Visualizza articoli per tag: montagna

 Lori: “Il miglioramento della viabilità in Appennino, condizione indispensabile per lo sviluppo”

Con la neve che è tornata ad imbiancare le nostre montagne è ripresa l’attività del Servizio METEOMONT dell’Arma dei Carabinieri, per la previsione del pericolo valanghe mediante la pubblicazione quotidiana del bollettino meteonivologico sullo stato del manto nevoso su tutto il territorio nazionale. Ogni giorno i rilievi anche alla stazione di Lagdei di Corniglio.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Interessante intervento del consigliere comunale di Langhirano Paolo Piovani, trail runner, escursionista ed ambientalista da sempre, che ha documentato con le sue parole e con i suoi scatti fotografici, le drammatiche condizioni in cui versano il Monte Sporno e le zone circostanti.

Pubblicato in Ambiente Parma

La Provincia di Reggio Emilia informa che da oggi sul ponte sul Secchia del Pianello lungo la Sp 108, tra i territori comunali di Castelnovo ne' Monti e Villa Minozzo, saranno eseguiti alcuni lavori di manutenzione da parte della Parenti costruzioni che comporteranno - per un tratto centrale di un centinaio di metri - la regolazione del senso unico alternato attraverso semaforo e non più a vista, come avviene dallo scorso gennaio.

Dalla Bonifica Centrale un cambio di rotta epocale. Approvati 29 progetti per interventi preventivi in montagna (Parma, Reggio e Modena). 3,5 milioni di euro saranno destinati dalla Regione Emilia Romagna esclusivamente a strutture private che ancora non abbiano subito danni dal dissesto idrogeologico. 
 
Di Lamberto Colla Reggio Emilia, 14 novembre 2019 - Nel 2020  il Consorzio di Bonifica Centrale potrà disporre di circa 6 milioni di euro per combattere il dissesto idrogeologico. Ma la grande novità, hanno spiegato questa mattina i vertici della Bonifica, è rappresentato dal fatto che gli ultimi 3,5 milioni approvati dalla Regione Emilia Romagna andranno a finanziare interventi prevenzione e non di emergenza e benficiari saranno  soggetti privati dei comprensori di montagna che potranno così  rafforzare le difese  contro il dissesto idrogeologico.
 
"Il nostro lavoro, ha commentato il presidente Matteo Catellani, è al servizio delle aziende agricole che sono i veri custodi del territorio".
Un passaggio epocale che potrebbe portare notevoli benefici strutturali e economici al territorio. Infatti, come ha sottolineato il direttore Avv. Domenico Turazza, i costi per interventi di emergenza sono  ben 5 volte superiori a quelli per interventi di natura preventiva. "Questi 29 progetti approvati, sottolinea il direttore, fanno parte di misure straordinarie di interventi di natura agroambientale contro il dissesto idrogeologico. I 3,45 milioni di euro sono suddivisi in 29 progetti, 3 dei quali in zona parmense per circa 400.000 euro, 14 per la montagna reggiana per un valore di circa 1,88 milioni e infine 12 interventi nel modenese per un importo di 1,1 milioni. Nel 2020, quindi si apriranno i bandi e verranno avviati i cantieri che presumibilmente si concluderanno entro il 2021. "
 
La natura del bando è stato esposto dall'ing. Pietro Torri il quale ha ben specificato che "in questo caso si parla di opere di prevenzione dove ancora non vi  sia alcun danno conclamato. Il bando  è  rivolto alle aziende agricole le cui strutture ancora non abbiano subito danni e i terreni siano ancora coltivabili."
 
La destinazione privata è una novità  per i consorzi di bonifica, chiamati a interventi a favore di enti e manufatti pubblici. "Spesso, chiosa il direttore Turazza, veniamo chiamati a sostegno delle amministrazioni comunali per la capacità progettuale del Consorzio" indispensabile per gestire questo tipi di intervento.
 

(In allegato i progetti finanziati per provincia)

Targa_Bonigica_CentraleIMG_5168.jpg

Pubblicato in Ambiente Emilia

Con l’approvazione del PSR il Consorzio interverrà nella lotta al dissesto in ben 10 Comuni dell’Appennino: 19 i progetti finanziati per un totale di 1.682.344 euro


Parma, 12 Novembre 2019 – Sono 19 i progetti, ripartiti su 10 Comuni (Albareto, Bardi, Borgo Val di Taro, Calestano, Langhirano, Neviano degli Arduini, Pellegrino Parmense, Terenzo, Tizzano Val Parma, Varano de’ Melegari) per un totale di € 1.682.344,00, con cui il Consorzio della Bonifica Parmense porrà in sicurezza le aziende agricole e zootecniche della montagna nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 per la prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico dovuti a maltempo e avversità climatiche finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

Il Piano prevede numerose e differenti tipologie di interventi: consolidamento di versanti a rischio di smottamenti e frane; lavori di carattere strutturale sul reticolo idrografico minore (fossi, canali e rii); opere di regimazione idraulico-forestale come briglie, traverse, muretti e terrazzamenti; realizzazione di canalizzazioni e pozzetti per il drenaggio delle acque superficiali.

“Esprimiamo viva soddisfazione per l'esito del Piano di Sviluppo Rurale – dichiara il Presidente dell’ente Luigi Spinazzi – e ringraziamo la nostra struttura tecnica la cui efficiente professionalità ci consente di poter operare per le comunità del nostro Appennino. La Bonifica Parmense ripartirà 1 milione e 682 mila euro in 10 Comuni della montagna che necessitano della massima attenzione e verso i quali intervenire seguendo il principio fondamentale della lotta al dissesto idrogeologico, cioè la prevenzione. Un sentito ringraziamento alla Regione Emilia-Romagna per l'approvazione di questi 19 progetti finanziati”.

 

Foto_Luigi-Spinazzi_1.jpg

Dalla segreteria di Michele Facci, Fratelli d'Italia, riceviamo e pubblichiamo.

"In occasione del bilancio 2019, proprio al fine di sostenere le imprese montane, Il Presidente Bonaccini aveva promesso uno stanziamento di 15 milioni, sotto forma di sgravio sull'IRAP per le imprese già esistenti nelle zone montane, e l'azzeramento della tassa per le imprese di nuova costituzione.

Oggi, in Commissione Politiche Economiche, è stato presentato un Progetto di Legge per rendere concreto il sostegno promesso, ma dal contenuto fortemente ridimensionato: lo stanziamento viene ridotto da 15 a 12 milioni (-20%), e viene escluso l'azzeramento della tassa per le imprese di nuova costituzione.

Ancora una volta, assistiamo a promesse non mantenute da parte della Regione: un provvedimento certamente favorevole, quello del mantenimento e sviluppo delle attività produttive nei comuni montani, viene incredibilmente depotenziato. Da una parte la riduzione del 20% rispetto alle somme promesse, dall'altra l'esclusione del beneficio di quelle imprese che, pur situate in zone parzialmente montane, non ricadono in Comuni classificati come totalmente montani.

Un'ingiustificata riduzione del sostegno garantito, unitamente ad un'altrettanta ingiustificata esclusione di imprese egualmente meritevoli di ricevere aiuto: questo l'ennesimo passo falso di una Giunta sempre più in difficoltà."

E' quanto dichiarano i Consiglieri Regionali di FDI Facci, Callori e Tagliaferri in relazione al PDL regionale "Sostegno alle imprese localizzate nelle zone montane"

Vallardi (presidente commissione Agricoltura del Senato) incontra il mondo agricolo piacentino: «Stanziati 600 milioni per la montagna». Pisani: «Presto un incontro con la Liguria sull'acqua dal Brugneto»

Piacenza, 23 apr. 2019 - Mezzo miliardo di euro per la tutela del Made in Italy, impegno per l'acqua, attenzione alla montagna con finanziamenti - «chi fa agricoltura in montagna è eroico» - e poi un tavolo del pomodoro, sul modello di quello per il latte, da convocare subito dopo la madre di tutte battaglie che è l'etichettatura dei prodotti, la loro riconoscibilità e la loro difesa nel mondo.

Dei principali temi del settore ha parlato, il 23 aprile, il senatore della Lega Gianpaolo Vallardi (presidente della commissione Agricoltura del Senato) che ha incontrato il mondo agricolo piacentino, invitato dal senatore Pietro Pisani, alla presenza anche dei colleghi Tony Iwobi e Cesare Pianasso. E Pisani ha annunciato che presto «il senatore ligure Francesco Bruzzone verrà in Valtrebbia per rendersi conto della situazione e trovare una soluzione sul rilascio dell'acqua dalla diga del Brugneto. Auspico un accordo con la Regione Liguria, un'intesa che vada oltre le crisi periodiche. E sulla traversa di Sant'Agata ci batteremo per far sì che gli agricoltori abbiano più acqua a disposizione».

All'incontro, erano presenti i tre presidenti provinciali delle organizzazioni sindacali degli agricoltori: Marco Crotti (Coldiretti), Filippo Gasparini (Confagricoltura) e Franco Boeri (Cia-agricoltori italiani).

Vallardi ha sottolineato l'importanza di un tavolo sul pomodoro al ministero delle Politiche agricole, sollecitato dagli agricoltori che hanno ricordato la difficoltà di arrivare a un prezzo, con l'industria, per la prossima campagna. Sul tema cruciale dell'acqua, il presidente della commissione, ha detto di conoscere bene il problema e di essere al lavoro per cercare una soluzione conveniente per tutti.

Ma Vallardi ha anche parlato dei 600 milioni per l'agricoltura di montagna, stimolato da alcuni agricoltori piacentini che hanno chiesto più semplificazione, meno frammentazione delle proprietà e hanno sottolineato come loro abbiano cura del territorio e cerchino di contrastare lo spopolamento. «Dopo le alluvioni in Veneto siamo convinti - ha affermato Vallardi - che sia meglio aiutare la montagna piuttosto che intervenire per ripianare i disastri».

 

gruppo_agri.jpg

Tre giorni tra incontri, confronto, show cooking e visite per parlare di cucina etica, sostenibilità rispetto per l’ambiente e riutilizzo delle materie prime senza spreco: a Brunico si è svolta l’edizione invernale di Care’s Ethical Chef Days

Articolo e foto di Chiara Marando -

03 Aprile 2019 -

La montagna è un mondo, un microcosmo con regole che seguono il ritmo della natura e tempi apparentemente più lenti, perché rispettosi di un ciclo che dalla terra attraversa l’aria, si fonde con l’ambiente per concretizzarsi in gesti quotidiani. La montagna è tradizioni, è famiglie che tramandano usanze, mestieri, culture. La montagna è sostenibilità.

Ed è partendo da questo concetto di sostenibilità che nasce Care’s Ethical Chef, il progetto concepito da uno chef, il tristellato Norbert Niederkofler, per coinvolgere altri chef, ma anche aziende nel settore food, nel portare avanti una strada comune rivolta alla cura dell’ambiente, delle comunità locali e del movimento naturale di un ecosistema da salvaguardare. Il tutto promuovendo un approccio etico e sostenibile partendo dal mondo che li vede protagonisti: la cucina.

Perché i cambiamenti positivi sono possibili, si riescono a concretizzare unendosi in obiettivi che siano corali, in un approccio quotidiano più consapevole.

Un totale di 33 cuochi, provenienti da 13 paesi da tutto il mondo, per 26 stelle Michelin. Questi oggi sono i numeri di Care’s.

E gli Ethical chef days rappresentano un momento per incontrarsi, per dialogare, per sviluppare e far vivere lo spirito di Care’s, dalle montagne fino al mare.

L’ultimo appuntamento ha scelto la Val Pusteria come teatro di tre giorni durante i quali si sono ritrovati alcuni dei numerosi chef che sostengono il progetto, giunto al suo terzo anno. E questa edizione non è stata solo teoria ma anche e soprattutto pratica, sperimentazione e tasting experience per entrare nel pieno dell’anima Care’s. Insomma, la cucina come punto di partenza per arrivare a parlare di economia, agricoltura, sostenibilità, etica e azione.

Diverse location intorno a Brunico hanno ospitato incontri, degustazioni e show cooking. Poi visite dirette per scoprire da vicino le preziose produzioni locali, che riflettono il racconto più vero della cultura gastronomica di montagna. A narrarle i contadini, i maestri dello speck e del formaggio di malga, dalle cui parole traspare l’amore per il territorio, per il lavoro di ogni giorno portato avanti con cura e dedizione.

Cultura del cibo, dell’ecosistema, della filosofia “Cook the mountain”, perfettamente interpretata attraverso la realizzazione dell’ultimo, favoloso, progetto arrivato a conclusione lo scorso dicembre e nato dalle menti di Paolo Ferretti e Norbert Niederkofler: l’Alpinn  - Food and Space Restaurant uno sguardo a 2300 metri su Plan de Corones.  Non solo ristorante, ma anche fulcro di un nuovo concetto di cibo fondato sulla riduzione degli sprechi, sull’utilizzo di materie prime locali, sulla valorizzazione tangibile degli scarti, come ingredienti da utilizzare per piatti differenti.

Proprio l’Apinn ha accolto la serata conclusiva di queste tre giornate intense, concrete e ricche di condivisione. Una finestra su montagne innevate, su un tramonto che ha tolto il fiato, sulla bellezza più pura e silenziosa.

Durante la serata si sono alternati nomi come Dominique Crenn, con la tartare profumata al caffè e ammorbidita dal latte di cocco;

cares_8.jpg

cares_2.jpg

Alfio Ghezzi, che ha interpretato la pasta monograno in un trittico di semplicità e ciclicità di riutilizzo;  

cares_3.jpg

cares_10.jpg

David Kinch e la barbabietola arrostita con crema al formaggio di malga; Andrea Tortora, tentatore con il suo Uovo di Tortora all’albicocca e limone;

cares_11.jpg

Michele Lazzarini, autore dell’Alzavola selvatica alla brace; Pedro Miguel Schiaffino e il suo cavolo con yucca fermentata, tucupi negro e microplancton; Tomaz Kavcic, dove Tradizione si fa….cappone;  Valeria Margerita Mosca, con lei le materie prime sono diventate drink da bere;

cares_9.jpg

Manu Buffara ha portato il merluzzo alla carbonara con anguria; Jason Bangerter, Lingua d’agnello, ribes, zucca e rosmarino; Robin Gill, ha trasformato la barbabietola affumicata in tartare accompagnandola con yogurt alla cenere, caviale ed erbe di montagna; Marco Perez e Fabio Curreli, insieme per lavorare verdure verdi, raperonzolo, canapa e liquirizia di montagna.

cares_6.jpg

Piatti diversi, inaspettati, personali, interpretazioni di un concetto che da recupero e sostenibilità si affaccia sulla grande cucina d’autore, quale esempio di un universo che ha ancora tanto da dimostrare, regalare ed emozionare.

Pubblicato in Food

Agricoltura. L'impegno della Regione per sostenere le imprese agricole e zootecniche di montagna e collina, dalla Regione 15 milioni di euro per le indennità compensative

Al via due bandi del Psr 2014-2020. L'assessore Caselli: "Interveniamo per compensare i costi aggiuntivi sostenuti da chi opera in difficili contesti ambientali e per contrastare l'abbandono dell'Appennino e il dissesto del territorio". Entro il 15 maggio la presentazione delle domande.

Bologna - Arrivano dalla Regione circa 15 milioni di euro sotto forma di indennità compensative a favore delle aziende agricole e zootecniche che operano in aree svantaggiate di montagna e altre zone collinari sottoposte a vincoli naturali, con ricadute negative sull'attività produttiva. È questa la dotazione finanziaria stimata per l'attivazione di due bandi approvati dalla Giunta regionale dell'Emilia-Romagna nell'ambito della Misura 13 del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020.

Si tratta della quarta annualità di attuazione della misura che per l'intero periodo settennale può contare su un budget di circa 90 milioni di euro.

Le domande per entrambi i bandi devono essere presentate entro il 15 maggio. Sul sito di Agrea ( http://agrea.regione.emilia-romagna.it/servizi/come-presento-la-domanda ) è già disponibile il modulo del Piano colturale grafico 2018 necessario alla compilazione della domanda. Entro la prima metà di aprile, con comunicazione sul sito di Agrea, sarà disponibile il secondo modulo per completare la presentazione della domanda.

"Con questo intervento- sottolinea l'assessore regionale all'Agricoltura, Simona Caselli- mettiamo a disposizione un consistente pacchetto di risorse per compensare i costi aggiuntivi sostenuti dalle aziende che operano in difficili contesti ambientali e per contrastare in questo l'abbandono delle zone di montagna, dove l'agricoltura svolge un ruolo fondamentale di prevenzione del dissesto idrogeologico a favore dell'intera collettività, come testimoniano i danni provocati dalla recente ondata di maltempo".

I due bandi in sintesi
Il primo bando (13.1.01) è rivolto alle aziende di montagna e prevede l'erogazione di un premio base di 125 euro per ettaro di superficie agricola per l'anno 2018; il secondo (13.2.01) è invece indirizzato agli imprenditori agricoli delle aree collinari svantaggiate: il premio base è di 70 euro. Per entrambi i bandi è previsto un meccanismo di riduzione progressiva delle indennità (cosiddetta modulazione) in funzione dell'estensione della superficie agricola dichiarata. Sopra i 50 ettari il premio non sarà più corrisposto. Tutte le domande ammissibili saranno soddisfatte, anche se l'ammontare complessivo delle richieste di pagamento per i due bandi dovesse superare il fabbisogno stimato.

La delibera è stata pubblicata oggi sul Burert dell'Emilia-Romagna. /G.Ma.

Pagina 1 di 2