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Parma, 15 novembre 2013
 
Sabato 16 novembre l'uscita in ambiente di Uisp Parma ai Castelli reggiani -
Il cammino come racconto della storia e momento di approfondimento e socializzazione. È questa l'obiettivo del Trail walking, la serie di uscite in ambiente di Uisp Parma che si concluderanno domani, sabato 16 novembre.
L'ultima escursione in programma è quella ai Castelli reggiani, accompagnati dal personal trainer Fabrizio Faelli che dialogherà con i partecipanti su vari temi: alimentazione, fisiologia e tecnica della camminata in montagna.
 
sentiero rid
 
L'escursione ai Castelli reggiani si svilupperà attraverso un percorso storico paesaggistico nelle terre di Matilde di Canossa, fra giganti di roccia e castelli medievali. Il ritrovo è fissato alla 9 a Rossena, nel comune di Canossa (Reggio Emilia), ai piedi del castello, uno dei più imponenti e meglio conservati dell'intera area matildica. Il maniero sorge su una rupe vulcanica dal colore rossiccio, dalla quale si domina un paesaggio unico con la possibilità di ammirare sia la vastità della pianura padana sia le vette della dorsale appenninica tosco-emiliana.
L'escursione durerà circa 3 ore e prevede un dislivello di 250 metri. Sono quindi consigliati abbigliamento e attrezzatura da trekking.
Per partecipare all'uscita è necessaria la prenotazione. Previste promozioni per le nuove tessere Uisp.
Info e programma completo sul sito www.uisp.it/parma
Referente Trail walking: Fabrizio Faelli, cell. 338 7642029 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
(Fonte: Ufficio stampa Uisp Parma)
Pubblicato in Dove andiamo? Emilia
 
Parma, 15 novembre 2013 -

Per la trasparenza serve la chiarezza

Settantotto giorni fa veniva acceso il forno inceneritore di Ugozzolo.

Mesi con Pm 10 ad altissimo livello, l'8 novembre scorso l'asticella è schizzata a 121 microgrammi per metro cubo di aria quando il limite è 50, per una annata da dimenticare in fatto di inquinamento, ozono, particolato fine.

Da un po' di tempo sono disponibili i dati di emissione del camino.

Emissioni del 13/11/2013
EMSSIONI-PAIP rid



Alcuni monitor sono state posizionati anche in città per la visione al pubblico, in piazzale della Pace all'interno della Provincia (spesso spento), al Duc, tutte in posizioni non certo di comoda lettura.

Oltretutto i dati non sono facilmente leggibili dai cittadini in quanto organizzati in modo da non far trasparire alcun dato comprensibile al parmigiano medio.

Al link http://www.irenambiente.it/attivita.php?id=205 Iren rende disponibili i dati di emissione suddivisi per giorni e per linea di combustione.

Ma a parte i colori semaforici, verde per l'emissione a norma, rossa per quello sopra i limiti, non sono indicati i livelli massimi da non superare, né quelli legati all'Aia specifica dell'inceneritore, né quelli di legge.

Se l'intento del gestore è quello di aprire il libro della fornace alla lettura dei parmigiani, sarebbe il caso di migliorare gli aspetti delle leggibilità, ad esempio indicando in modo evidente i limiti che non devono essere superati.

Dallo specchietto che alleghiamo ci sono altre singolarità che non sarebbe male chiarire.

Il dato delle Pm 10 è posizionato fisso sullo zero.

Le polveri totali sono inchiodate a 0,025 microgrammi per metro cubo di aria in ogni santo giorno della settimana, così come l'ammoniaca (0,025), l'acido fluoridrico (0,040), così come il carbonio organico fisso sullo zero.

Vogliamo tranquillizzare i parmigiani.

Cominciamo dalla chiarezza, che un passaggio obbligato verso la trasparenza.

(Fonte:Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Mercoledì, 13 Novembre 2013 10:33

Toano, la discarica di Poiatica dev’essere chiusa

"Non vogliamo fare allarmismi - dice il primo cittadino - ma la questione va affrontata seriamente. Che cosa succederebbe se, a seguito di frane o sismi, qualcosa si riversasse nel greto del Secchia?" -

Toano, 13 novembre 2013 -
 
"La discarica di Poiatica? Dev'essere chiusa": non ha dubbi il sindaco Michele Lombardi, che ribadisce come la posizione del Comune sia chiara da tempo.

"L'impianto, che è operante dal 1995 e che è di valenza provinciale - prosegue Lombardi - si trova, seppur in territorio di Carpineti, sull'altra sponda del fiume Secchia, a ridosso del toanese, ed è quindi particolarmente importante per noi prevederne, dopo quasi vent'anni di attività, il superamento. Già nelle osservazioni inviate alla Provincia nel 2012 abbiamo chiesto che vengano avviate tutte le possibili misure per arrivare, nel minor tempo possibile, alla chiusura di Poiatica".
 
Discarica di Poiatica 2 rid
 
Ribadisce il primo cittadino: "Toano e Carpineti hanno infatti 'dato' a sufficienza. Da ora in poi occorrerà pensare a nuovi siti per i rifiuti reggiani, con la speranza che, grazie alla costruzione di un impianto di trattamento meccanico biologico in pianura e al potenziamento della raccolta differenziata su tutto il territorio provinciale, le quantità che resteranno da smaltire in futuro siano molto più contenute che non quelle di oggi".

Sottolinea inoltre il sindaco Lombardi: "La questione è seria. Nessuno può sapere con certezza che cosa possa produrre in futuro, in termini di effetti negativi, l'enorme quantità di rifiuti sepolta sotto terra a Poiatica. Solo ora stanno iniziando studi approfonditi e specifici, a livello europeo, per capire i possibili effetti sulla salute umana di questo tipo di discariche".

A parte "la salute, che è comunque la cosa più importante - conclude Michele Lombardi - cosa potrebbe succedere se, a causa di frane o di terremoti, qualcosa uscisse dall'involucro di Poiatica e si riversasse nella vallata del Secchia? Non vogliamo fare allarmismi, ma riteniamo che il problema vada affrontato seriamente e oggettivamente, perché le preoccupazioni della nostra popolazione sono anche quelle di noi amministratori".

(Fonte: Comune di Toano)
Rubbiano, 13 novembre 2013
 
Il 14 novembre, in seduta pubblica, torna a riunirsi l'Osservatorio ambientale di Laterlite. L'incontro si svolgerà a Rubbiano, alle 20,30.
Saranno presenti i rappresentanti di AUSL, ARPA e Provincia e i sindaci di Fornovo, Solignano, Medesano e Varano.
Enti e organi di controllo dovrebbero relazionare sui reali miglioramenti contenuti nella nuova Aia, rilasciata nel mese di luglio mentre Walter Ganapini, coordinatore del tavolo tecnico, informerà i cittadini sulle priorità che verranno affrontate nei prossimi mesi.
Si tratta di un elenco di obiettivi finalizzati alla riduzione dell'impatto ambientale di Laterlite e al miglioramento delle condizioni del territorio, con relativo crono programma.
Come noto, la Provincia ha proceduto al rinnovo dell'autorizzazione al co-incenerimento di rifiuti pericolosi, senza imporre all'azienda nessuna nuova misura di tutela ambientale di intensificazione delle analisi né di maggiore trasparenza.
Il Comitato Rubbiano per la Vita ha presentato in Conferenza dei Servizi le proprie proposte e richieste. Purtroppo anche i dieci mesi di ritardo nel rinnovo dell'autorizzazione non sono serviti ad accogliere nemmeno una di quelle proposte.
Giovedì sera i tecnici della Provincia illustreranno le migliorie contenute nella nuova autorizzazione. Siamo davvero impazienti.
Abbiamo più volte appreso dalle cronache che l'inceneritore di Parma, sempre autorizzato dalla Provincia, deve versare ogni anno ai comuni ricadenti sotto il cono delle emissioni un importo economico importante come compensazione per l'impatto ambientale.
Si tratta di oltre un milione e seicentomila euro all'anno.
E' un ristoro ambientale che gli enti devono utilizzare per la riduzione dell'inquinamento sul territorio.
Nei confronti di Laterlite invece il concetto di ristoro ambientale è totalmente sconosciuto, nonostante le emissioni fra i due impianti siano del tutto paragonabili.
E' innegabile l'impatto di Laterlite sull'area circostante, basti considerare le quantità di inquinanti emessi ogni anno dal camino, i cui dati sono visibili sul sito di Arpa. (http://www.arpa.emr.it/monitorem/azienda.php?ul=5).
Da oltre dieci anni le emissioni derivanti dal co-incenerimento dei rifiuti (diossine, metalli pesanti, ossidi di azoto, furani, polveri sottili, ecc.) vengono rilasciate copiosamente all'incrocio tra Valtaro e Valceno, senza che l'Azienda privata debba corrispondere alcun risarcimento al territorio. Emissioni pubbliche, profitti privati.
Abbiamo con forza richiesto l'esecuzione di una indagine epidemiologica per capire lo stato di salute del territorio a livello sanitario, così come previsto dal Piano di zona dell'AUSL.
Abbiamo proposto la partecipazione al team sanitario di un medico e di un oncologo di riconosciuta professionalità al fine di approfondire un tema molto sentito, con contributo esterno rispetto gli enti preposti.
Rimaniamo in attesa di segnali positivi, la questione sanitaria è centrale nel dibattito.
Vogliamo trasparenza, vedere i dati, conoscere morti e malattie, loro cause e tendenze statistiche. E' un nostro diritto conoscere la salute del nostro territorio.
Attendiamo numerosi i cittadini, anche la nostra voce dev'essere ascoltata.
 
(Fonte: ufficio stampa Comitato Rubbiano per la Vita)
Martedì, 12 Novembre 2013 10:44

Reggio Emilia, allo Spazio Gerra "Digital Garden"

Un "Giardino Digitale" inteso come design e soluzione d'arredo sostenibile e salutare: mostre, installazioni, workshop, incontri, menù, interventi di esperti, concerti -
 
Reggio Emilia, 12 novembre 2013
 
Lo spazio Gerra, luogo culturale innovativo e aperto di Reggio Emilia, ospita sino al 26 gennaio, un progetto originale, promosso da Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con REI – Reggio Emilia Innovazione, FabLab Reggio Emilia, IREN e Cofar (gruppo Unieco) e con il sostegno di Smeg. "Digital Garcen" piattaforma verde capace di creare una interazione fra piante, tecnologie digitali, design e pubblico. Un ricco programma di mostre, installazioni, workshop, incontri, menù, interventi di esperti, concerti: un dialogo doveroso fra l' uomo e le piante che va dalla presa di coscienza dell'impatto ambientale prodotto, alla sensibilizzazione riguardo al consumo e allo spreco, sfruttando le riflessioni che il mondo vegetale silenziosamente sollecita.
 
I protagonisti
 
Tanti i protagonisti di spicco per un progetto che diviene contenitore di idee e soluzioni innovative. Le nuove tecnologie al servizio della sostenibilità sono oggetto dell'installazione Dancing Flowers realizzata con pannelli solari dall'artista belga Alexandre Dang. Microsistemi climatici in grado di autoalimentarsi profilando scenari futuri sono invece il tema di Networking Nature, by Studiomobile. Dare consapevolezza dei propri consumi attraverso l'impronta idrica è l'obiettivo di Animali Sociali e Too Design Consultancy in Earthbeat. Phoresta, una onlus che si occupa di riforestazione ha messo a punto per Digital Garden un progetto in cui i visitatori possono riequilibrare le emissioni di Co2 della struttura Spazio Gerra.
Quando il verde diventa arredo e design si trasforma poi nella Home Garden, la mini serra di Renzo Piano per Smeg; o nelle installazioni verdi e nel Teatrino di Verzura di Paolo Vezzali; o ancora nella serra MEG – Micro Experimental Growing di Yradia o all'E-Vaso di MakeinBo, un progetto di artiginato digitale che attraverso un sistema di sensori permette alla pianta di muoversi per trovare le condizioni ottimali alla propria crescita.
Verde anche come allestimento grafico e video nelle realizzazioni di Crisitan Grossi con il progetto Organica. La relazione tra tecnologia e sostenibilità è inoltre il fulcro del progetto di Fab Lab Reggio Emilia in collaborazione con Maximilian Ascari, che realizzerà un orto indoor aperto per un semestre come laboratorio di sperimentazione di prototipi per il controllo a distanza delle piante.
Il verde diventa poi performance con il progetto curato da Agora Coaching Project che porta nuovi coreografi a legare le loro produzioni alla tematica e agli spazi di Digital Garden; il Concerto di Natale, realizzato in collaborazione con Voci di Piante sarà l'occasione per ascoltare dal vivo la musica prodotta da vere e proprie piante collegate a sensori.
 
 
Pubblicato in Design Emilia
Sei gare tra la Provincia di Parma, Reggio Emilia e Modena -
 
Parma, 9 novembre 2013 -
 
Il fascino della nostra montagna, per chi non vuole praticare il più comune sci ma un modo diverso più a stretto contatto con la natura.
 
La Coppa dell'Appennino è un circuito di gare di sci alpinismo organizzato da un gruppo di volontari, appassionati della montagna e dello sci alpinismo e di alcune Associazioni Sportive a scopo dilettantistico, per promuovere sia l'attività dello sci alpinismo, sia le montagne dell' Appennino Emiliano.

Per la quarta edizione del 2014 sono state individuate un totale di 6 gare in località diverse lungo l'Appennino tosco – emiliano, che comprendono nella Provincia di Parma le località di Pratospilla, di Schia e del Lago Santo, nella Provincia di Reggio Emilia le località di Ventasso e di Febbio, e nella provincia di Modena la località di Piane di Mocogno. L'intero circuito ed ogni singola gara hanno come obiettivo principale di coinvolgere tutti gli appassionati dello sci-alpinismo, ma soprattutto tutti coloro che vogliono avvicinarsi allo scialpinismo.

Per questo motivo le caratteristiche tecniche di ogni singola gara sono diverse e variano dallo sprint in notturna alla tecnica classica individuale con passaggi alpinistici. Proprio per garantire ad un pubblico ampio la possibilità di partecipare, il circuito è aperto anche agli snowboarder. Durante ogni singola gara saranno organizzati eventi collaterali di carattere sia puramente ludico sia tecnico informativo su attrezzature e sicurezza in montagna.

Ad aprire il circuito sarà la gara di Pratospilla il 6 gennaio, con un tracciato classico di scialpinismo che comprende anche tratti alpinistici a piedi con l'obbligo di usare i ramponi. Il percorso avrà uno sviluppo di circa 15km e un dislivello positivo di circa 1300 metri e saranno previsti diversi cambi di assetto. La gara sarà individuale ed aperta a scialpinisti e snowboarder.

La Coppa dell'Appennino è organizzato da KINOMANA ASD Sezione SkiAlp di Parma, REGGIO EVENTS di Reggio Emilia, dalla SCUOLA DI ALPINISMO/SCIALPINISMO "Bismantova" delle sezioni CLUB ALPINO ITALIANO di Reggio, Sassuolo e Castelnovo Monti, dallo SCI BOLOGNA dalla SCUOLA DI SCIALPINISMO Enrico Mutti e dal CAI Parma.
Pubblicato in Sport Emilia
Bologna, 8 novembre 2013
 
"Già da oggi al lavoro per attuare le azioni necessarie. Una scelta che garantisce ulteriormente la trasparenza, ma che dilata i tempi di realizzazione".
"Pur confermando l'assenza di modifiche sostanziali al progetto da parte delle integrazioni presentate, ai fini della massima trasparenza della procedura amministrativa, rileva (.....) l'opportunità di procedere alla ripubblicazione." È questo il passaggio più significativo contenuto nella comunicazione di sole due pagine inviata il 6 novembre, ad Autostrada Regionale Cispadana, ARC, dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con la quale si chiede di dare nuovamente avviso al pubblico dell'avvenuto deposito della documentazione integrativa relativa al Progetto definitivo Autostrada Regionale Cispadana.
Autostrada Regionale Cispadana, nel rendere pubblica la comunicazione, evidenzia che si attiverà col consueto impegno per soddisfare in tempi brevi la richiesta ricevuta dal Ministero.
L'istanza di presentazione degli atti integrativi viene avanzata a tre mesi dal deposito, con tempi che non si possono definire tempestivi, soprattutto considerando che la Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale, secondo la normativa vigente, avrebbe dovuto fornire il proprio parere entro novanta giorni dal deposito degli stessi. A ciò va aggiunto che, come peraltro esplicitamente si dice nella comunicazione del Ministero, la documentazione integrativa depositata non comporta modifiche progettuali rispetto a quanto presentato in sede di istanza di avvio del procedimento.
"Pur comprendendo la grande prudenza di coloro che sono stati chiamati a valutare il progetto e confermando la nostra volontà di effettuare il massimo sforzo per rispondere in modo esaustivo e rapido alla richiesta, registriamo con un certo rammarico un ulteriore allungamento del procedimento" commenta il Presidente di Autostrada Regionale Cispadana Graziano Pattuzzi. "Un rammarico, ci tengo a sottolinearlo, che non riguarda i tempi messi a disposizione per la partecipazione del pubblico interessato, che anzi rappresentano una forma ulteriore di garantismo e trasparenza, quanto invece i tre mesi trascorsi inutilmente prima della richiesta di ripubblicazione. Come ho già avuto modo di sottolineare, il passaggio dalla progettazione alla realizzazione di un'opera pubblica richiede tempi troppo lunghi, che, nei fatti, difficilmente sono conciliabili con le esigenze del Paese."
 
(Fonte:Ufficio Stampa Autostrada Regionale Cispadana)
Giovedì, 07 Novembre 2013 15:15

Centrali a cippato, zero vantaggi

Rete Ambiente Parma rivela i rischi di inquinamento per la nostra montagna dovuti alle centrali termiche, che tra costruite o approvate ed in costruzione, sono ormai 8 -
 
Parma, 7 novembre 2013
 
Milioni di euro di fondi FAS, di finanziamenti Regionali, di finanziamenti Provinciali e di debiti, contratti dai comuni stessi, sono andati ad alimentare l'industria dei combustori e dei cogeneratori, senza creare alcun posto di lavoro in montagna e senza contribuire a ricostruirvi un tessuto economico.
Soldi sottratti alla ristrutturazione dei borghi per il risparmio energetico, unico vero volano di lavoro per la ripresa dell'edilizia e del turismo.
Gli amministratori sostengono che una centrale termica a cippato inquina meno di tante stufe, in quanto la combustione è ottimizzata e i fumi vengono trattati prima di essere emessi in atmosfera.
Non è vero.
Forse lo era per vecchie stufe e camini aperti, ma in montagna oggi si usano stufe a pellet o miste pellet-legna di moderna concezione e basse emissioni.
Una stufa a pellet da 20Kw di potenza costa 1900 euro, detraibili dalle tasse al 55% e scalda 150 m2 con poco più di 1000 euro in un anno.
Si chieda al comune di Palanzano che, dopo aver provato il cippato, nella centrale (700 Kw di potenza) è passato a bruciare pellet per non avere le emissioni e i quantitativi di cenere di prima.
Non si dice che, mentre il combustibile delle stufe in montagna è legna stagionata due anni, quello della centrale termica è cippato fresco di sfalci di bosco.
Il cippato, che appena tagliato ha un'umidità del 50-60%, viene commercializzato fresco con umidità del 35-40% (potere calorifico indicativo di 2.500 kcal/kg, corrispondenti a 2 Kw/Kg, e con un elevato tenore di corteccia perché da cippatura di ramaglie o di piante di piccola taglia. Paradossalmente dà meno cenere ed inquinanti la stufa che non la centrale, la quale arriva fino al 3% di ceneri pesanti.
Non si dice, altresì, che quel tipo di centrali termiche (fino ad 1 Mw) hanno come unico sistema di filtraggio il multiciclone, che abbatte solo la fuliggine, cioè la cenere volante, quella più leggera, ma non gli inquinanti.
Lo stesso Francescato, direttore di AIEL (azienda italiana energia dal legno) afferma che nel caso di impiego di pellet e legna idonei, pellet di qualità certificata e legna con contenuto idrico
M<20%, cioè legna stagionata due anni, l'emissione di particolato si attesta su circa 45 mg/Nm3.
Mentre col solo multiciclone si hanno emissioni effettive di polveri tra i 75 e i 150 mg/Nm3.
Questo perché, in pratica, tali centrali termiche non hanno un sistema di depurazione fumi.
Il multiciclone di cui sono dotate, per intenderci, non abbatte neanche i PM 10.
Ci sarebbe bisogno di un filtro a maniche o ancor meglio di un filtro elettrostatico, capace di abbattere polveri fino ai PM 2,5.
Ma le PM 1 e quelle ancora più fini non le abbatte nessun filtro.
Le emissioni di elevate quantità di polveri ultra sottili sono il principale problema dei biocombustibili solidi.
Ma una volta che una centrale termica sopra i 500 Kw di potenza è impiantata è difficile che un'amministrazione non le applichi una turbina per produrre elettricità ed intascare gli incentivi.
Gli incentivi sono commisurati ai kWh elettrici prodotti e questo criterio – valido per gli impianti eolici, fotovoltaici, idraulici – è inadeguato e controproducente nel caso delle biomasse.
Perché le biomasse non sono solo energia grezza trasformabile in elettricità, come quella del vento, ma sono la totalità delle sostanze vegetali, con infiniti usi e funzioni, sempre con ricadute energetiche ed ambientali.
Qualche amministratore gioca sulla convinzione sballata che la combustione della legna provochi solo l'emissione di vapore acqueo e poco altro.
Sbagliato.
La combustione di biomasse legnose provoca emissioni di vapore acqueo e CO2, ma soprattutto di sostanze pericolose come monossido di carbonio (tossico), ossidi di azoto (tossici, irritanti) idrocarburi (cancerogeni), e particolato (le poveri a diversa granulometria) composto fondamentalmente da metalli e residui inorganici che adsorbono e trasportano diossine e furani.
I metalli ambientalmente più pericolosi (piombo, zinco, cadmio) finiscono nelle ceneri volanti e sono maggiori nelle ceneri di corteccia.
Per poter essere usato come fertilizzante, il contenuto di metalli pesanti non deve oltrepassare certi valori della cenere derivante dalla combustione di legna allo stato naturale. La cenere raccolta nei cicloni di impianti funzionanti con cippato di legna già supera i limiti indicati e non può essere utilizzata come ammendante.
La legna, nella categoria «biomasse», è stata inclusa nella lista Ue di energie rinnovabili a bassa emissione di Co2 presumendo che la Co2 prodotta dalla sua combustione sia compensata dalla Co2 catturata dagli alberi cresciuti al posto di quelli tagliati.
In realtà bruciare la legna è a basse emissioni di CO2 solo a certe condizioni, a seconda della velocità di crescita degli alberi.
Ma la pubblicistica scientifica del settore forestale afferma che un bosco ceduo sottoposto a taglio recupera la stessa capacità di catturare CO2 precedente il taglio solo dopo circa tre anni.
Secondo l'Agenzia europea per l'ambiente, supporre «che la combustione di biomasse sarebbe intrinsecamente a emissioni zero ignora il fatto che usare il terreno per produrre piante per l'energia significa che questo terreno non sta producendo le piante per altri scopi, compresa la
cattura di Co2».
L'Ue, con le centrali a legna, ha creato un incentivo che costa molto, probabilmente non riduce le emissioni e non stimola neppure l'adozione di nuove tecnologie energetiche.
Perché allora nella nostra provincia ed in tutto l'Appennino Tosco-Emiliano stanno sorgendo come funghi centrali termiche a cippato?
Il motivo è semplice: una volta impiantate le centrali, le amministrazioni si chiederanno perché non utilizzarle anche per produrre elettricità ed intascare incentivi, come ha già fatto il comune di Monchio.
Ci racconteranno che visto che ormai ci sono, varrà la pena farci un po' di soldi anche se, visto il ridicolo rendimento (a Monchio è del 10%, detto dal sindaco), occorrerà bruciarne dieci volte tanto e tagliare ancor più i boschi, già rimaneggiati dalla speculazione sulla legna da ardere.
Questo il progetto per il futuro che ci prospettano amministrazioni e governo: produrre elettricità bruciando i boschi.
Peccato che le ceneri non si mangino né si respirino.
 
Giuliano Serioli
 
(Fonte: ufficio stampa Rete Ambiente Parma)
Parma, 7 novembre 2013
 
Saranno i Boschi di Carrega l'ultima tappa del cartellone "Trek & Trek game", la serie di uscite in ambiente orgranizzate da Uisp Parma per promuovere la pratica del camminare e la riscoperta di alcuni giochi tradizionali di gruppo.

La nuova uscita è in programma domenica 10 novembre e prevede un'escursione guidata nel giardino della Villa Casino abbinata all'orienteering, sfida di orientamento nel bosco, armati solo di mappa e bussola. Obiettivo del "Trek & Trek game" è infatti la promozione dell'attività motoria attraverso il gioco e il divertimento in natura, con una serie di escursioni adatte a tutta la famiglia.

Domenica l'appuntamento per i partecipanti è alle 10 al Centro Parco Levati di Sala Baganza. Il percorso prevede un itinerario ad anello nel suggestivo giardino della Villa Casino del Boschi, antica residenza dei Duchi di Parma. Durante l'escursione si potranno ammirare i grandi alberi monumentali, circordanti dai caldi colori autunnali, in un ambiente ricco di storia e fascino.

Il pomeriggio sarà invece dedicato al giocaorienteering con una breve introduzione alla disciplina e avvincente sfida finale. Al giocaorienteering potranno partecipare non solo i ragazzi, ma anche i genitori che vorranno mettere alla prova la propria capacità di orientamento.

Nel corso della giornata si potrà pranzare al sacco nella Barchessa del Centro Parco Levati.

Per partecipare è necessaria la prenotazione. Previste promozioni per le nuove tessere Uisp.

Info e programma completo sul sito www.uisp.it/parma

Referenti Trek & Trek game: Rocco Ghidini, cell. 348 7785498 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lara Lori, cell. 339 4681498 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

(Fonte: Ufficio stampa Uisp Parma)
Pubblicato in Dove andiamo? Emilia