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Domenica, 29 Novembre 2020 12:17

"Tana libera tutti..."

Dopo aver colorato le Regioni possiamo passare a un gioco di società. “Nascondino” potrebbe essere il più indicato, confidando nel più agile tra gli amici che possa finalmente gridare “tana Libera Tutti”.  

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“Il banco vince sempre» lo insegna la statistica. Per quanto la matematica resti un patrimonio di pochi, questo postulato è però ben noto a chi sta al Governo, di Stato, Regioni e pubblici apparati in genere. Nel caos pandemico c'è comunque qualcuno che ha il coraggio, si fa per dire perché non è coraggio ma solo spregiudicatezza, di migliorare la propria posizione economica. Il buongusto, il rispetto e la pietà dovrebbero essere rispolverati... vero senatore Morra? 

Pubblicato in Politica Emilia
Lunedì, 25 Maggio 2020 11:20

Il pericolo delle feste abusive

Il Covid-19 non è sconfitto. Ha allentato la sua pressione ma è sempre in agguato e pronto a riaccendere focolai con le conseguenze che ben conosciamo, in termini di lutti e di disagi, sociali ed economici.

Dovremo abituarci a convivere con il “mostro” senza mai sottovalutarlo. Gli assembramenti irresponsabili rischiano di vanificare il sacrificio, per taluni arrivato agli estremi, di questi ultimi tre mesi, ma ancor peggio e pericolosi sono gli assembramenti abusivi e irresponsabili in periodo di “pace”, figuriamoci in piena pandemia. Al riguardo cogliamo l’occasione per divulgare una considerazione, in merito allo specifico argomento, a firma di Domenico Muollo che ben sottolinea i rischi connessi a questo particolare modo di socializzare. 

Pubblicato in Cronaca Emilia

Coronavirus/SARS e pandemie. Tra la fine del 2012 e l’inizio 2013 lo “Sportello dei Diritti” aveva già denunciato il pericolo di pandemie dovute alla possibile diffusione di coronavirus. Adesso non possiamo non interrogarci: si poteva prevedere ed arginare prima a livello globale?

Rileggendo ciò che scrivevamo il 28 settembre 2012 e il 13 febbraio 2013 sulla possibile esplosione di pandemie di sindrome respiratoria acuta grave, meglio nota come SARS, dovute a contagi di coronavirus, ci si accappona la pelle. Già all’epoca, infatti, avevamo segnalato tra i primi in Europa il diffondersi di sindromi di questo tipo dapprima in Arabia Saudita ed in Medio Oriente, poi soprannominata Mers (sindrome respiratoria da coronavirus in Medio Oriente) e che aveva fatto capolino in Gran Bretagna, dove però si erano evidenziate solo poche decine di casi. Ma il precedente più noto era la SARS del 2002/2003 che aveva “ucciso” almeno 775 persone accertate in tutto il globo.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità nel corso degli anni ha più volte invitato a non sottovalutare questi virus, sì proprio i coronavirus. Oggi da profani dell’epidemiologia, ma da attenti osservatori e tutori dei diritti di pazienti e personale sanitario, noi dello “Sportello dei Diritti” siamo obbligati a chiederci se tutto quello che sta accadendo non fosse già prevedibile in qualche modo e se non potesse arginarsi sul nascere l’epidemia e poi la pandemia.

Appare davvero assurdo, infatti, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che nel corso di circa 17/18 anni dalla prima nota epidemia per una forma di coronavirus già estremamente virulenta, o delle minacce a volte fantascientifiche di pandemie dovute a forme di contagio nei modi che stiamo tragicamente conoscendo in questi terribili giorni, i governi e le organizzazioni internazionali a qualsiasi livello abbiano fatto così poco - prima di ogni cura - per studiare piani di contenimento e di lotta alla diffusione di virus.

(14 aprile 2020)

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Mercoledì, 11 Marzo 2020 19:26

E' pandemia!

L'OMS ha dichiarato lo stato di Pandemia per l'emergenza coronavirus. Attendiamo le disposizioni governative che già avevano innalzato quasi al massimo i protocolli di sicurezza. Intanto attendiamo la chiusura di tutte le attività come anche noi abbiamo sostenuto attraverso l'articolo della giornalista Francesca Caggiati.

Di Lamberto Colla 11 marzo 2020 - Il direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha informato della dichiarazione di stato di Pandemia, nonostante per alcuni esperti non tutti e tre i requisiti siano pienamente centrati.

I tre requisiti per  definire una pandemia:

1) si è diffuso tra persone;

2) ha provocato morti.

3) diffusione a livello globale. Sul terzo criterio alcuni avrebbero da discutere.

«Nelle ultime due settimane - scrive l'OMS - il numero di casi di COVID-19 fuori dalla Cina è aumentato di 13 volte, e il numero di nazioni interessate è triplicato. Oggi ci sono oltre 118.000 casi in 114 Paesi, e 4.291 persone hanno perso la vita. Diverse migliaia in più stanno combattendo per la propria vita negli ospedali. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ci aspettiamo di vedere il numero di casi, di morti e di nazioni interessate aumentare ulteriormente. L'OMS ha valutato questa epidemia in modo puntuale e siamo molto preoccupati sia per i livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia per i livelli allarmanti di inattività. Pandemia non è una parola da usare a cuor leggero o incautamente: se usata a sproposito può causare paura irragionevole, o accettazione ingiustificata di una battaglia persa, portando a sofferenze e morti non necessarie. Descrivere la situazione come pandemica non cambia la valutazione dell'OMS del pericolo posto da questo coronavirus. Non cambia quello che stiamo facendo e quello che i Paesi dovrebbero fare. Non abbiamo mai visto una pandemia da coronavirus prima d'ora, ma neanche una pandemia che può essere controllata allo stesso tempo».

Tutte le nazioni, ha proseguito Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell'OMS, devono individuare, testare, isolare e tracciare i casi positivi per impedire una diffusione comunitaria del coronavirus.

«Siamo grati per le misure adottate in Iran, Italia e Corea del Sud per rallentare il virus e controllare le loro epidemie da COVID-19. Sappiamo che queste misure stanno costando molto alla società e all'economia, così come sono costate alla Cina.»

Nelle prossime ore approfondiremo l'argomento per cercare di meglio individuare quali altre conseguenze ricadranno sulla vita quotidiana di ciascuno di noi, dai più giovani ai più anziani.

 

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