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Sanità - Oltre 1.200 nuove assunzioni nel Servizio sanitario dell'Emilia-Romagna nei primi 3 mesi dell'anno, con una media di 400 al mese: più di 10.300 quelle di medici, infermieri, tecnici e operatori, tutti a tempo indeterminato, nel triennio dal 2016. Percentuali di turn over fino al 150%. Procede il piano di rafforzamento degli organici voluto dalla Regione, siglate altre due intese con le Organizzazioni sindacali. Investimento da 24 milioni di euro per immissioni in corsia e nei servizi in tutti i territori, da Piacenza a Rimini. E sale al 40% la percentuale dei medici sotto i 44 anni, rispetto al 30% di dieci anni fa. Lotta al precariato: oltre 3.500 gli stabilizzati. Tutti i numeri per singola Azienda sanitaria.

Bologna -

Tanti nuovi, più giovani, e con contratti a tempo indeterminato, in un contesto che registra percentuali di turnover da record, mediamente del 120% e con punte superiori al 150% per gli infermieri. È l’ultima fotografia del personale impiegato nel Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, che restituisce un quadro complessivo nel quale i numeri parlano da soli.

Toccano infatti le 1.200 unità, per la precisione 1.236 (882 nel comparto e 354 nella dirigenza), le assunzioni nei primi 3 mesi del 2019, con una media di 400 al mese; le stabilizzazioni, in prosecuzione degli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali, sono 303 (94 nel comparto e 209 nella dirigenza). E anche l’età media dei medici si abbassa: nel 2009, quelli con meno di 44 anni erano il 30%, a fine 2018 sfiorano il 40%.

Un dato che consolida una tendenza che ha visto il 2018 chiudersi con 4.223 assunti a tempo indeterminato, di cui 1.746 stabilizzazioni, per un triennio, dal 2016, con 9.106 assunti, compresi 3.204 usciti dal precariato
In totale, alla fine di marzo si contano 10.342 fra mediciinfermieri, ostetrichetecnici e operatori assunti a tempo indeterminato, di cui 3.507 stabilizzati, nelle aziende sanitarie da Piacenza a Rimini.

Tutto ciò grazie alle intese siglate con le Organizzazioni sindacali di dirigenza medica e comparto per rafforzare ulteriormente il piano delle assunzioni e l’innovazione nel servizio sanitario dell’Emilia-Romagna voluto dalla Regione, con le ultime due recenti che sono andate a integrare altrettanti protocolli per la stabilizzazione dei precari, del dicembre 2017 e l’altro del maggio 2018. Confronto e condivisione con i sindacati, un valore aggiunto che ha portato a risultati unici nel panorama nazionale, con le politiche della Regione che garantiscono nuove possibilità di impiegoun futuro certo a chi già opera nel Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna.

Professionisti e operatori sanitari entrati dunque stabilmente in corsia e nei servizi, su cui la Regione ha fortemente investito con un duplice obiettivo: alzare ancora di più la qualità dei servizi e delle prestazioni fornite, anche attraverso piani specifici come quello sulla riduzione delle liste d’attesa per visite ed esami o la realizzazione della rete della Case della Salute. Il punto è stato fatto oggi in Regione, in conferenza stampa, dal presidente e dall’assessore alle Politiche per la salute.

 

PERSONALE MEDICO PIÙ GIOVANE E TURNOVER DA RECORD

I forti investimenti fatti dalla Regione (oltre 24 milioni di euro le risorse stanziate) per il continuo reperimento delle migliori professionalità e il rafforzamento degli organici hanno portato anche a un altro risultato significativo sul versante anagrafico: se nel 2009, infatti, il personale medico con meno di 44 anni rappresentava il 30% della forza lavoro, a fine 2018 sfiora il 40%. Da inizio legislatura ad oggi, poi, il numero complessivo dei dirigenti medici in servizio nelle strutture dell’Emilia-Romagna è aumentato a livello assoluto di oltre 450 unità, mentre - sulla base delle informazioni disponili ad oggi - l’opzione “quota 100” ha coinvolto meno di 40 dirigenti e poco meno di 200 persone nel comparto, mantenendo pertanto costante e fisiologico il flusso dei pensionamenti.

Da primato anche la copertura del turnover, che colloca l’Emilia-Romagna ai vertici in Italia: 120% nel biennio 2017-2018, con punte del 150% per gli infermieri e del 130% per i dirigenti sanitari.Numeri confermati anche nel 2018, anno in cui si è giunti a una copertura del turnover del 121%.

Assunzioni e stabilizzazioni che, insieme al Piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesahanno permesso di raggiungere un altro risultato: in Emilia-Romagna, infatti, visite ed esami sono garantiti per oltre il 98% dei casi nei tempi previsti dalla normativa nazionale (rispettivamente entro 30 e 60 giorni). A fronte di una situazione di partenza che, sempre a inizio legislatura, nel 2015, vedeva garantito entro i termini previsti il 58% delle visite e degli esami strumentali.

In anticipo rispetto all’orientamento nazionale, la programmazione regionale di innovazione e qualificazione del Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna era già orientata su politiche occupazionali volte a contrastare il precariato; politiche a cui è stato dato un ulteriore impulso attraverso le nuove possibilità offerte dal decreto legislativo 75/2017. Vanno in questa direzione tutti i protocolli d’intesa siglati in questi anni con le Organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria e del comparto.

Assunzioni e stabilizzazioni nel triennio 2016-2018
Negli ultimi tre anni, nel Servizio sanitario regionale sono state assunte a tempo indeterminato 9.106 persone, di cui 6.836 nel comparto (e dunque infermieri, ostetriche, operatori sociosanitari, tecnici, amministrativi) e 2.270 nella dirigenza (di questi, 1.997 sono medici e veterinari). Sul totale 3.204 sono stabilizzazioni, di cui 1.777 nel comparto e 1.427 per la dirigenza (1.255 tra medici e veterinari).

 

I DATI 2018
Nel corso del 2018, gli assunti a tempo indeterminato sono stati4.223, di cui 3.121 nel comparto e 1.102 nella dirigenza (di questi, 907 sono medici e veterinari). Sul totale 1.746 sono stabilizzazioni, di cui 1.039 nel comparto e 707 per la dirigenza (602 tra medici e veterinari).

Il turn over: raggiunto il 121% 
Dal 110%, se si considera il periodo 2016-2018, al 120% del biennio 2017-2018. La copertura del turnover del personale sanitario, con le nuove assunzioni che di fatto hanno superato le cessazioni dal servizio, arriva nel 2018 al 121%. La “punta” più alta riguarda gli infermieri, con il 152%; il turnover per i dirigenti sanitari è al 135%. 

I dati per Azienda: le assunzioni nel 2018
Per l’Azienda Usl di Piacenza, nel corso del 2018, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 307 (261 nel comparto e 46 nella dirigenza). A Parma sono state in tutto 526, tra quelle dell’Azienda Usl (190, di cui 153 nel comparto e 37 per la dirigenza) e quelle dell’Azienda Ospedaliera (336, di cui 286 nel comparto e 50 per la dirigenza).

L’Azienda Usl di Reggio Emilia ha assunto 587 persone, tra comparto (428) e dirigenza (159). A Modena le assunzioni sono state in tutto 520, tra quelle dell’Azienda Usl (268, di cui 173 nel comparto e 95 nella dirigenza) e quelle dell’Azienda Ospedaliera (252, di cui 170 nel comparto e 82 nella dirigenza). A Bologna, tra Azienda Usl (479, di cui 390 nel comparto e 89 nella dirigenza), Azienda Ospedaliera (332, di cui 260 nel comparto e 72 nella dirigenza) e Rizzoli (96, di cui 68 nel comparto e 28 nella dirigenza) le assunzioni sono state in tutto 907.

Per l’Azienda Usl di Imola, nel corso del 2018, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 128 (96 nel comparto e 32 nella dirigenza). A Ferrara sono state in tutto 272, tra quelle dell’Azienda Usl (83, di cui 61 nel comparto e 22 per la dirigenza) e quelle dell’Azienda Ospedaliera (189, di cui 156 nel comparto e 33 per la dirigenza). L’Azienda Usl della Romagna ha assunto 976 persone, tra comparto (619) e dirigenza (357).

Le percentuali di turnover 2018 per Azienda
Nel 2018, queste le percentuali di turnover per Azienda, relative ai dipendenti: Azienda Usl di Piacenza 122%, Azienda Usl di Parma 94%, Azienda Ospedaliera di Parma 120%, Azienda Usl di Reggio Emilia 195%, Azienda Usl di Modena 77%, Azienda Ospedaliera di Modena 197%, Azienda Usl di Bologna 109%, Azienda Ospedaliera di Bologna 93%, Ospedale Rizzoli 128%, Azienda Usl di Imola 95%, Azienda Usl di Ferrara 56%, Azienda Ospedaliera di Ferrara 167%, Azienda Usl della Romagna 137%. /CV

 

Fonte: Regione ER

Piacenza, 4 aprile 2019 - Al bando PSR della Regione Emilia Romagna il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha presentato 31 progetti per un valore complessivo superiore a 3 milioni e 700 mila euro.

Si tratta di progetti riferiti ad interventi volti alla prevenzione di danni da fenomeni franosi rispondenti al bando PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2014/2020 misura n. 5.1.01 (linea di finanziamento regionale indirizzata a investimenti in azione di prevenzione volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali e avversità climatiche – prevenzione danni da fenomeni franosi al potenziale produttivo agricolo).

I progetti presentati sono così distribuiti sul territorio: 5 per il comune di Alta Val Tidone, 5 per il comune di Gropparello, 5 per il comune di Morfasso, 4 per il comune di Pianello Val Tidone, 2 per il comune di Farini, 2 per il comune di Bobbio, 2 per il comune di Bettola, 2 per il comune di Ferriere, 1 per il comune di Travo, 1 per il comune di Corte Brugnatella, 1 per il comune di Coli e 1 per il comune di Piozzano.

Per ognuna delle segnalazioni ricevute, a seguito dei sopralluoghi effettuati dai tecnici del Consorzio, è stato redatto un progetto di intervento.
Ad essere nei progetti di intervento ci sono: 64 briglie in gabbioni allo scopo di rallentare la velocità delle acque e contrastare l'erosione e di conseguenza migliorare le condizioni di stabilità dei versanti e mitigare i fenomeni franosi; 72 tra traverse, palificate e briglie in legname per stabilizzare i versanti e intercettare e incanalare i canali montani; drenaggi per l'emungimento delle acque sotterranee per più di 13 mila e 500 metri per la raccolta e il convogliamento delle acque che si infiltrano nel sottosuolo al fine di prevenire movimenti franosi; la pulizia e la sistemazione di canali per quasi 20 mila metri per favorire il deflusso delle acque di scolo.

In linea generale ogni progetto proposto è pienamente coerente con l'obiettivo dell'operazione (5.1.01 del PSR) e risponde al fabbisogno di ripristinare il potenziale produttivo agricolo e forestale danneggiato e introduce adeguate misure di prevenzione contribuendo al sostegno della prevenzione e della gestione dei rischi aziendali: 47 le aziende agricole coinvolte.

Parlando di iter burocratico: i progetti sono stati presentati a fine marzo (il 26 era la scadenza), la graduatoria sarà pubblicata entro la fine di luglio e, per i progetti finanziati, sarà redatto un progetto esecutivo finale e la realizzazione degli interventi pianificati in un tempo massimo di 18 mesi.
A complimentarsi con lo staff tecnico è prima di tutti Fausto Zermani, Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza che commenta: "Essere riusciti a presentare 31 progetti, per di più in tempi così brevi, è davvero un grande risultato. La nostra montagna va sostenuta con investimenti che mantengano integro il territorio e tutelino i suoi abitanti e le attività produttive in essere. L'impegno e la dedizione del personale tecnico e operativo in forza al comprensorio montano dimostra quanto il Consorzio tenga e creda in un approccio che preservi il territorio e lo rilanci assicurando a chi resta e a chi vuole tornare una maggior qualità della vita".

 

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Case popolari: affitti più leggeri per anziani e persone sole con reddito inferiore a 17mila euro, la Regione mette mano alle regole di calcolo del canone di locazione. Oltre 14 mila i potenziali beneficiari. La Giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi il provvedimento che consente ai Comuni di ridurre del 10% i canoni di affitto per le famiglie composte da una sola persona, con reddito basso e bassissimo.

Bologna -

I Comuni potranno ridurre del 10% l’affitto alle quasi 14 mila persone sole, con un reddito inferiore a 17mila euro di Isee, che vivono nelle case di Edilizia residenziale pubblica (Erp) dell’Emilia-Romagna.

Il provvedimento è stato assunto dalla Giunta regionale con l’obiettivo di dare una mano ai nuclei familiari unipersonali, in particolare alle persone anziane, considerato chenel 65% dei casi (9.057) risultano composti da over 65enni. 

I destinatari sono perlopiù inquilini di vecchia data a reddito basso: una fascia di cittadini che si è pensato avesse bisogno di maggior tutela dopo le nuove modalità di calcolo dei canoni di locazione adottate con la riforma regionale del 2016; una riforma che oltre alle fasce di reddito ha introdotto altri parametri per la determinazione del calcolo del canone come la metratura, le caratteristiche qualitative dell’appartamento, il comune ela zona in cui è ubicato.

 

LE CARATTERISTICHE DEL PROVVEDIMENTO

Lo sconto sul canone introdotto dal provvedimento può essere applicato a due fasce di riferimento dell’utenza degli alloggi Erp: di accesso agli immobili, per cui è necessario avere un Isee compreso tra i 7.500 e 17.100 euro, e di protezione, una sorta di canone sociale riservato alle famiglie più povere, cioè quelle con un Isee massimo di 7.500 euro.

Il provvedimento sarà ora portato all’esame dell’Assemblea legislativa per l’approvazione definitiva entro il mese di aprile.

GLI ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA IN EMILIA-ROMAGNA

Dall’attività di monitoraggio condotta sul totale delle assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti dalle Acer nelle nove province emiliano-romagnole risulta che al 31 dicembre 2017 (ultimo dato disponibile) gli alloggi occupati sono 49.517, su un numero complessivo di 55.560 (parte dei quali in via di assegnazione o in ristrutturazione). /Ti.Ga.

Fonte: Regione ER

"Sono stati confermati in Emilia-Romagna 100 casi nella forma neuroinvasiva che hanno portato a 21 decessi, 66 casi come febbre confermata e 30 casi identificati in donatori di sangue, oltre a 2 casi di Usutu virus"

È Forza Italia, con un'interrogazione rivolta al governo regionale, a chiedere che le aziende sanitarie si attivino preventivamente con azioni di contrasto alla diffusione del virus West Nile "per evitare i problemi dello scorso anno".

In Emilia-Romagna dai dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità nel 2018, si legge nell'atto ispettivo, "sono stati confermati 100 casi nella forma neuroinvasiva che hanno portato a 21 decessi, 66 casi come febbre confermata e 30 casi identificati in donatori di sangue, oltre a 2 casi di Usutu virus".

Per Forza Italia è quindi necessario, per ridurre il rischio di trasmissione dell'infezione all'uomo, contrastare la circolazione del virus attraverso misure preventive di sanità pubblica.
(Cristian Casali)

Corso di formazione antimafia in Emilia-Romagna. L'Assemblea legislativa regionale promuove il corso per studenti, che inizia il 3 aprile, presso l'Università di Parma. Primo appuntamento con "Conoscere per riconoscere: le mafie in Emilia e nel nord Italia" e laboratorio su come realizzare un'inchiesta. Possibilità di partecipare a quattro giornate formative a Bruxelles e L’Aja.

Parma -

Un corso di formazione antimafia in Emilia-Romagna aperto a studenti universitari emiliano-romagnoli e neolaureati. Lo organizzano l'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e l’Associazione Cortocircuito, con l'obiettivo di promuovere la cultura della legalità e della responsabilità civile e fornire tutti gli strumenti per riconoscere e contrastare fenomeni mafiosi sempre più insidiosi e camaleontici.

Il primo appuntamento, aperto anche ai cittadini, è in programma mercoledì 3 aprile dalle 10.30 alle 13.30 con il seminario di formazione “Conoscere per riconoscere: le mafie in Emilia e nel nord Italia” nell’Aula dei Filosofi dell’Università di Parma, in via dell’Università 12. Tema centrale dell'evento quello dell’infiltrazione della criminalità organizzata in Emilia e nel nord Italia con un approfondimento su come stiano mutando le mafie dopo il maxiprocesso Aemilia.

Interverranno il Procuratore capo di Parma Alfonso D’Avino, già Procuratore aggiunto a Napoli, che spiegherà il ruolo dei professionisti nell’arginare i fenomeni mafiosi, e il Procuratore capo di Modena, Lucia Musti, già magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia a Bologna, che interverrà sul rapporto con i professionisti emiliano-romagnoli. Introdurrà l'evento il Rettore dell’Università di Parma, Paolo Andrei, e, fra i partecipanti, ci saranno anche Elia Minari, coordinatore dell’Associazione culturale antimafia Cortocircuito, nonché il giornalista Rai Luca Ponzi, che ha seguito il maxiprocesso Aemilia.

Nel pomeriggio, dopo il seminario, sempre in via dell'Università a Parma (ma in Aula I), è previsto il laboratorio interattivo “Come realizzare un’inchiesta sulle mafie al Nord” dalle 15.30 alle 17, nell'ambito del quale, a partire da atti pubblici su mafia e corruzione, giornalisti e studenti potranno capire come avviare un'inchiesta.

Grazie all'Assemblea legislativa, durante la giornata del 3 aprile verrà data la possibilità ad alcuni studenti di partecipare a quattro giornate formative a Bruxelles e L’Aja per conoscere le istituzione europee impegnate nella lotta per la legalità.

Il corso di formazione completo è costituito da due seminari di formazione, due laboratori interattivi e quattro giornate a Bruxelles e L’Aja.

Per partecipare al primo seminario e/o al laboratorio interattivo, entrambi in programma il 3 Aprile all’Università di Parma, è necessario inviare una e-mail (indicando il proprio nome e cognome) all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. La partecipazione è gratuita, i posti sono limitati.

Il seminario è un evento formativo riconosciuto dall’Ordine degli Avvocati e dall’Ordine dei Giornalisti, con crediti formativi, per gli iscritti agli ordini professionali.

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Fonte: Regione ER

Ricevute le protagoniste del progetto di integrazione e cittadinanza "La Repubblica delle nuove italiane". Le donne immigrate residenti nel Reggiano in visita presso l'Aula e le mostre dell'Assemblea legislativa regionale. 

Bologna -

Alcune sono nate in Italia, frequentano le scuole reggiane oppure lavorano qui da 12 anni. Altre sono in Italia da due mesi, anche se già parlano qualche parola e riescono a farsi capire. Altre ancora hanno figli e dicono che la soddisfazione più grande sia stata portarli in Italia per farli studiare. Una delegazione di donne immigrate (marocchine e nigeriane soprattutto) residenti nel Reggiano e che fanno parte del progetto di integrazione e cittadinanza La Repubblica delle nuove italiane, promosso dal Comune di Reggio in collaborazione con la Fondazione Nilde Iotti, è stata in visita in Assemblea legislativa.

Dopo le mostre e la visita del parlamento regionale, le donne hanno incontrato la presidente della commissione Parità, che ha sottolineato come "la nostra commissione sia l'unica in italia ad avere potere legislativo: se diamo un parere negativo, il bilancio non viene approvato". Per questo ha illustrato e donato alle donne il libretto contenente la legge quadro per la Parità e contro le discriminazioni di genere, tradotta anche in arabo.

"Questa commissione - ha spiegato la presidente - si è costituita nel 2011 e abbiamo introdotto anche la doppia preferenza di genere perché ci fossero più donne nella istituzione: abbiamo raddoppiato le elette in Regione". Inoltre, è stato introdotto il principio, anche nelle aziende sanitarie, di essere attenti al rispetto dell'equilibrio tra uomini e donne. "Dunque a parità di curricula, se ci sono un uomo meritevole e una una donna meritevole, bisogna capire se bisogna riequilibrare la parte femminile o maschile".

Le donne immigrate residenti nel reggiano hanno donato una locandina che raffigura l'intreccio di varie nazioni, che hanno già donato al Core (centro oncologico ed ematologico di Reggio Emilia).

 

Fonte: Regione Emilia Romagna

 

Maltempo di inizio febbraio: il Governo dichiara lo stato di emergenza nazionale per le province di Bologna, di Modena, di Parma, di Piacenza e di Reggio Emilia. L'assessore  regionale alla protezione civile Gazzolo: "La deliberazione del Consiglio dei ministri è una buona notizia. Ora attendiamo che sia pubblicata per conoscere quante risorse sono in arrivo per fronteggiare le criticità aperte e le modalità fissate per gli indennizzi a privati e imprese. La Regione è pronta a fare la sua parte".

Bologna -
 
“La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per il maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna ad inizio febbraio è una buona notizia. Ora attendiamo che la deliberazione assunta ieri dal Consiglio dei ministri sia pubblicata per avere conferma dello stanziamento iniziale di risorse destinate ad affrontare l’emergenza e conoscere le modalità fissate per il primo rimborso dei danni a cittadini e imprese”. 

Così Paola Gazzolo, assessore regionale alla protezione civile, commenta il provvedimento approvato ieri sera dal Governo che riconosce lo stato di emergenza per le conseguenze degli eventi verificatisi nelle province di Bologna, di Modena, di Parma, di Piacenza e di Reggio Emilia  dall’1 al 3 febbraio scorsi: le piogge abbondanti, con l’alluvione del Reno nel bolognese; i diffusi fenomeni di dissesto ed erosione delle sponde dei corsi d’acqua; e il gelicidio in Appennino, da Piacenza a Modena. Un’ondata di maltempo che ha causato conseguenze per circa 30 milioni di euro nell’intero territorio.

I fondi in arrivo saranno investiti per le opere più urgenti e non rimandabili. - prosegue Gazzolo - Siamo comunque già al lavoro, come previsto dal nuovo Codice di protezione civile, per definire un ulteriore pacchetto di interventi da sottoporre all’attenzione del Governo, perché stanzi i finanziamenti necessari anche per la seconda fase dell’emergenza: in tempi rapidi serve assicurare tutte le risposte attese dalla popolazione, sia in termini di sicurezza del territorio che di indennizzo dei danni. E come sempre- chiude l'assessore- la Regione è pronta a fare la propria parte, alla luce delle decisioni nazionali, garantendo la disponibilità a stanziare apposite risorse con il proprio bilancio”. 

 

Fonte: Regione Emilia Romagna

Sport - Si arricchisce ancora il cartellone dell'Emilia-Romagna: i Campionati italiani di ciclismo in Alta Val Taro, nell'Appennino parmense, dal 28 al 30 giugno. Due le prove in programma: cronometro e in linea. Cinque i Comuni interessati: Albareto, Bedonia, Borgo Val di Taro, Compiano, Tornolo. Il sopralluogo di Davide Cassani e la sfida Moser-Saronni che torneranno in bici a 38 anni dal duello che li vide protagonisti sulle stesse strade. L'appuntamento a poche settimane dalla conclusione del Giro d'Italia, che vedrà anch'esso protagonista l'Emilia-Romagna.

Bologna -

Una grande tradizione che si rinnova. Terra di grandi campioni – da Ercole Baldini a Vittorio Adorni, fino a Marco Pantani, per citarne solo alcuni – l’Emilia-Romagna è protagonista della stagione ciclistica 2019.

Dal 28 al 30 giugno prossimi, gli atleti del pedale si daranno appuntamento in Alta Val Taro, appennino parmense, dove si svolgeranno i Campionati italiani di ciclismo su strada. Evento che arriverà a poche settimane dalla chiusura del Giro d’Italia, che quest’anno vede al centro l’Emilia-Romagna con Bologna città della “Grande partenza” l’11 maggio e RiccioneRavennaModena e Carpi, oltre San Marino, tutte località di arrivo o destinazione di una tappa.

Saranno due le gare in programma nella competizione che assegnerà i titoli nazionali: la cronometro individuale del 28 giugno e la prova in linea su strada del 30 giugno. A fare da scenario, la montagna in provincia di Parma e in particolare i comuni di AlbaretoBedoniaBorgo Val di TaroCompianoTornolo.  

“In un cartellone già ricco di appuntamenti suggestivi e di alto livello- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- inseriamo un’altra grande festa di sport per l’Emilia-Romagna. Grandi campioni, tifosi, organizzatori, turisti troveranno una terra pronta ad accogliergli con l’entusiasmo e il senso dell’ospitalità che da sempre la contraddistinguono. Un ulteriore valore aggiunto sarà rappresentato dalla bellezza dei territori che ospiteranno la competizione, quell’Appennino parmense in cui ambiente, storia, cultura e tradizioni enogastronomiche convivono ancora oggi in un raro equilibrio. Fra due settimane la fase finale della Coppa Italia di calcio a 5 in sei comuni di cinque province, il Giro d’Italia a maggio, i Campionati europei di under 21 di calcio sempre a giugno. A luglio la Beach Volley World League a Cervia, dove, a fine settembre, verrà ospitata l’Iron Man, la gara di triathlon che attira atleti da appassionati da tutto il mondo. E i campionati nazionali di ciclismo: un altro grande evento- chiude Bonaccini- che come Regione abbiamo sostenuto, convinti che lo sport sia uno straordinario elemento di attrattività turistica e di valorizzazione del territorio”.

 

IL SOPRALLUOGO DI CASSANI, POI SARONNI E MOSER IN SALITA VERSO IL CASTELLO DI COMPIANO

Una grande classica del ciclismo professionista che torna a 38 anni di distanza negli stessi luoghi che nel 1981 videro la vittoria di Francesco Moser, dopo una gara combattutissima con Giuseppe Saronni.  E proprio Moser e Saronni ritorneranno a giugno (la data è in corso di definizione) sul “luogo del delitto” per pedalare di nuovo sulla salita che porta al Castello di Compiano. 

Ma ancora prima, un altro appuntamento da non perdere per gli appassionati della bicicletta: il 1^ aprile sarà Davide Cassani, oggi commissario tecnico della nazionale italiana, nonché presidente di Apt servizi Emilia-Romagna, a visionare il percorso, compiendo un sopralluogo insieme alla Commissione tecnica della Lega.

Organizzati dal Comitato Alta Valtaro, insieme al gruppo sportivo Gs Emilia, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, i Campionati italiani di ciclismo su strada sono stati presentati oggi a Bologna. Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre al presidente BonacciniSabina Delnevo, sindaco di Compiano, Adriano Amici, presidente di Gs Emilia, Daniela Isetti, vicepresidente vicario della Federazione ciclistica italiana, e Beppe Conti, giornalista di ciclismo, opinionista di Rai Sport, membro del Comitato organizzatore.  

 

UN UNICO APPUNTAMENTO PER DUE GARE: LA CRONO INDIVIDUALE E LA PROVA SU STRADA

Due, dunque, gli appuntamenti dei Campionati italiani su strada 2019: 

-la crono individuale del 28 giugno, con arrivo e partenza a Bedonia per un percorso che toccherà tutti i cinque comuni dell’Alta Val Taro. Una distanza di 34 km con un dislivello di 385 metri, che rilascerà il titolo di campione italiano cronometro 2019, attualmente detenuto da Gianni Moscon;

- la prova in linea su strada del 30 giugno, per complessivi 232,90 km e un dislivello di 3.942 metri: un primo circuito (da percorrere due volte) di 49,78 km e un dislivello di 738 metri, con partenza e arrivo a Borgo Val di Taro, passando per AlbaretoCompianoBedoniaTornolo; un secondo (da ripetere dieci volte) di 12,30 km e un dislivello di 235 metri, tutto nel territorio di Compiano. Il vincitore di questa competizione potrà fregiarsi del titolo di campione italiano su strada e indossare la maglia tricolore. Campione uscente: Elia Viviani.

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                                     I due circuiti della prova in linea su strada

UNA GRANDE CLASSICA DAL 1906: IL RECORD DI GIRARDENGO, 9 VITTORIE

Scorrendo il palmares di questa competizione nata nel 1906, si ritrovano tutti i grandi protagonisti del ciclismo italiano su strada, da Costante Girardengo, che vinse il titolo ben nove volte, passando per Alfredo Binda e Learco Guerra. Né potevano mancare le grandi coppie del ciclismo italiano: Gino Bartali e Fausto Coppi che si misurarono in queste prova diverse volte, portando a casa quattro trofei ciascuno. E, tra anni Settanta e Ottanta, Francesco Moser e Giuseppe Saronni.  In tempi più recenti oltre a Elia Viviani, sono saliti sul podio anche Fabio Aru campione 2017 e naturalmente Vincenzo Nibali che ha conquistato l’oro nel 2014 e nel 2015. Senza dimenticare Giacomo Nizzolovincitore nel 2016./PF

 

Emilia-Romagna ben oltre il 95%, la soglia di copertura vaccinale che garantisce la cosiddetta “immunità di gregge”, a tutela della salute pubblica e dei piccoli più esposti, per i bimbi ai due anni d’età, nati nel 2016


Al 31 dicembre 2018 - cioè alla seconda rilevazione trasmessa al ministero, dopo quella di giugno - l’Emilia-Romagna conferma di aver superato il muro del 95% per tutte le vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge regionale (difteritetetanopoliomielite, che si assestano ciascuna al 95,7%, ed epatite B al 95,5%) per la frequenza al nido. Norma entrata in vigore nel novembre 2016, dopo che la Regione, prima nel Paese, aveva approvato la legge sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione a nidi e materne, aprendo la strada al successivo obbligo nazionale. Obiettivo raggiunto anche per emofilo B e pertosse, poi aggiunte dalla normativa nazionale, mentre per morbillo-parotite-rosolia (Mpr) si assiste ad unasignificativa accelerazione nell’ultimo triennio, con la copertura passata dall’87,2% del 2016 al 93,5% del 2018. Guardando poi i dati dei bambini di 36 mesi,quindi nati nel 2015, la percentuale di copertura per la Mpr raggiunge addirittura il 95,8%.

Complessivamente, le percentuali crescono in tutte le provinceRomagna compresa, dove le coperture al 24^ mese sono costantemente salite nell’ultimo triennio, avvicinandosi anch’esse alla soglia del 95% (con Ravenna che già la supera). Particolarmente virtuosa la situazione a Parma, dove per le quattro obbligatorie per legge regionale la copertura si attesta intorno al 97% a 24 mesi e raggiunge il 99% a 36 mesi. E, in Emilia-Romagna, tutte le vaccinazioni previste dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale per l’età pediatrica sono assicurate senza tempi di attesa: l’Ausl, infatti, invia a casa la lettera con la data dell’appuntamento, compatibile con le scadenze corrette del calendario vaccinale.

VACCINI IN EMILIA-ROMAGNA 2016-2018: UN TREND IN CRESCITA

dicembre 2018, le coperture dei bambini nati nel 2016 per poliomielitedifterite etetano hanno raggiunto il 95,7% (mentre nel 2016 erano ferme rispettivamente al 93,3%, 93,1% e 93,5%). L’epatite B è passata dal 92,7% del 2016 al 95,5%. Percentuali destinate ad aumentare ancora di più se si considerano, sempre nell’anno appena concluso, le coperture a 36 mesi, e dunque dei nati nel 2015: 97,2% per la poliomielite(era al 94,4% nel 2016), 97,1% per la difterite (rispetto al 94,2% a fine 2016), 97,3% per il tetano (dal 94,8% del 2016). L’epatite B è passata dal 93,8% del 2016 a quota 96,8%.

In aumento anche le percentuali raggiunte dalle altre vaccinazioni rese obbligatorie dalla successiva legge nazionale (senza considerare la varicella, obbligatoria solo per i nati nel 2017): sempre a dicembre 2018, per i bimbi di due anni le coperture per l’emofilo B hanno raggiunto il 95,2% (erano al 92,2% nel 2016); per morbillo-parotite-rosolia il 93,5% (era all’87,2%), per la pertosse il 95,7% (dal 93,1 del 2016).

 

AL NIDO E SUI BANCHI VACCINATI: ANCHE QUEST’ANNO IN EMILIA-ROMAGNA C’È LO SCAMBIO DIRETTO SCUOLE-AUSL DEGLI ELENCHI DI TUTTI GLI ISCRITTI

Come previsto dalla legge nazionale sull’obbligo vaccinale (n. 119 del 2017), e come già fatto dalla Regione Emilia-Romagna nei due anni precedenti, anche per l’anno scolastico 2019/2020 le scuole e i servizi educativi dovranno trasmettere alle Aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro il 10 marzo 2019, l’elenco di tutti gli iscritti della fascia 0-16 anni. Entro il 10 giugno, le Ausl restituiranno gli elenchi con le indicazioni dei soggetti che risultano non in regola. Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi, i dirigenti delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie inviteranno i genitori (o chi esercita la responsabilità genitoriale) dei minori indicati negli elenchi a depositare, entro il 10 luglio 2019, la documentazione che attesta l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse.

In Emilia-Romagna, a oggi, nulla è cambiato rispetto agli anni scorsi: i genitori, pertanto, non devono presentare il certificato vaccinale al momento dell’iscrizione ma sarà la scuola/servizio educativo ad acquisire le informazioni necessarie direttamente presso l’Ausl.

Fonte: Regione Emilia Romagna 

Memoria. Il viaggio da Fossoli a Mauthausen di 450 studenti degli istituti superiori modenesi. Il presidente Bonaccini alla partenza: "Un atto di coraggio civile, per non dimenticare e contrastare l'intolleranza". Il progetto della Fondazione Fossoli ottiene per la seconda volta la Targa del Presidente della Repubblica. Gli alunni di 29 scuole in viaggio dal 24 al 28 febbraio con i loro professori e gli storici Elisabetta Ruffini, Carlo Saletti, Costantino di Sante, Antonella Tiburzi e Roberta Mira. I campi di Mauthausen, Gusen, Dachau, Ebensee, oltre al castello di Hartheim tra le tappe. Previsti laboratori di giornalismo, fotografia e produzione multimediale. ll 30 aprile al Teatro Comunale di Carpi il racconto alla comunità dell'esperienza fatta.

Bologna -

Un lungo viaggio dalla provincia modenese fino alla Germania, con tappe in Austria, per ricordare le vittime dell’Olocausto e della guerra450 studenti e i loro professori, che non vogliono dimenticare. E’ il progetto Storia in Viaggio. Da Fossoli a Mauthausen, promosso dalla Fondazione Fossoli, che ripropone ai ragazzi, per il terzo anno consecutivo, il viaggio finale che i prigionieri del campo italiano nei pressi di Carpi, moltissimi ebrei, fecero durante la Seconda guerra mondiale verso i lager nazisti. Per il secondo anno consecutivo, l’iniziativa ha ottenuto la Targa del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che il 25 aprile 2017 visitò l’ex Campo di Fossoli.

“Sono venuto a salutare questi ragazzi e queste ragazze che, fortunatamente, hanno vissuto sempre un tempo di pace e che quindi sono portatori di questo grande valore– ha affermato Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, durante la cerimonia di partenza degli alunni-, studenti che, insieme ai docenti, hanno il coraggio civile di ripercorrere i passi verso l’orrore cui furono costretti circa 5000 deportati. Di ricordare attraverso i luoghi, le immagini e le testimonianze, la guerra e la terribile ideologia nazista. La memoria è importante, un segno di civiltà e un monito per far sì che non si ripetano gli stessi drammatici errori. E la legge sulla Memoria del Novecento che abbiamo voluto e che finanziamo con un milione di euro l’anno, serve anche a sostenere le iniziative e i progetti delle scuole. Utili tanto più oggi, nel momento in cui diventa fondamentale ricordare dove abbiano condotto la follia nazifascista e le stesse leggi razziali varate nel nostro Paese, fino a dove si sono spinte la cultura dell’odio e l’intolleranza verso coloro che venivano considerati diversi. Un baratro inconcepibile e disumano che non deve tornare, mai”.

Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Fondazione Campo Fossoli, Pierluigi Castagnetti, il sindaco di Carpi, Alberto Belelli, e il rabbino capo di Modena, Beniamino Goldstein.

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IL PROGETTO

I cinque giorni del viaggio, che coinvolgono 29 istituti superiori dei territori di Carpi, Castelfranco Emilia, Finale Emilia, Mirandola, Modena, Montombraro, Pavullo, Sassuolo e Vignola, sono il culmine di un percorso di formazione molto più ampio, che ha preceduto per mesi la partenza, con tre specifici momentiuno in classe, in cui ogni scuola ha “adottato” un testimone transitato dal Campo (attraverso la letture della sua biografia o autobiografia), la visita a Fossoli per comprendere il ruolo giocato dall’ex Campo di concentramento nel sistema concentrazionario europeo, e la conferenza del professor Francesco Mario Feltri sulle origini del nazismo nei primi decenni del secolo scorso. La formazione degli alunni proseguirà anche durante il viaggio, con la presenza di cinque storiciElisabetta RuffiniCarlo SalettiCostantino di SanteAntonella Tiburzi e Roberta Mira. Insieme a loro agli operatori della Fondazione Fossoli, con la possibilità per gli studenti di partecipare ai numerosi laboratori, come quelli di giornalismo, curato da Serena Fregni, fotografia, condotto da Elena Canevazzi, e produzione multimediale, curato da Roberto Zampa e Giovanni Vignali.

L’esperienza maturata nel viaggio sarà condivisa anche al ritorno, sia nelle classi, che in un momento pubblico che si svolgerà martedì 30 aprile al Teatro Comunale di Carpi.


IL VIAGGIO DELLA MEMORIA

Il viaggio toccherà alcune tra le città simbolo di quello che fu il regime nazista quali Monaco di Baviera, LinzSalisburgo e Innsbruck, in un percorso molto esplicativo  dei diversi aspetti della macchina di morte del Terzo Reich, non limitandosi esclusivamente alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei, ma approfondendo temi quali il lavoro coatto e la famigerata Aktion T4, che portò l’uccisione di migliaia di persone affette da malattie genetiche inguaribili e di portatori di handicap,  “vite indegne di essere vissute”, secondo la visione dell’eugenetica nazista, senza dimenticare la sorte riservata agli internati politici. Tra le tappe, i campi di concentramento di Mauthausen, Gusen, DachauEbensee, oltre al castello di Hartheim.

Informazioni sul sito www.fondazionefossoli.org e la pagina Facebook Fondazione Fossoli.
 
 
Fonte: Regione Emilia Romagna