Gli studenti del Chierici alla corte digitale del Parmigiano Reggiano. Il re dei formaggi in stampa 3D, taglio laser, termoformatura per Reggio Emilia città di formaggio

Quando si decide di costruire casa, la zona del bagno è sempre una delle più difficili da progettare. Sono molte le varianti che possono mettere in difficoltà il proprietario. In particolare, se si parla di scegliere se installare una doccia o una vasca da bagno a scomparsa.

Che si scelga di installare una vasca da bagno o una doccia, in entrambi i casi si avranno dei vantaggi e degli svantaggi. Non esiste – purtroppo – una scelta che può portare solo dei vantaggi.

Per aiutare a prendere una buona decisione su cosa installare, per realizzare questa guida è stato chiesto l’aiuto degli esperti di www.cambiovasca.it . La loro esperienza nelle operazioni di cambio vasca con doccia, gli permette di conoscere in maniera approfondita quali sono i punti a vantaggio e svantaggi di entrambe le soluzioni.

Vasca da bagno a scomparsa: vantaggi e svantaggi

A differenza di una tradizionale vasca da bagno, le soluzioni a scomparsa hanno una soglia per l’accesso di altezza ridotta. Inoltre, tra le loro caratteristiche più comuni ci sono una seduta incorporata e la possibilità di inserire un sistema idromassaggio.

Vantaggi di una vasca da bagno a scomparsa

- È più sicura e accessibile delle tradizionali vasche da bagno per le persone anziane o con disabilità. Fatto che le rende una perfetta scelta per chi ha un anziano in casa.

- Permette di inserire una vasta selezione di accessori come sistemi di idromassaggio, sistemi TV e radio. Fattori che permettono una maggiore comodità durante il suo utilizzo.

Svantaggi di una vasca da bagno a scomparsa

- Il prezzo di acquisto spesso è superiore a quello delle tradizionali vasche da bagno. Questa loro caratteristica, è data dal fatto che sono spesso di dimensioni maggiori delle vasche da bagno più comuni.

- Costo di installazione maggiore. Fattore che deve essere ben preso in considerazione, se non si vuole sforare il budget preventivato per la ristrutturazione/realizzazione del bagno.

- Il loro utilizzo può pesare maggiormente sul bilancio familiare. Viste le maggiori dimensioni, l’utilizzo di acqua per riempirle è sicuramente maggiore.

Cabine docce a pavimento: vantaggi e svantaggi

Le docce a pavimento sono di grande tendenza negli ultimi anni. Poiché sono modelli che non includono una vasca da bagno o altri accessori, le loro dimensioni e ingombro finale sono in molte occasioni inferiore a quello di altre soluzioni. Se lo spazio non è un problema nel proprio bagno, si può optare per acquistare una cabina doccia a pavimento di grandi dimensioni. Cosa che offre la possibilità di avere maggior spazio e di prevedere l’inserimento di accessori come generatori di vapore e soffioni massaggianti.

Vantaggi di una cabina doccia a pavimento

- Possono essere una soluzione che occupa meno spazio, permettendo di avere più spazio a disposizione nel bagno.
- Sono una soluzione che spesso è più facile da pulire. Ci sono meno aree dove l’acqua si può fermare.
- Negli ultimi anni sono molte le aziende che hanno progettato modelli di tendenza e con linee che si adattano alla perfezione ad abitazioni moderne.

Svantaggi di una cabina doccia a pavimento

- Possono essere una soluzione poco pratica per chi ha dei bambini piccoli. Inoltre, se si sceglie di acquistare una variante con doccione fisso, può risultare molto difficile fare il bagno ad un bambino senza bagnarsi.

- Può essere potenzialmente più scivolosa di una versione tradizionale. Quando si scelgono i materiali e i vari accessori, è bene prendere in considerazione il fattore scivolamento.

- Può avere un costo di installazione maggiore. Se per la sua installazione è richiesto l’intervento di un muratore o azienda di costruzione, il costo di installazione di una doccia a pavimento può essere considerevole.

Quando si ha bene in testa il progetto per il proprio bagno, e non ci sono particolari impedimenti al momento dell’installazione, una o l’altra soluzione possono essere sicuramente più che valide. In tutte le altre situazioni, è bene prendere bene in considerazione i punti a favore e a sfavore delle due scelte.

Può essere una buona idea, crearsi una lista di punti pro e contro una soluzione per entrambi i modelli. Una volta completata questa lista, accostandole, si potrà vedere quale delle due si potrà considerare la soluzione più adatta ai propri bisogni.

 

Fidenza Village regala a tutti un’esperienza stimolante e positiva da vivere online. Una serie di workshop creativi che coinvolgono grandi talenti del design e dell’illustrazione.

Diceva Albert Einstein «La creatività è l’intelligenza che si diverte» e mai come in questo periodo ci rendiamo conto del potere incredibile del pensiero creativo quando incontra i social network.

Un’esperienza da vivere da casa - La creatività, in questi giorni a casa, si può trasformare davvero in uno strumento di utilità sociale, un bene di primaria necessità. Per questo Fidenza Village, che da sempre progetta esperienze innovative e di qualità per i propri ospiti, ha pensato ad un ricco calendario di live streaming sia su Instagram che su Facebook coinvolgendo talenti delle arti visive.

I workshop e i talk - Dai talk interattivi sull’illustrazione ai workshop per le famiglie: un palinsesto appassionante per stimolare la nostra curiosità per tutto ciò che è creativo, innovativo, positivo.

Tra gli ospiti dei giovedì creativi di Fidenza Village: Fernando Cobelo, artista venezuelano conosciuto in tutto il mondo per il suo stile poetico ed emozionale, Ale Giorgini, uno dei più famosi illustratori italiani, La Fille Bertha street artist di Cagliari molto amata dal mondo della moda e ancora Ilaria Faccioli, illustratrice per bambini che ha lanciato il trend dei workshop per intrattenere i bambini a casa in questi giorni. Sono solo alcuni dei talenti selezionati insieme a Kreativehouse per questa stimolante esperienza social, già coinvolti in passato per progetti realizzati a Fidenza Village in continuità con l’obiettivo di creare esperienze, sia online che fisiche, memorabili per i propri ospiti.

Il potere della Creatività - La creatività è forma di intrattenimento più intelligente perché oltre a stimolare divertire è una forma di crescita. Oggi più che mai oltre ad aiutarci a mantenere la mente occupata e attiva, porta con sé valori positivi e grazie ai social network è un’esperienza che si può condividere con gli altri.

Basta una semplice diretta streaming per aprire una finestra nello studio di un artista che lavora a centinaia di chilometri da casa nostra. È possibile parlare con lui, conoscere il suo mondo, imparare dal suo lavoro, ci si può lasciare ispirare dalle sue idee e dalle sue creazioni. 

APPUNTAMENTO LIVE tutti i giovedì sulle piattaforme social di Fidenza Village: Instagram e Facebook

PER CHI VUOLE RIVEDERLI Tutti i talk e i workshop rimarranno disponibili sugli stessi canali anche dopo le dirette streaming. L’invito a tutti è quello di appassionarsi, apprendere nuove tecniche e mostrare i risultati sui social taggando Fidenza Village.

Fernando Cobelo
Fernando Cobelo è venezuelano ma abita a Torino. È conosciuto per il suo stile pulito, essenziale che attinge all’immaginario dell'illustrazione infantile. Fernando rappresenta un mondo surreale fatto di sogni e frammenti di ricordi poetici. Ha insegnato allo IED e in università e scuole di tutto il mondo, dalla Cina e il Messico, alla Russia.
Tra le tante collaborazioni,The New York Times/ Google / Barilla / Walt Disney Studios / Vanity Fair / Corriere della Sera / Camera Nazionale della Moda Italiana / UNICEF / Huawei / Lavazza / Lonely Planet / Zanichelli / Swatch / Moleskine / Fidenza Village / Penguin Random House / Museo Nazionale del Cinema / Abitare Magazine / Il Sole 24 Ore

Ilaria Faccioli
Ilaria Faccioli è una illustratrice e designer che vive e lavora a Milano. Ama il suo lavoro perché le permette di combinare in modo creativo la sua immaginazione e le sue capacità tecniche. In questi anni ha lavorato con: Apple / MaxMara / Vogue Bambini / Unicef China / Elle Magazine / Fidenza Village / Rizzoli / Feltrinelli / Adriano Salani / Sistema Bibliotecario Milano

Ale Giorgini
Ale Giorgini ha iniziato a disegnare da bambino e non ha più smesso. Oggi fa l’illustratore e ha lavorato Armani, Opinel, Jeep, Puma, Warner Bros, Kinder, Disney, Foot Locker, Emirates, MTV e ha pubblicato le sue illustrazioni su Hollywood Reporter, The Boston Globe, Chicago Magazine, Wired UK, L’Espresso, Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera. Ha partecipato a mostre ed eventi in tutto il mondo: New York, Zurigo, Sidney, Vienna, Parigi, San Francisco, Londra, Los Angeles, Melbourne, Manchester, Portland, Tokyo anche se non si muove mai da Vicenza, la sua città.

La Fille Bertha
La Fille Bertha è un’artista e illustratrice italiana che interpreta in modo interessante la street art in chiave glamour. La sua formazione spazia dalla psicologia al disegno e alle arti visive. Partecipa a mostre, progetti di moda, illustrazione e street art in Italia, Europa e Canada. Le sue creazioni sono state esposte alla Triennale di Milano nella mostra “Il nuovo Vocabolario della moda italiana”. Collabora con Lancome, Emilio Pucci, Moleskine, Eastpak, Iblues, Furla, Vogue, Kreativehouse, If Bags, Fashion Illustrated, Urban, Domus, Design Speaking, Quattromani.

 

UN PROGETTO IN COLLABORAZIONE CON KREATIVEHOUSE
Gli incontri con gli illustratori sono curati da Kreativehouse, brand creativo di comunicazione e consulenza strategica per la moda, l’arte e il settore del non profit. www.kreativehouse.it

ABOUT FIDENZA VILLAGE
Fidenza Village, uno degli 11 Villaggi di The Bicester Village Shopping Collection by Value Retail in Europa e in Cina, collocato a soli 60 minuti da Milano e Bologna e a 20 minuti da Parma, presenta una delle più importanti esclusive shopping experience in Italia. A Fidenza Village trovi i migliori marchi della moda e dell’homewear in un unico luogo con una selezione esclusiva di brand italiani e internazionali a prezzi ridotti. Missoni, Jil Sander, Le Silla, New Balance, P.A.R.O.S.H., The Bridge e Vivienne Westwood sono solo alcuni dei brand internazionali presenti. I servizi offerti dal Villaggio includono il servizio di luxury coach dal centro di Milano, un Centro Informazioni Turistiche, un servizio ospitalità The Concierge, un servizio spedizioni in tutto il mondo, il servizio di hands free shopping e di personal stylist. Con una selezione di ristoranti, caffè e specialità gastronomiche, Fidenza Village è diventato un “must” per coloro che cercano una shopping experience indimenticabile e una piacevole giornata fuoriporta.

Per saperne di più, visitate il sito FidenzaVillage.com #FidenzaVillage

 

Di Nicola Comparato 6 novembre 2019 - Bella, creativa, originale, donna e Rom. Lei è Concetta Sarachella, stilista molisana nata a Isernia il primo agosto 1982, attivista delle donne rom dell'associazione Rowni Roma Women Network Italy, della Cooperativa Romano Drom e Il Geco, Presidente dell'associazione Rom in Progress e dell'UCRI (Unione Comunità Romanes in Italia).

Concetta Sarachella é molto affermata nel settore della moda, ed uno dei suoi abiti fu addirittura esposto a Roma, al Palazzo del Vittoriano, su richiesta dall'ex Presidente Giorgio Napolitano, per la chiusura dei 150 anni dell'Unità D'Italia. Dato il suo impegno e il suo attivismo, unito alle sue creazioni, la stilista ha avuto l'onore di partecipare al "I Nina Alexandrovna Dudarova 2019 Awards" a Barcellona il 5 novembre in occasione della giornata internazionale della lingua rom.
L'evento è un'iniziativa pioneristica creata da Seo Cizmic, primo "Ambasciatore onorario e culturale della lingua rom".

A seguire la galleria fotografica degli abiti creati da Concetta Sarachella che lei stessa ha esposto e presentato durante l'evento.

Il commento di Concetta Sarachella:

"È importantissimo promuovere eventi come questi, perché non solo fanno conoscere la giornata del 5 novembre dedicata alla nostra lingua, ma ricordare vuol anche dire essere in prima persona portatori di un bagaglio culturale che è costato la vita di tante persone. Non dimentichiamo il genocidio del Samurdaripeė nella seconda guerra mondiale, ma anche in Spagna è stato tremendo essere privati della propria identità. Pochi sanno che per i gitani della Spagna non era consentito parlare in lingua rom. Dover rinnegare le proprie origini è la cosa peggiore, ma la cosa peggiore è che ancora oggi se pure in altre forme succede tutto ciò! Ma allora il passato cosa ci ha insegnato? Noi andiamo avanti per non dimenticare. Per un futuro migliore fatto di pace e libertà."

Per info e contatti il sito ufficiale di Concetta Sarachella

http://www.saracetty.com

 

Per quale motivo per l'illuminazione di casa si dovrebbe fare riferimento alle lampade da parete? Le ragioni che meritano di essere prese in considerazione in realtà sono molteplici, e sono sia di carattere pratico che di natura estetica. In primo luogo va messo in evidenza che le lampade da parete si rivelano meno ingombranti rispetto ai lampadari tradizionali; esse, inoltre, sono in grado di dare vita a punti luce specifici all'interno di una stanza. Ciò permette di capire come mai vi si fa riferimento sempre più di frequente nel mondo dell'interior design, specialmente in un'epoca in cui gli interni residenziali sono sempre più bassi.

Il confronto tra i lampadari e le lampade da parete

In un ambiente molto piccolo, in effetti, un lampadario rischia di favorire la sensazione di un soffitto ancora più basso rispetto a quanto non sia realmente. Decisamente opposta è l'impressione che scaturisce dalla presenza di una lampada da parete, che permette di ottenere una progettazione più dinamica e più snella. Va detto, comunque, che le dimensioni degli appartamenti non costituiscono il solo fattore decisivo per gli ottimi riscontri fatti registrare dalle applique, il cui successo dipende da una più generale evoluzione dell'arredamento di interni: un arredamento che, con il trascorrere del tempo, si fa via via più attento ai particolari e sofisticato. Uno dei grandi pregi delle lampade da parete, infatti, consiste nella possibilità di ottenere location ricercate, all'interno delle quali i punti luce hanno un ruolo di primo piano.

L'illuminazione diretta

L'estetica dei lampadari è uno dei parametri che vengono valutati con più attenzione in vista di un acquisto: tali elementi fanno parte a tutti gli effetti dell'arredo, e quindi si devono integrare nello stile complessivo degli ambienti nel modo più coerente possibile. Ciò non vuol dire, ovviamente, che ci si possa dimenticare della loro funzione. L'illuminazione diretta è quella in cui il fascio luminoso è diretto verso la superficie o l'oggetto che devono essere illuminati. Per ottenerla è possibile usufruire di paralumi di piccole dimensioni e orientabili. I faretti della stanza da letto rappresentano un valido esempio da questo punto di vista, e sono indispensabili per leggere quando si è a letto senza che si sia costretti ad accendere il lampadario a soffitto. Ma questo discorso può essere esteso, più in generale, a tutti quegli angoli della casa in cui ci si dedica alla lettura o allo studio.

... e l'illuminazione indiretta

Le Lampade da parete che vengono utilizzate per l'illuminazione indiretta e per quella semi indiretta hanno caratteristiche differenti. Nel caso dell'illuminazione indiretta uno schermo maschera la sorgente luminosa e la opacizza; nel caso dell'illuminazione semi indiretta, invece, la luce viene distribuita tramite vie di uscita più ampie di lato, verso il basso o verso l'alto, ma anche approfittando della retro illuminazione. Per assicurare tali effetti, vengono sfruttati dei fasci luminosi direzionabili.

Le soluzioni disponibili sul mercato

In commercio si possono trovare numerose proposte di lampade a parete che sono ricoperte con materiali traslucidi grazie a cui è possibile beneficiare di un effetto di illuminazione diffusa, grazie a cui i raggi luminosi vengono diffusi in maniera omogenea: nella maggior parte dei casi sono lampade da parete a LED. Tali soluzioni sono consigliate, tra l'altro, a chi predilige uno stile moderno: le lampade da parete hanno il pregio di occupare poco spazio, e non ingombrando riescono a mettere in risalto le pareti non apparendo invasive. A patto che, ovviamente, si sia bravi nell'individuare l'elemento più appropriato.

Qualche suggerimento per gli acquisti

Delle applique nere, per esempio, possono rivelarsi perfette per un effetto di contrasto con una parete di colore chiaro. I modelli con il braccio lungo sono ideali in camera da letto, ma possono essere collocati anche in soggiorno, magari nelle vicinanze di una poltrona. In alternativa, si potrebbe propendere per una lampada bianca e minimalista da inserire su una parete a sua volta bianca, in modo che il tutto risulti ben integrato ed equilibrato: la soluzione perfetta per chi desidera l'essenzialità.

La stanza da bagno, mentre un tempo era un oggetto di scarsa attenzione fra gli ambienti della casa, adesso sta assumendo sempre di più un ruolo molto importante. Infatti il bagno non è considerato soltanto uno spazio funzionale e strumentale, ma viene visto sempre di più come un luogo della casa dedicato al benessere psicofisico. Ecco perché c’è sempre più attenzione all’arredamento di questo ambiente dell’abitazione. Non a caso oggi l’arredamento del bagno si sta in parte rivoluzionando e questa stanza diventa anche adatta ad accogliere le ultime tecnologie. Ci sono molte innovazioni che concorrono alla costituzione di un vero e proprio bagno hi-tech. Scopriamone alcune molto interessanti.

Le tecnologie che riguardano il wc
Sul sito di www.ceramicstore.eu puoi trovare, tra gli altri prodotti, anche i sanitari capaci di impreziosire il tuo bagno. Infatti nell’epoca attuale anche i sanitari e più precisamente il wc diventano particolarmente degni di attenzione nel segno dell’innovazione digitale.
Per esempio sono stati messi a punto dei prodotti tecnologici che hanno come principale obiettivo la possibilità di utilizzare gli ultimi ritrovati dell’hi-tech, per ridurre gli sprechi di acqua. È stato calcolato che questi wc tecnologici, per ridurre gli sprechi idrici, consentono di mettere a punto una pulizia perfetta soltanto utilizzando metà dell’acqua rispetto alla quantità necessaria utilizzando il sistema tradizionale.


L’hi-tech applicato allo specchio
Le ultime tecnologie applicate al bagno non solo obbediscono ad una certa utilità, ma badano anche all’estetica. Per esempio possiamo citare a questo proposito un altro apparecchio molto interessante, sempre ritrovato delle ultime tecnologie.
Si tratta di uno specchio dotato di un sensore capace di simulare la luce naturale del sole. In questo modo, oltre ad ottenere un effetto molto particolare all’interno della stanza, si elimina quel cattivo gusto della luce artificiale che a volte trasforma il proprio aspetto fisico.
Lo specchio con la luce naturale del sole aiuta a vedersi esattamente come si è. Automaticamente, quando ci si avvicina a questo specchio molto particolare, esso si accende e per il suo funzionamento non ha bisogno nemmeno di corrente, perché è dotato di una batteria a lunga durata.


La doccia senza fili
A chi non piace ascoltare la musica mentre ci si dedica ad una doccia rilassante? Ecco perché è stata inventata la cosiddetta doccia senza fili. Si tratta di un ritrovato tecnologico molto interessante. Il tutto sfrutta un sistema audio senza fili che viene collocato all’interno del tubo della doccia, in modo che in corrispondenza del getto d’acqua venga diffusa anche la musica.


Le vasche del futuro
Abbiamo già specificato che il bagno viene visto sempre di più come una stanza molto importante, destinata a ritemprare non soltanto il corpo, ma anche lo spirito. Il bagno diventa un ambiente in cui ci si può dedicare alla ricerca del benessere psicofisico.
Proprio per questo sono state inventate, in ottica futuristica, anche delle vasche molto interessanti. Non si tratta delle ormai considerabili “classiche” vasche idromassaggio, ma anche le vasche-sauna e quelle che propongono la cromoterapia e la musica.
Tutto questo per raggiungere lo scopo di alleviare i sintomi più fastidiosi dello stress e per ottenere dei massaggi con l’uso dei colori per quelle regioni del corpo che appaiono piene di tensioni e di dolori.
Le vasche in particolare stanno costituendo il vero salto di qualità di un ambiente della casa che si propone di andare incontro a molte esigenze. Non a caso sono state ideate vasche di qualsiasi dimensione e anche quelle fatte su misura per integrarsi al meglio anche in spazi ridotti. Lo stesso discorso vale per il box doccia, che attraverso l’uso di particolari tecnologie può essere utilizzato per alleviare lo stress e i dolori muscolari.

In passato, si sceglieva di vivere in grandi appartamenti, pensati per metter su famiglia e suddivisi in modo che ogni stanza svolgesse una funzione specifica: la cucina per mangiare, il salone per accogliere gli ospiti, le camere da letto per dormire e così via. Soprattutto dopo il matrimonio, la scelta ricadeva sempre su ampi spazi che consentissero a più persone di vivere serenamente all’interno dello stesso appartamento, in modo che ognuna di queste potesse avere il proprio spazio.

Oggi non è più così. Già da qualche anno a questa parte, gli appartamenti piccoli e confortevoli vengono preferiti a quelli grandi e dispersivi. Certo, anche la mentalità e lo stile di vita sono cambiati: ci si sposa più tardi, i figli si hanno ad un’età più avanzata, sono sempre più numerosi i single che decidono di andare a vivere da soli o le coppie che optano per la convivenza piuttosto che per il matrimonio. Di fronte a tutto questo, appare evidente come un appartamento non venga scelto perchè dovrà, un giorno, forse, ospitare una famiglia numerosa ma, piuttosto, perchè economico, funzionale e adatto al qui ed ora.

L’idea che più un ambiente sia piccolo e peggiore diventi l’arredamento è assolutamente sbagliata. Al contrario, i designer si sono messi all’opera per studiare soluzioni d’arredamento mini che calzino a pennello ad appartamenti altrettanto mini, in grado di coniugare efficienza e bellezza estetica.

L’unico accorgimento sta nello sfruttare bene gli spazi: essendo pochi e, generalmente, piccoli è necessario optare per delle soluzioni che non lascino niente al caso e rendano funzionale anche l’angolo più remoto.

Ecco alcuni consigli per arredare al meglio un mini appartamento:

Soggiorno multifunzionale

Unire il soggiorno e la sala da pranzo creando un open space è l’opzione migliore per ottenere maggior spazio, oltre che per rendere l’ambiente molto accogliente. L’arredamento deve essere sobrio, magari tendente al grigio o al legno e lasciando i colori per gli accessori quali lampade, cuscini, orologi, specchi. Quest’ultimi, nonostante si tratti di ambienti piccoli, non devono assolutamente mancare, perchè sono loro a personalizzare ogni singola stanza. I colori freddi, tra l’altro, creano l’illusione di spazi più grandi, quindi sono una scelta azzeccata.

L’inserimento di pareti attrezzate, che sfruttano lo spazio in altezza, è la scelta ottimale: la tv, i vari dispositivi tecnologici, i libri, i soprammobili troveranno la loro collocazione senza invadere ulteriore spazio e rimanendo perfettamente ordinati.

Bancone grande e funzionale

Gli appartamenti piccoli, spesso, non comprendono lo spazio necessario per un vero tavolo, mandando in confusione soprattutto gli amanti del cibo. Ma niente paura: la soluzione sta nell’inserimento di un bancone stretto e ben illuminato. Tipicamente americano, sta sbancando in Italia ormai da parecchi anni, dato che si abbina perfettamente all’idea di minimal e moderno.

Bagno super moderno

I bagni moderni sono molto affascinanti, perchè possiedono una gran quantità di complementi innovativi e tecnologici. Questo perchè viene sfruttato lo spazio in altezza e quello disponibile sulle pareti, quindi è possibile sbizzarrirsi con specchi, dispenser di sapone e asciugamani elettrici (come quelli disponibili su www.igienealtuoservizio.it ), oltre che con armadietti multifunzione posizionati sotto il lavabo o dietro la porta e ceste portaoggetti.

Optare per colori chiari, come il bianco delle pareti o il beige dei mobili, fa apparire più grande lo spazio, evitando una fastidiosa sensazione claustrofobica non appena dentro.

Decorazioni per pareti

Le decorazioni applicate sulle pareti sono un ulteriore escamotage per far apparire più grande lo spazio a disposizione e riescono ad arredare gli ambienti senza creare ulteriore impaccio tridimensionale.

Ultimamente, vanno molto di moda i wall stickers (gli adesivi da parete) con frasi motivazionali, regole della casa o semplici immagini stilizzate che personalizzano al massimo le stanze ed esprimono la personalità di chi vi abita.

Letto - contenitore

Anche in una camera da letto molto piccola è possibile ricavare spazio per indumenti, asciugamani, scarpe e oggetti personali: basta optare per un letto super moderno, comprensivo di vano contenitore al di sotto. In commercio ce ne sono diversi che possono contenere anche piumoni, coperte e lenzuola in modo che il cambio di stagione non sia più un problema.

Specchi ovunque

Come già detto, gli specchi creano l’illusione di trovarsi in uno spazio molto più grande di quello che è realmente. Per questo, appenderne diversi in giro per la casa è un’ottima soluzione per ingrandire (almeno visivamente) l’ambiente.

Possono essere alternati con dei cubi - contenitori dalla superficie a specchio: oltre ad ingrandire gli spazi, ne regalerà dell’altro fisico e reale per riporre oggetti di uso quotidiano, dalle stoviglie alle asciugamani.

Carta da parati
Se il total white delle pareti appare monotono, si può optare per della carta da parati. Quella dai colori freddi o dai disegni geometrici è sicuramente la più indicata, perchè amplia lo spazio.

Un soppalco per la camera da letto
Un’idea abbastanza valida, ma che non sempre piace a tutti, è quella di costruire un soppalco da dedicare alla camera da letto. Si tratta di una soluzione altamente utile a livello di spazio, perchè risolve il problema di un eventuale letto matrimoniale. A molti, però, non entusiasma l’inserimento delle scale, o il fatto che gli odori tendano a salire verso l’alto creando una vera e propria cappa.

In ogni caso, esistono idee molto carine in merito che, almeno in linea generale, meritano di essere prese in considerazione, magari optando per un arredamento minimal che non crei un’aria di soffocamento: un divano letto, per esempio, oppure l’inserimento di tende che nascondano la zona notte da tutto il resto. Dipende molto dal gusto personale!

Design minimal
In un ambiente ristretto è assolutamente necessario che il design sia minimal. Quindi è assolutamente sconsigliato riempire la casa di oggetti che occupano spazio inutilmente. Meglio lasciare le superfici libere e utilizzare mobili poco ingombranti e che racchiudano più funzionalità.

Molto appropriati risultano gli oggetti vintage, reperiti in mercatini delle pulci o su Internet, che rendono degli appartamenti così piccoli dei veri e propri gioiellini.

Armadi come separatori
Se si deve ammobiliare un monolocale, un’idea potrebbe essere quella di utilizzare gli armadi per separare gli ambienti. L’aspetto più fastidioso, infatti, sta nel dover dormire e mangiare nello stesso spazio vitale e, a lungo andare, questo tende a stufare. Posizionare un bell’armadio in mezzo potrebbe essere una soluzione: già visivamente, si verranno a creare due ambienti distinti e separati, facendo apparire anche tutto più in ordine.

Porte scorrevoli
Sostituire le porte classiche con quelle scorrevoli fa risparmiare uno spazio notevole e permette di sfruttare tutto quello che si ha a disposizione. In questo modo non ci si dovrà più preoccupare di cosa si possa urtare aprendo/chiudendo una porta e non esisteranno più angoli da dover lasciare liberi e assolutamente inutilizzabili.

Luci a profusione
In un ambiente piccolo, le luci sono fondamentali, soprattutto se non si hanno molte aperture verso l’esterno e la luce naturale fatica ad entrare. Il design moderno prevede l’inserimento di faretti o lampade minimal da posizionare in punti strategici, come sopra il tavolo o accanto a divani e poltrone, con la possibilità di regolare l’intensità della luce in base alle esigenze.

 

Termini e diciture in architettura: le scale a sbalzo, per il lettore medio

Fra le dizioni specifiche in architettura e design da interni/esterni, quando si tratta di trattare i metodi per passare da un livello ad un altro di un fabbricato, possiamo imbatterci in quelle di “scala a sbalzo” e “scala autoportante”. Spesso, in queste discipline eteroclite quanto affascinanti e ricche, ci si trova di fronte a termini e diciture che non sono di immediata comprensione, né posseggono necessariamente il sufficiente potere in termini di connotazione e denotazione. Ed è facile che una dizione si sovrapponga poi, nell’uso quotidiano, ad un’altra, che tuttavia vorrebbe dire qualcosa di diverso e appartenente a ad altro piano logico.

Le scale a sbalzo, ad esempio, possono differire grandemente, in base al tipo di sistema che le costituisce. Si tratta di una categoria generale, che all’interno comporta quantomeno una bipartizione. Esse sono anche denominate “scale sospese”, il che accresce ulteriormente l’alone di mistero e di fascino alla base del loro successo.

Lo sbalzo e l’idea di “sospensione”

L’immagine di una scala sospesa, di per sé, esprime una certa onnipotenza, che ben si confà ad un rampante architetto, o committente: si tratta di qualcuno che “può osare” e “sfidare lo spazio” in modo impertinente.

Di fatto, cosa sorregga una scala a sbalzo, non è per niente esoterico né poi troppo stravagante. Si tratta di semplice ingegneria accorta all’estetica, in cerca di spettacolo, attenta all’armonia dell’insieme e ad un’armonia spazio-temporale contemporanea.

Il rapporto col pre-esistente

Estremamente accattivante, la scala a sbalzo necessita, per la sua realizzazione ed installazione, di determinati accorgimenti in fase di progettazione e costruzione del fabbricato.

Naturalmente, ci si accontenterà di adattarla al preesistente, se si sta effettuando una ristrutturazione di interni. Mentre si potrà optare per un sistema più “globale”, qualora si progetti uno stabile da zero.

Nel primo caso, generalmente, si adopererà la stessa ringhiera, come struttura della scala.

Sarà questa a fare da elemento portante, insieme al fatto – ovviamente – che ogni gradino sarà obbligatoriamente collegato al precedente ed al successivo. La ringhiera ed i gradini, insomma, formeranno un tutt’uno (grazie a viti che attraversano la ringhiera, unendola ad ogni gradino o tramite un cilindro in acciaio, distanziale). Insieme, ringhiera e gradini andranno a fissarsi al muro tramite perni in acciaio e resina, dall’esiguo diametro di una decina di millimetri.

Immaginiamo ora, in particolare, questa scala con una ringhiera piena tutta in vetro … sembra già di averla in casa ed ammirarla dal basso!

Nel secondo, invece, tutto peserà sul muro.

L’aggettivo “autoportante”

Le scale a sbalzo, possono anche essere più propriamente “autoportanti”.

Pensiamo ad un cantiere: siamo ancora in fase di predisposizione delle tramezze! È ovvio che qui possiamo ancora sbizzarrirci, a livello di muri portanti e, soprattutto, muri in cemento armato. Eh già, il buon vecchio cemento armato …

Diciamo subito, infatti, nonostante si tenda attualmente a metterlo un po’ all’angolo, che quest’ultimo rappresenta la condizione più semplice perché si possa con serenità installare una scala i cui gradini abbiano strutture in metallo da fissare direttamente al muro. Si potrà, in effetti, così, ricorrere ad un’anima in acciaio con diversi perni da regolare per precisare il posizionamento del gradino. La scala a sbalzo su cemento armato, insomma, risulta essere al contempo la cosa più complessa, ma anche quella più efficace e, paradossalmente, quella dalla realizzabilità più immediata. Sarebbe la più ovvia, dal punto di vista della sicurezza, della tenuta, del carico verticale, …

Ma se una casa, sebbene in cemento armato, è ormai terminata e si riflette solo tardivamente ad una bella scala a sbalzo autoportante … allora diciamo, comunque, che non tutto è perduto. Lo stesso vale per chi sia proprietario di una bella casetta di mattoni. Ad esempio, si potrà sempre far ricorso all’inserimento di una struttura in acciaio abbastanza spessa, tra il muro (fosse anche di mattoni) ed una copertura di cartongesso o boiserie. E solo a questa nuova anima di ferro verrà in seguito agganciata davvero l’anima di ogni gradino, senza problemi di carico al di sopra dei 130 Kg.

L’ultimo dettaglio, che un discorso generale su scale a sbalzo e scale autoportanti non può omettere, è questo: è interessante tener presente che se i gradini sono agganciati uno ad uno alla parete, sarà semplice effettuare sostituzioni o riparazioni. Nel caso di gradini collegati tra loro, invece, la manutenzione si rivela davvero laboriosa, dispendiosa … e, soprattutto, poco conservativa.

Il focus di questa seconda parte dell'evento con 250 partecipanti, professionisti, esperti del settore e studenti che hanno preso parte alle due giornate dedicate al design ceramico

Si è conclusa con successo l'edizione primaverile del progetto pilota "Terra Ceramica" e tenutasi lo scorso 15 e 16 marzo nei Comuni del Distretto ceramico, evento che fa parte del progetto più ampio Ceramicland, strategia iniziata nel 2014, con l'intento di rappresentare il un Distretto Ceramico (Casalgrande, Castellarano, Fiorano, Formigine, Maranello, Sassuolo) dinamico ed innovativo che fa del design il proprio tratto distintivo.

Questo secondo evento è stato organizzato dal Comune di Sassuolo in collaborazione con Confindustria Ceramica. Duecentocinquanta i partecipanti, tra architetti, studenti del Dipartimento di Architettura dell'Università di Bologna e degli Istituti Secondari Superiori, suddivisi tra i seminari e workshop, veri e propri laboratori di idee in collaborazione con importanti studi di architettura e designers, nelle sedi di alcune importanti realtà del comparto ceramico: Marazzi Group, Marca Corona, Target Group, Stylgraph e Stars&Cows. Di particolare interesse le conferenze sul Design Urbano "Esercizi d'autore" durante le quali due importanti studi di architettura, Alessandro Scandurra presso Marazzi e Studio Park presso Marca Corona hanno presentato idee di design urbano e di come possa essere impiegata la ceramica e il grés oggi, grazie alle nuove prestazioni tecniche. A Marca Corona è stato affidato il progetto di redesign di una pensilina e di barriere urbane da realizzare in collaborazione con Park Associati, studio di progettazione architettonica milanese, celebre per la realizzazione degli Headquarters di grandi aziende multinazionali come Nestlé ed Engie e per i suoi interventi di Hard Retrofitting. Presso Marazzi, invece, l'architetto milanese Alessandro Scandurra ha presentato le sue idee innovative di design urbano applicate a diverse zone della città di Sassuolo. Lo studio di Scandurra realizza progetti in tutto il mondo, sviluppati sui temi dalla pianificazione territoriale, progettazione urbana e architettonica, architettura degli interni.

Questa seconda parte di Terra Ceramica (la prima si è svolta in ottobre 2018) è stata anche l'occasione di sperimentare una prima idea di turismo industriale denominato "Ceramicland Tour" destinato ad architetti, professionisti e studenti, con visite a Villa Vigarani Guastalla, guidate dall'Architetto Vincenzo Vandelli e al Castello di Spezzano, Sezione Manodopera, a cura di Francesco Genitoni e Stefania Spaggiari. Oltre che al complesso monumentale di Palazzo Ducale, il Museo Bertozzi e Casoni, Piazza Piccola e l'antica drogheria Roteglia a Sassuolo.


Nelle due giornate si è parlato anche di innovazione e tecnologia, citando aziende all'avanguardia con forte dedizione alla ricerca e allo sviluppo di nuove forme della ceramica in architettura, nell'interior design, nel design industriale. Fulvio Irace, professore ordinario di "Storia dell'Architettura" presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano, membro del Comitato scientifico della Triennale di Milano e curatore del settore Architettura e Territorio, ha affermato come "il comparto dedicato alla produzione di lastre e piastrelle in ceramica e grés ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nello scenario mondiale - ha spiegato il docente - grazie a tecnologie produttive sempre più all'avanguardia e nuovi modi di concepire il materiale. Oggi non si parla più solo di piastrelle, ma di vere e proprie superfici ceramiche che trovano applicazione in ambiti poco esplorati come l'arredamento, il design industriale e, in futuro, anche il design urbano. La peculiarità di questi nuovi materiali sta nel coniugare perfettamente il valore estetico, prestazionale e funzionale".


L'evento è stato reso possibile grazie al contributo di importanti soggetti istituzionali ed economici: BPER, Camera di Commercio di Modena, Edi.Cer, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, ceramica Marazzi, ceramica Marca Corona, Stylgraph, Target Group. Il sostegno all'evento si è concretizzato anche grazie alla collaborazione tra i Comuni di Casalgrande, Castellarano, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, il coworking d'impresa Stars & Cows, le associazioni di Categoria CNA, Lapam, Confcommercio, Confesercenti, ed il patrocinio della Regione Emilia Romagna.

 

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È trascorso oltre mezzo secolo dal momento in cui è stato lanciato sul mercato l'ultimo orologio Calibro 321. Ebbene, dopo tutto questo tempo, questo famoso movimento non è mai stato dimenticato. Nel caso in cui siate dei veri e propri appassionati degli orologi Omega, su www.fabioferro.eu  potrete trovarne tantissimi modelli. Altrimenti, potreste aspettare il ritorno sul mercato del famoso Omega 321, che arriverà a breve.

Calibro 321, il movimento iconico che sta per tornare
Chi ha la passione per gli orologi non potrebbe darvi una risposta diversa: il movimento storico che varrebbe davvero la pena "restaurare" è, senza ombra di dubbio, il ben noto Calibro OMEGA 321. Si tratta di un movimento cronografico che denota fin dal primo momento tutta la sua eleganza e robustezza. La sua fama incanta tantissimi appassionati fin dagli anni Quaranta e, ancora oggi, i ricercatori fanno a gara per portarsi a casa un modello di questo genere. Ebbene, l'ultimo Calibro 321 che è stato prodotto risale addirittura a oltre cinquant'anni fa: per questa ragione, OMEGA ha scelto di dare nuovo lustro a questo movimento storico.

Calibro 321 OMEGA, un design impossibile da scordare
Un design che ha sempre ricevuto tantissimi apprezzamenti, soprattutto il fatto di essere stato il primo movimento che è stato impiegato all'interno dell'orologio da uomo OMEGA Speedmaster, lanciato nel lontano 1957. Prima ancora, era stato sfruttato per diversi cronografi OMEGA che facevano parte della splendida collezione Seamaster. Tra le principali caratteristiche di questo movimento, l'impiego di una ruota a colonne monoblocco, una peculiarità che venne realizzata da un singolo pezzo che aumentava esponenzialmente il suo valore. I collezionisti di orologi hanno un vero e proprio debole per i movimenti con ruota a colonne per un motivo molto semplice: durante le operazioni di design e di realizzazione, infatti, sono frutto di una notevole precisione, pazienza e lavoro.

Una storia di primo piano
Non è, però, solo per la sua particolare modalità di costruzione che il mitico Calibro 321 è riuscito ad essere apprezzato in tutto il mondo. Infatti, c'è un altro aspetto che lo ha reso ancora più celebre. Si tratta del fatto che questo movimento venne impiegato in diversi segnatempo molto famosi. Tra gli altri, ci sono lo Speedmaster ST 105.003 (un modello che subì diversi test della Nasa, che lo certificò e poi venne usato anche da Ed White, il noto astronauta a stelle e strisce che compì la prima passeggiata nello spazio), ma anche lo Speedmaster ST 105.012, ovvero il primo orologio che venne utilizzato dagli astronauti sbarcati sulla Luna.

Un nuovo progetto
Il fatto di lanciare sul mercato nuovamente un movimento così famoso, però, ha anche un lato molto rischioso, visto che ci vuole una precisione estrema nella sua realizzazione. Per reintrodurre il Calibro 321, OMEGA ha formato un gruppo di esperti che da ben due anni sta lavorando, avvolti da un certo segreto, per riportare agli antichi splendori questo movimento. Addirittura, il progetto in fase di sviluppo è stato ribattezzato con il nome di "Alaska 11".

 

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