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Domenica, 12 Giugno 2016 12:30

Ecco perché il sorpasso è plausibile.

Beati i secondi che saranno i primi. A Torino vincerà il "sarcasmo", a Roma la vittoria sarà una sconfitta, mentre a Milano si consumerà la vera sfida politica. Alla fine saranno tre diversi vincitori ma con pesi e eredità ben diverse da trasportare.

di Lamberto Colla Parma, 12 giugno 2016.
Il sorpasso è possibile. Il ballottaggio sarà tutta un'altra storia, il vantaggio, ampio o risicato del primo turno, verrà azzerato e tutto potrà accadere. Ne sa qualcosa Vincenzo Bernazzoli che nel 2012, forte della corazzata PD e guardando dall'alto del suo scranno di Presidente della Provincia, dovette affondare al secondo turno colpito dall'emergente M5S capitanato da Federico Pizzarotti.
A Parma tutti gli elettori, moderati, di ogni classe sociale e età, fecero convergere i loro voti verso il nuovo, verso quel viso rassicurante, per quanto inesperto, di Pizzarotti inseguendo il sogno della rinascita, difficile ma possibile.

Roma, Milano e Torino, per tre diverse ragioni, potrebbero riservare grandi sorprese il prossimo 19 giugno.

Roma "brucia" e la vittoria potrebbe trasformarsi in una amara sconfitta. Ecco quindi che la "fascinosa" candidata grillina Virginia Raggi potrebbe essere superata dal ben più anonimo Giachetti, unica consolazione del PD che potrà gongolarsi di avere conquistato la capitale, sollevando il M5S dalla "Mission Impossible" di raddrizzare la città eterna. Il centro destra "aiuterà" Roberto Giachetti a raccogliere la patata bollente nella speranza che possa replicare la "Giunta Marino".

A Torino invece si consumerà il delitto perfetto. Troppo ghiotta l'occasione di fare ingurgitare al Sindaco uscente, Piero Fassino, quella sfida lanciata a Grillo nel 2009: "Se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende". E' molto probabile che il gusto sadico degli italiani prenda il sopravvento e, con l'aiutino del Centro Destra, i voti convergano verso la timida rappresentante del M5S, Chiara Appendino, consegnandola alla storia come prima donna Sindaco del Movimento fondato da Grillo e Casaleggio.
Dal punto di vista politico sarebbe un disastro per il PD veder soccombere uno dei suoi più autorevoli rappresentanti e, c'è da scommetterci, sul web si scatenerebbe l'ironia da "e adesso che "Appendino" le scarpette al chiodo" a "quanti grilli per la testa di Fassino".

A Milano, invece, si giocherà la vera partita politica. Il centro destra vorrà vincere la sfida nel centro nevralgico del potere economico e lì battere sul campo il PD di Sala, forte dei 7 anni di "campagna elettorale" che Expo gli ha concesso di fare.

In conclusione tutti, in questo modo, saranno soddisfatti, il PD che potrà godere di Roma, il M5S che avrà affossato il simbolo del contrasto al movimento grillino e il Centro Destra che alzerà il vessillo sulla capitale economica e potrà da lì riorganizzarsi per tornare a essere un raggruppamento di riferimento nazionale.

Se così andranno le cose, per Renzi la strada diventerà sempre più difficile, impervia e potrebbe ben presto terminare. Forse proseguirà per l'appoggio dei poteri superiori ma, presto o tardi, si tornerà a votare e allora nel PD si aprirà una guerra fratricida all'ultimo sangue.

E dopo Renzi il PD sarà un deserto.

Un PD che sarà privo di idee e programmi ma anche di leader non potendo più contare sui generali di un tempo (Bersani, Fassino, Bindi e Fu-Fu D'Alema) e la rete Renziana in ritirata strategica.

Nel frattempo l'Italia avrà continuato a navigare verso la "malora".

Già perché dell'Italia e dei suoi figli nessuno se ne preoccupa sino a quando ci saranno disponibili dei risparmi privati da prelevare a copertura dei buchi pubblici.

 

 

Pubblicato in Politica Emilia
Mercoledì, 13 Gennaio 2016 17:13

Bonifica emilia centrale, verso il commissariamento?

Alla fine è accaduto quello che molti invocavano: l'annullamento del risultato elettorale degli organi della Bonifica. Verso il commissariamento o la proroga del vecchi consiglio sino a nuove elezioni, del Consorzio della Bonifica dell'Emilia Centrale.

di Virgilio - Reggio Emilia 13 gennaio 2016 -
Già ancor prima dell'apertura dei seggi c'era chi invocava il commissariamento, come ad esempio il consigliere Foti (FDI) per "Assenza delle elementari regole di trasparenza prima delle elezioni dei cda, la Regioni nomini un commissario per rinviare il voto" o il piacentino Masimo Polledri (Lega Nord) che a seguito dell'esclusione della lista "Equità per tutti" così commentava il 7 di dicembre scorso "Forse non si voleva avere controllo o rendere conto da vicino di scelte ed impegni - ipotizza Polledri - ed allora bene farebbe al regione a nominare un Commissario per rinviare le elezioni e consentire di riaprire le iscrizioni."

Il caso alla fine si è sollevato a Reggio Emilia dove la lista di Ugo Franceschini, sostenuta da Coldiretti e LAPAM, si era imposta per soli 191 voti sulla concorrente della candidata Roberta Rivi (sostenuta da Cia e Confagricoltura). Uno scarto troppo piccolo a fronte delle 351 schede risultate irregolari.

Sul da farsi decideranno il presidente della Regione Bonaccini e l'assessore all'agricoltura Caselli se nominare un commissario o se prorogare il vecchio consiglio fino alle nuove elezioni.

Ed ora il M5S ha presentato, alla presidente dell'Assemblea Legislativa Simonetta Saliera, una richiesta di Commissione speciale di inchiesta sulle elezioni che si sono svolte a dicembre. "Questo annullamento non ci sorprende di certo visto che abbiamo da tempo ormai denunciato l'andamento quantomeno imbarazzante delle elezioni dei Consorzi di bonifica – spiegano Andrea Bertani e Gianluca Sassi, i consiglieri regionali del M5S che hanno richiesto l'istituzione della Commissione speciale di inchiesta – Ci sono state delle criticità e irregolarità diffuse che hanno riguardato tutte le fasi di questa elezione: dalla presentazione delle liste alla loro ammissione al voto, passando per la comunicazione sostanzialmente nulla agli aventi diritto e alle modalità del voto stesso. Crediamo che ci sia materiale sufficiente per spingere l'Assemblea a fare luce su queste diffuse irregolarità, visto che l'andamento del voto nel Consorzio dell'Emilia Centrale è comune a quello degli altri sette consorzi dell'Emilia-Romagna. La Regione non può continuare a chiudere gli occhi".

Pubblicato in Politica Reggio Emilia


Elezioni Bonifica, poca trasparenza. C'è chi invoca il commissariamento per rinviare le elezioni. Poca trasparenza e alcune procedure al limite della illegittimità. Interrogazione di Foti (FDI) e la posizione di Polledri (Lega Nord).

FOTI (FDI): ASSENZA ELEMENTARI REGOLE TRASPARENZA PRIMA DELLE ELEZIONI DEI CDA, REGIONE NOMINI UN COMMISSARIO PER RINVIARE IL VOTO
Il consigliere in una interrogazione ricorda che "sono già stati denunciati alla Giunta regionale da mesi comportamenti ostruzionistici volti a limitare la partecipazione al voto" e cita i casi del Consorzio di Burana, del Consorzio della Romagna occidentale e del Consorzio dell'Emilia centrale
Dal momento che "si registra una diffusa spregiudicatezza, irresponsabilità e l'illegittimità, nonché l'assenza delle più elementari regole di trasparenza, nella fase che precede le elezioni per il rinnovo dei consigli di amministrazione dei Consorzi di bonifica", la Regione Emilia-Romagna dovrebbe "disporre la nomina di un commissario ad acta con il compito di adottare con ogni urgenza il provvedimento di rinvio delle elezioni".
Lo sostiene Tommaso Foti (Fdi), in una interrogazione alla Giunta in cui rimarca che il rinvio sarebbe "un provvedimento necessario a garantire la correttezza della procedura e ad individuare gli atti adottati in violazione di legge, al fine dei conseguenti adempimenti correttivi da parte degli organi ordinari e di ogni provvedimento utile alla conclusione della procedura, in conformita' alle vigenti disposizioni normative".
Il consigliere ricorda infatti che "sono già stati denunciati alla Giunta regionale da mesi comportamenti ostruzionistici volti a limitare la partecipazione al voto", come "il mancato inoltro del tempestivo avviso della celebrazione delle elezioni in occasione dell'invio dell'avviso di pagamento ai consorziati, nonché l'omessa adozione ed attuazione delle procedure volte a consentire il voto telematico". Inoltre, aggiunge, "i Consorzi hanno continuato a 'gestire' indisturbati norme e regole in violazione di legge, senza curarsi della trasparenza dovuta nei confronti dei consorziati".
Tra gli esempi Foti cita il Consorzio di Burana e il Consorzio della Romagna occidentale, che "non hanno pubblicato né l'elenco degli aventi diritto al voto né l'estratto di tale elenco", e il Consorzio dell'Emilia centrale, dove "il termine perentorio previsto dalle regole elettorali che lo stesso Consorzio si è dato può essere prorogato dal direttore generale del Consorzio, anche con riferimento a specifici adempimenti, eventualmente anche fino alla data delle elezioni"; inoltre, "nel corso dell'iter di presentazione delle candidature il Comitato amministrativo del Consorzio dell'Emilia centrale ha rettificato con procedura d'urgenza quanto stabilito dal Consiglio di amministrazione sul punto, senza motivare né l'urgenza, né lo scopo della rettifica".
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell'Assemblea legislativa al link:http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(jf) (Bologna 7 dicembre 2015)

"Consorzio di Bonifica: esclusione della lista "Equità per tutti" prova di debolezza e protervia. Ora la Regione rimedi"

Che i Consorzi di bonifica vivano in un mondo separato dal comune sentire è dato assodato -afferma nel suo intervento il già deputato ed ora consigliere Comunale della Lega Nord Masimo Polledri. "La gente fa fatica a realizzare la corrispondenza tra il beneficio e il contributo versato, soprattutto nel Comune Capoluogo-prosegue. Ora dobbiamo anche vedere l'autoreferenzialità e la paura di un normale confronto tra due liste nelle prossime elezioni dell'organo direttivo del Consorzio di Bonifica"
"Vedere un Consiglio di Amministrazione costituito da cinque membri tutti candidati nella lista "Acqua amica" che, per un vizio presunto di forma imputabile alla loro modulistica, esclude la lista oppositrice, oltre a costituire un evidente fatto illegittimo, evidenzia una protervia degna di una dittatura sud-americana."
"Inutile poi mostrare i muscoli- prosegue Polledri- quando si sapeva che da tale lista sarebbero al massimo derivati due consiglieri di minoranza". "Forse non si voleva avere controllo o rendere conto da vicino di scelte ed impegni - ipotizza Polledri - ed allora bene farebbe al regione a nominare un Commissario per rinviare le elezioni e consentire di riaprire le iscrizioni."
"Non si può pensare che solo la politica sia trasparente. Il Consorzio deve garantire trasparenza e partecipazione, ne va del suo interesse e della sua onorabilità- conclude Polledri. (Piacenza 7 dicembre 2015)

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Il sindaco di Poviglio Giammaria Manghi (Pd) è stato eletto dagli altri primi cittadini e dai consiglieri dei 45 Comuni reggiani con il 75,62% dei voti ponderati. L'affluenza alle urne è stata pari al 77,34% -

Reggio Emilia, 13 ottobre 2014 -

Il sindaco di Poviglio Giammaria Manghi (Pd) è il primo presidente della 'nuova' Provincia di Reggio Emilia, così come è stata ridisegnata dalla Legge 56/2014. Manghi, che era l'unico candidato, ha ottenuto 57.380 voti ponderati pari al 75,62% (bianche e nulle 24,38%). I voti unici sono stati invece 374 pari al 76,33%, bianche e nulle 116 pari al 23,67%.

E' ora in corso lo spoglio delle elezioni per il Consiglio provinciale, per il quale concorrono invece due liste: Pd e Terre reggiane.
L'affluenza alle prime elezioni della 'nuova' Provincia è stata del 77,34%: alle urne, nell'unico seggio elettorale allestito a piano terra di Palazzo Allende, si sono infatti recati 495 dei 640 amministratori pubblici (sindaci e consiglieri comunali) che potevano votare.

Come noto le elezioni delle 'nuove Province' avvengono attraverso un complesso meccanismo di voto ponderato: l'elettore (sindaco o consigliere comunale) che appartiene ad un Comune con un minor numero di abitanti esprime infatti un voto con un valore inferiore rispetto all'elettore (sindaco o consigliere comunale) di un Comune con un numero maggiore di abitanti. Ad esempio, ogni singola preferenza 'varrà' 22,778 voti ponderati se espressa da un consigliere o sindaco di Busana o Vetto, 57,332 se di Rolo o Casina, 111,672 se di Cavriago o Gualtieri, 171,218 se di Scandiano o Correggio, addirittura 949,434 per i 33 elettori (il sindaco e 32 consiglieri comunali) di Reggio Emilia.

Le 'nuove' Province, avranno gli stessi confini e la stessa denominazione delle Province attuali e saranno amministrate da tre organi: il Presidente e il Consiglio provinciale, nonché l'Assemblea dei sindaci.
Il Presidente, avrà la rappresentanza legale dell'ente; convocherà e presiederà il Consiglio provinciale e l'Assemblea dei sindaci; sovrintenderà al funzionamento dei servizi provinciali e svolgerà tutte le funzioni attribuite dal nuovo Statuto.
Il Consiglio provinciale, composto da 12 amministratori eletti tra sindaci e consiglieri comunali in carica, si occuperà di proporre il nuovo Statuto all'Assemblea dei sindaci; approvare regolamenti, piani e programmi; proporre all'Assemblea ed approvare, in via definitiva e previo parere favorevole, il bilancio dell'ente; esercitare le funzioni attribuite dal nuovo Statuto.
L'Assemblea dei Sindaci, composta da tutti gli attuali 45 sindaci reggiani, approverà il nuovo Statuto ed eserciterà compiti propositivi, consultivi e di controllo.
Presidente, consiglieri provinciali e sindaci che comporranno l'Assemblea, non percepiranno alcun compenso (gettone di presenza o indennità) per l'attività svolta in Provincia.

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

E' il sindaco di Poviglio Giammaria Manghi il solo candidato alla carica di primo presidente della 'nuova' Provincia di Reggio Emilia. Domenica 12 ottobre in 640 tra consiglieri comunali e sindaci alle urne per scegliere i 12 consiglieri delle liste Pd e Terre Reggiane -

Reggio Emilia, 23 settembre 2014 -

Due liste per il Consiglio provinciale, una sola candidatura alla carica di primo presidente della 'nuova' Provincia di Reggio Emilia, così come è stata ridisegnata dalla Legge 56/2014. Presentate entro le 12 di ieri mattina, e poi nel pomeriggio verificate e accettate dall'Ufficio elettorale.
L'unico candidato alla carica di primo presidente della 'nuova' Provincia di Reggio Emilia è Giammaria Manghi (Pd), sindaco di Poviglio.
Due invece le liste che si contenderanno i 12 posti del 'nuovo' Consiglio provinciale di Reggio Emilia. Per la lista Pd: Claudia Dana Aguzzoli, Chiara Albanese, Enrico Bini, Elena Carletti, Paola Casali, Angelo Cigarini, Ilenia Malavasi, Alessio Mammi, Mariachiara Morelli, Marcello Moretti, Pierluigi Saccardi e Andrea Tagliavini.
Per la lista Terre Reggiane: Alessandro Bussetti, Paolo Delsante, Sara Devincenzi, Daniele Erbanni, Enrico Ferrari, Daniele Galli, Vincenzo Iafrate, Marcella Menozzi, Giuseppe Pagliani, Giovanni Salvarani, Manuela Venturi e Gianluca Vinci.

Le votazioni, come noto, si svolgeranno domenica 12 ottobre dalle 8 alle 20 presso l'unico seggio allestito a Palazzo Allende, sede centrale della Provincia di Reggio Emilia. Per la prima volta dal 1860 (a parte, ovviamente, la parentesi del fascismo) non saranno più i cittadini a votare, ma alle urne si recheranno soltanto sindaci e consiglieri comunali dei 45 Comuni reggiani: complessivamente 640 amministratori pubblici. Le elezioni del nuovo Consiglio provinciale avverranno attraverso un complesso meccanismo di voto ponderato: l'elettore (sindaco o consigliere comunale) che appartiene ad un Comune con un minor numero di abitanti esprimerà un voto con un valore inferiore rispetto all'elettore (sindaco o consigliere comunale) di un Comune con un numero maggiore di abitanti. Ad esempio, la preferenza 'varrà' 22,778 voti ponderati se espressa da un consigliere o sindaco di Busana o Vetto, 57,332 se di Rolo o Casina, 111,672 se di Cavriago o Gualtieri, 171,218 se di Scandiano o Correggio, addirittura 949,434 per i 33 elettori (il sindaco e 32 consiglieri comunali) di Reggio Emilia.

Le 'nuove' Province, avranno gli stessi confini e la stessa denominazione delle Province attuali e saranno amministrate da tre organi: il Presidente e il Consiglio provinciale, nonché l'Assemblea dei sindaci.
Il Presidente, avrà la rappresentanza legale dell'ente; convocherà e presiederà il Consiglio provinciale e l'Assemblea dei sindaci; sovrintenderà al funzionamento dei servizi provinciali e svolgerà tutte le funzioni attribuite dal nuovo Statuto.
Il Consiglio provinciale, composto da 12 amministratori eletti tra sindaci e consiglieri comunali in carica, si occuperà di proporre il nuovo Statuto all'Assemblea dei sindaci; approvare regolamenti, piani e programmi; proporre all'Assemblea ed approvare, in via definitiva e previo parere favorevole, il bilancio dell'ente; esercitare le funzioni attribuite dal nuovo Statuto.
L'Assemblea dei Sindaci, composta da tutti gli attuali 45 sindaci reggiani, approverà il nuovo Statuto ed eserciterà compiti propositivi, consultivi e di controllo.
Presidente, consiglieri provinciali e sindaci che comporranno l'Assemblea, non percepiranno alcun compenso (gettone di presenza o indennità) per l'attività svolta in Provincia.

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

L'Ufficio Elettorale del Comune di Piacenza ricorda a tutti i cittadini che, per esercitare il diritto di voto, occorre presentarsi ai seggi muniti di un documento di riconoscimento valido e della tessera elettorale, che può essere utilizzata per 18 consultazioni e deve, pertanto, essere conservata con cura.

Piacenza, 21 maggio 2014 -

Gli elettori che non avessero ricevuto la tessera al proprio domicilio, così come i cittadini italiani residenti all'estero, potranno ritirarla presso gli sportelli Quic di viale Beverora, cui devono rivolgersi per chiedere un duplicato anche i cittadini che abbiano esaurito gli spazi destinati alla certificazione del voto, che abbiano smarrito o subito il furto della tessera, nonché coloro che ne possiedano una inutilizzabile perché deteriorata.
In caso di cambio dell'indirizzo di residenza è invece cura dell'Ufficio Elettorale trasmettere per posta, al nuovo recapito del titolare, un'etichetta adesiva riportante i relativi aggiornamenti, da incollare direttamente nell'apposito spazio.
Gli sportelli Quic di viale Beverora 57 sono sempre aperti il giovedì con orario continuato dalle 8.15 alle 17, ma anche nei giorni del voto osserveranno, eccezionalmente, un'apertura prolungata: venerdì 23 maggio e sabato 24 dalle 8.15 alle 18, domenica 25 maggio dalle 7 alle 23.

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

Domenica, 18 Maggio 2014 12:07

Verso le elezioni con curiosità.

Il conto alla rovescia è iniziato. Il prossimo 25 maggio l'Europa voterà per il rinnovo del Parlamento e in Italia le amministrative misureranno il polso alle nuove e vecchie alleanze.

di Lamberto Colla --- Parma, 18 maggio 2014 -

Il 25 maggio sarà una data che ricorderemo per molto tempo o forse no. Le aspettative per i risultati di queste elezioni sono, come è normale che sia, molto alte. Mai come quest'anno le elezioni europee suscitano un particolare interesse e una curiosità quasi morbosa. Considerate, almeno da noi italiani, elezioni di serie B la tornata elettorale del 2014 è diventato un appuntamento attrattivo per varie ragioni. La prima per l'ondata di euroscetticismo dilagante avvertito in mezza europa e montato prevalentemente in conseguenza della crisi economica che ha tagliato in due il vecchio continente. Le regioni mediterranee, Portogallo, Italia, Grecia e Spagna unite in un unico e offensivo acronimo (PIGS), obbligate a manovre finanziarie di "lacrime e sangue" portate agli estremi della sofferenza in Grecia. Sono vivi i ricordi della chiusura della TV di Stato, decisa e attuata nel giro di poche ore, con lo sconcerto dei giornalisti presi alla sprovvista in diretta TV. Un dramma vissuto in diretta determinato dalle imposizioni della "troika" a garanzia dei prestiti erogati allo stato ellenico.
In Francia invece, altro Paese di peso dell'area del mediterraneo, seppure toccata con minore intensità dalla crisi, ha visto comunque alzare il tasso di criticità verso l'UE con l'exploit di Marine Le Pen e il crollo della sinistra alle amministrative di pochi mesi fa obbligando il Presidente Hollande a un radicale stravolgimento della compagine governativa. L'avanzata della destra di Marine Le Pen però non ha sortito effetti interni soltanto ma al contrario ha scatenato una rinnovata vitalità dei vari movimenti, qua e là sparsi in europa, di destra o autonomisti e comunque appartenenti all'area antieuropea che ha intravisto la possibilità di replicare una vittoria analoga in seno al parlamento europeo.
Difficile, a questo punto immagine quale sarà la composizione del Parlamento e i pesi che le diverse formazioni avranno. Ed è perciò che le risposte delle urne destano tanto interesse, curiosità ma anche qualche apprensione.
E poi c'è la questione tutta italiana con una tornata elettorale amministrativa che vede coinvolto il rinnovo di due Regioni, Piemonte e Abruzzo e 4095 amministrazioni comunali.
Vero è che il risultato della chiamata alle urne amministrative non dovrebbe dare un riscontro di respiro politico nazionale ma, un po' per la natura italiana, un po' per curiosità "sportiva" fatto sta, che in ragione dei nuovi scenari italiani, la curiosità avanza e le domande sono sempre le stesse: Grillo fin dove arriverà, l'NCD staccato da Forza Italia quanto pesa? e Berlusconi riuscirà, nonostante il suo isolamento forzato, a arroccarsi entro una quota "spendibile" per un rilancio in politica della "famiglia" magari con la figlia Marina? Ma altissima è pure l'attesa per comprendere quale sia la reale portata del PD di Matteo Renzi.
Il risultato delle elezioni, ci sto a fare una scommessa, stabilirà la durata del Governo e perciò la "convenienza" o meno a anticipare le elezioni politiche con buona pace del Presidente Napolitano che finalmente potrà, come era già sua intenzione, passare la mano al nuovo "tutor" del prossimo Governo.
Staremo a vedere. La speranza è che ancora una volta il popolo italiano agisca con responsabilità e non di istinto o ancor peggio di "rabbia". Ne va del nostro futuro.
Buone votazioni a tutti.

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CNA ha messo a punto una sorta di decalogo europeo per le Pmi, che l'Associazione proporrà ai diversi candidati.

Modena, 16 Maggio 2014 -

Il 25 maggio non saranno di scena "soltanto" le elezioni amministrative, ma anche quelle per il rinnovo del Parlamento europeo, l'unica istituzione comunitaria eletta direttamente dai cittadini, peraltro solo la prima di una serie di importanti scadenze sulla strada dell'Unione: la presidenza italiana del semestre luglio/dicembre, la nomina della nuova Commissione a novembre, la scelta del prossimo Comitato economico e sociale nel primo semestre dell'anno prossimo.
Dunque, un appuntamento elettorale magari meno sentito delle elezioni comunali, ma altrettanto importante, se si considera il peso delle politiche comunitarie. Per questo CNA ha messo a punto una sorta di decalogo europeo per le Pmi, che l'Associazione proporrà ai diversi candidati. Il "pacchetto", in undici punti, sollecita misure efficaci per rafforzare la presenza delle Pmi in Europa, una spinta che – sottolinea la CNA - dovrebbe partire proprio dall'Italia, la cui ossatura economica è costituita nella stragrande maggioranza da Pmi. "Abbiamo bisogno di una politica economica europea orientata alla crescita – auspica la CNA – indispensabile per garantire la sostenibilità dei sistemi di welfare nazionali e per ridurre i divari esistenti tra i Paesi dell'Unione, contrastando l'acuirsi di pericolosi sentimenti nazionalistici".

Ecco le proposte di CNA: avviare un piano straordinario europeo per gli investimenti, attraverso l'istituzione di un fondo dedicato al completamento della rete di infrastrutture di comune interesse (gas, banda larga, logistica e porti);
porre in essere politiche di accompagnamento all'economia reale per favorire la competitività delle imprese europee e la ripresa dell'occupazione;
escludere gli investimenti pubblici e il cofinanziamento dei fondi strutturali dal deficit di bilancio ai fini del patto di stabilità;
aggiornare lo Small Business Act e renderlo vincolante per gli Stati membri, mettere le piccole imprese al centro dell'azione di politica economica e adottare misure correttive per raggiungere gli obiettivi ivi definiti;
assicurare un più facile accesso per le Pmi ai finanziamenti bancari, attraverso l'adozione di meccanismi di vigilanza sul sistema bancario che favoriscano gli impieghi a favore delle piccole e medie imprese;
rafforzare le politiche per il settore energetico delle infrastrutture e per l'efficienza energetica delle Pmi, integrandole in un piano europeo per lo sviluppo sostenibile che promuova la "green economy";
garantire il miglior accesso al mercato interno per le Pmi e i lavoratori autonomi, prevenire e contrastare forme di posizione dominante e di oligopolio pubblico e privato;
assicurare una migliore qualità della regolamentazione e la semplificazione burocratica, introducendo nuovi e più incisivi meccanismi di valutazione di impatto della nuova legislazione e di verifica degli effetti della legislazione vigente;
potenziare il ruolo dell'intergruppo Pmi presso il Parlamento Europeo, che assicuri una consultazione permanente con i rappresentanti delle organizzazioni rappresentative delle Pmi;
rafforzare la partecipazione delle Pmi ai processi di normazione e al sistema di standardizzazione di prodotti e servizi;
confermare il sostegno alla nuova regolamentazione in materia di marchio di origine ("Made in").

(Fonte: L'Ufficio Stampa CNA
 MO)

Online sulle pagine web della Regione una sezione dedicata alle elezioni 2014. In lizza 159 candidati, di 12 liste, per aggiudicarsi uno dei 14 seggi a Strasburgo assegnati alla Circoscrizione Nord-Est -

 

Parma, 15 maggio 2014 -

Domenica 25 maggio, oltre al rinnovo delle amministrazioni comunali, si voterà per eleggere il nuovo Parlamento europeo. Circa 3,5 milioni di elettori emiliano-romagnoli - di tutti i 340 Comuni della Regione - sono chiamati alle urne.
Sul sito http://elezioni.regione.emilia-romagna.it – realizzato in collaborazione tra Giunta regionale e Assemblea legislativa - un'apposita sezione dedicata al voto che proporrà news, curiosità e aggiornamenti: disponibile il collegamento con la banca dati elettorale (Bde) dell'Assemblea legislativa, contenente i risultati delle precedenti elezioni europee.
I seggi sono aperti nella sola giornata di domenica dalle ore 7 alle ore 23: gli elettori devono presentarsi ai seggi con un documento valido e la tessera elettorale.
Lo scrutinio avverrà immediatamente al termine delle operazioni di voto: i risultati, anche per gli Stati che hanno votato in giorni precedenti, saranno resi noti a partire dalla tarda serata di domenica 25 maggio.
L'Emilia-Romagna è "inserita" nella Circoscrizione Nord-Est (comprendente anche il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia) che concorrerà alla elezione di 14 eurodeputati sui complessivi 73 assegnati all'Italia (sono 96 quelli eletti dalla Germania, 74 dalla Francia e 73 anche per il Regno Unito).
Il Parlamento europeo è l'unico organo dell'Unione europea eletto direttamente dai cittadini. Infatti le elezioni che si terranno in Europa dal 22-25 maggio 2014 (a seconda della data scelta dal Paese) serviranno ad eleggere i 751 deputati al Parlamento europeo, rappresentanti degli oltre 500 milioni di persone che vivono nei 28 Stati membri dell'Unione europea.
I candidati
Per la circoscrizione Nord-Est, di cui fa parte l'Emilia-Romagna, concorrono 12 liste mentre l'elettore può scegliere tra 159 candidati per assegnare le 3 preferenze a disposizione: le donne in corsa sono in tutto 60, pari al 37,7% del totale.
L'età media dei candidati è di 49 anni: 47 per le donne e 50 per gli uomini. Il 26,3% dei 159 candidati della circoscrizione Nord-Est proviene dall'Emilia-Romagna: 13 dalla provincia di Bologna, 7 dalla provincia di Forlì - Cesena, 6 dalla provincia di Reggio Emilia, 5 dalle provincie di Parma e Ferrara, 3 da quella di Modena, 1 dalle provincie di Piacenza, Ravenna e Rimini. Quindi la maggior parte dei candidati (47,8%) è nato nelle altre regioni della circoscrizione Nord-Est (Trentino Alto - Adige, Friuli Venezia - Giulia e Veneto.


Come si vota


Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda - in Emilia-Romagna è di color marrone, con la matita copiativa, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. Ogni elettore può inoltre esprimere, al massimo tre voti di preferenza (l'eventuale terza preferenza deve essere di "genere" diverso rispetto alle altre due, pena l'annullamento della stessa), scrivendo nelle apposite righe, tracciate a fianco e nel rettangolo contenente il contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti, compresi nella lista medesima. Non si possono esprimere voti di preferenza con indicazioni numeriche.
Ogni Paese utilizza un proprio sistema elettorale: solo la metà di Stati, come l'Italia, prevede una soglia di sbarramento per l'accesso delle liste alla ripartizione dei seggi.
L'età per esercitare l'elettorato passivo (candidarsi), in Italia, è di 25 anni (è di 18 anni in 15 Paesi, a 21 in 9 Stati, a 23 anni solo in Romania e 25 anche in Grecia e a Cipro), mentre quella per l'elettorato attivo (poter votare) è uguale a tutti gli altri Stati ed è di 18 anni.

 

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

Anche in occasione delle consultazioni europee del 25 maggio è stato predisposto il trasporto gratuito ai seggi per gli elettori disabili che abbiano difficoltà di spostamento in autonomia.

 

Piacenza, 6 maggio 2014

La Direzione operativa Servizi alla Persona e al Cittadino del Comune di Piacenza informa che, come di consueto, anche in occasione delle consultazioni europee del 25 maggio è stato predisposto il trasporto gratuito ai seggi per gli elettori disabili che abbiano difficoltà di spostamento in autonomia. Il servizio verrà effettuato con un minibus appositamente attrezzato, munito di pedana con elevatore per carrozzelle.

Le persone già autorizzate dall’Amministrazione comunale alla fruizione del “Prontobus” potranno prenotare telefonicamente, entro e non oltre le ore 12 del 23 maggio prossimo, contattando l’Ufficio Trasporto Disabili allo 0523-492720 e rivolgendosi a Milena Lucchini. I cittadini che, impossibilitati all’uso dei mezzi pubblici, intendessero avvalersi di questa possibilità esclusivamente in occasione del voto, dovranno invece far pervenire entro le ore 12 del 23 maggio una richiesta scritta, redatta in carta libera, allo stesso ufficio in via Taverna 39. Alla domanda dovranno essere allegati la copia del certificato elettorale e del certificato di invalidità – o del medico curante, che attesti l’impossibilità di usare il trasporto pubblico – con copia del documento di identità in corso di validità. 

 

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

 

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