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Sabato, 23 Dicembre 2017 06:56

Dal bullo di paese al cyber bullo

di Guido Zaccarelli 23 dicembre 2017 - Il bullo è una figura carismatica che illumina gli angoli anche più remoti di ogni paese o città. Lo puoi trovare in ogni luogo e in ogni momento attorniato da persone che ne esaltano le qualità, oppure essere al centro di una contesa irridente per i comportamenti assunti e gli atteggiamenti messi in atto nella quotidianità.

È il riferimento positivo per alcuni, da cui trarre esempio, e negativo per altri, da cui tenersi "alla larga", per non essere inclusi nella stretta cerchia dell'amicizia.

Un personaggio, quello del bullo, che si colloca tra l'eroe del momento che riesce a compiere gesta impossibili e il tesoro di casa perché dotato di uno spirito buono e avvolto dall'aria di bravo ragazzo. "un bell'eroe, l'eroe del giorno". Un mito accomunato agli Dei quale frutto dell'amore tra una divinità e una creatura mortale alla perenne ricerca dell'attenzione, e un debole da ricondurre a stili di vita e comportamenti sociali condivisi. Un artista che esprime il desiderio della gloria soffocato dall'IO incapace di dare un senso compiuto alla sua esistenza.

Anche l'etimologia aiuta a descrivere con un'ampia accezione positiva il bullo, boel, che in olandese significa fratello. Il tempo ha cambiato il senso originale del termine riconducendo il bullo ad assumere una accezione negativa, un eroe, da cui tenersi "alla larga".

L'evoluzione dei tempi ha aggravato la sua posizione sociale soprattutto innanzi alla spavalda presenza della tecnologia capace di nascondere nell'intimo del bit le emozioni e i sentimenti di chi subisce l'ingerenza del bullo digitale.

20171223-bullismo 3Nel mondo analogico il bullo prendeva di mira il malcapitato e esprimeva in bella vista l'immagine del bellimbusto con azioni dirette o condivise con alcuni amici di quartiere. In paese, tutti sapevano e vedevano. Il dito era il gesto che accomunava la comunità per indicare il bullo, spesso apostrofato nel linguaggio corrente del dialetto locale, che completava l'identità del personaggio, conferendogli una etichetta indelebile per tutta la vita. Sapevano chi era e come si muoveva. Molti in quel mondo hanno sicuramente subito la sua influenza mettendo a dura prova la propria serenità. La presenza della famiglia e il grado di relazione esistente con i figli hanno contribuito, in molti casi, a superare le difficoltà e il disagio del momento e accedere ad una via di fuga, per non rimanere imbrigliati nella sua stretta morsa. La famiglia il punto da cui partire.

Nel mondo digitale tutto cambia. La tecnologia mette a disposizione delle persone una scatola nera che contiene il DNA di ogni singolo individuo. I dati e le informazioni raggiungono le profondità marine dei bit fino a sprofondare nelle tenebre lontane dalla luce del giorno, dove tutti sanno e conoscono. Il bullo si muove nelle ramificazioni sotterranee e invisibili delle connessioni digitali che mettono in contatto le scatole nere di ogni individuo. Approfitta della debolezza altrui e in modo lucido sferra l'attacco, attraendo l'intima curiosità di altri individui disposti a prestare il fianco in forma anonima, dietro la maschera dei bit.

Tutto quello che poteva rimanere confinato all'interno di una comunità analogica, che vedeva, sapeva e poteva intervenire, ora è confinato all'interno di una comunità digitale che promuove nell'ombra, e senza controllo, le attività del bullo. La tecnologia da sola non è in grado di arginare il bellimbusto e confinarlo in un territorio oltre confine.

Serve la presenza forte della famiglia in grado di mantenere un dialogo aperto e costruttivo tra gli stessi membri, evitando di comunicare al proprio interno, con la tecnologia. Serve riconquistare il dialogo scuola – famiglia per godere della stima e della fiducia reciproca e avviare piani di comunicazione orizzontali orientati alla crescita del benessere personale, sociale e culturale.

Il dialogo scuola – famiglia è un faro a cui puntare per ricondurre il bullo alla etimologia iniziale di bravo ragazzo e di eroe per la vita. Non è facile arginare il comportamento dell'eroe digitale quando si muove nell'ombra della caverna di Platone e appare in tutta la sua evidenza il contrasto tra il sole e le tenebre, che s'incontrano camminando nei cunicoli sotterranei della grotta privi di luce. Innanzi alla possibilità di illuminare passaggi interrati e riportare il bullo alla luce della comunità, il legislatore ha ravvisato la necessità d'intervenire con una legge per contrastare i comportamenti messi in atto dal bullo, e i fenomeni da essi derivati, con azioni preventive unite a piani educativi integrati a tutela nei confronti, dei minori.

20171223-DSCN0382R 2La Senatrice Elena Ferrara è stata la prima firmataria della Legge 29 maggio 2017, n. 71: disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo che agisce sul versante della scuola e del trattamento dei dati coinvolgendo i gestori dei siti web.

Il bullo e il fenomeno ad esso associato, il bullismo, diventato cyber-bullismo, per la sua esistenza a contatto con il mondo digitale del bit, può trovare una risposta chiara e precisa solo agendo sul recupero della fiducia, della stima e del dialogo tra genitori e figli, aperto alla capacità di ascolto e di intesa con tutte le istituzioni, intente ad elevare fronti comuni per osteggiare l'avanzata di episodi che ledono l'immagine, la serenità e la vita individuale e sociale di molte persone e, spesso, di un intero paese. Serve riconquistare il dialogo famiglia¬ – scuola – istituzioni per accerchiare e isolare il bullo e il bullismo, come fenomeno di massa in continua evoluzione, al quale è necessario rispondere con fermezza cercando tutti di volgere lo sguardo oltre la nostra personale linea di confine che separa la luce dall'oscurità perché «l'essenziale è invisibile agli occhi.»

Mercoledì, 29 Novembre 2017 14:26

WhatsApp: ecco cosa cambia col nuovo aggiornamento

WhatsApp: il nuovo aggiornamento consente di registrare messaggi vocali senza il dito. Basta un tocco verso l'alto e si potrà parlare senza tenere premuta l'icona del microfono.

29 novembre 2017

Gli sviluppatori di WhatsApp, la celebre e diffusissima applicazione di messaggeria istantanea, lanciano una novità per gli amanti dei messaggi vocali. Con il nuovo aggiornamento basterà tenere premuto qualche secondo all'inizio e poi con un tocco verso l'alto si bloccherà la registrazione.

Sarà così possibile registrare messaggi audio senza tenere premuto il dito sull'icona del microfono.

In molti gioiranno per questa vera e propria rivoluzione dell'App di messaggistica, altri si staranno già mettendo le mani nei capelli. Anche su Twitter gli utenti si sono divisi. C'è chi esulta perché, grazie all'aggiornamento, "finisce l'era dei mille messaggi di 9 secondi", ma c'è anche chi commenta ironicamente: "È un piccolo passo per l'uomo e un grande passo per la logorrea". La novità non ha alcuni paletti, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti": per avere ripensamenti si avranno, anche per i messaggi vocali, a disposizione i 7 minuti per cancellarli. La procedura per rimuoverli è sempre la stessa, si selezionano e si cancellano tramite l'icona del cestino.

Lunedì, 06 Novembre 2017 13:56

iPhone X, l'abbiamo testato per Voi - Recensione

Il nuovo device Apple vale effettivamente il prezzo? La recensione dell'iPhone X dopo pochi giorni di utilizzo.

6 novembre 2017

Dopo circa due mesi dal lancio, finalmente Apple rivela al mondo le piene potenzialità del suo iPhone X, in commercio dal 3 novembre, in 55 Paesi. Tante le persone in fila per acquistarlo, fra questi Raffaele, appassionato da anni del marchio della Mela e non nuovo ai "day one".
Pubblichiamo la sua recensione per i nostri lettori.

Dimensioni e display Super Retina

Sicuramente vincente è il form factor: iPhone X integra nelle dimensioni dei vecchi telefoni - non Plus - un display OLED full retina HDR ancora più grande di quello dei Plus a cui eravamo abituati, complice l'assenza delle cornici e del tasto home. Il display è nitido, i contrasti ottimi ed eccellente la resa, anche al sole.

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                               design interamente in vetro e splendido display Super Retina da 5,8 pollici

Face ID

Straordinaria la presenza del sensore face ID che consente lo sblocco del dispositivo tramite tracciamento biometrico di 80.000 punti del volto, garantendo un riconoscimento nonostante barba baffi, capelli lunghi e accessori quali occhiali e capelli. Vi assicuro che funziona splendidamente.
Questo è sicuramente uno degli aspetti che colpisce di più e lascia spazio ad applicazioni della tecnologia biometrica anche in altri ambiti, quali quello della realtà aumentata.

Animoji

Stupende le Animoji: il vostro volto e la vostra voce saranno utilizzate per animare le classiche emoji in tempo reale e personalizzeranno i vostri video divertenti da inviare agli amici.

Fotocamere anteriore e posteriore con funzione "illuminazione ritratto"

Sensibili miglioramenti nella fotocamera posteriore da 12 megapixel con design innovativo e doppia stabilizzazione ottica dell'immagine. La fotocamera anteriore guadagna in termini di nitidezza e acquisisce la possibilità di avvalersi della profondità di campo per selfie davvero artistici.

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                fotocamera anteriore TrueDepth da 7MP e fotocamera posteriore da 12MP riprogettata con doppia OIS

Design all-screen
Impareggiabile la cura dei materiali e del design. Splendido il display all screen che segue esattamente le curve del dispositivo fin negli eleganti angoli smussati.

Batteria

Non ho ancora sperimentato a sufficienza sul campo la durata della batteria ma la sensazione è che si possa attestare ai livelli standard per gli smartphone odierni, arrivando tranquillamente a fine giornata con residuo di carica. Bisogna ricordare che molto spesso è il tipo di utilizzo che si fa del telefono ad essere problematico, non tanto la performance della batteria.

Difetti

Il prezzo - parte da 1.189 euro - non è un vero e proprio difetto se consideriamo che già agli albori della telefonia cellulare i telefoni più quotati si aggiravano intorno al milione di lire.
In definitiva iPhone X, più costoso di qualche centinaio di euro dei rivali più quotati, fa pagare senza dubbio il blasone che l'azienda di Cupertino porta con sé.

 

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Piacenza, 26 ottobre 2017 - Si apre oggi 27 ottobre la maratona di idee Climathon e durerà 24 ore: dalle 12 di venerdì 27 fino alle ore 12 di sabato 28 ottobre. La maratona si svolgerà contemporaneamente in 17 città italiane e in oltre 200 città del mondo.

Un raduno di competenze, idee, progetti, professionalità ed esperienze per affrontare in modo attivo il tema delle ripercussioni legate ai cambiamenti climatici.

Per la città di Trento, che partecipa alla maratona, è stato individuato il tema dell'Acqua e il Consorzio di Bonifica di Piacenza sarà presente.

Per 24 ore consecutive giovani innovatori, ricercatori, imprenditori, studenti e dipendenti delle pubbliche amministrazioni si confronteranno per cercare di sviluppare soluzioni innovative per risolvere la sfida che ogni città partecipante ha individuato.

Nel caso di Trento i partecipanti cercheranno, con progetti e idee, di affrontare il tema della risorsa idrica in relazione ai mutamenti climatici dei quali sono sempre più evidenti le conseguenze (estremizzazione dei fenomeni: siccità da una parte e eventi meteo sempre più intensi dall'altra).

Ma quale sarà il contributo del Consorzio di Bonifica di Piacenza?
Portiamo l'esperienza del Water Lab il nostro laboratorio permanente dedicato all'innovazione tecnologica per valorizzare il ciclo dell'acqua. Water Lab fa parte di Urban Hub (fisicamente a Piacenza in via Alberoni, 2). Diversi sono i progetti, legati ai cambiamenti climatici, sviluppati da Water Lab, fra cui: la creazione del drone per il monitoraggio del territorio e l'implementazione di un database geografico (Web Gis-Sistemi informativi Geografici sul web).
Il Water Lab vuole anche sviluppare impresa e favorire nuove start up legate al tema idrico in un'ottica internazionale.

Insomma quella di Trento sarà un'occasione preziosa per far progredire l'innovazione in un ambito che il nostro Consorzio gestisce ma che coinvolge l'intera collettività e che necessità di sinergie.

Gli Emirati Arabi Uniti si dimostrano ancora una volta una nazione che, pur beneficiando di immense ricchezze derivanti dai suoi numerosi giacimenti petroliferi, non dorme sugli allori ma si proietta convinta verso il futuro, un domani che non potrà essere legato indefinitamente e in maniera esclusiva al benessere e all'economia basate sull'oro nero.

Come riportato da business.it, la piccola nazione araba punta con decisione sull'innovazione e sulla tecnologia e, per meglio seguire le trasformazioni del mondo che cambia e gli orizzonti di opportunità che presto potrebbero aprirsi, ha da poco nominato un ministro dell'Intelligenza Artificiale.

Si tratta del giovane ventisettenne Omar Bin Sultan Al Olama, il quale, a capo di questo nuovo e particolare ministero, primo al mondo nel suo genere, dovrà occuparsi di tutti gli aspetti che hanno a che fare con il mondo dell'Intelligenza Artificiale, delle sue potenzialità ai molteplici utilizzi, dai possibili sviluppi alle implicazioni etiche, morali e legali, nonché alle opportunità economiche che può generare.

L'obiettivo è quello di avere la possibilità di muoversi in anticipo rispetto al già rapido sviluppo tecnologico in questo campo, in modo tale da creare le giuste capacità di controllo e supervisione di un processo che porterà, nei prossimi anni, ad un sempre maggiore interesse verso questa tecnologia.
Si tratterà anche di sviluppare una giurisprudenza dedicata che faciliti l'utilizzo, sostenga i mercati e le attività economiche legate alle IA e preveda, limitandoli o addirittura prevenendoli, eventuali svantaggi ed aspetti deleteri per la popolazione, il mondo del lavoro ed il mercato futuri.

Si tratta di un annuncio, pur avvolto da un alone di eccezionalità e concezioni futuristiche straordinarie, del tutto in linea con le aspirazioni e i progetti di un paese che, appena qualche mese fa, aveva espresso la volontà di introdurre i primi poliziotti robot, da affiancare alle tradizionali forze dell'ordine umane, entro il 2030.

Appare sensato, quindi, che tali progetti debbano vedere la luce in una società già preparata culturalmente e con mezzi legislativi adeguati a tutto quello che il futuro delle IA riserverà nei prossimi anni.

Durante l'annuncio, il vice presidente e primo ministro Shaikh Mohammad Bin Rashid Al Maktoum ha sottolineato come la nomina del ministro dell'Intelligenza Artficiale segua la volontà dell'Emirato di confermarsi nazione all'avanguardia.

‎"Vogliamo che gli Emirati Arabi Uniti diventino il paese più preparato al mondo per quanto riguarda il settore dell'intelligenza artificiale," - ha detto Shaikh Mohammad Bin Rashid Al Maktoum – Questa non è che una nuova fase nella continua ricerca da parte degli Emirati di capacità, conoscenze scientifiche e tecnologie rivolte al futuro, così da preparare, mentre ci avviciniamo al centenario del nostro Stato, un futuro migliore per le nostre nuove generazioni."

Il lavoro che aspetta il giovane ministro Omar Bin Sultan Al Olama non sarà certo facile e, nonostante gli innovativi orizzonti da esplorare ed il fascino di una sfida che guarda al futuro, dovrà confrontarsi giornalmente con una tecnologia che fa passi da gigante in tempi brevissimi e che potrebbe radicalmente mutare nell'arco di pochi anni, con il pericolo di vanificare sforzi che al momento, sembrano necessari per cercare di comprendere e rendere positiva, per tutto il genere umano, una nuova tecnologia che però nasconde ancora tanti dubbi e possibili insidie.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

Nessuno avrebbe mai previsto che, nel 1999, quando iSolutions iniziò a muovere i suoi primi passi nel mondo dei software, uno dei suoi prodotti sarebbe diventato uno dei più utilizzati al mondo, per quanto riguarda le scommesse sportive. Eppure oggi sono i numeri a parlare: nel 2010 contava un fatturato di 1,63 milioni e 16 dipendenti, con una crescita esponenziale fino ad arrivare allo scorso anno, il 2016, con 61 dipendenti e un fatturato di 6,3 milioni, il 95% dei quali provenienti dall'estero. Ma ecco chi è l'azienda iSolutions di Noceto.

La storia

iSolutions, alla sua nascita nel 1999, contava appena tre programmatori. Fondata come azienda per sviluppare applicazioni e software tecnologici, negli anni ha affinato conoscenze nel campo dell'informatica e maturato esperienze tali da realizzare prodotti sempre più all'avanguardia, perfettamente controllati e automatizzati.
Inoltre iSolutions dispone anche di certificato ISO 9001: 2008, una garanzia internazionale che testimonia una volontà di produrre prodotti e servizi di qualità, con procedure adeguate, organizzate e scalabili.

I software

iSolutions si interessa dello sviluppo di tre diverse tipologie di prodotti: applicazioni web per aziende, soprattutto del settore Utility, come banche, imprese delle aree Food e Farmaceutica; software per la gestione delle scommesse sportive e sistemi centralizzati per il controllo del gioco d'azzardo da parte delle Autorità Governative.

Software per scommesse sportive

iSBets è il software realizzato da iSolutions per gestire le scommesse sportive. Questo sistema consente al bookmaker di gestire tutte le attività all'interno dello stesso back office. Alte prestazioni, affidabilità, automazione e centralizzazione: sono queste le caratteristiche di iSBets sulle quali ogni bookmaker può contare.
Come per gli altri software prodotti, la personalizzazione è il punto di forza: iSBets combina un'architettura solida con una straordinaria flessibilità per adattarsi velocemente ad ogni manager, non importa quali siano il suo mercato, lo stile di business, i metodi o le procedure.

iSBets offre una grande varietà di opzioni. Si tratta di uno strumento multicanale, automatizzato per il pre-match e l'in-game, e permette un pieno controllo anche durante il tempo reale della sfida sportiva. Inoltre, con iSBets potrete gestire facilmente i clienti online, il retail e il reporting. Tutte le operazioni sono centralizzate e amministrabili dallo stesso pannello di controllo.

Sciatori, snowboarder, camminatori di alta e bassa montagna, semplici curiosi: c'è un nuovo modo per vivere il mondo roccioso "in pendenza", la nostra amata montagna. Un modo per essere più sicuri durante le spensierate giornate di vacanza. Un modo per conoscere con precisione dove ci si trova, che massicci si hanno davanti ai propri occhi, che caratteristiche hanno i monti tutt'intorno. Ciò è possibile tramite una semplice app da scaricare sul proprio smartphone. Si chiama "PeakVisor" ed è l'innovativo prodotto di Routes Software, un'azienda con sede a Lomazzo (in provincia di Como), nata all'interno del polo tecnologico di ComoNext.
Ogni volta che siete in mezzo alla natura, prendete il vostro smartphone e aprite PeakVisor.
Inquadrate l'orizzonte e immediatamente visualizzerete il nome e l'altezza dei monti che sono intorno a voi. Potete condividere l'informazione con tutti i vostri amici, scattare foto e inviarle a chi desiderate. PeakVisor è il compagno perfetto in ogni zona di montagna.

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Qualche esempio delle sue funzionalità? Permetterà di orientarsi e di sapere sempre con precisione il punto in cui ci si trova grazie all'altimetro e alla bussola 3D inseriti nell'applicazione. La videocamera del cellulare, inoltre, sfrutterà la realtà aumentata attraverso la funzione "Panorama di montagna 3D ad alta precisione": in questo modo tutte le cime avranno un nome e si potranno sapere, in un attimo, le loro caratteristiche principali.
Quante volte, davanti a un favoloso spettacolo della natura, ci si chiede: "Ma di che monte si tratta?". Ora tutti i dubbi saranno spazzati via. Mancanza di rete? No problem: PeakVisor funziona anche nella modalità off-line. Proprio un bel vantaggio in montagna dove spesso non è così semplice collegarsi a Internet.

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In continuo aggiornamento sui contenuti e sulla qualità della user experience, l'applicazione è già disponibile per iPhone. È in fase di sviluppo, e pronta tra non molto, anche per Android. Già ora PeakVisor si sta dimostrando uno strumento utile per svariati tipi di persone di età differenti. Gli appassionati di sci alpinismo, ma anche gli amanti dell'arrampicata. Coloro che si limitano a una escursione giornaliera con tappa in baita o chi organizza vacanze (in famiglia o con amici) in luoghi di montagna.
Club Alpini, enti del turismo, gruppi di promozione del territorio e realtà che curano la sicurezza sui monti stanno iniziando a conoscere PeakVisor, capendone l'utilità anche per la propria attività.

Navigando sul sito peakvisor.com sarà più facile rendersene conto. Sicurezza e divertimento in montagna: PeakVisor offre questo e molto di più.

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Domenica, 20 Novembre 2016 09:14

Appennino: al via la banda larga

Sviluppo. La Regione sblocca 10,6 milioni di euro per portare la banda ultralarga in 96 comuni rurali, priorità a quelli di montagna: "Crescita e territorio, strategico investire in aree Appennino"

Da Piacenza a Rimini, gli interventi attraverso la programmazione dei fondi del Psr 2014-2020. L'assessore Caselli: "Rilanciare l'agricoltura di montagna, spesso penalizzata da difficili condizioni ambientali". L'assessore Donini: "Nuove opportunità di crescita con la realizzazione dell'Agenda digitale, entro il 2020 coperto l'intero territorio dell'Emilia-Romagna"

Bologna – La Montagna va in Rete. La Giunta regionale ha sbloccato oltre 10,6 milioni di euro di fondi europei per completare entro il prossimo quadriennio la copertura con la rete Internet ultraveloce del territorio rurale e in particolare di quello appenninico.
Il programma di infrastrutturazione digitale interessa 96 comuni (si tratta di interventi per collegare 33 municipi e 83 aree produttive) di cui 21 nella provincia di Bologna, 20 in quella di Parma, 10 in quella di Piacenza, 13 in quella di Reggio Emilia, 5 in quella di Rimini, 11 in quella di Modena, 11 in quella di Forlì-Cesena, 2 in quella di Ravenna e 3 in quella di Ferrara.

I 10,6 milioni rappresentano la prima tranche di una dotazione finanziaria complessiva di circa 49,6 milioni che la nuova programmazione 2014-2020 del Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) ha espressamente destinato all'implementazione delle infrastrutture digitali nelle aree rurali non ancora raggiunte delle reti in fibra ottica, con priorità - appunto - per quelle dell'Appennino. Un territorio dove praticare l'agricoltura spesso significa essere penalizzati da costi più elevati a causa di condizioni ambientali difficoltose. Un intervento che si inquadra nell'attuazione del piano dell'Agenda digitale regionale, che attraverso l'investimento di 255 milioni di euro tra risorse statali, regionali e comunitarie porterà entro il 2020 la banda ultra larga a 30 Megabit per secondo e a 100 Megabit per secondo rispettivamente nel 100% e nell'85% del territorio dell'Emilia-Romagna.

"Quella di montagna- sottolinea l'assessore regionale all'Agricoltura, Simona Caselli- è un'agricoltura di grande qualità, che dà prodotti tipici eccellenti. Senza dimenticare il ruolo degli agricoltori come 'custodi' del territorio, per ridurre il rischio idrogeologico e contrastare l'abbandono di aree vitali per la nostra regione. È pertanto strategico investire in queste zone, sia per rendere più agevole il fare impresa sia per favorire una maggiore competitività delle aziende agricole".

"Questa iniziativa- aggiunge l'assessore regionale all'Agenda digitale, Raffaele Donini- rientra nelle molteplici azioni dell'Agenda digitale dell'Emilia-Romagna e si inquadra in una strategia di ampio respiro per creare nuove opportunità di crescita e sviluppo per l'intero territorio regionale e migliorare l'accessibilità ai servizi digitali più avanzati".

Il programma degli interventi
L'intervento nei 96 comuni sarà realizzato da Lepida SpA, società in house della Regione per la progettazione e realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione e dei servizi informatici di ultima generazione, nelle cosiddette "aree bianche", cioè quelle dove gli operatori privati non investono per scarsa redditività. In particolare, Lepida interverrà per estendere la rete delle dorsali. I lavori di installazione delle infrastrutture digitali, già appaltati alle ditte esecutrici, partiranno all'inizio di dicembre in base ad un cronoprogramma approvato nel maggio scorso dalla Giunta regionale. La seconda tranche di 39 milioni di euro di fondi del Psr sarà invece utilizzata per la realizzazione, a partire dal 2017, da parte di un concessionario che verrà selezionato da Infratel Italia, società in house del ministero dello Sviluppo economico, degli interventi necessari per l'accesso alla banda ultralarga di case, imprese e servizi pubblici. L'intero programma sarà appunto completato entro il 2020.

Le tratte già realizzate
Quest'ultimo intervento fa seguito a quello già realizzato nel 2015 grazie ad uno stanziamento di 8,5 milioni di euro del vecchio Psr 2007-2013 che portato alla posa di 250 chilometri di cavo in fibra ottica suddivisi in 16 tratte in ulteriori 33 Comuni appenninici dell'Emilia-Romagna.

Domenica, 23 Ottobre 2016 11:58

10 idee per la Silicon Valley

Innovazione. La Regione seleziona 10 idee da inviare nella Silicon Valley. Per il quarto anno un gruppo di aspiranti imprenditori verrà sostenuto in un percorso formativo nel più importante ecosistema mondiale dell'innovazione. Scadenza per le candidature il 30 ottobre

Bologna - Lezioni e workshop su investimenti, aspetti finanziari, perfezionamento del proprio business plan e attività di networking con venture capitalist, business angel e imprenditori. E ancora visite a incubatori, acceleratori, università e centri di ricerca: è quanto prevede la quarta edizione del Silicon Valley Mindset Program, il programma con cui la Regione Emilia-Romagna insieme ad Aster, consorzio regionale per l'innovazione e la ricerca industriale, consentirà a 10 aspiranti imprenditori con un'idea innovativa d'impresa di partecipare gratuitamente a due settimane di formazione intensiva nella Silicon Valley (5-16 dicembre).

Il bando per le candidature è pubblicato sul sito http://www.emiliaromagnastartup.it/innovative-creative/articoli/2016/10/silicon-valley-mindset-program-10-percorsi-gratuiti-silicon 

Scadenza delle candidature il 30 ottobre.

Requisiti essenziali sono l'aver compiuto almeno 21 anni entro il 5 dicembre 2016 e avere la residenza o il domicilio in Emilia-Romagna.

I candidati dovranno allegare alla domanda di selezione il proprio curriculum vitae e una presentazione dettagliata dell'idea d'impresa, indicando anche l'eventuale stato di avanzamento del progetto. E' richiesta anche la preparazione di un video della durata massima di 5 minuti, in lingua inglese, in cui gli aspiranti imprenditori presentano se stessi e la propria idea di impresa. Il video andrà poi caricato su YouTube, Vimeo (o altre piattaforme simili) e il link inserito nel modulo di candidatura.

Grazie alla collaborazione tra Aster, Regione Emilia-Romagna e il partner tecnico Us Mac, i 10 aspiranti imprenditori avranno la possibilità di conoscere dall'interno il mercato americano e incontrare imprenditori e investitori, acquisendo così la mentalità della Silicon Valley. Le lezioni teoriche approfondiranno temi di grande interesse per una startup: come raccogliere investimenti, gestire le finanze, costruire collaborazioni sul mercato americano, sviluppare il pitch perfetto (ossia la breve presentazione del progetto d'impresa).

A completare il programma di formazione ci saranno visite a incubatori, venture capital, business angel, grandi aziende, università e centri di ricerca della Silicon Valley.

(Fonte Regione Emilia Romagna 18/10/2016)

Modena capitale dei circuiti stampati. Aperta la filiale commerciale in Italia, che ha l'obiettivo di diventare leader nazionale nella fornitura di componenti elettronici ed elettromeccanici. Un fatturato di oltre 100 milioni di euro

Modena, 1 settembre 2016. Un volume di vendite annuo che supererà quest'anno i 100 milioni di euro, con una fortissima crescita annuale del 20% dal 2011 al 2015, più di un migliaio di clienti in 65 Paesi di tutto il mondo, 450 mila circuiti stampati consegnati ogni giorno, oltre 100 aziende partner, fornitrici di "pcb" (printed circuit boards) e componenti elettromeccanici, con produzioni direttamente coordinate e controllate da più di 150 tecnici, propri dipendenti, distaccati all'interno delle imprese stesse.

Il gruppo commerciale Icape, leader nel settore dei circuiti stampati, con particolare riferimento a produzioni di eccellenza provenienti dal continente asiatico, con sede centrale in Francia, a Parigi, è approdato nel cuore del nostro Paese, in Emilia-Romagna, a Modena.

"E' stata una scelta strategica - sottolinea Renato Farruggio, direttore Icape per l'Italia - perché il mercato nazionale dell'elettronica di elevato livello qualitativo rappresenta una 'piazza' per cui la nostra azienda ha un particolare interesse e in cui vuole investire con grande impegno. Da un punto di vista logistico, invece, è stata individuata la sede nella città di Modena perché 'centrale', perché immersa in un contesto regionale di notevole sviluppo industriale in cui, accanto ad alcune grandi e famose aziende, sorgono imprese, prevalentemente medie e piccole, che da sempre puntano sulla qualità, e perché lungo uno snodo fondamentale della rete dei collegamenti italiana".

In Asia, e in particolare in Cina, "dove opera la quasi totalità delle nostre realtà partner - spiega Michele Giorgi, ufficio commerciale Italia - collaboriamo con le aziende 'top player' in questo settore, che sono di altissimo livello e che forniscono prodotti di elevatissima qualità, certificati. In Italia, ad esempio, non sono molte le ditte che possono competere con gli standard delle imprese cinesi che lavorano per conto di Icape, solo dopo aver superato severissimi esami in tutte le fasi del processo produttivo".

Un'altra carta vincente della multinazionale dei circuiti stampati, fondata nel 1999 (che è oggi presente, oltre che in Francia ed Italia, in Germania, Spagna, Polonia, Canada, Stati Uniti, Brasile, Iran, India, Cina e Indonesia, con oltre 250 dipendenti) "è l'estrema flessibilità - afferma Giulia Zanini, assistente alle vendite, nel suo ufficio modenese di via Ungaretti 30 - che offriamo alla nostra clientela, dalla fornitura di un singolo a illimitate quantità di pezzi, a seconda delle esigenze di ciascuno. Mettiamo inoltre a disposizione una serie di servizi collaterali, come l'assistenza tecnica, i supporti logistici, finanziari e assicurativi".

Continua il direttore della filiale commerciale italiana di Icape Group: "In questi primissimi mesi di attività in Italia abbiamo già riscontrato l'interesse di diverse aziende elettroniche di primaria importanza. Il nostro obiettivo è quello di attestarci e crescere velocemente sul mercato nazionale. A livello mondiale siamo fornitori di industrie quali Canon, Panasonic, Aeg e di molti altri marchi protagonisti di mercato".
Conclude Renato Farruggio: "Oltre ai circuiti stampati di ogni tipo, anche grazie a Cipem, realtà appartenente al nostro gruppo, forniamo inoltre parti tecniche custom dedicate al mondo dell'elettronica industriale, quali elementi e contenitori metallici, componenti in plastica e stampi, tastiere, cavi e connettori, alimentatori e caricabatterie, display lcd e led, moduli, prodotti e telecomandi. L'insieme di tutti questi elementi permettono ad Icape di presentarsi sul mercato come un fornitore completo, affidabile ed efficiente, caratteristiche che gli consentono di attestarsi tra le realtà più importanti nel panorama internazionale del settore".

Icape Group - Controllo qualita 1

Pubblicato in Economia Modena
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