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Parma Quality Restaurants: Antica Corte Pallavicina, Inkiostro, Due Spade e Locanda del Sale sono i nuovi ristoranti del consorzio parmigiano, presentati nell’incontro dedicato a cultura e cibo.

Parma

Cresce la squadra del Parma Quality Restaurants, il consorzio dei ristoratori di città e provincia, nato sulla scia del titolo Unesco creative city of Gastronomy. E lo fa nel segno della qualità e della valorizzazione del territorio, perché quello che conta è: «Essere tutti uniti in un sistema complessivo, ognuno con il suo ruolo, per crescere insieme» ha sottolineato Enrico Bergonzi, presidente Parma Quality Restaurants, in apertura dell’incontro “Cibo e cultura: aspettando Parma2020”, organizzato dai ristoratori al Museo Glauco Lombardi. L’iniziativa ha voluto creare un momento di confronto con enti, istituzioni e aziende sul valore del cibo come fattore culturale e identitario della città ed è stato l’occasione per presentare ufficialmente i quattro nuovi soci del PQR: Antica Corte Pallavicina (Polesine Zibello), Ristorante Inkiostro (Parma), Ristorante Due Spade (Bardi) e Locanda del Sale (Lesignano). Ben due ristoranti stellati e altrettanti presidi di territorialità e tipicità a rafforzare l’impegno del consorzio nella promozione della cultura enogastronomica del parmense, declinata in tutti i suoi aspetti.

Cultura e cibo, uniti in uno stretto vincolo, come ricordato dal padrone di casa, Maurizio Dodi, presidente del Glauco Lombardi e del Consorzio dei Vini dei colli di Parma: «Il cibo è cultura, Il vino e la cucina sono il saper fare dell’uomo. Valorizzare questi aspetti è importante, anche in un contesto come quello museale». Una strategia che risulta quindi determinante nel cammino verso il 2020.

«Parma2020 è una scuola, nessuno di noi ha mai affrontato il percorso di capitale della cultura – ha spiegato Michele Guerra, assessore alla Cultura del Comune -. È un’opportunità per tutti, un treno che passa solo una volta e che deve essere preso nel modo migliore. Il prossimo anno molti turisti e visitatori transiteranno da Parma e noi dovremo accoglierli al meglio e saper raccontare a loro tutte le nostre specificità e unicità, culturali, artistiche ed enogastronomiche. E per far questo dobbiamo unire l’azione culturale all’attività di Parma città creativa della Gastronomia Unesco».

Ma come possiamo davvero migliorare? A questa domanda ha risposto l’assessore comunale al Turismo e Progetto Unesco, Cristiano Casa: «Il dossier di Parma2020 ha raccolto qualcosa che già esisteva, delle eccellenze già presenti e attive che dobbiamo imparare a raccontare sempre meglio e tutti quanti, uniti da una visione comune che coinvolge i diversi aspetti culturali e gastronomici».

Il valore della collaborazione e dell’unione è stato ripreso anche da Alessandra Foppiano, executive manager di Parma Alimentare che ha spiegato come «sia fondamentale creare uno storytelling del territorio e delle sue eccellenze, definire una corretta strategia comunicativa e continuare nel percorso di lavoro sinergico avviato in questi anni». Tutti elementi alla base del successo degli eventi in programma anche quest’anno, come Cibus Off, la Cena dei Mille e Giardini Gourmet, che vedranno fra i protagonisti proprio i ristoratori del Parma Quality Restaurants, perché «squadra che vince non si cambia». 

Pubblicato in Cronaca Parma

5 Chef per un unico grande protagonista: l’Anolino. Dall’8 al 10 marzo 2019 a Fiorenzuola d’Arda la terza edizione del festival dedicato alle paste ripiene dell’Emilia Romagna.

Piacenza -

Non c’è due senza tre e così Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) si appresta a ospitare la terza edizione del “Festival dell’Anolino”, un omaggio cultural-gastronomico alla rinomata pasta fresca ripiena tipica del territorio, ma anche alle “omologhe” paste ripiene che caratterizzano l’Emilia Romagna. Ecco allora che a Fiorenzuola parteciperanno cinque dei migliori chef della regione, tutti soci di CheftoChef, che proporranno rivisitazioni delle paste ripiene tipiche delle proprie zone di provenienza.

Appuntamento dall’8 al 10 marzo nella centrale ed accogliente piazza Cavour. Visto il successo delle precedenti edizioni, in questo 2019 il Festival durerà una giornata in più, proponendo un lungo weekend che partirà il venerdì 8 Marzo “Festa della Donna”. Per l’occasione Anolini Rosa e dalle 22.00 live band Incydia in concerto.

Il sabato e la domenica, all’interno dello stand allestito nel centro del paese, sarà possibile degustare gli Anolini nelle varianti di carne e di formaggio preparati e cucinati da ristoratori e gastronomie locali, che proporranno la loro originale ricetta. Domenica a pranzo, invece, sarà l’occasione per assaporare ben 4 paste ripiene tipiche dell’Emilia Romagna, strizzando l’occhio anche alle regioni di origine degli chef, oltre ovviamente al padrone di casa l’Anolino, grazie alla presenza di cinque maestri della cucina: il decano degli chef Silverio Cineri di Faenza (RA), Emilio Barbieri dello stellato “Strada Facendo” di Modena, Mario Ferrara dello “Scacco Matto” di Bologna, Rino Duca de “Il Grano di pepe” di Ravarino (MO), oltre allo chef padrone di casa, Claudio Cesena della “Locanda San Fiorenzo”.

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Martedì, 19 Febbraio 2019 17:35

Chiacchiere di Carnevale: ricetta senza glutine

Anche se siete intolleranti al glutine non significa che dobbiate privarvi di uno dei dolci più celebri e tipici del Carnevale! Ecco a voi una ricetta semplice per gustare le chiacchiere in questa versione senza glutine adatta anche ai celiaci.

Ingredienti

200 g di farina di riso

50 g di fecola di patate

100 ml vino bianco (un bicchiere)

50 g zucchero

20 g di burro (io ho usato la margarina di soia)

2 uova

un pizzico di sale

olio di semi

zucchero a velo

PROCEDIMENTO

In una ciotola formate una fontana con la farina, la fecola e lo zucchero ed aggiungete gli altri ingredienti lavorando il composto fino a formare una palla.
Lasciate riposare il composto per almeno 30 minuti avvolgendolo in una pellicola trasparente.
Su un piano da lavoro infarinato (è importante infarinare sempre molto bene il piano di lavoro e la sfoglia, perché tende ad essere appiccicosa!) stendete bene l'impasto col matterello e con una rotella taglia pasta dentellata ricavate dei rettangoli delle dimensioni di circa 8 cm per 12 cm. Potete anche scegliere la forma che più vi piace.
Non resta che riempire una padella di olio farlo scaldare e friggere le chiacchiere da entrambi i lati finché non saranno dorate (circa 15/20 secondi).
Scolatele e fatele asciugare su un foglio di carta assorbente.
Infine mettetele su un piatto da portata, spolverate con zucchero a velo e il gioco è fatto!
Un'alternativa più leggera, può essere quella di cuocere le chiacchiere in forno a 170 gradi per circa 20 minuti, anche se penso che a Carnevale si possa fare uno strappo alla dieta!

Buon appetito e buon Carnevale!

Testo e foto di Francesca Perrone

A questo link troverete un'altra ricetta facile, sfiziosa e naturalmente senza glutine!

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Presentato il calendario 2019 del progetto Parma Unesco City of Gastronomy, un lavoro corale che coinvolgerà pubblico e privato nella promozione del territorio: eventi, cucina gourmet, arte e cultura.

Di Chiara Marando –

Parma 13 Febbraio 2019 -

Parma, Città creativa Unesco per la Gastronomia, si prepara a vivere un anno ricco di cultura, arte, buona tavola e progetti. Un anno di crescita, condivisione, apertura e accoglienza. Un anno che coinvolgerà tutta la città e il territorio parmense, per creare e dare valore a un sistema fatto di storia, tradizioni ed eccellenze.

E’ il progetto Parma UNESCO Creative City of Gastronomy che prende forma: proprio ieri, martedì 12 febbraio, è stato svelato ufficialmente il calendario degli eventi che si snoderanno lungo tutto il 2019. L’inizio sarà con il Cibus Off, dal 6 al 14 aprile, che si muoverà intorno a Cibus Connect; tornano i Giardini Gourmet, gli incontri che fondono la scoperta di angoli verdi cittadini con musica, arte e cucina d’autore, quest’anno saranno divisi tra primavera e autunno; immancabile l’appuntamento con la dolce Notte dei Maestri del Lievito Madre, prevista per il 22 luglio, momento che raccoglie i più grandi maestri pasticceri italiani; e il Settembre Gastronomico, un mese ricco di eventi, visite guidate, gusti e profumi del Made in Parma.

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“Un programma ambizioso sviluppato in un anno e mezzo di lavoro – ha spiegato l’Assessore Progetto Unesco e Turismo del Comune di Parma Cristiano Casaun programma che parte dalle filiere, dal territorio, che vuole unire musica, cibo, cultura e sport, ma anche accogliere meglio chi arriva nella nostra città”.

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Ad aprire idealmente questa kermesse autunnale sarà l’attesa Cena Dei Mille, con il suo “colpo d’occhio” su tutta Strada della Repubblica, con la bellezza della condivisione, della tavola gourmet, della sorpresa sotto le stelle. Lo chef tristellato Norbert Niederkofler raccoglierà lo scettro che fu di Carlo Cracco nella scorsa edizione. La sfida che lo attende? Quella di coniugare il suo “Cook the Mountain”, la cucina etica e sostenibile, con il contesto e la cultura della città ducale.

Martedì 3 settembre, il centro storico si trasformerà in un suggestivo ristorante all’aperto pronto ad accogliere mille ospiti. Anche quest’anno il menù verrà studiato dagli chef del Parma Quality Restaurant, diretti da Massimo Spigaroli, Presidente della Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy.

“Questo riconoscimento vuol dire tanto per Parma – ha sottolineato Massimo Spigarolisignifica che ci è stata riconosciuta non solo l’eccellenza, ma la creatività, il movimento delle idee. Ma vuol dire anche mettersi insieme per collaborare, sappiamo cosa significa aggregarsi per far crescere il territorio. E ora dobbiamo mettere in valore tutto ciò che ci permette di essere e fare sistema”

SETTEMBRE GASTRONOMICO

Per tutto il corso del mese di settembre Parma aprirà le sue porte agli amanti della cultura e ai foodies con itinerari organizzati tra arte e gusto, tra Festival del Prosciutto, “Giardini Gourmet”, “Tomaca Fest”, “Pastaria” e i weekend di “Finestre Aperte” per andare a scoprire la produzione e la nascita di alcuni tra i migliori prodotti alimentari al mondo. Il calendario sarà completato da showcooking, talk show, presentazioni, momenti culturali e di intrattenimento a cura dell’Università di Parma e Verdi Off, insieme a laboratori didattici in collaborazione con Giocampus e Madegus - I maestri del Gusto.

PARMA CITY OF GASTRONOMY: SINERGIA TRA PUBBLICO E PRIVATO

Un progetto corale quindi, una cooperazione che porta su un cammino comune dove tutti sono chiamati a partecipare e dare il proprio contributo. A promuoverlo sono Comune di Parma e Fondazione UNESCO Parma City of Gastronomy, con la regia operativa di Parma Alimentare e Associazione “Parma, io ci sto!”

Un dialogo tra pubblico e privato al fianco delle istituzioni per un impegno a livello di promozione territoriale e gastronomica. Partecipano: Consorzi del Parmigiano Reggiano DOP e del Prosciutto di Parma DOP, Parma Quality Restaurant, ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, Barilla, Mutti, Rodolfi Mansueto, Parmalat, Delicius Rizzoli, L’Isola D’Oro, Rizzoli Emanuelli e Zarotti. Importante anche il contributo di Università di Parma.

“Questa presentazione è una ulteriore conferma di come il metodo Parma sia vincente – ha affermato il Sindaco Federico PizzarottiAbbiamo consolidato la gestione e il ruolo della cabina di regia che unisce la realtà pubblica a quelle private con l’obiettivo di tutelare e valorizzare le nostre filiere”.

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La chef de Il Bersò di Sorbolo, socia Parma Quality Restaurants, ha vinto nella categoria Professionisti del concorso promosso dalla rete RicibiAMO

Di Chiara Marando -

08 Febbraio 2019 -

Isabella Chiussi, del ristorante Il Bersò di Sorbolo, con il suo Raviolo di cotechino e zucca, con crema di patate e porri e bucce di patate croccanti ha conquistato la giuria tecnica per la categoria Professionisti del contest “Sei uno chef sostenibile?”, promosso dalla rete RicibiAMO.

Due i momenti del concorso: il primo incentrato sulle preferenze dei diversi piatti espresse sui canali social, il secondo sulla prova pratica di assaggio da parte di una giuria tecnica d’eccezione, riunitasi nella Giornata nazionale della prevenzione dello spreco alimentare.

Il compito di valutare le proposte in gara è andato allo chef stellato Giancarlo Morelli del Pomiroeu di Seregno, l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo, il critico enogastronomico Paolo Massobrio, l’executive chef di Palato Italiano Filippo Sinisgalli, la presidente dell’Istituto Alberghiero di Salsomaggiore Terme Luciana Rabaiotti, la preside dell’Istituto Alberghiero di Piacenza Teresa Andena, il preside Facoltà di Scienze Agrarie Alimentari ed Ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza Marco Trevisan e la vincitrice dello scorso anno, la chef fidentina Cristina Cerbi.

 “Per realizzare la ricetta siamo partiti dal cotechino che già avevamo in menù in altre versioni e lo abbiamo riutilizzato come ripieno dei nostri classici tortelli – racconta la Chiussia questo abbiamo poi aggiunto un purè rigenerato con porri stufati, arricchendo il piatto con le bucce delle patate, spesso sono elementi di scarto, in questo caso trasformate in gustose chips fritte a completare l’assaggio – e conclude - Questo riconoscimento mi rende felice, perché dà valore all’aspetto del non spreco e della sostenibilità in cucina, temi da sempre a me molto cari e che tutti noi, anche nella ristorazione, possiamo promuovere, partendo da piccole prassi che possono diventare esempi virtuosi per tanti”.  

Isabella Chiussi è uno degli chef del Consorzio Parma Quality Restaurants, così come altri due finalisti del concorso: Dario Pasetti del Ristorante 12 Monaci e Francesca Saporito della Locanda del Sale, che hanno aderito all’iniziativa di Piace Cibo Sano per il non spreco nella filiera ristorativa.

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Dal 15 gennaio fino al 30 aprile ventidue ristoranti gourmet della Lombardia offriranno la possibilità di consumare dei menu completi - antipasto, primo, secondo e dolce - a 60 euro comprensivi di vino, bevande e caffè: questa è l'iniziativa lanciata dalla guida InGruppo.

Di Chiara Marando –

04 Febbraio 2019 -

L’alta cucina non può essere solo un’esperienza per pochi, mira a farsi conoscere e apprezzare da un pubblico di appassionati ben più ampio e desideroso di scoprire sentori nuovi. Ecco quindi che i ristoranti gourmet lombardi hanno scelto di aderire a un progetto, quello di InGruppo, che si muove proprio in questa direzione: dal 15 gennaio fino al 30 aprile ventidue tra queste realtà della Lombardia offriranno la possibilità di consumare dei menu completi - antipasto, primo, secondo e dolce - a 60 euro comprensivi di vino, bevande e caffè.

A fare eccezione solo Da Vittorio, Enrico Bartolini Mudec, Sadler e A’ Anteprima, che invece propongono un menù completo a 120 euro. In questo caso si tratta sì di un costo raddoppiato ma, soprattutto se si parla dei fratelli Cerea e di Enrico Bartolini, riuscire a mangiare in un tre stelle Michelin, nel primo, e in un due, nel secondo, a quella cifra è certamente un grande lusso da non farsi scappare.

Quella di InGruppo (guida edita dall’agenzia Mediavalue) è una iniziativa che ben si inserisce nel panorama attuale della cucina d’autore che vuole portare avanti il vessillo dell’eccellenza e dell’arte culinaria riducendo sempre più quella sensazione di chiusura che ne rappresenta l’ombra. InGruppo descrive tra le sue pagine i migliori ristoranti della Lombardia, corredando ogni scheda con una ricetta che ne rappresenta il cavallo di battaglia.

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Ma non solo, la Guida promuove anche il "Diritto al Tappo", un'usanza divenuta abitudine all’estero ma ancora poco comune in Italia: portarsi la propria bottiglia di vino al ristorante, pagando 10 euro per il servizio con tutti gli accorgimenti del caso, come la cura, la giusta temperatura e i bicchieri più adeguati per una perfetta degustazione.

Quali sono i ristoranti che aderiscono a questa iniziativa?

A’Anteprima, Chiuduno (BG)

Al Vigneto, Grumello del Monte (BG)

Antica Osteria dei Camelì, Ambivere (BG)

Casual, Bergamo Alta

Colleoni Dell’Angelo, Bergamo

Collina Almenno, San Bartolomeo (BG)

Da Vittorio, Brusaporto (BG) *

Ezio Gritti, Bergamo

Frosio, Almè (BG)

Il Saraceno, Cavernago (BG)

La Caprese, Mozzo (BG)

Lio Pellegrini, Bergamo

LoRo, Trescore Balneario (BG)

Osteria della Brughiera, Villa d'Almè (BG)

Posta, Sant'Omobono Terme (BG)

Roof Garden Restaurant, Bergamo

Tenuta Casa Virginia, Petosino di Sorisole (BG)

Cucina Cereda, Ponte San Pietro (BG)

Enrico Bartolini Ristorante, Milano*

Pomiroeu, Seregno (MB)

Trussardi alla Scala, Milano

Sadler, Milano*

*In questi casi ilmenu completo è a 120 euro invece che 60 euro

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Sei le aziende parmensi che, sotto la guida di Parma Alimentare, parteciperanno al Salone francese dedicato alla ristorazione e alla hotellerie. Un’occasione per incontrare oltre 207.000 visitatori professionali, di fare cultura sulle nostre produzioni d’eccellenza, ma anche per fare il punto sulle principali tendenze food.

Parma, 25 Gennaio 2019 –

Missione a Lione per Parma Alimentare: dal 26 al 30 gennaio sarà presente a Sirha - World Hospitality & Food Service Event, il salone dedicato alla ristorazione e alla hotellerie più importante a livello europeo, come testimoniano gli oltre 207.000 visitatori professionali accorsi nel 2017 per incontrare 2.980 espositori, suddivisi in 12 settori. Parma Alimentare capitanerà una collettiva composta da sei aziende del nostro territorio: Devodier Prosciutti, Fratelli Galloni, Pomodoro 43044, San Nicola Prosciuttificio del Sole, Zuarina e Zuccato.

Come spiega Alessandra Foppiano, Executive Manager di Parma Alimentare: «Come Parma, Lione rappresenta uno dei centri nevralgici dell’alta gastronomia europea e mondiale: basti pensare che la città, che conta poco più di 500.000 abitanti, ospita ben 19 ristoranti stellati, tra cui quattro due stelle e un tre stelle Michelin. Si tratta quindi di una vetrina perfetta per promuovere le eccellenze parmensi. Non dimentichiamo che il pubblico dei visitatori del Sirha è composto da professionisti: oltre a ristoratori, hotelier, importatori, distributori e food & beverage manager, nel 2017 il Salone ha visto la presenza di oltre 25.400 chef, un dato in crescita del 30%. Si tratta di un pubblico sensibile all’appeal del made-in-Italy alimentare, rispetto al quale possiamo spendere anche la forza del brand Parma UNESCO Creative City of Gastronomy».

La missione di Parma Alimentare al Sirha di Lione ha anche motivazioni business: «La Francia rappresenta storicamente il primo mercato export per l’industria alimentare parmense. È un mercato che va presidiato con attenzione e sostenuto. A Lione avremo la possibilità di incontrare anche numerosi operatori stranieri: nel 2017 hanno sfiorato le 30.000 unità, arrivando soprattutto da Svizzera, Spagna, Belgio, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Germania, tutti partner strategici per la bilancia commerciale parmense. Il compito di Parma Alimentare è quello di fungere da facilitatore, creando, le condizioni ottimali per stringere nuove alleanze di business».

Inoltre, il 29 e 30 gennaio, Sirha ospiterà la finale del Bocuse d’Or, la più prestigiosa competizione di arti gastronomiche al mondo: presente in gara anche il Team Italia, un momento importante per la valorizzazione del made-in-Italy alimentare.

Nel suo spazio, Parma Alimentare ospiterà anche una delegazione di Parma Quality Restaurants, guidata dal Presidente Enrico Bergonzi, affiancato dagli chef Roberto Paoletti e Filippo Cavalli: coerentemente con la mission del Consorzio, che riunisce 23 ristoranti considerati i migliori ambasciatori della cucina parmigiana, al Sirha gli chef di Parma Quality Restaurants offriranno in degustazione una selezione di eccellenze made-in-Parma.

Pubblicato in Agroalimentare Parma
Giovedì, 24 Gennaio 2019 17:31

Il Tè delle cinque? Si, ma al formaggio

Secondo il New York Times sarà il nuovo food trend americano del 2019. In Italia lo si può trovare nella Chinatown milanese di via Sarpi. Insomma, il Tè al formaggio incuriosisce.

Giovedì 24 Gennaio 2019 -

Di Chiara Marando -

Se ne sente parlare ormai da qualche tempo ma ancora non ha trovato una sua vera strada in ambito culinario. Ancora. Sì, perché il New York Times lo ha identificato come uno dei trend del 2019: sto parlando del Tè al formaggio. Esatto, proprio al formaggio.

La pausa pomeridiana delle cinque potrebbe cambiare veste, almeno così sembra essere sul mercato americano. E si sa, da lì all’Europa in passo è molto breve.

Nata a Taiwan nel 2010, questa bevanda si è diffusa in Cina stimolando l’interesse anche dei turisti, per poi arrivare negli Stati Uniti e incontrare il gusto dei consumatori. Ma non pensate subito a qualcosa di imbevibile, dai sentori intensi. Il Tè al formaggio risulta estremamente delicato, con sembianze che ricordano il cappuccino o la cioccolata con panna.

Non esiste una preparazione univoca, sono diverse le ricette: alcuni scelgono di servirlo freddo, altri caldo; c’è chi predilige il tè verde, chi il tè matcha e chi opta per quello nero. Sono piccoli accorgimenti che variano a seconda del luogo e delle abitudini. Ma a incuriosire, ovviamente, è l’elemento formaggio che viene aggiungo al tè per completarlo. Fresco, quasi una crema, che ricorda la panna montata o la schiuma di latte, quella densa. Una regola, però, rimane fissa: non bisogna mai aggiungere zucchero.

Da questa base ci si può iniziare a sbizzarrire nella personalizzazione. Allo Steap Tea Bar di San Francisco, ad esempio, viene preparato con tè verde, limone e panna salata montata con mascarpone. Una bombetta insomma. A New York, l’Happy Lemon è la catena dove trovare ogni sorta di tè e delizie, anche il Cheese Tea.

E in Italia? Ecco, non si può dire abbia già fatto breccia nel nostro cuore, ma qualche accenno c’è. A Milano, nella Chinatown di via Paolo Sarpi, il Caffè Chateau Dufan (angolo Piazzale Baiamonti) propone due versioni golose: una con gli Oreo e l’altra con i cookies. La base è l’Earl Grey, a cui si aggiunge latte liofilizzato, che occupa ¾ del bicchiere. L’ultima parte è quella del tocco di formaggio, la ricotta montata con panna.

Il risultato è una fusione tra la dolcezza densa della crema che fa topping e il gusto tipicamente amaro del tè nero o Earl Grey.

Curiosi? Allora un sorso e via!

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Domenica 20 gennaio 2019  -

L’arte, la bellezza architettonica e le bontà enogastronomiche si incontrano in un clima di sperimentazione nella seconda edizione di Extraordinary Food and Wine. Dal 26 al 28 gennaio 2018 l’Hotel Monaco & Grand Canal di Venezia ospiterà questo evento dedicato all’eccellenza. Un luogo unico, dove nobili e reali si ritrovavano per intrattenere relazioni sociali e politiche

Gli chef Igles Corelli, Bruno Cingolani e il private chef Maurizio Pelli delizieranno con abbinamenti deluxe di cibo e vino, ma saranno anche tanti altri gli ospiti che si alterneranno durante le giornate di manifestazione.

Lista degli Espositori 2019:
Flos: Colture naturali di zafferano, miele barricato e polline di fiori, Reggio Emilia
Poggio Grimoldi: Olio d'oliva extra vergine biologico, Sicilia
TeC: Tartufi e Tentazioni, Aqualagna
Voerzio Martini: Barolo La Morra, Cuneo
Flagella: Pomodoro Rosso da Amare, Abruzzo e Gragnano
Acetaia Ferretti Corradini: Aceto balsamico IGP, Reggio Emilia
Cantine Ariola: Lambrusco Grand Cru IGT, Parma

Zolla 14: Azienda Organica, Aceto di mele, succo millesimato, sidro di Treviso
Mate: Olio extra vergine di oliva, Croazia
Bruno Roulot: Champagne La Chapelle Monthodon, France
Caesificio Castellani Urbano: Premiato Stracchino e formaggio di capra, Vicenza
Guffanti: Formaggi della tradizione familiare dal 1876, Arona
Amoretti Spa: Specialità alimentari; dal culatello al pata negra ai formaggi, Parma.
Vestri: Cioccolati artigiani, Arezzo

Pinel: Panificio e pasticceria, lavorazione Artigianale, Jesolo.
Salumificio Verza: Specialità'; Verzino al tartufo e salumi Valligiani, Vicenza
I Love Ostrica: Ostriche, Caviale e molto altro, Bergamo
Deutz: Maison dû champagne, Ay, France
PastificiodeiCampi: Svariati formati di pasta prodotta a Marchio IGP, Gragnano
I sapori delle Vacche Rosse: Premiato formaggio Vacche Rosse, Reggio Emilia
Illica: Vini Biologici territoriali piacentini, Piacenza
Dersut Caffe S.p.A, Cornegliano, Treviso
Bruno Cingolani: Chef della Natura; Selezione di prodotti naturali tipici del territorio italiano, Alba.

Agostinetto Bruno: Azienda Agricola, Prosecco DOCG, Valdobbiadene.
Azienda Agrigola Icardi: Barolo, Barbaresco, Langhe, Cuneo.

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Soffici, golose, leggerissime e in versione dolce e salata: sono le delizie di Niko Romito, i bomboloni che escono dal suo nuovo format "Bomba".

Articolo e foto di Chiara Marando -

Mercoledì 9 Gennaio 2019 -

Cosa vuol dire provare lo street food firmato da uno chef stellato? Vuol dire assaggiare la semplicità nella sua forma più elevata, leccarsi le dita per recuperare anche quell’ultima goccia di salsa rimasta, ma soprattutto “godere” del piacere del cibo in modo immediato e privo di fronzoli.

A portare la sua firma e le sue “bombe” in quel di Milano, precisamente in piazza XXV aprile, è stato Niko Romito. Un successo di pubblico e critica immediato. Perché? Facile, per quella sua chiave di lettura che mira a rendere il buono accessibile, ad ampliarne il raggio d’azione recuperando la genuinità di alimenti conosciuti e popolari presentandoli in una veste più ricercata e curata.

“Bomba” è questo! Niko Romito non ha scoperto l’acqua calda, ma la sua forza è esattamente quella di aver avuto l’idea vincente. Se a ciò si aggiunge l’estrema bontà dei prodotti e la formula vincente di comunicazione, il gioco è fatto.

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Il bombolone viene nobilitato ma non stravolto. Un grande classico della pasticceria rivisitato in stile contemporaneo. L’ispirazione è arrivata da papà Antonio Romito che, negli anni ’70, aveva fatto diventare questa golosa sfera di pasta lievitata la sua specialità. Un dolce di famiglia, quindi, da custodire ed elevare. E Niko ci ha messo la sua mano, una ricerca costante sull’aspetto dell’impasto, della lievitazione e della frittura. Il risultato è un soffice “krafen”, dal sapore delicato e leggerissimo perché fritto a regola d’arte.

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Le varianti dolci spiccano in abbondanza di ripieno e in piacevolezza, con qualche nuova strada gustativa. La crema si arricchisce del liquore “Strega” che ne rende ancora più delicato e incisivo il gusto; il Gianduja riempie di pura burrosità il palato; poi c’è il “Bombamisù” rivisitazione del famoso dolce che risulta, forse, eccessivo per le coronarie.

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La vera novità è la veste salata, dove il bombolone diventa panino che racchiude farciture golose da creare scegliendo tra una selezione di alta qualità. Due strade, una più semplice con proposte tipo Stracchino, Prosciutto di Parma e rucola, oppure Scarola ai pinoli, uvetta, olive e pomodorini confit; e l’altra gourmet e maggiormente sostanziosa come nel caso della farcitura con carne di manzo e spinacino fresco, ma anche il ricco maiale fondente e senape.

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Insomma, spuntino molto più che spezzafame, ma soprattutto pranzo diverso dal solito se abbinato a un calice di vino scelta dalla carta. Il tutto a prezzi molto democratici.

I bomboloni dolci considerati “base” hanno un costo di 2,50 euro cadauno, quelli più elaborati di 4 euro.

Le bombe salate, invece, passano dai 5,50 euro cad. per quelle meno ricercate, ai 7 euro per le gourmet.

 

Bomba di Niko Romito

Piazza XXV Aprile, 12

20124 Milano MI

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