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Nel pomeriggio di venerdì 24 luglio scorso, in esecuzione di ordinanza di applicazione di misura cautelare personale disposta dal GIP presso il Tribunale di Parma dr. Alessandro Conti su richiesta del Sost. Procuratore dr.ssa Silvia Zannini, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un soggetto, classe 1981 per i reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale ed atti persecutori nei confronti della sua compagna.

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Nel tardo pomeriggio di venerdì 24 luglio scorso, la Polizia di Stato di Modena ha tratto in arresto un uomo italiano di 40 anni, resosi responsabile del reato di atti osceni aggravati perché commessi in luoghi abitualmente frequentati da minori e violenza sessuale aggravata in quanto commessa in danno di minore infraquattordicenne.

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Lunedì, 08 Giugno 2020 06:55

AVRI Parma analizza il caso Pesci

La legge è uguale per tutti, o almeno così si dice. Dopo l'accusa di violenza sessuale ai danni di una giovane ragazza, a fare scalpore nella città di Parma è la revoca degli arresti domiciliari al noto imprenditore Federico Pesci, accusato di violenza e lesioni aggravate con la complicità del pusher nigeriano Wilson Ndu Aniyem, condannato invece a dover scontare la pena di 5 anni e 8 mesi.

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In data 17.05.20, in esecuzione dell'ordinanza del GIP dell’08.05.2020, la Polizia Ferroviaria di Milano Porta Garibaldi ha tratto in arresto, sottoponendolo alla misura cautelare della custodia in carcere, un soggetto di nazionalità rumena che il 21.7.19 aveva posto in essere una violenza sessuale nei confronti di una sua connazionale.

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Presso la Caserma Zizzi di Via Chiavari, il dirigente la Div. Anticrimine V.Questore della P.di S D.ssa Silvia Gentilini ha condotto una giornata formativa interforze sul tema : “Codice Rosso: procedure operative d’intervento”.

L’incontro, dedicato agli appartenenti alle Forze dell’Ordine a competenza generale (Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri), alla Guardia di Finanza, alla Polizia Penitenziaria e alla Polizia Locale, ha lo scopo di delineare e chiarire i contenuti della legge n.69 del 19.07.2019, “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, meglio nota come Codice Rosso.


Questo pacchetto normativo prevede interventi congiunti finalizzati al perfezionamento dei meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, favorendo l’immediata instaurazione e progressione del procedimento penale a tutela della vittima.
La giornata di aggiornamento formativo interforze ha proprio lo scopo di trovare un momento di riflessione comune dove coloro che sono deputati agli interventi operativi di tutela e controllo del territorio siano forniti di strumenti e omologhi indirizzi operativi in modo da ottimizzare le risposte che questa nuova norma vuole dare, in particolare in tema di celerità d’intervento a tutela delle vittime di violenza di genere.

 

In data 24.09.2019, in esecuzione dell'ordinanza del GIP del 23.09.20 19, la Squadra Mobile di Parma ha dato esecuzione alla misura interdittiva della sospensione dalla professione nei confronti del posturologo Robuschi Carlo per il reato di violenza sessuale nei confro nti di una sua paziente ventenne. In particolare, la ragazza, che tempo prima era rimasta coinvolta insie me alla madre in un in cidente stradale e aveva riportato un colpo di frusta cervicale, ag li inizi di quest'anno si era rivolta al posturologo Robuschi Carlo.


Le indagini, condotte dalla Procura di Parma (PM dott. Fabrizio Pensa) sono partite a seguito della
denun zia-qu erela presentata nel marzo 2019 presso la Squadra Mobile di Reggio Emilia dalla persona offesa, la quale dichiarava che, dop o una prima visita nello studio di Reggio Emili a senza alcuna anomalia, l'indagato le aveva fissato il secondo appunt amento presso uno studio di Parma, in apposito centro in zona stazione ferroviaria , affermando che in tale sede si sare bbe sentito più comodo a fare i trattamenti e le avrebbe potuto dedicare pazienti tutto il tempo necessario.


Durante le visite del 6 e del 9 marzo il posturologo l'aveva toccata nelle parti intime arrivando a compiere dei veri e propri atti sessuali. La ragazza, in principio rimasta incredula e ritenendo, forse, che potesse trattarsi di manovre normali in relazione alla patolog ia per cui s i era recata dal professionista, resasi conto, anche dopo aver parlato con la madre e il proprio fidanzato, che così non era, aveva deciso quindi di sporgere denuncia.
Le indagini proseguivano, quindi, con la so ttoposi zione alla ragazza di un album fotografico contenente fotografie di individui aventi caratteristiche fisiche corrispondentia lla descrizion e fornita dalla persona offesa, tra le quali la ragazza rico nosceva il posturologo a lei noto con il nome di Robuschi Carlo.


La Squadra Mobile di Parma escuteva a sommarie informazioni sia la madre sia il fidanzato della ragazza, i quali confermavano quanto raccontato da lla stessa rifere ndo le confidenze ricevute.
La madre, nell'occasione, consegnava gli slip indossati dalla figlia al momento della vis ita del 9 marzo, che la polizia sottoponeva a sequest ro. Consegnava, inoltre, un file con la registrazione di una telefonata tra lei e il posturologo, intervenuta la sera stessa del 9 marzo, dalla quale emerge un totale imbarazzo da parte dell'uomo di fronte alle affermazioni della donna, la quale gli riferisce, sbigottita, quanto appena appreso dalla figlia.


Avendo a disposizione le mutandine della ragazza, si effettuava una comparazione tra il DNA relativo al materiale biologico presente sulle mutandine e quello dell'indagato, da cui emergeva piena compatibilità tra gli stessi.
Si raggiungeva, in tal modo, la soglia della gravità indiziaria in ordine alla attendibilità della ragazza. Pertanto, condividendo la ricostruzione dei fatti operata dall'Ufficio del P.M., il GIP disponeva - come detto- la misura interdittiva a carico dell'indagato

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La Questura di Parma, nell'ambito della campagna permanente della Polizia di Stato contro la violenza di genere "Questo non è amore", ha organizzato un convegno in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dal titolo "violenza di genere, incontriamoci e parliamone", che si terrà il 27 novembre 2018 presso il Palazzo del Governatore in Piazza Garibaldi – Parma con inizio alle ore 9,30.

Il convegno sarà un momento di informazione e sensibilizzazione sul tema sopra cennato, si propone di mettere a confronto procedure, metodi, prassi ed obiettivi delle diverse figure professionali coinvolte nel fenomeno della violenza di genere, per la creazione di una più efficace sinergia fra le Istituzioni, le Forze dell'Ordine, gli Uffici di Procura e le Associazioni di supporto.
Oltre a personale della Polizia di Stato, saranno presenti rappresentanti del mondo giudiziario, sociale, sanitario, dell'informazione, oltre che dall'associazionismo di sostegno e di servizio.

L'evento prevede il coinvolgimento di alcune scuole di Parma e sarà strutturato in due parti: la prima raccoglie le diverse testimonianze professionali e contribuirà alla lettura del doloroso fenomeno da un punto di vista sociale, normativo, psicologico e culturale; la seconda parte, considerato che l'iniziativa si inserisce nell'ambito delle campagne di prevenzione e sensibilizzazione che la Polizia di Stato sovente mette in atto con il preciso scopo di stimolare nei giovani lo sviluppo di una cultura della legalità, sarà caratterizzata dal pieno coinvolgimento, attraverso un dibattito, degli studenti e dei docenti presenti.

L'incontro sarà in diretta streaming sulla pagina facebook della Questura di Parma, e potrà altresì essere condiviso sui vostri siti internet.

 

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di LGC 25 novembre 2017 - Si moltiplicano, in ogni comune, le iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo atroce delitto che le statistiche nazionali contano in 114 femminicidi da inizio anno. Di fatto un assassinio ogni 3 giorni che ha come vittima la donna. Nella stragrande maggioranza dei casi a compiere il delitto sono le persone che erano state amate e dalle quali tutto si potevano aspettare tranne che l'amore si potesse trasformare in odio mortale.

Origine della giornata
La giornata mondiale dedicata al contrasto alla violenza sulle donne è stata istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite (con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre del 1999). L'intento dell'Onu era quello di sensibilizzare le persone rispetto a questo argomento e dare supporto alle vittime. Così, ogni anno, a partire dal 2000, in tutto il mondo, a partire dai governi e via via sempre più giù sino a giungere ai comuni e alle associazioni e enti non governativi, si pianificano manifestazioni e iniziative per ricordare chi ha subito e subisce violenze.

Il 25 novembre è stato scelto in ricordo dell'uccisione delle sorelle Mirabal, avvenuta nel 1960 a Santo Domingo perché si opponevano alla dittatura del regime di Rafael Leónidas Trujillo. Da quel momento in poi, il 25 novembre è stato riconosciuto come la data per ricordare e denunciare il maltrattamento fisico e psicologico su donne e bambine.

Non solo femminicidio
Infatti, se statisticamente si contano una media di oltre 2 femminicidi a settimana, sono ben 1 su 3 le donne aggredite dal partner (l'allarme sta coinvolgendo anche le bambine), e nel mondo ben 200 milioni hanno subito mutilazioni genitali.

Una giornata dedicata all'argomento non è sufficiente. Il problema è radicato nella nostra società e le manifestazioni, mostre, cortei, sit-in, convegni e installazioni (Scarpette rosse ad esempio) per ricordare le vittime e per affrontare il tema della violenza di genere potrebbero restare elementi "folkloristici" autoreferenziali, se non si interviene con programmi seri, profondi e efficaci, a partire dall'educazione infantile.

Qualcosa però si sta muovendo a livello istituzionale.

E di 48 ore fa la notizia che è stato dato il via libera a Roma al primo Piano strategico nazionale (2017-2020) sulla violenza alle donne e alle Linee guida nazionali per le aziende sanitarie e ospedaliere in tema di soccorso alle donne.

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha dato infatti parere favorevole al progetto che mette in campo azioni concrete per sostenere le donne, contrastare la violenza di genere e favorire percorsi di piena autonomia.
Un risultato che la Regione Emilia-Romagna commenta con soddisfazione, attraverso le parole dell'assessora alle Pari opportunità, Emma Petitti, presente a Roma anche in qualità di componente della Cabina di regia nazionale per il contrasto alla violenza di genere, guidata dalla sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.
"Oggi abbiamo aggiunto un altro tassello importante nel contrasto alla violenza di genere – sottolinea l'assessora-. La Regione Emilia-Romagna ha fatto la propria parte e siamo orgogliosi di aver contribuito a questo passaggio. Determinante è stato il lavoro di rete tra istituzioni, enti pubblici, associazioni di volontariato, servizi sociali e sanitari. Con questo Piano non solo viene data risposta all'emergenza e offerto sostegno alle donne vittime di violenze, ma si punta soprattutto alla prevenzione. Sono certa- aggiunge Petitti, che questo importante lavoro continuerà a portare frutti, soprattutto ora che il Piano antiviolenza avrà piena operatività. Adesso- chiude l'assessora- dobbiamo impegnarci per raggiunge un altro obiettivo fondamentale: cambiare l'approccio culturale, scommettendo soprattutto sui giovani, affinché si facciano portatori del cambiamento".

La stessa sottosegretaria Boschi ha sottolineato l'importanza del lavoro svolto e ringraziato la Cabina di regia per l'intesa raggiunta anche sulle Linee guida nazionali alle Aziende sanitarie in tema di soccorso alle donne che subiscono violenza.

Cosa prevede il Piano
Il piano antiviolenza articola una serie di proposte per superare le discriminazioni e le violenze di genere in tutti gli ambiti in cui avvengono, a partire dal mondo del lavoro, ma anche nel linguaggio o nell'istruzione, fino ad arrivare a settori come la salute.
Tra le azioni previste, figurano: reddito di autodeterminazione per le donne che decidono di uscire dalla violenza; nessun obbligo di denuncia nei Pronto soccorso senza il consenso della donna; più fondi per i centri antiviolenza; garanzia d'indipendenza e laicità dei centri; politiche per la genitorialità condivisa, come l'estensione dei congedi di paternità a tutte le tipologie contrattuali, non solo nel lavoro subordinato e non solo in presenza di un contratto di lavoro; investimenti sulla formazione e su percorsi di educazione nelle scuole e nelle università che superino gli stereotipi di genere; specifica formazione nel mondo del giornalismo e dell'informazione per usare una terminologia appropriata quando si affrontano queste tematiche; finanziamenti ai consultori per garantire l'accesso alla contraccezione, all'informazione e alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili; apertura delle case pubbliche della maternità per evitare la violenza ostetrica durante il parto; riconoscimento della protezione internazionale per le donne di origine straniera che si sottraggono alla violenza, come ad esempio la tratta degli esseri umani; istituzione di banche dati sulle molestie nei posti di lavoro, sulle differenze di retribuzione salariale e sull'applicazione della legge 194/78 che regolamenta l'interruzione volontaria di gravidanza.

(Foto di copertina di Francesca Bocchia)

Giovedì, 12 Ottobre 2017 11:15

Violenza sessuale, arrestato.

Verso le ore 00.10 di martedi notte, alcune  volanti della Questura di Parma venivano inviate in piazza Rastelli in quanto era stata segnalata al 113 una probabile violenza sessuale in atto. Immediatamente gli agenti giungevano in zona e notavano una donna con crisi di pianto, affiancata e sostenuta da due ragazze e, poco distante, uno straniero che appariva in stato di alterazione dovuta all'abuso di alcol.

Parma 12 ottobre 2017 - Le ragazze che stavano assistendo la donna che piangeva, riferivano che verso le ore 00.05 circa avevano posteggiato la loro autovettura per recarsi a casa. Scese dall'auto avevano sentito delle urla di una donna e poco lontano da loro avevano visto una donna sdraiata a terra con le gambe aperte e sopra di lei un uomo. Le due ragazze, che contattavano subito il 113, si avvicinavano ai due urlando all'uomo cosa stesse facendo e questi, alzatosi in piedi, beveva da una bottiglia di vino e, con tutta calma si incamminava verso la stazione, per poi tornare sui suoi passi dopo pochi minuti ed accomodarsi su una panchina. Le due ragazze riferivano che, secondo loro, i due si conoscevano.

Successivamente si faceva giungere sul posto personale medico e, tranquillizzata la donna, si riusciva a sentire le sue dichiarazioni.

La vittima riferiva di conoscere il suo aggressore da circa 4 anni. Questi viveva nei pressi della stazione di Parma, senza fissa dimora, e aveva iniziato con lui una relazione sentimentale. Dopo qualche anno, visto il comportamento aggressivo dell'uomo, la donna interrompeva la relazione d iniziava a subire pressioni e minacce dal suo ex, tanto che nel mese di lugli la donna lo denunciava per stalking.

In merito a quanto successo durante la serata la donna riferiva che nel pomeriggio di martedi, si era recata in zona stazione in compagnia di un suo amico e di aver incontrato per caso il suo ex fidanzato. Questi si avvicinava ai due scambiando quattro chiacchiere in maniera cordiale per poi allontanarsi. L'Ex faceva ritorno dopo diverse ore ed appariva ubriaco tanto che, avvicinatosi a loro, colpiva con degli schiaffi l'amico della donna.

Verso le ore 23.00 circa, la donna, che si trovava in una pizzeria nei pressi della stazione con il suo amico, veniva avvicinata nuovamente dal suo ex fidanzato il quale, senza dire nulla aggrediva il ragazzo che era in compagnia della donna. A questo punto la donna, temendo per la sua incolumità, scappava in direzione via Trento. Giunta quasi in via Brescia la donna veniva raggiunta dal suo ex fidanzato il quale la strattonava e la scaraventava a terra con violenza e, dopo esserle salito sopra per bloccarla, con una mano le tappava la bocca mentre con l'altra tentava di strapparle i pantaloncini corti.

La donna cercava in tutti i modi di far desistere il suo aggressore dalla violenza, colpendolo anche con graffi e schiaffi, ma solo grazie all'intervento delle due ragazze l'uomo desisteva, minacciandola però di non dire nulla alla Polizia di quanto accaduto.
Appreso quanto sopra lo straniero, E.A.S. tunisino classe 1982 pluripregiudicato e colpito da Divieto di Dimora nel Comune di Parma, veniva tratto in arresto per il reato di violenza sessuale e atti persecutori.

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La ragazzina è stata fatta abortire, data la delicatezza del suo caso. La magistratura ha aperto un'inchiesta per identificare il responsabile anche attraverso prove medico scientifiche, tra cui la prova del DNA sul feto.

San Felice (MO) - Qualcuno deve avere approfittato della condizione di disabilità di una minorenne residente a San Felice per approfittare di lei. Le conseguenze sono state rese ancora più drammatiche perché, oltre ad avere subito la violenza sessuale, la ragazzina è rimasta incinta. Le indagini sono in corso per individuare il responsabile.

La ragazzina, sulla cui identità c'è il più stretto riserbo, vive in paese con la famiglia ed è seguita dai servizi competenti per le sue difficoltà di apprendimento e per la sua disabilità. Difficilmente le è possibile uscire di casa da sola proprio per la sua condizione. Nonostante le attenzioni, tuttavia, qualche settimana fa la minorenne ha manifestato alcuni disturbi che hanno reso necessari gli accertamenti medici. Proprio gli esami a cui la ragazzina è stata sottoposta hanno portato alla luce la drammatica verità: era rimasta incinta.

Considerate le sue condizioni e la sua fragilità, è stato consigliata ed eseguita l'interruzione di gravidanza. Proprio il materiale biologico e un eventuale esame del DNA fetale potranno essere di aiuto per identificare il padre del bambino che la giovane aspettava, nonché responsabile della violenza, con l'aggravante della minore età e della condizione di disabilità della ragazza.

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