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CIRIO, lo specialista del pomodoro 100% italiano, presenta I Datterini di Sicilia, la nuova proposta premium della linea Le Selezioni Cirio, un connubio di alta qualità di prodotto e vocazione territoriale.

Coltivati nelle zone più vocate e con il metodo biologico, I Datterini di Sicilia maturano al sole dell’isola e sono raccolti e lavorati con estrema delicatezza seguendo le tecniche più moderne che ne preservano le caratteristiche originarie, come quella estrema dolcezza che li rende unici.

Pubblicato in Agroalimentare Modena

Il cibo può essere considerato uno strumento efficace per combattere le infiammazioni. Lo conferma il dr. Neri, nutrizionista a Bologna, che sul suo sito drneri.it pubblica una serie di consigli per mangiare nel modo giusto: una dieta equilibrata rappresenta un pilastro fondamentale del benessere del corpo e della psiche.

Non solo chiusure in attesa della ripresa delle attività

Sondaggio tra i 31 ristoratori aderenti al Consorzio Modena a Tavola. L’80% ha sospeso l’attività, ma c’è anche chi si è inventato il menù “antidepressivo” da consegnare ovviamente a casa e nel rigoroso rispetto delle regole. 

Si erano ritrovati il 3 marzo scorso, tutti insieme, capitanati da Massimo Bottura, per dare un messaggio pieno di positività, quando ancora l’emergenza sanitaria non era emersa in tutta la sua drammaticità e complessità. Dopo qualche giorno, anche i ristoratori del Consorzio Modena a Tavola, 31 in tutta la provincia, si erano dovuti arrendere, adeguandosi immediatamente alle regole restrittive volte a contenere il contagio, nell'interesse generale, con rigore e senso della comunità.

A qualche settimana dal lockdown la stragrande maggioranza di loro, l’80%, ha l’attività completamente ferma ma c’è anche chi si è da subito ingegnato per trovare soluzioni compatibili con la prosecuzione dell’attività, nel pieno rispetto delle regole stringenti attualmente in vigore. Ognuno ha fatto, sicuramente con difficoltà, la propria scelta cercando prima di tutto di rispettare le regole e di tutelare la salute. Tra chi ha deciso di tenere accesi i fornelli, sia pure con i fuochi al minimo, ci sono ad esempio lo storico ristorante di Carpi “L’incontro”, Il Calcagnino di Formigine, l’Osteria Emilia di Campogalliano, la Cucina del Museo e il Luppolo e l’Uva, entrambi di Modena. Ognuno di loro ha individuato una soluzione che si può a pieno titolo definire personale, perché profondamente legata alle caratteristiche del locale e della clientela che tradizionalmente lo frequenta. C’è in tutti e cinque i casi un denominatore comune: il desiderio di mantenere vivo il rapporto con la gente, portare nelle abitazioni e, almeno in alcuni casi, nelle aziende, quel calore che solo la buona tavola sa dare. Probabilmente anche per questo tutti i ristoratori che hanno deciso di continuare a cucinare preferiscono consegnare personalmente. Solo eccezionalmente si appoggiano a catene dedicate alla consegna a domicilio.

Per far sapere ai propri clienti della loro “apertura” tutti i ristoratori stanno facendo ampio uso dei canali digitali. Su Facebook, sui loro siti internet, attraverso Instagram, oppure riconvertendo le newsletter con cui ricordavano gli eventi e mettendo in evidenza le nuove opzioni a disposizione dei clienti. Da qualche giorno, per amplificare il messaggio alcuni hanno scelto di fare ricorso anche alla radio.

Ognuno a modo proprio
Entrando più nel dettaglio c’è chi come Paola Corradi, titolare della Cucina del Museo, che, dovendo scegliere di mettere in cassa integrazione i suoi collaboratori, ha prima arruolato la figlia, studentessa universitaria, per farsi aiutare sia in cucina sia nelle consegne. Successivamente ha pubblicato un menù completo con tante possibilità di scelta. “Noi siamo molto piccoli per cui ci rivolgiamo alle famiglie. Il riscontro è stato davvero positivo. Si tratta prevalentemente di clienti che già ci conoscono e che hanno molto apprezzato questa scelta. Abbiamo adattato il menù per trovare un punto di equilibrio tra la qualità, i tempi di consegna e la trasportabilità. Tutto in ogni caso viene preparato all'istante e subito consegnato a domicilio” racconta Paola.

Ancora più articolata è l’offerta de L’Incontro di Carpi, storico locale guidato da sempre da Gianfranco Zinani e dalla moglie. In questo caso hanno elaborato ben tre menù completi, uno per gli amanti della carne, scherzosamente ribattezzato Antidepressivo, un altro per gli amanti del pesce e infine una proposta definita vitaminica, rivolta a coloro che alla forma non vogliono rinunciare mai. 

È stata una piacevole sorpresa, la gente apprezza molto il servizio. L’altra sera ho fatto personal-mente una consegna e ho ricevuto un’accoglienza incredibile da una famiglia che per l’occasione si era vestita di tutto punto e aveva preparato una tavola sontuosamente apparecchiata. Mi hanno persino invitato ad entrare, ma ovviamente non è stato possibile. Le richieste, in questo caso per il pranzo, stanno arrivando anche dalle poche aziende che stanno proseguono la loro attività” spiega Carlo Gozzi, chef del ristorante carpigiano.

Per originalità e inventiva spiccano poi le proposte di Davide Forghieri della Osteria Emilia che nemmeno in questa occasione ha rinunciato al suo estro. Le soluzioni da lui proposte si dividono in piatti completi già pronti, o in soluzioni in cui l’ultimo tocco viene lasciato al cliente. Nel caso dei tortellini ad esempio, in una apposita vaschetta ci sono i tortellini, a parte il brodo e il parmigiano reggiano. “Tutto viene preparato espresso, utilizzando vaschette termiche sigillate con atmosfera modificata. In questo modo qualità e sicurezza sono garantite” spiega Davide Forghieri.

L’ultimo che si è aggiunto, sul piano cronologico, è il Calcagnino di Formigine. Loro in questa fase sono partiti proponendo un menù di Pasqua “ma stiamo già pensando di allargare l’offerta vista la buona accoglienza ricevuta” raccontano Claudio e Barbara.

A concludere questa breve rassegna Stefano Corghi che, oltre ad essere lo chef del Ristorante modenese il Luppolo e l’Uva, è anche presidente del Consorzio Modena a Tavola. La prima cosa che evidenzia è il calore umano e l’apprezzamento che questo tipo di iniziative stanno riscuotendo. “Le persone quando arriviamo a consegnare il pasto che hanno ordinato manifesta nei nostri confronti una grande gratitudine. È evidente che c’è voglia di normalità, di fare due chiacchiere in serenità” racconta Corghi tracciando un primo piccolo bilancio della sua esperienza personale.

Per quanto possa apparire paradossale, alcune aziende, che mi hanno chiesto di servire loro il pasto di mezzogiorno, mi hanno raccontato che stanno riscoprendo il piacere della pausa del pranzo di mezzogiorno, troppo spesso consumato in fretta, magari in piedi, mangiando un panino. Certo sono piccoli segnali, sicuramente insufficienti, ma l’emergenza, come sempre accade, obbliga a delle riflessioni e spinge a trovare soluzioni alternative che, magari, potranno essere valide anche quando avremo superato questa fase così complicata. Da soli però difficilmente riusciremo a rialzarci e a ripartire. Per questo confidiamo anche in aiuti e sostegni da parte del Governo e delle amministrazioni locali” conclude il presidente del Consorzio Modena a Tavola Stefano Corghi.

La linea certificata MSC, che segna il debutto di Rizzoli nella gastronomia ittica fresca, si aggiudica il prestigioso award per la categoria conserve.

Nuovo riconoscimento per Rizzoli Emanuelli. La storica azienda di Parma, specializzata dal 1906 nella produzione di conserve ittiche di qualità, si aggiudica il premio "Prodotto Food 2020" con la nuova linea Alici fresche del Mar Cantabrico.

Racchiusa in una pratica e innovativa confezione a vista con velo salva freschezza, la linea è a base di alici del Mar Cantabrico, le più pregiate e carnose, pescate da Rizzoli con il metodo di pesca sostenibile al cerchio nel rispetto dell'ecosistema marino e certificate MSC. Lavorate interamente a mano, le alici conservano un'alta qualità e il sapore intenso del pesce fresco.

La gamma comprende quattro referenze: "Le Dolci", con il 25%di sale in meno rispetto ai classici filetti di alici; "Le Marinate", caratterizzate da una piacevolmente nota agrumata; "Le Rustiche" a bassa salatura (il 25 % in meno di sale) con un sapore più deciso dato dalla pelle che viene mantenuta in parte e "Le Intere", sotto sale, un prodotto per veri intenditori che esalta tutto il sapore della tradizione.

"Abbiamo sviluppato questa linea, la prima dedicata al banco frigo, per rispondere alle nuove esigenze di consumo basate su alimenti salutari e innovativi. Siamo molto soddisfatti di questo prestigioso riconoscimento che premia l'intenso lavoro della nostra divisione Ricerca & Sviluppo e valorizza una gamma che unisce alta qualità e lavorazione artigianale, confermando l'attenzione alla sostenibilità e all'innovazione che costituiscono fattori fondamentali per Rizzoli", ha commentato Massimo Rizzoli, Amministratore Delegato di Rizzoli Emanuelli.



Con sede a Parma, Rizzoli Emanuelli è un'azienda storica nel mercato delle conserve ittiche, attiva dal 1906. Elevati standard qualitativi, grande attenzione alla selezione delle materie prime, la scelta di una pesca sostenibile rispettosa dell'ecosistema marino, l'utilizzo di packaging innovativi sono gli asset distintivi di questa società che coniuga nuove tecnologie di produzione con una lavorazione artigianale per mantenere inalterato tutto il gusto fresco di mare e le proprietà nutrizionali dei propri prodotti.
Rizzoli Emanuelli propone un'ampia selezione premium che comprende alici, tonno e sgombro in diverse linee per la famiglia e la ristorazione.
www.rizzoliemanuelli.com

Pubblicato in Cultura Parma

Aumentano le adesioni all'iniziativa proposta dall'Assessorato alle Attività Produttive e Commercio del Comune di Parma di creare un elenco delle attività commerciali che effettuano consegna delle proprie merci al domicilio dei clienti.

L'iniziativa, partita la settimana scorsa con la pubblicazione nel portale del Comune www.comune.parma.it della lista di alcuni esercizi del mondo della ristorazione disponibili ad effettuare un servizio di delivery gratuito, è stata molto apprezzato sia dai cittadini che dagli esercenti parmigiani.

In pochi giorni l'elenco è più che quadruplicato e stanno aderendo all'iniziativa non solo le attività che si occupano della vendita di prodotti alimentari ma anche atri esercizi commerciali come librerie, profumerie, negozi di oggettistica e di rivendita cibo e accessori per animali e affini.

Ad oggi le attività che offrono servizio di consegna a casa sono suddivise (e pubblicate sul portale del Comune di Parma) in tre categorie:

• Ristoranti, Pizzerie, Bar, Gelaterie, Pasticcerie
• Gastronomie, Forni, Negozi alimentari (frutta e verdura, macellerie)
• Vendita di prodotti non alimentari

"L'iniziativa permette di creare un circolo virtuoso in grado di aiutare sia i cittadini che per far fronte all'emergenza COVID-19 si trovano a dover limitare i propri spostamenti, sia le attività commerciali che trovano un'alternativa allo chiusura delle propria attività al pubblico in ottemperanza al DPCM dello scorso 11 marzo" – sottolinea l'Assessore Cristiano Casa.

Ricordiamo che gli esercenti che vogliono segnalare la propria disponibilità a fornire servizio di delivery potranno farlo inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ed indicando il nome dell'attività, il recapito telefonico e la categoria merceologica.

A seguire la lista delle attività che ad oggi hanno aderito al progetto:

 

Ristoranti, Pizzerie, Bar, Gelaterie, Pasticcerie

Agriturismo Santa Felicita: 0521 494950;

Bastian Contrario - pub specializzato in birra artigianale: 3478113440; 

Cantina Canistracci: 0521 1472266 - 351 9724961;

L'Acquolina D'Azeglio: 0521 289581;

Peter Pan wine bar: 0521 289407 - 329 7425773;

Gelateria al Polo: 331 7881722;

Gelateria Floridita: 0521 253604;

Gelateria Harnold's: 0521 290794;

Gelateria Millevoglie: 0521 258716;

La Cornetteria: 0521 573126;

Adamo Pizzeria: 0521 939146;

C'è pizza per te 3 - pizzeria: 0521 290334 - 349 2993128;

I due gatti - pizzeria: 0521 238901;

Pizza e cuore: 0521 481412;

Pizza Fantasy: 0521 257373 - 366 3487722;

Pizzeria da Luca: 0521 780878;

Pizzeria Da Simone: 0521 1912181;

Pizzeria il Profeta: 0521 282899;

Pizzeria Reale: 0521 522951;

Antica Osteria Tre Ville: 0521 272524;

Artai - osteria parmigiana: 0521 572077 - 370 3286861;

Ceci Pasta & Shake: 0521 1510620;

Corale Verdi: 0521 237912;

Corrieri: 0521 234426;

Curcuma e mango - cucina indiana: 0521 271214;

Gallo d'oro: 0521 208846;

I Love Pesce: 0521 1999008;

I Tri Siochet: 0521 968870;

Il Bocconcino: 0521 674273;

La Maison di Gourmet: 0521 645310; 

Meet Hamburger Gourmet: 0521 1713812;

Osteria dei Servi: 0521 231211 - 331 5253463;

Osteria del Teatro: 0521 208455 - 345 4675950;

Osteria I Tre Porcellini: 0521 957652;

Perlage ristorante: 0521 781137;

Qualunquemente Mangi: 0521 1747735;

Ristorante pesce Sea&no: 0521 181380;

Ristorante Pizzeria Il Mito: 320 7877364;

Ritual Ristorante Messicano & Steakhouse: 0521 929715;

T bone station: 800 969826;

Totò e Peppino (ristorante e pizzeria): 0521 673149;


Gastronomie, Forni, Negozi alimentari

Alimentari Marchesi: 0521 963904;

Bacovia Alimentari: 0521 1651118;

Caseificio Ugolotti: 0521 486769 - 338 3947894;

Cioccotèca di Tentazioni s.r.l.s. a socio unico: 349 9823464;

Dolceria Zanlari: 0521 988949;

Drogheria di una volta: 347 8948692;

La Bottega di Vicofertile - Minimarcket - salumeria - frutta e verdura - gastronomia pronta: 338 3279770;

La cantina della carne: 0521 289567;

La Cantina di Fausto: 3280541156;

Macelleria entrecote: 0521 1627130; 

Nautilus Sea Food: 0521246511;

Ortofrutta Molinetto: 0521 985213 - 333 5394777;

Pastificio Michele: 342 8005394;

Salumeria macelleria Nadotti: 0521 243258;

Somyfruit: 320 8118831 - 0521 1650721;

Verosapore - la bottega del contadino: 340 6851559;

Food Delivery: www.nutribees.com;

Caseificio Ugolotti: 0521 486769 - 338 3947894;

Bottega e Cucina - Gastronomia Parmigiana: 0521 714236 - 349 8016405;

Da Giovanni: 0521 483030;

Festa di rapa - gastronomia vegetariana e vegana: 0521 1402018;

Gastro bar Sapori di Casa: 349 2416548;

Gastro Bar sapori di casa gastronomia: 349 2416548 - 347 9928556;

Gastronomia Orlandini: 0521 1759510;

Humus Bio Bakery Bistrot: 0521 992303;

La Prosciutteria: 0521 234188;

La Rocca di Romani: 0521 244381;

La Salumeria Verdi: 0521 208100;

La San Leo srl - gastronomia, salumi e pasta fresca: 0521 1551753;

Officina Gastronomica: 0521 967327;

Salumeria garibaldi - gastronomia parmigiana: 0521 235606;

Salumeria Gastronomia Poletti: 0521 487746;

Tuttisapori di Parma - Gastronomia: 0521 966093;

Pane & co (chiusi il sabato pomeriggio): 0521 258659;

Panetteria Anna: 0521 239038;

Panificio Centrale: 0521284318;

Torrefazione Pelco: 340 3454095;

 

Vendita di prodotti non alimentari

Natura Selvaggia B.A.R.F. & non solo: Cibo e Accessori per animali domestici - 320 0325499;

Dog Stories Petshop: Cibo e Accessori per animali domestici - 0521 710988;

Eco Store: Consumabili per la stampa - 0521 236811;

Nadalini Gian Franco & C.: Cosmetici e prodotti igiene personale - 347 5934472;

Libreria Medico Scientifica: Libreria - 0521 234593;

My Euro Island: Oggettistica - 349 6421946;

Bocchi centro tv elettrodomestici: Riparazioni e vendita con consegna ed installazione a domicilio di grandi e piccoli elettrodomestici - 338 9867898;

Pubblicato in Comunicati Lavoro Parma

Fa tappa anche a Parma, Capitale della Cultura 2020, il tour di presentazione delle celebrazioni del bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi con un evento presso la Sala Conferenza dell’Info Point dell’Università di Parma - Ponte Romano via Mazzini venerdì 20 dicembre alle ore 16.30.


Parma, 16 dicembre 2019 – Il 2020 sarà l’anno dedicato alla celebrazione del bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, colui che ha portato la scienza in cucina e ha insegnato l’arte del mangiar bene. Il tour di presentazione del calendario delle attività artusiane 2020, fa tappa a Parma, venerdì 20 ore 1630 al Ponte Romano, sala conferenze Info Point Università di Parma, con un evento organizzato da Casa Artusi, in collaborazione con ALMA, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, Assessorato all’Agricoltura.


Il 2020 sarà il bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, scrittore, gastronomo e critico letterario di Forlimpopoli, autore di quella che è considerata la prima trattazione gastronomica dell’Italia Unita: 790 ricette, ognuna testata di persona dall’autore con la collaborazione della sua governante, raccolte in un famosissimo libro, che, per generazioni, non mancò mai nelle case degli italiani.
Il ricettario di cucina italiana più famoso al mondo, ha avuto il merito, non solo di rappresentare la sintesi della cucina domestica di quegli anni, ma anche, in qualche modo, di raccontare la neonata nazione e di diffonderne la lingua e le tradizioni.


In occasione dell’incontro verrà presentato il calendario degli eventi previsti nel 2020 dalla Presidente di Casa Artusi Laila Tentoni. A seguire, è previsto un cooking show della ricetta nr. 54 Anolini alla Parmigiana a cura di Carla Brigliadori.


L’evento, organizzato in collaborazione con Ideares srl, si concluderà con una degustazione di Anolini alla Parmigiana in abbinamento con prodotti e vini del territorio.
Per maggiori informazioni ufficio stampa: Ideares srl dottoressa Elisa Storti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Pubblicato in Dove andiamo? Parma

In Italia il cibo gettato via ogni anno equivale ad un punto del PIL nazionale, con l'82% dello spreco rappresentato dal cibo che si getta in casa.

A Natale lo sperpero è al massimo, soprattutto in Italia dove in occasione delle feste si esagera con cibi e vini. «Queste celebrazioni hanno così un effetto dannoso sul pianeta di cui stiamo consumando le risorse a tempo di record» avvertono gli analisti di Ener2Crowd, invitando i cittadini a rendere le feste più eco-sostentibili.

(AJ-Com.Net) - ROMA, 13 DIC 2019 - Lo spreco alimentare somma annualmente in Italia 17 miliardi di euro, pari all'1% del pil, di cui 14 miliardi di euro dissipati per il cibo già prodotto e gettato via e 3 miliardi di euro per lo spreco di filiera e distribuzione.

Si tratta per l'82% di alimenti gettati via dai consumatori e per il 18% di scarti del processo di produzione e di trasporto. A metterlo in evidenza è Ener2Crowd ( www.ener2crowd.com ), la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding energetico.

Se analizziamo poi i dati del periodo natalizio scopriamo che tra Natale e Capodanno si getteranno via oltre 500 mila tonnellate di cibo, corrispondenti ad oltre 80 euro per gruppo familiare che vanno in fumo inutilmente, portando anche ad un'impennata del livello di inquinamento «perché ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce 4,2 tonnellate di CO2» spiegano gli esperti di Ener2Crowd.

Eppure, dalla scelta dei cibi alle decorazioni, dai mezzi di trasporto all'illuminazione, il Natale può essere occasione per mettere in atto e diffondere pratiche sostenibili, puntando sulla sensibilità ambientale e sulle tecnologie per ridurre gli sprechi, anche energetici.

«Mai prima d'ora abbiamo avuto così tante prove del fatto che essere sostenibili è anche economicamente vantaggioso per le aziende» sottolinea Niccolò Sovico, ideatore, co-fondatore e ceo di Ener2Crowd.

Se poi in Italia ogni cittadino dedicasse l'esatto valore dello spreco alimentare di 12 mesi ai progetti Ener2Crowd pensati per il progresso del Pianeta, questi rappresenterebbero un tesoretto di circa 13 miliardi di euro in grado di crescere del 6% all'anno.

«Come consumatori, dobbiamo usare il nostro potere di spesa per mostrare alle aziende che è nel loro interesse realizzare prodotti sostenibili» ricalca Giorgio Mottironi, co-fondatore e chief sustainability officer di Ener2Crowd, che per questo Natale suggerisce di regalare e regalarsi un «lending crowdfunding energetico».

La proposta ai cittadini è quella di diventare greenvestor, optando -ad esempio- per il progetto Ener2Crowd legato al relamping realizzato da Samso SpA con la nuova tecnologia a led in grado di portare ad una riduzione annua di 365 tonnellate di emissioni di CO2, pari all'effetto che avrebbe la piantagione di 36.500 alberi. 

(Foto di Francesca Bocchia - Accensione albero di Natale a Parma) 

Giovedì, 24 Gennaio 2019 17:31

Il Tè delle cinque? Si, ma al formaggio

Secondo il New York Times sarà il nuovo food trend americano del 2019. In Italia lo si può trovare nella Chinatown milanese di via Sarpi. Insomma, il Tè al formaggio incuriosisce.

Giovedì 24 Gennaio 2019 -

Di Chiara Marando -

Se ne sente parlare ormai da qualche tempo ma ancora non ha trovato una sua vera strada in ambito culinario. Ancora. Sì, perché il New York Times lo ha identificato come uno dei trend del 2019: sto parlando del Tè al formaggio. Esatto, proprio al formaggio.

La pausa pomeridiana delle cinque potrebbe cambiare veste, almeno così sembra essere sul mercato americano. E si sa, da lì all’Europa in passo è molto breve.

Nata a Taiwan nel 2010, questa bevanda si è diffusa in Cina stimolando l’interesse anche dei turisti, per poi arrivare negli Stati Uniti e incontrare il gusto dei consumatori. Ma non pensate subito a qualcosa di imbevibile, dai sentori intensi. Il Tè al formaggio risulta estremamente delicato, con sembianze che ricordano il cappuccino o la cioccolata con panna.

Non esiste una preparazione univoca, sono diverse le ricette: alcuni scelgono di servirlo freddo, altri caldo; c’è chi predilige il tè verde, chi il tè matcha e chi opta per quello nero. Sono piccoli accorgimenti che variano a seconda del luogo e delle abitudini. Ma a incuriosire, ovviamente, è l’elemento formaggio che viene aggiungo al tè per completarlo. Fresco, quasi una crema, che ricorda la panna montata o la schiuma di latte, quella densa. Una regola, però, rimane fissa: non bisogna mai aggiungere zucchero.

Da questa base ci si può iniziare a sbizzarrire nella personalizzazione. Allo Steap Tea Bar di San Francisco, ad esempio, viene preparato con tè verde, limone e panna salata montata con mascarpone. Una bombetta insomma. A New York, l’Happy Lemon è la catena dove trovare ogni sorta di tè e delizie, anche il Cheese Tea.

E in Italia? Ecco, non si può dire abbia già fatto breccia nel nostro cuore, ma qualche accenno c’è. A Milano, nella Chinatown di via Paolo Sarpi, il Caffè Chateau Dufan (angolo Piazzale Baiamonti) propone due versioni golose: una con gli Oreo e l’altra con i cookies. La base è l’Earl Grey, a cui si aggiunge latte liofilizzato, che occupa ¾ del bicchiere. L’ultima parte è quella del tocco di formaggio, la ricotta montata con panna.

Il risultato è una fusione tra la dolcezza densa della crema che fa topping e il gusto tipicamente amaro del tè nero o Earl Grey.

Curiosi? Allora un sorso e via!

Pubblicato in Food
Domenica, 26 Novembre 2017 06:48

La cura è servita: Un libro per guarire con il cibo

È uscito La cura è servita 2, il nuovo libro di Anna Lucia Tassi che raccoglie le storie di pazienti curati attraverso l'alimentazione. Fotografie, referti clinici e testimonianze accompagnano il lettore all'interno di numerosi casi e patologie risolti "a tavola".

Lucia Tassi, medico geriatra e nutrizionista, lascia spesso la parola ai pazienti: sono loro a raccontare l'avvicinamento, spesso con un po' di diffidenza, a questo tipo di terapia, poi il progressivo miglioramento durante la dieta e, infine, la guarigione.

E così Mirco, Fabio, Benedetta, Carlo, Adriano e tanti altri parlano di testosterone basso, cefalee, assenza del ciclo mestruale, steatosi epatica, coliche renali... tutti problemi risolti esclusivamente con il cibo.

"Potrei dire - spiega l'autrice - che si tratta di un libro 'a quattro mani', ma in realtà le mani sono ben di più, perché questa volta i pazienti che hanno chiesto di partecipare, o hanno ben volentieri acconsentito a farlo, sono stati tanti".

In questo appassionato viaggio nella ricerca di nuove cure attraverso l'alimentazione, la dott.ssa Tassi, come già nel suo primo libro, ha scelto di ridurre al minimo il linguaggio scientifico per permettere a tutti di avvicinarsi e comprendere i benefici della terapia.

"È necessario - conclude la dott.ssa Tassi - avvicinarsi agli alimenti in maniera diversa, riconoscendo le loro possibilità curative e, nello stesso tempo, guardare il malato nella sua complessità e non soffermarsi solo sulla malattia. I pazienti sono una sfida continua perché, non avendo un vero e proprio protocollo, bisogna ogni volta trovare una via giusta e personale".

"Cucinare un pasto può diventare come creare un farmaco", scrive nella prefazione al libro Nicoletta Dentico, direttrice Health Innovation in Practice di Ginevra. Le storie dei pazienti che Anna Lucia Tassi racconta nel suo libro ne sono la prova vivente. Leggere per credere.

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