci, uno di seguito all’altro, senza sosta.
Scriverla, o pronunciarla, ha un significato enorme per l’energia luminosa che è in grado di infondere nell’uomo e il beneficio che è capace di trasmettere negli altri, quale espressione autentica della virtù che adorna e nobilita l’essere Persona immerso nell’alveo della gratitudine.

L’essere grato conduce l’uomo a riconoscere il gesto come l’espressione autentica del sentimento emotivo che va oltre la ragione e la pura razionalità. I benefici che ne derivano si ritrovano nella sua etimologia che esprime il piacere di “fare del bene” che conduce l’anima in uno stato di gioviale serenità. Grazie è l’espressione autentica di rara bellezza eufonica, e visiva, che rientra nell’immagine comune dei comportamenti legati all’eleganza dei costumi e dei comportamenti, “grazie ai quali” la persona esprime la sua identità.

La parola riporta alla semplicità per mostrare il volto di “chi sei” spesso tenuto in ombra dalla maschera velata della quotidianità. È talmente semplice ringraziare che la quotidianità l’ha persa per strada ritenendola ridondante rispetto alla sua forza energizzante che è in grado di esprimere. La velocità degli scambi comunicativi digitali toglie tutto ciò che adorna qualsiasi corpo testuale, o vocale, (buongiorno, cordiali saluti), facendolo rimanere solo con se stesso all’interno di un contesto enunciativo arido e freddo, “senza grazia”.

Il quotidiano è legato alla scansione del tempo dove le abitudini fanno parte della vita delle persone che si ripetono al momento e nelle circostanze in cui si trovano. Non ripetere la parola grazie significa, come afferma lo psicologo e filosofo tedesco Hermann Ebbinghaus , che identificò la curva dell’apprendimento e la curva dell’oblio, dimenticare. Il ricordo perde la traccia e gradualmente non ringraziare rientra nelle abitudini quotidiane. Ma grazie, possiede dentro di sé il carisma e l’autorevolezza proveniente dal latino charis che conduce a vedere l’altro come caro che infonde sentimenti di tenerezza.

Grazie, fin dalle sue origini, porta con sé il desiderio di coinvolgere emotivamente gli altri agendo sul fascino che l’autorevolezza è in grado di esprimere per accompagnare le persone a vivere uno “stato di grazia” dove abbracciare il sentimento della felicità. Grazie e felicità hanno qualcosa che le lega, il dono e la reciprocità, che trovano nel “dare senza perdere e prendere senza togliere” la vera natura della loro esistenza.
Qui si aprono le vie respiratorie verso il benessere che conduce ad armonizzare l’anima in ogni sua parte che inizia con “l’ascolto interiore” per approdare “all’ascolto esteriore” in un continuo andirivieni per ricordare all’uomo che grazie fa parte della vita quotidiana e deve essere ricordata per il bene che è in grado di esprimere, evitando di non ritrovarla quando viene ricercata nel vocabolario della lingua italiana. Grazie.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

La tradizione dei grandi tamburi giapponesi ha invaso piazzale della Steccata. Introdotto in Giappone dalla Cina in epoca Kamakura (1192-1333), il Taiko divenne parte integrante della cultura giapponese come strumento per comunicare con gli dei ma anche per cacciare, per infondere coraggio in battaglia. Nei monasteri buddisti segna il tempo e ritma la recitazione dei Sutra.

(Foto di Francesca Bocchia)

Sabato, 07 Settembre 2019 08:34

Il personaggio: da Colorno Nicola Scillitani

Oggi conosciamo Nicola Scillitani, nato a Foggia il 6 giugno 1980 da padre che ha lavorato nelle poste fino alla pensione e mamma casalinga da sempre sostenitrice dei valori della famiglia.

Di Nicola Comparato Colorno, 7 settembre 2019

Nicola, che ha un fratello disabile, ha trovato conforto nell’aiutare gli altri per star bene con se stesso e cperciò svolge moltissimo volontariato. Risiede a Colorno dopo aver vissuto due anni a Parma dal 2010 al 2012, non è sposato ma reputa la sua vita comunque completa, grazie al suo lavoro e all’impegno atto a rendere sempre migliore il paese in cui vive, grazie alla creazione di un gruppo denominato Amo - Colorno, che oggi consta di 338 tesserati e circa 1300 simpatizzanti.

Attualmente Nicola lavora nel settore della sicurezza informatica e di quella logistica (sistemi d’allarme e videosorveglianza) e possiede un buon bagaglio culturale di ragioneria e infrastrutture di rete informatiche.

Nicola Scillitani si appassiona alla politica fin da ragazzo, quando discuteva animatamente con persone molto più grandi di lui sui valori della vita e sul bene che un politico deve arrecare al popolo. Ha sempre reputato essenziale che un politico debba essere “al servizio della gente” e non cercare di ottenere solo un tornaconto personale. Questa sua passione è nata dalla conoscenza del suo lontano parente “Lorenzo Scillitani” primo sindaco della città di Foggia. Lorenzo fu anche al governo nel secolo XIX. Lorenzo riuscì ad acculturare la città di Foggia realizzando scuole e biblioteche, e seppe impegnarsi a rendere la città sempre più a misura di cittadino dando vita a infrastrutture stradali per migliorare gli scambi commerciali e ospedali per il sollievo e la cura della malattia. Edificò anche l’Opera Pia che fu a lui dedicata con l’appellativo di “Opera Pia Lorenzo Scillitani”. Un luogo di formazione e di alloggio per i bambini orfani e le donne vittime di violenza. La frase più famosa che i libri di storia ricordano è la seguente: “Il popolo che ha le migliori scuole è il primo popolo, ed il nostro se non l'è oggi lo sarà domani.” La determinazione e la bontà di Lorenzo lo colpirono fin dalla più tenera età e lo spinsero a lavorare per la collettività. Nicola svolto per diverso tempo volontariato presso la Croce Rossa Italiana e la Pubblica di Torremaggiore (FG) e quando gli è stata data l’opportunità di conoscere la politica e provare ad entrarci col volere del popolo, ha accettato la candidatura per il comune di Colorno, con il partito LSU (Liberi Socialisti Uniti). Dopo un breve percorso come consigliere comunale nel comune di Foggia (dimettendosi poi per scelta) ha continuato a studiare politica, ad informarsi e a cercare di capire il vero segreto per governare un territorio con saggezza e sapienza. Successivamente negli anni ebbe la possibilità di entrare a coordinare il gruppo provinciale di Colorno di Fratelli d’Italia e lì trovò il modo di apprendere molte nozioni nuove.

"Mi trovai benissimo, spiega Nicola, ma decisi per ragioni personali che non era la mia strada. Avevo in testa altro. Volevo amare il territorio in cui vivo. Vedevo Colorno trascurata e abbandonata a sè stessa. Ovunque mi girassi riscontravo problemi da risolvere. Ovunque andassi la gente si lamentava ed era scontenta, insoddisfatta, si sentiva tradita. Ebbi così l’input il 12 marzo del 2018 di dar vita ad un gruppo di cittadini uniti con uno scopo comune, quello di lavorare per il territorio. Cittadini uniti indipendentemente dal colore politico. Nacque così Amo - Colorno. Inizialmente non fu facile. Eravamo in 4. Con il tempo siamo cresciuti e ad oggi siamo apprezzati e siamo un punto di riferimento non solo per Colorno, ma anche per tutta la bassa est Parmense. Per Torrile e anche per Sorbolo - Mezzani. Amo - Colorno è vedetta sul territorio. Segnala all’amministrazione i problemi da risolvere e propone soluzioni. Amo - Colorno pulisce i parchi comunali, cerca di aiutare persone in difficoltà di lavoro. Amo Colorno porta la spesa agli anziani del paese e le medicine. Amo Colorno nelle proprie possibilità cerca di dare viveri a coloro che fanno fatica a comprarli. Ricordo quest’anno, prima di natale, quando abbiamo fatto una raccolta di giocattoli e coperte da consegnare direttamente a persone bisognose a noi conosciute. Il cuore si è scaldato d’amore, ed è stata una sensazione meravigliosa. Si le sensazioni sono importanti. Quelle sensazioni che mi portano ai miei hobby e alle mie passioni. Tra le mie passioni principali c’è la lettura. Adoro leggere. Leggendo posso vivere altre 100 vite diverse dalle mie. Posso sentire l’anima di un libro ed acculturarmi. Adoro la storia e conoscere fino all’esasperazione il passato che ci ha resi ciò che siamo. Amo dipingere olio su tela. Amo scrivere poesie e sto iniziando a scrivere un libro sulla vita di un giovane forestiero di paese trasferitosi al nord italia per dare una svolta alla propria vita, tra difficoltà ed errori ma anche gioie e soddisfazioni. Non diniego la musica. Amo suonare ma sono autodidatta. Pianoforte e chitarra sono gli strumenti che utilizzo, ma non so cantare proprio per niente. I miei generi preferiti? Un pò tutti. Io credo che per ogni momento della vita esista una giusta colonna sonora. Una musica adatta all’occasione. Ad esempio quando la tristezza mi colpisce, ascolto colonne sonore di epici film o del solo pianoforte. Quando sono molto felice, il rock anni 80’ è l’ideale. Quando sono arrabbiato ecco spuntare la battagliera colonna sonora del gladiatore o della battaglia di William Wallace l’eroe scozzese. Ho una passione per i viaggi. Amo scoprire luoghi e culture diverse, usanze e costumi e cimentarmi con i diversi stili di vita. I miei cibi preferiti sono la pizza e gli spaghetti. Da buon italiano. Il tutto condito con dell’ottimo vino italiano. Sarei meschino se non citassi la tecnologia come passione. Fin da piccolo amavo smontare di tutto, per vedere com’erano costruiti e come funzionavano gli oggetti. Mi è sempre piaciuto scoprirne il funzionamento. Dall’orologio sveglia digitale, alla bobina della bicicletta. La stessa curiosità ho da sempre applicato nel linguaggio di programmazione di siti web e programmi. Capirne il linguaggio. L’anima del loro funzionamento, il loro sviluppo. Miele per il mio palato. Qualcuno potrebbe domandarmi, ma alle donne ci pensi mai?... Bè mi sono posto anch’io spesso questa domanda. Tanti amici mi hanno soprannominato il “priore di Colorno”. Ebbene lo confido, sappiate che sono fatto anch’io di carne e istinto, ma d’amore si può vivere ma non morire. Vengo da una difficile storia d’amore, diventata soffocante, difficile e piena di menzogna e tradimento. Ad oggi sono ancora ferito. Io credo che l’amore debba andare aldilà di quello fisico. Che l’amore tra uomo e donna, debba essere sincero, leale, incondizionato, senza un proprio fine personale, per per la necessità di completarsi entrambi come due pezzi di cuore della stessa medaglia. Ci sarà tempo per l’amore forse. Del resto sono ancora giovane no? Per ora mi godo la famiglia, mi godo le amicizie, quelle vere e sincere. Mi godo la possibilità di fare qualcosa di buono per qualcuno. Di fare del bene agli altri, per ripagare i miei tanti errori del passato. Errori che ognuno può compiere nella vita. Nel bene e nel male siamo umani e c’è sempre un tempo di riscatto. Un tempo in cui si decide di lottare per gli altri."

Per maggiori informazioni la pagina Facebook di Amo Colorno

https://www.facebook.com/amocolorno/ 

 

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Sempre più spesso a caccia di uomini giovani da ammaliare e sedurre.

CougarItalia.com, il portale specializzato negli incontri tra donne quarantenni ed uomini più piccoli, ha stilato la classifica dei giovani attori con le quali idealmente esse vorrebbero fare l'amore.

Sul podio degli uomini più hot di questa calda estate troviamo il il "Marco Polo" Lorenzo Richelmy (29 anni) al primo posto, l'"Uomo Ragno" Tom Holland (23 anni) al secondo posto, ed Ansel Elgort (25 anni), che è terzo. A stilare la graduatoria è CougarItalia.com, il portale che promuove incontri tra donne 35-50enni e uomini più giovani.

Tra gli attori che quest'estate hanno catturato il cuore del pubblico femminile, al quarto posto si colloca Nick Robinson (24 anni). E, poi ancora, è quinto Edoardo Strano (26 anni), un giovane attore siciiiano che ha debuttato per la prima volta al ci¬ne¬ma nel nuo¬vo film di Mar¬co Bel¬loc¬chio "Il tra¬di¬to¬re".

In sesta posizione troviamo quindi il gallese Taron Egerton (29 anni) che in "Kingsman - Secret Service" ha il ruolo del favorito del personaggio interpretato da Colin Firth: il film si rivela un grande successo incassando oltre 400 milioni di dollari. E settimo segue Tye Sheridan (22 anni), che ha debuttato con il film "The Tree of Life" di Terrence Malicke.

Al numero otto della classifica stilata da CougarItalia.com troviamo Daniel Kaluuya (30 anni) che ha recitato sul grande schermo nei film "Johnny English - La rinascita", "Kick-Ass 2" e "Sicario". E chiudono poi la graduatoria, rispettivamente al nono e decimo posto, l'attore franco-statunitense Timothée Chalamet (23 anni) che ha esordito sul grande schermo con "Men, Women & Children" e con "Interstellar", e Lucas Hedges (22 anni) che ha avuto ruoli in film molto applauditi in "Manchester by the Sea" e "Lady Bird".

Certo è che le quarantenni italiane sono prevalentemente «donne cougar», dall'inglese puma o pantera, vale a dire predatrici, le più propense alle esperienze per rendere la loro vita sessuale più varia.

Come vivono la propria vita sessuale? «Nella fascia di età compresa tra i 40 ed i 48 anni, il 75% delle donne dichiara di esserne soddisfatta o pienamente soddisfatta. Solo un 2% è insoddisfatto o decisamente insoddisfatto, mentre un 18% dichiara di non avere al momento un partner. E vi è infine anche un 5% di indecise nel giudizio» risponde Alex Fantini, fondatore di CougarItalia.com.

 

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Martedì, 27 Agosto 2019 09:16

Le 10 donne più HOT dell'estate 2019

Agosto è stato il mese più "caldo" per i tradimenti: a tradire è il 34% degli italiani. il portale incontri-extraconiugali.com stila una graduatoria delle donne più «hot» dell'estate 2019.

Il caldo ha stimolato l'infedeltà. A tracciare un bilancio del mese che sta finendo è Incontri-ExtraConiugali.com, il portale più sicuro dove cercare un'avventura in totale discrezione e anonimato, secondo il quale a tradire il partner durante agosto è un terzo degli italiani. 

Sempre più italiani cedono alla tentazione della classica «scappatella d'agosto», quella leggera storia fugace di cui non rimane traccia al rientro dalle ferie. A metterlo in evidenza è Incontri-ExtraConiugali.com, il portale più sicuro dove cercare un'avventura in totale discrezione e anonimato.

Secondo quanto osserva Incontri-ExtraConiugali.com, includendo le diverse forme che può assumere il tradimento: da quello più tradizionale legato al sesso fino al semplice bacio, passando per il «tradimento virtuale» che si concretizza con un flirt via chat e con il sexting, durante questo mese il 34% degli italiani tradisce il partner.

"Si tratta solo di trasformare il "capriccio d'agosto" in realtà, per evitare che un'evasione di poco conto possa trasformarsi in una minaccia destabilizzante per la coppia" spiega Alex Fantini, fondatore di Incontri-ExtraConiugali.com.

Ed è infatti vero che il numero di coloro che pensano che fare sesso costituisca un tradimento è sempre più esiguo: la fedeltà fisica dunque non importa più, forse quella sentimentale sì.

"E se prima in una relazione extraconiugale era solo l'uomo a cercare sesso trasgressivo, ora questo desiderio si incrocia con quello delle donne. In passato il gentil sesso cercava una storia con sentimenti e dedizione, ora anche le donne hanno voglia di sperimentare avventure hot e vivere tutte quelle emozioni che si sono gradualmente assopite negli anni di matrimonio" spiega Alex Fantini.

Il fatto è che agosto è da sempre considerato il momento clou dell'estate, il mese più "caldo" per i tradimenti, il momento dell'anno in cui le coppie scoppiano ed in cui i giornali di gossip ed i social pullulano di scatti di bellezze sexy in topless o in bikini. E, proprio in questa occasione, Incontri-ExtraConiugali.com, il portale più sicuro dove cercare un'avventura in totale discrezione e anonimato, ha voluto stilare una classifica delle donne più calde ed affascinanti di quest'estate 2019.

Al primo posto c'è la bellissima Federica Nargi (29 anni), modella, showgirl, conduttrice televisiva ed attrice romana, moglie del calciatore Alessandro Matri, che proprio sui social sfoggia un corpo perfetto che trasuda una sensualità elegante. Secondo quanto rileva Incontri-ExtraConiugali.com è lei l'icona «hot» più desiderata quest'anno dagli italiani, insieme alla più carnale Taylor Mega (25 anni), la bella influencer friulana che si posiziona la secondo posto. A dispetto del suo nome che sembra anglosassone, Taylor è italianissima e sta regalando un'estate di grandi soddisfazioni ai suoi fan, infiammando la rete con topless ed altre fotografie «hot» molto accattivanti.

Sul podio, al terzo posto, c'è anche la moglie di un altro calciatore: l'argentina Wanda Nara (32 anni), diventata famosa in Italia per la sua avvenenza e per un presunto "triangolo" amoroso. Prima di sposare l'attuale marito Mauro Icardi, Wanda è infatti stata sposata con l'amico e collega calciatore Maxi López. Certo la showgirl e procuratrice sportiva argentina sa come attirare l'attenzione e sa bene anche come distoglierla dai «rumor» che circondano suo marito. Fu suo il merito del rinnovo del contratto di Icardi da quasi 5 milioni di euro annui con la squadra dell'Inter fino al 2021 e negli ultimi giorni, proprio mentre si discute il futuro lavorativo di suo marito, continua ad essere una delle protagoniste indiscusse dell'estate 2019.

La quarta posizione è stata conquistata dalla bellissima modella sarda (nata a Boston) Melissa Satta (33 anni), già celebre velina di Striscia la Notizia. Da poco tornata insieme al marito, il calciatore Kevin Prince Boateng, Melissa continua a mettere in risalto il suo «lato B» sui social postando scatti da urlo.

Il quinto posto è invece per Giulia De Lellis (23 anni), influencer originaria di Ostia, in provincia di Roma, volto noto in tv ed autrice del libro "Le corna stanno bene su tutto". Già concorrente del Gf Vip e prima ancora corteggiatrice di Uomini e Donne, Giulia ha ora ufficializzato la sua relazione con il pilota Andrea Iannone, ex di Belén Rodriguez. Sono loro, il pilota e l'influencer, la nuova coppia per eccellenza del gossip dell'estate 2019: la relazione l'hanno ufficializzata con una vacanza insieme e da allora la raccontano ai ritmi dei social.

E al numero sei della classifica di Incontri-ExtraConiugali.com troviamo proprio la showgirl argentina Belén Rodríguez (34 anni) che non poteva di certo essere assente dalla lista delle donne più "calde" dell'estate 2019. Da quando è tornata con il marito Stefano De Martino, Belén «ha una luce diversa che la rende ancora più attraente» sostengono i suoi fan.

In settima posizione abbiamo poi Oriana Sabatini (23 anni), attrice, modella e cantante anche lei argentina come Belén, nipote di Gabriela Sabatini, la grande tennista vincitrice dell'Open degli Stati Uniti nel 1990 e finalista a Wimbledon nel 1991.

Ottava segue Chiara Ferragni (32 anni), moglie di Fedez, che con la sua bellezza nordica quasi priva di décolleté continua a riceve grandi consensi da parte degli italiani. E chiudono poi la classifica stilata da Incontri-ExtraConiugali.com la simpatica showgirl abruzzese Francesca Cipriani (35 anni), che si colloca al nono posto, e la conduttrice sportiva catanese Diletta Leotta (28 anni) con il suo viso acqua e sapone e curve da urlo che fanno girare la testa agli italiani.

«E sì agli italiani gira proprio la testa. Soprattutto questo mese, quando il caldo stimola l'infedeltà» commenta Alex Fantini, fondatore di Incontri-ExtraConiugali.com. Secondo il portale dedicato a chi cerca un'avventura in totale discrezione e anonimato, a tradire il partner durante agosto è infatti più di un terzo degli italiani.

Saranno tutte le foto sexy postate sui social dalle italiche bellezze, sarà l'aumento del testosterone legato ad una maggiore esposizione al sole, il fatto è che sempre più italiani cedono alla tentazione della classica «scappatella d'agosto», quella leggera storia fugace di cui non rimane traccia al rientro dalle ferie.

«Includendo le diverse forme che può assumere il tradimento: da quello più tradizionale legato al sesso al semplice bacio, passando per il "tradimento virtuale" che si concretizza con un flirt via chat e con il sexting, durante questo mese oltre un terzo degli italiani tradisce il partner» puntualizza Alex Fantini.

«Si tratta solo di trasformare il "capriccio d'agosto" in realtà, per evitare che un'evasione di poco conto possa trasformarsi in una minaccia destabilizzante per la coppia» aggiunge il fondatore di Incontri-ExtraConiugali.com.

Ed è infatti vero che il numero di coloro che pensano che fare sesso costituisca un tradimento è sempre più esiguo: la fedeltà fisica dunque non importa più, forse quella sentimentale sì.

«Se prima in una relazione extraconiugale era solo l'uomo a cercare sesso trasgressivo, ora questo desiderio si incrocia con quello delle donne. In passato il gentil sesso cercava una storia con sentimenti e dedizione, ora anche le donne hanno voglia di sperimentare avventure hot e vivere tutte quelle emozioni che si sono gradualmente assopite negli anni di matrimonio» spiega Alex Fantini.

 

Sabato, 24 Agosto 2019 06:33

Uomini in fuga…disperatamente

di Paolo Mario Buttiglieri Fiorenzuola 23 agosto 2019 - Imparare ad ascoltare il nostro corpo, cioè sentire l’istinto, è il requisito indispensabile per essere felici anche quando le cose ci vanno male.

Il corpo parla chiaro, ha solo bisogno di silenzio, per essere ascoltato.

Ma il silenzio è la merce più preziosa e rara della nostra società. Il silenzio serve ad essere qui ed ora. Ma ognuno dispone di un telefonino che ci permette di essere continuamente altrove e nel passato e nel futuro.
Libri, giornali, radio e tv, alcolici, spinelli, funzioni religiose, eventi sportivi, aule scolastiche ci permettono di evadere la realtà costantemente. Una fuga da se stessi, dal nostro povero corpo.

Ma il prezzo di tutto questo è l’infelicità ed il conflitto sociale, la distruzione del pianeta, l’urbanizzazione e la sovrappopolazione.

Un uomo in fuga corre disperato indietro nel tempo, ma è una fuga impossibile. Alla realtà non si può sfuggire. E solo la realtà che determina la nostra esistenza. A seguire la mente e i suoi condizionamenti non si arriva da nessuna parte o meglio la nostra vita ci sfugge sempre più di mano e si aprono inevitabilmente le porte della malattia fisica e mentale e della disgregazione sociale.

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(Paolo Mario Buttiglieri, sociologo)

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