La serietà di una ditta di traslochi si misura anche dal sopralluogo, un'attività indispensabile per due motivi sostanziali.
Per prima cosa, vi permette di approfondire la conoscenza dell'azienda e di accertarvi che sia in possesso dei requisiti e delle qualità tecniche necessarie per effettuare in sicurezza il vostro trasloco.
Dall'altro il sopralluogo è per la ditta di traslochi un momento fondamentale per prendere visione di tutti i vari aspetti, criticità ed esigenze particolari che devono essere tenuti in considerazione sia in fase di preventivazione sia in fase di esecuzione delle operazioni di trasloco.
Ma quali sono le valutazioni che un bravo incaricato del sopralluogo deve fare? E quali aspetti influiranno nella determinare il preventivo di spesa finale?
Un fattore molto rilevante è l'ubicazione delle due abitazioni, in modo particolare il piano di carico e scarico. È facile immaginare che quanto più gli accessi sono comodi, ampi e agevoli tanto minore sarà la spesa perché si possono evitare i costi per l'uso di attrezzature speciali come le piattaforme aeree per arrivare ai piani alti di un'abitazione o di un condominio oppure per i permessi di occupazione del suolo pubblico.
Un secondo elemento è rappresentato dalla quantità ma soprattutto dalla tipologia degli arredi presenti che può determinare difficoltà di smontaggio e rimontaggio, nonché di trasporto quando si tratta di oggetti particolarmente ingombranti, come ad esempio un pianoforte, oppure di pregio, come i mobili di antiquariato che richiedono cure specifiche per l'imballo e la movimentazione.
Quantità e qualità degli arredi influiscono sia sul numero degli addetti impegnati nel trasloco sia sul numero e sul tipo di attrezzature e mezzi per il trasporto, che saranno scelti anche in base alle caratteristiche dei luoghi che devono raggiungere. Una valutazione importante soprattutto quando si devono attraversare i centri storici o non sono disponibili spazi sufficienti per manovrare agevolmente con camion di grandi dimensioni e piattaforme.
L'esperienza e la competenza dell'incaricato al sopralluogo guideranno le scelte logistiche e vi consentiranno di ricevere un preventivo calibrato sulle vostre necessità, senza sorprese. Nel preventivo infatti dovranno essere specificati gli indirizzi, i piani, gli arredi che richiedono attenzioni particolari e dovranno essere elencati dettagliatamente tutti i servizi offerti e gli eventuali servizi esclusi. Nella massima trasparenza e chiarezza.
Con Coopservice Traslochi potrete scegliere la formula più adatta alle vostre esigenze: Light, Pro e Deluxe.
La formula Light è ideale per chi desidera risparmiare senza però correre troppi rischi. Noi vi forniamo il materiale più adatto perché possiate imballare con cura ogni cosa e subentriamo nelle fasi più impegnative del trasloco, come la movimentazione dei carichi più pesanti e il trasporto con mezzi idonei.
La formula Pro offre un servizio completo per chi vuole affidare ai professionisti tutte le fasi del trasloco nella massima tranquillità compreso l'imballo dell'oggettistica, delle stoviglie e degli abiti con materiali appositi, lo smontaggio e rimontaggio di tutti gli arredi fino alla pulizia finale dei locali.
La formula Deluxe è Il servizio "All inclusive" per un trasloco senza pensieri. Oltre ad occuparci di tutte le fasi del trasloco con la massima cura e diligenza, ci avvaliamo della collaborazione di architetti e interior designer per la progettazione dei nuovi spazi e di artigiani, come elettricisti, idraulici e imbianchini, per consegnarti la tua nuova casa "chiavi in mano".
Per informazioni, chiamate il numero verde 800 66 65 66 o visitate il sito www.coopservice.it
Traslocare è un momento della vita molto stressante che genera ansia e preoccupazione. Per diminuire la tensione può essere utile affidarsi a degli esperti del settore, professionisti qualificati capaci di risolvere ogni problematica inerente al trasloco restituendoci in questo modo la serenità.
Ma come scegliere la ditta di traslochi più adatta alle nostre esigenze? Quali sono i parametri da tenere in considerazione nella difficile fase della scelta?
Su internet è facile trovare offerte e annunci di traslocatori, ma spesso è difficile orientarsi in questo mercato, capire quando il prezzo è conveniente o valutare la serietà delle proposte.
Il primo consiglio è "Non abbiate fretta". Prendetevi il tempo per raccogliere le informazioni sulle ditte di traslochi che operano nella vostra zona ed avere così elementi per valutarne l'affidabilità. In fondo chiedete a loro di trasportare i vostri oggetti più cari e quindi vale la pena di informarsi con cura e attenzione per non cadere nelle mani di traslocatori improvvisati.
Le aziende affidabili sono iscritte all'Albo degli autotrasportatori, effettuano sempre un sopralluogo prima di presentare un preventivo scritto molto dettagliato. Il preventivo vi aiuterà a confrontare i prezzi di diverse ditte, ma accertatevi che siano elencati tutti i servizi offerti per evitare spiacevoli sorprese. Diffidate dei prezzi "stracciati" perché solitamente nascondono un servizio scadente e non vi coprono dai rischi. Controllate le garanzie assicurative che vi vengono offerte per essere certi di essere risarciti per gli eventuali danni cagionati ai beni durante il trasporto.
Fatevi spiegare quanti uomini e quanti e quali mezzi verranno impiegati durante il trasloco. Questo vi permetterà di fare una stima dei tempi necessari per completare tutte le operazioni e di essere certi che i vostri mobili e i vostri oggetti imballati verranno movimentati con le attrezzature adeguate (es. piattaforme aeree, montacarichi) e trasportati con mezzi appositi (es. furgoni imbottiti).
Anche i materiali per l'imballaggio fanno la differenza. Se volete, potete scegliere di occuparvi personalmente dell'imballaggio, una scelta che può farvi risparmiare ma che deve essere svolta con cura e attenzione. Chiedete alla ditta di fornirvi, con un certo anticipo, materiali di qualità per l'imballo: scatoloni di varie misure igienici e molto resistenti (più dei materiali che si possono "recuperare" in giro), patatine riempitive e fogli di plastica muniti di aria bollata per proteggere gli oggetti, sacchetti di plastica e scatole munite di sbarra porta omini per gli indumenti, etichette per catalogare gli imballi e ritrovarli con facilità. Se non siete esperti, chiedete ai professionisti di spiegarvi come imballare i vari oggetti. Loro sapranno certamente consigliarvi al meglio, per evitare che durante il trasporto gli oggetti imballati non correttamente possano subire danni.
Lasciate invece agli esperti lo smontaggio e l'imballaggio dei mobili e degli oggetti più voluminosi, ingombranti e delicati come gli specchi, gli elettrodomestici, le opere d'arte, il pianoforte oppure le piante che necessitano di particolari cure.
E infine, assicuratevi che il traslocatore rispetti l'ambiente e segua le direttive per il corretto smaltimento degli imballaggi e di eventuali mobili o oggetti di cui vi volete liberare. Una scelta ecologista per ridurre al minimo l'impatto ambientale è una scelta etica e responsabile.
Coopservice possiede tutte le autorizzazioni e le coperture assicurative per fornire un servizio di trasloco professionale e affidabile. Dispone di uomini preparati e qualificati, nonché di mezzi di trasporto, attrezzature e tecnologie all'avanguardia per effettuare traslochi sia nazionali sia internazionali. È associata ad AITI (Associazione Imprese Traslocatori Italiani) e fa parte del Consiglio Direttivo.
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Da "carovana facchini" a grande impresa di servizi. La Giovane è pronta per il terzo rinnovamento della sua storia forte di una crescita costante e consolidata step by step. Ginetto Donati (Presidente): la crisi è stata un'opportunità di crescita grazie alla collaborazione stretta con i nostri clienti.
di LGC Parma 19 febbraio 2017 -
Per molti la parola "crisi" è un buon alibi per giustificare errori ed insuccessi, mentre per altri un' occasione per "arrotolarsi le maniche" e fare lavorare anche i cervelli.
All'indomani del tracollo della Lehman Brothers, l'economia occidentale ha dovuto fare i conti con la più grande crisi della storia. Il settore immobiliare statunitense crollò improvvisamente per effetto dello scoppio della bolla speculativa innescata dai mutui subprime, gli stessi che consentirono alla Lehman Brothers di diventare la quarta banca d'affari statunitense e che invece, nel giro di 24 ore, 25.000 persone rimasero senza lavoro e contribuì a generare uno choc finanziario senza precedenti. E così la crisi, scoppiata un anno prima, si trasformò nella tempesta perfetta e solo a ottobre le Borse mondiali bruciarono 10mila miliardi di dollari. Una cifra che costrinse i governi e le banche centrali a prendere misure estreme per evitare un crack globale.
Ma dalla finanza all'economia reale il passaggio fu rapidissimo e le imprese cominciarono a crollare generando un effetto domino che raggiunse l'Europa in men che non si dica. In Italia le banche chiusero i rubinetti e soprattutto le piccole e medie imprese rimasero a secco del "carburante" per la gestione ordinaria con profitti in decrescita rapida; inoltre le aziende prive di risorse accantonate dovettero nei migliori casi chiudere i cancelli, o portare i libri in tribunale. Con il perdurare della crisi, molte delle imprese che scamparono alla prima fase però non riuscirono ad uscire dal trauma subìto perché non capaci di adattarsi ai mercati che mutarono radicalmente, così come cambiarono gli interlocutori e le modalità con le quali rapportarsi con essi. Assecondando, di fatto, l'ondata di emotività negativa finirono anch'esse la loro "vita" per l'incapacità di adattamento ai nuovi scenari.
«Non nego - spiega Ginetto Donati, Presidente e responsabile commerciale de La Giovane - che inizialmente anche noi siamo stati disorientati da quegli eventi e travolti dal timore di cadere in disgrazia per effetto indiretto. La perdita di mercato e di clienti ci ha toccati peraltro in un momento molto delicato della nostra storia, avendo appena trasferito la nostra sede nel nuovo polo logistico che era seguito ad importanti impegni finanziari. Ma, grazie all'ottimo rapporto instaurato con i nostri clienti e i nuovi servizi introdotti, siamo riusciti a cavalcare la crisi al punto da quasi raddoppiare il fatturato».
LA STORIA
La storia de "La Giovane" ha inizio nel 1973 quando i 23 della "carovana facchini" decisero di riunirsi in impresa cooperativa. Un'operazione di start up difficile che cominciò a dare i primi frutti importanti già pochi anni dopo sotto la presidenza di Franco Adorni il quale riuscì a dare un' impronta strutturata alla cooperativa, sia dal punto di vista organizzativo e sia da quello economico. Così nel 1984 La Giovane contava 90 persone e grazie alla felice intuizione di Adorni che aveva portato a virare la cooperativa dal mero facchinaggio alla gestione dei magazzini dei clienti, l'impresa cominciò a crescere e a consolidarsi. La nuova impostazione cambiò radicalmente la vita della cooperativa che già nel 1987 fu nelle condizioni, prima a Parma, di dotarsi di un magazzino di proprietà in via Romeo Azzoni dove vennero trasferiti anche gli uffici da via Pasubio. Da quel momento la crescita non ebbe più momenti di discontinuità sino al 2005 quando, già sotto la guida di Ginetto Donati, si progettò la nuova sede attuale che conta ben 16.000 mq di magazzini (1.000 mq in gestione alla controllata Piazza scrl e 200 mq al centro servizi CSA) la cui inaugurazione avvenne nel 2007, proprio alla vigilia della crisi mondiale avviata dal crack della Lehman Brothers. Ma la crescita prosegue e dai 20 milioni di euro di fatturato (nel 2012) si è passati ai 38 milioni (al 31 dicembre 2016) arrivando ad impiegare oltre 800 dipendenti diretti e altri quasi 300 in via indiretta.
LA CHIAVE DEL SUCCESSO
«La chiave di quello che a posteriori possiamo, senza ombra di dubbio, annoverare come successo - prosegue il Presidente - è stato di avere creduto nella forza e nei valori della cooperazione, quindi sulla forza del lavoro e del servizio fornito ai clienti. Obiettivo principale è stato perciò quello di rafforzare le dotazioni della cooperativa stessa e pensare ad intercettare le esigenze dei nostri clienti tradizionali con i quali si è così saldato un'indissolubile rapporto di parternariato che ha portato a godere di reciproci vantaggi».
MIRARE IL FUTURO GUARDANDO AL PASSATO
«Dopo il rafforzamento del nostro "core business" è venuto anche il tempo dell'innovazione, della ricerca di nuovi sbocchi di mercato e nel 2012 ci avvicinammo anche al mondo dell'e-commerce e ai servizi di logistica destinati a questo particolare mercato. Nel giro di pochi anni - sottolinea Donati - e ben prima delle nostre iniziali aspettative, il volume di affari ha superato i 2 milioni di euro consentendoci di intercettare un'ulteriore opportunità di business oltre confine grazie ai rapporti instaurati con la società tedesca PVS Fulfillment-Service GmbH (il 55% del capitale della PVS service è detenuto dai tedeschi, il 10% da La Giovane, mentre la restante quota del 35% è distribuita su persone fisiche). L'elemento che da sempre ha guidato le scelte d'impresa - ha inteso sottolineare il Presidente - sono stati i "valori" della cooperazione: spirito associativo, solidarietà, democrazia interna e soprattutto la centralità dell'uomo e la valorizzazione del suo lavoro e dei suoi bisogni».
Sono questi valori che - a centosettantatre anni dall'impresa dei Pionieri di Rochdale (1844 - tessitori inglesi) - guidano tuttora il movimento cooperativo e La Giovane in particolare. «La donna e l'uomo sono al centro delle nostre scelte e ciascun socio è consapevole che la propria gratificazione, economica e sociale, deriva dalla cooperativa. Se la cooperativa prospera - rimarca Donati - ce n'è per tutti, altrimenti non ce n'è per nessuno. Prima si patrimonializza l'impresa poi si distribuisce tra i soci. È l'uomo che fa la cooperativa un po' come l'educazione dei figli, se si educano con rigore cresceranno virtuosi diversamente, come si dice, "butteranno male": così è la cooperativa, se si applicano i suoi principi prospera altrimenti si spegne come qualsiasi altra impresa mal gestita».
Oggi La Giovane conta di un patrimonio umano di elevata qualità impiegando oltre 1.000 persone di età compresa mediamente tra i 34 e 48 anni ed una componente femminile che sfiora il 40%, per lo più impiegata nel settore "moda". Molte le compagnie di "grido" che si appoggiano ai servizi de La Giovane contribuendo a consolidare quel rapporto di stretto parternariato che la cooperativa stessa riesce ad alimentare introducendo nuovi servizi "agevolatori". Un rapporto ben coltivato nel tempo che ha condotto la cooperativa ad un nuovo salto di qualità e che porterà in dote altre strutture raggiungendo così ben 50.000 mq di superficie di proprietà destinata a magazzinaggi ampliando ancor più gli orizzonti dell'impresa, oltre ad altri 30.000 già in locazione.

IL LAVORO
Il lavoro e la professionalità sono stati e continuano ad essere il motore di sviluppo della cooperativa: non più solo "facchinaggio" ma logistica a 360 gradi. E i dati riferiti agli occupati, in termini numerici assoluti, di età anagrafica e di genere confermano la capacità attrattiva dell'impresa e le opportunità che questa può offrire anche ai giovani con buona volontà che vogliano intraprendere una carriera lavorativa non solo internamente ma anche al di là della cooperativa stessa.
L'esempio concreto è rappresentato dallo stesso Presidente che, arrivato nel 1984 diplomato in ragioneria, dopo diversi mesi nei magazzini, iniziò ad assumere un ruolo più consono al suo diploma ma arricchito dall'esperienza diretta sul campo. «La gavetta, ovvero partire dal basso acquisendo le esperienze dirette sul campo, - commenta Donati - è un passaggio di arricchimento professionale enorme. In magazzino si riescono a comprendere realmente tutte le problematiche connesse alla logistica e questo, oltre a rappresentare un'ottima scuola, può diventare un'opportunità per fare emergere le proprie doti che la stessa Giovane o altre grandi imprese nostre clienti possono intercettare e quindi valorizzare al proprio interno».
GUARDARE AL FUTURO CON OTTIMISMO
«Oggi guardando al passato possiamo ritenerci - conclude il Presidente Ginetto Donati - molto soddisfatti del percorso realizzato e dei risultati conseguiti, frutto del solido convincimento che davanti a tutto e a tutti sta la cooperativa ed i suoi valori fondanti. Certamente è il genere umano a fare la differenza applicandoli o meno. Noi vogliamo continuare a perseguirli perché crediamo siano valori vincenti come lo dimostrano tutti i diversi passaggi innovativi che la cooperativa, dal 1973, ha dovuto percorrere per stare al passo coi tempi o addirittura per anticiparli. Oggi per la cooperativa si sono inaugurate nuove prospettive testimoniate anche dalla nuova Identità, sempre più "giovane", consapevole delle proprie capacità e responsabilità ma anche più motivata a costruire il futuro. Non disdegniamo di pensare seriamente all'estero, ma questa è un'altra storia che speriamo di scrivere al più presto».

LA GIOVANE - SCHEDA -
Sede: Via Dell'Artigianato 2/a (Quartiere SPIP)
Fatturato: 38 milioni
Risorse Umane: 1.073
Superficie Magazzini: 50.000 mq.
Servizi:
- gestione magazzini
- stoccaggio
- logistica specializzata nel settore moda
- logistica e.commerce
Il "Gruppo"
- La Giovane
- Piazza Carrelli elevatori
- LG Logistic (immobiliare)
- PVS Service Italia (logistica e.commerce)
- La CA servizi srl (informatica)

(Galleria Immagini a cura di Francesca Bocchia consultabile a fondo pagina)

Il Gruppo bancario organizza e ospita un incontro dedicato alle imprese del settore logistico che vogliono conoscere dinamiche e opportunità del Dubai World Center, la free zone degli Emirati Arabi Uniti
Modena, 26 Febbraio 2015 –
UniCredit promuove l'internazionalizzazione delle imprese modenesi del settore logistico a Dubai, polo strategico per sviluppare business nei mercati MENASA (Middle East, North Africa and South Asia).
Con questa finalità è stato pensato l'incontro con il Dubai World Center (DWC) in programma oggi - 26 febbraio – a Modena presso la sede di UniCredit, in piazza Grande.
L'iniziativa che si rivolge alle aziende modenesi del settore logistico, ha lo scopo di illustrare agli imprenditori interessati come sviluppare la propria attività all'interno del DWC.
"Favorire l'internazionalizzazione – ha detto Giuseppe Zanardi, Responsabile Area Commerciale Modena di UniCredit – rappresenta uno degli obiettivi strategici che UniCredit propone alle imprese. Riteniamo fondamentale per gli imprenditori il fatto di poter contare su un Gruppo come il nostro, presente in 50 Paesi con filiali estere, banche controllate e uffici di rappresentanza. Con questa iniziativa – ha sottolineato Marino Inio, Managing Director UniCredit International Center Italy - cerchiamo di offrire agli imprenditori locali la possibilità di accedere direttamente ad un corredo di informazioni qualificate, così da arricchire il loro bagaglio di conoscenze, con la finalità di promuovere e favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese del territorio".
E Dubai può certo rappresentare un "trampolino di lancio" ideale per avviare o intensificare l'export in un mercato ad elevato tasso di crescita e UniCredit si è proposta come partner privilegiato nel supporto allo sviluppo del business delle imprese italiane all'estero.
In programma, nel corso della giornata, incontri dedicati tra le singole aziende locali, interessate a stabilire una propria presenza commerciale negli Emirati Arabi Uniti, e la delegazione del Dubai World Center.
Quest'ultimo è riconosciuto come uno dei progetti più ambiziosi del mondo: 140 chilometri quadrati di zona franca situati vicino al porto di Jebel Ali capaci di offrire un'esclusiva piattaforma integrata che supporta una moltitudine di attività. Il distretto logistico, beneficiando di costi ridotti, consente un accesso diretto al trasporto aereo, marittimo e su strada, con un corridoio porto-aeroporto dedicato allo spostamento delle merci in soli 20 minuti. Come snodo commerciale e logistico, Dubai serve i mercati MENASA (Middle East, North Africa and South Asia), che con un PIL complessivo di 3,6 miliardi di USD, e nonostante la crisi finanziaria del 2009, continuano a offrire straordinarie potenzialità di crescita, con circa il 50 per cento della logistica, dell'industria leggera e di imprese legate ai servizi ausiliari.
Dubai è uno dei setti emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, il secondo per dimensione, subito dopo Abu Dhabi. Grazie alla strategica posizione geografica e alla sua politica di sviluppo, l'emiro è diventato uno dei maggiori snodi commerciali della regione del Golfo e un passaggio fondamentale tra Oriente e Occidente.
Gli aeroporti di Dubai gestiscono oltre 2 milioni di tonnellate cargo all'anno, 6.000 voli di servizio settimanali che permettono a 150 compagnie aeree internazionali di favorire collegamenti per 51 milioni di passeggeri verso oltre 210 destinazioni. Il solo porto di Jebel Ali vanta una capacità di 14,5 milioni di TEU (Twenty foot Equivalent Unit) e offre oltre 150 linee di navigazione.
(fonte: ufficio stampa UniCredit)
Costa 40 miliardi l'anno l'inefficienza logistica e infrastrutturale italiana.
E Antimo Caturano, Presidente di Traspo Day, lancia l'idea di un libro bianco sulla logistica
Una cifra enorme, che si avvicina 2,5% del PIL e che pone il nostro Paese solo al 24° posto nel mondo, per perfomance logistica, alle spalle di quasi tutti gli altri principali Paesi europei e di molti Paesi asiatici.

Dati impressionanti che emergono dall'ultimo rapporto della Banca Mondiale "Connecting to Compete, Trade Logistics in the Global economy" e che lanciano una terribile, ennesima ombra, sulla nostra economia.
"Si tratta di un tema molto delicato ed estremamente attuale- dice Antimo Caturano, che si riflette in modo particolare sulle aziende di trasporto, schiacciate tra l'inefficienza del sistema e una committenza sempre più esigente, senza parlare, poi, di quelle del Mezzogiorno."
Secondo Caturano " 40 miliardi l'anno sono una perdita enorme che l'Italia non può permettersi e che, insieme al maggior costo dell'energia, del carburante e della burocrazia, pesa come un macigno sulla competitività del nostro Paese e costituisce uno dei motivi principali della bassa crescita economica degli ultimi dieci anni."
Da qui l'idea di organizzare uno workshop nell'ambito di TraspoDay 2014, la Fiera del Trasporto e della Logistica, che si terrà da 6 al 9 marzo prossimi preso il Polo Fieristico A1EXPO, di Capua.
"Il titolo – riprende Caturano - potrebbe essere "Logistica, infrastrutture e crescita economica " e non dovrà essere una passerella di oratori fine a se stessa, ma un'occasione per mettere a confronto tutte le componenti".
Piacenza. L'Autorità portuale di Ravenna entra nel tavolo di lavoro
Un nuovo passo avanti è stato fatto per fare decollare la sperimentazione dello sportello unico doganale. Alla riunione in Provincia di Piacenza del Tavolo provinciale della Logistica, nell'ambito delle attività previste dal protocollo d'intesa tra la Provincia di Piacenza, l'Autorità portuale di Genova e la Regione Emilia-Romagna (siglato nel novembre 2012, nello scorso mese di ottobre), si è discusso sullo stato di attuazione del protocollo e sui rapporti con i Porti di Genova, La Spezia e Ravenna (che è entrato a tutti gli effetti nel tavolo di lavoro e che è stato rappresentato questo pomeriggio da Alberto Squarzina). "Tra le diverse proposte - ha spiegato l'assessore alla Programmazione e sviluppo economico del territorio della Provincia Patrizia Barbieri, - c'è la sperimentazione dello sportello unico doganale per il corridoio logistico Piacenza-Genova (e porti liguri). Lo strumento consentirebbe la semplificazione delle procedure doganali e il superamento della frammentazione oggi esistente. In particolare si andrebbe nella direzione di agevolare e fluidificare le operazioni logistiche, riducendo i costi annessi. La logistica rappresenta per il Piacentino una risorsa territoriale importante rimasta fino ad oggi senza un coordinamento. Il protocollo garantisce in questo contesto un lavoro concreto in grado di assumere una rilevanza non solo nazionale ma anche europea". "La Regione Emilia-Romagna - ha chiarito l'assessore alla Logistica della Regione Emilia-Romagna Alfredo Peri - è interessata in modo particolare a far crescere nelle singole realtà una mentalità collaborativa. A Piacenza si è riusciti a concretizzare un lavoro che ci piacerebbe replicare su altri territori". "L'esperienza del tavolo sulla logistica - ha detto Luciano Boselli dell'Autorità portuale di Genova - è innovativa: il porto di Genova crede molto in questo progetto".
I prossimi incontri del tavolo di lavoro, a cui oggi hanno preso parte anche l'Agenzia delle Dogane di Piacenza e l'Agenzia delle Dogane di Genova, saranno dedicati ad un approfondimento sull'intermodalità e sul trasporto ferroviario e ad un focus sulle potenzialità e sugli obiettivi raggiunti dal porto di Genova.
"Il tavolo – ha infine chiarito il dirigente del settore Sviluppo economico, pianificazione e programmazione territoriale, ambiente e urbanistica della Provincia di Piacenza Vittorio Silva - ha dato vita, in attuazione del protocollo, ad una serie di studi che hanno analizzato i flussi di merci e il possibile ruolo della logistica territoriale in vista di expo 2015".
Confronto tra i prezzi del Petrolio (WTI) e della media del gasolio nazionale scorporato tra costo industriale, accise e IVA. (Ministero Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa)
(aggiornamenti al 22 ottobre 2013)

Andamento ORO in confronto con il Petrolio WTI

Costi di esercizio di impresa - Ministero dei Trasporti Ottobre 2013 costo acquisto autocarro 75.000€ - percorrenza oltre 500 km - massa complessiva superiore a 26 tonnellate.

Sommario TruckNews n° 10 26 ottobre 2013
(scaricabile in pdf)


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