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Domenica, 12 Aprile 2020 17:11

Addio Moss

A 90 anni si è spento Sir Stirling Moss. Pilota di un automobilismo da corsa che non c'è più. Eterno secondo? Re senza corona? Leggenda, è l'unico aggettivo che gli si addice.

di Matteo Landi

"La mia opinione su Moss è semplice: è l’uomo che ho ripetutamente accostato a Nuvolari. Aveva smania di correre, andava forte su qualsiasi macchina, aveva il gran pregio di giudicare una vettura soltanto attraverso il cronometro, cioè sul tempo che su un dato percorso essa gli consentiva di realizzare. Di Moss ho detto anche una volta che era un pilota che aveva il senso dell’incidente; e proprio in certe sue uscite di strada, come in certe uscite di strada di Nuvolari rimaste storiche, io ho trovato una analogia veramente curiosa per l’epilogo che non ha mai raggiunto la tragedia. Se Moss avesse anteposto il ragionamento alla passione, si sarebbe laureato campione del mondo, essendone più che degno". Così scrisse Enzo Ferrari in “Le mie gioie terribili”, pubblicato nel 1962. Anno in cui in seguito ad un grave incidente Sir Stirling dovette rinunciare ad una nuova carriera targata Ferrari. L'Eterno secondo, il Re senza corona. Soprannomi che non danno il giusto peso alla carriera di un grande pilota, vicecampione del mondo per ben quattro volte, nell'epoca più romantica ed affascinante delle corse. Alfiere di alcune delle più importanti case automobilistiche dell'epoca, Maserati, Mercedes, Lotus, e non solo. L'inglese che ha combattuto contro piloti del calibro di Ascari, Fangio, Brabham, Graham e Phil Hill, solo per citare alcuni nomi da pelle d'oca, si è spento oggi. Nel silenzio di una stagione agonistica che non può e vuole saperne di iniziare. Quasi a voler accompagnare nel suo viaggio verso l'ultraterreno una delle più luminose stelle della massima Formula, e non solo, che adesso splenderà lassù, in compagnia dei grandi che già affollano i circuiti del Paradiso. Sedici gran premi di F1, Targa Florio, Mille Miglia, Tourist Trophy e molte altre sono state le conquiste sui campi di gara del londinese. Sconfitto solo adesso, dopo una battaglia contro una lunga malattia, sarà per sempre ricordato, non come “l'Eterno secondo”, ma come un Campione della Grande Era, con la “C” maiuscola.

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A causa dei campionati fermi ed in attesa di comunicazioni ufficiali in merito alla ripresa dei campionati, Eleven Sports al momento non può offrire lo spettacolo live del calcio e degli altri sport abitualmente in palinsesto.

Ed è proprio per venire incontro ai propri utenti che Eleven Sports, dopo aver congelato gli abbonamenti per il mese di marzo, ha deciso di prorogare questa soluzione, non sottraendo alcun costo derivante dalle formule di abbonamento già sottoscritto che verranno automaticamente prorogati fino al 3 maggio 2020 e torneranno a decorrere alle condizioni precedenti solo dopo quella data.

Intanto Eleven Sports sta lanciando nuovi format per garantire, durante il periodo di quarantena, ai propri utenti una formula “waiting for…” con contenuti come “Eleven Home”, live di approfondimento sulla official page di Facebook in cui Jolanda De Rienzo intervista ogni giorno i protagonisti della Serie C e della Serie D anche attraverso l’interazione della propria customer base; “Serie C Story” e “Superlega Story” che offre ogni giorno un tuffo nel passato per rivivere i match clou delle scorse stagioni.

Altra novità lanciata da Eleven Sports è la nuova rubrica “Odissea nel mondo del calcio”, in collaborazione con Mycujoo, alla scoperta di gol improbabili e prodezze dai campi di gioco più insospettabili, ed “Eroica” focus sulle edizioni che hanno animato un’imperdibile competizione per gli appassionati di ciclismo d’epoca.

Eleven Sports, inoltre, aderendo alle campagne lanciate dal Governo in questi giorni consiglia ai propri utenti di restare a casa, restare connessi al proprio network e di aspettare di rivivere insieme le emozioni dello sport.

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Per rimanere in forma a casa, in tempi di emergenza coronavirus, il Comune di Parma, Assessorato allo Sport, guidato dal Vicesindaco, Marco Bosi, ha pensato di realizzare una serie di video- tutorial, presenti sul Canale YouTube del Comune. Si tratta di una ventina di video: dal riscaldamento alle flessioni, dagli allenamenti con la palla da basket allo stretching. Le proposte sono tante e per tute le età, da svolgere a casa propria #iorestoacasainmovimento

Basta collegarsi al seguente link: https://www.youtube.com/playlist?list=PL5YvSyUCOJ152KVKjOJ7gvaEg48Yfdu3B

Il Comune di Parma ha infatti pensato di mette a disposizione i video-tutorial realizzati in questi giorni dai professionisti e delle associazioni dello sport del territorio per allenarsi a casa. I benefici legati all'attività fisica ed alla pratica dello sport riguardano il rafforzamento del sistema immunitario e sono importanti per un sano equilibrio psicofisico, da qui il suggerimento di continuare a fare esercizi ed allenarsi. Tutto questo può essere fatto grazie alla disponibilità di tanti professionisti che hanno aderito alla proposta del Comune di Parma.

Il Canale YouTube, può essere costantemente arricchito di video e contributi, per questo, chi fosse intenzionato a collaborare può mandare i propri video a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

"Le associazioni sportive del nostro territorio ancora una volta – spiega il Vicesindaco con delega allo Sport, Marco Bosi - hanno risposto positivamente, mettendosi a disposizione di tutti i cittadini che da casa non vogliono rinunciare all'attività motoria. Voglio ringraziarli e sono certo che quando questo virus sarà alle spalle, loro saranno ancora una volta in prima linea al servizio di tutti gli sportivi.

Per sconfiggere il virus è necessario restare a casa, ma ciò non significa non esercitarsi: è importante sia per il corpo che per la mente.

Venerdì, 13 Marzo 2020 15:09

F1, Australia: il Gran Premio che non ci sarà

La F1 si arrende al Virus: cancellato il debutto stagionale. Un meccanico McLaren infetto, ore di caos. Il mondo dorato del Circus si scopre vulnerabile e scopre la realtà.

di Matteo Landi

"Siamo delusi, come lo sono i fans. Questa è una delle gare che attendiamo di più, ci spiace molto non averne potuto garantire il regolare svolgimento". Chase Carey, il grande Boss della Formula 1, ha creduto fino all'ultimo che si potesse disputare il Gran Premio d'Australia, prima gara del campionato 2020. Poi le amare parole che ne decretano la resa all'evidenza dei fatti. Anzi, ben oltre. Nei giorni antecedenti il weekend di gara, che non si disputerà, il personale Ferrari ed AlphaTauri, proveniente da Maranello e Faenza, era finito nell'occhio del ciclone. L'Italia, il paese d'Europa più colpito dal Coronavirus, avrebbe potuto contagiare gli altri attori del Circus iridato e mettere a rischio la salute dei cittadini australiani. A Melbourne intanto proseguivano i preparativi di un fine settimane di gara a lungo atteso, 300.000 biglietti venduti. Tanti tifosi pronti a sedersi uno accanto all'altro senza alcuna misura preventiva, il Virus sembrava qualcosa di lontano per loro. Due giorni fa sono trapelate però le prime indiscrezioni destabilizzanti: 4 membri delle squadre McLaren, Haas e Williams in autoisolamento per sospetto Coronavirus. Il Giovedì è poi arrivata la bomba: un meccanico McLaren risultava positivo al test. D'un tratto il dorato mondo della F1, quel pianeta che credeva incoscientemente ed irresponsabilmente di poter sfuggire alla morsa del contagio lasciando prevalere gli interessi economici, si è ritrovato catapultato in una realtà diversa: quella "reale". McLaren annuncia il ritiro preventivo dalla gara, Hamilton rilascia dichiarazioni critiche nei confronti della governance F1, attenta solo ai soldi, i piloti iniziano ad ipotizzare uno sciopero. Il caos, a Melbourne, regna sovrano. Tre squadre si oppongono all'annullamento della gara: Red Bull, AlphaTauri e Racing Point. Il marchio più fashion, giovanile ed "ipersorridente" della F1, quello dei bibitari (anche nella moda con, appunto, AlphaTauri), getta la maschera e ricorda a tutti che la salute è importante ma che senza gare a breve potrebbe avere problemi con gli sponsor. Racing Point, la squadra del potente Lawrence Stroll, futura Aston Martin, si allinea alle scelte Red Bull. Quando la notizia della mancata disputa della gara diviene finalmente ufficiale all'Albert Park il clima è surreale: i tifosi stavano entrando in circuito, la F1 biposto, che porta a spasso personaggi più o meno noti, passeggeri di ex piloti del Circus, rombava in pista. Ed adesso si vocifera che forse il campionato inizierà solamente il 7 giugno in Azerbaijan. Ma la situazione è in evoluzione, in linea con quanto accade nel mondo reale. La Formula 1 si scopre così vulnerabile, alle prese con un Virus che non guarda in faccia a nessuno. A cui non interessa se hai speso 800 milioni di Euro per far correre due monoposto. Il Grande Circus si allinea alle scelte della Formula E, che ha sospeso il campionato per due mesi (niente Gp di Roma), ed all'IMSA, la quale ha comunicato lo spostamento a novembre della classicissima endurance di Sebring. Tanto per rimanere in tema 4 ruote. Una situazione che metterà in crisi le squadre più piccole del Grande Circus, Williams in primis. E forse sarebbe il caso di rimandare la grande svolta regolamentare prevista per il 2021 di almeno un anno.

Sospetti, bisticci ed alleanze: d'un tratto tutto passa in secondo piano

Le settimane precedenti il Gp che non verrà disputato erano state assai turbolente, a causa delle polemiche che avevano spaccato il paddock. La Federazione dichiarava concluse le indagini sulla power unit 2019 Ferrari. Ricordiamo come le velocità di punta della vettura 2019 del Cavallino avessero destato fra i rivali molti sospetti sulla legalità dell'unità propulsiva Ferrari. Dopo mesi di polemiche ed accertamenti la FIA dichiarava di aver raggiunto un accordo segreto (il regolamento lo prevede) con Ferrari, nell'impossibilità di dimostrare eventuali irregolarità. Apriti cielo. Sette team (tutti quelli non motorizzati Ferrari), capitanati da Mercedes e Red Bull mettevano in discussione l'operato della Federazione, chiedendole se non fosse in grado di svolgere il suo lavoro. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, viene in mente. D'un tratto Mercedes, quella dei test Pirelli illegali del 2013, ma anche delle tante soluzioni dubbie degli anni scorsi e di questo (vedi DAS), Red Bull, quella degli scarichi soffiati (poi vietati), si scoprono agnellini bisognosi di protezione. I "buoni" contro il presunto sistema FIA-Ferrari. Arrivati a Melbourne Red Bull ha poi contestato delle soluzioni tecniche portate all'Albert Park da Mercedes, ed ecco che magicamente cambiano ancora gli equilibri: una presunta telefonata fra, Kallenius, numero 1 Daimler, ed Elkann potrebbe sancire una nuova "alleanza" italo-teutonica. Bisticci, ritorsioni, tradimenti, piccole cose di fronte al Coronavirus.

Il debutto che non ci sarà

Di fronte a tanti dubbi, una cosa è certa: il Gp d'Australia, in programma questo fine settimana, non si disputerà. Il sole, la pista che si snoda sulle strade costeggianti il lago del parco che ospita la massima serie dal 1996, questo hanno sognato per mesi gli appassionati di F1. Un sogno nelle ultime settimane divenuto meno colorato. Offuscato da altri pensieri. Con la pandemia in corso lo sport passa in secondo piano.

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Domenica, 23 Febbraio 2020 18:10

La Formula 1 ai tempi del Virus (e del DAS)

Cina posticipata a data da definirsi, Vietnam in forse, Monza a rischio? Dopo la prima tre giorni di test la F1 è già in subbuglio: la paura ha due volti, quello del Coronavirus e quello del DAS, l'ultima diavoleria Mercedes.

di Matteo Landi

Doveva essere la stagione di F1 più lunga di sempre. Poi è arrivato il Coronavirus. Posticipato, a data da definirsi, il Gp di Cina, Vietnam in dubbio. Se la gara di Shanghai sembra prossima alla definitiva cancellazione, almeno per quest'anno, nessuna dichiarazione ufficiale lascia presupporre l'annullamento del tanto atteso evento vietnamita (weekend del 05 Aprile), al debutto. Eppure la situazione, in costante evoluzione, non lascia trasparire niente di buono, tanto che la televisione pubblica tedesca ha deciso che non manderà inviati sul circuito asiatico. E pare che altri emittenti possano seguire il loro esempio. Non dovremmo avere quindi in programma i 22 Gran Premi annunciati. Ma quanti meno? Allo stato attuale neanche la presenza della gara italiana si può garantire, vista l'evoluzione della situazione Coronavirus. Al di là dei risvolti drammatici ormai noti, si possono prevedere problematiche veramente spiacevoli per le squadre. Gli accordi con gli sponsor, ad esempio, prevedevano per la stagione 2020 una monetizzazione pari all'esposizione del relativo marchio per 22 eventi. Un numero di gare che difficilmente sarà mantenuto, anche perchè ci sarebbero dei limiti regolamentari e degli accordi economici che né Imola, né altri circuiti europei, sembrano in grado di soddisfare. Inoltre Pirelli deve decidere le gomme da portare in pista con 8 settimane di anticipo per le competizioni del mondiale che si disputano sul vecchio continente, 14 per le altre. Chi ha poi intenzione di sobbarcarsi 30-40 milioni di gettone solo per godere del diritto di poter ospitare una gara della massima Formula?

Intanto dal 19 al 21 Febbraio si sono disputati i primi tre giorni di test, in cui le squadre avevano come obiettivo principale quello di mettere in pista per più km possibili le nuove monoposto. Un importante sgrossamento iniziale, prima della ultima tre giorni di prove che avverrà dal 26 al 28 Febbraio. In questa sessione ci attendiamo che tutte le squadre getteranno la maschera e consentiranno ai loro piloti di spingere sul serio. Neache tre giorni in pista in questo 2020 e già la Formula 1 è rimasta travolta da un nuovo ciclone, dopo quello del Coronavirus. E prende il nome dell'acronimo DAS.

DAS, l'ultima genialata Mercedes (con beneplacito FIA)

Non è la divertente pasta sintetica modellabile che ci faceva sentire tutti grandi artisti, ma il Dual Axis Steering, un'invenzione Mercedes che rischia di dare un indirizzo deciso ad un mondiale che manco è cominciato. Gli occhi di tanti erano puntati sul box Ferrari, con i meccanici troppo al lavoro su una monoposto che per adesso sta marciando meno di quanto potessimo sperare, quando Hamilton, in pista, ha iniziato ad utilizzare il volante in maniera anomala. Occhi attenti hanno immediatamente colto quello che stava succedendo: appena entrato in rettilineo l'inglese lascia scorrere verso di sè il volante, di circa un centimetro in profondità, le ruote cambiano convergenza e rimangono in posizione più chiusa fino alla staccata, quando con uno scorrimento inverso del volante tornano alla convergenza "originaria". Apriti cielo, in un attimo appassionati ma soprattutto addetti ai lavori delle squadre rivali hanno capito che il gioco si sarebbe fatto veramente duro per tutti i non Mercedes. La Federazione poi ha puntualizzato: la soluzione è legale, per un anno, perchè dal 2021 nessuno potrà adottarla. Il dialogo fra gli uomini Mercedes e la FIA, si è saputo, andava avanti ormai da più di un anno e quando i tecnici di Toto Wolff hanno montato il DAS erano certi di poterlo utilizzare. Una soluzione geniale che va sicuramente contro lo spirito del regolamento (aggira il parco chiuso, è una sorta di "aerodinamica mobile", a qualcuno ricorda le sospensioni attive), appellandosi ad una certa fumosità del regolamento stesso, ma tant'è. Ed è inutile gridare allo scandalo perchè il gioco è ormai fatto ed in passato soluzioni come quella del diffusore con il buco della Brawn 2009 sono state realizzate facendo leva sempre su una regolamentazione poco precisa. Eppure, pensando proprio a quel campionato non possono che venirci i brividi, considerando che una squadra allo sbando, comprata per una sterlina e senza uno straccio di sponsor, riuscì a stravincere il mondiale beffando i grandi costruttori grazie da una soluzione poi illegale l'anno successivo. Giusto o no, che il DAS faccia parte del campionato 2020 è qualcosa che rischia di non garantire spettacolo ad una categoria che ne ha esageratamente bisogno, asfissiata dal dominio dei grigi anglo-teutonici dal lontano 2014. Solo un problema di sicurezza potrebbe riequilibrare le sorti del prossimo campionato, con il bando del DAS. L'efficacia, nell'immediato, del sistema Mercedes è ancora da dimostrare, ma sono indubbi i vantaggi che porterà ad Hamilton e Bottas: migliore gestione delle temperature degli pneumatici, più scorrevolezza in rettilineo e quindi maggiore velocità di punta, e chissà fino a dove riuscerà a spingersi l'armata teutonica. Gli avversari, con il bando per il 2021, potrebbero anche decidere di non sviluppare affatto la soluzione, consci che potrebbe trattarsi di un inutile spreco di risorse, in vista dello stravolgimento regolamentare del 2021. Cornuti e mazziati, quindi.

Ferrari: il lavoro è appena iniziato. Coraggio!

Di qui al 15 Marzo, giorno della prima gara stagionale, in Ferrari non potranno che proseguire nelle linee tracciate durante il test da poco effettuato. La vettura di Vettel e Leclerc si è vista spesso nel box, sotto le cure dei meccanici di Maranello. Ha anche girato, e molto, ma non quanto le rivali Mercedes e Red Bull, tenendosi lontana da quel 1'15''732 stabilito venerdì scorso da Bottas. Una nuova versione della SF1000 dovrebbe arrivare durante gli ultimi giorni di prove pre-stagionali: con essa Leclerc e Vettel avranno voglia di mostrare tutte le cartucce del box Rosso? Mercedes (forse) ha già calato un asso, vediamo se in Ferrari vorranno darci un segnale o se preferiranno attendere il primo responso stagionale di Melbourne. La (o almeno, una) genialata dell'anno Mercedes, i dubbi relativi al Coronavirus, le ambizioni Ferrari, e quelle Red Bull: chi se lo perde questo avvio di mondiale?

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I crociati conquistano tre punti fondamentali per l’Europa nel derby del Mapei contro il Sassuolo. La solita compattezza della squadra e il lampo del figliol prodigo della Costa D’Avorio imbrigliano il calcio spumeggiante di De Zerbi

di Luca Gabrielli  Parma, 17 febbraio 2020  - Un’altra vittoria per i ragazzi di D’Aversa, questa volta giunta in trasferta nel derby sentito tra i tifosi contro il Sassuolo al Mapei Stadium. Le assenze di Kulusevski e all’ultimo momento di Kucka mettono al centro della scena il ritorno in campo dal primo minuto di Gervinho, la freccia nera pentita che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane. Non ci mette neanche 45’ a farsi perdonare dopo che un magistrale contropiede del Parma concluso con uno splendido assist dalla sinistra di Cornelius, viene appunto finalizzato dal tap-in facile del “Gervo”. Pace fatta con l’ambiente e si volta subito pagina.
Ma la gara dei ducali non si deve racchiudere solo sull’azione del goal bensì nella gestione impeccabile di tutta la partita. D’Aversa non ha mai perso il controllo della gara e ad ogni tentativo del collega di trovare la mossa giusta per raggiungere il pareggio, ha risposto tatticamente nel miglior modo possibile. Certo in alcuni frangenti è stato molto bravo il portiere Colombi che non sta per nulla facendo rimpiangere l’assenza dell’infortunato Sepe ma in generale la squadra sta seguendo al 100% le direttive del mister e i risultati si vedono. Il Parma è riuscito a imbrigliare un Sassuolo che fino a ieri stava vivendo il miglior momento della sua stagione con due vittorie consecutive e aggancia il sesto posto in campionato a pari merito con il Verona che vuol dire Europa.

Determinazione e spirito di gruppo le vere armi del Parma

Il cammino dei crociati al momento ha davvero dell’incredibile, in piena lotta per l’Europa con squadre del calibro di Milan, Napoli e Fiorentina alle proprie spalle. Senza dimenticare che l’allenatore crociato sta facendo di necessità virtù con i continui infortuni che assillano la squadra. Ma il vero segreto del Parma è il gruppo che si è creato e la voglia univoca di raggiungere un sogno fino a qualche anno fa inimmaginabile. Il materiale che Faggiano quest’anno ha messo a disposizione è assolutamente di qualità ma la mano dell’allenatore si vede in tutto e per tutto, con un gioco plasmato a sua immagine e somiglianza. Le statistiche dicono che il Parma è la squadra che è andata più volte in goal in contropiede, davanti addirittura al Liverpool, capolista della Premier League. Che piaccia o no il gioco proposto sta portando grandi risultati e nel calcio si sa che chi vince ha ragione, la Juventus insegna. E allora avanti così e sotto con il Torino che arriverà domenica al Tardini in un brutto momento dopo l’esonero di Mazzarri. I crociati dovranno approfittarne per continuare a coltivare il sogno Europa.

 

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Martedì, 11 Febbraio 2020 22:35

Emozioni a 1000

A Reggio Emilia la Ferrari mostra al mondo la nuova nata, la SF1000. Sarà la vettura che porterà a mille le presenze nei Gran Premi dello storico marchio. Una presentazione in grande, come da tempo non si vedeva, per una vettura che ha il compito di riportare l'iride a Maranello.

di Matteo Landi

"Chiedete ad un bimbo di disegnare una macchina, sicuramente la farà rossa". Mattia Binotto riprende una storica frase di Enzo Ferrari, mentre al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia tutti attendono la nuova creatura di Maranello.

Una presentazione così in grande non si vedeva da tempo, abituati ormai a qualche foto di rito e qualche discorso di circostanza buttato là. Orchestra, coro, performers. Marc Genè ben si destreggia sul palco, nel ruolo di presentatore, benché visibilmente emozionato. La Ferrari ormai la porterà per sempre nel cuore. L'Amministratore Delegato Louis Camilleri incentra il suo discorso sull'importanza degli uomini Ferrari, soffermandosi sulle capacità di uomo squadra di Mattia Binotto.

L'emozione è tanta, e palpabile, soprattutto nelle parole dei due piloti, Vettel e Leclerc, quando viene svelata la SF1000. Il solito Rosso, con l'aggiunta del tricolore che elegantemente bacia la carrozzeria della vettura la cui sigla ci ricorda la lunga militanza della squadra fondata dal Grande Enzo. 991 Gran Premi disputati, nella stagione che verrà la Scuderia varcherà la soglia delle mille presenze. Piero Ferrari, ponte fra il romantico e glorioso passato che fu ed un presente ricco di speranze, dolcemente emozionato in teatro, testimonia con la sua presenza la longevità della squadra che porta il suo cognome. Leclerc mostra molta sicurezza, parlando della sua preparazione pre-stagionale, mentre Vettel, felice come un bambino che ha appena scartato il suo nuovo regalo, fa subito notare quelle che sono le sostanziali differenze con la SF90, la vettura che lo scorso anno ha ottenuto tre vittorie, non riuscendo però a competere con Mercedes per il titolo.

bsf1000

Evoluzione logica alla ricerca del carico

La nuova nata mostra un posteriore molto rastremato, è evidente il lavoro di miniaturizzazione delle componenti portato a termine dagli uomini del Cavallino. Se è difficile percepire il passo appena più corto rispetto al modello che l'ha preceduta, risulta impossibile non notare la complessità dei deviatori di flussi posti davanti alle pance laterali. Ma il Cuore pulsante della vettura che correrà questa stagione è la nuova power unit, con il motore 6 cilindri dalle teste ridisegnate , che dovrà mantenere lo status di prima della classe mostrato dall'unità della scorsa stagione. Figlia della stabilità regolamentare che verrà interrotta nella stagione 2021, quando vedremo vetture profondamente diverse, la SF1000 appare come una naturale evoluzione della monoposto dell'anno scorso. I concetti sono stati effettivamente estremizzati ma la nuova creatura dovrà consentire a Vettel e Leclerc di stare al vertice con più costanza. Il lavoro degli ingegneri di Maranello si è quindi focalizzato sulla ricerca di quel carico aerodinamico mancante sulla SF90, in difficoltà sulle piste più guidate.

Un sogno da realizzare

2007 è la data dell'ultimo titolo mondiale piloti, 2008 è l'anno dell'ultimo costruttori. La fame di vittorie non manca a Maranello, come evidenziato da un John Elkann felice ed emozionato. Il Presidente srotola quel Tricolore nato proprio a Reggio Emilia, Vettel e Leclerc lo tengono teso, lo ammirano. Il loro volto pare illuminarsi, nella consapevolezza, oggi ancor più forte, che oltre alle loro ambizioni personali dovranno soddisfare il desiderio di un intero popolo. Il 2000, anno del ritorno al mondiale dopo un digiuno di 21 anni, sembra lontano. Ma quelle sensazioni, quella voglia di rivincita, sono presenti oggi come allora. In bocca al lupo Charles, in bocca al lupo Sebastian. Il 15 Marzo, data del primo Gp dell'anno, è ormai alle porte.

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Lunedì, 10 Febbraio 2020 15:53

Serie A: Parma Calcio, è davvero una Var-gogna!

I crociati escono sconfitti dal posticipo con la Lazio per uno a zero. A tenere banco le polemiche per un rigore non concesso nel finale di gara a Cornelius nemmeno richiamato dalla Var. Molto polemico l’allenatore D’Aversa nel post gara.

di Luca Gabrielli Parma, 10 febbraio 2019 -  All’improvviso si ritorna indietro di dieci anni. L’arbitro Lo Bello al 91’ non vede una trattenuta vistosa di Acerbi ai danni dell’attaccante danese Cornelius e fischia la fine del match. Ad essere grave non è tanto la decisione errata del direttore di gara, una tra le tante tra l’altro, bensì il non intervento del Var per attirare appunto la sua attenzione sull’episodio. A cosa serve la tecnologia se poi non viene sfruttata a modo da chi di dovere? A essere indignato per primo è proprio Roberto D’Aversa che a fine gara, davanti ai giornalisti, esplode tutta la sua rabbia e delusione per l’accaduto è il mancato intervento dalla sala Var. Un vero e proprio scippo che avrebbe dato la possibilità al Parma di conquistare un punto prezioso contro una grande squadra per il proprio sogno europeo. Ma come sempre gli arbitri vogliono fare le prime donne e rovinare il gioco più bello del mondo con decisioni o non-decisioni a discapito della lealtà. Sta di fatto che i crociati rimangono con un pugno di mosche mentre la Lazio vola a -1 alle spalle delle capoliste Juventus e Inter. Per fortuna al danno non si è aggiunta una possibile beffa di squalifica di qualche giocatore grazie all’intervento tempestivo del Presidente e del team manager subito accorsi in campo a placare gli animi dei giocatori. La Società si fare però sicuramente sentire in settimana per un vero e proprio danno subito dall’organo arbitrale.

A testa alta contro una candidata allo Scudetto

A parte questo vergognoso episodio, si deve però mettere in risalto l’ennesima buona prestazione della squadra crociata che per tutta la partita ha giocato ad armi pari contro una Lazio che a questo punto della stagione si trova ad una sola lunghezza dal primo posto. Ormai il Parma sembra essere cosciente della propria forza e scende in campo in ogni match con la giusta concentrazione e determinazione. Da risolvere è solo la querelle Gervinho che a quanto sembra potrebbe presto rientrare in gruppo dopo aver chiesto scusa ai compagni e dare una mano alla squadra nel proseguo della stagione. La buona notizia è il rientro di Kulusevski dopo lo stop forzato per un risentimento muscolare e già dal prossimo match contro il Sassuolo riprenderà il suo posto tra i titolari. Come ha detto D’Aversa non bisogna crearsi alibi per questa sconfitta e analizzare fin da subito gli errori commessi per poter riprendere subito a fare punti fondamentali per la salvezza. Al resto si penserà poi.

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La stella del basket è deceduta in seguito ad un incidente a bordo del suo elicottero privato. Solo pochi giorni fa circolava in rete la fake news sulla sua presunta morte. Nell'impatto ha perso la vita anche sua figlia Gianna Maria di 13 anni.

Di Nicola Comparato Felino 26 gennaio 2020 - La stella del basket Kobe Bryant, soprannominato Black Mamba, ex cestista dei Los Angeles Lakers, è deceduto a Calabasas in un incidente sul suo elicottero privato. Il velivolo oltre a Bryant e al pilota aveva a bordo altri passeggeri, compresa Gianna Maria, la figlia tredicenne di Kobe, tutti morti nello schianto. Dopo aver preso fuoco il mezzo è precipitato e i soccorsi giunti sul posto sono risultati inutili. Alto 1.98 cm per un peso di 96 kg, Kobe Bryant era nato a Philadelphia il 23 agosto 1978 ed era considerato dalla critica sportiva come uno dei migliori giocatori di basket del mondo.

Dopo aver indossato la maglia dei Lakers, diede l’addio al basket nel 2016. Il suo ritiro fu documentato in un cortometraggio che gli valse addirittura un Oscar nel 2018. Nello stesso anno pubblicò un libro dal titolo "The Mamba Mentality – Il mio basket" a cui seguì un altro volume l’anno seguente "The Wizenard Series: Training Camp". Protagonista di spot televisivi, film e serie tv, Kobe era anche molto attivo nell'impegno sociale.

A livello sportivo fece le sue prime esperienze in Italia giocando a Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia, ma é negli States che detenne il record di 20 anni di permanenza con la stessa maglia, quella dei Los Angeles Lakers. Nel 2003 avvenne l’arresto per stupro con il rilascio su cauzione, ma le accuse furono infine ritirate. Kobe aveva altre 3 figlie avute dalla moglie Vanessa: Natalia Diamante, Bianka Bella e Capri Kobe.

 

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(Fonte foto tratta da web :  Olimpiadi Pechino 22 August 2008- Richard Giles from Perth, Australia )

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di Luca Gabrielli Parma 26 gennaio 2020 - D’Aversa sta incominciando davvero a credere che questa stagione possa essere quella della svolta, per poter ambire a quell’Europa che sarebbe un sogno per la città. La gara di ieri con l’Udinese ha confermato che la squadra può lottare con tutti senza paura e ad armi pari. La gara contro i bianconeri non è stata delle più entusiasmanti ma i crociati hanno colpito l’avversario nei momenti topici della gara. Prima passando in vantaggio con un Gagliolo in versione bomber che con un sinistro al volo dentro l’area ha battuto l’incolpevole portiere bianconero Musso. Colpe che invece l’estremo difensore argentino ha nel raddoppio del Parma di Kulusevski che sfrutta una sua papera con un debole tiro di destro dal limite dell’area. I ducali hanno di fatto chiuso la partita nei primi 45’ con questi due goal e ha protetto Sepe senza troppi affanni dalla reazione debole dell’Udinese.

Non una partita brillante quella dei crociati ma sicuramente solida, da squadra pronta per provare a competere per traguardi ben più importanti della salvezza.

Il salto di qualità si sta compiendo

I crociati sono sempre più vicini al traguardo salvezza con quasi tutto il girone di ritorno da giocare. Un sesto posto davvero stupefacente vedendo le numerose squadre ben più blasonate alle loro spalle. Nella scorsa stagione, di questo periodo, il Parma mostrava tutti i limiti tecnici, ma soprattutto caratteriali che l’avrebbero portato poi con grande fatica alla salvezza. È dal punto di vista della maturità che la squadra sembra maggiormente cresciuta in questo campionato.

I ragazzi di D’Aversa hanno dimostrato infatti di saper andare oltre i propri limiti, di essere cresciuti non solo dal punto di vista qualitativo della rosa con gli innesti di Hernani, Darmian, Kurtic, Cornelius e soprattutto Kulusevski ma soprattutto in termini di personalità, l'ingrediente mancato l'anno scorso quando serviva fare il salto di qualità e cambiare obiettivo di classifica. Il Parma dà l’impressione di poter puntare più in alto con un Cagliari-Parma in arrivo. Il prossimo potrebbe essere davvero lo spareggio decisivo per il ruolo di rivelazione della Serie A 19/20.

 

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