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Incontro tra gli architetti dell'Ordine e l'Urban Hub. Un'occasione importante per fornire alle imprese competenze e servizi di rilievo per il sostegno dell'innovazione.

Piacenza, 8 settembre 2016

Nei giorni scorsi un incontro tra gli architetti dell'Ordine e l'Urban Hub ha dato la possibilità di confrontarsi su un importante bando regionale di finanziamento di servizi nell'ambito, tra gli altri temi, del concept design, della progettazione e modellazione 3D destinato alle Pmi dei settori di specializzazione della regione, tra cui quella delle industrie culturali creative. Ne hanno parlato il vicesindaco Francesco Timpano, il project manager dell'Urban Hub Andrea D'Amico ed il presidente dell'Ordine degli architetti Giuseppe Baracchi con un gruppo nutrito di professionisti piacentini. Un'occasione importante per gli architetti che possono fornire alle imprese competenze e servizi di rilievo per il sostegno dell'innovazione.

"Si tratta di uno strumento potenzialmente formidabile - sostiene il vicesindaco Timpano -, in modo veramente molto lungimirante un bando regionale è pensato a sostegno non solo di imprese che forniscono servizi ma anche di professionisti del mondo della creatività. Un modo azzeccato per costruire il circuito tra creativi e imprese. L'Urban Hub potrà con il suo FabLab supportare, come richiesto dal bando, e favorire questa connessione".

Da parte sua l'arch. Baracchi sostiene che "questa è un'ulteriore possibilità collaborativa tra Amministrazione e Ordine e deve essere vista come un importante occasione di connettere architetti/designer/creativi, Pmi, mondo universitario e della ricerca, nell'approccio e sviluppo di concept o layout produttivi e non, rivolto anche a quel nuovo linguaggio e nuova metodologia di lavoro che dovrà sempre di più relazionarsi e confrontarsi con differenti figure professionali dalla molteplice conoscenza e dai nuovi modelli espressivi, ma tutte indirizzate a un unico obiettivo progettuale. La professione cambia e questa deve essere vista come una possibilità da perseguire".

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

Nel confermare ufficialmente le voci riguardanti l'annullamento del concerto degli Stadio previsto per mercoledì 7 settembre a Piacenza, l'assessora al Commercio Giorgia Buscarini precisa quanto segue.

"L'organizzazione dello spettacolo non era a cura del Comune ma di Eleonora Stavar, che un anno fa aveva già promosso il concerto con Paolo Belli e altri artisti piacentini a sostegno delle popolazioni alluvionate e, nelle scorse settimane, ci ha ricontattati per proporre all'Amministrazione comunale e all'associazione Vita in Centro a Piacenza, presieduta da Elisabetta Busconi, la possibilità di una serata gratuita con gli Stadio. La stessa organizzatrice aveva sottolineato che non vi sarebbero stati costi a carico del Comune, che aveva garantito collaborazione mettendo a disposizione piazza Cavalli".

Aggiunge, in proposito, l'assessora Buscarini: "Ci sono stati problemi tra la band e l'organizzatrice dell'evento, Eleonora Stavar, e non si capisce per quale motivo la responsabilità sia stata attribuita all'Amministrazione e all'associazione Vita in Centro a Piacenza, che sono totalmente estranee all'organizzazione, alla stesura dei contratti e ai compensi per gli artisti. Saremmo stati ben lieti – conclude Giorgia Buscarini – che le cose andassero diversamente, ma ribadisco che non è giusto dare al Comune responsabilità che sono esclusivamente a carico della manager".

Pubblicato in Cultura Piacenza

Il Servizio Promozione Sociale del Comune di Piacenza comunica l'avvio della nuova misura nazionale di Sostegno per l'inclusione attiva (Sia), che prevede l'erogazione di un contributo alle famiglie in condizioni economiche disagiate nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata. La richiesta del beneficio è presentata da un componente del nucleo familiare al Comune mediante la compilazione di un modulo (predisposto dall'Inps) con il quale, oltre a formulare la domanda, si dichiara il possesso di alcuni requisiti necessari per l'accesso al programma, ovvero: Isee inferiore a 3mila euro; valore complessivo di altri trattamenti percepiti inferiore o uguale a 600 euro mensili; assenza di strumenti di sostegno al reddito per disoccupati, e altri. E' importante che il richiedente sia già in possesso di un'attestazione Isee in corso di validità, in quanto la valutazione della domanda terrà conto delle informazioni in essa contenute.

Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato che, oltre a prevedere la presa in carico dei Servizi sociali del Comune, consisterà in forme di attivazione sociale e lavorativa. Il progetto verrà costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni e coinvolgerà tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie quale reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Le attività riguarderanno la ricerca attiva di lavoro, l'adesione a progetti di formazione, la frequenza e l'impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute, con l'obiettivo di aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l'autonomia.

Il beneficio economico, concesso bimestralmente, verrà erogato entro due mesi dalla richiesta attraverso una carta di pagamento elettronica (carta Sia), rilasciata da Poste Italiane, con la quale si potranno pagare le bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali, nonché effettuare acquisti in tutti i supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard (con il diritto a uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati nei negozi e nelle farmacie convenzionate, con l'eccezione degli acquisti di farmaci e del pagamento di ticket).

Il beneficio mensile ammonta a 80 euro nel caso in cui il nucleo familiare sia formato da un solo componente, 160 euro per famiglie con due persone, 240 euro per nuclei di tre unità, 320 euro laddove in famiglia vi siano quattro persone e 400 euro per nuclei con 5 o più membri.

I cittadini residenti nel Comune di Piacenza potranno presentare la domanda a partire da venerdì 2 settembre, presso lo sportello InformaFamiglie & Bambini del Comune di Piacenza, nelle seguenti sedi e orari: Centro per le Famiglie di Piacenza, via Marinai d'Italia 42, lunedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 12, mercoledì orario continuato dalle 9 alle 18, sabato dalle 8.30 alle 12.30 (tel. 0523/492380, fax 0523/492379); Quartiere Roma, via Torricella 7, martedì dalle 9 alle 12 (tel. 0523/385318).

Per entrambe le sedi l'e-mail è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Per informazioni sul Sia è possibile contattare anche gli sportelli Informasociale del Comune di Piacenza (via Taverna 39, tel. 0523/492731; via XXIV Maggio 28, tel. 0523/492022 - indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).

Prosegue il viaggio di Kamlalaf in Senegal, con l'associazione Diaspora Yoff. A raccontare le sue impressioni, in un collage di suoni che arrivano all'anima, è Matteo Stefano Tiboni, che insieme a Daniela Razzini e Anna Dainelli rientrerà in Italia lunedì 22 agosto.

Musica e rumori. Ogni tanto un aereo interrompe i nostri discorsi (siamo a 4 km dall'aeroporto) e il nostro naso si rivolge verso l'alto. Il primo giorno, il secondo e poi via via sempre meno volte, fino a che la cosa non ci distrae quasi più e quel rumore diventa quasi amico in mezzo a un'orgia di suoni assordanti, un'ambulanza a sirene spiegate, qualche clacson di taxi per farsi strada in mezzo alla gente, i bambini che giocano nelle vie.
Al mattino presto l'imam chiama a raccolta i fedeli urlando dal megafono la preghiera, quasi fosse una gara con le altre moschee del quartiere a chi sveglia più persone, ed è così che tutte le mattine partono le giornate qui a Yoff, Dakar. Il sole si alza come gli aerei che partono per le mete più disparate e anche gli animali vengono svegliati: un gallo, qualche capra e via via tutto si mette in moto.
Caos. Auto, moto, clacson, qualcuno fischia, sali su un autobus e la musica accompagna il tuo viaggio, la maggior parte delle volte schiacciato in mezzo alla gente, spalla contro spalla. Ancora un clacson; "ehi italiano" dice uno mentre cerca di venderti le cose più disparate, "spostati" urla un altro indicando un taxi. Al pomeriggio un po' di quiete fino alle cinque, c'è molto caldo e tra un pranzo ed una preghiera la città si siede per poi rialzarsi e riprendere tutte le attività fino all'imbrunire. È tutto così frenetico per certi versi, ma vissuto con estrema calma e serenità da tutti, non trovi nessuno che si arrabbia per la confusione o che litiga in mezzo alla strada come noi italiani (salvo casi isolati).
La notte, poi, quando tutto sembra addormentarsi i locali si animano. È una festa unica, non c'è limite d'età, tutti ma proprio tutti i ceti sociali si ritrovano insieme e ballano. Ma ballano sul serio. Non usano la scusa come noi di andare a ballare per fare altro. Qui vanno tutti esclusivamente per ballare. È fantastico, hanno il ritmo nel sangue, con questi jambè che vengono frustati all'esaurimento coinvolgono tutti non riesci a stare fermo a guardare, è impossibile. I loro corpi sono ipnotici, si mischiano tra loro in una danza che a volte sembra quasi primitiva ma che è l'essenza vera del ritmo. È un rapporto viscerale, il loro, con la musica come una mamma con il proprio figlio, sono collegati da un cordone ombelicale che li terrà insieme per il resto della vita.

Matteo Stefano Tiboni

 

 

L'assessore alla Legalità Luigi Gazzola, presente oggi assieme al sovrintendente Flavio Grassi e all'assistente capo Mauro Mariani della Polizia municipale, nel 72° anniversario della strage.

Piacenza, 12 agosto 2016

"Il gonfalone del Comune di Piacenza, insignito della Medaglia d'oro al Valor militare a riconoscimento dell'impegno dei piacentini durante la lotta di Liberazione, è presente oggi alla cerimonia in memoria delle 560 vittime della strage di Sant'Anna di Stazzema, dove si consumò uno dei più atroci crimini commessi durante la guerra ai danni delle popolazioni civili, che - a settantadue anni di distanza - continua a suscitare forte commozione e a rappresentare una fondamentale occasione di riflessione sulla follia delle guerre e delle violenze che purtroppo continuano ad insanguinare la quotidianità di questo tempo".

Così l'assessore alla Legalità Luigi Gazzola, presente oggi assieme al sovrintendente Flavio Grassi e all'assistente capo Mauro Mariani della Polizia municipale, nel 72° anniversario della strage, alla cerimonia nel borgo toscano, sottolinea l'importanza della partecipazione in questa ricorrenza.

SantAnna di Stazzema strage

"Anche quest'anno siamo qui – prosegue l'assessore - insieme ai rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali e a tantissimi cittadini, per onorare la memoria delle 560 persone, in gran parte donne, bambini e anziani, trucidate nell'efferata strage nazi-fascista del 12 agosto 1944. Siamo qui per continuare a coltivare il grande albero della democrazia repubblicana che in questo luogo affonda una delle proprie dolorose radici. Anche dal drammatico eccidio consumato in questo luogo, simbolo della Lotta partigiana e della Resistenza, è nata la nostra Carta fondamentale. Siamo qui, con commossa e intensa partecipazione da parte di tutti, per vivere un'altissima esperienza civica e umana e per raccogliere l'invito che Piero Calamandrei rivolgeva alle nuove generazioni, ad andare in pellegrinaggio sulle montagne dove caddero i martiri della Resistenza per riscoprire le radici della nostra Costituzione. Il tragico pezzo di storia scritto a Sant'Anna di Stazzema – conclude Gazzola - richiama ciascuno all'impegno per costruire percorsi di pace e per dire "no" tutti insieme ad ogni guerra".

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

E' rientrata nel fine settimana in Italia, dopo il viaggio in Perù con ProgettoMondo Mlal nell'ambito dell'edizione 2016 di Kamlalaf: nelle righe che seguono, Federica Nembi racconta gli ultimi giorni trascorsi nel Paese andino, riflettendo sul valore dell'esperienza vissuta.

Piacenza, 9 agosto 2016

di Federica Nembi

Il primo Paese con cui entriamo in contatto, arrivati sull'altopiano andino, è Sicuani. Qui, nei due giorni di permanenza, i componenti del Gies Canchis ci accompagnano a visitare alcune realtà che fanno parte della loro associazione. Così come per le cooperative di cafetaleros, anche in questo caso ci viene spiegato come la cooperativa sia una struttura solidale che si pone l'obiettivo di fortificare le capacità dei produttori, per far sì che il loro lavoro sia fonte di un'economia sostenibile.
Abbiamo l'onore di partecipare anche a una "Huatya", evento della comunità in cui le donne ci permettono di condividere con loro un momento importante della tradizione rurale, qual è il pranzo che si fa nei campi durante la stagione della raccolta.
Il giorno seguente partecipiamo alla "feria" che, in accordo con il Comune, l'organizzazione propone mensilmente per promuovere le produzioni delle associazioni aderenti al Gies. Questi momenti rappresentano un'occasione importante, non solo da un punto di vista economico di vendita, ma anche e soprattutto un momento di condivisione col tessuto sociale di appartenenza.
Dopo Sicuani, ci spostiamo ad Ayaviri dove conosciamo l'associazione Cepas Puno. E' un'associazione locale, sempre di matrice solidale, che ha l'obiettivo di accompagnare i gruppi di donne e le comunità con attività di sostegno quali il microcredito e la commercializzazione dei prodotti, curandone anche la qualità e la provenienza biologica.
Ultimamente, alcuni giovani del Cepas hanno dato vita a una nuova cooperativa, Tarpuy, con l'obiettivo di promuovere una cultura diversa rispetto a quella che propone la Tv peruviana. A questo proposito organizzano, con l'ausilio di dispositivi audiovideo, cineforum e attività culturali nelle scuole.
Gies Canchis e Cepas Puno sono tra le associazioni locali con cui collabora l'ong ProgettoMondo Mlal nel progetto biennale "Economia solidale", iniziativa di cooperazione per il potenziamento della rete di economia solidale e dell'equità di genere delle popolazioni rurali, cofinanziato dal Fondo Italo-Peruviano (Fip).
Come ultima tappa del nostro viaggio visitiamo l'isola di Amantani, sul lago Titicaca. Sotto un cielo con così tante stelle come non ne ho mai viste, arriva per me il momento di ringraziare chi ha reso possibile tutto questo: ProgettoMondo Mlal che mi ha permesso di visitare e vivere il Perù "dalla parte giusta"; i compañeros con cui ho condiviso questa esperienza, quelli partiti con me dall'Italia e quelli che ho conosciuto qui, sia italiani che peruviani, che hanno saputo giorno per giorno mostrarci luoghi incantevoli, quanto a volte ostici, come la Selva e l'altopiano andino; il Comune di Piacenza, lo Svep e il progetto "Kamlalaf in viaggio con Erodoto", con la speranza che possano continuare ad offrire ai giovani l'opportunità di vedere il mondo da un altro punto di vista.
Il Perù è un luogo meraviglioso, che in certe zone, lontano dalle grandi città, soprattutto là dove si è svolto il nostro viaggio, chiede alla sua gente un prezzo alto in termini di fatica e di adattabilità. Abbiamo conosciuto persone, soprattutto donne, che rispondono però quotidianamente a questa richiesta con grande umiltà, dignità e rispetto profondo per la Pachamama (Madre Terra). Solpayki Peru (grazie Perù)!

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

Dal Perù, dove si trova in viaggio con ProgettoMondo Mlal nell'ambito del progetto Kamlalaf, arriva la seconda puntata del diario di Federica Nembi, che il 6 agosto rientrerà in Italia. Seguono le sue parole. Kalalaf è un progetto del Comune di Piacenza in collaborazione con il Centro di servizio per il volontariato Svep e diverse associazioni del territorio. E' un'iniziativa di turismo responsabile e consapevole, rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni per promuovere l'incontro e la solidarietà tra Nord e Sud del mondo, per crescere come persone e come cittadini.

Piacenza, 2 agosto 2016

Dopo un'intensa giornata con i bambini lavoratori, nel centro educativo del "Movimiento de Adolescentes y Niños Trabajadores Hijos de Obreros Cristianos – Manthoc", abbiamo potuto comprendere bene le parole di Alejandro Cussianovich quando, nell'incontro che abbiamo avuto prima con lui, ci diceva: "La solidaridad es la ternura de los pueblos – La solidarietà è la tenerezza dei popoli".
Infatti i ragazzi ci hanno preso per mano, facendoci osservare con orgoglio, attraverso le vie di Yerbateros, il lavoro dei loro genitori al mercato, cui quotidianamente partecipano, e districandosi nei vicoli ci hanno aperto la porta di casa. Qui il Centro educativo svolge un ruolo importante per lo sviluppo e la formazione di questi ragazzi, offrendo il servizio di una mensa, organizzando attivitá di dopo scuola e accompagnando la promozione di iniziative per incentivare le politiche pubbliche.
Li abbiamo salutati uno a uno e, per ultima, abbiamo salutato Lima. All'indomani, infatti, ci saremmo risvegliati nella Selva.
Qui a Pichanaki abbiamo potuto conoscere le cooperative locali dei "cafetalores" che ci hanno mostrato l'intera filiera produttiva e introdotto alle differenti situazioni di precarietà e povertà, legate alla scarsa copertura di servizi pubblici in zone rurali e al bassissimo livello di copertura previdenziale. É in questo ambito che si inserisce il progetto Caffè Corretto, iniziativa promossa da ProgettoMondo Mlal in collaborazione con le principali Federazioni nazionali di produttori di caffè di Perù e Bolivia.
Il progetto ha come obiettivo quello di contrastare appunto, in cinque zone di produzione di Perù e Bolivia (nelle regioni di Cajamarca, Junin, Puno, La Paz), gli attuali livelli di precarietà che caratterizzano i lavoratori e le lavoratrici delle filiere di caffè, contribuendo al riconoscimento della dignità del lavoro, a partire da un migliore accesso ai servizi pubblici e a forme di previdenza sociale adeguata, nel quadro del rafforzamento del modello associativo rurale.
Dopo questa esperienza abbiamo proseguito alla volta di Cuzco dove, mentre visitavamo luoghi dal forte richiamo turistico, abbiamo avuto la fortuna di alloggiare presso l'accogliente centro Yanapakusun, che svolge un importante lavoro con le giovani adolescenti in stato di vulnerabilità sociale (per informazioni sul centro ed eventuali prenotazioni in caso di viaggio a Cuzco, www.yanapanakusun.it ).
E' arrivata l'ora di salutare anche questi luoghi ed entrare nell'altipiano andino peruano!
Tupananchiskama!

Federica Nembi

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

Amnesty International "Verità per Giulio Regeni": all'ingresso del Municipio di Piacenza, esposto nella sala Cattivelli di fianco al corpo di guardia, campeggia il manifesto su sfondo giallo.

Piacenza, 14 aprile 2016

Sono un centinaio, i Comuni italiani che hanno aderito alla campagna di Amnesty International "Verità per Giulio Regeni": da oggi, 14 aprile, anche all'ingresso del Municipio di Piacenza, esposto nella sala Cattivelli di fianco al corpo di guardia, campeggia il manifesto su sfondo giallo che l'associazione, nella sua fondamentale battaglia per il rispetto dei diritti umani, ha chiesto alle istituzioni, anche all'estero, di esporre per sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica sulla tragica morte del giovane ricercatore in Egitto.

"Un atto doveroso da parte nostra – sottolinea l'assessora alle Politiche Giovanili Giulia Piroli – per sostenere l'imprescindibile, legittima richiesta della famiglia Regeni e dello Stato italiano di conoscere la realtà dei fatti, individuando i responsabili della barbara uccisione di un brillante, aperto, innocente cittadino del mondo. Le torture cui è stato sottoposto, i tentativi di depistaggio a seguito del suo brutale assassinio e l'uso della violenza come strumento di controllo politico e sociale sono inaccettabili per un Paese civile". Parole cui fanno eco quelle di Luigi Ferrari, referente locale di Amnesty – accompagnato ad apporre il manifesto da Rodolfo Canaletti e Paolo Cifariello – che rimarca come l'impegno sia "condiviso, a livello internazionale, per ottenere giustizia e verità. Ringrazio il Comune di Piacenza per aver accolto la nostra richiesta, così come ha fatto la Camera del Lavoro. Dare visibilità significa, mai come in questo caso, non dimenticare e contrastare l'indifferenza".

Anche la consigliera regionale Roberta Mori, presidente della Commissione emiliano romagnola per le Pari Opportunità, in Municipio per un incontro sul Piano contro la violenza alle donne, si è fermata per stringere la mano ai volontari di Amnesty, ribadendo il pieno appoggio all'iniziativa.

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

Stamani la Giunta comunale ha avviato l'iter amministrativo che porterà alla sottoscrizione dell'Accordo di Programma finalizzato alla realizzazione di interventi di trasformazione e riqualificazione del comparto Consorzio Agrario di Piacenza.

Piacenza, 29 marzo 2016

La Giunta comunale, nella seduta di stamani, ha avviato il percorso che porterà alla sottoscrizione dell'Accordo di Programma finalizzato alla realizzazione di interventi di trasformazione e riqualificazione del comparto Consorzio Agrario di Piacenza, che coinvolge l'ex Mercato ortofrutticolo di proprietà comunale. Una porzione di territorio urbano di superficie pari a 13 ettari, ubicata nella zona centro-orientale della città e delimitata dalle infrastrutture ferroviarie della linea Piacenza-Bologna a Nord, da via Colombo e dalla via Emilia a Sud, da via dei Pisoni a Ovest e da via Pennazzi a Est.

"Questa importante iniziativa – commenta il sindaco Paolo Dosi – è una delle più significative degli ultimi anni, in quanto comporterà il recupero di un comparto strategico nella zona Nord-Est della città, che ha ormai esaurito le sue funzioni produttive e che quindi rischiava di scivolare in uno stato di degrado e di abbandono. Sulla base della proposta di riqualificazione urbana promossa dal Consorzio agrario Terrepadane, e dopo un percorso di condivisione che ha visto, nei mesi di ottobre e novembre 2015, il coinvolgimento di soggetti istituzionali – in primis Regione Emilia-Romagna e Provincia di Piacenza -, associazioni di categoria e realtà del territorio, anche attraverso incontri pubblici aperti alla cittadinanza, oggi la Giunta comunale si è riunita per definire le linee guida e i criteri generali che dovranno orientare i contenuti dell'accordo pubblico-privato preliminare all'approvazione dell'Accordo di programma definitivo. La delibera odierna verrà in seguito presentata al Consiglio comunale, dopo la pronuncia del quale l'Amministrazione avvierà un nuovo giro di consultazioni con gli stakeholder coinvolti e con la cittadinanza, volto ad approfondire tutti gli aspetti di merito dell'intervento oggetto degli accordi e che verranno riassunti in una seconda delibera da sottoporre al Consiglio comunale".

"Il progetto – sottolinea l'assessore all'Urbanistica Silvio Bisotti –, che ha preso il via grazie all'iniziativa del Consorzio agrario Terrepadane, evoluzione della già consolidata struttura del consorzio piacentino che sta assumendo un ruolo di grandissimo rilievo per le dimensioni e la copertura territoriale estesa su larga parte del territorio emiliano e lombardo, prevede il recupero urbanistico ed edilizio e la rifunzionalizzazione delle aree e degli immobili compresi nel perimetro oggetto di intervento, implica varianti sia al Prg vigente che al Ptcp, include un'area di proprietà comunale, comporta la realizzazione di percorsi ciclabili e pedonali e modifiche all'assetto viabilistico, in sintesi quindi richiede la prosecuzione del dialogo con tutte le istituzioni coinvolte e con gli enti specificamente preposti, quali Ausl, Arpae e altri".
Conclude Bisotti: "Il programma di intervento prevede il riutilizzo di tutta l'amplissima area, con almeno quattro macrocomparti e cinque diverse destinazioni d'uso: terziario, alberghiero, residenziale e commerciale, mix funzionale di usi pubblici e privati e centro commerciale di livello inferiore. E', quello che la Giunta delibera quest'oggi, l'avvio di un intervento strategico e di grande rilievo per la città, di respiro pluriennale, il cui percorso partecipativo è stato da subito impostato su binari di generale condivisione e assoluto garantismo e rispetto al quale sarà comunque previsto che prioritarie siano le opere di urbanizzazione e i servizi di viabilità".

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

L'assessore Gazzola a Lodi per l'inaugurazione di una sala della Biblioteca Laudense dedicata alla memoria delle vittime del disastro aereo di Linate dell'8 ottobre 2001.

Piacenza, 22 marzo 2016

Anche l'assessore alla Legalità Luigi Gazzola, a nome del Comune di Piacenza, era presente sabato 19 marzo a Lodi alla cerimonia di intitolazione di una sala della Biblioteca Laudense alle vittime dell'incidente aereo di Linate dell'8 ottobre 2001, in cui morirono 118 persone, tra le quali anche tre piacentini: Luca Polastri, Marco Moroni e Simone Agosti.
L'iniziativa, organizzata dal Comune di Lodi in collaborazione con il "Comitato 8 ottobre 2001, per non dimenticare", ha visto la partecipazione dei sindaci di tutti i Comuni del Lodigiano, compreso il primo cittadino del capoluogo laudense Simone Uggetti, e dei territori vicini in cui risiedevano alcune delle vittime. Dopo la Santa Messa presso la chiesa di San Filippo celebrata dal vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, il corteo dei partecipanti si è mosso verso la sede di via Solferino della Biblioteca Laudense, dove si sono svolti i discorsi commemorativi e la cerimonia di intitolazione.
"Una presenza doverosa, quella dell'Amministrazione – sottolinea l'assessore Gazzola - in segno di vicinanza alle famiglie e per testimoniare il fatto che, a dispetto del tempo trascorso, quanto è accaduto non viene dimenticato. L'incidente di Linate è stato un dramma che ha lasciato un segno profondo, per le circostanze assurde in cui si verificò e per gli inquietanti interrogativi che sollevò su questioni di fondamentale importanza legate alla prevenzione dei rischi e alla corretta applicazione di elementari misure di precauzione. La decisione della città di Lodi – conclude Gazzola - di dedicare alla memoria delle vittime una sala della Biblioteca Laudense è un gesto simbolico ma carico di significato, volto a sensibilizzare le istituzioni, le nostre comunità e i singoli individui sui temi della sicurezza aerea affinché simili tragedie non debbano più ripetersi".

(Fonte: ufficio stampa Comune di Picenza)