Piacenza, 28 agosto 2013 -

L'assessore Paparo: "Nel contesto di crisi è fondamentale favorire tutte le iniziative che possano essere volano di sviluppo e innovazione" -

Sono stati recentemente resi disponibili da Italia Lavoro (Agenzia tecnica del Ministero del Lavoro) incentivi tesi a favorire la collocazione di manager che, a causa della crisi in atto, hanno perso l'occupazione. L'iniziativa "Manager to Work", nata in collaborazione con le associazioni Federmanager e Manager Italia, vede la disponibilità di 9.715.000 euro a livello nazionale.
"L'iniziativa – ha spiegato l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Andrea Paparo - prevede due linee di intervento: da un lato l'uso di "bonus assunzionali", a favore delle imprese che assumono manager senza occupazione e dall'altro il riconoscimento ai manager disoccupati di incentivi per la creazione di impresa. La finalità è quella di utilizzare l'esperienza dei manager per favorire l'innovazione, l'internazionalizzazione e la competitività delle imprese. Un patrimonio di professionalità, quello maturato dai dirigenti, che non deve andare perso".
I bandi relativi all'iniziativa - disponibili sul portale di Italia Lavoro ( www.italialavoro.it) - riguardano due distinte linee di incentivazione. La prima si rivolge ai datori di lavoro interessati a inserire nella propria azienda un manager in stato di disoccupazione; la seconda è rivolta invece a dirigenti e quadri (senza occupazione da oltre 6 mesi) che vogliano mettere in valore le proprie competenze attraverso la costituzione di una nuova impresa - in forma individuale o associata - o l'avvio di una attività professionale.
"Nel quadro dell'attuale congiuntura - continua l'assessore Paparo - diventa importante rendere disponibili sul territorio tutte le misure che possano divenire volano di sviluppo e di innovazione. Con i responsabili nazionali e regionali di Italia Lavoro abbiamo sempre positivamente collaborato alla puntuale diffusione di informazioni sui vari progetti attivati negli ultimi anni. Penso al più complessivo progetto "Welfare to Work", al filone A.M.V.A per l'apprendistato e i tirocini nelle "Botteghe di mestiere", all'intervento "FIxO", che ha portato all'attivazione di una importante esperienza di placement nel polo scolastico di Fiorenzuola".

(Fonte: ufficio stampa provincia di Piacenza)

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Domenica, 25 Agosto 2013 12:28

I diversi volti della crisi

di Lamberto Colla ---
Parma, 25 agosto 2013 -
Come volevasi dimostrare la vita del governo è appeso ad un filo.

La discussione più accesa di queste ore, in seno alle forze politiche che  sostengono il governo, è sempre la stessa: Berlusconi. I due schieramenti stanno più pensando a come condurre in porto la prossima campagna elettorale e alla contabilizzazione dei voti piuttosto che alla contabilità dello Stato. Intanto il tempo passa e la decrescita infelice del PIL segna -0,2%. L'esercito dei disoccupati tende ad aumentare e, molto probabilmente, a fine anno toccherà quota 3 milioni, gli onesti si suicidano, i disonesti evadono totalmente. Molti imprenditori sognano di scappare all'estero e qualcuno ci ha pure tentato di traslocare tutta la fabbrica, all'insaputa degli operai, in Polonia durante la pausa estiva.


- 5000 evasori totali-
Sono 4.933 gli evasori totali scoperti dalla Guardia di Finanza da gennaio ad oggi. Hanno nascosto redditi per 17,5 miliardi di euro e 1.771 di loro sono stati denunciati, nei casi più gravi, per omessa dichiarazione dei redditi.
Si tratta di soggetti che, pur svolgendo attività imprenditoriali o professionali, erano completamente sconosciuti al Fisco ed hanno vissuto alle spalle dei contribuenti onesti, usufruendo di servizi pubblici che non hanno mai contribuito a pagare, intestando spesso beni e patrimoni a prestanomi o a società di comodo.
Ce n'è per tutti i gusti e alla fine a rimetterci maggiormente sono i lavoratori. Solo per citare un esempio a Treviso, sono stati scoperti due night club mascherati da associazioni culturali "no profit" che invece di occuparsi, come dichiaravano, di promozione del tempo libero attraverso iniziative di natura culturale e ricreativa a carattere volontario e senza finalità di lucro, hanno impiegato 109 lavoratori in "nero" ed evaso le imposte per milioni di euro.
Alla fine, quello che sorprende, non è la tipologia o la architettura ingegneristico fiscale dell'evasione bensì che "nessuno" se ne fosse accorto prima. Due night club mascherati da "no profit" collocati nella medesima città di provincia (86.000 abitanti meno della metà di Parma). Non si può non pensare a un sistema di collusione e complicità "multistrato". Chissà a Roma quante società "no Profit" ci saranno, se tanto mi dà tanto...


- La dignità mortifica e l'ennesimo suicidio -
Era un odontoiatra, aveva solo 52 anni e viveva in una zona non depressa, in quella iperlaboriosa Reggio Emilia, dove i servizi sociali dedicati all'infanzia sono oggetto di studi da tutto il mondo. Per effetto della crisi era stato costretto a chiudere la attività ed era alla ricerca di un lavoro da dipendente che però non trovava. In quanti sono nella situazione di Eude (nome di battesimo)? Uomini di mezza età, forti e con alle spalle molti anni di onesto impiego, esperienze da vendere e una dignità da difendere ma che via via scema col passare dei giorni e delle ore, i chiaroscuri virano verso lo scuro sino a quando il buio mimetizza le ombre. E al buio i pensieri si fanno sempre più cupi.


- Il Caso FIREM -
C'è invece chi reagisce alla crisi, tra l'altro a pochi chilometri dal caso sopra descritto, nell'altra perla emiliana, Modena. 50 anni di attività produttiva, 40 dipendenti, forse non c'erano più le soddisfazioni economiche di un tempo, fatto sta che l'imprenditore, da focoso emiliano, manda tutti in ferie e quatto quatto a ferragosto trasporta la fabbrica in Polonia. Tutta, o quasi, manca un camion che è stato bloccato dai lavoratori, ignari di tutto, rientrati (chissà con quale patema d'animo) dai posti di villeggiatura per presidiare quel che rimane della loro fabbrica.


- Conclusioni -
Alla fine la crisi si traduce in casi umani. Ogni malazione governativa è responsabile dei danni che si riversano su donne e uomini ai quali la crisi porta inesorabilmente il conto.

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Parma 23 agosto 2013 -
Via libera della Giunta Comunale alla delibera con cui si offrono opportunità lavorative occasionali ai disoccupati, in vista del loro reinserimento nel mercato del lavoro.


A partire da settembre, in funzione anti degrado, grazie ad un progetto che l'Amministrazione comunale ha approvato e che prevede il coinvolgimento di cooperative sociali di tipo B (che nello svolgimento delle loro attività hanno come fine quello del reinserimento nel mercato del lavoro delle fasce deboli).
Offrire occasioni di occupazione, seppur occasionale, rientra nel più ampio progetto avviato con la definizione de "Il Nuovo welfare di Parma come percorso di sviluppo di comunità".
La Giunta Comunale ha approvato la delibera volta a favorire l'occupazione temporanea, anche in vista di un reinserimento lavorativo, di circa una decina di persone disoccupate, con uno stanziamento di 200 mila euro.
Una misura che rientra nella volontà dell'Amministrazione - anche alla luce delle trasformazioni del contesto sociale della città, su cui si è "abbattuta" la crisi economico finanziaria che ha investito fasce sempre più ampie di popolazione - di rafforzare l'impegno a sostegno del reddito e di una politica attiva del lavoro rivolta alle persone più deboli in quanto in difficoltà per aver perso il posto di lavoro o per essere ad oggi inoccupate. Un provvedimento che può contribuire a prevenire e contrastare la disoccupazione di lunga durata e il cronicizzarsi di condizioni di indigenza.
L'Amministrazione, per dare opportunità di impiego, seppure temporaneo, ai soggetti che hanno perso il lavoro o che sono inoccupati, ha ritenuto, quindi, di avviare una collaborazione con le società cooperative al fine intervenire proprio nell'ambito della manutenzione del decoro urbano e della città a garanzia della fruibilità degli spazi pubblici. Si tratta di servizi che si prestano, per la loro natura, alla stipula di contratti a tempo determinato, stagionale e occasionale in modo da fornire opportunità di impiego a tempo parziale a più persone.
Sarà il Settore Lavori Pubblici e Manutenzione del Comune ad individuare, nello specifico, le attività ed i lavori di manutenzione del verde pubblico nei parchi urbani ed i lavori di ripristino e piccola manutenzione, in funzione anti degrado, negli spazi giochi delle aree verdi.
Si tratta di attività che verranno realizzate dai soggetti coinvolti per tramite delle cooperative social di tipo B a cui verranno affidati, in ragione del loro valore sociale, i lavori con la clausola per quest'ultime di assumere, per la realizzazione dei suddetti servizi, il 70% dei lavoratori dalle liste di disoccupazione del Centro per l'Impiego.
Sempre al Settore Lavori Pubblici e Manutenzione del Comune spetterà la predisposizione e la stipula della convenzione al fine di realizzare quanto previsto dall'atto deliberativo di indirizzo della Giunta Comunale. Aggiornamenti verranno forniti in settembre con l'avvio effettivo del progetto.

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Bologna, 22 agosto 2013 -

"I lavoratori non sono limoni da spremere o macchine da spostare a piacimento nel nome esclusivo del profitto ma esseri umani, cittadini e un capitale di intelligenza e professionalità per le imprese e l'economia nel suo insieme". 
Così l'assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli, ha commentato la vicenda riguardante la Firem, azienda di Formigine (Modena) che durante la chiusura estiva ha trasferito merci e macchinari in Polonia.
"Questa è la concezione del lavoro che guida o condiziona l'azione della maggioranza degli imprenditori dell'Emilia-Romagna e che ha sempre consentito di costruire relazioni industriali e sindacali avanzate tali da consentire agli imprenditori e ai lavoratori, alle loro associazioni e alle istituzioni, di affrontare in modo franco e trasparente, senza sotterfugi e colpi di mano, anche le crisi e le ristrutturazioni aziendali più difficili e dolorose".
"Nessuno in Emilia Romagna – dice Muzzarelli - ha mai messo in discussione quella libertà d'impresa per cui siamo al primo posto fra le regioni italiane. Ma qui la libertà d'impresa si coniuga con la responsabilità d'impresa, il cui capitale viene costruito con l'apporto degli imprenditori ma anche col contributo dei lavoratori e della ricchezza materiale e immateriale di un territorio, con la convinzione che la competitività del nostro sistema produttivo non si recupera dal lato del costo del lavoro e dei diritti di chi lavora, ma attraverso politiche di ricerca e innovazione, aziendali e di sistema".
"Non possiamo accettare, lo voglio dire con rispetto e altrettanta franchezza ai proprietari della Firem, il messaggio 'si salvi chi può'. La via maestra resta quella del confronto e dell'intesa fra le parti e da questo punto di vista il mio auspicio è che già dall'incontro di oggi a Formigine la vertenza Firem assuma contorni nuovi e utili per la tutela del reddito dei dipendenti e la permanenza in loco dell'attività produttiva e dell'occupazione".
"In generale la via maestra resta quella di trovare, insieme alle forze produttive, le soluzioni più innovative per la riforma e i pagamenti della pubblica amministrazione, la riduzione della pressione fiscale, il credito alle imprese, il rilancio della domanda interna, la promozione del made in Italy sui mercati mondiali. La Regione Emilia-Romagna – conclude l'assessore - a breve presenterà una proposta di legge per la promozione e l'attrazione degli investimenti, per sciogliere nodi burocratici e organizzativi a favore del dinamismo d'impresa e dell'occupazione e attrezzare al meglio il nostro sistema per una crescita fondata sul sapere, la green economy e il made in Italy. La strada non è semplice ma non c'è alternativa: dobbiamo investire sull'impresa e sul lavoro, ciascuno con la propria parte di responsabilità verso la comunità regionale e nazionale".

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

Piacenza, 22 agosto 2013 -


L'assessore Paparo: "Le norme introducono formazione sulla sicurezza e strumenti tesi ad evitare distorsioni dei periodi di tirocinio". I dati: nel 2012 calo netto dei tirocinanti -

Anche in Regione Emilia Romagna è giunto al termine l'iter che ha portato all'approvazione della nuova legge regionale sui tirocini. Il 16 luglio è stata infatti approvata la norma regionale che ha definito il nuovo quadro di riferimento e che entrerà in vigore il prossimo il 16 settembre.
Le novità riguardano unicamente i tirocini "extracurriculari" e, quindi, quelli non inseriti in un percorso formativo.
"Saranno tre - ha illustrato l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Andrea Paparo - le tipologie di tirocinio disponibili, con durata massima variabile dai 6 ai 24 mesi. La prima, con evidenti finalità orientative, sarà volta a supportare le scelte professionali di neodiplomati e neolaureati nei dodici mesi successivi al conseguimento del titolo di studio. La seconda riguarderà i tirocini di inserimento/reinserimento, rivolti principalmente a disoccupati ed inoccupati, ma anche a lavoratori in mobilità e cassintegrati. L'ultima tipologia si riferisce principalmente a tirocini attivati a favore di utenti svantaggiati e disabili. E' evidente l'interesse della Provincia su questo specifico versante, in considerazione delle competenze dell'Ente in materia di collocamento mirato dei disabili". "La nuova legge – continua Paparo – prevede la presenza di momenti di formazione e di una corresponsione di una indennità minima mensile di 450 euro, nonché altri strumenti tesi ad evitare distorsioni nell'utilizzo dello strumento".
La nuova legge stabilisce la durata massima prevista per ciascuna delle tre tipologie di tirocinio, comprensiva di eventuali proroghe, che è di sei mesi per i tirocini formativi e di orientamento, dodici mesi per i tirocini di inserimento/reinserimento e dodici mesi per i tirocini in favore di soggetti svantaggiati. Nel caso di soggetti con disabilità la durata complessiva può arrivare fino a ventiquattro mesi, e sono inoltre previste condizioni di maggior favore per la durata e la ripetibilità del periodo per soggetti con disabilità, svantaggiati, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria e persone in percorsi di protezione sociale.
"Ricordo - conclude l'assessore - che su un aspetto specifico di questa riforma la Provincia di Piacenza si è particolarmente distinta. Da molto tempo infatti, grazie alla collaborazione con la locale Asl, i Centri per l'Impiego mettono a disposizione - oltre ai seminari organizzati direttamente dagli uffici sulle tecniche di ricerca attiva del lavoro e a quelli, in collaborazione con la Direzione Territoriale del Lavoro, sulle forme contrattuali - momenti formativi di 4 ore, riconoscibili come credito formativo ai datori di lavoro, relativamente alla formazione in tema di sicurezza sul lavoro. Oggi la legge regionale sancisce a livello più generale la necessità che vengano previsti obbligatoriamente momenti formativi sulla sicurezza sul lavoro nell'ambito del tirocinio".


I DATI
Secondo i dati elaborati dall'Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Piacenza, nel 2012 sono stati attivati da imprese localizzate sul territorio provinciale 537 tirocini, di cui 282 (53%) rivolti a donne e 255 (47%) a uomini. Nel primo semestre del 2013 si registrano 368 nuovi tirocini attivati. Nel corso dell'ultimo anno si è assistito ad una forte riduzione nel numero di tirocini attivati, sia per effetto della crisi economica sia per effetto delle incertezze normative che hanno provocato un rallentamento nella promozione dello strumento. In particolare dagli oltre 900 tirocini attivati negli anni 2010 e 2011, si è passati ai 537 del 2012.
I tirocinanti sono per l'87% giovani di età inferiore ai 30 anni e, in particolare, il 64% non supera i 24 anni.
A livello settoriale i tirocini presentano una fortissima concentrazione nei servizi (74%), in particolare nel settore del commercio, dove trova collocazione il 31% dei tirocini attivati nel 2012. Altri settori rilevanti numericamente sono l'industria metalmeccanica (15% dei tirocini), i pubblici esercizi (8%) e la pubblica amministrazione (6%).

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Piacenza)

Reggio Emilia, 22 agosto 2013 -

Ingegneri e tecnici in campo ingegneristico, specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali o delle scienze gestionali, commerciali e bancarie, artigiani ed operai specializzati metalmeccanici e delle lavorazioni alimentari. Sono queste le figure professionali per le quali si evidenziano le maggiori difficoltà di reperimento da parte delle imprese reggiane, così come emerge dalle analisi che l'Ufficio Studi della Camera di Commercio ha effettuato sui dati dell'indagine Excelsior realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro.
Per questi ruoli – come emerge dagli approfondimenti camerali – nel 24,8% dei casi è richiesta la laurea e nel 14% il diploma di istruzione superiore secondario o post secondario; si tratta, in sostanza, di figure altamente qualificate, che vanno ad alimentare quella quota di personale di difficile reperimento che, nella nostra provincia, rappresenta ben il 13% sul totale delle assunzioni previste dagli imprenditori per il 2013.
Rispetto al 2012, questa percentuale si è sostanzialmente dimezzata, ma la flessione è in buona parte da imputare, secondo le analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio, ad una contrazione che riguarda sia la quota percentuale di imprese che prevedono nuovi ingressi (13,8% nel 2013 contro il 14,6% del 2012) sia il numero di assunzioni previste; considerando esclusivamente quelle non stagionali, queste sono infatti passate dalle 6.920 del 2011 alle 4.200 del 2012 fino alle 3.670 dell'anno in corso.

Assunzioni non stagionali per difficoltà di reperimento e relativo tempo di ricerca – 2013

 

Assunzioni non stagionali (v.a.)

di cui: di difficile reperimento (%)

 

 

Difficoltà di reperimento imputabile a  (%)

ridotto numero di candidati

 

 

 

 

inadeguatezza dei candidati

tempo di ricerca (mesi)
Reggio Emilia 3.670 13,0 7,0 6,0 4,6
Emilia Romagna 36.240 12,7 5,1 7,6 4,3
Italia 367.530 12,8 5,5 7,3 3,8

Fonte: Unioncamere-Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior 2013

"L'indagine – sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Enrico Bini – conferma uno scarto abbastanza evidente tra le esigenze degli imprenditori e il tipo di formazione dei candidati all'assunzione, con l'aggiunta di fragilità sull'adeguatezza della loro preparazione rispetto ad un tessuto imprenditoriale che richiede figure tecniche in grado di supportare i processi di innovazione richiesti e programmati in alcuni settori portanti della nostra economia".

"Così come più volte si è evidenziato in questi anni – conclude Bini – resta allora aperto il tema di un approccio alla formazione e a percorsi professionalizzanti che rivalutino le discipline tecniche e scientifiche e, contemporaneamente, quei percorsi di formazione sul campo che anche come Camera di Commercio proponiamo ai giovani con iniziative che li portano a lavorare fianco a fianco con gli stessi imprenditori. Anche quest'anno abbiamo in programma la realizzazione del JobDay, giornata in cui i giovani avranno la possibilità di coniugare la formazione ricevuta a scuola con la realtà del mondo produttivo e professionale, verificando il proprio progetto lavorativo".
E proprio gli imprenditori, nell'ambito dell'indagine camerale, hanno indicato, fra i principali fattori di difficoltà nel reperimento di personale specializzato, il ridotto numero di candidati nonché l'inadeguatezza degli stessi.
Una conferma viene anche dal tempo impiegato nella di ricerca di personale ritenuto idoneo, che si attesta mediamente a 4,6 mesi (contro i 4,3 dell'Emilia-Romagna e i 3,3 dell'Italia), con una punta di 5,4 mesi per le assunzioni nelle industrie metalmeccaniche.

(Fonte:  Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

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Reggio Emilia, 19 agosto 2013 -

Avviato il conto alla rovescia per l'accesso agli interventi previsti dalla Camera di Commercio a sostegno dell'imprenditoria femminile, ed in particolare a favore di quella fascia di donne che scontano le maggiori difficoltà ad inserirsi o a reinserirsi nel mondo del lavoro, ovvero le over 40 anni.
Scadono infatti il 30 agosto i termini previsti dal bando che l'Ente camerale, anche su indicazione dell'apposito Comitato per la Promozione dell'Imprenditorialità Femminile, ha indetto per la selezione di 15 donne, residenti in provincia di Reggio Emilia, di età non inferiore a 40 anni, che abbiano in progetto l'avvio di una nuova attività di impresa.
Sulla base di un programma specifico, le candidate selezionate potranno accedere gratuitamente ad attività formative finalizzate ad agevolare il passaggio dall'idea d'impresa alla sua concreta attuazione, ricevendo poi un servizio di accompagnamento personalizzato per l'avvio del proprio progetto imprenditoriale.
"Dal 2007 ad oggi – spiega il presidente della Camera di Commercio, Enrico Bini – la crisi ha prodotto un aumento del tasso di disoccupazione pari a tre punti, con un particolare appesantimento della situazione del lavoro femminile. Il tasso di disoccupazione, infatti, è passato dall'1,8% al 4% per gli uomini, mentre per le donne è salito dall'1,9% al 5,8%, con un picco particolarmente negativo nel 2010, quando si è attestato al 6,2%".
"Anche questi dati – prosegue Lisa Ferrarini, presidente del Comitato per la Promozione dell'Imprenditorialità Femminile – inducono al rafforzamento delle azioni a favore del lavoro femminile, e soprattutto allo sviluppo di quella nuova imprenditoria che rappresenta una risorsa primaria proprio per quelle donne che si collocano in una fascia d'età certamente più problematica per l'accesso al lavoro dipendente".
"I progetti imprenditoriali - sottolinea la vicepresidente del Comitato, Tiziana Elgari - potranno riguardare la creazione di società cooperative e società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 per cento da donne, società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne e, infine, imprese individuali gestite da donne, che operino nei settori dell'industria, dell'artigianato, dell'agricoltura del commercio, del turismo e dei servizi".
Le domande di accesso al bando possono essere inviate – entro il 30 agosto - sia con raccomandata che in via telematica.
Per info e modulistica: www.re.camcom.gov.it – tel.0522/796505-530 – Servizio Promozione

(Fonte: Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

Piacenza, 24 luglio 2013 -

Pubblicato l'avviso che scadrà il 10 settembre 2013. Paparo: “ Lo scopo è rilanciare la competitività dell'intero sistema mantenendo alta la professionalità dei lavoratori” -

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Reggio Emilia, 23 luglio 2013 -

A fronte di 4.390 assunzioni, sono previste 6.110 uscite nelle aziende reggiane. La morsa della crisi economica continua a pesare sulla produzione manifatturiera reggiana (-4,4% nel primo trimestre 2013) e, al contempo, sui livelli occupazionali.

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Lunedì, 22 Luglio 2013 09:52

“Cooperare per crescere”

Reggio Emilia, 22 luglio 2013 -

“Cooperare per crescere” è un nuovo progetto della Provincia a sostegno dell'imprenditoria giovanile: formazione gratuita e un contributo a fondo perduto per sostenere l'avvio di nuove attività -

Pubblicato in Comunicati Lavoro Emilia