Giovedì, 12 Gennaio 2023 05:42

Payback sanitario: in arrivo la sospensione, forse In evidenza

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Un’emergenza pensata, quella del Payback sanitario, che per 7 anni è rimasta nei cassetti di Palazzo Chigi, ma con il decreto “aiuti bis” dell’estate scorsa del governo Draghi, è entrata in vigore.

Di Andrea Caldart Cagliari, 11 gennaio 2023 (Quotidianoweb.it) - Le aziende del settore Biomedicale dovranno versare allo Stato 2,2 miliardi di euro entro il 15 gennaio 2023, ma sembrerebbe che il governo stia per varare una proroga.

Un settore che dà lavoro a 112.000 addetti, potrebbe essere interamente cancellato e si sono mobilitate subito le associazioni di categoria che hanno bussato alla porta di Palazzo Chigi.

Il primo è stato il presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Massimiliano Boggetti affermando che: "Il payback mette a rischio oltre 112mila posti di lavoro perché chiedere alle imprese 2,2 miliardi di euro entro gennaio significa farle chiudere con conseguenze drammatiche per l’occupazione, i territori e la qualità della salute del Paese. Il fallimento di molte imprese genererà un’interruzione delle forniture agli ospedali. Il rischio è che gli le strutture sanitarie restino sfornite di dispositivi medici indispensabili, oltre a venire a mancare quel supporto tecnico che permette a molte delle tecnologie installate negli ospedali di funzionare correttamente. Ma non solo, imponendo tetti di spesa così bassi la qualità dei dispositivi medici si abbasserà, l’innovazione tecnologica non entrerà più nelle strutture sanitarie e i medici si troveranno costretti a lavorare senza avere strumenti all’avanguardia, fondamentali per poter esercitare al meglio la professione. Oggi che è in arrivo una nuova ondata Covid e gli ospedali dovranno far fronte a una probabile emergenza, l’effetto sarà ancora più devastante".

Al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si è fatto sentire anche il presidente della FIFO, Federazione italiana fornitori ospedalieri, informando i propri associati: “Siamo Consapevoli che la sola sospensione sia un passaggio necessario, ma non sufficiente per tutelare le migliaia di aziende come la tua che sostengono il Sistema Sanitario Nazionale. FIFO ha richiesto formalmente l’istituzione di un urgente tavolo tecnico per un incontro sul superamento della norma stessa”.

Prendere tempo forse non è la scelta giusta perché sappiamo bene cosa ha già fatto questo governo in fatto di promesse elettorali, sospendendo e non togliendo le famose 100 euro di multa ai cosiddetti novax.

Intanto in Sardegna si iniziano a sentire gli effetti della norma “aiuti bis” perché dagli analgesici agli antibiotici, iniziano a scarseggiare oltre 3.000 farmaci.

Quello che si sta profilando è una vera e propria nuova emergenza con la paralisi delle sale operatorie sarde, e il blocco di molte attività sanitarie per la già mancata fornitura dei dispositivi.

Infatti chi potrebbe essere oggi l’imprenditore che rischia di dare forniture medicali, con il pericolo di essere strozzato dal payback?

C’è poco da pensarci, o il governo toglie subito la norma, o non riusciremo più a farci curare negli ospedali.

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