Di Francesca Caggiati - Metro, conti bancari aperti ai turisti, visto per l'acquisto di immobili più accessibile, un addio storico al cartello del petrolio e l'utilizzo della IA Agentica: il "modello Dubai" apre un nuovo capitolo.
11 marzo 2026 – "Il petrolio scende in modo significativo, ma il gasolio resta caro. È la dimostrazione che qualcosa non funziona nella formazione dei prezzi dei carburanti e che la speculazione continua a correre più veloce delle istituzion"». Lo afferma Cinzia Franchini, presidente dell'associazione Ruote Libere, commentando l'andamento dei prezzi del diesel negli ultimi giorni.
Allarme dello Sportello dei Diritti per il santuario dei cetacei anche se al momento non è interessata la costa italiana ligure poco distante dalla località
GDF PARMA: eseguito in Romania un ulteriore sequestro preventivo di beni per circa € 2,4 milioni per una frode fiscale nella commercializzazione di carburanti che aveva già portato nel 2023 al sequestro di 17 “pompe bianche”
Di Daniele Trabucco (*) Belluno, 25 settembre 2023 - Il prezzo della benzina, in Italia, ha superato i 2,00 euro al litro a conferma che la scelta del Governo della Repubblica di imporre ai gestori l'esposizione del prezzo medio nazionale non ha funzionato.
Una gara a chi è più sordo. Presunzione e debolezza sono i limiti di tutti i contendenti in campo. Dagli USA alla Russia, Dalla UE all'Ucraina ovviamente. I principi, teorici e pratici, del negoziato non sono stati adottati lasciando il campo alle armi. Se un rinnovato “Patto di Varsavia” posizionasse missili a Cuba o in Messico, Biden applaudirebbe?
Il prezzo dei carburanti ha finalmente raggiunto il livello record di 10 anni fa mentre il petrolio è ancora lontano dai massimi raggiunti in quel periodo.
Il prezzo del petrolio sta vivendo un momento particolarmente difficile e lo scenario legato alla pandemia che continua a peggiorare ogni giorno che passa non fa affatto ben sperare.
RAVENNA, 29 luglio 2020 - UniCredit ha sottoscritto un prestito obbligazionario da 10 milioni di euro emesso da Alma Petroli Spa, azienda specializzata nella raffinazione del greggio. Si tratta di un minibond garantito al 50% dal Fondo Centrale di Garanzia e destinato a sostenere il gruppo industriale nel suo percorso di crescita e sviluppo aziendale.
Ancora il petrolio al centro delle dispute tra paesi e in particolare questa volta è la tensione tra USA e IRAN a mettere paura.
di Lamberto Colla Parma 16 giugno 2019 - Da quando, lo scorso 23 aprile, gli Stati Uniti hanno posto l'embargo sul petrolio iraniano e obbligando i propri alleati strategici e commerciali a fare altrettanto, già diverse navi petroliere sono andate a fuoco.
Era il 12 maggio, quando quattro navi furono attaccare al largo degli Emirati Arabi Uniti, da un "attore statale" non meglio identificato, secondo le autorità di Abu Dhabi.
Mentre giovedi scorso due le petroliere sono andate in fiamme nel golfo di Ormuz e una sembra proprio sia stata colpita da un siluro, fortunatamente sopra il livello di galleggiamento, consentendo quindi all'equipaggio di essere portato in salvo.

Navi iraniane e della quinta flotta americana, in zona da alcuni mesi, proprio a seguito delle aumentate tensioni con Teheran e il timore di una escalation nella sempre calda area africana, hanno tratto in salvo tutti i membri dell'equipaggio.
Salvo gli USA, che chiamano in causa specificatamente l'IRAN per gli attacchi alle 6 navi, nessun altro Stato, assegna le responsabilità a Teheran ma tutti convengono che gli "incidenti" , come la prima indagine ONU ha disposto, sulle prime 4 navi fossero avvenuti in modo "sofisticato e coordinato", ad opera di un attore "dotato di forti capacità operazionali, probabilmente un attore statale".
Fin dall'inizio gli Stati Uniti hanno invece accusato Teheran, che avrebbe l'obbiettivo di far salire il prezzo del petrolio, essendo colpita dalle pesanti sanzioni Usa. Anche per l'ambasciatore saudita all'Onu, Abdallah al-Mouallimi, "l'Iran porta sulle sue spalle la responsabilità degli attacchi", mentre per il rappresentante russo non è opportuno "precipitare a delle conclusioni" e che le inchieste proseguiranno.
E infatti, dopo gli attacchi del 12 maggio il prezzo del greggio aumentò sensibilmente per poi altrettanto rapidamente scendere nuovamente agli attuali 53$/barile, limite minimo che non veniva toccato da molti mesi.
L'attacco delle ore scorse inasprirà enormemente le tensioni nonostante la concomitanza della visita del premier giapponese Abe a Teheran, nel tentativo di conciliare un improbabile accordo tra USA e Iran.
Non c'è pace per questa regione orientale appoggiata sulle polveriere terroristiche e su quell'oro nero che non passa mai di moda ed è motivo di frequenti conflitti, quindi di drammi umani connessi, quando va bene, alla povertà e alla perdita di dignità e agli estremi di perdita anche della stessa vita.
E infine, una nuova guerra sarà l'ennesimo motivo per una rialzata di testa del terrorismo internazionale ai danni di un occidente diviso su tutto, persino sull'etica.
(frame da video gazzetta del sud - corriereTV)
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