Furti a raffica, auto a fuoco e c'è chi non vede nulla: ma cosa succede a Castelfranco Emilia?
I furti negli appartamenti, a qualsiasi ora del giorno, nel Capoluogo e nelle Frazioni, purtroppo sono divenuti una "normalità".
Anche gli episodi di auto incendiate ormai si verificano con una certa frequenza, come accaduto ieri sera di fronte ai giardini pubblici che da tempo sono segnalati dai Cittadini anche sui social network, soprattutto da coloro che in quella zona risiedono, come luogo di aggregazione di soggetti per lo più stranieri e zona di degrado e pericolosa.
Sempre più spesso viene segnalata la paura a passare in quel giardino "pubblico" soprattutto nelle ore serali e soprattutto per le donne. Non ci stiamo a far finta di nulla, a girarci dall'altra parte. Basta! Servono più controlli e presidio del territorio e questo prima che la situazione precipiti.
Che l'Amministrazione "batta un colpo" anziché tacere e far finta di nulla, che si usino i poteri conferiti ai Sindaci dalla "Legge Salvini" anziché protestare e indossare maschere da buonisti.
Una Città sicura garantisce una vita migliore, per tutti.
Castél - Castelfranco Emilia (Mòdna-Modena), 30/11/2018
Cristina Girotti Zirotti
Capogruppo Lega
Nella notte tra il 16 e 17 agosto aveva dato alle fiamme quattro auto e un bus Seta. L'uomo, che si muoveva in sella a una bicicletta, è stato individuato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Nel 2009 aveva dato alle fiamme alcuni SUV a Modena
CASTELFRANCO EMILIA (MO) –
Nella notte tra il 16 e il 17 agosto aveva dato alle fiamme ben quattro auto e un bus di linea di Seta, ma il suo gesto aveva anche danneggiato un appartamento e un esercizio commerciale, provocando 500 mila euro di danni.
Tuttavia, nei mesi scorsi, si erano verificati, sempre nella zona di Castelfranco, altri roghi dolosi, riconducibili alla stessa mano. Per questo le indagini per individuare e fermare il piromane hanno assunto un ritmo serrato. Avvalendosi delle immagini delle telecamere di sorveglianza, tra cui quelle di un privato, i Carabinieri e la Polizia Municipale hanno stretto il cerchio attorno a Giuseppe Purpura, 53 enne senza fissa dimora, a cui, nel 2009, erano già stati attribuiti diversi roghi di SUV nel modenese.
L'uomo, che era solito spostarsi in bicicletta, nel pomeriggio di sabato scorso è stato individuato in un quartiere periferico e fermato proprio mentre era in sella al mezzo. Alla vista degli agenti, tuttavia, il piromane ha reagito con violenza, tentando di guadagnarsi la fuga scagliando la sua "due ruote" addosso ai militari, uno dei quali è stato leggermente ferito.
Non senza fatica, Purpura è stato neutralizzato e trasferito in cella. Il fermo a suo carico è stato convalidato questa mattina dal Gip presso il Tribunale di Modena e ne è stata disposta la custodia cautelare in carcere per la pericolosità del soggetto e il rischio di reiterazione di reato.
Danneggiati anche un appartamento e un esercizio commerciale. Nessun legame tra i proprietari dei mezzi colpiti. Si pensa al gesto di un folle. Al setaccio le immagini delle telecamere.
di Manuela Fiorini Castelfranco Emilia (MO) – Una "notte di fuoco" quella di giovedì a Castelfranco, quando, nel giro di 90 minuti, si sono sviluppati tre diversi roghi che hanno completamente distrutto quattro vetture e un bus, danneggiato un appartamento e un esercizio commerciale e mandato nel panico gli abitanti di una palazzina di quattro piani.
Un vero e proprio "attacco incendiario" che ha visto il primo rogo svilupparsi intorno alle 2 di notte in via Costa. Ad andare a fuoco sono due auto parcheggiate nel piazzale del Circolo "La Stalla", una Fiat Qubo e una Renault di proprietà di due amici che avevano parcheggiato vicino per andare a suonare in un locale. I Vigili del Fuoco di Modena riescono a spegnere l'incendio, ma le auto sono ormai distrutte. Una di essa ha il bagagliaio forzato.
Mentre si stanno ancora spegnendo i fumi in via Costa, arriva però un'altra chiamata da via Ripa Superiore, in pieno centro storico. Altre due auto, una Opel Corsa di una giovane che vive in un palazzo vicino, e una Fiat Panda di un ragazzo in vacanza sono avvolte dalle fiamme.
Questa volta, tuttavia, la situazione è più rischiosa, perché la Panda è alimentata a GPL e la vicinanza con i tubi del gas di una palazzina di quattro piani, abitata da una ventina di famiglie, fa temere che possano verificarsi delle esplosioni. Inoltre, il calore generato dall'incendio ha praticamente sciolto le tapparelle di un appartamento al primo piano, che è stato anche invaso dal fumo. Stessa sorte per il lavasecco "Le Magnolie 2", che in via Ripa Superiore ha un magazzino dove sono detenuti i macchinari e gli abiti.
Sul posto arrivano i Vigili del Fuoco di Vignola. I residenti vengono invitati a lasciare le abitazioni e a spostare le loro auto per impedire al fuoco di propagarsi.
Tuttavia, la lunga notte non è ancora finita. Alle 3.40 arriva infatti una chiamata al 115 dal vicino piazzale Braglia. Questa volta ad essere avvolto dalle fiamme è un bus della Tper. Nonostante l'arrivo tempestivo dei pompieri, il mezzo è ormai ridotto a uno scheletro incenerito. Le fiamme hanno aderito in parte anche al mezzo parcheggiato vicino al primo.
Dopo aver spento tutti i roghi, ora toccherà ai Carabinieri stabilire l'origine degli incendi e trovare il colpevole. Si tratta senza dubbio di roghi dolosi, ma il fatto che i proprietari dei mezzi dati alle fiamme non abbiano legami tra loro fa supporre al gesto di un piromane più che a una vendetta "mirata".
Al vaglio anche le immagini delle telecamere posizionate in vari punti della città e quelle di un impianto di vigilanza privato, che gli uomini dell'Arma, insieme alla Polizia Municipale di Castelfranco, stanno passando al setaccio, nella speranza che qualcuna abbia ripreso il piromane.
La stima totale dei danni si attesta attorno ai 500 mila euro, considerato il bus, che da solo nel vale 250 mila, le quattro auto da demolire e i lavori di ripristino dell'appartamento e dell'esercizio commerciale.
Scattano le misure antismog per quatto capoluoghi emiliani. Al momento resta esclusa Parma. Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Ferrara le prime città a inaugurare la stagione dei blocchi al traffico.
Parma 17 ottobre 2017 - Il perdurare di un clima quasi estiva e l'assenza di precipitazioni piovose, ha determinato l'avvio delle procedure antismog i diverse città padane. La prima allerta stagionale per le polveri sottili, in conseguenza di quattro giorni consecutivi di sforamenti, ha fatto scattare i provvedimenti emergenziali che già da oggi coinvolgono Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Formigine, Sassuolo, Ferrara e Cento.
In queste località sono previsti il blocco della circolazione per i veicoli diesel fino all'euro 4 compreso, l'abbassamento del riscaldamento fino a un massimo di 19 gradi in case, uffici e negozi e 17 gradi nelle industrie.
Vietati anche falò e barbecue all'aperto e l'accensione di camini all'interno "con classe di prestazione energetica ed emissiva inferiore a 3 stelle", come precisa Arpae.
"Le misure - specifica la nota dell'APAE - sono previste nel caso in cui si verificano sforamenti dei valori di PM10 per 4 giorni consecutivi antecedenti il giorno di controllo (lunedì 16 ottobre) e le previsioni confermino la tendenza, e riguardano il blocco della circolazione per i veicoli diesel fino all´euro 4 compreso (in aggiunta al blocco dei veicoli più inquinanti già in essere dal 1 ottobre) oltre ad altre misure specifiche (verifica sempre l´ordinanza del Comune di interesse per le informazioni puntuali)."
Per controllare le ordinanze del Comune di residenza e il dettaglio dettaglio delle misure previste - clicca QUI.
Due italiani detenuti nella casa di reclusione di Castelfranco Emilia hanno fatto perdere le loro tracce poco dopo l'Angelus di Bergoglio. Non era la prima volta che i due tentavano di fuggire.
CASTELFRANCO EMILIA (MO) – Facevano parte della delegazione di venti detenuti della casa di detenzione di Castelfranco Emilia che lo scorso 1° ottobre si è recata a Bologna per assistere alla visita di Papa Bergoglio e pranzare con lui. Ma i due napoletani hanno pensato bene di sfruttare quell'occasione per far perdere le loro tracce.
Secondo quanto trapelato, una volta tornati alla casa di detenzione, i volontari si sono resi conto della mancanza dei due, già recidivi per un precedente tentativo di fuga e per questo destinatari di una misura di sicurezza detentiva, poiché ritenuti socialmente pericolosi.
Il progetto di fuga pare avere preso corpo dopo l'Angelus del pontefice e poco prima del pranzo. Sono state informate le Forze dell'Ordine che hanno preliminarmente raccolto informazioni sull'organizzazione del pranzo con Papa Bergoglio per capire la dinamica.
Il pubblico ministero della procura di Modena, Katia Marino, ha chiesto una condanna a 17 anni di carcere (Il rito abbreviato consente uno sconto di un terzo della pena) nei confronti di Armando Canò, il 50enne reo confesso che nel giugno del 2016 uccise l'ex convivente, Bernardetta Fella.
Modena 9 ottobre 2017 - Era fine giugno dello scorso anno, quando i residenti di una palazzina chiamarono i Vigili del Fuoco, preoccupati per l'odore proveniente dalla cantina di "Betta" (così era soprannominata Bernadetta Fella), che viveva all'ultimo piano dell'edificio di via Nazionale per Carpi 101 nel quartiere Madonnina.
Una volta forzata la porta della cantina, però i pompieri si sono trovati davanti a una scena degna di un film horror: il cadavere della donna, ormai in avanzato stato di decomposizione, era stato messo dentro a un frigorifero.
In breve tempo i sospetti caddero sull'ex convivente che infatti, poche ore dopo, venne fermato nell'abitazione di un conoscente e messo alle strette infine ammise il delitto.
Nella prossima udienza, fissata per il 6 novembre, il giudice Andrea Romito leggerà la sentenza.
La difesa di Armando Canò, nella persona dell'avvocata Francesca Pecorari, contesta l'omicidio volontario mentre ritiene si tratti invece di un delitto preterintenzionale.
Si è presentato sotto casa della vittima minacciando di darle fuoco, dopo atti persecutori verso le ex compagna e madre di suo figlio che andavano a vanti da mesi. Arrestato dai Carabinieri di Castelfranco Emilia.
Modena, 24 novembre 2016
L'ennesimo caso di violenza verso le donne mentre ci appresta alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne di domani, venerdì 25 novembre. E' accaduto nel Modenese, a Castelfranco Emilia, dove un 28enne si è presentato a casa della ex compagna e madre di suo figlio, minacciandola di darle fuoco. Una storia di persecuzioni che andava avanti da molto tempo. L'uomo infatti aveva il divieto di avvicinamento imposto dal giudice dal luglio scorso. Incurante di ciò, martedì sera si è fatto trovare sotto casa della vittima e l'ha minacciata di darle fuoco se non avesse ritirato la denuncia nei suoi confronti. La donna spaventata non ha aperto la porta ed ha subito chiamato il 112. Nell'auto di lui sono state trovate quattro bottiglie di olio combustibile sequestrate dai Carabinieri che l'hanno arrestato per stalking.
Apertura straordinaria delle filiali di Archimede sabato 19 novembre per rispondere alle domande delle donne in tema di migliorabilità occupazionale. Una mattinata speciale per affrontare tutti i dubbi in materia di lavoro.
I professionisti di Archimede saranno a disposizione gratuitamente per dare informazioni, ad esempio, sulla ricollocazione dopo un periodo di inattività, su come scrivere un cv davvero efficace e sulla gestione di aspetti delicati quali maternità e malattia. L'apertura straordinaria riguarderà le filiali di Reggio Emilia, Casalgrande (RE), Castelfranco Emilia (MO), Correggio (RE), Forlì, Montecchio Emilia (RE), Novellara (RE), Parma, Bolzano, Codroipo (UD), Genova (GE), Mestre (VE), Suzzara (MN).

"Abbiamo aderito con entusiasmo all'iniziativa #filialeinrosa2016 per dare un contributo concreto all'occupazione femminile" - ha dichiarato Claudia Cavazzoni, Amministratore Delegato di Archimede. L'iniziativa è promossa dall'adesione a un progetto nazionale organizzato da Assosom, l'Associazione italiana delle agenzie per il lavoro.

Archimede SpA

Apertura straordinaria delle filiali di Archimede sabato 19 novembre per rispondere alle domande delle donne in tema di migliorabilità occupazionale. Una mattinata speciale per affrontare tutti i dubbi in materia di lavoro.
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"Abbiamo aderito con entusiasmo all'iniziativa #filialeinrosa2016 per dare un contributo concreto all'occupazione femminile" - ha dichiarato Claudia Cavazzoni, Amministratore Delegato di Archimede. L'iniziativa è promossa dall'adesione a un progetto nazionale organizzato da Assosom, l'Associazione italiana delle agenzie per il lavoro.

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Si tratta di Bernadette Fella, 55 anni. Il suo corpo è stato trovato in cantina in avanzato stato di decomposizione. A ucciderla l'ex compagno, che ha confessato di averla strangolata dopo una lite.
Di Manuela Fiorini
Modena, 28 giugno 2016
Un odore pungente, talmente forte da fare pensare a una fuga di gas. Così, i residenti di una palazzina di via Nazionale per Carpi 101, nel quartiere della Madonnina, hanno chiamato i Vigili del Fuoco. I miasmi provenivano da una cantina di proprietà di Bernadette Fella, 55 anni, detta Betta, che viveva sola all'ultimo piano dell'edificio. Una volta forzata la porta della cantina, però i pompieri si sono trovati davanti a una scena degna di un film horror: il cadavere della donna, ormai in avanzato stato di decomposizione, era stato messo dentro a un frigorifero. A questo punto è stata immediatamente avvertita la Polizia, che ha avviato subito le indagini per omicidio, dal momento che la poveretta non poteva essere finita lì da sola.
I primi forti indizi hanno portato al fermo di Armando Canò, 50 anni, ex compagno della Fella. Nella prime ore della mattina, la Squadra Mobile lo ha rintracciato a Castelfranco Emilia, presso l'abitazione di un conoscente. Il Canò è stato trovato in possesso sia delle chiavi di casa della vittima che di quelle della cantina dove è stato ritrovato il cadavere. Amici e vicini di casa della donna hanno poi testimoniato che si trattava proprio dell'ex convivente.
Di fronte alle prove della sua colpevolezza, il 50 enne ha confessato di avere strangolato l'ex compagna durante l'ennesima lite e di averne poi nascosto il corpo in cantina.
Dalle indagini è emerso che Betta Fella aveva già sporto diverse denunce nei confronti del compagno, pregiudicato per reati contro il patrimonio, per maltrattamenti e violenze. Denunce che però non sono servite a tutelare la vittima, il cui nome va tristemente ad aggiungersi agli altri casi di femminicidio.