Visualizza articoli per tag: zanzara tigre

Virus Chikungunya in allarme rosso la Spagna: per la prima volta la zanzara tigre ha infettato gli esseri umani. Nella provincia turistica di Alicante alcuni turisti sono stati infettati dal virus.

Questa estate, tutte le condizioni sono soddisfatte per la trasmissione indigena del virus Chikungunya in alcuni dipartimenti del sud est della Spagna. La minaccia riguarderebbe la provincia turistica di Alicante nella Spagna orientale dopo che alcuni turisti provenienti dall'Islanda sono stati infettati dal virus trasmesso dalle zanzare. Secondo gli esperti, questi sono i primi casi di infezione locale in Spagna.

Le vittime sono tre membri di una famiglia che si trovava sulla Costa Blanca a maggio. Come le autorità sanitarie valenciane hanno spiegato nel fine settimana, nessun altro caso di infezione è stato segnalato finora. Tuttavia, sono state avviate tutte le misure e i controlli necessari.

Il virus è trasmesso principalmente dalla zanzara tigre (Aedes aegypti) e dalla zanzara tigre asiatica (Aedes albopictus). Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), il virus è diffuso in molti paesi africani e nel sud e sud-est dell'Asia. Secondo l'ECDC, dopo una rapida diffusione in Centro e Sud America, negli ultimi anni ha colpito anche l'Europa, per la prima volta nel 2007 in Italia, poi anche in Francia. "Ma questo è il primo caso di infezione in Spagna", ha dichiarato un portavoce delle autorità sanitarie di Valencia, al quotidiano di Alicante "Informacion" (edizione di sabato).

È noto, dal periodo di incubazione, che i pazienti devono essere stati punti durante le loro vacanze sulla Costa del Sol nella seconda metà di maggio, ha riferito il portavoce. Al rientro dal viaggio è stata diagnosticata la malattia. Le autorità islandesi hanno prontamente informato sia le competenti autorità centrali spagnole a Madrid che le autorità sanitarie regionali a Valencia.

La febbre di Chikungunya è associata a sintomi simil-influenzali come febbre alta, mal di testa e dolori muscolari. La maggior parte delle persone infette si riprende completamente, spesso dopo una settimana. Più pericoloso è il virus per i malati cronici e per le donne incinte e i neonati. Le morti sono estremamente rare. Non esiste ancora alcun vaccino o terapia mirata. L'ECDC raccomanda generalmente i viaggiatori di proteggersi dalle punture di zanzare, come repellenti, vestiti lunghi e zanzariere. La segnalazione di alcuni casi nella vicina Spagna, la cui costa meridionale in questa stagione ha un clima assai simile a quello di tante zone d'Italia, specie quelle costiere, per Giovanni D'Agata presidente dello "Sportello dei Diritti", dovrebbe preoccupare le autorità sanitarie italiane altrettanto quanto sta accadendo Oltralpe.

Ecco, perchè lo "Sportello dei Diritti", si rivolge al Ministero della Salute affinché monitori attentamente la situazione e fornisca tutte le delucidazioni del caso circa possibili analoghi rischi per la popolazione residente ed al fine di adottare tutte le misure necessarie per evitare la diffusione di questo tipo di virus che colpiscono principalmente le fasce più deboli ed esposte come anziani e bambini in tenera età.

(17 giugno 2019 )

West Nile - Quest'anno sono stati segnalati 131 casi gravi a fronte dei 27 dell'intero 2017.  Emilia-Romagna e Veneto le regioni più interessate dalla diffusione del virus. A Bologna i casi manifestati con forme neuro invasive sono stati 29. Il presidente Ceccardi: maggiori investimenti per la lotta larvicida alla zanzara comune e un nuovo protagonismo dei Comuni nel contrasto alle zanzare nocive

 

Bologna, 3 settembre 2018 – In Italia quest'anno si sta registrando un notevole incremento di casi di West Nile rispetto all'anno precedente. Alla data del 30 agosto 2018 i casi segnalati (Fonte: Cnapps - Istituto Superiore di Sanità) sono 334, di cui 131 manifestati in forma neuro invasiva. Nel 2017 erano stati, complessivamente, 27 i casi gravi di West Nile. Ad oggi, i decessi attribuibili al virus West Nile sono 12, nella gran parte dei casi persone debilitate, anziane o con gravi patologie pregresse.

Le Regioni più interessate dalla diffusione del virus sono state Emilia-Romagna e Veneto.
Il territorio provinciale di Bologna è quello in cui si è registrato il maggior numero di casi gravi di West Nile tra tutte le province italiane interessate dalla diffusione del virus: 29 casi manifestati con forme neuro invasive.

La diffusione del virus West Nile si può contenere attraverso una attività preventiva di controllo della zanzara Culex pipiens (la zanzara comune), con trattamenti larvicidi più efficaci, e soprattutto senza nessun impatto ambientale, rispetto ai trattamenti "adulticidi", che intervengono a diffusione avvenuta. Una lotta integrata che deve passare da un nuovo impegno dei Comuni nel contrasto agli insetti vettori di malattie gravi per l'uomo.

È l'appello di CAA, il Centro Agricoltura Ambiente "G.Nicoli", società di eccellenza nel campo della lotta alle zanzare, con 30 anni di esperienza in campo nazionale e internazionale. CAA dal 2011 è Collaborating Centre dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica di Vienna nel campo dello sviluppo della tecnologia del maschio sterile contro le zanzare nocive.

Domenica, 26 Agosto 2018 09:42

Primo caso di West Nile nel 2018 a Piacenza

Nella giornata odierna è stato confermato un caso di West Nile in una paziente anziana ricoverata all'ospedale di Piacenza, in Malattie infettive.

Piacenza 25 agosto 2018 - Il virus deriva il suo nome dal distretto ugandese dove è stato isolato per la prima volta: la sua circolazione in tutto il territorio regionale è oggetto di costante monitoraggio ed è comunque in calo in Emilia Romagna. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente quelle comuni, del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all'uomo. La rete di sorveglianza è continua e coordinata a livello locale dal Settore controllo infestanti del Dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Piacenza. La situazione nella provincia di Piacenza è stata relativamente tranquilla per tutta l'estate. Sul nostro territorio la circolazione del virus è stata sempre minore rispetto ad altre zone e il lieve rialzo degli ultimi giorni ci mantiene al di sotto delle medie regionali.

Incubazione e sintomi
Nell'uomo, la malattia ha un'incubazione di pochi giorni ed i sintomi sono inapparenti nell'80% dei casi; quando si manifesta, si riscontra febbre elevata con malessere generalizzato, dolori muscolari e articolari, fino a casi di encefalite.
Queste due ultime evenienze sono fortunatamente molto rare (circa 1 su mille).
Nella maggior parte dei casi con sintomatologia, il malato si ristabilisce in circa una settimana, mentre nei casi più gravi possono residuare danni neurologici più o meno importanti. In Emilia Romagna si sono riscontrati da giugno a oggi una decina di casi di malattia umana con forma grave neuroinvasiva: a Piacenza si tratta della prima paziente accertata.

Prevenzione
Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l'esposizione alle punture di zanzare.
Pertanto è consigliabile proteggersi ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:
· usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all'aperto, soprattutto all'alba e al tramonto
· usando delle zanzariere alle finestre
· svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante
· cambiando spesso l'acqua nelle ciotole per gli animali
· tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.

La malattia neuroinvasiva da West Nile virus si manifesta prevalentemente negli ultrasessantenni con un rischio che incrementa al progredire dell'età e nelle persone con diabete, ipertensione, malattia renale e con patologie che determinano immunodepressione; è quindi necessario porre particolare attenzione a luoghi ove questa tipologia di cittadini vive e si concentra.
Non è necessario operare una disinfestazione con prodotti per eliminare gli insetti adulti in un'area definita attorno alla residenza dei soggetti ammalati perché, a differenza di quanto succede con altre malattie virali trasmesse da zanzare (Chikungunya, Dengue o Zika), l'uomo non contribuisce a diffondere la malattia.

Nella situazione attuale è opportuno attuare comportamenti corretti sia rispetto alla protezione dalle punture sia alle misure di contrasto alla proliferazione delle zanzare. Si precisa che alla fine dell'estate le zanzare comuni (Culex) cominciano a pungere anche al crepuscolo e non solo in ore notturne.

Terapia e trattamento
Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.

 

Interrogazione del Consigliere Regionale Michele Facci su infezione da West Nile. Il sottoscritto Consigliere Regionale Michele Facci. 

Premesso che:
- Secondo gli ultimi dati riportati dalla stampa locale, dal mese di giugno 2018 ad oggi in Emilia-Romagna vi sono stati 25 casi noti di infezione per febbre da "West Nile", di cui 12 nell'area metropolitana di Bologna. Diciassette di questi casi avrebbero riguardato soggetti donatori di sangue. Nella provincia di Ferrara vi sono stati invece ben tre decessi nel giro di poco più di un mese;
- La trasmissione del virus avviene tramite la zanzara del genere Culex, da sempre molto diffusa nel territorio del Delta del Po, ed è particolarmente favorito dal clima subtropicale degli ultimi mesi, specie nelle zone di campagna;
- Il sistema regionale di sorveglianza dell'Emilia-Romagna avrebbe confermato la sussistenza dei presupposti per una condizione endemica nei territori tra Rovigo (in Veneto vi sono stati oltre 50 casi di febbre West Nile fino ai primi giorni di agosto, di cui 19 mediante forme neuroinvasive) e Ferrara, dovuta alla diffusa circolazione del virus;

Considerato che
- Gli animali portatori del virus "killer" sono stati individuati in diverse tipologie di volatili, alcune delle quali molto diffuse nei nostri territori, come corvi e gazze;
- Secondo quanto riferito dal reparto di infettivologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara, la massiccia presenza di corvi e gazze lungo l'argine del Po dovrebbe suggerire l'introduzione di forti forme di contrasto al fenomeno, come nuove vaccinazioni per l'uomo, ed efficaci piani di controllo per i volatili;

Tutto ciò premesso,

INTERROGA
La Giunta per sapere

- chiede quale sia il giudizio dell'Assessorato competente in ordine al progressivo aumento delle infezioni letali da febbre West Nile, e quali siano le misure di prevenzione e di contrasto che l'Amministrazione regionale, tramite i propri Dipartimenti e settori specifici, intende adottare;
- chiede se sia già allo studio dei settori preposti un piano straordinario di abbattimento dei volatili ritenuti tra i principali portatori del virus, ovvero delle zanzare del genere Culex che ne costituiscono il vettore finale;
- chiede inoltre se l'amministrazione, di fronte a questa nuova emergenza sanitaria, non ritenga necessaria la previsione di nuove forme di profilassi per l'uomo, da condividere con i competenti Dipartimenti sanitari e con l'Istituto superiore di Sanità.

Il Consigliere
(Avv. Michele Facci)

Sabato, 11 Agosto 2018 15:20

Zanzare, cosa fare per proteggersi

Parma, 10 agosto 2018. La pianura Padana presenta un clima particolarmente favorevole nella stagione estiva alla proliferazione delle zanzare: è fondamentale dunque seguire alcuni suggerimenti utili che il Comune condivide con la Regione Emilia Romagna e le Aziende Sanitarie del territorio per meglio proteggersi dalle punture ( http://www.zanzaratigreonline.it/ ).

E' consigliabile l'utilizzo di prodotti repellenti sulla pelle e sugli abiti (con cautela per i bambini e per le donne incinte), indossare pantaloni lunghi e abiti con maniche lunghe, preferibilmente di colore chiaro e non utilizzare profumi. Per ridurre la presenza delle zanzare all'interno delle abitazioni avvalersi di zanzariere, condizionatori e apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine, in quest'ultimo caso sempre con le finestre aperte.

Oltre al trattamento larvicida delle tombinature e delle zone di scolo e ristagno degli spazi di pertinenza, è necessario verificare per le abitazioni che le grondaie siano pulite e non ostruite; eliminare i sottovasi e, dove non è possibile, evitare il ristagno d'acqua al loro interno; non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l'apertura rivolta verso l'alto; svuotare settimanalmente e tenere puliti gli abbeveratoi e le ciotole per l'acqua degli animali domestici; non svuotare nei tombini i sottovasi o altri contenitori; non lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi in giardino pieni d'acqua; coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l'acqua piovana; anche al cimitero pulire periodicamente e con cura i vasi portafiori, cambiare di frequente l'acqua dei vasi o trattarla con prodotti larvicidi.

La Regione Emilia Romagna ha approntato programmi in grado di cogliere tempestivamente ed efficacemente l'insorgere delle circolazioni virali e, sempre in conformità con le regionali, il Comune di Parma ha adeguato le proprie linee di azione per la lotta integrata alle zanzare vettrici del virus West Nile, attuando rigorosamente gli interventi antilarvali nelle tombinature pubbliche, che quest'anno sono stati incrementati e coprono l'intero territorio urbanizzato della città di Parma e di tutte le frazioni, incrementando le attività di controllo e sostegno alle operazioni effettuate dai privati e prescrivendo agli organizzatori di manifestazioni che comportino il ritrovo di molte persone nelle ore serali in aree all'aperto l'effettuazione di una preventiva disinfestazione.

Opuscoli, locandine, video informativi possono essere scaricati collegandosi a http://www.zanzaratigreonline.it/  e http://salute.regione.emilia-romagna.it/ .

Venerdì, 03 Agosto 2018 13:49

Zanzare: cosa fare per proteggersi

La pianura Padana presenta un clima particolarmente favorevole nella stagione estiva alla proliferazione delle zanzare: è fondamentale dunque seguire alcuni suggerimenti utili che il Comune condivide con la Regione Emilia Romagna e le Aziende Sanitarie del territorio per meglio proteggersi dalle punture.

E' consigliabile l'utilizzo di prodotti repellenti sulla pelle e sugli abiti (con cautela per i bambini e per le donne incinte), indossare pantaloni lunghi e abiti con maniche lunghe, preferibilmente di colore chiaro e non utilizzare profumi. Per ridurre la presenza delle zanzare all'interno delle abitazioni avvalersi di zanzariere, condizionatori e apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine, in quest'ultimo caso sempre con le finestre aperte.

Oltre al trattamento larvicida delle tombinature e delle zone di scolo e ristagno degli spazi di pertinenza, è necessario verificare per le abitazioni che le grondaie siano pulite e non ostruite; eliminare i sottovasi e, dove non è possibile, evitare il ristagno d'acqua al loro interno; non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l'apertura rivolta verso l'alto; svuotare settimanalmente e tenere puliti gli abbeveratoi e le ciotole per l'acqua degli animali domestici; non svuotare nei tombini i sottovasi o altri contenitori; non lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi in giardino pieni d'acqua; coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l'acqua piovana; anche al cimitero pulire periodicamente e con cura i vasi portafiori, cambiare di frequente l'acqua dei vasi o trattarla con prodotti larvicidi.

La Regione Emilia Romagna ha approntato programmi in grado di cogliere tempestivamente ed efficacemente l'insorgere delle circolazioni virali e, sempre in conformità con le regionali, il Comune di Parma ha adeguato le proprie linee di azione per la lotta integrata alle zanzare vettrici del virus West Nile, attuando rigorosamente gli interventi antilarvali nelle tombinature pubbliche, che quest'anno sono stati incrementati e coprono l'intero territorio urbanizzato della città di Parma e di tutte le frazioni, incrementando le attività di controllo e sostegno alle operazioni effettuate dai privati e prescrivendo agli organizzatori di manifestazioni che comportino il ritrovo di molte persone nelle ore serali in aree all'aperto l'effettuazione di una preventiva disinfestazione.

Opuscoli, locandine, video informativi possono essere scaricati collegandosi a www.zanzaratigreonline.it/  e salute.regione.emilia-romagna.it/

Inoltre, è disponibile il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale: 800 033 033.

In questi giorni una patologia misteriosa sta generando preoccupazione nel mondo. Un altro virus mortale chiamato virus Keystone che potrebbe causare gravi infezioni cerebrali e viene trasmesso da punture di zanzara è stato trovato per la prima volta ha infettato gli umani.

Fino ad ora si è notato che il virus infettava solo gli animali. Il virus keystone fu scoperto per la prima volta nel 1964 e fu trovato in popolazioni animali che vivevano in Texas fino alla baia di Chesapeake.

Nelle loro ultime scoperte, i ricercatori dell'Università della Florida hanno confermato che il virus ha infettato un ragazzo di 16 anni in Florida. Il caso zero del ragazzo ha fornito una storia di frequentazione di un campo bandistico nel nord della Florida nell'estate del 2016. Aveva poi sviluppato febbre e eruzioni cutanee e aveva frequentato una clinica per lo stesso. Era passato più di un anno prima che la diagnosi potesse essere fatta con precisione. I ricercatori dell'Università della Florida hanno sequenziato il virus da agosto 2016 e all'epoca l'epidemia di virus Zika infuriava in Florida e nei Caraibi.

Hanno notato che i campioni erano negativi per Zika o altri virus. Ci sono stati lievi sintomi nel ragazzo in quel periodo compresa la febbre. Non c'era alcun segno di encefalite o infezione cerebrale. Il virus Keystone è stato quindi rilevato nei campioni di laboratorio raccolti dal ragazzo.

Al momento non esistono semplici test diagnostici per rilevare questo virus, ha affermato la dottoressa Glenn Morris, direttore dell'istituto Emerging Pathogens della University of Florida. Ma Morris ha aggiunto che ci sono diverse aziende biomediche che si sono offerte volontarie per sviluppare kit diagnostici per questo virus. L'infezione è comune in Florida, ma fino ad oggi nessun umano è stato infettato. Ha detto che il virus è in circolazione da cinque o sei decenni ed è originario della Florida.

Il virus Keystone è noto per causare infezioni cerebrali o encefalite. Ora gli operatori sanitari sospettano che ci possano essere molti altri casi non identificati di questa infezione virale. Il controllo delle zanzare e la prevenzione dei bit sono di vitale importanza per impedire la trasmissione di questo virus, ha detto Morris. Il virus Keystone, un orthobunyavirus della California-sierogruppo, fu isolato per la prima volta nel 1964 dalle zanzare di Keystone, in Florida.

Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", anche se le istituzioni mondiali non hanno fatto scattare alcuna allerta, è ancora troppo presto per confermare la vera dimensione del problema.

(29 giugno 2018)

Venerdì, 18 Maggio 2018 11:48

Zanzara tigre day a Novellara

Novellara, 17 maggio 2018 – Sabato 19 maggio presso l'isola ecologica di Strada provinciale Nord e presso l'URP del Comune di Novellara sarà possibile ritirare gratuitamente e fino ad esaurimento scorte un kit di larvicida per la zanzara tigre. Il prodotto elimina le larve prima che queste si trasformino nel fastidioso insetto pungente. La distribuzione verrà effettuata dalle 9.00 alle 12.00.

 

Banner_zanzara_tigre_day_1.jpg

Pubblicato in Ambiente Reggio Emilia
Venerdì, 13 Ottobre 2017 16:09

Modena - Confermato il virus: si tratta di Zika

Continua fino a domenica 15 ottobre la disinfestazione straordinaria contro la zanzara tigre in un'area a sud della città, vicina alla via Giardini.

E' stato confermato dal servizio di Igiene pubblica dell'Azienda sanitaria il caso di infezione del virus trasmesso da zanzare del genere Aedes, la cosiddetta zanzara tigre, per una persona di Modena, che abita nell'area a sud della città. Si tratta del virus zika (i cui sintomi di febbre virale sono simili a quelli di chikungunya o dengue) contratto in un Paese straniero. I trattamenti iniziati nella notte in via cautelativa, comunque, continueranno fino a domenica 15 ottobre.

L'intervento, preceduto da comunicazioni con altoparlante da parte della Polizia municipale e dall'affissione di volantini, riguarda l'area:
strada Scaglia Est (dal civico 12 al 120/D)
via Cagliostro 120
via Giuseppe Flaiani (dal civico 42 al 56)
via Giuseppe Notari (dal civico 55 al 95)
via Pietro Giardini (civico 458 al 474)
Il Piano di sorveglianza arbovirosi 2017 predisposto dalla Regione, infatti, prevede in questi casi l'effettuazione di interventi adulticidi, larvicidi e di eliminazione dei focolai larvali per un raggio di 100 metri dal luogo dove si sono manifestati i casi di contagio. Il piano prevede tre interventi in successione: la disinfestazione con adulticidi per la massima riduzione possibile della popolazione di zanzare per tre notti consecutive; la ripetizione dei larvicidi nella tombinatura pubblica della zona e la rimozione dei focolai in aree private (porta a porta).

L'ordinanza del sindaco prevede che venga concesso agli addetti alla disinfestazione l'accesso alle aree aperte degli edifici per effettuare i trattamenti, che siano rimossi i focolai larvali presenti nelle aree cortilive private.

Precauzioni importanti per i residenti in zona
Finestre e porte ben chiuse durante le ore notturne nelle notti di trattamento
Sospensione del funzionamento degli impianti di ricambio dell'aria
Gli animali domestici vanno tenuti al chiuso e occorre proteggere con teli di plastica i loro ricoveri all'aperto e le suppellettili, come ciotole e abbeveratoi
La frutta e la verdura degli orti deve essere protetta in modo ermetico
Per consumare frutta e verdura irrorate con insetticidi sarà necessario aspettare 15 giorni, dovranno essere lavate abbondantemente e la frutta dovrà essere sbucciata
Mobili e giochi per bambini rimasti all'esterno ed esposti al trattamento dovranno essere puliti utilizzando guanti lavabili o a perdere
In caso di contatto accidentale con il prodotto insetticida, lavare abbondantemente la parte del corpo interessata con acqua e sapone

Per informazioni: Comando della Polizia municipale - tel. 059/20314

Pubblicato in Cronaca Modena

Modena, 18 settembre 2017 - Rientra l'allarme per il sospetto caso di Chikungunya a Modena. Le analisi di laboratorio, infatti, escludono la presenza del virus trasmesso attraverso la puntura della zanzara tigre (genere Aedes).

Lo rende noto il Comune di Modena che ha quindi revocato l'ordinanza e sospeso i trattamenti straordinari di disinfestazione che nella serata di sabato hanno riguardato un'area a sud della città, tra la tangenziale Neruda e via Giardini.

Cosa sapere

La chikungunya è una malattia virale acuta trasmessa dalle punture di zanzare infette.

Non esiste il contagio diretto da persona a persona, con i normali contatti della vita quotidiana.

I sintomi compaiono di solito entro 3-12 giorni dalla puntura di una zanzara infetta, del genere Aedes. Sono tipici della chikungunya la febbre e i dolori articolari, anche molto forti. Non a caso il nome della malattia deriva da una parola che significa "diventare contorto": in questo modo si vuole ricordare la posizione rannicchiata che viene assunta a seguito dei dolori articolari. Altri sintomi che possono essere presenti sono: cefalea, vomito e esantema sul corpo.

Generalmente, la malattia si risolve da sola.

La terapia è mirata ad alleviare i sintomi, in particolare il dolore articolare. Può essere pericolosa solo in poche situazioni, specialmente nei pazienti immunocompromessi. Rare le complicanze segnalate, tra cui quelle neurologiche, oculari e cardiologiche.

La mortalità è stimata intorno a 0,4%.

Non esiste un farmaco per prevenirla, né una vaccinazione. La sospensione delle trasfusioni e le disinfestazioni dovrebbero essere sufficienti a bloccare la diffusione dell'infezione in Italia. Nei Paesi in cui la malattia è endemica è importante attuare anche misure di protezione individuale, in particolare dall'alba al tramonto.

Pagina 1 di 3