Visualizza articoli per tag: volontariato

Martedì, 26 Gennaio 2016 10:48

Fondazione Cariparma: al via i Bandi 2016

Fondazione Cariparma apre la raccolta delle richieste di contributo per l'anno 2016. Dal 1° febbraio al 15 marzo sarà infatti possibile inviare proposte progettuali riferite ai seguenti settori di intervento: "Volontariato, Filantropia e Beneficenza", "Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa", "Arte, attività e beni culturali" e "Educazione, istruzione e formazione".

Questi i Bandi specifici:

"VOLONTARIATO, FILANTROPIA E BENEFICENZA": iniziative volte al contrasto e al superamento delle condizioni di disagio, acuite dalla crisi economica, vissute da diverse fasce della popolazione; (il budget a disposizione ammonta a Euro 3.500.000).

"SALUTE PUBBLICA, MEDICINA PREVENTIVA E RIABILITATIVA": progetti volti a qualificare, diversificare ed integrare il sistema dei servizi sanitari, tenendo in particolare considerazione la capacità dei progetti di favorire maggiore efficienza, efficacia e qualità del servizio sanitario oltre che la fornitura di servizi innovativi non adeguatamente disponibili; (il budget a disposizione ammonta a Euro 1.000.000).

"RETI D'ARTE": prevede sia progetti per la realizzazione di manifestazioni culturali promossi da reti di enti ed organizzazioni del territorio sia progetti rivolti alla valorizzazione di gruppi di beni culturali, legati da un percorso storico, filologico o turistico coerente; (il budget a disposizione ammonta a Euro 500.000).

"INFRASTRUTTURE SCOLASTICHE": iniziative di riqualificazione degli edifici scolastici con particolare attenzione alla riqualificazione energetica; (il budget a disposizione ammonta a Euro 750.000).

Inoltre dal 16 marzo al 16 aprile 2016 sarà aperto il Bando "Innovazione Didattica", finalizzato ad iniziative rivolte alla promozione del successo scolastico ed al miglioramento del sistema educativo provinciale; tale bando è riservato esclusivamente agli Istituti Scolastici pubblici o paritari organizzati in rete, con sede nella provincia di Parma; (il budget a disposizione ammonta a Euro 750.000).

Si evidenzia che Fondazione Cariparma sosterrà progetti o iniziative il cui oggetto o i cui effetti ricadano nella provincia di Parma.

È importante sottolineare che la modalità di raccolta delle richieste di contributo avverrà esclusivamente per via telematica collegandosi al sito internet della Fondazione Cariparma ( www.fondazionecrp.it ), sezione in home page "Come richiedere un contributo"; sul sito sono già comunque presenti e consultabili tutte le informazioni riguardanti la procedura di richiesta contributo, unitamente al "Disciplinare per l'accesso agli interventi erogativi 2016"; si consiglia un'attenta lettura del suddetto "Disciplinare", nonché del documento, parimenti consultabile sul sito, "Metodi e obiettivi per l'efficace compilazione delle richieste di contributo 2016".

Si ricorda inoltre che è prevista l'apertura di una Sessione Erogativa Generale finalizzata alla raccolta di richieste di contributo di piccolo importo (massimo importo richiedibile ed erogabile Euro 10.000) riferite ad aree tematiche non rientranti in alcun Bando specifico; tali domande devono essere presentate sempre attraverso la modalità on line dal sito della Fondazione (date di apertura per l'anno 2016: prima sessione 1° febbraio -30 aprile e seconda sessione 1° maggio – 31 ottobre).

Gli Uffici della Fondazione sono a disposizione del pubblico per qualsiasi informazione o chiarimento, telefonicamente o previo appuntamento, nei giorni:

lunedì e mercoledì dalle ore 14.30 alle ore 16.30
martedì e giovedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00

(Fonte: ufficio stampa Fondazione Cariparma)

Domenica, 27 Dicembre 2015 14:34

Parma: cena di Natale per i meno fortunati

Una cena di Natale speciale: è quello che hanno organizzato per senzatetto e bisognosi circa una ventina di City Angels. Sono stati loro ad allestire una lunga tavolata e a servire una quarantina di pasti caldi completi per permettere anche ai meno fortunati di festeggiare degnamente il Natale. Pasta, pollo con verdure, frittata e per finire, il tradizionale panettone. Il tutto con l'arrivo di un Babbo Natale carico di regali per i più piccoli.

Parma, 27 Dicembre 2015 -

Foto della gallery by Francesca Bocchia

25122015-CITYANGELSVIGILIA2015.jpg

25122015-CITYANGELSVIGILIA2015 072

25122015-CITYANGELSVIGILIA2015 044

25122015-CITYANGELSVIGILIA2015 018

25122015-CITYANGELSVIGILIA2015 004

Pubblicato in Cronaca Parma

VIP PARMA è l’associazione Onlus che si ispira alla “Terapia del sorriso” del medico Patch Adams: volontari vestiti da clown che si impegnano per offrire supporto, sostegno, ma anche trasmettere allegria e positività a chi soffre per malattie, disabilità o è costretto a lunghi periodi di degenza

Di Chiara Marando -

Parma, 27 Dicembre 2015 – (Foto della gallery by Francesca Bocchia)

Più o meno tutti conoscono la storia di Patch Adams, il medico diventato noto per il suo costante impegno nei confronti degli ammalati. Un impegno volto ad organizzare  gruppi di volontari che, travestiti da clown, passano di ospedale in ospedale con l'obiettivo di regalare il buonumore a chi soffre: la cosiddetta “terapia del sorriso”, anche nota come “clownterapia”.  

Ed è proprio a questa filosofia che si ispira l’attività quotidiana di VIP PARMA ONLUS, associazione di volontariato che dal 2006 opera gratuitamente all’interno dell’Ospedale Maggiore di Parma, presso la Geriatria e la Lungodegenza geriatrica del padiglione Barbieri, ma anche tra le corsie  della Lungodegenza all’interno della Casa della Salute di San Secondo Parmense.

Si tratta di una realtà composta attualmente da 83 soci volontari, che fa parte della Federazione VIP ViviamoInPositivo Italia Onlus, struttura che collega e coordina un totale di 55 associazioni VIP dislocate su tutto il territorio nazionale.

20122015-VIPCLOWNSALSOMAGGIORE1 035

Ciò che contraddistingue le associazioni VIP Italia sono alcuni principi fondamentali sui quali si fonda il lavoro di tutti i giorni:

-          fornire e garantire una formazione costante ai circa 3800 volontari clown che prestano regolarmente servizio nelle oltre 150 strutture ospedaliere e sanitarie in tutta Italia;

-          promuovere il Vivere in Positivo e il volontariato Clown in ogni situazione di disagio fisico e sociale, in Italia e nei paese del Terzo Mondo;

-          sensibilizzare al Vivere in Positivo attraverso eventi, pubblicazioni, testimonianze.

VIP PARMA rappresenta la volontà di offrire momenti di svago e divertimento, ma anche di ascolto, supporto a tutte quelle persone, adulti e bambini, che vivono il disagio di una malattia, della disabilità, ma anche a coloro che sono costretti a vivere periodi più o meno lunghi di degenza in ospedale oppure in strutture istituzionalizzate permanenti. Il desiderio è quello di incoraggiare e stimolare la parte più creativa che è nascosta in ognuno di noi, allontanare la sofferenza ed incoraggiare l’integrazione.

Riconoscere il volontari è semplicissimo: la loro carta di identità sono un camice conformato e colorato, il tesserino di riconoscimenti, l’immancabile naso rosso e l’insostituibile sorriso contagioso.

19122015-VIPCLOWNSANSECONDO1 069

L’obiettivo di trasmettere allegria e positività ha portato l’associazione oltre i confini della provincia di Parma in momenti di grande necessità, come ad esempio  in seguito al terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna, oppure durante missioni nazionali in Paesi quali Romania, Argentina, Sierra Leone, Cambogia,  Tanzania e Camerun. Il tutto dando vita al “Progetto Gornja Bistra - All’amore si arriva con una sguardo”, che vede i volontari clown di VIP PARMA, e di tutta Italia,  impegnati all’interno del campo permanente della Fondazione Internazionale "Il giardino delle Rose Blu Onlus", con lo scopo di ideare attività ludiche rivolte a bambini, ragazzi ed adulti con disabilità gravi dal punto di vista intellettivo e motorio.

19122015-VIPCLOWNSANSECONDO1 049

19122015-VIPCLOWNSANSECONDO1 035

19122015-VIPCLOWNSANSECONDO1 008

20122015-VIPCLOWNSALSOMAGGIORE1 100

20122015-VIPCLOWNSALSOMAGGIORE1 094

20122015-VIPCLOWNSALSOMAGGIORE1 045

20122015-VIPCLOWNSALSOMAGGIORE1 048

20122015-VIPCLOWNSALSOMAGGIORE1 041

Pubblicato in Cultura Parma

Festa della Riconoscenza alla Sala congressi dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Un forte riconoscimento per il lavoro svolto dai numerosi volontari che ogni giorno aiutano i piccoli pazienti a superare il difficile cammino della malattia tramite il gioco. Un impegno civile e sociale importante per i piccoli pazienti dell'Ospedale Maggiore. -

Parma, 23 novembre 2015 - tutte le foto nella galleria immagini in fondo al testo - Ph. Francesca Bocchia -

Un impegno costante quello dei 1440 volontari che hanno collaborato dall'inizio del progetto Giocamico, in diciott'anni di attività. Un sostegno prezioso per il cammino difficile e doloroso, a cui sono costretti i piccoli pazienti dell'Ospedale Maggiore di Parma.

Sabato si sono festeggiate le diciotto candeline del Progetto Giocamico, nella sala congressi dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Una Festa della Riconoscenza, un compleanno che festeggiano ogni giorno i bambini e i ragazzi ricoverati in ospedale con le attività ludiche e di vero e proprio gioco che li aiutano ad affrontare i momenti difficili del ricovero all' ospedale, il dolore delle pratiche più complesse o dei prelievi, l'ansia negli interventi chirurgici o delle diagnosi.

La festa è stata anche l'occasione per la presentazione di una nuova applicazione dedicata a ragazzi e famiglie che stanno programmando un ricovero in ospedale e ricevono sul loro cellulare un aiuto a prevenire la paura. Un dono personalizzato sulle esigenze specifiche di chi sta per affrontare una prova difficile e trova così una guida a portata di mano, con un linguaggio semplice e amichevole, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cariparma.

A moderare l'incontro, il giornalista Gabriele Balestrazzi, con Corrado Vecchi presidente dell'associazione Giocamico e Giancarlo Izzi, già direttore della Pediatria e oncoematologia; presente il direttore amministrativo dell'Ospedale di Parma, Simona Giroldi, il direttore f.f. della Pediatria e oncoematologia, Patrizia Bertolini, l'Assessore alla sanità e servizi sociali del Comune, Laura Rossi, il vicepresidente della Fondazione Cariparma, Stefano Andreoli. Ospite speciale, Angelo Pintus, comico di Colorado Café e voce narrante della nuova applicazione.

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 09 Novembre 2015 09:31

Sorbara, inaugurata la nuova sede dell'Auser

Si trova in Piazza dei Tigli e, oltre alla sede dei volontari, è dotata di spazi per attività ricreative, come ginnastica per adulti e corsi di lingue. L'associazione di volontariato e promozione sociale Auser ha come obiettivo la valorizzazione degli anziani e dei soggetti più deboli. Nel 2014 sono stati circa 4500 i servizi svolti a favore della Terza Età dall'Auser provinciale. -

Di Manuela Fiorini – foto di Claudio Vincenzi -

Bomporto (Mo), 9 novembre 2015 –

E' stata inaugurata sabato mattina a Sorbara la nuova sede dell'Auser, l'associazione di volontariato e promozione sociale che ha come obiettivo la valorizzazione degli anziani e dei soggetti più deboli, contrastando l'esclusione sociale, sostenendo la fragilità, diffondendo la cultura e la pratica della partecipazione e della solidarietà tra le vecchie e le nuove generazioni.
La nuova sede si trova in Piazza dei Tigli 8, vicino alla Casa della Legalità, alla scuola elementare e al campo sportivo, ai negozi e di fronte a un ampio parcheggio, parte del quale è riservato proprio ai mezzi dell'Auser.

"La nuova struttura", ha detto soddisfatto Angelo Morselli, presidente provinciale Auser, "oltre a essere molto grande, si trova tutta su un piano ed è quindi molto più accessibile per gli anziani, che non devono fare le scale o prendere l'ascensore".
L'Auser provinciale conta circa una settantina di volontari, che si occupano del trasporto degli anziani che devono recarsi dal medico o a fare una visita, ma anche a fare la spesa, andare a trovare un amico o un parente e persino dalla parrucchiera. Nel 2014 sono stati circa 4500 i servizi svolti a favore della Terza Età.

auto auser sorbara rid

"Non solo", continua Morselli, "i nostri volontari sono attivi anche nel mondo della scuola. Alcuni si occupano di accompagnare i bambini a piedi, grazie al progetto Piedibus, mentre altri hanno aderito a un altro progetto per parlare di legalità nelle classi. Perché i buoni principi si imparano fin da piccoli. Siamo soddisfatti, perché molte persone ci hanno chiesto come fare per diventare volontari".
Grande festa, quindi, per cittadini e volontari, che durante l'inaugurazione, a cui hanno partecipato anche il Sindaco di Bomporto Alberto Borghi e l'Assessore ai Servizi Sociali Tania Meschiari, hanno potuto visitare la nuova sede e condividere insieme gnocco fritto con salume, crostata alla marmellata e fare un brindisi.

Oltre agli uffici dell'Auser, nella nuova sede troveranno spazio anche tante attività ricreative. Attualmente, sono già attivi i corsi di ginnastica per adulti e corsi di lingue (spagnolo, francese e tedesco) grazie alla collaborazione con l'Università per la Libera Età Natalia Ginzburg (per info tel 059/4279459).

auser sorbara rid

Pubblicato in Cronaca Modena

Il gruppo, nato su Facebook, conta migliaia di iscritte che chiedono al Governo la possibilità di andare in pensione a 57 anni di età e 35 di contributi anche dopo la fine del 2015 per conciliare famiglia e lavoro. Stilato un "manifesto" in cinque punti con le richieste, che sono state mandate anche al Presidente della Repubblica Mattarella e al Ministro del Lavoro Poletti.

MODENA- Si chiama "Opzione Donna Proroga al 2018" ed è un gruppo nato su Facebook lo scorso luglio, ma che conta già diverse migliaia di iscritte, di cui molte emiliane.
Creato da Germana Giani, a cui si sono aggiunte la amministratrici Vania Barboni, Giulia Molinaro e Maria Antonietta Ferro il gruppo, che ha già all'attivo diverse iniziative e manifestazioni in tutta Italia, chiede, a nome di tutte le iscritte "che il Governo dia alle donne lavoratrici la possibilità di andare in pensione a 57 anni di età e con 35 anni di contributi anche dopo la fine del 2015", spiega Maria Antonietta Ferro.

In poco tempo sono state raccolte migliaia di adesioni, tanto da attirare l'attenzione di media . Nel gruppo oltre alle lavoratrici dipendenti, si ritrovano anche molte lavoratrici autonome, per le quali la richiesta, al passo con la sperimentazione 243/2004, è di poter andare in pensione a 58 anni di età e sempre con 35 anni di contributi alle spalle, oltre la soglia del 2015.

Opzione donna 2018 ha messo nero su bianco un programma di 5 punti, riuniti in una sorta di "manifesto", che è stato inoltrato, nei mesi scorsi, alla Commissione Parlamentare del Lavoro proprio allo scopo di spiegare nel dettaglio le ragioni delle lavoratrici. Questi 5 punti sono anche il leit motiv delle numerose manifestazioni e iniziative che, portate avanti e sostenute con garbata tenacia, non sono passate inosservate nemmeno da parte delle istituzioni governative.

FB IMG 14445664085511


Le richieste prendono le mosse dalla legge Maroni 243/2004, ritenuta da molte lavoratrici positiva perché, come sostengono le iscritte, "ha permesso di poter conciliare famiglia e mondo del lavoro".
Come scrivono le stesse sostenitrici della legge, e come già riportato da www.stamptoscana.it", in Italia le donne ancora oggi rivestono un ruolo di caregiver e rappresentano l'unico ammortizzatore sociale in un welfare pressoché inesistente". Ecco che, allora,"potersi dedicare a nipoti, familiari disabili, genitori anziani, uscendo anticipatamente dal lavoro con la certezza di un reddito fisso, è divenuta un'esigenza. A 57/58 anni diviene difficile poter continuare a svolgere bene entrambe le mansioni dentro e fuori casa. L'opzione donna sarebbe dunque l'unica ancora di salvezza per le lavoratrici che sono in queste situazioni particolari o hanno esse stesse problemi di salute".

Altro argomento "forte" delle lavoratrici, riguarda la sostenibilità sociale delle stesse. Infatti, la proroga del regime sperimentale fino al 31/12/2018 consentirebbe a chi non ha più un lavoro certo di non dover divenire un peso per la società. Concedendo una pensione a 57 anni, peraltro ampiamente guadagnata e sostenuta dai 35 anni di contributi, ci si troverebbe a non dover ricorrere a eventuali sussidi di disoccupazione o ammortizzatori sociali. Senza contare poi che allo Stato, nel lungo periodo, conviene pure: infatti, andrebbe incontro a notevoli risparmi dal momento che l'assegno verrebbe calcolato col sistema contributivo.

Che dire poi del ricambio generazionale? La disoccupazione giovanile è alle stelle, ma non si "liberano" posti mandando in pensione i "vecchi" lavoratori. Se davvero si vuole il turnover tra anziani e giovani, la scelta dovrebbe essere dettata dal semplice buonsenso.

Il punto più importante, riguarda la libertà di scelta. L'opzione deve rimanere tale. Intesa ,cioè, come libertà di scelta sulla propria vita e sul proprio futuro. Sono molte, infatti, le donne, che rinuncerebbero a una quota importante dell'assegno mensile, pur di accedere alla pensione anticipata, senza per questo ledere il diritto sacrosanto di altre lavoratrici di scegliere altrimenti.

Sulla base dei "5 punti" sono state inviate due lettere, rispettivamente al Presidente della Repubblica Mattarella sia al Ministro del Lavoro Poletti.
E proprio al Ministero del Lavoro, all'inizio di ottobre, una delegazione formata da due amministratrici e un' iscritta ha incontrato due esponenti dello staff del Ministro Poletti. In quell'occasione, sono state date loro rassicurazioni generiche sul fatto che le proposte verranno prese in considerazione.

Come si legge in alcune note del gruppo, mettere mano alle pensioni non è una semplice questione contabile o finanziaria, perché "ad andarci di mezzo" è la vita vera, quella più gelosa e intima delle persone, tra l'altro in periodi dell'esistenza in cui si comincia a essere più "indifesi".
Ma se "non ci sono le risorse?". "Obiezione classica, sospirano le donne, "Ecco il suggerimento: una seria spending review, che ad esempio dimezzi radicalmente i costi della politica. Dal canto nostro, ecco la proposta che ci sentiamo di fare: si eliminino le trattenute previdenziali dai nostri stipendi e si lasci a noi la scelta di come investire sulla nostra previdenza".

Capaci e determinate, le donne sono ben decise a "non farsi prendere in giro". Ciò cui si riferiscono sarebbe l'ipotesi, circolata da qualche tempo, che riguarderebbe l'innalzamento dell'età minima di Opzione donna a 62 anni e 35 di contributi. Due enormi iniquità, secondo il Gruppo, come scrivono al ministro Poletti, "che andrebbero ad aggiungersi alle già tante e vistose che si sono accumulate negli anni sul nostro sistema pensionistico, come dichiarato dal Prof. Boeri all'atto del suo insediamento alla Presidenza dell'Inps".

La prima obiezione riguarda la "totale assenza di gradualità tra l'Opzione Donna 57+35 e quella ventilata 62+35. Un baratro di ben 5 anni che andrebbero a sperequare le donne nate magari a distanza di pochi giorni una dall'altra". Inoltre, se si alzasse l'età a 62 anni, che ne sarebbe del principio fondante di Opzione donna (occuparsi di genitori anziani e nipotini)? Le ragioni anagrafiche ne farebbe giustizia
La seconda obiezione: se l'ipotesi avanzata contenesse (come sembrerebbe) la "rigidità dell'Opzione 62+35", si avrebbero alcune donne in pensione anticipata con 35 anni di contributi, ma molte altre che, a 62 anni, supererebbero abbondantemente i 40.
La campagna di Opzione Donna 2018 continua. In alcuni video e fotografie pubblicate sui social, molte delle iscritte ci hanno letteralmente "messo la faccia", raccontando le loro storie. Inoltre, sono stati istituiti presidi davanti alle Prefetture di tutta Italia a sostegno delle loro ragioni. E in attesa di una risposta dal Presidente Mattarella, sono in calendario altre iniziative, tra cui una gentile, ma fermissima, manifestazione a Roma.

Tazzina

Pubblicato in Lavoro Emilia

L'associazione giovanile del Lions ha consegnato la donazione al Policlinico, alla presenza dei rappresentanti dell'Azienda. -

Modena, 16 settembre 2015 -

Tanti nuovi giocattoli e materiale didattico a disposizione dello Spazio Scuola del Policlinico grazie alla donazione del Leo Club, l'associazione giovanile del Lions International, che ieri ha consegnato giochi, computer ed e-reader destinati alla biblioteca, per un importo di circa 2.000 euro, presso il Dipartimento Materno Infantile.

Il progetto LEO4Children ha l'obiettivo di allestire o migliorare, ove presenti, le sale ricreative dei reparti di pediatria delle strutture ospedaliere sul territorio italiano per sostenere i bambini, durante il loro periodo di permanenza ospedaliera. Testimonial d'eccezione del progetto sono Eleonora Cadeddu ed Edoardo Purgatori, attori della serie televisiva RAI "Un Medico in Famiglia", in prima fila con i Leo nella promozione del progetto e nella sua diffusione sul territorio italiano, già a partire dalla Giornata Nazionale, a marzo di quest'anno. Oltre al Policlinico, gli ospedali che hanno già ricevuto in dono i kit Leo sono stati l'Ospedale di Reggio Emilia, di La Spezia, Ospedale di Bologna Malpighi ed Ospedale di Carpi.

Ad accogliere i rappresentanti del Leo Club, il Direttore del Dipartimento Materno-Infantile, prof. Paolo Palucci, insieme al prof. Lorenzo Iughetti, Responsabile della degenza pediatrica, ed alle maestre dello Spazio scuola. La delegazione dei Leo era guidata da Dorella Cazzato (pres.Leo Club Modena), accompagnata da Francesca Bersani (presidente distretto Leo 108Tb), Daniele Valentini (vice presidente distretto Leo 108Tb), Francesco Tazioli (addetto TON distretto Leo 108 Tb) e Roberta Tardugno (delegato di area distretto Leo 108 Tb). In rappresentanza dei Lions, Roberto Olivi Mocenigo (Leo advisor del Leo Club Modena), Patrizia Tassello (pres. Lions club Modena Host), Vania Franceschelli (pres. Lions club Modena Host), Sandro Pipino (pres. Lions club Modena Estense), Silvia Segrè (pres. Lions club Romanica) e Gianfranco Sabatini (Lions club Estense).

I Leo Club sono l'associazione giovanile del Lions Clubs International, che ha lo scopo di promuovere tra i giovani della comunità quelle attività di servizio civico che sviluppano le qualità individuali di leadership, esperienza ed opportunità nonché quello di unire i soci nello spirito di amicizia e reciproca comprensione.

Nato nel 1998, Spazio Scuola del Policlinico assicura la continuità didattica ai bambini ricoverati in stretta sinergia con la Biblioteca e lo Spazio giochi concorrendo a creare una dimensione più accogliente per il bambino ricoverato in ospedale. Mediamente, le degenze del Dipartimento Materno Infantile del Policlinico ospitano annualmente circa 2.500 bambini in età pediatrica.

Pubblicato in Cronaca Modena

Sancito il gemellaggio: Cecilia Zanacca, Presidente ANDOS Parma ha presenziato alla cerimonia di Bellizzi (Salerno). -

Parma, 15 settembre 2015 -

Nei giorni scorsi, nel corso di una breve cerimonia alla presenza delle autorità locali, è stato sancito il gemellaggio tra ANDOS Parma ed ANDOS Bellizzi (Salerno). Questo a testimonianza del fatto che questo comitato è nato e cresciuto con il tutoraggio di ANDOS Parma

L'Associazione A.N.D.O.S. onlus fondata nel 1976, offre alle donne operate al seno un' assistenza specifica, ampia ed attenta, volta ad aiutarle a superare i molti traumi legati al tumore al seno. A Parma l'associazione è presente dal 2007 aggiungendosi agli altri numerosi Comitati presenti sul territorio nazionale.

"Ho potuto vedere di persona quale grande interesse sia rivolto nei confronti di questa realtà. Molto entusiasmo sia da parte delle volontarie che dei medici che ivi prestano la loro opera; naturalmente grandissimo apprezzamento anche da parte di tutta la popolazione, viste la precarietà cui, ahimè, versa la sanità pubblica in quelle zone." - afferma Cecilia Zanacca, Presidente ANDOS Parma che ha presenziato alla cerimonia di Bellizzi.

L'ANDOS offre una completa riabilitazione delle donne che hanno subito un intervento al seno, sotto l'aspetto fisico, psicologico e sociale, informando sulla necessità di sottoporsi a controlli periodici.

"Tanto si è parlato e tanto si parla di esportare il "Modello Parma". Questo a nostro avviso è davvero un grande esempio di ciò che la nostra città, il nostro sistema di volontariato, fa. Davvero un fiore all'occhiello per una città che, nonostante tutti i problemi interni, ha ancora tanto da dire e da insegnare." - conclude Zanacca.

Pubblicato in Cronaca Parma

Venerdì 4 Settembre a Medesano alle ore 20,30 i tre campioni dello sport e testimonial Admo, Lorenzo Minotti, Alessandro Lucarelli e Kiara Fontanesi saliranno sul palco insieme agli amici di Admo. Inoltre sarà presente una delegazione della Prima squadra e dello Staff Tecnico del Parma Calcio 1913. -

Parma, 3 settembre 2015 -

Venerdì 4 Settembre alle ore 20,30 a Medesano avremo l'opportunità di vedere da vicino alcune delle figure più importanti del nuovo cammino del Parma Calcio 1913, in una serata in cui lo Sport ed il Sociale andranno a braccetto. È infatti previsto l'intervento di tre campioni dello sport e testimonial Admo, Lorenzo Minotti, Alessandro Lucarelli e Kiara Fontanesi: Minotti e Lucarelli, capitani del Parma di ieri e di oggi; Kiara Fontanesi 4 volte campionessa mondiale di motocross.
Insieme a loro saliranno sul palco gli amici di Admo che ci racconteranno la loro esperienza diretta nel mondo del volontariato, e ci spiegheranno come avvicinarci alla loro associazione impegnata per aiutare a dare una speranza di vita a chi soffre.
Sarà una serata emozionante, in cui potremo sentire le testimonianze e le motivazioni che hanno spinto campioni affermati ad avvicinarsi al mondo del volontariato.
Inoltre sarà presente una delegazione della Prima squadra e dello Staff Tecnico, tra i quali possiamo citare: Mister Luigi Apolloni, Fausto Pizzi responsabile del settore giovanile, Giovanni Manzani segretario del settore giovanile.
Presenterà la serata Nicola Muscari.
Aspettiamo con sciarpe e bandiere tutti i tifosi gialloblu, per incitare per l'ennesima volta la nuova società, la delegazione dello staff tecnico e della squadra per l'inizio del nuovo campionato (prima partita domenica 6 settembre 2015)".

Dalle 20,30 alle 21,30 animazione con balli di gruppo con il Maestro Marco Ferrari

Dalle 21,30 alle 22,30 sul palco saliranno i testimonial Admo

Dalle 22,30 dj set con Dj Symon Eyes.

Si potrà cenare con carne alla griglia e pizza.

Vi aspettiamo Venerdi sera in Piazza a Medesano. In caso di maltempo la serata verrà rinviata.

parma per admo locandina completa rid

Pubblicato in Dove andiamo? Parma
Mercoledì, 13 Agosto 2014 10:18

La strada invisibile

Parte da Bologna la storia di un clochard e di una residenza invisibile.

di Giulia Rossi -
Reggio Emilia, 13 Agosto 2014 ----

Storia di un clochard e di una residenza invisibile.
Mariano Tuccella era solo quella notte. Come del resto solo lo era stato tante altre notti trascorse sul marciapiede, seduto sul suo scatolone, in via Ugo Bassi, vicino al mercato delle erbe, nel cuore di Bologna.
Solo con i suoi pensieri tristi, con la sua malinconia profonda, con i brividi che percorrono la schiena quando la stagione autunnale inizia a farsi avanti, dicendo "arrivederci" all'estate.
In tasca pochi spiccioli, addosso vestiti ormai logori. Un mozzicone di sigaretta in bocca. Così Tuccella attendeva l'arrivo del giorno successivo.
All'improvviso una serie di schiamazzi e il frastuono di passi disordinati squarciano il silenzio della notte. In via Ugo Bassi stanno transitando tre ragazzi con alle spalle qualche bicchiere di troppo. Per loro, così su di giri, prendersi gioco di Mariano indifeso, semi addormentato e senza colpa, in quel momento era un motivo di stupido divertimento. Partono le offese, gli insulti, poi arrivano le botte. Feroci. Qualcuno gli fruga in tasca; ruba i cinque euro che il clochard aveva gelosamente messo da parte, poi scappa.
Era la notte tra il 30 settembre e il primo ottobre del 2007, solo una delle tante notti in cui i senzatetto, per una ragione o per un'altra, provano a sopravvivere.
Mariano Tuccella verrà soccorso, ricoverato in ospedale per le lesioni e i traumi subiti, ma dopo alcuni mesi di coma, morirà. Al suo funerale poche anime: qualche parente stretto, alcuni conoscenti.

Una Via fittizia dedicata a Tuccella

Oggi però quel senzatetto solitario, ucciso così barbaramente senza ragione, rivive sulle Carte d'identità di molti homeless di Bologna.
Dopo la morte del clochard infatti è stata intitolata proprio a Mariano Tuccella la via fittizia in cui hanno ottenuto la residenza anagrafica molte persone senza fissa dimora.
Si tratta di una via immaginaria, invisibile sullo stradario, sconosciuta ai più, ma una ricchezza preziosa per chi ha perso tutto.
"In Italia infatti - spiegano Alessandra Scaglioni e Simone Beghi, due volontari dell'associazione Avvocati di strada di Reggio Emilia, ente che si occupa di aiutare gratuitamente coloro che non possono usufruire nemmeno del gratuito patrocinio - avere la residenza significa possedere tutta una serie di diritti correlati, indispensabili alla persona, tra cui: avere un sussidio di disoccupazione o una pensione, nel caso in cui questa persona avesse lavorato in passato; avere l'opportunità di iscriversi ad un Centro per l'impiego. Significa poter votare e poter disporre di un medico di base (perché diversamente il diritto alla salute è garantito solo dal Pronto Soccorso) e così via.
Insomma, non avere una residenza vuol dire di fatto essere invisibili. E per costoro, la possibilità di ricominciare ad avere una vita dignitosa, gravando di conseguenza anche meno sulla società, resta un miraggio lontano. Qualcosa di evanescente, irreale".

Una residenza che vale una vita

L'ottenimento del diritto alla residenza per i senzatetto è avvenuto nel 2001 e ha rappresentato la più grande conquista civile compiuta dall'associazione dagli Avvocati di strada di Bologna, nonché la causa pilota di questa associazione. Vediamo com'è iniziata la battaglia.
Per ben quattro anni consecutivi, una persona senza fissa dimora aveva richiesto la residenza al Comune di Bologna, ottenendo in cambio solamente risposte evasive e spesso deludenti. Stanco della situazione che si era venuta a creare, decise di rivolgersi agli Avvocati di strada, sperando che questi volontari potessero dargli una mano. Così fu. Il suo caso fu presentato al Tribunale di Bologna, il quale riconobbe a questo clochard il diritto alla residenza e condannò il Comune a pagare le spese processuali.
Da quel momento in avanti, grazie al pronunciamento del giudice, tutte le persone senza dimora, in tutto il territorio nazionale, possono richiedere e ottenere la residenza anagrafica presso i dormitori e i centri d'accoglienza. Per molti homeless che si presentavano all'anagrafe, dopo varie procedure burocratiche, alla voce "residenza" della Carta d'Identità venne fatto corrispondere "Via dei senzatetto".
A lungo andare però, il connotato dispregiativo che inevitabilmente si porta dietro questo nome finì per essere controproducente, un bollino per chi voleva cercare lavoro e doveva presentarsi come quello che "abitava" nella "Via dei senzatetto".
Così, nel 2007, proprio a pochi giorni di distanza dalla morte di Mariano Tuccella il Comune decise di attribuire a lui il nome di quella via invisibile, proprio a lui che invisibile era stato per tanto tempo, fino a quella notte di inizio autunno.

Pagina 9 di 10