Redazione

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Sabato 25 gennaio nonostante la pioggia, si è svolta l'ennesima e quinta giornata a tutela dell'ambiente e delle aree verdi di Colorno. Il progetto "Amo Natura" ideato dal gruppo Amo Colorno, continua a perseguire lo scopo di ripulire aree di tutti al fine di renderle fruibili e sicure per tutti i colornesi e per i nostri amici a quattro zampe.

Questa volta è toccato al parco di via Pasini, invaso da rifiuti di ogni genere anche nelle siepi. L'area giochi era ricoperta da rifiuti e pezzi di vetro.
Se qualcuno continua il suo impegno civico di pulizia, qualcun altro sporca, degrada e imbratta. Nuovi infatti sono gli ennesimi vandalismi compiuti ai danni di una fontanella e di altalene e scivoli sostituite con delle nuove dall'amministrazione comunale precedente, non molto tempo fa.

Il senso civico deve partire da noi, e vogliamo pubblicamente invitare questi vandali ad unirsi al nostro programma di pulizia mensile, invece di annoiarsi e quindi rovinare il nostro bellissimo paese.

Il gruppo
Amo Colorno

Mercoledì, 29 Gennaio 2020 07:22

Imprenditoria in Rosa, Intervista a Hilde Soliani

Creatrice di profumi, performer e artista del gusto e dell’olfatto anticonvenzionale.

di Francesca Caggiati Parma 28 gennaio 2020 - La rubrica “Imprenditoria in Rosa” prosegue con un’intervista a Hilde Soliani, 58 anni, nata a Parma, residente nel reggiano, ma cittadina del mondo, imprenditrice di sé stessa, creatrice di profumi, performer teatrale, artista del gusto e dell’olfatto e pittrice. Soprannome Miss Tranchant. Dire che è una donna poliedrica è forse riduttivo, Ilde, nome d’arte Hilde, è una sorpresa ogni volta che la si incontra. Una donna senza peli sulla lingua, che si ama o si odia senza mezze misure. A lei non importa comunque… e continua per la sua strada.

- Ci racconta la sua storia e quando ha iniziato a creare profumi?
“Avevo 4 anni a casa della nonna materna giocando con lei, a sua volta naso dell’alta borghesia Parmigiana. Poi a 40 anni durante un periodo di stacco dalla mia professione di consulente di marketing internazionale decisi di dedicarmi maggiormente al mondo della profumeria, così da convincere due grandi Maestri ad aiutarmi a diventare l’Imperatrice dei Profumi."

- Come è cambiato il settore della profumeria negli anni?
“La società d’oggi si basa sulla superficialità, dove tutti sanno tutto di tutto. Purtroppo anche la profumeria ne ha risentito e ogni giorno nascono nuovi brand basati solo sull’estetica e non sui contenuti. Ma io ed alcuni altri Marchi Internazionali lottiamo ogni giorno per divulgare il senso del Bello e del Gusto e della Cultura.”

- Quali sono le principali differenza tra l’Italia e l’estero nel mondo dei profumi?
“L’estero riconosce il Talento e ti conduce al Successo.”

- Qual è il suo target di riferimento e su cosa punta maggiormente per soddisfare la sua clientela?
“Creo profumi che creano vere emozioni, suscitano ricordi, ma soprattutto fanno sentire meglio le persone: questo grazie alla mia spiccata creatività, alla tecnica innovativa utilizzata nel mixare le materie prime di altissima qualità provenienti da qualsiasi parte del mondo. Quindi il mio target è il mondo e l’umanità.”

- Ha un sogno nel cassetto? O una pazzia che vorrebbe diventasse realtà?

“Diventare la Chanel del secolo: è cosi che mi definiscono i buyers spero abbiano ragione, perché lasciare il segno per sempre mi renderebbe felice.
Io credo che passerò alla storia per la prima profumiera Artista che ha assolutamente rivoluzionato il mondo globale della profumeria in quanto concentrandosi sulla essenza, cioè sul profumo abbia snobbato il lusso della confezione e del flacone inutile. I miei clienti comprano con il naso e non con gli occhi.“

- Come e dove si vede tra 10 anni?
“Su un tappeto volante che mi permette di raggiungere i luoghi dove saranno esposti i miei bimbi iniziando dai profumi, quadri, panettoni, drinks, foulards etc ma anche assistere ad una performance teatrale, abbracciare un amico dal altra parte del mondo decollando dalla mia casa di NYC.“

- Qual è il progetto di cui è più soddisfatta e di cui va più fiera?
“Quello che devo ancora realizzare: la fondazione dedicata a mio padre.”

- Qual è il profumo che le piace di più o la rappresenta maggiormente tra quelli che ha creato? E quale il profumo che ama di più in assoluto?
“Il tuo tulipano rosso che è il mio best seller, nato per caso in Sicilia. Infatti è un profumo concettuale in quanto è risaputo che il fiore del tulipano non profuma, ma ho inventato una nuova famiglia olfattiva fresco-dolce, una innovativa struttura che utilizza pochissimi ingredienti.”

- Che consigli si sente di dare alle giovani donne che vogliono diventare imprenditrici?
“Di ascoltare tutti, ma fare di testa propria, cioè di non guardare in faccia a nessuno, di rivolgersi ai maestri per poterli superare. Di andare sempre controcorrente perché si prendono sicuramente più porte in faccia, utili a crearsi un’impalcatura indistruttibile.“



A Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, dal 26 gennaio al 31 dicembre al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico della città ducale, è arrivata una mostra temporanea che ripercorre, attraverso abbigliamento, ornamenti e accessori, un viaggio nelle tradizioni del mondo, a partire dalla cultura cinese.

(FOTO di Francesca Bocchia)

Domenica 26 gennaio 2020 alle ore 15 è stata inaugurata la mostra “MODE NEL MONDO” presso il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma

In principio era la seta. E con la seta, brillante e preziosa come l’oro, in Cina - mancavano ancora tremila anni alla nascita di Cristo - nacquero il lusso e la moda. Spetta dunque all’abbigliamento cinese il posto d’onore nella mostra “La moda nel mondo: i vestiti raccontano la vita dei popoli”, che si tiene a Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, dal 26 gennaio al 31 dicembre al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico della città ducale. Le sale del museo diventano un vero e proprio atlante dell’abbigliamento.

Ci sono, dalla Cina, abiti liturgici della tradizione taoista: Gipao (l’abito tradizionale femminile), e Fengguo, nati per difendersi dal vento delle steppe, accompagnati da ricchi abiti di corte. Sono presenti in esposizione anche le calzature femminili tipiche del grande impero, le scarpette con tacco a zoccolo, oltre all’ornamento nuziale: collare in tubolare a sezione rettangolare la cui faccia superiore rappresenta due draghi (simbolo di fertilità maschile).

Dall’Indonesia, scialli della cultura Batak dell’isola di Sumatra e abiti maschili tradizionali. E ancora, dal Giappone, giacche Haori rigorosamente di seta, con gli stemmi di famiglia “mon”, parasole di bambù e carta giapponese dipinta, Kimono femminili e Obi per donne sposate; dal Sudan, zucchetti, scarpe e babbucce tribali; dal Ghana, tessuti cerimoniali in seta della tribù Ashant; dal Burkina Faso un abito tradizionale composto di tunica e pantaloni; dal Bangladesh il Burqa delle donne musulmane bengalesi e parure di gioielli; dal Camerun le collane Kweyma Kjella e le cavigliere di alluminio decorate a testa di uccello.
Vasto il repertorio proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo. Vasto e inquietante. La mostra ospiterà gli elementi di abbigliamento tradizionale che costituiscono il corredo classico, l’emblema di appartenenza, della misteriosa società “segreta” iniziatica “Bwami”. La setta è segreta per quanto riguarda i riti e gli insegnamenti che vi si apprendono e la violazione dell’arcano comporta la morte. L’appartenenza può essere rivelata ed anzi, far sapere che si è membri della società, è un onore.

La mostra temporanea del Museo d’Arte Cinese espone vestiti e paramenti di maschi e femmine che hanno raggiunto il massimo grado dell’associazione, “lutumbo lwa Kindi” e “Kanyamwa”. Ci saranno i copricapo maschili nkumbu e sawamazembe, i muzombolo femminili, decorati con piume e bottoni, fasce decorate con le conchiglie - moneta conosciute come Cauri, gonnellini in fibra vegetale, bandoliere mukoma, fasce pettorali (guai a chiamarle reggiseni) e diademi.

Sorprendente l’angolo dedicato alle popolazioni amazzoniche: non manca nulla del corredo decorativo del popolo Kayapò, in un meraviglioso profluvio di piume e tessuti vegetali.

Grazie all’abbigliamento e agli ornamenti è facile intuire, in qualsiasi popolo, l’appartenenza a una tribù, uno stato sociale, un’etnia. L’abbigliamento è una vera e propria forma di comunicazione codificata e facilmente interpretabile a livello sociale. E al Museo d’Arte Cinese di Parma è possibile leggere tante storie.


LA MOSTRA “MODE NEL MONDO” È APERTA DA MARTEDÌ A DOMENICA DURANTE GLI ORARI DI APERTURA DEL MUSEO PER TUTTA LA DURATA DELL'ANNO, E SI PREVEDE LA SUA CHIUSURA IL 31 DICEMBRE 2020.

PER SCUOLE E CLASSI, VISITE VANNO PRENOTATE E SONO GUIDATE. LA TIPOLOGIA DEGLI SPAZI DEL MUSEO CONSENTE UN APPREZZAMENTO ED UNA VISIONE OTTIMALI PER GRUPPI NON TROPPO NUMEROSI (UNA 20INA DI UNITÀ). STESSI ORARI DI APERTURA. CONTATTATECI AL 0521-257.337.

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