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Giorni di emozioni forti per Marta Sicuri, la prima calciatrice del Parma Femminile a vestire i colori azzurri della Nazionale Italiana. La giovanissima classe 2006, centrocampista offensiva punto di forza della Under 17 Crociata, Lunedì scorso 12 Luglio 2021 ha terminato lo stage di Tirrenia (PI) con l’Italia Under 15 nel quadro del Programma “Calcio+15” e ieri, Giovedì 15 Luglio 2021, ha conosciuto il presidente del Parma Kyle Krause che ha voluto congratularsi personalmente con lei (anche dal vivo, dopo i tweet post-convocazione) e posare assieme per una foto ricordo sul manto verde del Tardini. In serata il Presidente ha quindi twittato una delle immagini dello shooting con la frase: “È stato bello incontrare di persona Marta Sicuri oggi. Non vedo l’ora di vederla giocare pienamente per la nazionale di Vivo Azzurro. Sono orgoglioso di te”.

Al termine di questo ulteriore importante momento che resterà indelebile nella sua mente così come quelli vissuti nel ritiro dell’Italia, Marta Sicuri ha risposto disinvolta e con prontezza alle domande di Gabriele Majo, responsabile ufficio stampa e comunicazione del Settore Giovanile e delle Squadre Femminili del Parma Calcio 1913.

Marta Sicuri, sono giorni indimenticabili per Te: prima lo stage con l’Italia Under 15, quale prima Crociata chiamata in Azzurro, e poi oggi l’incontro con il Presidente Kyle Krause…

“Il presidente è davvero molto gentile e mi ha fatto veramente tanti complimenti: ha voluto fare la foto con me e sono super contenta di questa cosa”.

Oggi vi siete conosciuti dal vivo, ma i complimenti del presidente ti erano già arrivati via Twitter…

“Io ho installato Twitter quando mi ha twittato, però non ero riuscita a rispondergli perché ancora non lo so usare molto bene…”

Come sono stati questi giorni colorati d’azzurro a Tirrenia?

“L’esperienza è stata bellissima: c’erano delle giocatrici molto forti e uno staff molto organizzato e super disponibile: gli allenamenti erano molto belli, anche se è stato molto faticoso, perché tutte le mattine e tutti i pomeriggi facevamo degli allenamenti da due ore”.

Hai avuto modo di rubare qualche segreto a queste giocatrici importanti, lavorando, tra l’altro, con uno staff numeroso e qualificato?

“Lo staff ci aiutava sempre a migliorare: ci faceva fare degli allenamenti molto istruttivi e tecnici, per aiutare l’intera squadra. Sono stati allenamenti soprattutto tecnici e ci dicevano brave o dove migliorare”.

Ti aspettavi questa chiamata o è stata una lieta sorpresa?

“Quando il nostro dirigente Federico Pangrazi mi aveva anticipato che doveva darmi una bella notizia non avevo pensato alla Nazionale, quanto piuttosto a una Selezione Regionale. La Nazionale, proprio, non ce l’avevo in mente, infatti, quando poi l’ho saputo, mi sono messa a piangere emozionata e felice di essere arrivata a questo punto”.

E in famiglia?

“Mia mamma, quando l’ha saputo, si è emozionata anche lei, però io non ero presente in quel momento perché il dirigente glielo aveva detto prima… Anche mio papà era molto felice e urlava felice per la casa: La Marta va a fare il provino per la Nazionale!!!, poi mi ha detto brava e così via. Il giorno dopo mi ha riscritto dicendomi: brava Marta sono fierissimo di te!”

Orgogliosi di te anche a Mezzani, il tuo paese, tra cui il vice sindaco Romeo Azzali che ricordava i tuoi trascorsi quando eri più forte dei maschietti con cui giocavi in quel periodo…

“Sì, io a Mezzani ci ho fatto dai 7 agli 11 anni a giocare a calcio e questa passione l’ho portata avanti fin da quando ero piccola, anche quando ancora non giocavo e chiedevo a mia mamma di portarmi. Poi l’ho convinta e sono andata a giocare nel Mezzani, una meravigliosa squadra, in cui, se tornassi indietro, andrei mille volte, perché sono gentilissimi e mi piacciono un sacco. Tantissimi di Mezzani mi hanno fatto i complimenti, mi hanno scritto sui social. Una volta ero a Mezzani e una signora si è fermata dicendomi che le sue amiche le avevano chiesto se conoscesse questa Marta Sicuri. E lei: Sì, sì, io la conosco è fortissima! E poi si è voluta fare una foto con me. Io sono orgogliosissima di essere nata nel Mezzani e di portare avanti il nome del Mezzani”.

La tua prima esperienza nel Parma fu al Torneo del Trincerone, a La Spezia, riservato alle squadre Under 12…

“Io ero felicissima di fare questo primo torneo e questo debutto nel Parma. Mi ricordo che in quel torneo avevo fatto più o meno 6 gol ed era la prima volta che indossavo la maglia del Parma e ho giocato tutti i tempi e tutte le partite. mi avevano fatto i complimenti anche i genitori delle calciatrici delle altre squadre e io ne andavo fierissima, anche perché la prima volta nel Parma è stato un debutto meraviglioso”.

Finaliste di quel torneo, soccombeste solo ai tiri di rigore. il contrario di quello che è capitato all’Italia ad Euro 2020…

“Dagli sbagli si impara e così se avevamo sbagliato un rigore quella volta, vorrà dire che andrà meglio la prossima, così come è successo all’Italia che, dal dischetto, ha vinto gli Europei”.

Quello per il pallone è amore puro, oppure ci sono altri sport che ti attraggono?

“Io ho sempre avuto un amore puro per il pallone, perché io giocavo anche con mio fratello, già in giardino, e con mio papà quando avevo 4-5 anni, però mia mamma non era tanto convinta di farmi andare a giocare a pallone, infatti a 6-7 anni ho fatto ginnastica artistica con mia sorella. Ma dopo i 7 anni ho convinto mia mamma a farmi andare a giocare a calcio e così ho iniziato…”

Con l’Azzurro vi siete salutati con un arrivederci?

“Lì c’erano delle giocatrici veramente molto forti: io spero sia stato un arrivederci, ci credo e penso che ci saranno altre occasioni, magari non subito quest’anno, ma nei prossimi sì. Non mi hanno comunicato nulla al riguardo: ad Ottobre mi diranno se mi han presa o no”.

Oltre alle tue indubbie doti, un grazie va anche a Federico Pangrazi, Coordinatore delle Giovanili-Femminili del Parma e ai vari allenatori e staff che stanno curando la tua crescita… Che desiderio esprimi per il futuro?

“Io spero di portare il Parma in Serie A e di scendere in campo in Serie A con la Maglia del Parma…”

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Il tipico Fair Play inglese non si è visto, anzi l'antisportività ha dominato. Il cuore il coraggio della squadra terribile di Mancini ha dato lezione di calcio agli inventori del gioco.

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Giovedì, 17 Giugno 2021 14:03

Europei 2021: l'intervista ad Arrigo Sacchi

Un Europeo per rinascere e tornare a essere una nazionale stimata e temuta nel mondo, in un processo di crescita costante che il commissario tecnico Roberto Mancini ha iniziato sin dalle sue prime panchine azzurre. Arrigo Sacchi parla chiaro, in diretta con Sara Federico sul canale Youtube di Fan Rating, e lancia la nostra squadra verso un campionato continentale di alto livello.


Con una fondamentale accortezza: “L’Italia non ha fuoriclasse all’interno di questa rosa ma ha giovani interessanti che potrebbero diventare fuoriclasse in un prossimo futuro. Ad oggi ci sono squadre con calciatori più pronti, sotto questo punto di vista”.


Lei è ottimista pensando al percorso che potranno fare gli azzurri?
“C’è tanta euforia intorno a questa squadra. A me fa molta paura perché quando l’Italia ha vinto qualche competizione, è partita sempre con grandi critiche: ricordiamo il 1982 e il 2006. Ma anche la mia squadra nel 1994 ricevette diverse critiche”.


Cosa ne pensa del lavoro del nostro commissario tecnico?
“Mancini sta proponendo un calcio coraggioso, emozionante, basato sul dominio del gioco e del campo: ricordiamo sempre che maggiore è il possesso palla a nostro favore e maggiori sono le possibilità di creare problemi agli avversari. Roberto ha fatto ottime scelte”.


Quanto è importante questo Europeo per il nostro movimento?
“Il calcio italiano sta vivendo un momento tragicomico: tragico perché non vinciamo nulla. Comico perché spendiamo tanto ma non vinciamo nulla. Anche per questo motivo spero che l’Italia riesca a mostrare il massimo del suo potenziale”.


Che Italia si aspetta?
“Penso che diversi nostri calciatori saranno emozionati: abbiamo solo due giocatori con grande esperienza internazionale”.


Un nome di questa Italia su cui puntare?
“Insigne perché ha grande qualità ma deve giocare con la squadra, per la squadra, a tutto campo e a tutto tempo”.


Le favorite del torneo?
“Senza dubbio la Francia Campione del Mondo che ha aggiunto Benzema a una squadra già vincente. Credo che sia la favorita. E poi sono convinto che il Portogallo possa fare un grande torneo. Nonostante i giocatori presenti in rosa, invece, nutro qualche perplessità in più sull’Inghilterra che ha sempre fatto fatica in questo tipo di manifestazioni”.


Da questo Europeo a quello del 1996: i suoi ricordi?
“Era una squadra che giocava bene a calcio. Fummo sorteggiati in un girone di ferro: non a caso le due finaliste arrivarono proprio dal nostro raggruppamento. Dominammo la partita decisiva contro la Germania. Sbagliammo un rigore, il loro portiere doveva essere espulso. I tedeschi stessi, a fine partita, dissero che, giocando così, non avrebbero fatto grande strada. Ma fu anche merito nostro”.


La partita decisiva fu però quella persa con la Repubblica Ceca?
“In quell’occasione esitai un po’ troppo. Dopo l’espulsione di Apolloni avrei dovuto cambiare qualcosa. Un errore che non commisi due anni prima negli Stati Uniti quando, dopo il cartellino rosso a Pagliuca, decisi di sostituire Roberto Baggio”.


Scelta che fece scalpore.
“Ancelotti si avvicinò e mi disse che in quel momento non avevo puntato addosso solo il fucile delle migliaia di italiani presenti allo stadio, ma anche quello di milioni di connazionali che erano davanti alla Tv nel nostro Paese. Alla fine, fortunatamente, andò bene”.


A proposito di U.S.A. ’94: un aneddoto curioso?
“Due anni prima andai in America nel periodo in cui si sarebbero svolti i campionato del mondo. Fu subito chiaro che le squadre sulla costa est avrebbero fatto più fatica a recuperare fisicamente, dato il clima. Al mio ritorno chiesi a chi di dovere di trovare una sede del ritiro sulla fascia orientale degli States. Mi dissero che Andreotti affermò: "Vedo già i titoli dei giornali: “Ancora una volta l’Italia tradisce i suoi emigrati”"... perché la maggior parte di essi viveva a ovest”.

Pietro Razzini

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Da lunedì 14 giugno per quattro settimane campi estivi allo Stadio Tardini e ai campi Stuard 

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Al via le iscrizioni per la Parma Academy Lady Camp, il centro estivo ufficiale del settore femminile del Parma Calcio che si terrà dal 5 al 9 luglio al Tardini e ai campi Stuard

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La Serie A 2020/2021 si avvia alla sua conclusione con molti verdetti ancora aperti e, di conseguenza, con un gran numero di squadre alla ricerca di punti pesanti. Tra queste Genoa e Sassuolo, che saranno protagoniste dell'ormai tradizionale “lunch match” delle 12,30 di domenica: i liguri veleggiano a +5 dal terz'ultimo posto occupato dal Benevento e vogliono certificare una salvezza probabile ma non scontata, i nero-verdi invece vogliono provare a tornare in Europa a distanza di 5 anni dalla prima – e fino a oggi ultima – esperienza.

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Sabato, 20 Marzo 2021 08:49

Tre punti per la salvezza persi.

Il Genoa ribalta il risultato al Tardini e rimette in discussione l'obiettivo salvezza dei crociati.

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La Spezia, 27 febbraio 2021 – Farsi rimontare due gol non è affatto entusiasmante. Un pareggio con l'Udinese e uno, con pari risultato, con lo Spezia segnano un lieve miglioramento almeno nel gioco e nelle conclusioni ma per la salvezza servono vittorie. Belle, brutte e ciniche, ma vittorie!

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Martedì, 16 Febbraio 2021 10:08

Ciao, ciao serie A?

Anche il Verona atterra il Parma. Sempre più lontano il traguardo della salvezza. Sfida a due con il Crotone per la maglia nera 2021.

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D’Aversa: …”Loro hanno concretizzato al massimo, noi invece torniamo a casa con tre gol al passivo e zero fatti”

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