Domenica 14 Luglio 2019, in occasione del concerto d'apertura dell'«Appennino Festival» edizione 2019 a Castelletto di Vernasca nella pieve romanica a monte del paese sugli antichi percorsi francigeni, che vedrà protagonista uno dei più importanti gruppi italiani di musica antica "La Rossignol" nel concerto al tramonto "Ardente sole e chiara stella", la cooperativa Cooltour effettuerà una visita guidata al piccolo gioiello della Val d'Arda, suggestivo per la mancanza della volta aperta sul cielo.

La chiesetta di Sant'Andrea è la più antica della valle e costituisce l'ultimo esempio di edificio di culto realizzato nel periodo di massimo splendore dell'Abbazia di Val di Tolla attorno all'anno 1000.

Il ritrovo è fissato per le ore 18.15 presso il giardinetto antistante la chiesa per compilare una semplice scheda di partecipazione e pagare la quota di 3 €.

La prenotazione è obbligatoria. Per prenotare o per informazioni si può chiamare il 3314606435 o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Tema della rassegna di quest'anno "Best of Italy". Al via Sandro Munari, Henri Pescarolo e 230 auto che hanno scritto la storia delle corse -

Piacenza, 17 giugno 2015 - in allegato scaricabile la locandina -

Dal 19 al 21 giugno i motori tornano a rombare tra Castell'Arquato e Vernasca, sui tonanti dove, negli anni Cinquanta e Sessanta, sono state scritte pagine importanti della storia dell'automobilismo italiano e che, ormai da 20 anni, all'inizio dell'estate, meritano la ribalta del motorismo internazionale.
La Vernasca Silver Flag, è oggi un concorso dinamico - promosso dal CPAE Club Piacentino Auto d'Epoca - unico al mondo, un festival dell'eleganza a motore dove 230 regine della velocità, per un tre giorni, lasciano garage e musei per sfidare il vento e l'asfalto.
Dopo aver caratterizzato la rassegna con "monografie" di tutti i marchi più significativi della storia del motorismo sportivo, nell'anno di Expo, il CPAE dedica la rievocazione del prossimo giugno a "Best of Italy", per celebrare una storia industriale e di passione che è espressione di capacità progettuali ed abilità alto artigianali, testimonianza di un patrimonio culturale che lega indissolubilmente passato, presente futuro. Ma significa anche celebrare un'intuizione felicissima: quella di riportare sul veloce rettilineo da Castell'Arquato a Lugagnano e sulla salita che si arrampica fino a Vernasca, le auto più importanti e i campioni più affermati.

Torneranno a divorare l'asfalto le Alfa Romeo, non dimenticando che proprio una vettura milanese, la 3000 CM di Consalvo Sanesi spiccò il miglior tempo nella prima edizione della gara nel 1953. Accenderanno l'aria di entusiasmo e di vapori di olio ricinato le poderose Ferrari, monoposto e sport, le Maserati, rivali di sempre in pista e sulla strada, le Lancia ricche di gloria in circuito e nei rally, le Abarth che nelle cronoscalate costruirono buona parte del mito dello scorpione. E ancora Osca, Stanguellini, Cisitalia o i prototipi di tanti piccoli costruttori, testimonianza di un genio italiano apprezzato in tutto il mondo.
Nell'elenco degli iscritti tante auto da sogno. Come la Maserati 61 Birdcage Streamliner ex scuderia Camoradi guidata tra gli altri da Carroll Shelby, Nino Vaccarella e Masten Gregory, la Lancia LC1 campione mondiale Sport Prototipi nel 1982 e, direttamente dal Museo della Casa, la Matra 630, potente ed aerodinamica per sfidare i lunghi rettilinei di Le Mans.

Ma le storie di motori sono soprattutto storie di uomini. Dimenticando l'imperativo di vittoria che ne ha accompagnato i successi sportivi, tanti campioni tornano ad indossare tuta e casco per rendere omaggio ad una gara entrata nella storia. Sandro Munari, dopo l'esperienza nel 2014, torna su questi tornanti, alla guida della Stratos Alitalia con cui dominò il "Montecarlo" 1976. Ed ancora saranno al via Henri Pescarolo, plurivincitore a Le Mans e Daytona, Alessia Regazzoni, sulla Tecno Formula 2 che accompagnò i primi successi internazionali del padre Clay, e tanti campioni che in pista, salita e rally seppero tenere alto il nome dell'Italia.

Il terzo grande protagonista della rassegna è, da sempre, il percorso. Poco più di 8 chilometri che si sviluppano con caratteristiche completamente differenti tra la prima e la seconda metà. La parte iniziale è contraddistinta da un lungo rettilineo, la seconda,dopo una curva a 90 gradi a Lugagnano, è invece una vera arrampicata, con 34 curve, in maggioranza tornanti, e con pendenze che arrivano anche al 10 percento.
Durante i passaggi delle vetture il tracciato viene chiuso al traffico. Tre le manche in programma. Dopo le verifiche tecniche, venerdì 19 giugno, i motori si accenderanno il sabato, con due salite, alle 11 ed alle 15,30. Un unico round la domenica, alle 10,30.
Ed ogni volta, nel paddock e lungo il percorso, sembra quasi di leggere un passo di Alessandro Baricco che nel romanzo "Questa storia" invita a "lasciarsi andare a vedere il sogno, la velocità, il miracolo" ...

La "Vernasca Silver Flag" è promossa dal CPAE Club Piacentino Automotoveicoli d'Epoca in collaborazione con il Comune e la Provincia di Piacenza, i Comuni di Castell'Arquato, Lugagno e Vernasca, ASI, ACI-CSAI. sostengono la manifestazione Tag Heuer, Cariparma Crédit Agricole Camera di Commercio di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Coys Europe, Errea Sport Point, Motul,

(Fonte: ufficio stampa Club Piacentino Automotoveicoli D'epoca)

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Un fine settimana dedicato alle auto storiche: torna la Vernasca Silver Flag, la 19° edizione della rassegna dedicata ai motori che hanno fatto la storia dell'automobilismo italiano.

Parma, 18 giugno 2014 - di Paola Tanzi

Un appuntamento tra i più importanti sul piano nazionale, che vedrà gli automobilisti impegnati nelle salite del comprensorio di Castell'Arquato, Lugagnano e Vernasca, tra lo splendido scenario naturale della Val d'Arda ed i manieri di queste valli. Organizzato dal Club Piacentino Autoveicoli d'Epoca, l'evento che va in scena da venerdì a domenica, vedrà questa diciannovesima edizione dedicata alla Lancia, simbolo tutto italiano di storia, eleganza e classe.
Il pubblico potrà ammirare le rombanti vetture storiche, che giungono da molti parti d'Europa, attraversare i tornanti del comprensorio piacentino, ammirando gli antichi borghi e degustando le tipicità locali.
Il programma è amplio: si inizia venerdì con l'iscrizione delle autovetture, con la cena a Veleia, tra le antiche rovine del sito archeologico romano. Sabato alle 11 la rassegna entra nel vivo, con la prima salita dei partecipanti tra Castell'Arquato, Lugagnano e Vernasca. Seconda salita alle 15.30, che culminerà con una cena di Gala nella piazza medievale di Castell'Arquato. Terza salita verso Vernasca domenica, con partenza alle 10.30 da Castell'Arquato. Le premiazioni sono previste per le 14.30, dopo il buffet nell'area dell'antica Pieve di Vernasca.
Gli appassionati della storia automobilistica italiana saranno più che soddisfatti di questa rassegna dedicata alla Lancia. Fondata a Torino da Vincenzo Lancia nel 1906 il marchio è uno dei più antichi, distinto per l'alta tecnologia delle creazioni e per la classe delle sue carrozzerie.
«La storia sportiva della Lancia è gloriosa e parte subito, fino dai primi tempi di produzione delle vetture, raggiungendo l'apice negli anni Cinquanta con le leggendarie D24, D25 e D50 che parteciparono al Campionati Mondiali Marche e F1 con al volante grandi piloti come Ascari, Fangio Castellotti e Villoresi. A partire dagli anni Settanta la Casa di Chivasso si è proposta come la vettura da battere nei Rallyes, conquistando vittorie e Campionati Mondiali a ripetizione. Le Fulvia HF, le Stratos e le Delta hanno scritto pagine leggendarie nella storia dell'automobilismo sportivo mondiale, facendo sognare intere generazioni di italiani». Che ora potranno ammirarle e riviverle dal vero, sulle colline di casa.

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Continua il tour del presidente Trespidi sul territorio provinciale dove sono in corso interventi sulle strade. “Attenzione sempre alta verso il territorio della montagna” -

 

Piacenza, 30 aprile 2014 -

Un nuovo intervento in via di completamento sul territorio provinciale per la messa in sicurezza di strade interessate da dissesti franosi. Questa mattina il presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi ha compiuto un sopralluogo in alta Valdarda al fine di verificare lo stato dei lavori di consolidamento di un tratto della strada provinciale 4 di Bardi nel territorio del comune di Vernasca (in prossimità della località Dignini). L'intervento riguarda la realizzazione di un muro di sostegno in calcestruzzo (della lunghezza di 22 metri) a valle della strada sorretto da 27 micropali (con un diametro di 20 centimetri e un'altezza di 12 metri) attualmente in fase di posa. Al termine dell'intervento verrà infine posizionato un guard-rail a protezione del tratto di Provinciale e sarà ripristinata la pavimentazione. 

“L'opera – ha spiegato Trespidi – consente di mettere in sicurezza un tratto di strada provinciale, quello dell'alta Val d'Arda, bisognoso di interventi. L'attenzione verso il territorio della montagna rimane una priorità per l'azione amministrativa. Ricordo che proprio il mese scorso erano stati ultimati, nel territorio dell'alta Val Nure, altri tre interventi per la messa in sicurezza della strada provinciale 654R di Val Nure nei comuni di Pontedellolio, Bettola, Farini, Ferriere a seguito di alcuni fenomeni di dissesto”.

I lavori lungo la strada provinciale di Bardi (realizzati dalla ditta Vetrucci Srl di Lugagnano) sono stati seguiti dal dirigente del servizio Edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere della Provincia di Piacenza Stefano Pozzoli con i progettisti e tecnici Silvia Ponzini (Direttore lavori) e Paolo Biasini. La spesa complessiva dell'opera ammonta a 110mila euro (interamente messi a disposizione dall'Agenzia regionale di Protezione civile); il progetto e la direzione lavori sono invece a carico della Provincia di Piacenza.

Al sopralluogo di questa mattina erano presenti anche il sindaco di Vernasca Gianluigi Molinari e il tecnico della ditta responsabile dei lavori Sergio Concari.

 

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Piacenza)

 

Collegamento chiuso fino al primo pomeriggio di domani in attesa dell'evolversi della situazione meteorologica. Il dirigente della Provincia: "I proprietari dei terreni, come previsto dal Codice della strada, hanno l'obbligo di mantenere i terreni in condizioni tali da impedire cedimenti" -

 

Piacenza, 3 marzo 2014 -

La Provincia di Piacenza è al lavoro da questa mattina, con le imprese incaricate, per rimuovere dalla strada provinciale 12 di Genova nel territorio comunale di Vernasca il materiale che si è riversato sulla carreggiata a seguito dello smottamento di sabato notte. Il tratto di Provinciale interessato da fango e detriti - provenienti da un'area di proprietà privata che si affaccia sulla strada - rimarrà chiuso a tutela della sicurezza degli utenti fino al primo pomeriggio di domani, quando verrà fatta una nuova valutazione, soprattutto in relazione alle condizioni meteorologiche. Si ricorda che è possibile utilizzare in alternativa la strada provinciale 4 di Bardi. L'intenzione della Provincia - competente, lo si ricorda, per il mantenimento in condizioni di integrità e sicurezza della piattaforma stradale e delle eventuali opere di sostegno e protezione realizzate dall'ente stesso - è comunque quella di riaprire il transito, condizioni meteorologiche permettendo, nella giornata di domani.
"Il personale della Provincia – ha chiarito il dirigente del Servizio Edilizia, progettazione Infrastrutture e grandi opere della Provincia di Piacenza Stefano Pozzoli – sta provvedendo, come di consueto, al ripristino delle condizioni di transitabilità sulla strada. La priorità rimane quella di mantenere sotto controllo la rete viaria provinciale (che si estende per 1112 chilometri di cui circa due terzi in aree collinari e montane) con una particolare attenzione alle aree maggiormente instabili".
"Occorre ricordare – ha continuato Pozzoli – al fine di evitare equivoci e di veicolare informazioni scorrette che l'articolo 31 del nuovo Codice della strada (decreto legislativo del 30 aprile 1992 numero 285) stabilisce che i proprietari dei terreni situati a monte e a valle delle strade pubbliche devono mantenere i loro terreni 'in stato tale da impedire franamenti e cedimenti del corpo stradale, comprese le opere di sostegno, lo scoscendimento del terreno, l'ingombro delle pertinenze e della sede stradale, in modo da prevenire la caduta di massi o di altro materiale sulla strada'. I proprietari "devono altresì realizzare, dove occorrono, le necessarie opere di mantenimento ed evitare di eseguire interventi che possano causare i citati eventi'. Questa disposizione riproduce perfettamente quanto contenuto nel Codice della strada del 1959 che, a sua volta, ricalcava quanto stabilito dal primo Codice della strada risalente al 1933. La norma è dunque radicata e in vigore da moltissimi anni".

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Piacenza)